m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

Primarie all’italiana.

Per chi trova divertente soffermarsi sulla fenomenologia del bizzarro dibattito politico italiano (e sopratutto di come viene seguito) le primarie sono una cavia straordinaria per i tanti spunti che offrono.

Tra i tanti, ce n’è uno che è rivelatore perché indica sia la superficialità sia la mistificazione, quindi la malafede, che le circonda.
Malafede che su questo specifico aspetto riguarda sopratutto la presunta ala “sinistra” di quello spassoso “caucus” nazionale che andrà in scena a novembre, o comunque la riguarda in maggior misura.

Premessa: non è qui in discussione la bontà o meno dello strumento “primarie” quanto una evidente contraddizione.
Vorrei capire perché quelle/i che ritengono le primarie uno strumento utile, importante, un valore, non abbiano mai perorato contestualmente una riforma costituzionale che:
introduca l’elezione diretta del – chiamiamolo come vogliamo – capo del governo;
introduca un meccanismo “antiribaltone”, se cade un governo si torni al voto;
introduca magari l’antico “vincolo di mandato”.

Se – pur rimanendo altri aspetti critici che qui omettiamo – le “primarie” hanno una loro coerenza e un senso nell’indicare il candidato a sindaco o presidente di regione di una tal coalizione, perché si seleziona con elezione diretta il candidato a una carica monocratica che verrà effettivamente eletta con suffragio diretto in elezioni “secondarie”, le “primarie” per le politiche servono a indicare una cosa…che non c’è, che non esiste:  il candidato “premier”. Le primarie sostanzialmente eleggono..il nulla.

Che non sarebbe necessariamente un problema se chi avvalora lo strumento in questione si dicesse impegnato nel senso, o comunque a favore, dell’introduzione di un principio “presidenzialista” nell’impianto istituzionale del paese e di diminuzione del peso del parlamento (almeno per ciò che concerne il rapporto durata legislatura/esecutivo, “poteri” a parte).

Sono convinto che tante e tanti pur entusiaste/i di poter votare alle “primarie” si direbbero contrar* al presidenzialismo.
Almeno, tale è sempre stata la posizione della sinistra partitica grossomodo radicale.

Però sarebbe buffo: riterrebbero giusto legittimare tizio a candidarsi a guidare un governo con una investitura plebiscitaria, sottraendo quindi la scelta alle bieche trattative di palazzo, attraverso una competizione preliminare e sostanzialmente “ufficiosa” ma, al contempo, riterrebbero sbagliato eleggere veramente il (più raramente la) leader dell’esecutivo.

A questo punto non si capisce come si possa ritenere un valore eleggere direttamente il potenziale candidato a guidare il governo per la propria coalizione e non ritenere allo stesso modo sacrosanto eleggere per davvero il “capo” del governo del paese.

Non si capisce bene come criticare Berlusconi che in quanto “capo” della coalizione vincente si riteneva sostanzialmente “eletto” per governare – piaccia o no vincendo effettivamente a capo della sua coalizione elezioni vere – ricordandogli che no, in Italia c’è un sistema parlamentare e quindi bla bla bla ( si rammenti la polemica ai tempi del passaggio al governo Dini), per poi avvalorare un meccanismo di investitura diretta per candidarsi a guidare il governo, attraverso un meccanismo che è un fatto “privato” deciso e regolato da alcune associazioni private , in modo aleatorio e mutevole.

Non si può insomma esser coerentemente a favore delle primarie e contrari all’elezione diretta del capo del governo.

Non si può esser a favore delle primarie e poi dire che la costituzione è santa e va difesa così com’è, e che quindi il presidente del consiglio non va eletto ma nominato dal Quirinale sentiti i presidenti delle camere e via dicendo.

Metto in conto che Nichi e fans nel frattempo abbiano cambiato idea e riterrebbero positivo eleggere direttamente il capo del governo e il ricorso al voto nel momento in cui il governo eletto perdesse la fiducia del parlamento.

Posso anche sbagliarmi ed esser vittima di un pregiudizio.
SEL probabilmente ora è a favore di una modifica della carta che ritenga giusto tutelare l’investitura sacrosanta di quella parte di elettorato che ha indicato alla sua coalizione chi debba essere capo del governo da questa espresso e non permettere che in cinque anni in parlamento le coalizioni mutino e possano sostenere tre o quattro governi con leader e geometrie diverse.
Può essere e se mi sbaglio chiedo scusa.
Però che ce lo dicano. 😉

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Un pensiero su “Primarie all’italiana.

  1. ho letto di nuovo, ma ho concluso che il tema decisamente non mi appassiona.. però tornerò a leggerti per trovare i risvolti politici che in genere mi sfuggono (le primarie del PD comunque me le lascio sfuggire volentieri) ciao

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