m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

PRIDE LAICO

E’ andata bene, tenendo conto di pioggia, risorse a disposizione,  titubanze da parte di alcuni e difficoltà varie, e che in città ben più importanti realtà ben più organizzate han fatto veri e propri flop…è andata benissimo. La giornata è iniziata bene, con il riuscito convegno in università.
Queste sono le poche foto che ho fatto io.
Non male…che ne dite? (Alieno..magari controlla il mio mediablog che vedi le foto più grandi:qualcosina in più che "300". No?)
E’ anche il caso di fare una mini rassegna stampa.
Il manifesto (appena è online, linko), Repubblica , Il Giornale, Il SecoloXiX, AGI….qualcosa è uscito persino su Avvenire.
Giornata importante (dato della Questura..mille..fate vobis) come valore in sé, per il percorso che la ha preceduta e, sopratutto,  come momento di semina. La dimostrazione che a Genova esiste un cuore pulsante di movimento, di donne e uomini reali, che non si sentono cancellat* , che si mobilitano ed organizzano aldilà della scomparsa dei professionisti della rappresentanza.
Altre foto, QUI.
Siparietto divertente….per un paio d’ore, provato dal turno di notte "sulla schiena" e dalla pioggia, ho dovuto  tener a bada una  tenace  ed incazzata punkabbestia che mi ha a lungo  "molestato", alludendo al fatto che io col corteo mi stessi "arricchendo".

MENSOPOLI
Si abbatte sul PD genovese, e sull’attuale giunta comunale, la bufera giudiziaria "mensopoli".
Diversi tra assessori e esponenti locali del PD, perquisiti, inquisiti.
Ora..per certi versi..sarebbe facile per me, ironizzare su tale vicenda. Ho litigato più con piddine e piddini che con altr*, qui.
Ma non posso farlo. Per due motivi, primo, per il mio proverbiale "garantismo". Non è mio costume considerare la tesi di un PM come inoppugnabile sentenza, un avviso di garanzia una prova di colpevolezza.
Il secondo motivo: perchè per quanto sia chiaro quanto il PD in città come Genova sia un comitato d’affari, un potentato che cura gli interessi economici di varie lobbies, per quanto sia distante , critico o livoroso verso questi settori della politica cittadina, non ho motivo di pensare che Massimiliano Morettini (uno degli inquisiti) abbia fatto ciò che parrebbe profilarsi secondo i PM. A lui, va la mia poco importante solidarietà e l’augurio che questa storia finisca bene. Il segretario regionale del PD, Mario Tullo, ha invece commentato : "la carne è debole".

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39 pensieri su “PRIDE LAICO

  1. Infatti, è andata bene. E adesso andiamo avanti e continuiamo a far sentire la nostra voce. A partire dal Pride di Bologna.

  2. E’ andata bene, anche se, come al solito, i media ci hanno cagato di striscio. Con tutte le telecamere di Rai ed altre emittenti mi sarei aspettato più visibilità. L’articolo del Giornale è fedele alla linea 🙂 (hai notato che qualcuno ha mugugnato sulla ml quando lo ho postato? Invece penso sia molto interessante sapere cosa dice la stampa avversa). Mi unisco, per quanto vale anche per me, alla solidarietà per Morettini…mi sembra una montatura tipo Telekom Serbia, ma vedremo…

  3. sono contento che l’iniziativa sia andata bene ma che cazzo vuol dire “la carne è debole”? Che quando si raggiunge il potere bisogna rubare per forza?

  4. @militante
    mah….sembra quasi una…presa di distanza…non certo una, magari rituale, difesa del compagno di partito.
    @llewal
    Giusto diffonder l’articolo de il giornale…no, non ho visto le lamentele in ML.
    @samuele
    siii! 😉

  5. Ora dico qualcosa di inaspettato: sei consapevole che se questo papa non prende una netta posizione in difesa di migranti e rom, la deriva razzista conclamata (processo di lungo periodo, lo so…) del Belpaese diverrà inarrestabile?

    Hai letto l’editoriale uscito su El Paìs dell’altro giorno?
    (—> link)

  6. Questo we non ho avuto tempo per seguire la vicenda (vs corteo, Papa ecc. ah, e calcio! hehe..). Sono passato a curiosare da te. Chissà perchè sapevo non mi avresti deluso! ;-)))
    Non entro nel merito, sono solo un curiosone, però mi ha fatto sorridere aver riconosciuto nelle foto un bel po’ di persone..

    Cos’è quella storia della punkabbestia??! Che voleva? Ciao

  7. @memento
    grazie del link..ovviamente non lo avevo letto.
    Anche se io non dimentico Ceuta e Melilla…però.

    @secchin
    grazie della visita!!!!
    eh..niente…due ore di rottura di scatole “ti ho visto..te ci mangi sopra….hai smesso di lavorare e fai i soldi sui cortei” e cose del genere…capisci che sentirmi dire ciò proprio dopo il turno di notte… ahahha! era fatta come un cocco,povera.

  8. si vabbè sarà fatta,ma un colpo in testa e veloce occultamento del cadavere ,è una prassi che in questa situazione si può anche usare,no?

  9. Off topic: Se fai un salto da me, ho messo le foto di Fender.
    Bacioni a tutti i tuoi mici
    Patri

  10. dopo essermi acconigliato e non essere venuto in corteo, ritrovo un briciolo di dignità e coraggio per dirti pubblicamente della mia assenza!
    mi dispiace, ma non ce l’ho fatta. ho provato a fare un salto, ma eravate in ritardo… 😦
    spero ci sarà un’altra occasione!
    ciao

  11. anonimo in ha detto:

    Mi spiace per l’accaduto,ma secondo me avresti dovuto dire alla ragazza: “Se io facessi soldi sui cortei avrei due bodyguards e mi basterebbe chiamarle per farti portare via dal cazzo. Invece non lo faccio. Come la mettiamo ?”
    Tra l’altro “fare i soldi sui cortei” è un diritto , fintanto che esistono pirla che pagano.
    Meglio che prendere pochi soldi magari per un lavoro di merda
    comunque.
    Secondo me la tipa era invidiosa.

    Mi spiace di non essere venuto al corteo invece,ma ero in coma a letto perchè anch’io ho lavorato di notte; sono venuto in facoltà alla sera,ma forse era meglio prima:
    non è andata male comunque.

    Alex DubCheck

  12. @franco
    grrr……………..

  13. No comment sul comment del PD,
    io mi sto quasi rassegnando, no non non bisogna generalizzare, ma dai oggi dai domani, è triste constatare che fa più opposizione Di Pietro.

    Sono contenta per il Pride (ho persino sentito un audio.. 🙂 e anche se le masse non erano oceaniche, l’importante è mostrare che un movimento c’è.

    Mi piacerebbe leggere, se hai tempo, che pensi del dibattito in corso dentro Rifondazione e attorno, PdCI, SC e PCdL: tu sei più addentro alle segrete cose e io faccio un po’ di fatica a seguirli (e mi domando se faccio fatica io, che ne sarà della casalinga di Voghera?)
    un saluto

  14. @giovanotta
    scusa…non mi è chiarissimo il tuo commento relativo al PD, o comunque non mi pare “centrato” rispetto ai fatti per cui il pd qui è citato.
    In ogni caso, su pd-idv, io non mi fermerei all’esteriorità che ci vien fornita dal pattuito gioco delle parti. In ogni caso l’atteggiamento maggiormente “duro” di IDV non è tanto sui contenuti (anzi) quanto sui modi.
    Su pdci..prc..verdi..sd….ti interessa proprio? 😉

  15. FrancaFranca in ha detto:

    Sono contenta che la manifestazione sia andata bene.
    Certo che il commento del segretario regionale del Pd è incoraggiante…

  16. per quanto riguarda il dibattito pcl,sin crit ne parlo sul mio blog
    e poi,dimenticavo:ma vada a farsi fottere la casalinga di voghera,il popolino merita massimo disprezzo,tanto quanto la classe padronale!

  17. @moltitudini:

    approfitto di questa tua battuta – «Su pdci..prc..verdi..sd….ti interessa proprio? ;)» – per riaprire la nostra storica polemica sul ruolo della rappresentanza.

    Siamo entrambi d’accordo (mi pare) sul fatto che il vero dramma per chiunque abbia a cuore gli interessi dei ceti sociali “non privilegiati” (una volta avremmo detto ‘sfruttati’, ma oggi certe parole sono tabù anche tra compagni di lotta…) sia l’egemonia culturale dei (dis)valori della destra italiana, che è più ‘reazionaria’ che liberale.

    Su questo conveniamo, giusto? ;P

    Ebbene, condurre questo tipo di lotte in piena autonomia e prescindendo dall’esistenza di una rappresentanza parlamentare è oggettivamente possibile (e va dato atto a chi si adopera in tal senso).

    Ma il senso comune, l’egemonia culturale delle destre è o non è veicolata da un “discorso televisivo” che (ora, più che mai) rasenta davvero il pensiero unico?

    Su questo punto, a mio avviso, la frammentazione e la confusione dei rappresentati – e gli indubbi errori strategici, frutto di una confusione almeno doppia, dei rappresentanti – costituiscono un peso di cui bisogna cercare di liberarsi quanto prima.

    Vado nel concreto: a breve ci sarà il riassetto della RAI.

    L’egemonia culturale fondata su un becero nazionalismo che sposta frequentemente il target del “nemico del popolo” ora sull’islamico, ora sul rumeno/rom (senza nemmeno distinguere), ora sullo “straniero in quanto tale”, ora sulla casta (ma solo su quella politica e solo quando la sinistra è al governo, hai visto? ;P) ha – come tu ben sai – lo scopo precipuo di occultare quello che è il vero nemico nella guerra tra poveri che le elite egemoni stanno nuovamente scatenando.

    Oggi chi c’è rimasto a dire pubblicamente che nella guerra tra poveri il vero nemico da abbattere è la povertà? Chi è che osa dire che finché due terzi abbondanti del pianeta vivranno in condizioni di estrema povertà, non ci sarà legge che potrà arrestarle le migrazioni di massa?

    Questa egemonia si è fondata (soprattutto) sul monopolio pressoché assoluto del “discorso televisivo” nei canali e nelle fasce di maggiore ascolto: io credo che questo sia il punto decisivo.

    Poi è chiaro che vi sono altri limiti oggettivi, legati ad una popolazione che ha una bassa scolarità diffusa, poca (o nessuna) propensione alla lettura, nonché un menefreghismo dilagante che già fece la fortuna di chi sappiamo noi, nel secolo scorso.

    Oggi, però, questa destra reazionaria (e schifosamente razzista) sta per rimettere i suoi uomini di fiducia in RAI e la mancanza di una rappresentanza parlamentare delle sinistre, fa sì che tutto questo avverrà col solo Di Pietro (e sai quanto io non abbia stima del personaggio e del messaggio politico che tende a rappresentare) che, forse, oserà provare a sollevare con forza la questione.

    A noi resta la Rete, certo: ma tu lo sai che gli Italiani connessi sono fermi ancora al 35% (dati più recenti), no?

    L’egemonia culturale non la contrasti con la sola iniziativa sociale sul territorio, insomma.

    Quella rimane preziosissima, ma da sola non basta. Ahimè, non può bastare.

    Stammi bene.

  18. @memento
    si, sono d’accordo che quello sia uno dei problemi (l’egemonia).

    Evidentemente, il “discorso televisivo” conta. Non è “tutto”, ma conta.

    E’ che, perdonami l’afflato in parte utopico, vorrei che i rappresentati non si sentissero più tali, così come vorrei che qualcuno rappresentasse altri: bisogna “essere”, esprimere.

    Invece dissento sulla chiosa: aldilà che pensare ad una TV che (semplifico) ci sia più “amica” è ancora più utopico di quanto non lo siano i miei deliri (intendo dire: quella è proprio una battaglia che non mi interessa, è persa in partenza, non capisco – pur capendo il problema- come pensi di incidere a quel livello lì. Cosa vogliamo? un membro del cda del prc? spiegamelo. Ma forse ho capito male. La scorsa legislatura c’avevi il prc al governo e Curzi in cda. La tv è necessariamente leva del potere)

    Dicevo: dissento sulla chiosa: l’egemonia culturale la hai persa proprio perchè hai perso terreno nel territorio del sociale, dell’immaginario ricompositivo., perchè venuto meno il luogo del “lavoro” come fattore di ricomposizione, non ne abbiamo trovato un altro.

  19. gli esami impongono di rifuggire da ogni discussione.

    anche se io con l’egemonia ci vado a letto :-)!

    al pride ci abbiam fatto una capatina. ma senza consenso o adesione di circolo (in realtà ho avuto problemi a sostenere la proposta con la dovuta forza)…. e più che altro per un arco di tempo limitato al “uh va là, chi c’è” e poi di corsa a casa di un compagno che stava male…

    felice sia andata bene (davvero). e mi è parso che anche stavolta Liberazione abbia superato il manifesto… o sbaglio?

    p.s. aggio risposto con domanda su fucina

  20. luca siamo sicuri che il punto del lavoro sia perso o venuto meno come polo di aggregazione di politiche tese a un radicale e radicato cambiamento sociale e politico?
    Credo che questa sia un’idea maturata nell’impossibilità della sinistra storica di riprendere un discorso di conflitto per mille paure e problemi e anche per l’incapacità di altri di staccarsi dell’autoreferenzialità di una prassi basata più su alcuni bisogni -droghe libere,diritti civili- che una analisi del rapporto lavoro-manodopera , tipica di una riflessione che veda il capitalismo come vero nemico del cambiamento e sopratutto il lavoratore subordinato,certo in questa ottica vede in primo piano il lavoratore precario e sopratutto quello migrante che in se prende tutti i problemi ben rappresentati in questa società reazionaria,non fascista..o sbaglio?

    ps:senti rileggendo alcuni tuoi vecchi post ho notato che stimi Morgan,lo segui ancora?

    e poi l’università come è finita?
    ciao,davide

  21. @viga
    Non ho detto che non debba o possa esserlo.
    Che allo stato attuale non lo sia, è dato di fatto.
    @sante
    a quale pride hai fatto una capatina?
    Liberazione? l’articolo di domenica non lo ho letto…ma Checchino (ha scritto anchen l’articolo su Marghera) è un grande, ottima persona e gran professionista.

  22. A proposito di “discorso televisivo”.

    In questi giorni, il TG1 manda in onda un servizio del genere:

    Retata trans al tg1

    Il TG1. Quello che dovrebbe essere “il più autorevole”…

    Allora: se la bestialità umana, la metaforica “sete di sangue” con cui nei secoli scorsi si placavano le ire del popolo vessato, mozzando qualche testa, impiccando qualche sventurato, mettendo al rogo la strega di turno, se tutto questo oggi viene veicolato gioiosamente dal “servizio pubblico” e con questa violenza in prima serata per altri cinque anni (senza che nessuna rappresentanza politica dica nulla), secondo te, questo Paese si imbarbarirà ulteriormente o riuscirà in qualche modo a migliorare?

    Io penso che il problema – e lo riscontro ogni volta che mi fermo a parlare di politica con qualcuno – è che mentre il leghista che va a fare campagna elettorale sul territorio, non deve far altro che dire: «avete visto alla TV che schifo (questi Rom, questi Gay, questi ‘mettici un diverso qualunque da strumentalizzare’…), non avevamo ragione noi?», ogni compagno o compagna che vuol provare a dialogare con chi non è già politicamente orientato (molto) a sinistra si troverà inevitabilmente a sbattere contro un muro di gomma di infiniti pregiudizi sedimentati nel profondo, a causa di quello che si appresta ad essere un secondo ventennio: il ventennio del pensiero unico, appunto.

    Beh… scusa se insisto, ma è questo il meccanismo perverso che non riusciamo più a invertire: io magari a Tizio dopo averci parlato una buona mezz’ora, qualche dubbio glielo faccio anche venire.

    Poi Tizio torna a casa, accende la TV.

    E addio…

    Capisci ora cosa intendo dire?

  23. il no comment era riferito al commento del segretario regionale del PD..
    l’IDV non mi pare a occhio che faccia un’opposizione solo sui “modi”, Di Pietro è stato l’unico che a berlusk gliele ha cantate e continuerà a farlo, pena la perdita di tutti i voti che ha avuto
    e per me, che non ci si dimentichi di chi abbiamo come pres.del.cons. è di fondamentale importanza!!
    Sul dibattito in corso a sinistra, sì, io sono interessata, non mi sento così autosufficiente da poterne fare a meno e mi auguro che sia questa volta davvero di sinistra (sento parlare di riunificazioni con Sinistra Critica e PdCL)
    un saluto!

  24. @giovanotta
    ah, ok…ho capito.
    Si, reazione strana…vedremo.
    Su prc etc….non è una questione di autosufficienza…ma qualcosa dirò.
    Su idv…si vedrà. Distinugerei forma e contenuti, e non sarei così ingenuo da tener conto che un po’ di vecchio antiberlusconismo da tener nell’alveo del csx serve comunque. Schermaglie tattiche.
    @memento
    si, capisco benisismo. E son d’accordo.
    ma come ho detto..non è certo il terreno dlele tv quello agibile per “noi”.
    Conosco la schifezza fatta del tg1: per altro, tg con direttore di csx e frutto della RAi nominata nell’era Unione.

    Insomma…siccome è da lì che eravam partiti (rappresentanza), dico che questo problema c’è eccome (ed il delirio sicuritario lo hanno alimentato proprio i media democratici nell’era Prodi) ma, oltre al discorso di agibilità, proprio questa vicenda dimostra come la rappresentanza parlamentare c’entri poco.

  25. unico neo, è stato quello dell’articolo sul manifesto, che ha menzionato tutti gli aderenti alla manifestazione,”dimenticandosi” di menzionare il partito comunista dei lavoratori

  26. @silvio
    però…si, c’era qualche militante pcl. Devo dire che nella mail “pridelaico”, la’adesione del pcl non è mai arrivata. La ho controllata sino a venerdì notte. Non so se l’adesione sia stata comunicata ad altri.

  27. Rappresentanza in parlamento per me non significa avere un partitino di mera testimonianza che raccoglie un paio di milioni di voti antagonisti. Credo sia questa la radice dell’equivoco sul quale ci siamo un po’ avvitati… ;P

    Rappresentanza in parlamento per me significa, ad esempio, che se nel 1996 ci sono i numeri per attuare quella riforma del sistema televisivo che avrebbe risolto l’anomalia italiana, bloccando sul nascere la deriva neo-autoritaria, e quella riforma non si fa, è inconcepibile che a distanza di 12 anni si ritorni in massa a votare esattamente quegli stessi gruppi dirigenti (da Veltroni a Bertinotti: sbaglio o c’erano tutti?).

    Quello che cerco di dire (non solo a te, ovviamente), è che alla fine tutta l’Italia (ma soprattutto la sinistra) si lamenta di come vengono gestiti i partiti, ma poi (quasi) tutta l’Italia legittima nuovamente questi partiti ogni volta che ritorna a dare loro il proprio voto.

    E la mia domanda è sempre la stessa: se ogni partito ha circa 10 elettori per ogni iscritto, come è possibile che tra quei nove elettori delusi non ce ne siano almeno un paio che vanno a tesserarsi e a prendere di fatto in mano il partito, attuandolo realmente il tanto anelato ricambio della classe politica? Nei partiti le segreterie vengono ancora elette dagli iscritti o ricordo male?

    Tra l’inerzia di chi si lamenta per cinque anni e poi vota col naso turato e l’attivismo di chi opera nel sociale ma poi “si rifiuta” di attivarsi (anche) per dare una più degna rappresentanza alle classi subalterne, è ovvio che poi alla fine nel Parlamento siedano sempre più o meno le stesse facce (e i loro pupilli, quando fanno un po’ di maquillage) e non è affatto un caso dunque che in questo Paese non cambi nulla in senso progressivo, ma anzi si finisca col cancellare quel poco di buono che ancora residua delle conquiste sociali degli scorsi decenni.

    É questo smantellamento di tutto l’assetto costituzionale del Paese il pericolo concreto che tu, purtroppo, non vedi.

    Senza nessun tipo di rappresentanza parlamentare (per quanto inefficace), poi, quelle elite che desiderano da sempre la scomparsa di ogni istanza politica che tenda anche solo a limitare fortemente il loro predominio economico, oggi spacciano [*] l’assenza della “sinistra storica” (quella di matrice marxiana) dal Parlamento come “la prova” dell’inutilità o peggio ancora della non validità di quel tipo di proposta politica.

    Così come spacciano per provvedimento che va nell’interesse dei lavoratori la detassazione del lavoro straordinario.

    Caro lavoratore, il tuo salario ha perso potere d’acquisto? E allora? Ora puoi lavorare di più e dunque recuperarlo (in una certa misura)!

    Lavorare sempre di più, per guadagnare sempre lo stesso, insomma.

    Chissà perché non l’hanno usato come slogan in campagna elettorale, questo splendido concetto, eh?

    Alla prossima.

    🙂

    [*] E qui ritorna la centralità delle TV che parlano agli Italiani sostanzialmente con una sola voce…

  28. Che poi mi perdo sempre il concetto essenziale nel fluire dei miei ragionamenti… 😉

    E il concetto essenziale è questo qui: non è il partitino del 5 per cento quello che cambia le cose, ma un movimento politico che sappia farsi partito di massa.

    (a parole è facile a dirsi, lo so. Ma quanto servirebbe oggi un partito marxiano di massa!)

  29. memento, è tardi..sono stanco..e tocchi argomenti pregnantissimi.

    Ciò che dici in questo commento in parte lo condivido anche ed è comunque foriero di dibattito, un dibattito che però ci porterebbe lontano.
    Dovremmo parlare di “forma partito”, roba da tomi e tomi.

    Però fermiamoci all’aspetto “TV”, che è quello che hai sollevato.

    Io sono d’accordo con te e coi rilievi che hai mosso.

    Mica sottovaluto, anzi.
    Forse mi leggevi già: non di rado ho scritto post dedicati alle mistificazioni della realtà trasformata in percezione.

    E’ che, banalizzo, non credo sia agibile una strada che ci porti ad avere una tv “amica”, non vedo strade percorribili in quel senso.

    Mi spiegherei meglio a voce: siam partiti, in questo confronto con te dalla sparizione della sinistra, ed hai tirato fuori l’urgente problema delle percezioni alimentate e create dai media.

    Proprio larga parte delle cose che dici tu, dimostrano come le due cose prescindano da governi e maggioranze parlamentari.

    Quello che dici anche nell’ultimo commento è coerente e anche in buona parte condivisibile.

    Dico solo che, per citare il tuo primo commento, proprio questi due anni dimostrano come la tematica della rappresentanza con quello del..”senso comune” c’entra nulla, o meglio: non è che una “sinistra” più forte in parlamento sia il vaccino, non è che ora che la sinistra “non c’è” da quel punto di vista si corrano più rischi.
    La grande mistificazione è cresciuta in modo particolare proprio in questi due anni, dico solo questo.

  30. ecco…..vedi..ti “quoto” quasi:
    E il concetto essenziale è questo qui: non è il partitino del 5 per cento quello che cambia le cose, ma un movimento politico che sappia farsi di massa.

    😉

  31. FraDolcino in ha detto:

    Onestamente la tua posizione sulla cosiddetta “mensopoli”, non la capisco proprio. Il tuo garantismo è legittimo e soprattutto condivisibilissimo. Nessuno pensa che essere coinvolti in un’inchiesta significhi essere colpevoli. Detto questo, che però è scontato, esprimere solidarietà su cose che, proprio perchè le inchieste sono in corso, non sono chiare mi sembra quanto meno affrettato. La esprimeresti anche su Francesca, allora? Anche io credo che Massimiliano non c’entri più di tanto, ma non si può esaurire il discorso fra garantismo e giustizialismo. Questo è il gioco di Grillo, che quando lo sento mi fa tanto ridere, ma che certo non mi convince politicamente. Il punto è l’inchiesta. Il punto è il comitato d’affari, di cui tu sicuramente non ti stupisci, ma che sicuramente è una schifezza. Ed è importante dire che la politica può essere altro. Può essere passione e non solo potere per il potere.
    Bisogna aver la forza di prendere la distanza da questo tipo di politica, non dalle persone che non vorrei vedere in galera in nessun caso, e lo può fare solo chi di certe logiche non ha mai fatto parte. Certo non lo può fare Tullo. E guarda che la posta in gioco è la credibilità di un’intera generazione politica. Se il movimento non riesce ad intervenire su queste cose, sul significato della politica come strumento di modifica dell’esistente e non come occasione per far soldi e carriera, a destra come a sinistra, le regala a grillo ed ai fascisti. Come è già in parte accaduto. Sennò, noi chi siamo? Quelli per cui la politica o è “biopolitica”, oppure non è. Siamo marziani? Preti laici!?! Veteromarxisti con spirito di sacrificio?

  32. @fradolcino
    ora son di corsa ma ti rispondo poi con più calma ed anche in altra sede.
    No, fatto salvo il discorso sulla presunzione di innocenza, con Francesca non lo farei come ho fatto in questo modo, perchè comuqnue, per storia, Morettini non è Francesca.
    Sa questo tipo di politica prendiamo le distanze eccome, da sempre, a prescindere dai fatti giudiziari.
    Che c’entra? C’è bisogno di dirlo?
    Mischi il discorso “legalità” a quello politico. Io sarei distantissimo pur in presenza di fedine penali limpidissime.

  33. Ma c’è una città dove il PD non è un comitato di affari? L’unica volta che sono stato d’accordo con Casini nella mia vita è quando ha detto che la sinistra deve smetterla di pensarsi moralmente ed eticamente superiore alla destra. Ora, almeno su quello, la sinistra vera è rimasta pulita. Ma dato che Casini con sinistra intendeva anche Margherita e Ds, ho condiviso.

  34. @andrea (e fra dolcino)
    però, rispetto al “prender le distanze”, c’è chi dovrebbe e potrebbe farlo, e potrebbe solo giovarsene: rifondazione.
    Che invece – anzi, quel che ne resta, data la situazione – sta abbarbicata alla giunta.
    E quindi, presto o tardi, insieme ad essa naufragherà.

  35. Sinceramente non conosco la situazione di Genova, ma ricordo lessi tempo fa sul manifesto di quella consigliera indipendente nostra (mi sembra avvocatessa nei processi contro i manifestanti del g8) che aveva preso le distanze da noi.
    Comunque… faremo autocritica quando report farà uno speciale anche su Genova. Qui a Roma ha funzionato. L’autocritica c’è stata ed è stata profonda. Speriamo duri.

  36. @andrea
    si, parli di Laura Tartarini..la consigliera “nostra”.
    Bè, prese le distanze in tempo utuile e non a torto, direi.
    Qui invece rifondazione tace.

  37. Dai “nostra”… hai capito il senso… eletta nelle nostre liste… così è più policamente corretto… eheh!
    Si.. in tempo utile. Ancor prima che rifondazione entrasse nel governo Prodi se la memoria non mi inganna. Buona lungimiranza. Io di rifondazione ho capito una cosa. Prima di entrare in una coalizione c’è un grande dibattito. Una volta dentro uscire è difficile. A mio parere in molti casi si deve resistere e non lasciare il campo libero (specie quando non sei influente numericamente e quindi la tua uscita di scena li farebbe felice). In altri, tantissimi casi, ci sono dei punti che ti devi dare e oltre il quale non puoi andare. Solitamente, in molte giunte cittadini, questi punti sono rappresentati dai piani regolatori. Tanto PD quanto tutti gli altri hanno troppi interessi legati alla speculazione. Si rischia di andare a fondo pesantemente. Coma a Roma.
    Approposito, ho lasciato un commento sul blog di Mantovani, dove parlavo un pò di Tarzan che sabato scorso era alla presentazione del “nostro” (nel senso del mio) documento congressuale. E’ stato davvero molto interessante. Soprattutto nell’esordio: “prima di tutto volevo dirvi che io so’ l’unico consigliere vostro. So’ cazzi vostra!”.

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