m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

TROMBONI e RUFFIANI

Giorgio Napolitano ha, in occasione della "giornata della memoria per le vittime del terrorismo", rilasciato un paio di esternazioni che meritano attenzione.

La sintesi di un celebre quotidano è:"Napolitano: voce alle vittime, non tribune tv per i terroristi. Ancora segni dell’ideologismo nazista e comunista".

Ad una prima lettura, l’equiparazione col nazismo parrebbe riferita tout court ai comunisti tutti. Difficile che intendesse ciò, lui, cresciuto a Pravda e stalinismo, e noto sostenitore dei carri armati sovietici.

Leggendo l’intervista, infatti, si capisce che si riferiva a chi, negli anni ’70,  ha coltivato il "disegno rivoluzionario": sta in questo, "nell’intolleranza e nell’uso della violenza politica", il parallelo coi nazisti.

Su questo, mi interessa ragionare. Su questa banale rimozione della categoria della "violenza politica". Su questa mistificazione: la violenza politica non viene criticata tatticamente, strategicamente o eticamente, ma di per sè considerato elemento che rende "nazisti".
Come se l’elemento della violenza "politica", quali che siano le scelte fatte nei decenni, non fosse un elemento insito nel DNA del movimento operaio, marxista e comunista , storia dalla quale anche Napolitano proviene. Quanto sia culturalmente poco onesta, da parte di Napolitano, tale rimozione dall’album di famiglia "comunista" della categoria della "violenza" lo dimostra il dibattito congressuale di Rifondazione del 2003. Dibattito ben più appassionato di quello triste e burocratico che quel partito vive in questi giorni. Ora, aldilà degli aspetti strumentali per i quali quel dibattito fu promosso, fu  non banale né scontato, a riprova della centralità di questo elemento  nelle radici della sinistra novecentesca italiana.

Questo "parallelo", ha assai indispettito lo storico comunista Luciano Canfora (candidato nel pdci nel ’99). Ma la reazione di Canfora (nella foto) è del tutto speculare delle esternazioni presidenziali.

Innanzi tutto Canfora avoca al PCI, al solo PCI, a quello uscito dal congresso del ’26 a quello scioltosi alla bolognina, la legittimità esclusiva alla titolarità del "comunismo" in questo paese. Anche Canfora, insomma,  rimuove.

Canfora interpreta le parole di Napolitano in modo estensivo: per lo storico, l’ex compagno parlava del comunismo tutto, dei comunismi tutti.

Ma non solo.

Per lo storico, Napolitano ha persino esagerato, ha attribuito troppa legittimità all’esperienza lottarmatista:"ma quale ideologismo comunista, ma quale disegno rivoluzionario, eran quattro imbecilli incolti forse prezzolati".
Col comunismo, con il PCI (dal quale la grandissima parte dei BR "storici" proviene) le Brigate Rosse non c’entravano nulla. Non un pezzo del movimento comunista italiano, pur minoritario, non un "disegno" magari condannabile ma nato comunque nel ventre della cultura e dell’immaginario "comunista" italiano.

Imbecilli, incolti. Rimossi.
E dire che pratica e cultura delle BR eran assai più simili a quelle del PCI di quanto non lo fossero quelle del "movimento". Ma questo Canfora lo "espelle". Lui è rimasto alle "sedicenti" Brigate Rosse, come scriveva l’Unità ai tempi.

Quanto al "diritto di parola". Sul piano "politico", che un capo di stato intenda negarlo a chi lo stato voleva abbatterlo, mi pare ovvio, banale, persino legittimo. Lo stato fa il suo mestiere, anche quando reprime.
Eppure, vintala "guerra", lo stato "repubblicano", DC e PCI, dal ’48 al ’53, furono generosi nel perdonare i reati politici (leggi: fascisti) dei decenni precedenti con una serie di amnistie che liberarono vertici militari del regime, collaborazionisti, torturatori, gerarchi.
D’altra parte, Violante (anticipando Berlusconi) già 10 anni fa rifletteva sul quanto fosse necessario comprendere le ragioni dei ragazzi di Salò.
nel paradigma novecentesco, perlomeno in termini di opzione. Come se riguardasse altri, solo "i nazisti", e non la storia dalla quale anche Napolitano proviene.

E’ però sul piano culturale e intellettuale che questa affermazione viene da me criticata. L’indagine storica, la comprensione politica di quanto è accaduto negli anni ’70 non posson esser condotte senza dare la parola a tutti i protagonisti di quegli anni, anni che ancora adesso, chissà come mai, si fa più fatica ad elaborare di quanto non fu facile elaborare (ed amnistiare) dopo 3 anni della vittoria dell’antifascismo.

Certo, sarà sempre una parola "manchevole": perchè le bombe nele piazze e nelle stazioni, i missili contro gli aerei civili, bè, tutto questo..non ha autore, non ha volto, non ha voce, e non intende averne. Nemmeno dobbiam porci  il problema.

GOVERNO/PALAZZO

Tra i primi provvedimenti annunciati, uno grave: il taglio di una buona legge, la legge Gozzini.

Atto probabilmente popolare, ma sbagliato e ingiustificato. L’opposizione, per bocca di Chiamparino..protesta. Nel senso che si chiede se lo faranno veramente, mica ha da dire sul merito: "non sarebbe la prima volta che si fanno grandi annunci".
Unico barlume di protesta seria, quella di Gonnella di Antigone "e’ lo spirito illiberale figlio dei tempi in cui viviamo, in cui si cerca esasperatamente la protezione individuale perche’ e’ scomparsa la sicurezza sociale. Ne tenga conto Veltroni che ha lanciato per primo questa campagna a Roma".

Chi mi conosce sa che non amo né Travaglio né quel furbone di Grillo, che invita nelle piazze per apporre firme inutili sapendo che sono inutili.

Ho ascoltato ciò che ha detto Travaglio da Fazio. Non mi è nemmeno piaciuto. Ma ne risponde lui, ne risponderà se è il caso,  ed ha il diritto di dirlo. La levata di scudi, le ruffiane scuse di Fazio, danno la nausea. Allo stesso modo la gogna bipartisan contro Santoro (altro che non adoro) colpevole di aver trasmesso brandelli di V-day. Quale è il problema? Quella è cronaca, è racconto. E le reazioni bipartisan, da Petruccioli al PDL, si chiamano censura.

Esprimo infine rammarico per moralisti, parrucconi e simili che non hanno avuto dala manifestazione di Torino ciò che tanto avrebbero voluto. Comprendo siano rimasti insoddisfatti.


PRIDE LAICO 17 maggio
Ecco manifesto ed adesioni. Per aderire, pridelaico@dirittinrete.org
Per altre info (programma università, per esempio) cliccate QUI o contattateci (a me privatamente o via mail "pridelaico")
Per vedere manifesto ed adesioni….


Rete laica genova (Le Ninfe-Arcilesbica Genova, Azione Trans, Città Partecipata, ass. Usciamo dal Silenzio, LILA Genova), Humpty Dumpty, Assemblea Antifascista, CSOA ZAPATA, CSOA Terra di Nessuno, Lab.Buridda,

 
Sinistra Critica – Genova, RdB Genova, Donne di Genova contro la violenza, Confederazione COBAS Genova, Redazione Italialaica, Redazione Resistenza laica, Ass. Ya Basta Genova, UAAR Genova, Circolo universitario "punto a sinistra", ARCILESBICA (nazionale)

Docenti Universitari, professori:
Gianni Vattimo (Torino), Nicolò Pasero, Giuliana Franchini, Antonio Gibelli, Gilda Della Ragione, Giacomo Casarino , Federico Pastore, Marco Aime, Piero Conti, Sergio Morra, Rita Caprini (Genova),  Yuri Brunello Universidade Federal da Bahia (Brasile), Márcio Pereira, Universidade Católica di Salvador da Bahia (Brasile), Marcos del Roio, Universidade Estadual de São Paulo (Brasile), Giulio Palermo (Brescia). Bruno Demartinis (Liceo Pertini), Esteve Morera Department of Philosophy and Department of Political Science (York University, Canada) Sciltian Gastaldi (Canada)

Aurelio Macciò, Norma Bertullacelli, Franco Grillini (presidente onorario Arcigay), Luca Casarini (centri sociali del nord est) Vladimir Luxuria, Giovanna Caviglione, Piero Zucaro (v.presidente di OTTAVOMIGLIO Laboratorio), Mike Ballini (segretario federeazione giovani socialisti Firenze), Ottavio Herbstritt (segretario federazione giovanile socialista Livorno) Marcos Del Roio, Arnaldo Demetrio (Milano), Rudy M. Leonelli, Edoardo Magnone, Federico Persico (educatore – cooperazione sociale), Eleonora Chiesa, Elena Picco, Graziella Gaggero, Mirella Sartori (italialaica), Dario Rossi, Stefano Boero (FLC CGIL) Gaetano Apicella, Rita Guglielmetti (sindacalista CGIL), Donatella Rizzo (sindacalista CGIL),Pasquale Indulgenza (segretario Federazione P. R. C. IMPERIA),Francesca Fabbri  – sindacalista, Antonio Brnuo (capogruppo prc-sinistra europea comune di Genova)

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56 pensieri su “TROMBONI e RUFFIANI

  1. Beh, non mi stupisce. Canfora e Napolitano non sono certo persone da cui aspettarsi cose diverse. Diversi tra loro ma entrambi legati a questioni non dirimenti al di fuori del tempo che fu. Ugualmente nelle loro analisi sono spesso intrappolati in vecchi schemi e vecchie appartenenze, che li portano anche ad abiure inquietanti.

    Sulla questione fascisti e criminali che rimangono al loro posto… apre le porte a quell’infinita serie di errori e scelte traditrici che caratterizza il nostro partito comunista. Per non parlare di tutte quelle camicie nere che arriveranno a ricoprire anche ruoli non ignorabili dentro allo stesso PCI.

    Su Travaglio sono abbastanza d’accordo con te. Anche se le trasmissioni di Santoro andrebbero riviste (ma in chiave di giornalismo più aperto, non di gogna mediatica ovviamente)

  2. mi aspettavo “una parola” sull’esternazione di Napolitano… 😉
    personalmente non so, ho dubbi, non mi è piaciuta, ma non riesco neppure a trovare in me validi argomenti per contrastarla.

    completamente d’accordo su Travaglio e Fazio, invece.

    a sabato! ciao

  3. @franco
    a sabato!
    Ah, ti aspettavi la notassi? 😉
    Bè, spero di aver trovato qualche parolina io…

    @sante
    Travagli Santoro…etc: li ho sempre criticati e con chiarezza. Ma qui è una questione di principio.
    Sai quanto, nel merito, questo Vday a me non sia piaciuto, come il primo del resto.
    Ma non è possibile che si venga “sgridati” perchè lo si racconta.
    E’ cronaca, ed ha visto-piaccia o no-tante persone in piazza.

  4. @ moltitudini
    ma infatti concordo. solo che per quanto possa trovarmi a difendere travaglio e santoro non riuscirò mai a trattenere le critiche. comunque su questo tema credo si sia sulla stessa linea

  5. A me sembra che Napolitano sia spinto da un eccesso di zelo nel tentativo di assecondare (quello che lui ritiene) il paese reale.
    Del resto la giornata per le vittime del terrorismo l’ha istituita il governo Prodi, e la scelta della data fa pensare che le vittime delle Br contino più delle altre.
    Sulla tribuna televisiva, non so bene a che trasmissione si riferisse, ma io in tv negli anni ho visto passare da Mambro e Fioravanti a Pelosi, da Izzo a Michele Greco.
    Certo che se anche il presidente della repubblica chiede censura, è più facile poi censurare anche i Travaglio di turno.
    conte oliver

  6. Come non darti ragione?
    Ciao
    Skeno

  7. @conte
    mah..non so.
    Forse si, ma a me sembra anche la medesima “reazione” di cui ho parlato, rispetto al PCI-PDS-PD, nei post al tag “eziologie”.
    In ogni caso, operazione intellettualmente poco dignitosa.
    Ciò che dico vale anche per l’eversione nera: io VOGLIO ascoltare Fioravanti, eccetera.

    @skeno
    laconico.;)
    grazie.

  8. Pienamente d’accordo, le parole di Napolitano fanno parte del progetto di rimozione di 20 anni della storia di questo paese. Canfora e Napolitano sono il riflesso l’uno dell’altro e tutti e due si specchiano nella lottarmata ed è così qualunque cosa si raccontino. Che poi dare degli “incolti” ai brigatisti è falso ed è pure classista. Purtroppo mentre l’indagine storica, a prescindere dai Canfora, è aperta alla lettura di quel periodo, il dibattito pubblico è tutto l’opposto per non parlare della politica.

  9. teladipenelope..d’accordissimo, ovviamente. 😉

  10. Napolitano ha un’età che porta ai ripensamenti ma tutto ‘sto cospargersi di cenere i canuti capini e stracciarsi le vesti per mostrare terga cadenti e flaccide, inizia a darmi sui nervi. Non c’entrerà nulla ma proprio qualche giorno pensavo che il figlio di Calabresi fa l’inviato da NY per Repubblica, il figlio di Sofri fa il diggèi (perchè altro non fa) a radiodue, ma le figlie di Pinelli, qualcuno sa dove lavorano, a quali trasmissioni partecipano, dove fanno le commentatrici? No, davvero, mi piacerebbe saperlo, giuro. Su Travaglio è successo quello che si prevedeva. E’ andato da Fazio per promuovere il suo spettacolo teatrale, ha detto “quello che è” e tutti lì di nuovo tra cenere e straciamenti vari. Pure la Finocchiaro. Che penna, i coniglietti. Violante, pure lui, parla un po’ troppo e a sproposito. Ad esempio, qui di seguito…
    http://www.corriere.it/politica/08_maggio_12/travaglio_fazio_sanzione_b5c1ee2e-2026-11dd-895d-00144f486ba6.shtml?fr=box_primopiano

  11. Ops, mi è partito il post pima di completarlo. Cosa hai nel tatuaggio?
    eheheheheh
    😀

  12. @elenamaria
    commento centratissimo!
    p.s. cosa ho nel tatuaggio? dipende da…quale dei tre!

  13. ilbabbuino in ha detto:

    La cosa detta da Travaglio su Schifani mi ha lasciato un po’ perplesso. Poteva essere più preciso sui “rapporti” coi mafiosi. Condivido che quello che ne è seguito è stato peggio…il solito teatrino.

    p.s. ho seguito il tuo consiglio per il blog! Ho ascoltato il tuo intervento su Global, in bocca al lupo per Sabato!

  14. @babbuino
    eh, intervento rapidissimo e compresso.
    Mi fossi deciso prima, avrei avuto da dire qualcosa in più….ma era tardi. 😉

  15. ciao moltitudini su quanto detto sulla rimozione del ricordo della violenza politica mi ha fatto piacere leggere le tue parole.

    su certi temi pur di essere politically correct si incorrre in blackout mnemonici o in insidiose rimozioni.

  16. caro moltitudini io ipotizzo uno scenario ben peggiore: napolitano sa bene quello che sta dicendo. non rimuove, mente sapendo di mentire. nell’epoca della pseudoinformazione ad uso e consumo dei politici, ricostruzioni parziali, inesatte, fuori da qualsiasi logica storiografica sono l’abitudine, e temo che non si tornerà indietro.

    su travaglio e santoro taglio corto dicendo che sono i due migliori rompicoglioni d’italia (un pò come te dai…:-).. e a me i rompicoglioni fanno impazzire.. ho visto il filmato su youtube: travaglio ha semplicemente parlato di disinformazione, e per farlo si è servito dell’esempio di schifani..e ha fatto bene…

    saluti

    vicious83

    http://newberlin.blogspot.com/

  17. Siamo alla solita questione sui giudizi “morali” dati per parlare alla pancia delle persone.
    A parte, la considerazione banale, che se vogliamo ragionare solo con categorie “morali”, dovremmo rimuovere non solo le categorie del 900 ma anche quelle che hanno accompagnato buona parte dello “sviluppo” dell’umanità.
    C’era qualcosa di etico, ad esempio, nella violenza rivoluzionaria (e borghese) della rivoluzione francese?Oppure nel terrorismo degli algerini? O in quello degli anarchici?I fatti ed i processi storici sono l’esatta rappresentazione di ciò che si muove nella società in un momento del suo scorrere.
    Le BR, anche il movimento di quegli anni, usarono la violenza per provare a scardinare quello che in quella società si era sedimentato.Un blocco coeso ed omogeneo fatto da DC e partito comunista.Un blocco che ristrutturava e riformava i rapporti sociali sulla logica dei sacrifici.Una parte di quel blocco non si era fatta scrupolo ad usare la violenza, contro chi si opponeva,contro operai e studenti.Con decine di morti e feriti sulle piazze dal 1946 in poi.
    Napolitano dovrebbe interrogarsi su quelle che sono state le responsabilità del suo di partito.La logica di repressione di qualsiasi tipo di dissenso, nel PCI, iniziò con l’espulsione di chi non si allineava (vedi il Manifesto).Certo faceva più comodo alimentare i miti iconografici e poi sbattere fuori a calci in culo chi chiedeva un minimo di coerenza.
    Le Br sono state un’esperienza tragica per un movimento che aveva in sé la qualità politica per rappresentare nuove istanze e soggetti sociali.Li ingabbiò in una logica distruttiva e militare in cui di politico, alla fine, c’era molto poco.
    Per quale prospettiva poi?Ecco, questo è ciò che di cui hanno responsabilità quelle persone.Aver costruito un orizzonte tragico per migliaia (perché di questo si tratta) di compagni e compagne.Senza prospettive.

  18. @mario: dalle tue parole sembra tu metta in discussione la scelta strategica della lottarmata delle BR (giudizio da me condiviso), ma come concili questa critica totale con le righe precedenti in cui parli di violenza rivoluzionaria? Esiste un momento in cui la violenza politica acquista caratteristiche “migliori in prospettiva”?

    @newberlin: hai ragione, Napolitano rimuove mentendo. In questo ha introiettato alla perfezione la lezione dei neocon ex trozkisti americani. E non è neanche la prima volta. Ha mentito sulla vicenda del papa all’università, ha mentito quando si rivolgeva alle popolazioni campane in merito alla monnezza, ha mentito in questa occasione. Negli USA sarebbe bastato molto meno per una procedura di impeachment.

  19. Sono concordo sulla chiusura del post. Anche io per esempio non ho mai apprezzato particolarmente Santoro e non guardo le sue trasmissioni, ma trovo ripugnante che un giornalista debba subire attacchi politici perché ha trasmesso le immagini di una fatto di cronaca che – ci piaccia o no – c’è stato.
    Trovo però assai più ripugnante il video “I’m PD” che circola su youtube.

    [certo, sarebbe ora, e sarebbe molto educativo, che qualche giornalista facesse un bel reportage su qualche manifestazione di Forza Nuova ecc.]

  20. Scusa, ho sbagliato a postare, sai che novità.
    Il tatuaggio, dicevo, quello sul bicipite. Mi pare si chiami così quel pezzo di braccio…

  21. @mario (pensareinprofondo)
    Come immaginerai, sono d’accordo con ciò che dici, alla lettera, tanto sul PCi (d’altra parte da quando ho aperto il blog sul pci scrivo certe cose) quanto sulle BR.

    Il fenomeno è grosso e complesso, e stavo per fare anche io una serie di riflessioni analoghe alle tue, ma poi mi son fermato perchè non voleva essere un post sulla lotta armata (impresa per altro oltre le mie possibilità).
    Grazie per aver completato in modo egregio.

    @teladipenelope

    Non c’è contraddizione in quanto scrive Mario, perchè la critica alle BR che lui fa (credo) non è di spessore “etico-morale” rispetto all’uso della violenza ma al progetto politico in quanto tale, all’idea del partito armato che “prende il potere”, entro un’idea di “rivoluzione”, di classe, di organizzazione e di società assai lontane da quelle del movimento al quale Mario guarda.

  22. Si lo so, sono fuori tema 🙂
    Ma il discorso è interessante seppure difficile, non ho resistito.

  23. No, teladipenelope, mica sei fuori tema!

  24. anonimo in ha detto:

    Interessantissima la prima parte, che peraltro condivido in buona parte nell’analisi effettivamente, aldilà delle posizioni e delle scelte altre (non mi son speso poche volte su Napolitano, eheh).

    Su Santoro e Travaglio mi pare che si faccia però finta di non sapere alcuni aspetti che non son proprio sfumature:
    il faziosismo estremo, la parzialità appena mascherata sulla tv di Stato.
    I toni offensivi, inutilmente offensivi di Travaglio che, visto che nessuno è ingenuo qui, si potrebbe ipotizzare utilizzi quella che un mio amico definiva la strategia di unire “l’utero al dilettevole” (era un conservatore eterosessuale, ehehe), per cui tornaconto commerciale con ricaduta sulla visibilità e .. sulle vendite.
    Per cui mi pare che la eventuale strategia di contrasto dovrebbe essere semmai quello di cagarlo il meno possibile, relegandolo a quello che è: un cronista, un giornalista dall’equivoca professionalità e correttezza (perchè tra omissioni e dichiarazioni di falso, che nessuno di solito si occupa di verificare applaudendolo a fiducia, vera e propria sostituzione di termini a proprio piacimento (prescrizione e prove non sufficienti in luogo di mancanza di prove, che è cosa ben diversa per dire), capace di faccia di bronzo al pari dei suoi viscerali sodali Santoro e Grillo. Come quando appunto con Grillo è sul palco sogghignante ad alimentar indignazione sul finanziamento della stampa, tralasciando la piccola questione che vorrebbe che lui scriva anche nella stampa finanziatissima che condanna al pubblico disprezzo (l’Unità se non sbaglio), da vero paraculo. Su Grillo poi, beh, non c’è bisogno che dica qualcosa.
    A me pare che sia in atto un vero e proprio tentativo di provocazione ma strumentale ad altro da quello che si vorrebbe spacciare (libero giornalismo, libertà, professionalità, etica e tutto quel che si vuole).
    Nella logica che alimentando e provocando querele, confinamento, condanna, si rafforza l’immagine di autenticità per cui si è toccato l’intoccabile, dunque l’esser ripresi e condannati e subire querele e esclusioni diventa prova provata dell’esser paladini della lotta contro i poteri forti o occulti.
    Se non lo si fa, ugualmente, si può dir di tutto.
    Perchè l’altro aspetto che non emerge dal tuo post, su Santoro-Travaglio è appunto un fatto essenziale: la mancanza di contraddittorio unitamente all’accusa ed all’offesa tutta da dimostrare.
    La mancanza di contraddittorio o l’imboscata dove il contraddittorio è una farsa, dove tutto guida ad un processo già emesso, però dando l’impressione di farne uno lì, pubblico, al momento, è in fondo la ricetta di Santoro.

    Che purtroppo (per me e per molti altri) è San Toro in effetti, anche se per Travaglio già si chiede il Santo Subito.

    Dunque qual’è l’attacco politico effettivamente? Ed è l’attacco o il metodo arrogante proposto su tv di stato a porre il problema oppure, se si preferisce, il fianco alle critiche?
    Perchè è curioso, non è vero? Quel che dice Travaglio oggi, è già stato detto. Da lui e da altri (appunto Gomorra…) e però non mi pare si sian viste uguali reazioni: forse non è il cosiddetto attacco politico, nè la denuncia il problema, meriterebbe almen un pensiero.

    Insieme ai tornaconti personali ad alimentar protagonismo ed altri opportunismi, come non pensare che quel che accade, non solo con Travaglio e Santoro sia chiaro, non sia consequenziale al clima o alla pretesa di crear clima di distensione (opposizione costruttiva e responsabile ormai son termini che si sentono da qualche anno), allontanandosi dal “vecchio” modo di far politica basato sulle contrapposizioni?
    Se forse per le Br si trattava appunto di autentico “attacco politico” in cui c’entran qualcosa le aperture Dc-Pci, qui forse c’entra il fatto che senza quel clima di contrapposizione forte, di legittimazione e consenso “facile” da quella parte svolgendo il ruolo congeniale, Travaglio e Santoro rischian di restare senza pane e lavoro, ehehe.
    Come accade ad un Di Pietro (come vedi, continua a non essere berlusconista nè c’è verso di collocarlo da quella parte che tu ritieni “naturale” e resta contrapposto come dicevo, proprio perchè nasce, si legittima ed esiste sull’antiberlusconismo), Di Pietro che ugualmente soffre tanto il clima che l’esclusione dai rapporti della politica che privilegia solo le due rappresentazioni maggioritarie (escludendo anche Udc in effetti, ugualmente scontenta dell’andazzo) e che alza un po’ i toni.
    Il discorso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al Parlamento per chiedere la fiducia al suo Governo, in puro stile ‘papista’ e pseudobuonista, ricorda tanto la favola del ragno che invita la mosca nella propria ragnatela. Non so se il Partito democratico fara’ l’allocco e ci cadra’ ma certamente non lo faremo noi dell’Italia dei Valori”. Lo scrive nel suo blog il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. (ansa).
    E’ in qualche modo obbligato per legittimarsi ancora tra il proprio elettorato (che d’altra parte se cambiasse non lo rivoterebbe forse) ed è lo stesso per Santoro-Travaglio, che non solo non aumenterebbero consenso-vendite-popolarità-legittimazione, ma perderebbero anche quella acquisita e fidelizzata.
    Insomma, farebbero la fine dei comunisti, rifondati o arcobalenati che siano.
    Vabbè, incapace di trovar sintesi, spero almen di aver prodotto minima comprensibilità di quel che avrei voluto dire.

    Sulla parte terminale del post, “pride laico”, il non commento è dovuto all’attuale non interesse (nemmen ho letto in effetti, senza offesa).
    Ogni bene.
    Buona sera.
    Alieno
    P.S.: hai sentito le ultime sul Papa? Gli Alieni esistono, forse, ehehe.
    Se sei curioso, hai un minuto e voglia di leggerne (dubito…), se non sai già vai qui a questo piccolo articolo Ansa:
    http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_73338059.html

    Gli alieni sono tra noi! Anzi, tra voi, io vado a cena!!! ^_^

    2do P.S.: Alienii? Mi diventasse un po’ relativista questo Papa? Ahahaha.

    Alieno

  25. Come spesso accade, mi trovo in sintonia con te punto per punto.Ho apprezzato in particolare quanto hai scritto sui casi Grillo/Travaglio, sapendo quanto duramente e opportunamente li hai criticati in passato.Riguardo a certe questioni i dibattiti si incentrano sempre sulle opinioni a favore o contro, mai che si riaffermi il principio della libertà di cronaca e di espressione, mai che si ponga come fattore prevalente la “necessità democratica” del diritto di parola e quindi di replica.Dedicherò anche a questi aspetti il mio prossimo post, ciao!

  26. Scusa alieno ma, tralasciando le parti nelle quali sono sostanzialmente d’accordo, non vedo quale contraddittorio ci dovrebbe essere quando i vari Santoro, Travaglio ecc. parlano di personaggi che il contradditorio lo rifiutano a priori. Che poi il punto è questo: non dovremmo andarci noi a contestare quello che dice Travaglio, ma i vari Schifani, Dell’Utri ecc.

    La differenza tra lor signori e Marco Travaglio è che quello che dice in tv quest’ultimo (guadagnando tra l’altro somme che si aggirano intorno ai 250000 euri l’anno – diciamolo) è tutto nero su bianco nelle voluminose pile di libri che ha scritto in questi anni in collaborazione con altri giornalisti. Quindi non v’è niente di più semplice che leggere quello che ha scritto e poi confutarlo, ma facendolo sulla base di quello che ha scritto. Perché se i Travaglio li stiamo sempre a criticare sulla base delle loro idee politiche (assai differenti dalle mie) e delle loro ambizioni economiche o mediatiche finiamo col perdere di vista il possibile valore del loro lavoro, che è comunque di ottimo spessore. Secondo me, ovviamente.

    Che poi cerchino di creare un clima di contrapposizione per guadagnarci, beh, io non so che dire ma scusa tu pensi che noi da un clima di distensione e di dialogo tra i due maggiori partiti (che per definizione dovrebbe essere uno opposto all’altro) ci guadagnamo forse qualcosa? Secondo me no, perciò ben vengano i Santoro e i Travaglio, in mancanza di meglio.

  27. Come sai o hai intuito sono più vicino a Canfora che a Negri.
    Tuttavia, pur appartenendo alla famiglia comunista “maggioritaria”, mi son sempre ritenuto un anomalo: partecipavo a cortei di anarchici a fine ottanta e a quelli degli squotter torinesi dieci anni dopo, ne ho mai avuto timore di dire in sezione che se fosse stato per il PCI i ragazzi portavano ancora i capelli corti e le ragazze la gonna.
    Chiedo scusa per il lungo preambolo.
    Quello che però mi disgusta ogni qual volta si parla di anni settanta, è che si addita l’estremismo che portò alcuni all’opzione armata (che ho sempre giudicato antistorica) per ricattarci nel presente. L’operazione è chiara da tempo: si insiste su terrorismo ed estremismi gratuiti degli anni settanta per ribadire che qualsiasi correzione dal pensiero unico operata da chi si dice di sinistra è in se pericolosa e violenta (per lo meno verbalmente). Che chi si adegua, come gli ex DS nel PD, ha la patente di legittimità. Sempre ammesso che rinneghi se stesso.
    Quello che secondo me dovremo riporre in evidenza è il ruolo della borghesia.
    Borghesi erano le menti, le braccia e i repressori. Borghesi sono i fabbricatori del consenso e stanno scrivendo la storia.
    Il figlio di Calabresi è collega del figlio di Sofri e ha sposato una Ginzburg il cui nonno firmava appelli contro Il commissario suo padre.
    La famiglia di Pinelli non se la caca nessuno, per usare un francesismo.
    Ciao

  28. @ulive
    condivido i tuoi commenti (avevo dimenticato di rispondere al primo).
    @vedraivedrai
    anche s evicino a Canfora…mi pare che si sia abbastanza d’accordo.
    @alieno
    confesso che il tuo commento non mi è chiairissimo.
    La tv di stato è così “faziosa” che la sua dirigenza (così come il PD) hanno sgridato tanto “annozero” quanto Travaglio.
    Guarda, per me, per conto mio, la tv “libera” non esiste e non può esistere, per cui..faccian quello che gli pare.
    Però – e credo di aver più credibilità per dirlo proprio perchè sia Travaglio che Grillo mi son invisi – non capisco cosa provochi lo scandalo e cosa vada “censurato”.
    Il v day c’è stato, ha avuto un grande successo. Ora, a me non piace. Però in quanto evento la tv pubblica ha il dovere di raccontarlo: santoro ha fatto questo, ha trasmesso pezzi di cose dette da Grillo. Petruccioli lo ha “sgridato” per questo, perchè ha fatto cronaca.
    Lo stesso dicasi per Travaglio: a me sai che non piace, ma in quanto “opinionista-giornalista”, oggettivamente “autorevole” (a torto od a ragione) ha espresso un suo comento sulle cose della politica.
    Se calunnia qualcuno, ne risponderà personalmente, se dice cose che non piacciono si dibatta sul merito.

    Ma la malcelata, anzi…esplicita voglia (bipartizan) di zittire certe voci (che ripeto, son voci che nemmeno io ascolto) sa di regime, perchè fondamentalmente conviene in questo contesto un po’ ad entrambi gli schieramenti.
    Si chiama regime.

  29. anonimo in ha detto:

    Una cosa è certa: censurando libri o persone, si creano miti e pubblicità. Non mi sembra strategia conveniente alla fin fine, se si ha quella di contrastare i SanToro Travagliati e Grilli parlanti.
    Mi auguro che non si ripeta l’errore “tattico”.
    Però a me non pare che la critica sia tanto sulla riproposizione del Vday o di altro, quanto sul metodo forse un tantino “arrogante”.
    E’ vero che parlar di tv libera è quantomento pretenzioso, forse anche impraticabile con tutta la buona volontà, però che diamine, simil faziosismo sulla tv di stato non è facilmente digeribile.
    In ogni caso, tutta questa storia è tutta pubblicità. Per loro.
    La strada veloce per finir bene carriera, visto che forse il destino dell’antipolitica e politica sobillatrice ha il trend di discesa libera…
    L’altra volta per tener buono Santoro gli han dato un lautissimo e strapagatissimo posto di europarlamentare, non oso nemmen pensare che cosa potrebbero dargli stavolta perchè se ne vada.
    E comunque sarebbe pagato ugualmente dalla Rai per non lavorare, suppongo, come accade in troppi casi (tanto i soldi avanzano, eh).
    Su Fazio mi ero dimenticato di commentare. Un leccaculo molto furbo, una sorta di Vespa de sinistra (quella che tu nemmen chiameresti sinistra naturalmente).
    Non ti nascondo che mi è più simpatico Travaglio e perfin Santoro del finto Fazio che recita il perenne ruolo del candido lasciando ad altri quello che si sporca di più (il linguaggio triviale alla Litizzetto, le provocazioni che attirano agli ospiti di turno, calcolando bene, altro che scuse poi dopo che gli si è dato il La!).

    Comunque mi stupisco che se ne faccia una questione di Stato (sia da parte di Travaglio che dall’altra parte, anzi no, Travaglio ha almeno mille convenienze pratiche ed economiche, eheh).
    A me non interessa troppo: uno sa cosa è Travaglio, sa cosa aspettarsi, è questo ormai da tempo, ossessivamente (a maggior ragione l’ipocrisia di Fazio è insopportabile), dunque uno se vuole lo guarda, altrimenti gira.

    Di Capanna nemmen l’ombra, probabilmente in ritiro spirituale a meditare sul senso delle drammaturgie ambientaliste quando vulcani alzano ceneri tossiche ed oscuranti ed altri cataclismi che nulla hanno a che fare con inquinamento e presenza umana sul pianeta pare abbiano impatto più tremendo e veloce di quelli voluti dalle previsione dei millenarismicatastrofistiecologicamentecorretti.
    E so che non è così, però dovrebbe pensarci: lì a menare urgenze, urgenze, pena la distruzione del pianeta che in 20 anni ucciderà questo o quello e poi zac, uno Tsunami, un terremoto, un’alluvione e spariscono in un colpo migliaia e migliaia di esseri umani e gli altri si consegnano alla malattia ed alla povertà.
    Fa riflettere sulla vacuità di certi ingegni e preoccupazioni dell’uomo…
    Certo non motivo per fregarsene, sia chiaro.
    Ti riporto invece un passo da Libero su Travaglio con chiave ironica che a me ha fatto sorridere, potrebbe esser un pezzo di satira-cabaret, eheh.

    “(..) Travaglio è il kamikaze del giustizialismo.
    Una volta faceva il giornalista.
    Ora è una ssentenza vivente e parlante.
    E’ la trinità (tribunale, corte di appello e Cassazione) del verbo antii-berlusconiano.
    Appare in pubblico e prima che apra bocca già si sa cosa dirà:
    un sorrisino e via col processo tal dei tali, il ruolo della mafia, l’amicizia pericolosa.
    Non riesce a dire altro.
    E una persona intelligente, preparata.
    Ma è rimasto vittima del suo livore e del personaggio che si è costruito.
    Se gli chiedete:
    “Che ora è?”,
    lui risponde raccontandovi di quella volta in cui Berlusconi regalò un orologio d’oro ad un personaggio che 25 anni dopo disse ad un mafioso che erano le 17,30.
    E siccome lo disse leggendo l’ora proprio sull’orologio regalatogli da Berlusconi, significa che Berlusconi non ce la conta giusta, anche pechè ad Arcore c’era uno stalliere e dell’Utri è nato a Palermo l’11 Settembre 1941, il giorno che più di mezzo secolo dopo sarebbe diventato quello delle Torri Gemelle e dunque anche questo è chiaramente sospetto.”

    Io trovo spassoso il quadretto ehehe. ^_^

    Detto questo, aldilà del martirio invocato dalla triade Grillo-Santoro-Travaglio, gli ultimi due subiranno al massimo richiami e sanzioni, ben poca cosa rispetto al ritorno mediatico suscitato facendo casino.

    Sul regime non concordo. Ma capisco che abituati ad una sorta di egemonia culturale e mediatica, un maggior equilibrio suoni più o meno come sconcertante e dolorosa operazione.
    Se proprio si deve parlar di regime, mi pare che i requisiti per individuarne la presenza eventuale si riscontrano di più per l’esito del Csm a proposito della Forleo.
    Insomma, in Italia proprio chi si lamenta di più, è libero davvero di dire di tutto e di più, i regimi sono altrove mi pare.
    D’altra parte una sorta di regime culturale e mediatico ho l’impressione che non abbia i confini nazionali, ma sia Europeo ed oltre.
    Fai conto: il Sunday intervista Alemanno.
    Il quale dichiara:”Non sono nè fascista, nè postfascista”.
    E così prendendo atto della dichiarazione, infatti il Sunday Time titola: “l’Italia aveva bisogno del fascismo, dice il nuovo Duce”.
    Alla faccia dell’onestà e della professionalità!!!
    Curioso questo atteggiamento doppiopesista.
    Per dire, abbiamo avuto un presidente della Camera, 3a carica dello Stato, tal Bertinotti che, a torto o a ragione, non è questo il punto, si dice ancora oggi comunista eppure la stampa non ne fa un problema nè ci trova alcunchè di inquietante. Mentre Fini diventa un caso.
    Napolitano, come ricordi, è niente meno che P.d.R., eppure militante e dirigente del PCI all’epoca dell’Urss.
    Ma stranamente la stampa estera non si pone la questione della sua sicura fede democratica o della minaccia che potrebbe rappresentare, un brutto segnale, un presentimento, che so, nulla.
    Funziona solo ” a destra”.
    Oltretutto Alemanno non è mai stato fascista, non c’era nemmeno il fascismo al suo tempo, al massimo sarà stato missimo, non è così?
    Si, ai tempi giovanili forse Alemanno come tanti altri coetanei di qua e di là ricorrevano alle mani facilmente.
    Ma niente rispetto alle dichiarazioni di D’Alema che dichiara (Repubblica 3.2.2005, art. Edmondo Berselli) di aver tirato a quei tempi “una bottiglia molotov negli anni duri”.
    Eppure non diventa un caso. Presidente del Consiglio, Ministro degli esteri, ma il Sunday Times non si allarma.
    E questo vale anche se c’è da dubitare che D’Alema abbia mai buttato una molotov.
    Ma non si capisce perchè la partecipazione giovanile anche non propriamente verbale di un D’Alema è una sorta di vezzo e cosa simpatica, anzi, quasi cosa onorevole, se invece si parla di Alemanno no, guaiiii!
    Uno che è antifascista e anticomunista come me, queste cosette le nota.
    Questo doppiopesismo è veramente irritante.
    Però non parlerei proprio di regime, adesso.
    Quanto della evidente incapacità del pensiero sinistro di essere oggettivo e di leggere il cambiamento, perpetuando invece ancora quella spocchiosa presunzione d’esser cultura superiore, l’unica ad aver davvero legittimità (solo uno di sinistra può permettersi e non sempre facilmente, vedi Pansa, di far verità storica sul comunismo, solo uno di sinistra o che vien da lì, può prender atto degli errori e dei privilegi concessi alle Br, ben più presenti dell’eversione nera, rispetto a quest’ultima, condannando oggi quella mancanza di rispetto che già fin troppo i familiari delle vittime han dovuto subire dall’ambiguità dello Stato e della politica sinistra (compagni che sbagliano). Se lo si facesse da destra, usando stesse parole e stessa chiave interpretativa, si griderebbe all’attentato fascista, alla minaccia democratica, così come si titoleggia di maree nere solo perchè il popolo italiano si è espresso democraticamente, liberamente, scegliendo altro da quel che con supponenza di poter e saper rappresentare realtà ed individui, si pensava o sperava o rassegnatamente si è incapaci di accettare. Democraticamente appunto.

    Notte.
    Alieno

  30. @alieno
    Ora sono di corsa, però dici una cosa inesatta: le ultime critiche fatte a Santoro sono proprio per l’aver trasmesso pezzi dell’intervento di Grillo al V-day.
    L'”accusa” di Petruccioli era questa.

  31. anonimo in ha detto:

    Beh, certo linguaggio subisce in effetti censura.
    Bestemmia, alcune volgarità (non eri fan di Luttazzi?) piuttosto che altre ed offesa non nascosta ed urlata alle istituzioni, che sai si voglian sacre e l’appello all’inviolabilità verbale ed all’indignazione, capacissimi di farlo anche chi, fino al giorno prima allegramente (ma più privatamente, non urlando, con giri di parole ed allusioni) lo faceva (o faceva finta di esser d’accordo nel farlo, unendosi compiaciuto).

    Fai conto: un reality dove bestialità, stupidità, banalità e volgarità si mescolano trite e ritrite, offrendo anche immagine distorta delle relazioni e del significato di questi tra individui ecc.
    Fai tutto ma non bestemmiare, nè offendere il capo dello stato ed altre cosette perchè sei automaticamente sospeso e non conta nemmen la buona fede dell’accidentalità. Poi puoi pure comportarti da bestia, da deficiente, da subdolo individuo o il più ipocrita ma ci sono formalità e convenzioni che non si discutono.
    Come la “merda” di Luttazzi e prima di lui provocatoriamente proposta da altri artisti in scatola e, insieme ad altre immagini, ben prima di lui anche da un Boccaccio.
    Che ci vuoi fa?
    Ma le critiche SanToro (santo subito) credo le abbia avute piuttosto nelle sue ossessive trasmissioni che fanno processo pubblico con sentenza già emessa, senza contraddittorio o con farsesca rappresentazione di questa.
    Che poi parli di correlazioni mafiose, di preti pedofili o di Vday, non fa differenza.
    Dunque bisognerebbe andar a veder cosa ha fatto vedere di Grillo (e sentire).

    Poi ci sono dei “misteri” che per me sono contraddizioni vere e proprie, che non capisco.
    Fai conto: Travaglio non può offendere, per quanto inutile se non per sfogo (muffe e lombrico ecc), in tv perchè diventa un caso, però si può fare su un palco in piazza. Idem per Santoro: in tv non può riproporre quel che si può registrare in strada.
    Oppure ancora: i dati sui redditi.
    Si può pubblicarli manualmente ricopiando sui giornali, i dati son pubblici, però sul Web no, è vietato.
    Come se il web fosse altro che dimensione pubblica, come se l’idea che invece che manualmente e certosinamente ricopiare dati fosse garanzia somma rispetto alla possibilità di copia-incollare e scaricare dati da internet.
    Boh.
    Su queste incongruenze, dunque rientrando anche il Vday posso convergere in parte con quel che dici.
    Ed è ben strano perchè questo è un Paese dove si posson fare sfilate che inneggiano a neo-Br, offendendo forze d’ordine ecc, basta richieder permesso ed autorizzazione, però se lo dici in tv il discorso è altro..
    Dicevo anche che è curiosa tanta polvere sollevata per Travaglio, come lui dice è roba già detta, già scritta da tempo da altri, senza peraltro suscitare granchè.
    Mah.
    Ciao.
    Alieno

  32. Allora..
    dicevo.
    Il discorso della “censura” non deve esser legato a questioni “tattiche”.
    Non è che si debba censurare, o cavalcare per questioni…tattiche.

    Così come, di converso, è scosso il problema che si pone parte del PD: ossia “annozzero e travaglio ci fan perder voti”, come se fosse “normale” pensare al giornalismo come “emanazione” del sistema partitico, e quindi porsi questo genere di problema.

    I partiti perdono o guadagnano voti per loro meriti/demeriti, non devono certo porsi il problema se cavalcare o no Santoro.

    Ripero, lo sai: a me Grillo non piace.
    Ma non ci si può porre il problema, perchè è quello il problema che si pone l’agcom, se sia legittimo o meno “raccontare” quel che Grillo ha detto.
    Come se raccontarlo fosse farlo proprio.
    L’accusa specificia fatta a Santoro è quella di aver trasmesso pezzi di comizio di Grillo che se la prende con Veronesi e Napolitano.
    Se, come in altre occasioni è successo, trasmetto un comizio di Borghezio o Forza Nuova, o le dichiarazioni di cittadini “anti rom” nell’ambito di un programma Tv, nel tramsetterle le faccio mie, o fotografo una realtà?

    Ti ripeto che nel commento precedente sbagli: la “procedura” che si sta avviando contro Santoro è esatamente legata all’aver trasmesso brandelli di Vday. Per altro in studio c’eran anche personalità assai lontate dal vday, e quindi c’era contraddittorio, come Sgarbi e, se non erro, anche Facci.

    La questione di Stato mica la ha fatta Travaglio (quanto mi scoccia prender le difese di Travaglio, che per altro da Fazio ha detto cose che io criticherei, e ti dico anche come, se vuoi), la hanno fatta la RAI e i vertici di PD e PDL.

  33. Alieno però almeno non copincollare di sana pianta da Libero.

  34. anonimo in ha detto:

    Caro UliveGreche, per tua notizia MAGARI AVESSI POTUTO COPINCOLLARE.
    Ho dovuto manualmente copiare (credo anche si capisca dagli errori, strana insinuazione la tua).

    E l’unica cosa che ho copiato è il quadretto umoristico su Travaglio, ma l’avevo scritto mi pare, dunque?
    Mah.
    Il resto invece sono mie speculazioni, leggendo anche altro.
    Cos’è, hai dei problemi con la parola Libero? O con informazione pluralista qui?
    E’ scandaloso leggere Libero?
    E dai, non fare il sostenitore di regime, ehehe.

    Alieno

  35. anonimo in ha detto:

    Non son d’accordo, Moltitudini, nel paragone che fai.
    Discorsi di Forza Nuova o Borghezio si potrebbero riportar per amor di cronaca in un servizio o programma solo per condannarli o prendendone le distanze.
    Dunque, se per ipotesi, si facesse una trasmissione di parte, leghista o fascista per dire, sulla Rai, che riporta entusiasticamente anche quei proclami di Piazza ecc, l’intervento sarebbe non solo lo stesso, ma ben più severo.

    UliveGreche: invece “almeno” non copincollare.
    Spiegami quel “almeno”, come se già tu facessi grazia di chissà quale generosa concessione e sopportazione…
    Scherzi a parte, cosa dovrei leggere invece, “almeno”? Tra l’altro, scroccando, mi capita di leggere anche altro, ma tu cosa leggi o leggeresti per dire?
    🙂

  36. Anche il pezzo di Alemanno è preso paro paro da Libero. Ma era per dire: già scrivi parecchio di tuo, che bisogno c’è di allungare con cose scritte da altri? Oltretutto, quando uno copia da pezzi scritti da altri senza citare non si capisce quanto c’è di suo, tutto qua.

  37. In pratica mi sembra che sei tu quello che si vergogna di leggere Libero. Io, facendoti notare la cosa, ho ammesso implicitamente di averlo letto (non è che me l’ha raccontato un amico, eh). Vedi un po’ tu…

  38. @alieno
    guarda te se mi tocca “difender” Grillo e Santoro.
    Santoro ha trasmesso brandelli di un grande evento di cronaca, che ha riguardato migliaia di persone e che , piaccia o no, rappresenta molta gente.
    Lo ha fatto per dovere di cronaca consegnado gli elementi al dibattito in studio, dibattito che vedeva anche detrattori del “fenomeno”.
    Non capisco quale sia il problema nel trasmettere pezzi di un comizio.

  39. Violante ha fatto di peggio: proposto le pensioni di guerra per gli ex repubblichini. Come dire i premi di produzione a degli aguzzini…
    Carolina

  40. anonimo in ha detto:

    Beh, non sforzarti nella loro difesa con me, io manco riesco a vederne più di tanto Santoro nè a seguir Grillo, mi annoiano di brutto e poi ogni volta che lo faccio mi resta l’impressione di aver assistito a qualcosa di scontato, ehehe.

    Non volevo nemmen entrar troppo sul merito, cercavo solo di analizzare quel che da fastidio. Ad ogni modo non capisco nemmen che ci si aspetti dando trasmissione a Santoro o dando spazio a Travaglio.
    Nel primo caso il punto è: piace? Fa audience? Interessa?
    Perchè certo l’informazione che fa è faziosa fino all’insopportabile, ma lo si sa prima, quando si fa il contratto eh.
    Nel secondo, nel caso di Fazio: non è che puoi invitar Travaglio per strizzar l’occhio agli spettatori di sinistra, amanti dell’antiberlusconismo ecc, creando anche animazione e poi chieder scusa candidamente: e chi ti crede?
    Travaglio è stato invitato ed imboccato ben bene, però Fazio non si vuol sporcar le mani, solo trarne vantaggi. Insomma, lancia il sasso e poi nasconde la mano.

    Per quanto mi riguarda, critiche e polemiche che è legittimo che io faccia su di loro a parte, credo che si devva far pace con se stessi e decidere se si vuole fare informazione un po più pluralista e meno faziosa oppure badare a share, audience e tutto il resto.
    Oppure si trovi una teoria di simil SanToro che compensi, faziosamente, dall’altra parte e si alternino.

    Nel caso di Fazio però mi pare che ultimamente andasse malino e Travaglio fosse la possibilità di far notizia attirando visibilità sul programma.
    Se d’altra parte solo questo si chiede ai programmi, non è che ci si deve lamentar troppo.

    Chi si lamenta e richiede censura però (ma mi par che alla fine sian soprattutto loro a farlo per strapparsi le vesti del martirio che si cuciono da soli addosso) dovrebbe ben sapere che è il modo migliore per dargli risalto, notorietà ed ascolto.
    E anche che certe assenze in politica son più rilevanti delle presenze.
    Lo stesso Biagi non è che se lo filassero in molti, diciamocelo, aldilà della professionalità che meritava anche di più, per dire, fintanto che non è uscita la storia (che pare poi non fosse proprio così) dell’editto bulgaro.
    Ma succede per tutto così. Per dire, anche quando fummo invasi dall’onnipresenza di DanBrown: io credo che una buona mano gliela dette il giudizio critico della Chiesa, che manca poco fa bello e famoso pure Moretti con Caos Calmo semplicemente perchè lo giudica come poi sarà giudicato da fonti non sospette (per esempio all’estero, in Germania), come una discreta cagata o boiata fantozzianamente parlando.
    Dan Brown infatti non è riuscito più a ripetere, senza l’ausilio della censura e del fascino attrattivo valore aggiunto dato dalla censura, lo stesso successo mediatico.

    E poi ci vuol pazienza, ma la gente si stanca spontaneamente di contatori di balle, autocelebranti ossessionati.
    Perfino Grillo fece paura all’inizio. Ora è molto ridimensionato e deve alzare i toni ogni tanto. Così Travaglio, ormai ha superato i vecchi fasti e deve far lo stesso.
    O il Dipietrismo. E tanta politica ideologizzata, trasversalmente parlando.
    La gente si stanca di questa roba, basta aspettare se si vuol ottener lo scopo, seduti in riva al fiume.
    Se va bene, a forza di berciare, finiscono regolarmente per darsi la zappa sui piedi. Com’è più o meno per Grillo, ma anche per Travaglio con la sua partecipazione al palco dove si condanna il finanziamento della stampa dove però scrive e le balle sgamate con sentenza di condanna risarcitoria a Confalonieri, mediaset…

    A me che siano censurati in fondo non interessa granchè, anzi, è divertente parlarne male da polemico qual sono.
    Ma son convinto che alla fine si censureranno da soli: è il martirio che cercano a tutti i costi, ci tengono ad esser Santi Subito quanto subito incompresi o condannati ad avvalorarne la statura. Un po’ come Padre Pio: sarebbe lo stesso se la Chiesa non avesse contribuito all’inizio con posizioni anche non proprio favorevoli in qualche parte? O ne disegna ancor più la figura santa tra il popolaccio invece, aumentandone sacrificio e dunque valore?

    Ed al Papa non si è data più visibilità e più affettuosa simpatia, per certi versi, con l’episodio triste e semianalfabetizzato del tam tam di reclutamento boicottatore?
    Ed i discorsi in sua assenza non avevano proprio in lui, ritiratosi, un magnifico esempio di convitato di pietra?

    Anzi, faccio notare che proprio lo strumento “boicottaggio” non gode di buona salute ultimamente: produce effetti collaterali. Opposti al proposito.

    Che si ricollega pienamente alla mia tesi per cui non solo certa politica ha fatto, almen per un po’ di tempo, il suo tempo e non funziona più molto bene. Ma nemmeno i movimenti.
    Mentre i partiti, che si voleva forse con analisi ottimista o incauta, a seconda di chi la faceva, in difficoltà, mi pare che godano, con le dovute trasformazioni “europeizzate” come dice Veltroni o americanizzate come mi pare in effetti, di ottima salute, di ferro proprio.

    Vabbè, ho divagato.

    Ulive.. vergognarmi io? Ahaha. Di Libero? Guarda, i primi tempi mi divertivo pure, all’edicola, dinanzi alle facce sconvolte e critiche nel chiederlo, tra i vari lettori di repubblicacorseramanifesto, figurati un po’. Solo che poi Libero ha avuto un certo successo, con grande smacco e dispetto di altre testate critiche, per cui non ci sono più queste soddisfazioni nel chiederlo candidamente ad alta voce, ehehe.

    E poi sono a stecca, ultimamente più che altro “scrocco” quel che capita. Spesso riciclando quel che c’è rimasto nei bar prima della chiusura, pensa un po’ a che livelli mi son ridotto.
    D’altra parte dovevo tagliar spese e essendo rimasto ormai ben poco da tagliare, tu capisci che il metodo un po’ randagio di procurarsi lettura non è fuori dal mondo. O forse si.. boh.
    Però, elusivo… non mi hai detto che cosa leggi “almeno”, solitamente..
    Ciao.
    Alieno

  41. anonimo in ha detto:

    Di Libero però una cosa la devo dire: su rai3news che spesso metto durante le veglie, nella rassegna stampa, mai una volta che ce lo mettano. Eppure sarebbe plausibile, visto che è un giornale che ha avuto esploit formidabile.
    Mentre, per dire, su Canale 5 vedi di tutto, quanto a Stampa, compreso Manifesto, Unità e naturalmente l’immancabile Repubblica, alternando le testate più locali.
    Ma non su Rai 3. Ed uno si domanda se c’è una sorta di equilibrio, se non proprio di par condicio sulle altre reti Rai. Non c’è.
    Fosse per me la Rai avrebbe alternanza probabilmente, per cui non c’è una rete tradizionalmente schierata in modo perpetuo, visto che nulla nella costituzione e nell’ordinamento giuridico lo impone nè suggerisce, aldilà della consuetudine lunga, almen che sappia.
    Poi togliesse anche il canone, visto che ormai produce e trasmette la stessa robaccia delle reti private, non sarebbe nemmen male. E sarebbe cosa più utile, per me, che occuparsi di Santoro e Travaglio, dei quali fintanto che se ne parla, beh, ce li meritiamo purtroppo.
    Alieno

  42. Reputo vergognoso che uno storico, sputi sentenze così travianti,fuorvianti su un movimento politico assolutamente complesso e ricco semmai di contraddizioni,ma decisamente presente su cose assolutamente importanti.
    Sulle br,certo Gallinari era un militante della fgci di reggio emilia,ma vi è da dire che esse hanno pescato un po’ dovunque:Cagol era cattolica e altri venivano anche dai movimenti.
    Il loro è stato un tentativo profondamente folle e sbagliato di fare una cosa seria e importante come la rivoluzione,senza tenere conto del loro apparato militare minimo rispetto a quello dello stato.
    Le azioni di questo tipo non possono essere gestite da 300 persone,il loro metodo ignobile e suicida nasce però da reali tensioni che si devono indagare senza moralismi,ma in ottica politica.Dopodiche nessuno è interessato a beatificare i terroristi,ma le questioni politiche di questa natura dovrebbero essere analizzate non in modo schematico
    Sulla difesa della legge Gozzini mi pare che si debba fare più rumore possibile,Gonnella come sempre si dimostra assai intelligente.

    Travaglio,posso dire che non me ne frega nulla?Trovo solo bizzarro il comportamento prevedibile di Fazio,quindi non lo trovo nemmeno tanto bizzarro,e il disegno di collaborazione del pd nei confronti del pdl.

    E poi ora c’è Barbacetto,penso che Travaglio possa esser sostituito nei cuori dei giustizieri di noantri!

  43. Tanta carne al fuoco in questo post. Provo a dire la mia un pò su tutto.
    Gli anni ’70. A mio parere, mai come oggi, si torna a respirare quel clima. Sbagliato pensare che fossero solo violenza o che la violenza fosse una effetto senza una vera causa. La rabbia che si respirava in quegli anni, per alcuni è sfociata in violenza. Giusto o non giusto, ancora non saprei dirlo. E, non avendo vissuto quegli anni, non credo che sarò mai in grado di dirlo.
    Oggi sentivo gli allarmi di Cossiga e altri. Pur essendo convinto che la lotta armata sia un’esperienza che non riprenderà in Italia, non di certo oggi, forse non sono ingiustificati. Non sono ingiustificati se letti come una ripresa della contestazione pura e a tratti anche rabbiosa. Insomma, fanno bene a preoccuparsi. Di certo il loro ordine non sarà mai “l’ordine!”.

    Fazio-Santoro-Grillo-Travaglio. Del primo apprezzo il programma. Per il resto ben conosco le sue posizioni, quindi non mi sorprende abbia preso le distanze.
    Gli altri tre non li sopporto. Ma questa è una storia che già ci siamo raccontati tante volte, per cui non mi dilungo oltre.
    Sulla legge Gozzini invece poco da aggiungere a quello che hai scritto e alle dichiarazioni di Gonnella. Inece una domanda. Come le vedi le deleghe di Giovanardi?

    Pride Laico. Buona cacciata del Papa. Quello che mi dispiace, come già detto, e che volete rimandarcelo qui.

    A presto.
    Andrea

  44. @andrea
    sulle deleghe a Giovanardi..che dire?
    Sono terreni su cui (servizio civile a parte) si è “speso”, la scelta quindi non mi stupisce.
    Certo…rabbrividisco. 🙂

    @alieno
    il punto comunque non era quanto si gradisce o cosa si pensi di Travaglio e Santoro…era un altro.

  45. anonimo in ha detto:

    A me sembra invece che tu voglia farci entrare un punto per forza, perchè ti serve e fa un tantino comodo. Senza offesa eh.
    D’altra parte non siamo nemmeno perfettamente in disaccordo, nè propriamente speculari.

    Ciao.
    Alieno

  46. a Giovanardi ha già risposto la Vittoria Franco (ombra PD)..
    certo che l’odor di regime per ora è abbastanza forte, ma io spero di sbagliarmi
    sulla “Banda dei quattro” ho detto come la penso
    ciao

  47. FrancaFranca in ha detto:

    In tutta onestà io trovo diverse le due situazioni Santoro – Fazio.

    Ho visto tutta la puntata di Anno Zero: lo spazio a Grillo mi è sembrato eccessivo e ho trovato del tutto inopportuno (e neanche funzionale all’argomento della discussione) l’attacco al Presidente della Repubblica.
    La trasmissione di Fazio invece non l’ho vista anche se poi ho visto alcuni spezzoni di video: non mi è piaciuto l’atteggiamento servile di Fabio e non mi sembra che Travaglio abbia detto cose nuove rispetto ai libri che ha scritto. Il conduttore ha fatto una domanda e lui ha risposto.
    Trovo ridicola la posizione di chi (Finocchiaro compresa) ha parlato di contraddittorio. In una intervista non c’è contraddittorio. Chi si è sentito offeso può chiedere uno spazio per replicare o può querelare. Finito qui.

  48. @franca
    un conto è il giudizio di merito su ciò che Grillo ha detto su Napolitano.
    Altro il diritto di cronaca di dare lo spazio che si ritiene di voler dare al v day (che ripeto: a me non piace, eppure difendo la scelta).
    Il v day mi pare fosse tragli argomenti della serata..e c’era pure contraddittorio.
    @giovanotta
    c’è l’odor di regime di ieri. E mi pare che al PD vada benissimo. Come la vicenda Santoro dimostra, dato che grazie a ciò Petruccioli resterà alla presidenza della rai.

  49. anonimo in ha detto:

    buona giornata e ottimo pride: siate allegr* e divertenti, perché, come si sa, una colossale risata lo seppellirà.
    letizia

  50. andrij83 in ha detto:

    Mai più guerre tra noi[..] Che da qualche tempo il Presidente della Repubblica sia vittima di sindrome da revisionismo storico lo hanno sottolineato in molti, fra cui moltitudini nell’ultimo suo post. Che quando si parli di nazisti e sterminio si pensi solo agli ebrei e pratica [..]

  51. anonimo in ha detto:

    Primate d’Italia, Benedetto XVI aveva già indicato nei giorni scorsi alcune sue preoccupazioni sul Paese, dalla “ferita” della legge 194 sulla interruzione di gravidanza, alla necessità di interventi “governativi” in favore della famiglia fondata sul matrimonio.

    E proprio le sue parole sulla 194, insieme con una polemica contro le dichiarazioni sui Dico del presidente della Cei Angelo Bagnasco e con una sui costi della visita papale, hanno connotato la sfilata del “Pride laico” a Genova.

    Trecento manifestanti, un migliaio secondo gli organizzatori, hanno sfilato nel quartiere di Sanpierdarena, radunati dalla Sinistra critica e dai centri sociali. Nella città della Lanterna il Papa arriverà questa sera, al santuario della Guardia, dove trascorrerà la notte. “A Genova lo attende una comunità accogliente”, titola l’Osservatore romano.
    (da Agenzia Ansa 2008-05-17 18:57) .

    TRECENTO? MILLE? Ma fossero pure 3 volte tanto…

    Direi che al momento questo modo di far politica è superato. O ha fatto un flop. Oppure tutto quel bla bla che si voleva per i partiti ecc e qua e su e giù e tricchettracche tappetapperugiaciccoccò filosofeggiando con delirio che confonde facilmente quel che si vorrebbe da quel che è e la speranza già concretizzandone in parte in concomitanza nell’averne come direbbe Benedetto XVI che risulta tutto sommato, con analisi distaccata, aver programma più credibile di quello movimentista ed in questa maggior capacità persuasiva, più adesione e consenso, politicamente parlando.

    Beh, cose così e su e giù.
    Buona serata.
    Alieno

  52. hey multitudes… come è andata?

  53. scusami,perdonami,la venialità:siamo campioni..forza inter!^_^

  54. Alieno..ma no..che dici: eravamo 20…25. Non di più. 😉

  55. anonimo in ha detto:

    Cazzo, Moltitudini, io mi aspettavo che tu mi dicessi che in realtà eravate più di un migliaio, che il sistema boicotta visibilità e tu… mi spiazzi con un sarcasmo molto… evasivo.
    Insomma, io provoco e tu sfuggi.
    Ma il discorso non cambia.
    Per aumentare visibilità, forse, i numeri contan poco.
    Sicchè la strategia movimentista, in un caso simile, a che servirebbe? Per contarsi?

    Anche se, onestamente, io credo che quella manifestazione un successo l’ha avuto davvero.
    Non ha rotto le palle. Ovvero, non ha esagerato e dunque si ricostruisce una sorta di credibilità-sostenibilità che apre se no al consenso, almeno all’ascolto non pregiudizievole e meno strumentalizzabile, come fu in tante altre occasioni, G8 per tutti.

    Insomma, da una parte si è visto apparentemente che eravate in pochi e pure divisi.
    Ma anche che lo spiegamento imponente di forze dell’ordine, era misura preventiva pessimista e dunque la prossima volta, chissà, si vedrà altro.
    Certo, anche da parte del Governo si è avuto un successo: i non disordini possono essere letti diametralmente un successo di ciascuna parte.
    Insomma, mi aspettavo un commento epocale… o ci stai studiando su un post?
    Ciao.
    Alieno

  56. anonimo in ha detto:

    Miiiii…come son fuso! Ho aggiornato la pagina e risulta che il post dedicato l’hai già fatto.
    Che figura da pellegrino, vabbè… non sarà nè la prima nè l’ultima, ehehe.
    Ciao.
    ‘nfarcicaso.
    Alieno

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