m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

Monti non può perdere

L’articolo (leggetelo) di Colombo per “gli Altri” dice alcune cose corrette ma mi pare largamente ingenua la conclusione sintetizzata dal titolo: le primarie le avrebbe perse Monti.
Anche perché la considerazione di apertura parte da una premessa del tutto aleatoria e discutibile: il fatto che “ieri” sembrasse quasi certo il ritorno di Monti mentre oggi secondo l’articolo, grazie alle primarie, meno.
Eppure anche ieri sapevamo che qualcuno questa competizione, teoricamente indetta per individuare il candidato alla presidenza del consiglio del centrosinistra, la avrebbe pur dovuta vincere, in un modo o nell’altro.
Quindi non si capisce, oggi, quale sarebbe la novità in questo senso.
Ieri hanno-sembra- votato 3.100.000 persone. Buon risultato, non una valanga. Insomma, dato fisiologico.

Sotto questo aspetto però, due, quattro, tre milioni di voti fanno per nulla differenza e l’eventuale ritorno di Monti a Palazzo Chigi dipenderà domani, nel caso, da altre variabili (di Monti o chi per lui, dall’esito elettorale del senato, dalla legge elettorale se cambiasse, da altre cose). Non è oggi meno probabile di ieri. Né ieri era così certo, d’altro canto (che poi a Monti – come se fosse un “politico” – interessi necessariamente fare il capo del governo per 5 anni è tutto da dimostrare e la natura della sua esperienza di governo non può che essere extraelettorale, sussidiaria. Nemmeno serve lui in quanto persona, dato il solco tracciato in Europa, basta guardare oltr’alpe).
Nell’ottica di un’elezione “primaria”, per quanto zoppicante, è del tutto normale che Bersani o altri candidati prefigurino il superamento del governo Monti: sarebbe bizzarro candidarsi ad una selezione per la principale poltrona di governo paventando un Monti bis e di fatto l’inutilità delle primarie stesse. Non vi pare?

Avrebbe perso Monti? Ha perso, allo stesso modo, il “montismo”?
Vanno al ballottaggio, e ci vanno bene, il capo del principale partito sostenitore di Monti e Renzi che, aldilà delle schermaglie, non ha certo un profilo lontano dal “montismo”.
La presunta parte della coalizione IBC più critica verso Monti (omettiamo di parlare ancora una volta di come sia possibile allearsi con chi Monti nel frattempo sostiene) prende una scoppola assai sonora. Prende quanto Bertinotti nel 2005 in “primarie” non contendibili.
Meno, addirittura, in voti assoluti, se ho sott’occhio i dati reali. 485mila voti.
Al limite della gaffe l’aprire da parte di Vendola i commenti post primarie accusando i media di aver dato troppo spazio a Renzi.
Lasciamo perdere…
Certo, è vero che oggi al contrario di solo un anno o due fa Vendola non partecipasse davvero per vincere.
A ben vedere però, se si conosce tutta la storia che ci ha portato sin qui e se si è oneste/i, già questo elemento evidenzia la sconfitta sconfitta del “fenomeno” Vendola, del “pugliamo l’Italia”, il fallimento di quel progetto.
Perché mesi fa è parso per un attimo verosimile che Vendola potesse essere obamanianmente  il leader del centrosinistra.
Si è parlato per mesi dell’ OPA sul PD (gergo osceno).
L'”opa” ora è semmai su SEL.
Tanto che settimane fa Nichi ci ha pensato a gettare la spugna.
Al contrario di quanto scrive Colombo SEL è per nulla indispensabile a Bersani per battere Renzi domenica: a scanso di un travaso di voti da Bersani a Renzi chi ha votato Vendola potrà stare tranquillamente a casa che il segretario del PD vincerebbe comunque, dato il buon distacco, anche se Matteo si prendesse tutti i voti di Puppato e Tabacci.
SEL serve a Bersani, semmai, per stravincere.

Queste primarie rinforzano il PD, da settimane in ascesa nei sondaggi, e assolvono quindi alla loro principale funzione.
Si sono rivelate, nei fatti, le primarie “del PD”, come qualcuno/a ogni tanto le chiama (chi polemicamente, chi per lapsus).

Il film delle coalizioni di centrosinistra lo abbiamo visto più volte.
Le premesse paiono analoghe, sarebbe razionalmente difficile pensare a un esito diverso se non con un quasi invidiabile ottimismo della volontà: come nel ’96, come nel 2006, la “sinistra” del centrosinistra si è autorelegata ad un ruolo di portaborracce e di testimonianza per legittimare operazioni moderate ed altrui.
Ove potesse esser decisiva su questioni calde non potrà che chinare il capo.
Ieri “perché sennò torna Berlusconi” domani, magari, quando gli alleati che Monti lo hanno sostenuto – assieme a Berlusconi – minacceranno: “perchè sennò torna Monti!”.

p.s. nel frattempo dalle parti di alba, arancioni e “cambiare si può” basta l’intervista a De Magistris (non si capisce nemmeno esattamente a nome di chi parli eppure dà la linea e indica candidati premier) per gettare in confusione il polo che alla coalizione di cui sopra dovrebbe essere alternativo.

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2 pensieri su “Monti non può perdere

  1. Scusa, so che il mio commento non ha niente a che fare con il tuo post.
    Ti volevo solo salutare!
    Ciao, spero tu stia bene! Anzi, benissimo!

  2. lì per lì avevo capito Furio Colombo, Andrea non lo conosco.. 🙂 a parte questo, credo che queste primarie siano servite ‘almeno’ ad individuare qualcuno da questa parte.. (io non non ho votato perché il PD non mi appassiona, ma se avesse vinto Renzi avrebbe significato che questa Italia è davvero senza speranza di cambiare almeno un minimo)..
    Bersani sarà il leader del centrosinistra semplicemente perché la destra è spappolata, al centro sono confusi ora che Napolitano ha fatto l’altolà, ma Casini non molla il campo e neanche qualcun altro dell’area (Vaticano incluso secondo me, Acli e Riccardi sono forti, a prescindere dalla sponsorizzazionedi Papa Giovanni.. :).
    Monti sicuramente ne ha le tasche piene (meno Passera, per dire..) e magari ambisce a qualcosa di diverso, ma i dati del suo governo sono francamente desolanti e non so chi potrebbe appoggiarlo se non una destra orfana di B. (sì orfana, la sua scesa in campo sarà un flop) e i liberali, liberisti ecc (Giannino ecc.).

    ‘Cambiare si può’ ingloberà Alba e arancioni di De Magistris, oltre un po’ di comunisti meno arrabbiati (a Roma c’erano Ferrero, Turigliatto e qualcuno del PdCI che non sono intervenuti e hanno fatto bene), Ingroia non credo proprio si candidi a leader. Prenderanno un po’ di voti, ma non abbastanza secondo me. Magari arrivassero almeno terzi, dopo il movimento di Grillo, e non Quarti 😉
    ci rileggiamo ciao

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