m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

LA SINISTRA NON ESISTE

Il titolo di questo post, è il medesimo di uno che scrissi a Maggio.

Volevo esser "provocatorio" allora, invece era un titolo scarnamente "verista", assai più di quanto pensassi.

Difficile dire qualcosa di non scontato o utile dopo una elezione politica, più utili e degne di nota son le cose meno scontate dette in altre situazioni, prima dei giochi, non innanzi all’evidenza dei fatti. Ci provo, comunque.

Sulle mie previsioni.
Bè: ho azzaccato tutte le tendenze. Azzeccato in pieno il dato dell’astensionismo (non c’è stato il fuggi fuggi dal voto che si si attendeva), quasi alla virgola quello di praticamente tutti i partiti.

Presa la tendenza, affatto la "quantità", di Lega (parlavo di crescita) e "sarc" (da mesi parlavo di disastro. Anche quando, lo ricordo, qualcuno parlava mesi fa di forza che puntava al 12-15%).
Ma certo, sopratutto il dato della sarc mai lo avrei pensato.

Il 3% però è qualcosa di surreale. Ad azzeccarlo ci voleva un genio, stato che sfioro appena.

Le previsioni più realistiche e drammatiche, nel "giro", erano del 5. Dato che sarebbe stato comunque accolto con sopresa e sconforto. Ora parrebbe manna, grasso che cola.

Tanto è vero che di sbarramento alla camera mai si è parlato e che rifondazione voleva proprio la legge "tedesca" per piegare a sé pdci e verdi, dando per scontato il 5%.

Vanno comunque a ramengo i risibili tentativi di ottenere il voto non sulla base della forza della propria idea ma sulla base di alchimie da arrampicamento sugli specchi, si sprecavano infatti tecnicissimi schemi per spiegare: se mi voti in emilia battiamo berlusconi, così come chi ha votato per PCL o SC non ha sicuramente dato un voto…meno utile di quello dato alla sarc.

Ammetto..una cosa: quando ho avuto contezza del reale dato della "sarc" per un attimo ho provato quello che provai quando il Genoa andò in C. Quel sentire livoroso e velenoso, quella fanciullesca euforia che ti fa dire… "Merde, e ora a casa".

Infantile, irrazionale, stronzo..quello che vi pare..lo so, me ne vergogno anche un poco.

Per il resto. Mi aspettavo e sono lungi da me gli atteggiamenti tipo "psicodramma", la perdita di totale  lucidità  che da luogo a (comprensibli) sfoghi emotivi.

Curioso notare in un blog un’ "analisi" che si avvia piangendo e lamentando ciò "e ora niente pacs, niente diritti civili!!!": aldilà dell’ordine di priorità individuato, non è che gli avversari di Berlusconi facessero di ciò un  vessillo, o che il governo Prodi sotto questo aspetto si sia distinto. Insomma: chiaro esempio in cui la perdita di lucidità fa delirare.

Sulla "sarc". Prendo atto oggi di affermazioni tanto ovvie quanto respinte nei momenti opportuni: c’è chi imputa il risultato al fatto che la coalizione era un freddo cartello elettorale privo di progetto politico. C’è chi dice (PDCI) che la "sarc" è nata morta. Le sentivo dire, queste cose, proprio con queste parole..nei mesi scorsi: le scrivevamo qui. Ma mi sbagliavo:più che nata morta..la "sarc" è stato un aborto spontaneo, direi.

Tra le ragioni di questo disastro, si sprecano comunque le spiegazioni risibili: il PDCI si defila, come se non c’entrasse nulla con questa "tragedia" che ha radici lontane e fosse solo colpa degli "altri" (si alluse qui al fatto che Diliberto forse non si candidava per potersi sfilare meglio). Sempre da quel pezzo di arcobaleno (ma non solo) viene l’altra sterile polemica: "lo dicevamo che ci voleva la falce e martello!". Eh si, è senz’altro questo il problema.
Altri ancora imputano il risultato (il 3% è roba da Udeur nei tempi migliori) alla scelta del "leader".
Altra sciocchezza la dice Diliberto che in sostanza tra le prime colpe che attribuisce se la sarc ha preso il 3%, c’è quella attribuita a Veltroni. Mah.

Ora, Bertinotti è sicuramente uno dei principali responsabili della batosta.

Se vogliamo tracciare una data "simbolica"…il momento in cui ha contrattato la presidenza di Montecitorio è stato l’inizio della fine. Simbolicamente, politicamente.

Ma non è certo la specifica contingenza della guida "Bertinotti" dell’impresa elettorale la ragione della sconfitta.

E, di nuovo, a ciò si risponde iniziando dal "tetto": quale leader? (Vendola) è una delle prime domande che ci si fanno.

Scontato dire che la "sarc" paghi (per ragioni anche opposte) la scelta di governo e la polarizzazione del voto, banale registrare che quel due per cento di votanti in meno sono in buona parte elettori di rifondazione che han preferito andare in gita, e che la restante parte del calo è dovuto ai voti andati a PD, Di Pietro ed anche alla Lega (più quell’1,3% andato a s.c, pcl e p.b.c. Poca roba..ma stiam parlando del 3%…ora forse parleremmo del 4,2…15 deputati.)

La "sarc" non esisterà.
Ed è un bene. E non sarebbe comunque esistita anche con un risultato migliore, si sarebbe sflacciata ai primi appuntamenti importanti e in fase di discussione tra i 4 sulla natura del soggetto.

Non sarebbe comunque esistita
, anche con 30 deputati, proprio perchè nata morta, perchè cartello tra nomenklature. Qui la realtà dei fatti mi contraddice solo sui tempi: non si dovrà aspettare qualche mese, basterà qualche settimana.

E se mi si dice che è ovvio che col 3% non potranno che dividersi, dico che non è vero: se ci fosse , pur da riregistrare, un progetto dietro, un"anima" (concetto poco politico ma così ci capiamo) si tirerebbe innanzi lo stesso. Rifondazione pagò certe scelte duramente nel ’98, dal punto di vista elettorale. Lo fece con una strategia che poi avrebbe dato dei risultati, in termini di fertile rapporto con la società.

Poi, per corettezza, va detto: la dimensione della sconfitta da conto di una realtà così inaspettata, che le ragioni dela sconfitta vanno (e se lo dico io…) anche aldilà delle responsabilità di queste nomenklature, non sono solo dovute ai limiti di un progetto burocratico inutile, senza gambe e radici nel conflitto e nei territori, privo di una analisi all’altezza del quadro.

Vanno anche aldilà di tutto ciò, nel senso che pur con tutta la miopia e scelleratezza di questi gruppi dirigenti c’è una realtà frastagliata e complessa che è drammaticamente difficile da affrontare per chi si pone nel solco della critica e dell’alternativa di sistema.

E rispetto alla crisi di strumenti di noi tutti (salvo fiammate anche eccellenti poi non capitalizzate) di fronte a ciò, non stiamo parlando di qualcosa di contingente , ma di una "sindrome" la cui convalescenza dura da 25 anni, i cui tratti eziologici si legano profondamente con le sconfitte dei movimenti sul finire degli anni ’70 e con i mutamenti profondi nel ventre di questo paese avviati negli anni ’80.

Sui dati, due cose.

Dal punto di vista "nominale", del "vestito" e dei "simboli", della confezione, sparisce la "sinistra" dal parlamento, nel senso "europeo" del termine. Parlo di aspetti diversi dai contenuti o da quel che si pensa della "bontà" delle singole forze politiche.
Non c’è un partito che nel nome e nell’iconologia si richiama alla "sinistra" per come la si è conosciuta nel ‘900, come inverce altrove avviene. Una profonda americanizzazione sotto questo aspetto. Chissà se tra qualche anno ciò avverrà anche negli altri paesi europei.

In quanto ai voti assoluti, ne perde il PDL ( poca roba, 123.173 voti) ne guadagna il PD (sempre poca roba:164636). Sostanzialmente, si prendon i voti degli stessi che grossomodo li han votati due anni fa: rispetto quindi alle "teste", alle "persone" fisiche, nessuno dei due ha in realtà convinto più gente dell’altra volta .

Per finire.
non mi dispero, non mi vergogno, non emigro  ( o emigrerei a prescindere se avessi una opportunità per farlo: non è un paese iverso da quello di due anni fa), non accuso, non mi straccio le vesta (anche se vi piacerebbe), è lo stesso paese di un mese fa o di due anni fa, non mi "dispiace" che abbia vinto Berlusconi nel senso che, transitivamente, non sarei stato felice se avesse vinto Veltroni, poichè rispetto a quell’agire politico ed ai luoghi della governamentalità ritengo le due alternative strutturalmente (in senso proprio) non diverse.

Non seguo le elezioni con partecipazione emotiva, aspettando di esultare o deprimermi, pensando al parlamento ed al governo come luogo dove esser rappresentato.
Le seguo come un "grande" rilievo demoscopico del paese, come una istantanea della tendenza, come una fotografia.

Certo, la fotografia che vedo non mi piace affatto.
anche se..più passan le ore..più vedo spazi ed opportunità potenzialmente fertili….

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175 pensieri su “LA SINISTRA NON ESISTE

  1. Buongiorno.
    Dico subito e apertamente che sono uno di quegli elettori che citi nel post, cioè uno di quelli che se n’è andato in gita.
    L’analisi è lucida e, soprattutto, condivido fortemente la conclusione: tra le due alternative non vedo differenze, nè di forma, nè di sostanza. Per questo me ne sono andato in gita.
    Il resto… è condivisibile, oltre che molto lucido, pertanto non dico nulla perchè non ho contenuti da aggiungere.
    Solo una cosa: se la sinistra parlamentare non esiste, lo stesso non si può dire per quella slegata dai partiti, che agisce e lavora sulle strade, nei movimenti.
    Ecco, forse bisognerebbe ripartire da lì. Senza nomenklature. Ma oggi sono ancora in fase pessimista, per cui credo che litigherebbero lo stesso.
    🙂

  2. Alex
    non mitizzerei nemmeno i movimenti, ma che da lì, dalla società, si debba ripartire, è fuor di dubbio.

  3. Diciamo che la catastrofe era annunciata ma non con queste proporzioni. Giusta la visione fintocontrapposta dei due schieramenti dominanti, ma diamo atto ai perdenti di aver almeno avuto più rispetto per gli elettori, per lo meno nel linguaggio.
    Sono d’accordo con te: se la foto ritrae un paese che preferisce battute da osterie o credere che la lega sia il ‘partito degli operai’ (come stanno sbandierando su tutti i giornali) beh… allora non piace nemmeno a me.
    E in 33 anni di votazioni ‘ne ho viste di cose che voi umani non potete immaginare’.. ma così mai

  4. @dreamlady
    quale catastrofe non ti attendevi in questa misura?
    Di per sè il voto ottenuto da Berlusconi è del tutto fisiologico e prevedibile: come dicevo sotto il 40.
    la lega è cresciuta, come prevedibile, forse un po’ più di ciò che ci si aspettava.
    Che Mussi non sia in parlamento per me non è una catastrofe.

  5. anonimo in ha detto:

    Luc

    Luca, vorrei che Tu…rigliatto ed io
    fossimo presi per incantamento
    e como per miracolo di Dio,
    si stesse,como pria, in Parlamento.

    ciaog.

  6. Boh, meno male che la fotografia del paese non ti piace… cominciavo a notare troppo compiacimento.
    Io ho votato SA pur non amando le nomenklature, i leader ecc ecc ecc. Sono anch’io convinto che si debba ripartire dal basso, dalle persone reali, proprio perchè ritengo gli attuali dirigenti dissociati dalla realtà. Mi resta la convinzione che molti di quelli che si sono astenuti e tanti che hanno dato il voto alla Lega si pentiranno.
    Con la destra vedremo cose mai viste, epocali. Forse sarà più facile per la sinistra riprendersi, di fronte ad un nemico vero e dichiarato, non sfuggente.
    Tanto per fare un esempio: i primi due provedimenti annunciati sono un regalo alle classi ricche: abolizione ICI e bonus bebè.

  7. Complessivamente quella di non vedere nessun partito di sinistra in parlamento… e di veder aumentare a dismisura la lega, e se questa non è catastrofe dimmi tu…

  8. @giulio
    grazie per la bella lirica.
    😉
    @skeno
    quel poco di compiacimento è legato a mie infantili beghe di bottega, lo ammetto.
    Seriamente, è ovvio che la foto non mi piaccia.
    Ma non è la foto di un paese diverso da quello di due anni fa. E’ lo stesso paese.
    vedremo quello che abbiam visto sino al 2001, ossia cose non troppo diverse strutturalmente da quelle viste sino a ieri.
    Bonus bebè, abolizione ICI…cose anche secondarie, rispetto a questioni più strutturali, ma hai tuttavia ragione.
    Non che l’alternativa, se parliamo di Veltroni, fosse di segno diverso sotto questo aspetto. Con accezioni e peso un po’ diversi, son proposte fatte anche dall’Unione e dal centrosinistra.
    D’accordo sul resto, ovviamente.

  9. Si hai ragione. Mitizzare i movimenti è certamente fuorviante. Ma sai, siccome oggi c’ho il pessimismo cosmico post-risultati… cerco un appiglio mentale per non affondare.
    Ma poi mi riprendo. Promesso 🙂

  10. @dreamlady
    guarda, rispetto alla non presenza in quanto tale…no, non me ne frega davvero un corno.
    Prendo atto di una foto negativa, nei termini…sociologici di cui parlo nel post, diciamo, in termini di “foto”.
    L’esito della Lega sta nelle cose, sta nella fase, è naturale ed è anche un esito del grillismo.
    7 o 8 % cambia poco.

  11. Sono convinto anch’io che nel parlamento come ne è uscito dalle elezioni, avere o no una ventina di eletti della sarc è praticamente ininfluente.
    Ma adesso “che fare” ? Il cartello sarc è da buttare, le dirigenze dei quattro partiti seguiranno Bertinotti nell’uscire di scena, i movimenti non sono da mitizzare (la repubblica per non sbagliare ha già cominciato a spararci sopra), ma sono l’unica cosa non moribonda a sinistra…
    conte oliver

  12. Infantile, irrazionale, stronzo 😛

    p.s. non me lo dovevi fare, questo non me lo dovevi fare!

  13. anonimo in ha detto:

    Forse nel numero di voti non è cambiato niente rispetto a due anni fa..
    Certo è che il Nano non ha mai avuto le mani così libere come in questo momento.
    Ha promesso riforme, e di certo le farà (a vantaggio suo, come al solito); difficile che cada un governo così.
    Credo che cinque anni siano più che sufficienti per fare disastri senza trattare con nessuno.

    Giusto una settimana fa, sul tg1 delle 13 ho sentito, di sfuggita, una cosa del tipo ‘non c’è alcuna condizione per cui l’italia possa fare la fine dell’Argentina’.
    Si parlava di economia, ovviamente, e ho pensato che se il tg1 ha avuto bisogno di negare esplicitamente qualunque connessione tra il disastro argentino e l’italia, quando nessuno a mai fatto paragoni del genere in pubblico, significa che quest’ipotesi negata è proprio la più probabile.
    Questa specie di lapsus giornalistico mi ha fatto rabbrividire, e mi ha dato la certezza, più di mille analisi, che stiamo inesorabilmente affondando, probabilmante prima di quanto si aspetti chiunque.
    Sto seriamente cominciando a pensare se non sia davvero il caso di emigrare…

    Isis

  14. anonimo in ha detto:

    beh!Sono d’accordo su tutto, tranne sul fatto che io velleitariamente guardo comunque al parlamento e al governo come un luogo dove essere rappresentata, cioè ci spererei.
    Di pancia m’intristisce non poco la sinistra fuori dal parlamento, razionalmente mi rendo conto che una sua presenza minima serve poco, anzi forse è controproducente (serve solo a tenere buone le persone).
    Laura

  15. anonimo in ha detto:

    Dopo una debacle simile prendersela solo con Bertinotti(che negli ultimi due-tre anni ha sbagliato tanto ma fino ad allora era stato perfetto il piu’lungimirante di tutti)o Diliberto o gli altri.Mancano talmente tanti voti alla sinistra(SA,PCL,sinistra critica che hanno preso 3,2-0,6-0,4 e gli altri 3-4%?)che bisogna fare un’analisi si sugli uomini ma anche sui programmi.Vi dico di piu’anche con falce e martello e il PRC da solo si sarebbe andati male,la gente non ci vuole piu’…………………Mario

  16. Bene, ora è venuto il momento di non ri-fondare, ma nascere.
    Buona serata

  17. anonimo in ha detto:

    per Isis
    a proposito di emigrare, ci sto pensando seriamente anche io.
    Mi sembra che tra la tranvata ricevuta e la diatriba sulle matite ai seggi, sia una delle soluzioni più
    sagge.
    Agostino

  18. Discorso più sociologico che politico. Riprendo ciò che dicevamo sul mio blog. La fotografia che vedo non piace neanche a me. Non mi piace per la sinistra. Hai ragione sul fatto che sia morta almeno dagli anni ’80. Il problema sta nel fatto che il mondo è passato dal modernismo, taylor e la catena di montaggio al postmodernismo, toyota e just in time. La sinistra (intendendo qui tutto ciò che si può ad esso collegare) è rimasta bloccata invece a solide radici moderniste. Non riesce o forse non vuole, presa dalle sue gabbie ideologiche ravvedersi. Il PCI per capire il grande insegnamento politico che c’era dietro il femminismo ha dovuto aspettare anni e anni. Neanche quando gli è andato a sbattere addosso questo fenomeno lo hanno saputo riconoscere e accettare. Oggi lo stesso errore si ripete.
    Anche le esperienze più innovative come quello che poteva essere SC riescono a liberarsi di questo peso. Sulla falce e martello nel loro simbolo abbiamo già discusso e non ci torno.
    Insomma, la sinistra è destinata a sparire perché, tranne che nelle lotte che si possono sviluppare contro inceneritori, basi o affini, parla un linguaggio diverso da quello della società.
    Aggiornarsi o sparire. Questa è la sfida oggi. E io spero che tutti, non solo noi (sarc), la accettino.

  19. Tutto mi sarei aspettato ma non che non riuscissero neppure ad entrare in parlamento.Questa è una sconfitta di portata storica, in Italia, e la responsabilità è tutta di quegli organi dirigenti.Vendola intanto già parla di reinseguire il Pd…

    Non ho esultato né mi sono disperato.Per la prima volta ho vissuto le elezioni e il loro esito con malinconica indifferenza.Oggi Polo sul Manifesto scrive che potrebbe trattarsi paradossalmente dell’ennesima buona occasione per ripartire.Sinceramente ci credo poco, anche viste le reazioni a caldo dei Diliberto e dei Rizzo.L’unica cosa che in un certo senso mi rincuora è che dalle prime analisi del voto, pare che una parte consistente dell’astensionismo venga da “sinistra”.Assieme a quelle nuove consapevolezze, si può forse pensare di ricostruire un percorso di autonomia svincolato dai partiti.In questo Berlusconi farà senz’altro al “caso nostro”… 🙂

  20. Avevo uno strano presentimento. Me lo sentivo che sarebbe stata una batosta. Ma quello che è successo era imprevedibile!

    Per quanto ci riguarda, dopo oltre 100 anni di storia, per la prima volta, i socialisti non sono nel parlamento italiano.
    Siamo un partito extra-parlamentare 😀

    …. e Ciarrapico è stato pure eletto!

  21. il nodo da risolvere anche nel mio partito è :a questo punto cosa ce ne frega di partecipare alle prossime elezioni,che per me seguiranno l’effetto traino di queste?
    Penso che si debba puntare su una politica di sicuro organizzata,ma come trockji insegna ai miei compagni di “rivoluzione permanente” cioè all’interno della lotta al capitale con una direzione comunista,ma non legata alla catena della democrazia falsata.
    Insurrezionalisti armiamoci e partite,che se proprio non ho niente da fare vi seguo!

  22. Se interessa a qualcuno le amministrative toscane mostrano diverse cose

  23. @viga
    vabè ma quello che dici è un altro discorso: che il pcl partecipi comunque alle elezioni, aldilà di come conduce le lotte, è del tutto fisiologico, è “un” momento.

    @aradia
    bè, il dato socialista era ampiamente annunciato con quel dato: non credo te lo aspettassi diverso..no?

    @marxetto
    lo ho letto Polo: si, potrebbe, ma non lo sarà.
    Visti anche i dati “veri” ei voti, quelli assoluti, direi che è evidente che quel 3% di astensione in più è per larga parte elettorato sarc in fuga.

    @andrea
    Il mio discorso? Mah , forse in una parte..ma mi pare anche tanto politico.
    Attenzione che ” parlare il linguaggio della società” può esser pericoloso, così pare quai abdicare.
    La società parla un certo linguaggio perchè nel “vuoto” che è stato lasciato quella cultura e quel linguaggio si sono infilati.
    Secondo me le cose stanno in modo ben più complesso.
    Poi d’accordo: sul piano della lettura, dell’inchiesta, della soggettività..i limiti sono enormi.

    @agostino
    quale questione dele matite? So nulla.

    @zapatos
    spazi di fertilità, comunque, si aprono.
    @mario
    sono d’accordo.
    Quando parlo di Bertinotti e di quella scleta è perchè quella scelta in quel passaggio corrispondono comunque ad una strategia, ad un “programma”, che è stato appunto sbagliato.
    Quel 3-4% son finiti all’astensone, adi pietro, ed alla lega.
    Il prc da solo avrebbe perso un po’ di meno, secondo me, ma certo sarebbe andato malissimo comunque, data la proporzione della debacle.
    @isis
    il nano ha le mani libere quanto nel 2001. Certi interessi tanto quannto il mese scorso.
    @franco
    cosa non ti dovevo fare?
    @oliver
    eh, se avessi la risposta sarei Lenin.
    😉

  24. anonimo in ha detto:

    “La sinistra radicale varia, dimostrerà che la portata del consenso che gli resta segna il suo destino, sperando che la piantino di aver la pretesa di esser davvero rappresentativi di istanze comuni al Paese, (..).”
    Lo scivevo il 14 aprile, 2008, ore 00:05, sul tuo blog, anche volendo un po’ complicato prevederlo tramite lettura dei dati da scrutinio (oltretutto niente tv quel giorno).

    Prevedibile dunque? Sì e no. Nì. Frammentazione delle sinistre radicali e buona propensione al non-voto o scheda bianca erano percepibili anche nel web e da tempo. La scarsa “potenza” persuasiva ed argomentativa (roba davvero trita e ritrita per esser capace di entusiasmare davvero eh) di certe presenze televisive delle sinistre poi completavano il quadretto.
    Sembrava che nemmen loro credessero davvero a quel che dicevano, davvero scarsa abilità comunicativa o forse peggio, temo: argomentativa appunto. Programmatica semi azzerata.
    Roba minimalista che si tollera in una lista Ferrariana, ferma ad un sol punto tematico e senz’altra pretesa che quella, ma per tradizione, dalla sinistra si poteva chiedere di più complesso, articolato. Invece morti lì, vegetali quasi, su slogan fini a se stessi sul precariato, sulla sicurezza sul lavoro e qualche tentativo di sostentare residuali nostalgici scontri di classe…

    No, credo non fosse così imprevedibile. E’ soprendente che non sia avvenuto prima, ci eravamo abituati in Italia ad altro. Ma l’imprevedibilità dei “compagni” credo si debba alla visione completamente immersa in un mondo fantasioso, dove si ha percezione a forza di pacche sulle spalle e autocelebrazione, di essere grande o discreta rappresentazione popolare e morale, ma non è così davvero, la realtà è altra. Capisco il tentativo di convincere altri, ma qui si è andati oltre, si è convinto se stessi e poi ci si sorprende.
    Credo che una diversificazione delle fonti (per esempio dei quotidiani) avrebbe suggerito una distanza abissale con il sentimento dei votanti. Per dire, se uno legge solo il Manifesto, poi per forza che resta sorpreso e spiazzato, vive una realtà propria distante da quella esistente. Resta simbolicamente esplicativo quel titolone che annunciò la sconfitta di Bush con entusiasmo… indimenticabile, credo pure umiliante, ma pare non abbia insegnato nulla, ma proprio nulla in fondo, nemmeno ai suoi lettori.

    Nell’attesa di esodo verso il Canada come già annunciato tanto tempo fa per l’eventuale elezione Berlusconiana, così come nell’attesa che Veltroni si senta finalmente libero di andare in Africa come desidera (quante ne dice quest’uomo-simpatia eheh), tutte cose che sappiamo mai avverrano, vediamo cosa ci aspetta. E’ presto per festeggiare anche se si è votato PdL, la situazione è brutta, molto brutta. E la casta potente, autoconservativa, caparbia…

    Tuttavia da una sinistra azzerata, ridotta in macerie, magari nasce qualcosa di buono ed utile, purchè si conservi memoria dell’esperienza per non ripetere certi errori che fanno perdere il contatto con la gente, con le sue istanze, coi suoi sogni, le sue speranze, le sue richieste. Un compito che ha ben svolto, pare, la Lega. Che in una buona misura sostituisce quel compito popolare che una volta era forse appannaggio della sinistra più radicale, sostituendola. Perchè?
    Volendo ripescare la gag di un comico di tanto tempo fa (era un avviso, un grido di allarme della distanza che si creava, per esempio, col mondo operaio), che appunto rappresentava l’operaio “vecchia maniera”, fedele ma confuso, che non capiva perchè ci si occupasse tanto di gay, trangender e non del povero operaio con le sue problematiche di sempre e con la banale forse ma semplice passione per la “gnocca”.
    L’operaio dimenticato per le tematiche gay, per le canne, per l’eolico, l’ecologico, a svantaggio del vecchio vinozzo e della gnocca, del salario, dei diritti.. era un quadretto malinconico. Ma forse lungimirante nel descrivere il declino e la distanza abissale che ha perduto il consenso anche della figura più “fedele”, per cui la politica che doveva rappresentarlo, ha dimostrato tanta ingratitudine. Beh, quasi commovente, seppur provocatoria ed irridente immagine comica (tragicomica), ma forse, pur senza pretese intellettuali, sofisticate, dialettiche, genuina, autentica, capace di vedere lontano, prevedere appunto…
    Dimenticato ed escluso da un linguaggio non più suo, incomprensibile, distante, alienante.
    Requiem.
    Notte.

    Alieno

  25. Sante..che diamine:aldilà che la dinamica delle amministrative risponde a tutt’altre logiche, staremmo comunque parlando..neanche delle regionali toscane..ma di Massa Carrara e Pisa…..dai…abito in un quartiere con più abitanti.
    Dai, non son discorsi questi.

  26. @alieno
    troppo stanco per risponderti più puntalmente (ah, scusa, ma il commento del 14 aprile in quale post lo trovo?).
    Certo è vero quel che dici che la Lega “in una buona misura sostituisce quel compito popolare che una volta era forse appannaggio della sinistra più radicale, sostituendola. Perchè?”
    Vero.
    Probabilmente non saresti daccordo cone le ragioni che potrei individuare e sulle relative risposte, ma è indubitabile.
    E sarebbe troppo riduttivo dire “son tutti razzisti”.
    Diciamo che questo ragionamento è importante porselo, proprio come dibattito “interno” della sinistra.

  27. anonimo in ha detto:

    Non mi ricordo il titolo del tuo post, ma aveva delle simpatiche immagini con calze a rete (la seconda in basso mi pare, vado a occhio) ed una provocatoria pubblicità tedesca credo, dove la calza la indossa sia una donna che un uomo. Capito? Non pretendere di piùù a quest’ora, che non ci vedo più.
    Alla prossima.
    Alieno

  28. Ok la vecchia sinistra non esiste più ma è confortante vedere la presenza di questa nuova sinistra (che si rifà a tematiche sul lavoro e la difesa della classe operaia più antiche-sinistra critica e PCL-) che almeno prova a creare qualcosa di buono lontano dai palazzi dei potenti. Qualcosa nato appunto dalle classi di lavoratori.
    Dai diciamolo i 2 anni al governo hanno indebolito e di molto la cosiddetta “sinistra”. Veltroni abbandona le posizioni più a sinistra e Bertinotti si fa più moderato.
    Hanno perso il contatto con i propri elettori, ma non gli intellettuali, quelli invece che si prefiggevano di difendere. Troppi compromessi, troppi sì davanti alle decisioni impopolari del governo Prodi. Non si fa così. E non mi si venga a dire “eh…ma o così o cadeva il governo e saliva Berlusconi”
    Alla fine Berlusca è salito lo stesso. Avrebbero salvato la faccia, avrebbero mostrato coerenza con quello che avevano promesso. Invece rifinanziamo le guerre, firmiamo il protocollo sul welfare ecc ecc.
    Ovvio che i loro elettori si sono stancati. Hanno ripiegato sulla Lega. Non tanto per urlare Roma ladrona la Lega non perdona.
    Ma Maroni ha già fatto molti danni in passato, nessuno se n’è mai accorto?
    Comunque per la Sinistra Critica e il Partito dei Comunisti Lavoratori dico solo:avanti così. Voi non dovete ricostruire nulla. Dovete creare. Magari risolvendo anche le vostre divergenze. Anche per un misero 1% insieme. Che comunque è un successo per un partito creato dal nulla.
    Scusa per il commento lungo, scrivo poco e poi tiro fuori un sacco di cose.

    PS:sono andato a firmare per la presenza dei CARC alle elezioni, secondo te ora mi metteranno il telefono sotto controllo?O si presenteranno gli sbirri a casa mia per portarmi in questura per accertamenti?

  29. Dimenticavo:
    “Ammetto..una cosa: quando ho avuto contezza del reale dato della “sarc” per un attimo ho provato quello che provai quando il Genoa andò in C. Quel sentire livoroso e velenoso, quella fanciullesca euforia che ti fa dire… “Merde, e ora a casa”.

    Io invece quando la Samp andò in B….AHAHAHAHAHAHAHAHAH

  30. Ma secondo te, essendo di sx è più “ogettiva” l’idea, da dove vengono i voti della Lega?

    1) Da chi votava a dx ma non voleva votare SB ma temeva Veltroni.
    2) Da chi è stanco degli immigrati.
    3) Da chi vuole il federalismo fiscale.
    4) Dal grande lavoro fatto nelle piazze e nelle strade della Lega.
    5) Dal fatto che non essendo molto presente in tv non ha sparato ca%%ate come invece hanno fatto gli altri 2?

  31. In realtà dicevo del mio commento più sociologico che politico. Il tuo post è parecchio politico.
    Diciamo che quando dico di parlare il linguaggio della società, chiaramente mi riferisco a quel poco di società attiva che c’è. Quella che può aiutarti in un ragionamento complessivo su tutta la società qui generlamente intesa.
    Io credo che si dovrebbe organizzare un nuovo forum italiano, mondiale e ripartire da lì.
    Mettere insieme delle diversità per un percorso comune credo che oggi sia l’unica soluzione. Oggi ancor di più, perchè tutte le diversità rischiano di sparire. Hai ragione, bisogna stare attenti ai “feticismi”, ma solo se ti portano a trasformarti nella sarc. Altrimenti credo che oggi possano essere un valore aggiunto in alcune elaborazioni. Questo chiaramente non vuol dire appiattirsi su posizioni che non sono tue. Pur stimando Alex Zanotelli, capisco che in alcune cose che dice esiste quel sentimento caritatevole cattolico che è distante da me.

    Una cosa su Sante e le amministrative. Abbiamo preso tra il 5 e il 10% in realtà come Pisa che rifondazione da sola alle provinciali di qualche anno fa stava al 13%. Io per vedere i risultati veri della sarc mi sono andato a vedere i dati a gubbio. Comune dove rifondazione da sola battè al ballottaggio il c-s e dove amministra con sindaco, 5 assessori e 12 consiglieri. Pure lì ci siamo fermati al 5%. Comunque, ringraziamo il cielo che sia andato così e che non abbiamo superato lo sbarramento. Ci avrebbe senza dubbio chiuso gli occhi sulla realtà, rinviando ulteriormente la nostra crisi.

  32. anonimo in ha detto:

    Questa sinistra era impresentabile da anni, completamente distaccata dalla gente che lavora a stipendio fisso. A fare tanti bla bla bla, cia cia cia.
    E allora? Tantovale votare Berlusconi-Bossi almeno le sparano uguali e fanno più melodramma, agli italiani piace tanto…

    Berlusconi per 5 anni mi fa piangere, ma non c’era nessuna alternativa davvero. Le liste Grillo e Di Pietro purtroppo non bastano.

    Veltroni? La m…. della m…. Ancora non mi capacito come abbiano potuto presentare lui, poi penso a D’Alema, Fassino, Rutelli, Franceschini o come ca**o si chiama e allora comprendo….

    Chissà che questa Hiroshima della sinistra non sia finalmente l’occasione perchè questa gente che tutto è tranne che di sinistra siano mandati a casa a calci in culo e rinasca un PARTITO COMUNISTA vero di volti nuovi!

    Ah! Spero che Roma se la prenda Alemanno perchè Rutelli è un’insulto all’esistenza del centro sinistra.

  33. Ciao Moltitudini in un vecchio commento ti avevo pronosticato la Sarc al di sotto dell’8%. davvero non pensavo che potesse scendere sotto il 4. un tracollo sterminatore.
    Ne sono in parte contento perchè la classe dirigente non può far casini mentre governa e poi sperare di prendere voti. dai 3.800.000 voti del 2006 i partiti della SARC sono scesi a poco più di un milione. una emorragia di voti devastante.

    la destra e casini sono ora ininfluenti.

    La Lega inoltre ha fatto un balzo:
    è un partito di proposta;
    difende le specificità territoriali;
    considera la sicurezza come un bene assoluto;
    ha una dirigenza a livello locale dinamica.

    questi elementi mancano o non sono stati studiati dalle componenti di sinistra. urge quindi una rivalutazione di questi temi.

    poi ho letto in alcuni commenti di altri visitatori la concezione del berlusconismo come un male: se partiamo da un concetto così manicheo che separa i buoni elettori dai cattivi elettori, i buoni politici tou-court dai cattivi politici, beh allora la sinistra dovrà ancora interrogarsi sulle ragioni della sconfitta concente col gap di oltre 9 punti.

  34. parlarmi del genoa in C, quando ho già tanti altri problemi per la testa! 😉
    (ero stato un po’ criptico, scusa)

  35. Devo leggere con più calma, in ogni caso se vuoi emigrare e ti piace il Brasile fammelo sapere. Cerco “compagni” d’avventura.
    un saluto

  36. anonimo in ha detto:

    “Diciamo che questo ragionamento è importante porselo, proprio come dibattito “interno” della sinistra.”

    Moltitudini, di per sè è vero, ma ci terrei a sottolineare che se l’Alieno ti propone di fare questo ragionamento è solo perchè lui nel frattempo può limitarsi a godere del fatto che finalmente ignoranti e fascistucoli inconsapevoli hanno una rappresentanza di peso. Non è necessario essere comunisti elitari per arrivare a ciò, è sufficiente sentire parlare (meglio sarebbe dire: vomitare idiozie) i loro rappresentanti politici, e immaginare cosa possa essere uno che sceglie di votarli. Razzista? Io? Sì. All’inverso.

    Lorenzo

  37. è stata una sconfitta strameritata, tutti a casa e si ricomincia da zero. speriamo bene…

  38. anonimo in ha detto:

    sono di corsa e ho letto solo l’ultimo commento di Lorenzo.
    E caro Lorenzo, ti informo che è mia abitudine, quando possibile, toccare con mano ed applicare un sano e prudente scetticismo, vuoi per esperienza, vuoi per aver idea di potermi tenere più libero possibile, con autonomisa di pensiero, più o meno riuscendoci nella mia mediocrità. Non è un caso che mai nella mia vita ho preso una tessera di partito, eh.
    Dunque, se permetti, nonostante tu voglia disegrarmi comodo stereotipo del “nemico”, aspetto a godere. E non godrò certo all’idea di “fascistelli”, ma eventualmente di cose più serie ed urgenti, anche dal punto di vista personale volendo egoistiche.

    Però capisco che fintanto si tenterà una sintesi molto riduttiva e retorica, anzichè riflessione più seria ed autocritica, le speranze di ri-costruire resteranno ancorate al fallimento ed all’esilio, alla marginalità del consenso.

    Il boom della Lega non si spiega semplicemente con “fascistelli” o “ignoranti”.
    Troppo comodo caro Lorenzo.
    E’ bene strizzarle le ferite fino in fondo, far uscire sangue, perchè queste non si infettino domani, pazienza se è un po’ doloroso, ma pagherà poi.
    Il rinnovamento della classe politica sì, è interessante, è d’aiuto, ma non può bastare. Non è un programma. Non è di per sè motivo di credibilità, non ha sufficiente potenza persuasiva.
    Nemmen basta una formazione meno verticistica a smuovere l’interesse di consensi più ampi, nè ad far aprire orecchie. Non bastano per ristabilire il contatto con la base, con il sentimento comune.
    La sinistra ha dimostrato di non saper percepire quel sentimento, le urgenze. Era distante. Non solo politicamente (la sinistra partitica, oltre che frammentata, che dialogo ha avuto coi movimenti? Davvero scarso mi pare..). IL discorso esce dal contesto dei salotti e delle case del popolo, Lorenzo.
    Lo dimostra la Lega. Che ha ascoltato sentimenti veri, si è calata nella realtà, quotidianamente, anche facendo notizia e scalpore, suscitando critiche, ma è scesa tra la gente davvero, piaccia o dispiaccia.
    Certe scelte di amministratori locali hanno destato nei salotti alti polemica e disprezzo, si è parlato di razzismo e fascismo, però la gente ha apprezzato quelle scelte leghiste.
    La gente è stanca di sentirsi chiamare fascista o razzista perchè tutela la sua libertà, il suo diritto alla serenità, all’ordine, cazzo, a poter uscire o saper uscire la propria ragazza, donna, madre, nonna, bambino senza sentirsi imporre aree di pericolo e violenza, fasce orarie e coprifuochi.
    Il tema della legalità e della sicurezza è stata una chiave di volta per la Lega, vogliamo dirlo? Vogliamo dirlo che lo schierarsi contro delle sinistre radicali, infamando chi protestava, aveva paura, subiva, era esasperato con “fascista” o “razzista” l’ha scollata da tanto comune sentire?
    Vogliamo dirlo che la società non è più quella di 50 anni fa? C’è l’operaio, ma non solo l’operaio. Magari la moglie o il marito dell’operaio fanno altro. Lavorano in un bar, in un negozio, fanno le pulizie, lavorano in ufficio, lavorano col turismo, guidano un autobus… ed hanno paura mentre assistono allo sfacelo ed all’arroganza dell’impunità, dell’ingiustizia per cui, per dire, un rom può essere arrestato 35 volte. Inutilmente.
    La Lega ha fatto scelte chiare e tutela tanto l’operaio che l’altro, che magari è marito, moglie, figlio d’operaio ma fa tutt’altro. Questa distinzione culturale, da una parte la classe operaia e poi tutto il resto non paga più, non convince più, perchè la realtà è cambiata e tanto.

    Si continui a parlare di fascistelli, ignoranti e lo scollamento con la base non può che radicarsi, cristallizzarsi di più, pur essendo già tremendamente ampio.

    E diciamolo, anche quei movimenti contro le basi Usa. Ma sono queste le urgenze davvero? Pensi che uno quando si deprime alla cassa del supermercato, quando studia cos’altro può tagliare e ridurre come spesa per sopravvivere, quando è in ansia perchè qualche persona cara è in giro, speriam che non gli accada qualche brutto incontro perchè se ne leggono di orrende… pensi alle basi Usa? Alla causa anti imperialista? Si è rimasti agli anni 70, poi è naturale che nel tempo si assista all’inesorabile discesa nel distacco, nell’incomprensione.
    La lega, ed io non son leghista, è scesa tra la gente, parla con il suo linguaggio non sofisticato, non ha la presunzione di distinguere intellettuali ed ignoranti, perchè certi diritti e certi doveri spettano a tutti quanti, non c’è la visione classista, nemmen rovesciata.
    E’ scesa tra la gente, ha fatto proprio il linguaggio e l’istanza della gente, ha preso seriamente i problemi pratici, veri, è diventata una cosa sola.
    per questo sfonda anche in Emilia. quelle esigenze si son vissute pure lì.
    Sicurezza e problemi reali dunque, ma anche l’insopportabilità di sentirsi dare del razzista e del fascista o dell’egoista quando si chiede rispetto, diritti, tutela, dignità, quando si ha paura, quando si è umiliati, derisi, ignorati.
    Non c’è nessun fascistello o ignorante per cui riflettere, la portata dei numeri è troppo ampia a meno che tu non abbia complessi di superiorità e presunzione da vendere, che tu non sia un classista feroce, seppur di classi ideologiche o culturali vogliam parlare. Se così fosse, beh, la distanza, il distacco è quello che vuoi e desideri in fondo. Non vuoi esser confuso, confonderti nel senso di unirti, esserci, sentire con gli altri.
    Altrimenti è meglio che lasci certe comodità demagogiche e cominci piuttosto a pensare seriamente alle motivazioni che sono certo più d’una, ma tu pare che non ne abbia trovata una, nè abbia voglia di farlo.

    Alieno

  39. @tornitore
    i carc raccoglievano le firme per presentarsi alle elezioni? Mica lo sapevo.
    Con tutta la simpatia..è evidente che pcl e .s.c sono strumenti meno che insufficienti.

    Per il tuo secondo messaggio……fanculo! 😉

    @Franco
    ah, ok….scusa!

    @straygor
    il voto alla lega viene con gradazioni diverse per tutti i motivi che citi, con livelli di…gerarchia tra loro differenti.
    Alcuni sono aspetti..sovrastrutturali, epifenomenici, se mi si passa il termine.
    Secondo me c’è un macromotivo, aldilà poi di come la Lega declina le sue proposte: nei momenti caratterizzati da un elevato grado di insofferenza verso la “casta”, e la lega viene dall’opposizione, la lega monetizza. Cala quando viene percepita come partito “romano”.
    Non è un caso se alla vulgata sulla “casta” di questi ultimi mesi è seguito questo exploit.
    La lega poi ha trovato quello che un marxista chiamerebbe…fattore “ricompositivo”: a suo modo, un modo che a me non piace ovviamente, fa comunità (quindi non c’è solo l’elemento protestatario), e fa percepire una coerenza che la “sinistra” non ha affatto espresso.
    Ma è un discorso lungo, meriterebbe un post.

    @ok andrea, ho compreso meglio.
    Sulle amministrative….d’accordo:non capisco cosa dimostrerebbero, per Sante. Potremmo parlare anche di quelle di Vicenza, allora…

    @anonimo
    grazie del commento…quella del “vero partito comunista” mi pare risposta un po’ di retroguardia..ma comprendo.

    @xunder
    sotto l’8 lo pensavo anche io..certo, il 3….non se lo sarebbe augurato nemmeno Roberto Fiore. 😉
    L’exploit della Lega, forse non in queste proporzioni, lo avevo previsto..ricordi? Forse parlando proprio con te.
    Sul berlusconismo..bè: concedilo che “qui” di per sè sia considerata una cultura negativa.
    Come tu considereresti negativa la mia visione dela società. E’ evidente che è un “nostro” ragionamento di parte.
    Diversa la mera criminalizzazione senza capire.

    @mario
    come ho detto…non è che ho più o meno motivi di emigrare oggi rispetto a un mese o due anni fa. 😉
    Il tuo post è molto bello spero venga letto da tanta gente.

    @lorenzo
    chiaro che alieno faccia quel commento dal suo punto di vista…ho infatti ben chiarito che il ragionamento cge farei a lui non piacerebbe.
    Però sul “tutti razzisti”..starei attento.
    O meglio: se una certa cultura si pone in modo egemonico, credo sia il caso di interrogarsi sul vuoto sociale lasciato, che a ciò a regalato lo spazio. Mi spiego?

    @fronesis
    Non so che intendi con quel “speriamo bene”…il dibattito che sta prendendo piede sia nel prc che nel pdci mi pare inutile.

  40. se sapevo che era solo per fare il fotografo non ci perdevo tante chiacchiere con te…
    scherzo naturalmente.

    allora
    sul manifesto elettorale ho contato 4 liste “comuniste” alcune anche col simbolo della falce e martello come ben sai. Nella sarc unitaria ce ne erano 4 di partiti comunisti o comunisteggianti e tutti insieme fanno 7
    poi naturalmente c’erano gli ex comunisti diessini del pd e sono 8
    c’è davvero da perdersi in questo labirinto…

    in tutta europa, quella che tu chiami sempre ad esmpio, negli ultimi 30 anni i comunisti sono ridotti a piccole formazioni che nessun vuole mai nemmeno come alleati, nemmeno lo stesso Zapatero, perchè ovunque nel mondo civile la sinistra si è traformata in grandi coalizioni socialdemocratiche che hanno saputo adeguarsi alla società che avanzava, progrediva, si basava, forunatamente, su una forma di benessere diffuso.

    da noi no, ci sono sempre stati i distinguo, quelli dell’io ho capito tutto e tu niente, gli ideali fumosi, le chiacchiere a perdere.
    In Italia abbiamo assistito a un taetrino dei comunisti davvero ridicolo, anacronistico e suicida: mentre si perdeva tempo a creare dei partiti sempre più comunisti degli altri, non ci si accorgeva che il mondo andava avanti per conto suo e che si rimaneva da soli, sempre più soli, a staccarsi i capelli col puro gusto di spaccarli in quattro.

    mo finalmente pare che questa sceneggiata lugubre sia finita. Gli eletteri si sono stufati davvero. Ne avevano le palle strapiene. Sono rimasti in 4 gatti a seguire sti pazzi scatenati. L’italia si è espressa, vuole mettersi al pari degli altri paesi europei. Vuole una sinistra moderna, capace di dialogare con tutti, pronta a governare. Una sinistra che deve aprirsi alla collettività. In tre mesi scarsi, Veltroni ha guadagnato un buon 2% che lo colloca come secondo partito in assoluto e in sicuro rilancio per il fututo.

    Il resto della sinistra storica deve decidere cosa vuole fare da grande. O comincia a parlare una lingua comprensibile anche ai comuni mortali oppure annegherà del tutto (se già nn lo è…) sommersa da partiti molto più spicci e pragmatici tipo la lega o idv che semplicemente arrivano al cuore delle persone molto prima dei fumosi ragionamenti arzigogolati di chi vagheggia di diritti civili e di valori fumosi, di negazione della proprietà privata ecc ecc

  41. @mariado
    solo a titolo di correzione di un dato:
    Nella sarc di forze “comuniste” ce ne stavano due, a rigore. Non sono certo tali S.D. e verdi.

    Poi, sulla scheda, ce ne stavano altre due/tre (pcl, sincrit e , dove c’era, il pdac).

    Fanno 5, però in termini..”iconografici” la sarc non si richiamava a quell’immaginario (e per alcuni questo è stato il problema. Non sono tra quelli che ritengono quello il problema).

    Lo dico solo per correggere il dato che dici, sul merito della prima parte del tuo ragionamento non ho nulla da dire: rivolgilo a chi ha il “feticcio” della simbologia comunista.

    Che in quel quadretto ci sa qualcosa di…caricaturale, lo dico io per primo.

    Io…se vai a leggere un po’ indietro…non sono certo fra quelli che han quel feticcio 🙂
    (vedi anche ciò che scrivevo sulle “divertentissime” polemiche relative al simbolo della sinistra arcobaleno).
    😉

    Sulla parte finale del tuo commento….forse se approfondissimo scopriremmo di no, ma messa così la sottoscrivo.

    Sulla parte centrale evito di approdondire troppo così magari non litighiamo.

    Dico solo una cosa: se devo guardare i voti per trarre conclusioni su ciò che vogliono gli italiani…. più che prender atto che gli italiani vogliono una sinistra “moderna” (immagino tu ti riferisca al PD, che ha guadagnato qualche voto, è vero, ma parliamo di 160 mila persone in più di due anni fa..non dei tre milioni che hanno abbandonato i 4 dell’ave maria a conclave nella sinarc) dovrei trarre la conclusione che gli italiani vogliono la destra.

  42. correggi correggi, tanto il dato è quello. Si va sempre più a sinistra, ma sempre di comunisti parliamo, anzi ne parla berlusconi…

    il feticcio del simbolo per dire a che paranoia si arrivi. Alcuni ne sono innammorati della falce e martello

    Veltroni ha avuto un sì in meno di 2 mesi di lavoro.
    la destra ha vinto è vero ma in Italia le elezioni non finiscono mai. E Veltroni può solo crescere. Berlusconi e Fini e bossi no.
    Le forze riformiste sono inarrestabili, la società è in continua evoluzione, le cose cambiano. Veltroni ha gettato le basi, ora sta a noi dargli forza, farlo crescere. Quel 6-8 % tra delusi sinarc e astenuti tornerà a casa. Se Veltroni lavorerà bene, come io credo, saprà conquistarsi la fiducia di chi oggi è ancora scettico. In fondo è l’unico autorevole leader che ci fa sperare in un futuro di socialdemocrazia.

  43. @mariado
    ehhm…no il dato sulle falci e martello è quello che davo io..non tu…ma le critiche a chi si è attaccato allo sterile discorso sulla falce e martello le ho fatte spesso, nei mesi scorsi, in occasione del dibattito a margine della costituzione della sin.arc.

    Certo, la critica che faccio io non è certo finalizzata all’accettazione delle compatibilità “di mercato”.

    Sul resto, sorvolo sulla parte trionfalmente apologetica e lascio a chi ne è interressato la diatriba tra partiti ed i loro fans.

    Su una cosa non sono d’accordo : credo che un esito abbastanza chiaro (e questo in effetti in linea con gli altri paesi europei) dei prossimi anni sarà il progressivo calo dei votanti.
    In effetti in questo senso l’italia è sempre stata una eccezione rispetto al resto dell’occidente, smetterà di esserlo.

  44. io sinceramente un responso così non me lo sarei mai aspettata, o meglio era scontato che Berlusconi vincesse (nn credevo in modo così pesante) ma io ero tra quelli che credevano che si sarebbe creato un partito Veltrusconi
    io pensa che ho persino sperato che il Partito comunista dei Lavoratori passasse lo sbarramento!! povera illusa, nemmeno Bertinotti ce l’ha fatta.
    più che il fatto che abba vinto Berlusconi (concordo con chi dice che se anche vinceva Veltroni era uguale) mi scazza davvero che la Lega abbia preso tanti voti, mi scazza che la gente si senta rappresentata da un partito che inneggia alla seccessione, a lasciare il sud d’italia a morire nel suo brodo(perchè nei salotti televisi nn si dice ma i leghisti vorrebbero levarsi dalle palle il sud d’Italia), che inneggiano al razzismo, alla caccia all’immigrato, se vogliamo alla superiorità dell’uomo padano su tutto
    è triste che ideologicamente delle persone si ritrovino in queste teorie, è davvero una fotografia dell’Italia che mi fa schifo
    io non credo però che i voti della lega derivino dai comunisti, come Bertinotti stesso ha ipotizzato, non credo che derivi dagli operai che nn si riconoscono più nell’ideologia anti capitalista ma in quella territtoriale della Lega
    al di là di cosa poi la sinistra radicale avrebbe potuto fare, x mio conto, è davvero triste che non esista più tra gli elettori un’ideologia di quel tipo

  45. non c’è nessun trionfalismo aplogetico, è una costatazione. Il pd sta al 33%, questo è un dato inconfutabile.

    ora, posto che il centro della dc non ha regalato niente, solo la sinistra e un centro laico e riformista, tipo l’idv, o i radicali possono portare voti in futuro.E a quel centro deve rivolgersi.

    Inoltre, una parte della sinistra si è schierata con o senza naso tappato e continuerà a farlo, realisticamente parlando. Perchè non ammetterlo? Per continuare a vedere solo il lato negativo e distruttivo? Come al solito?

    E la sinistra che è stata seppellita dagli elettori, quella che ha votato sarc o altro, deve fare i conti con se stessa, solo son se stessa, senza cercare inutili capri espiatori. E deve vedere se è meglio appoggiare un disegno riformista di ampio rspiro dentro un partito aperto e moderno oppure restare in una riserva indiana a fare la fine del pcf o dell’IU.

    In tutto questo, naturalmente, anche Veltroni dovrà fare buon gioco e mettere a punto un programma che abbia a cuore l’ambiente, i giovani, la sicurezza, i movimenti, le donne.
    E guardare con meno tentennamenti a quella parte di sinistra moderna che chiede anche più risolutezza in tema di valori come la solidarietà e la laicità.

    Veltroni mi sembra molto in gamba, una persona concreta che sa tornare sui suoi passi se ce n’è bisogno. Ha saputo trascinare folle oceaniche, sa rivolgersi a una platea vasta, è di natura riformista e laica, attento alla modernità.
    perchè non dovrebbe farcela?

  46. xunakiara:come militante del pcl,ti ringrazio per averci sperato…noi abbiamo sempre puntato sul 0.8 %!

    Cmq questo è il momento giusto per Deaglio di fare un dvd che ci spieghi in modo netto e preciso che queste elezioni son truccate,visto che due anni fa uscii con quel famoso lavoro di pura fantascienza politica!^_^

  47. La fine ingloriosa di Bertinotti e soci può essere un’opportunità. Non riesco a gioirne più di tanto, ma penso che in questi anni, da Genova in poi abbiano fatto talmente tante cazzate che è giusto che spariscano. Sul dopo però sono cauto, perchè vedo parecchie difficoltà, anche per i movimenti. Su Veltroni devo dire che più leggo Repubblica e alcuni commenti qui sotto e più penso che la sua sconfitta non mi riguarda assolutamente. Il PD per me rimangono sempre loro, quelli che ti sgomberano il centro sociale, vanno da Confindustria a programmare le nuove costruzioni, chiedono soldi per gli inceneritori, vengono a patti con la camorra, mandano i soldati in guerra ecc. ecc. Speravo che prendessero meno voti.

  48. e mentre tanti, tantissimi, non arrivano alla terza settimana, costretti a fare turni massacranti con un salario da fame, che cosa si inventano? il voto alla lega!
    la classe operaia ce la siamo giocata, ma non da oggi…

  49. anonimo in ha detto:

    …Meno male che eri di corsa, Alieno! Sennò cosa mi dedicavi, un libro intero? La tessera di partito manca pure a me, stai tranquillo; ma non servono tessere di colori differenti per rendersi conto della pericolosità di certe idee e di certe scelte.

    La crisi della sinistra parlamentare è evidente, lo era già da tempo e non me la devi certo spiegare tu. La distanza dal popolo è cosa più complessa, che non interessa la sola sinistra parlamentare ma anche i movimenti: se negli ultimi tempi le rivendicazioni sociali, ma anche solo le semplici manifestazioni per la pace, hanno dato fastidio invece di comunicare qualcosa, un motivo c’è, e pur con tutta l’autocritica che si vuole non è certo solo colpa dei partiti o dei movimenti. C’è un processo di deresponsabilizzazione in corso che porta inesorabilmente al disinteresse, all’egoismo, all’elevazione dell’ignoranza a valore e a strategia politica. L’ho già scritto: quando tu passeggi tranquillamente per ricordare quel che accade nel mondo – per ricordare che è anche colpa nostra che lo permettiamo, come persone e come istituzioni – e una minorenne tutta griffata si sente libera di urlarti contro “comunisti di merda!”, questo significa che c’è quel drammatico processo in corso, che qualcuno ha saputo abilmente costruire e che nessuno ha tentato di fermare.

    La Lega “ha ascoltato sentimenti veri, si è calata nella realtà”? Interessante. Perchè non sente anche il MIO, di sentimento? Il mio di lavoratore impotente che sa che i padroni guadagnano grazie alle guerre, che i politici lo sanno, che i lavoratori lo sanno, che tutti lo sanno e che tutti lo accettano? E poi tutti però sanno dar voce allo stomaco e puntare il dito in difesa del proprio culo solo quando si tratta del lavavetri o dell’accattone? La verità non è da cercare tanto nelle colpe o nelle mancanze di questo o di quello, quanto nell’avvenuta fascistizzazione di una società allo sbando, che ha abbracciato il consumismo quale unico valore ed ha dimenticato i valori, il passato, la storia.

    “Si è parlato di razzismo e fascismo, però la gente ha apprezzato quelle scelte leghiste”: difatti. Perchè la gente è intimamente, e spesso inconsapevolmente, razzista e fascista. Ne vedo numerosi esempi quotidianamente – te ne potrei raccontare a decine – spesso con protagonisti italioti rozzi e ignoranti il cui unico diritto reale è quello di essere italioti (benchè rozzi e ignoranti).
    CHE COS’E’, che cosa significa il “diritto alla serenità, all’ordine” quando non c’è giustizia sociale? E’ più che ovvio che nessuno vuole esser rapinato, aggredito, violentato. Ma l’esser stato derubato io stesso nei vicoli non mi ha fatto gridare alla vendetta razziale, alla cacciata dell’invasore, e non mi ha spinto a votare Lega! Proprio perchè credo che la sicurezza di OGNI persona (non di qualcuno più di qualcun altro: come scrivi, “certi diritti e certi doveri spettano a tutti quanti”) debba esser garantita, ritengo di poter chiedere questo diritto anche a forze politiche un po’ più serie, e che sappiano proporre, oltre a misure per la sicurezza, una cultura di rispetto e di giustizia al posto di una rozza e barbara che fa il culo ai poveri e agli emarginati per salvarlo invece ai ricchi, ai mafiosi, agli affaristi…insomma, a quelli che all’inizio la Lega diceva di voler combattere, e con i quali al contrario – che coerenza, eh?! – oggi si è furbamente alleata. Eccheccazzo: meglio i mafiosi dei negri! Se è vero che “un rom può essere arrestato 35 volte”, è anche vero che il sig.Berlusconi invece NON PUO’ essere arrestato: ma questo per qualcuno sembra non costituire più un problema. Vogliamo parlarne?

    Quanto a “quei movimenti contro le basi Usa”, ti ricordo che a tali mobilitazioni non partecipano fanatici terroristi ma famiglie intere, e non son tutti miliardari… Questo significa semplicemente che non perchè ci si “deprime alla cassa del supermercato” bisogna per forza dimenticarsi del mondo in cui si vive e della realtà che ci circonda. A meno di pensare unicamente al proprio culo, ovvio.

    In conclusione: fai demagogia da una vita e ancora non te ne sei accorto. Il problema della sinistra è che c’è gente come Mariado che suppergiù la pensa (SE ‘la pensa’, perchè ragiona a slogan peggio dei no global: “le cose cambiano” non è il motto de iMille?) come te…ma dimmi te se ci si può attaccare in tal maniera ad un leader e sbeffeggiare “chi vagheggia di diritti civili e di valori fumosi”…il fumo ce lo avete negli occhi voi, ve lo ha messo Veltrusconi, e col cavolo che chi non lo ha votato oggi lo voterà domani, dopo essere stato trattato a questa maniera (un mio piccolo contributo polemico col Piddì: Elogio della “zavorra” http://www.onemoreblog.it/archives/019215.html )!

    Se ancora ti interessa, ti ho inoltre pazientemente e inutilmente risposto, oggi a mezzodì, nei commenti del post DONNE, DU DU DU. Buonanotte, in tutti i sensi.

    Lorenzo

  50. Il commento di Lorenzo dice cose interessanti, alcune magari le articolerei diversamente ma col nocciolo concordo.

    Sulle “basi usa”, ma anche sulla “tav”: questi sono esempi lampanti di quella che possiamo definire “crisi della rappresentanza”.

    Si vota un partito per molti motivi e non è sempre appropriato trasferire sui cittadini le scelte dei partiti che poi votano: tanto a vicenza quanto in val di susa è oggettivo che è stata mobilitata tanta di quella gente che sarebbe sciocco “politicizzarli” tutti e ritenerli epigoni dell’autonomia operaia o nuovi anarco insurrezionalisti.
    E’ dato di fatto che su vertenze specifiche (a Vicenza se non ci fosse un radicamento reale il presidio permanente sarebbe già defunto) come quelle la mobilitazione è stata fata assieme a gente che poi magari quando vota sceglie anche lega e pdl.

    @bardaneri
    non credo ci si sia giocato definitivamente nulla, in ogni caso io non mi sono giocato nulla, non essendo un dirigente di qualche agonizzante partito novecentesco.

    @babbuino
    d’accordo con ciò che dici..ma per l’autodissoluzione del prc non riesco a non gioire un poco…;)

    @kiara
    bè dai, lo sbarramento era fuori discussione per il pcl, suvvia.
    Negare che nel nord la lega sia stata votata anche da ex elettori delle forze di sinistra arcobaleno, o da settori sociali quali quelli che la “sinistra” dovrebbe teoricamente rappresentare..è innegabile.
    Il veltrusconi è un concetto che può prender forma in diversi modi. Abbi pazienza. 😉

  51. @mariado

    l’apologetico era riferito non tanto ai numeri ma agli..orizzonti, che hai tutto il diritto di auspicare.

    Rispetto ai numeri.

    Provo a ragionare con te..su questa cosa.

    Allora, capiamoci: quel 33% è un dato del tutto “normale” e fisiologico, tanto è vero che è quanto avevo previsto.

    Meno sarebbe stata una disfatta totale.
    Di più un ottimo risultato.
    Che il soggetto politico e la leadership siano mutate è fuor di dubbio ma è anche fuor di dubbio che quel dato (31-33%) è quanto prende la lista unitaria formata da ds e margherita da quando esiste, ossia…dal 2004.

    E’ dal 2004 che quel settore di elettorato ha una lista “unica” da votare, e tale aggregazione prende quella quantità di voti da 4 anni.

    Certo, è innegabile che nel frattempoil quadro sia molto mutato sia dal punto di vista organizzativo che da quello politico generale, ma il dato resta quello.

    Così come è numericamente verificabile che il PD ha preso in assoluto gli stessi voti di uniti nell’ulivo due anni fa.

    La stessa quantità di persone che ha votato “uniti nell’ulivo” nel 2006 ha votato oggi pd: 12 milioni.

    Non c’è alcun significativo spostamento, 160.000 voti in più, circa l’1 % e rotti in più, dal punto di vista assoluto.

    Che questo dato non sia esattamente quello sperato o qualcosa di fragoroso, è riconosciuto da tutti gli osservatori di area pd, perchè è risaputo che il…”break even” del pd era fissato al 35%.

    Avesse preso il 30%, che diresti?

    I voti strettamente radicali non sono qualcosa di misurabile, essendo tipicamente un elettorato di opinione: quando i radicali fecero la rnp con i socialisti, la rnp prese – pur essendo tanto nel simbol oquanto negli slogan ad egemonia pannellian boniniana – poco più di quello che sino ad allora lo SDI aveva preso da solo.

    L’idv è forza contingente che non ha un collante politico forte, è un one man party, sono voti che quando quella forza non ci sarà più saranno in libera uscita.

    Definirla un’area politica mi pare esagerato, dal punto di vista del fenomeno.

    Tuttavia nel mio post non parlo del PD, che secondo me ha avuto un risultato atteso, nulla di troppo positivo ma dato comunque soddisfacente, dal suo punto di vista, non certo un dato negativo.

    Poi, sulla sarc sono d’accordo con te: molti esponenti di quella (ex, se lo è mai stata) forza politica hanno tra le prime cose dato colpa di quel 3% a Veltroni.

    E’ una infantile e miope sciocchezza, evidentemente, dovuta al burn out del tracollo elettorale che fa straparlare.

    d’altra parte da lunedì quelli c’hanno centinaia e centinaia di disoccupati sul groppone…;)

  52. anonimo in ha detto:

    Ciao, io mi trovo in Canada e ho letto i tuoi commenti sul blog di Folena (ero andata a leggerlo per vedere quale nuova vetta di trasformismo avrebbe sfiorato). Ecco, grazie per aver detto tu – e anche chiaramente – quello che gli avrei detto io; ma io non posso farlo perché ho avuto in passato legami personali con una persona che gli è vicina e in genere io mi firmo e insomma… mi faccio dei problemi a dirgli quanto mi fa ridere l’idea che, per la prima volta a 50 anni, debba fare cerchi blu intorno agli annunci di offerta di lavoro. Fantastico troppo? Sono un po’ sadica? Pazienza.
    Analisi a parte, vista e vissuta da qui la situazione ha qualcosa di surreale..
    Letizia

  53. AnelliDiFumo in ha detto:

    Letizia, anche io mi trovo in Canada. Dove sei tu? IO Toronto, punto a vivere ad Halifax, Nova Scotia. E seguo Moltitudini da almeno un anno e mezzo: t’assicuro, uomo e blog mirabile.

  54. @letizia
    prego.
    E credimi, con folena sono stato pure garbato..nel senso che perlomeno ho utilizzato un po’ di ironia senza ricoprirlo di insulti come farei.
    Trasformismo: brava. E’ la parola cui pensavo mentre leggevo allibito tanto il suo post quanto i commenti di alcuni. Lui nè è fulgido esempio.
    Personaggi davvero in cerca d’autore.
    Auguri, e spero di rivederti qui.

    @anello
    😉

  55. anonimo in ha detto:

    Sempre sul successo della Lega: una posizione schietta che condivido in toto, per chi ha voglia di leggersela, rubata dal consueto sito al quale saltuariamente contribuisco e da cui rubo a piene mani, almeno finchè Moltitudini me lo consente (eh eh). Hai voglia a dargli del razzista…

    “A me tutta questa storia della Sinistra che ha perso perché non ha saputo capire quello che vuole “la ggente” e della Lega che invece vince perché dà risposte chiare al popolo non mi convince. Vengo da una famiglia semplice. Sono l’unico ad avere una laurea. Mio padre è artigiano (e mia madre casalinga), i miei zii piccoli artigiani e meccanici, i miei cugini lavorano con loro (aziende familiari, quindi potenzialmente bacino di voti leghisti) o sono operai. Nessuno di loro ha mai avuto la tentazione di credere alle soluzioni sempliciste della leghe o alle promesse mirabolanti del Cavaliere. Mi chiedo come mai.
    E mi rispondo pure: stiamo parlando di persone nate e vissute nel comprensorio di Firenze. Se fossero nate e vissute in Valbrembana o nel Trevigiano, forse sarebbero leghisti o penderebbero dalle labbra del Silvio dei Miracoli. Prima di darmi del razzista, invito tutti a leggersi “La tradizione civica nelle Regioni italiane” di Putnam (Mondadori 1993), un’analisi della diversa cultura politica nelle regioni italiane. Bisogna avere il coraggio di dire che in certe zone d’Italia hanno la merda al posto del cervello. Magari ce l’hanno per ragioni storiche e non è colpa loro. Ma ce l’hanno.”
    (Il voto alla lega http://www.onemoreblog.it/archives/019223.html )

    Buona autocritica a tutti, ma non esageriamo.

    Lorenzo

  56. anonimo in ha detto:

    X Moltitudini:
    “E’ dato di fatto che su vertenze specifiche (Vicenza…) la mobilitazione è stata fatta assieme a gente che poi magari quando vota sceglie anche lega e pdl.”

    Confermo. Di più: ai cortei di Vicenza hanno partecipato persino rappresentanze ufficiali della Lega, fianco a fianco (e magari con qualche battibecco) agli anarchici… Chissà perchè, il ragionamento buttato lì da Alieno ancora una volta non torna! Attendiamo repliche.
    Il solo ragionamento che resta in piedi è la storica divisione culturale di questo paese tra quelli come lui e quelli come noi.
    Da un resoconto della storica manifestazione di Vicenza del febbraio 2007: “Tornando in bicicletta verso casa, lungo un viale alberato ancora presidiato dalle camionette della polizia, vicino alla Gendarmeria europea, passa un’auto dalla quale un passeggero, sporgendosi dal finestrino abbassato, urla con rabbia a me e a mio marito, ancora bardati della bandiera della pace: “comunisti di m…”.”
    E’ QUESTA l’Italia. La riconosco.

    Lorenzo

  57. Condivido il suo commento e mi soffermo in particolare sulle responsabilità di Bertinotti ed anche sulla incoerenza di Diliberto. In un loro bel pezzo, in cui Lei intervenne, tali personaggi erano stati duramente bollati anche dai “malefici” esserino e balena ns. comuni amici e tramite i quali sono pervenuto al suo bel blog. Ho appena terminato di leggere un pezzo sulla fratellanza scritto da Balena e mi sto ancora tenendo per le risate. Felice giornata e miglior futuro
    Giovanni Martinelli

  58. @Lorenzo
    e ci mancherebbe che ti impedisca qualche cosa!

    Io ho da dire su questo commento.

    Esco dal turno di notte..mi ripiglio e ti dico la mia con più precisione, sperando di esser chiaro, e con un po’ di circospezione perchè, come ho detto, lo ritengo in parte un dibattito..”interno”.

    @giovanni
    grazie…ma del “lei” no..per favore!!!! 🙂

  59. passo per un saluto e scappo.. anche se sono ancora un po’ arrabbiata con gli astenuti.. 🙂
    ma ormai è acqua passata, il dibattito si sposta sul “che fare?”
    ciao!
    (p.s. poi mi dici come si mettono le foto piccole col testo a lato? grazie!)

  60. Eh si, tutta colpa degli astenuti. Maledetti che non obbediscono, a prescindere da quello che pensano.

    (ti mando un pvt più tardi su ciò che mi chiedi)

  61. anonimo in ha detto:

    @Lorenzo: che tu voglia ammetterlo o meno, che tu te ne renda conto o proceda sparato nella solita lista di domande con breve lista preparata di risposte pronte da scegliere per ogni occasione, sempre legato alla zavorra, alla sovrastruttura culturale che ti porti dietro INTERA e comprensiva degli stessi meccanismi logici ingabbiati, sei uscito un davvero allo scoperto.

    Che dire, la vedo dura così, una possibile evoluzione ricostruttiva….

    Nel post 49 parli esattamente come Ferrero. Non che l’associazione con Ferrero o con il suo dire sia offensivo solo per questo eh, ci mancherebbe. Dico solo di riflettere se davvero l’illuminante autocritica può venire da lui e con lui…

    Ma è nel post 55 che ti riveli davvero e secondo me, senza offesa, dimostri la limitatezza nella possibilità di autocritica o di analisi oggettiva. O forse, umanamente, la difficoltà a fare il cambiamento, è sempre difficile abbandonare il già conosciuto, rassicurante, così sempre difficile è davvero ammettere degli sbagli, un pentimento necessario, stazione indispensabile per compiere il balzo nel nuovo. E’ lì che dimostri che non è che non vuoi liberarti di tutto il gravame che hai appresso e che nei voti e nel consenso ti condanna spietatamente, ci mancherebbe che uno si buttasse completamente via, ma tu, cavolo, nemmen un po’ di zavorra, ti porti dietro proprio proprio tutto.

    Dici infatti, al 55: Bisogna avere il coraggio di dire che in certe zone d’Italia hanno la merda al posto del cervello. Magari ce l’hanno per ragioni storiche e non è colpa loro. Ma ce l’hanno.”

    Ma non vedi che è un rifiuto totale di autocritica? Lo vedi che è sprezzante l’atteggiamento incazzato di chi contromano, vedendo sfrecciare tutti che ti urlano e suonano il clacson non capisce la situazione, insiste e non capisce perchè oggi tutti sono impazziti, cosa è successo, ma son capitato in una strada di pazzi…

    Guarda, io ho sempre detto che ho più fiducia nei singoli individui che nelle masse, che la somma dei primi non produce nemmen i pensieri ed i sentimenti di masse di persone, e per certi versi riesco anche a capire un tuo stato d’animo adesso forse.

    Ma davvero mi rifiuto, proprio perchè tu sei singolo e mi sembra abbastanza autentico nel dire, che tu sia nell’animo intimamente razzista. E dicendo quel che dici, ti appropri di un pensiero di razzismo. Culturale, ideologico, quel che vuoi, ma permane la tradizionale assenza di umiltà, la visione della superiorità morale e culturale che corre da sempre di pari passo alla storia della sinistra.
    Tempo fa D’Alema, che non sarà più comunista ma che almen non ha mai rinnegato d’esserlo stato, ha detto, in sintesi, che se la gente leggesse, fosse meno ignorante, voterebbe a sinistra.
    Ci sarebbe da spendere libri sulle contraddizioni di quest’affermazione che ritrovo anche in te, naturalmente, al pari di tanta stampa intellettualsnobista con pretesa di rappresentazione di sentimenti di base e popolari, che oggi sono sorpresi, parlan di devastazione, faticano a farsene una ragione. Per forza, evidentemente vivono (e vivete) su Marte, non sentite davvero che dietro nel tempo non ci sono i numeri, non capite che la società cambia, si struttura in modo diverso, non collegate più quella capacità di analisi che prende le istanze alla base come serissime e non le deride nè le condanna, nè le ignora perchè ritenute “ignoranti”, razziste e fascistelle.

    Per dire come la tua capacità di analisi e autocritica (non solo tua, sia chiaro, ti eleggo a interlocutore di un pensiero più diffuso rappresentativo della sinistra sparita, per comodità) dici:
    Bisogna avere il coraggio di dire che in certe zone d’Italia hanno la merda al posto del cervello. Magari ce l’hanno per ragioni storiche e non è colpa loro. Ma ce l’hanno.”

    Ma le contraddizioni… le tue dico, non le cogli?
    Per ragioni storiche … ma ce l’hanno….
    Lorenzo, non parliamo delle regioni dove PdL e soprattutto Lega si piazzano meglio del solito nel solito contesto territoriale, parliamo di regioni (storicamente, culturalmente aree) dove entra la Lega ed anche a danno della sinistra radicale, dei movimenti, Lorenzo, la ragione storica e culturale di una Toscana? Di un Emilia? Liguria?
    Se per decenni lì la scelta e la vocazione era altra, perchè oggi improvvisamente vuoi convincerti che la spiegazione sia storica e culturale? Dove il comunismo, per dire aveva i suoi caposaldi come in Toscana? Lo vieni a dire a me che sono Toscano? Lo dici tu che hai un nome così Toscano?

    Per coerenza allora che dovremmo dire dei decenni di consenso di sinistra? Ignoranza storico culturale?

    Sai qual’è l’errore da evitare Lorenzo, secondo me? Quello di fare gli errori alla Furio Colombo, alla Scalfari, tipo Repubblica…

    Si ha la pretesa di saper leggere la realtà. Senza accorgersi che la realtà cambia, perchè l’autorevolezza intellettuale non lo permette, nemmeno l’autoincensamento, nè quell’assenza di umiltà che dicevo, quella vera, che induce a disfarsi davvero della zavorra e liberarsi davvero di tutto per ricominciare daccapo, riprendendo in mano solo ciò che è necessario.
    Questa elite snobista, ritiene invece di saper leggere la realtà. Proprio su Repubblica, mi pare, te lo racconto per dare un’idea, a pochissimi giorni dal voto, forse il giorno prima, ho letto che se prima c’erano delle riserve e del pessimismo (parole proprio di Scalfari mi pare, ma se vuoi controllo meglio), adesso lo posso dire: vincerà il centrosinistra, alla Camera ed al Senato, alla grande. Nessuna premonizione sulla sinistra radicale…
    Questa è la lucida analisi di chi si eleva sopra il sentimento popolare da sempre, compiaciuto quando asseconda le proprie teorie intellettuali, per costoro è solo un mezzo il popolo, la gente, un tema o l’altro. Sono distanti anni luce.
    Oppure sono in contatto con specie in estinzione convinti che sono rappresentativi di molti. Vivono nel sondaggio amico dopatissimo da sempre e forti della loro superiorità intellettuale e morale pensando di saper leggere (solo loro) la realtà.

    Ma sai qual’è la cosa drammatica? Non quando già si vede che la realtà è un’altra cosa (come a due giorni dal voto per dire, dove si lanciano in entusiasmi tragicomici) e loro invece filano dritti con il paraocchi intellettuale superiore.
    E’ quando c’è la realtà che non è più interpretabile a proprio piacimento, quando c’è il risultato inoppugnabile che gli dà torto clamorosamente.

    E questa gente cosa fa? Non cambia.
    Il pensiero resta: solo “noi” sappiamo qual’è davvero la realtà, perchè e dove.
    E se la realtà non è così, tanto peggio per lei!

    Ora questo discorso è più vero nei salotti alti della politica, nei salottini degli snobisti intellettuali, ma anche nei ritrovi più modesti col tentivo di restare nel basso, di non confondersi, per elezione, se si conserva quell’atteggiamento di superiorità morale e culturale.
    Si riproduce pari pari, cacchio cacchio uno snobismo presuntuoso, più povero e più naif con meno cachemire e meno poltrone, nè scarpe da 2000 Euro, ma sempre sprezzante con la realtà e soprattutto con i soggetti della realtà con lo stesso principio.
    La realtà è quella nostra. Se la gente non ci da ragione, se i numeri ed i conti non tornano, beh, tanto peggio per loro. Sono stupidi, ignoranti, bestie per colpa o per eredità.

    Prendi questa strada Lorenzo e da Marte sarai sparato fuori dalla Galassia insieme a tutti coloro che applicano simili ragionamenti. Sempre più distante e con poco futuro.

    Nè i non votanti delusi, nè l’appello al voto utile spiegano il risultato, nè lo sconfinamento territoriale-culturale nelle basi di una cultura che fino a ieri si voleva “amica”.
    Un movimentista poi non cade davvero dalle nuvole, del cambiamento si è accorto già da tempo, l’ho letto via via, anche con certa rassegnazione. Prendendo distanza dai progetti partitici, anche quelli improvvisati poco prima delle elezioni, progetti che son risultati vuoti, non credibili, forse molti hanno sentito che non eran veri, ma solo tirati su in farsa disperata per elezioni imminenti. Non c’è struttura, solidità.

    Tutto quel che dico è opinabile, sia chiaro, è la mia percezione modesta anche se parlo dando altra impressione, capisco, è il mio “stile” (mediocre tra l’altro).

    Credo che invece si debba partire da un ragionamento semplice, lasciando il resto al momento.
    Se la gente non ha creduto nel nostro progetto (sia non votante, sia votante, qualsiasi cosa abbia votato) vuol dire che il nostro progetto era meno forte. Meno persuasivo.
    Punto.
    Vince il progetto più credibile e forte.
    Aldilà del fatto che poi sia effettivamente degno di esser tale, che sia così.
    La sinistra radicale non aveva nè un progetto forte e credibile, nè più carica persuasiva.
    E’ un’emorragia inarrestabile e non servono i ritocchi estetici, nè la scomparsa di simboli nè la sua reintroduzione. Nè volti giovani, nè coperti e anonimi.
    Non può funzionare solo l’estetica soprattutto dove la plastica politica si è sempre condannata.
    Serve un progetto chiaro, coerente che non è proposto alla gente, ma che sia proposto dalla gente, dalle sue necessità, paure, istanze, sogni.

    Dargli del razzista, dell’ignorante e tutto quel che devo leggere (stravolgendo la storia italiana allora, perchè il consenso è stato ben più ampio in passato… la gente era pure più analfabeta allora, e quindi? Che cavolo si sta dicendo? L’emorragia viene da altro eh), scaricando proprie colpe sulla gente, beh…

    A me non pare utile. Soprattutto…

  62. anonimo in ha detto:

    Se invece si vuole una delle spiegazioni in chiave pittoresca, una cornice tragicomica (drammaticamente realistica seppur fantozziana) del motivo per cui il Pd non ha sfondato nemmen tra coloro che di sono di sinistra sui generis, si trovi il modo di sbirciare l’editoriale di Feltri ed il servizio fotografico a cui si riferisce.
    Per quanto mi riguarda lì per lì emerge la vise comica, ma subito subentra poi inquietudine e rabbia nell’allucinazione sequenza fotografica..
    Ringrazio Feltri di aver avuto “pietà” coprendo il volto, è già uno strazio “umano” così…

    Davvero un ritorno in auge di rituali medievali, ma d’altra parte ho sempre avuto l’idea che dietro la veste anticonformista e progressista, l’area erede oggi come quasi subito la sinistra della prim’ora si è distinta per la grande componente reazionaria…
    Senza offesa, è solo la mia opinione eh.
    Alieno

  63. anonimo in ha detto:

    Non costa niente se si ha un’anteprima, un acconto andando qui, anche se si perde parti succose del resto.

    http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=4896&idarticle=94636688

    Sarebbe utile ingrandire l’immagine però..

    Scioccante davvero…sembra un fotomontaggio! In fondo mi auguro che lo sia, ma purtroppo pare che si sia verificata la fonte…

    Alieno

  64. chi ha vinto?

  65. @ucalcabari
    bè io non ho perso. 😉
    Anzi, più rifletto..più vedo spazi ed elementi fertili.

  66. Sono d’accordo quando dici che “si apre lo spazio per un grande movimento poilitco e sociale, che non delega” ecc.., ma c’è, a parer mio, una differenza con la Dc, sotto la quale si sono ottenute le leggi su divorzio, aborto ecc.: la Dc era un partito che, assieme alle “camarille” e al “voto di scambio”, e a ogni altra sorta di caratteristica negativa, aveva anche “senso dello stato”, cosa che non solo manca nel Pdl, ma credo non ci sia proprio nel loro vocabolario, Fi e Lega in primis…

  67. Mauro, vengo da te.

  68. @Lorenzo:

    preferirei fare questi discorsi in una assemblea, o bevendo qualcosa.

    Anche perchè – ritenendoli delicati – la comunicazione verbale rende tutto più chiaro e meno fraintendibile.

    Sgombriamo il campo dal commentare episodi singoli (la ragazzina, l’insulto dal finestrino) anche se riflettono sicuramente un clima, ragioniamo su cosa si intende con “hanno la merda nel cervello”.

    A Viareggio mi risulta venga premiato Caprili che, rifondarolo, ha fatto una campagna elettorale paraleghista, su questi temi.

    Non credo che si sia , qui, “essenzialisti”, credo che si abbia ben chiara la natura sovrastrutturale di certe culture, magari egemoniche.

    Credo si debba esser davvero materialisti, aldilà della giusta riprovazione verso il singolo “stronzo”.

    (inciso: vedevo in replica stamane l’infedele, Lerner è stato straordinario nel fare livido con fermezza Salvini – che alla fine paonazzo chiedeva scusa –
    rispetto ad una sua battuta rivolta ad una signora che si lamentava dela presenza dei topi dove vive, ed alla quale rispondeva, testualmente “eh, quelli però si debellano più facilmente degli zingari”.)

    Pure io sono di estrazione…assolutamente popolare (famiglia di 4 persone monoreddito) e vivo in una zona con tanti immigrati.

    Sono stato derubato in passato, quando mi capita e se mi ricapitasse sicuramente non per questo avrei un riflusso leghista.

    Questo per dire (non a te, ovviamente) che
    chi NON invoca – con varie…gradazioni – l’espulsione (o il debellamento derattizzatore) di ogni affamato non è un radical chic che può permettersi di esser “buono” perchè magari vive chissà dove, al riparo da certe contraddizioni.

    Questo perchè spesso si da del “buonista” (buonista io?) sulla base di questo stupido ragionamento.

    Siccome so di cosa vivo e cosa mangio, ma siccome – rispetto a certi miei discorsi – chi invoca il repulisti mi fa accuse di questo genere, giova rammentarlo.

    Però , se parliamo di fenomeni sociali, non si può nemmeno demonizzare, dare tout court dei razzisti, ma bisogna capire.

    Tenendo sullo sfondo, come cornice, le paure e le insicurezze prodotte dalla “globalizzazione”.

    ALT. OVVIAMENTE (ma non credo di dovertelo dire) ciò non significa (come invece molti fanno in risposta a ciò) che “hanno ragione” loro, e che quindi certe pulsioni vadan alimentate o rincorse.

    Il punto non è dire quello che la “gente” vuole sentirsi dire, ma capire le ragioni di una egemonia e del (facile) successo di certe ricette.

    Se (faccio una battuta ma “mi spiego”), come fanno alcuni, a ciò si risponde dicendo “w lenin e la falce e martello” non si va da nessuna parte.

    Occorre rileggere tutto.
    Ridefinire gli spazi della politica, i territori.

    Occorre ridefinire il concetto di rappresentanza, perchè quella del partito che va in parlamento è un ferro vecchio inutile.

    Occorre fare tutto ciò, per altro approfittando della morte sancita del vecchiume autorappresentativo para-arcobaleno.

    Tra le mille ragioni per le quali la lega funziona c’è una risposta che ovviamente dal mio punto di vista è regressiva, ma che funziona perchè occupa un vuoto, perchè è una “narrazione” che stabilisce legami, che “ricompone”.

    E’, a suo modo, al suo interno, una risposta “solidale”, perchè con le sue mistificazione definisce una cornice che ovviamente dal mio punto di vista perpetua sfruttamento e diseguaglianza, ma che al suo interno stabilisce un legame comunitario.

    Quel razzismo non è trascendente: è il sovrastrutturale elemento attorno al quale vengon coagulate le paure e le contraddizioni di oggi, nel vuoto lasciato dalla “sinistra”, in senso lato, nella migliore delle ipotesi rimasta a strumenti vecchi, nella peggiore impegnata a pensare al palazzo per il suo mantenimento.

    Ovviamente, respingo l’elemento che crea questo legame: il sangue.

    Altro elemento – quello che fa si che uno possa aver votato rifondazione due ani fa e lega oggi – è quello della difesa del “pane”, in chiave egoistica, rivolta contro chi sta peggio invece che contro il dominio ed il potere.

    Occorre costruire e lavorare ad un’altra narrazione, che a sua volta diventi egemonica rispetto a questa.

    Abbiamo sfiorato, a sprazzi, questo lavoro.

    Coi social forum, con i movimenti vari e frammentati.

    Ripeto: sfiorato, ed a sprazzi.

    Un lavoro per il quale è evidentemente inadeguato il partito novecentesco con le sue iconografie antiche.

    Agli intellettuali il compito di studiare e aiutarci nel trovare categorie che servono, a noi militanti quello di sporcarci le mani e capire come fare quello che più o meno e con molti limiti tratteggio.

    Come ho già detto, se sapessi dire di più, sarei un nuovo Lenin.
    😉

  69. anonimo in ha detto:

    Alieno, ora mi fai incazzare. Ma quali “risposte pronte”? Ti ho risposto ogni volta, ad ogni tua idiozia, con ragionamenti e prove alle quali mai – dico MAI – hai saputo controbattere. E ogni volta riparti con un ragionamento diverso…e a me tocca inseguire le tue capriole, con le quali salti volutamente certi passaggi pur di arrivare alla conclusione che vuoi. Se c’è una “sovrastruttura culturale” non è certo soltanto mia, ce ne sono almeno DUE. In più, tu hai una mancanza di rispetto verso il sottoscritto. Chessò, ti abbiamo smontato la valutazione da due soldi sul DalMolin, perchè non replichi con delle controprove? Perchè non ne hai: non esistono.

    Tanto per cominciare, la frase che citi (“in certe zone d’Italia hanno la merda al posto del cervello”) non è mia; la condivido, ma non è mia. Un dettaglio, ma tant’è. Inoltre, evidentemente non sei neanche andato a leggerti per intero quel brano che ho riportato, altrimenti avresti evitato le accuse alle “teorie intellettuali” di una presunta “elite snobista” (mancava solo “radical chic”, e avresti completato l’elenco delle infamie, declamate immagino a furor del popolo che credi di rappresentare)… Nell’antefatto, l’autore della frase precisava le sue origini (“Vengo da una famiglia semplice…potenzialmente bacino di voti leghisti”); nonostante questo, però, “Nessuno di loro ha mai avuto la tentazione di credere alle soluzioni sempliciste della lega o alle promesse mirabolanti del Cavaliere”. Quindi? Che il problema sia il fatto che questo razzista snobista possiede una laurea (ah, le ben note ‘colpe’ della cultura, dell’università comunista!)? O forse il punto è che bisogna avere il cervello grosso come una biglia per andar dietro al Berluska, così come non pochi andavano dietro a quel furbone di imprenditore-predicatore-imbonitore esagitato di Millionaire…?

    Fare autocritica non è soltanto giusto, è necessario, sempre e specialmente dopo una sconfitta. Essa peraltro fa parte del DNA delle persone di sinistra: non ti sei mai domandato per quale strano motivo a sinistra si venga sempre considerati tafazzisti, masochisti ecc.? PROPRIO per la caratteristica fisiologica a mettersi in discussione, a utilizzare lo spirito critico, caratteristiche queste SCONOSCIUTE al popolo della destra, capace solo di aggrapparsi alle proprie paure e seguire il leader di turno (meglio se il più simile possibile al Duce). Ma io, ti ho già detto, non possiedo tessere di partito e non devo fare l’autocritica che dovrà fare invece Bertinotti. Posso solo fare una valutazione sociale. E la valutazione è scontata: un paese che rivota Berlusconi è un paese di deficienti. Non avrebbe avuto la mia stima neanche votando Veltroni, questo è chiaro, ma così ora è chiaro a tutti (volendo proseguire il paragone editoriale) che gli italiani si sono formati su Men’sHealth e su Chi invece che su MicroMega. Per questo nei forum leggi roba tipo “l’itaGLia agli itaGLiani!”… E la colpa sarebbe mia, che sarei intellettuale?!

    Perciò bello mio, se sono io che sto andando contromano rispetto a Berlusconi, Previti, Dell’Utri, Borghezio, Calderoli, e tutto il resto di questa marmaglia inqualificabile – se non come cri-mi-na-li (del resto non sono io ad aver subito processi o condanne, ma LORO, e discretamente pesanti se non erro) – ne vado ben fiero! E continuerò a guidare sempre più forte in questa stessa direzione. Il che non significa non stare al passo con i tempi: significa piuttosto che il tempo è scaduto, che la società è marcia, è culturalmente defunta, non perchè non la pensa come me, ma perchè vota consapevolmente la Mafia e dalla Mafia si fa raccontare “Combattero’ la criminalità in Sicilia: cioè scippi e microcriminalita’” (Raffaele Lombardo, un genio oltre che un galantuomo). CHI ha il coraggio di darmi torto su questo punto?!

    Certo, affermo e ribadisco la superiorità morale e culturale della sinistra! Lo dico forte e chiaro, e non per cecità o incapacità di autocritica. Lo dico senza fingere di non vedere i problemi reali che esistono e che spingono la gente al rifiuto del diverso, all’insofferenza. Ma non per questo mi butto ad inseguire le urla dei fascisti o delle bestie in camicia verde: ritengo doveroso mantenere le distanze da queste derive causate dall’esasperazione, dalla rabbia, sulle quali fanno presa sentimenti ed ideologie che rifiuto a priori. Le “teorie intellettuali” non c’entrano un fico…sono una squallida scusa per giustificare l’incultura accusando altri di sapere ma vivere slegati dal mondo reale. NON E’ COSI’, sta scritto in quel post che ho riportato e te l’ho già scritto pure io, ma tu non lo vuoi sentire: son stato rapinato da un giovincello marocchino, ma non ho votato Lega Nord, e non certo per buonismo nè per masochismo! Semplicemente per un rifiuto fisiologico dell’ignoranza crassa di un nord che lavoro solo io, produco solo io, i negri fuori, i comunisti in Siberia!

    Colombo e Scalfari non credo stiano in mezzo alla gente, IO SI’. Li vedo i ragazzi senza idee, senza valori, attaccati ai simboli e ai soldi; le sento le comari che hanno difficoltà a parlare in italiano e si lamentano di chi italiano non è, inneggiando al loro diritto al parcheggio per lo shopping e alla telenovela (oggi soppiantata dal Grande Fratello); li ho a fianco i colleghi di lavoro che su Genoa e Sampdoria SANNO TUTTO, ma sul G8 “bisognerebbe metterli tutti dentro, quelli lì” (indovina chi)… Se questa è la gente, se questa è DIVENTATA la gente, io non voglio averci nulla a che fare, non mi voglio sforzare di capirla, e se a capirla è la Lega ho una ragione in più per distanziarmene. E’ tra ignoranti che ci si capisce, e io voglio un paese di gente sveglia, onesta e sincera, non ignorante, rozza, arrogante. Per questo ai tuoi occhi sono io ad apparire arrogante: perchè di questa società di Corona vincenti e di lavavetri capri espiatori non ne posso più, ed è questa società che partorisce leghisti e berluscones.

    A me – ancora non l’hai capito che non me ne frega un c***o di chi ha vinto e chi ha perso e delle percentuali – frega assai che abbia vinto “il progetto più credibile e forte”: manco lo sa la gente quale sia quel progetto, gli basta che vengano cacciati via dall’Italia i comunisti, i rossi, le zecche… Poi è del tutto evidente che vinca uno che spara cazzate da milioni di televisori…ma è inaccettabile che spari quelle cazzate, e che nessuno se ne accorga! Se poi a nessuno importa di quelle cazzate, ma basta votare il personaggio di successo, finiremo a votare Corona così come in America votano Schwartzenegger: un’altra vittoria della democrazia???

    Me la sai spiegare tu questa assurdità attuale (io già conosco la risposta, ovvio): com’è che ai tempi la gente era ben più ignorante ma gli operai stavano ad ascoltare e ad applaudire i comizi della Luxemburg, mentre adesso la gente – che dovrebbe essere decisamente più informata e consapevole – applaude Berlusconi? Progetti, programmi, proposte serie? Ma fammi il favore. E’ il nulla che avanza, l’idiozia dilagante, la showgirl da calendario che diventa politico di successo, è la fine della democrazia presentata furbamente come il suo miglior successo.

    Lorenzo

  70. Moltitudini infatti proprio scrivendo a me mi parlavi dell’exploit leghista. ottima previsione.

    Quanto al fatto che in questo blog si reputi Berlusconi esponente di una cultura negativa, io non ho niente da obiettare visto che siamo in piena democrazia. non devo essere io a dirti che sei libero di esprimerti.

    sono contento invece di partecipare al tuo blog, pur essendo un elettore di destra, perchè qui leggo cose interessanti, mai livorose o completamente conculcate nel sacco dell’ideologia. inoltre c’è molto rispetto per le posizioni divergenti degli altri come la mia.

    un saluto
    Alex

  71. anonimo in ha detto:

    “Questo per dire (non a te, ovviamente) che chi NON invoca – con varie…gradazioni – l’espulsione (o il debellamento derattizzatore) di ogni affamato non è un radical chic che può permettersi di esser “buono” perchè magari vive chissà dove, al riparo da certe contraddizioni.”

    Toh: smontato Alieno in due-righe-due. Invidio la tua capacità di sintesi! 😉
    Col mio sproloquio avrei voluto dire la stessa identica cosa.
    E’ troppo facile dire di ascoltare il popolo quando il popolo corre dietro ad un Salvini, ed accusare di snobismo intellettuale chi è soltanto abituato a ragionare sulle cose e a cercare di comprendere un problema prima di risolverlo (metodologia contraria a quella leghista: risolviamo il problema, e poi eventualmente cerchiamo di capirlo)… E’ evidente che bisogna cercar di capire allora anche perchè il popolo corra dietro a Salvini, ma è inutile che ce la raccontiamo, lo sappiamo tutti il perchè, così come conosciamo il nostro differente modo di reagire allo stato di cose. Sarò banale, ma a tutti interessa innanzitutto il proprio culo; a qualcuno – privilegiato, arrogante, snob, radical chic…tutto quel che Alieno desidera! – interessa però anche qualcos’altro: di qui la superiorità culturale che infastidisce tanti. E non ritengo poi così difficile interessarsi ai problemi del pianeta, anche se uno c’ha il mutuo da pagare e la paura dei ladri. Lo facciamo noi, lo fanno i miei amici (dall’universitario al portuale), i miei genitori: non vedo perchè non lo possano fare tutti.

    Sulla falce e martello: mi rendo conto che non da quello dipenda il futuro della sinistra, ma con questo discorso forse si voleva semplicemente dire che inseguendo pacifismi, colombe e arcobaleni s’è perduta di vista l’identità della sinistra, che è uno dei motivi per cui in molti han ripiegato su Ferrando o Sin.Critica (altro che Lega!).
    Comunque a me non interessano tanto i progetti politici quanto – penso sia chiaro – le evoluzioni sociali, la catastrofe culturale in questo caso. Il partito su cui mettere la X è l’ultimo step: prima c’è la formazione di una persona, insomma tutti i risultati degli studi di quella Scuola di Francoforte che mi dicono tutti essere vecchia e superata…quando la rielezione dell’uomo che più di ogni altro gestisce l’industria culturale in questo paese dimostra l’esatto contrario.
    Ad ogni modo, oggi ho visto questo sul giornale…
    http://www.comunistiuniti.it/
    Che ne pensi?

    Prima o poi una chiacchierata di persona la si fa, tranquillo: Genova è piccola…!

    ciao
    Lorenzo

  72. @Lorenzo
    ma sei di Genova?
    Quello dovrei leggerlo bene..a naso probabilmente pur con ottime intenzioni mi sembrerebbe di retroguardia.

    Non è detto che non possa essere un pezzo del lavoro, tuttavia.

  73. anonimo in ha detto:

    X Molti: belìn! (leggi: sì)

    Purtroppo mi han già fatto capire gli amici che si tratta di uno sforzo tanto meritevole quanto inutile, con l’attuale legge elettorale…

    Lorenzo

  74. Devo dire che sono molto d’accordo con Lorenzo (Sera? sei tu?).

    Io sono triste per l’involuzione culturale di questo paese, per l’incapacità di empatia, per la facilità di condizionamento delle persone, per la qualità del dibattito politico e dei temi toccati.
    Tutto ciò si traduce in uno spostamento a destra, la destra italiana ed il suo deserto di valori.

    Penso al 2001 e mi sembra lontano anni luce.
    I temi affrontati nel periodo del G8 genovese sono stati completamente espulsi dal dibattito politico e dai media.
    L’unico motivo per cui si parla di esteri è perchè abbiamo truppe da qualche parte. Il resto del mondo brucia e noi rischiamo la Carfagna ministro e abbiamo Calearo parlamentare del centrosinistra…

  75. FrancaFranca in ha detto:

    Non ho tempo di leggere i commenti per cui vado seccamente al mio.
    L’inizio del disastro è da datarsi al Congresso di Venezia con la scelta di Bertinotti di entrare a far parte del Governo Prodi “senza se e senza” mai. Di lì la china è stata tutta in discesa…

  76. anonimo in ha detto:

    Non sono tra quelli che si stracciano le vesti per il tonfo del cartello elettorale della S.A. al più posso essere dispiaciuto per la loro dipartita dal parlamento in funzione della prevista riforma costituzionale, ammesso, ma non dato per scontato, che sia di gradimento del PDL invitare l’opposizione al desco della riforma.

    Voglio soffermarmi su due punti che sono stati affrontatati dai partecipanti a questa discussione: l’affermazione elettorale della Lega e le prospettive del PD.

    Definire con attributi spregiativi gli elettori che hanno votato Lega non spiega e tanto meno servirà a contrastare l’affermazione di questa formazione politica. Mi sembra evidente, senza il bisogno di ricorrere ad un’approfondita analisi sociologica del fenomeno, che la Lega è riuscita, oggi più di ieri, ad interpretare e porsi in modo propositivo di fronte al crescente malessere sociale che si esprime nel nord “produttivo” del paese. Che poi la ricetta proposta sia peggiore del male che vuole curare, mi trova perfettamente convinto. Così convinto da spingermi fino al punto di intravedere nel DNA della Lega similitudini con il nazionalsocialismo e a non escludere che, in un prossimo futuro, delineandosi le condizioni socio-politiche riesca a fagocitare il berlusconismo con la conseguenza di un danno che per essere appianato costerà fatica e lacrime.

    Il PD, si dice, ha gettato i semi del riformismo e i risultati che non sono venuti oggi verranno domani. Non penso sia così. Il PD non è riuscito a “sfondare” al centro e ha raschiando il fondo del barile alla sua sinistra, dal mio punto di vista ha raggiunto il massimo storico raggiungibile. Per andare oltre la sola via percorribile è quella di trovare un’intesa, non solo elettorale, con l’UdC di Casini. Veltroni ha tutta l’aria di essere l’uomo giusto per portare a termine questa operazione che se andrà a buon fine ci riserverà una nuova evoluzione: il PD si trasformerà in PDC (partito democratico cristiano) con tanti saluti a quelle poche istanze di sinistra che ancora sopravvivono all’interno di quel partito.

    Ciao Luk e… perdona l’interferenza.
    Ilario

  77. anonimo in ha detto:

    Grazie Skeno, sì sono io. E quoto tutto ciò che dici. Ciao

    Lorenzo

  78. Lorenzo
    Io non credo si tratti di fare una “organizzazione comunista”, di fare una rifondazione “più bella” o una sinistra a rcobaleno “più di sinistra”.

    Fosse quello il problema, basterebbe entrare in sinistra critica o nel pcl. No?
    Non è quello il campo, secondo me.

    Il punto sono le lotte, i territori.

  79. Vabè ma Skeno e Lorenzo..vi conoscete? e che cazzo!
    Stasera allo zapata c’è una bella assemblea in vista dell’arrivo del papa…ooppss..m’è scappato.

  80. @ilario, interferenza gradita.
    E c’è un commento mio su LG che credo può interessarti.

    @franca
    arrendetevi e…scioglietevi.
    😉

  81. si però la lotta non esclude,anzi,l’organizzazione di un partito che rinasca su basi ..vabbè usiamo “rivoluzionarie”,(prendendolo in modo largo e allargato,comunque non pacificato),credo anzi che proprio la mancanza di una sinistra parlamentare,spesso freno delle avanguardie di rottura del sistema,possa agevolare la formazione di organizzazioni disciplinate al conflitto sociale.Per questo penso che dovremmo pensare/ripensare da oggi la nostra posizione nelle manifestazioni,cominciando proprio dal 25 aprile e sopratutto dal 1 maggio
    Una festa dei lavoratori senza balletti,carnevalate et similia,ma agguerrita e organizzata ad alzare al massimo lo scontro sociale.
    Staremo a vedere,cìè spazio e tempo per sperimentare.Trovo una situazione interessante,no?

  82. @lorenzo
    mi pare, se ho ben capito, che a quell’appello abbia aderito Diliberto.
    @viga interessante lo è di sicuro.

  83. Moltitudini, come vedi l’avatar era solo per le elezioni.
    E’ ritornata a sventolare nel cielo e nelle piazze la BANDIERA ROSSA.
    Un rosso saluto
    Mauspezz

  84. @cambiare labico
    allora siamo a posto!

  85. anonimo in ha detto:

    Lorenzo: sicuramente io non aiuto, mi esprimo male.
    Non “risposte pronte” nel senso di frasi fatte in cui tu non applichi ragionamento, ma l’idea di un recinto mentale in cui il ragionamento si applica ma circoscritto a certezze che secondo me dovresti metter in discussione.
    E non è certo una critica personale, cioè siamo due interlocutori che alle spalle hanno condivisioni.

    Il territorio stretto in cui tu ragioni, non è che ragioni, solo ti pone dei limiti è quello che produce le inevitabili risposte pronte e, sempre secondo me, impediscono autocritica e persecuzione del pensiero elitario o solitario, legittimo per carità, ma almen non si abbia la pretesa di far tornare conti e numeri, di avere corrispondenza nei sentimenti della gente, anche e soprattutto di quella comune, perchè ho già detto di isole autocelebranti ed autoreferenziali che pretendono che la realtà si adegui alle loro previsioni ed analisi, altrimenti peggio per lei che non si capirebbe…

    Liberissimo dunque di dire che intere regioni sono storicamente e culturalmente schiave di idola di pensiero o subiscano tradizionali deformazioni nella scelta giusta e propria (ma me le spieghi o no le regioni tradizionalmente “rosse” passate di mano oppure invase nella novità elettorale di quest’anno?).

    Il recinto dove tu tenti di ragionare è quello che parte da assunti ben precisi, per cui finalemnte il popolo capisce o comincia a capire, oppure è stupido e cattivo. O prende coscienza e reagisce come per te si conviene, oppure è ignorante, razzista (ma così ne fai un po’ tu di razzismo mi pare) ecc.

    L’assunto è presente in misura diversa anche nel Pd ed è, direi, ricambiato con reciprocità dall’altra parte.

    Ieri scrivevo in altro blog appunto di questo, replicando ad un elettore del Pd con i soliti schemi ed i soliti clichè nell’analisi dei risultati, per cui al posto della vera autocritica si trovan comode spiegazioni.

    Copio ed incollo perchè faccio prima per dare l’idea:
    Sopravvivono ancora tanti pregiudizi, distorsioni culturali, anzi, credo si possa parlare di un vero e proprio razzismo morale e culturale per cui il votante centrodestra, automaticamente è:

    -fascista, nemico giurato di libertà e democrazia (per errore ha scelto il nome PdL o forse li hanno obbligati i marziani).

    -servo idiota e non pensante

    – distruggerebbe la natura, eliminerebbe ogni specie vegetale e animale perchè la odia dal profondo del cuore ed invece adora il cemento, la puzza, soprattutto di ‘monnezza.

    – è xenophobo, razzista, ma purtroppo qui non c’è il Ku Klux Klan e deve contentarsi dei partiti di centrodestra.

    – Adora fare le guerre. Di solito scenderebbe in Piazza a picchiare poliziotti o comizianti, ma è perchè in realtà vorrebbe una guerra permanente ovunque nel mondo, anche in casa propria perchè la pace gli fa schifo: è fatto così, non pensa ad altro che alla guerra ed alle invasioni, solo che poi è un ignorante che non partecipa alla democrazia e non picchia poliziotti, nè comizianti, anzi, di solito subisce, curioso…

    – E’ cattivo. E’ cattivo dentro. Avido e cattivo, se no non voterebbe centrodestra, attenuante concessa solo agli stupidi senza cervello.

    – Vota costretto dalle guardie svizzere o dai soldati fascisti o dalle minacce berlusconiane: può solo servilmente votare lì o poco lontano. Tutti abbiamo ancora negli occhi le drammatiche immagine sanguinarie del popolo italiano oppresso nei seggi, pestato a sangue quando sospetto di votare diversamente e liberamente. Roba che il Tibet sembra una passeggiata.

    – L’appoggio elettorale al centrodestra appare misteriosamente da Marte: votano milioni di cittadini altro che la sinistra radicale mentre nel contempo, milioni e milioni (ma perchè non miliardi?) di elettori delle sinistre radicali vengono immobilizzate da strani poteri e tecnologie futuristiche oppure temporaneamente presi in ostaggio. Poi vengono restituiti al pianeta Terra e storditi si domandano: com’è successo? Non è possibile, che è successo? Dove sono finiti i nostri milioni e miliardi di voti comunisti? Allarme, la democrazia è minacciata, non c’è più, chi può vada in Canada (vecchie promesse disattese, aspetto ancora l’esodo…).

    – Il votante di centrodestra è ignorante per natura e per scelta in modo congiunto, dimodochè questo spiega tutto senza ulteriore necessità di diversa riflessione, che so, un modesto tentativo di autocritica dall’altra parte…

    E via discorrendo.

    Questa cultura permane insita nei cervelli di chi oggi si domanda che cavolo è successo, per dire, per far sparire finalmente anche in Italia il comunismo, quando son 20 anni che è caduto il muro, anche culturale, in tutta Europa.

    Meglio tardi che mai, ma si parla di sorprendente devastazione, cataclisma, si ha paura… de che? Di un abbozzo di “normalità” nella civiltà che confina il comunismo insieme all’ideologia nazista come improponibili e condannabili? Non fascisti su Marte, ma comunisti su Marte, perchè a forza di darsi pacche sulle spalle e di leggere e autocelebrare i loro volantini hanno convinto (solo) se stessi di essere rappresentativi davvero del popolo italiano (nemmen il Pd dice ciò, guarda un po’), addirittura con pretesa di necessarietà.


    Fintanto che rimangono queste salde convinzioni, dubito che si possa spiegare se non con le risposte “pronte” che dicevo la “devastazione”, “Waterloo” e tutto quello che in fondo è cominciato tanto tempo fa, ma se si abita su Marte non ci si accorge di nulla, ci si sorprende e poi si diventa pure stronzi con chi vota diversamente a fiducia, in massa e tutto quanto.
    Che almen si trovino spiegazioni che reggono alla coerenza, alla linearità logica per spiegare perchè Emilia, perchè Toscana se fino a ieri era terra di persone simpaticissime ecc.

    Vuoi dire che la storia della sinistra radicale in Italia, comunismo e socialismo che sia, attinge ad una base largamente alfabetizzata, laureata per spiegarne la crescita numerica?
    Oppure che altro? Che è la laura e la cultura di per se bastevole a spiegare il consenso, l’adesione, il sentire che le proprie istanze son raccolte, i propri sogni perseguiti?
    Che dirti, Ratzinger è persona colta, coltissima…la cattolicità la spieghiamo a colpi di lauree dei fedeli?
    il comunismo post-fascismo registrava l’adesione degli intelletti e gli altri vi si opponevano perchè ignoranti, analfabeti quali erano altro non potevano fare?

    Il vero tafazzismo della sinistra è l’incapacità di fare i conti con la storia e con se stessi. Chi osa fornir uscita dai cancelli del recinto ideologico o subisce l’esilio degli eretici o degli apostati oppure, più tardi, si dirà: quelli non eran veri compagni, non era vero comunismo…
    Ma non si fa nulla per mettere in discussione davvero quel che si deve: il comunismo stesso, il marxismo, lì non si osa mai.

    Che credi? Il fascismo ha subito ugual sorte e precedentemente al comunismo. I mugugni dei puristi, degli intellettuali, dei nostalgici sono pari e precedenti a quelli dei movimenti di base e delle frammentazioni. Stesse proteste per le sparizioni di simboli, termini, dialettica…

    Giusto che tu sia fiero di quel che credi, ci mancherebbe, ma poi non stupirti se devi ricorrere ad analisi impietose per gente comune, che magari fino a ieri ti avrebbe pure dato ragione, che avete perso per strada negli anni, incapaci di ascoltarli, ignorandoli e alle loro reticenze, al loro scetticismo, pure disprezzandoli tutti.

    Qual’è l’autocritica? Si ferma ai simboli, alle strutture, agli organigrammi, alle vesti stracciate, all’estetica, all’idea che basti il fascino generazionale, anagrafico o sessuale per convincere, ma soprattutto per risolvere le priorità, priorità che non coincidono più evidentemente.

    La mafia…
    anche questo clichè…
    c’è del vero in quel che dici, la mafia esiste (per mafia intendendo tutto, camorra, ndrangheta ecc).
    Ma non basta più per spiegare caro Lorenzo.
    In Campania l’amministrazione locale era di sinistra; ed aveva un allineamento perfetto:
    comune di sinistra.
    Regione di sinistra.
    Governo di sinistra.
    Con le chicche di avere anche un ministro dell’ambiente ed un Presidente della Repubblica campani.
    Un allineamento perfetto.
    Eppure cosa si è visto? Che la criminalità non ha avuto battute di arresto, anzi, allegramente ha trovato costrutto nell’emergenza sulla pelle dei campani più o meno consezienti.
    L’amministrazione di sinistra lì durava 15 anni: ti sembra che la camorra o quella che con termini sempre in cerca di attualità, si chiama eco-mafia abbia trovato difficoltà?
    A me no, anzi, mi pare che abbia trovato via veloce per fare i suoi affaracci nascondendo le responsabilità, spalmandole tra classe politica e cittadinanza: si sa che c’è, però arresti di quella corruzione, distruzione, che dovrebbero essere eclatanti perchè è eclatante la visibilità della sua presenza nei terreni usati come discariche, negli appalti allegri senza bando di concorso (l’emergenza ha molti vantaggi), nella spazzatura alta due piani, davanti agli asili, per mesi e mesi, impunità sotto gli occhi di tutti….

    Cultura di destra e centrodestra quella dici? L’Italia avrebbe scelto la mafia dici?
    Si sussurrano concorsi (anche in calabria) tra spartizioni di profitto tra coop e criminalità locali però poi risultati pochi anche lì..
    davvero il legame mafia-politica è ancora oggi riconducibile all’area definita di centro e centrodestra?
    A me pare che mafia e dintorni facciano affari con chi ha il controllo…

  86. anonimo in ha detto:

    A me pare che mafia e dintorni facciano affari con chi ha il controllo territoriale politicamente parlando. Chiunque sia. Talvolta servendosi anche di carabinieri, poliziotti, finanza eh.

    Superiorità morale relativamente all’ideologia dici?
    Mai sentito parlar di Cesare Mori, il “Prefetto di ferro” che operò attivamente dal 1925 al 1927?
    Io credo che il problema sia l’attitudine del potere, qual colore si voglia, alla corruzione, piuttosto.

    Una celebre frase di Mori la dice lunga: “Costoro non hanno ancora capito che i briganti e la mafia sono due cose diverse. Noi abbiamo colpito i primi che, indubbiamente, rappresentano l’aspetto più vistoso della malvivenza siciliana, ma non il più pericoloso. Il vero colpo mortale alla mafia lo daremo quando ci sarà consentito di rastrellare non soltanto tra i fichi d’india, ma negli ambulacri delle prefetture, delle questure, dei grandi palazzi padronali e, perché no, di qualche ministero.”
    Mori considerava fascisti e comunisti molto simili ed in fondo il mio pensiero è molto vicino.
    Si oppose, con pochi altri e molte critiche, allo squadrismo dei fascisti, però non esitava a far paragoni.
    Diceva “Gioventù nazionale un corno! Quelli sono dei sovversivi come gli altri” alludendo all’eguaglianza di fondo tra fascisti squadristi e sovversivi comunisti.
    Infatti Mori cadde in disgrazia con l’ascesa del Fascismo, ma avrebbe avuto egual sorte in un regime comunista.

    MA da allora molto è cambiato, anche la mafia stessa. Sicuramente la mafia era antifascista per tradizione (per questo gli americani li ritenevano utili mettendoli nelle amministrazioni locali siciliane, erano sicuri antifascisti), ma direi che tentare una continuità di strategie ignorando che nel frattempo tutto è cambiato, anche la struttura mafiosa, non solo la società, non sarebbe cosa ben fatta.

    Non c’è solo la mafia siciliana, che magari si spiega solo con il controllo territoriale Dc o quel che ne resta. C’è la campania per 15 anni di sinistra con la sua camorra. E poi le altre zone e le altre criminalità del Sud.
    Ed oltre al sud c’è la criminalità con la quale mafia e simili fanno affari, che viene da fuori, quella dell’est che estendono il problema e le dinamiche criminali ovunque.

    Tu dici che votare un imprenditore de Milan prestato alla politica come Berlusconi ha qualcosa a che vedere con la scelta degli italiani di desiderare la mafia in Sicilia? Mmmmhh… c’è puzza di demagogia.

    Il rifiuto del diverso? Mi risulta che nella bergamasca i leghisti si vantino di avere un ottimo rapporto con gli extracomunitari regolarizzati che han voglia di fare, costruire, lavorare nei termini della legalità, nella cultura dell’integrazione e dell’accettazione della legalità, per cui l’accanimento contro la clandestinità e la criminalità è anche a nome loro e per la loro tutela.
    Derive… anche la Lega è un mondo complesso. Molti leghisti non son nemmen veramente federalisti..

    Uno che viene rapinato da un giovane marocchino forse non vota Lega per questo. Fa bene, non basta. Però è normale che non voti coloro che invece di tutelarlo, lo bastonano pure se si lamenta, lo chiamano razzista se dice che ha paura, se pretende sicurezza, rispetto di diritti, servizi per chi rientra nella cultura della legalità senza un relativismo per cui nessuno è colpevole individualmente, ma vittima della “società” , del “sistema”, di entità astratte in stile sessantottardo, insomma tutto quello che fanno sentire il rapinato come la stuprata o le persone vicine e lontane che han paura che accada a loro o a persone vicine a loro, che devono subire in silenzio l’abitudine del coprifuoco come se si fosse in guerra, delle zone off-limits ecc..
    No, non li voteranno quelli che non vedono questo schifo che nulla c’entra col razzismo, troppo comodo. E’ un razzismo a rovescio. Così come se questo è un tema che si vive come prioritario, non si voterà chi per prioritario porta la manifestazione a Vicenza, i diritti gay ecc, sentendo di rischiare incolumità e serenità ogni giorno.
    E neppure quelli che ritengono che oggi, nel 2008, la tutela del salario e dello stipendio non viene più dai sindacati o da certi partiti di sinistra, nè dai movimenti… anche questo è un motivo di riflessione.

    La gente lavora anche al Sud, ma nei grandi numeri, spiace dirlo, meno.
    Si guardi alla sovrabbondanza dei dipendenti amministrativi e pubblici a Sud ed a Nord. Si guardi anche proprio al sistema rifiuti, operatori ecologici ecc, la città di Milano e si confronti con Napoli per dire: metà dei dipendenti di Milano rispetto a Napoli fanno il loro lavoro, ma il doppio di Napoli alza i mucchi di spazzatura. Perchè? Perchè improvvisati ecologisti restano sgomenti quando per solidarietà vanno a controllare le bonifiche di territorio inquinato e vedono i dipendenti passare la mattina giocando a bocce, a carte o assenti a far altro?
    Pensa alla forestale. Conta gli assunti al Sud ed al Nord: che forse al Nord manchi il verde? Mah… però non è solo nei numeri, è anche nelle qualifiche poi che si vede l’altro peggio.
    Insomma, inutile far finta di nulla, c’è un problema culturale al Sud, la Lega ha ragione, ragionissima. E non punisce solo il Nord (o il Centro), punisce chi nel Sud vorrebbe davvero altro e subisce di tutto, anche il pregiudizio. Ma mica deve prendersela con il Nord o con il Leghista. Con i propri concittadini e con il proprio territorio, con la cultura che lo pervade deve prendersela davvero.
    Comodo pestare poliziotti, vigili del fuoco nell’emergenza rifiuti. A casa di Bassolino, Jervolino, Pecoraro e gli altri bisognava andare. A conseganre la spazzatura che lì, stranamente, veniva raccolta.
    Proteste di paesi della provincia napoletana pronti a far barricate, facendole, facendo altri danni incendiando mezzi (tanto i soldi avanzano pare eh). Poi si scopre che vengono da paesini che sono per l’80% abusivi, illegali… come si fa.

    La lega non dice che i negri fuori non lavorano. Sanno benissimo che lavorano, anzi, lavorano di più e dove gli italiani non vogliono più lavorare. La distinzione è sulla legalità e sulla cultura, non sul colore della pelle.

    Su shopping, reality e pseudocultura mediatica con me sfondi una porta aperta.
    Io devo resistere, figurati, alle tentazioni autarchiche ogni volta che sento l’abuso di paroline tipo cool, trend, mestieri ideali tipo coolhunter e perfino mass media pronunciato rigorosamente midia, per non parlar dell’uso di K (che però non viene dalla mia parte eh) o di lettere misteriose come y, w, h, evidentemente infilate nei nomi si suppone diano forza cabalistica ed esoterica oltre a far figo.
    E’ ovvio che l’esterofilia si nutre in modo vampiresco della cultura, nell’ignoranza crassa che dici e permettendo vita solo a quella.
    Ma non lo dire a me, che oltretutto son mediocre, non ho laurea, insulto il livello scarso propostomi dalla scuola statale, quel poco e male che so lo devo ad altri ed a me stesso che la scuola pubblica eh!
    Eppure, già alle medie trovavo disgustoso sentire quelle stizzite precisazioni all’appello: “sarah… deborah, jessica, jonathan, katjiuscia…”. Niente di nuovo sotto il sole caro Lorenzo, anche se oggi magari Katjuscia, che aveva un suo fascino (se non bolscevico almen in onore alla grande letteratura russa), cede il passo a Chanel ed altre nefandezze estetiche (ma soggettive eh).
    Sulle cazzate della tv e cornice, dunque, non puoi che trovarmi d’accordo, anzi, intimamente son convinto, sarei più sprezzante di te se non mi imponessi altro atteggiamento, almen perchè costretto dalla consapevolezza della mia mediocrità (non so nemmen scriver bene come vedi).

    Ed oltre al sud c’è la criminalità con la quale mafia e simili fanno affari, che viene da fuori, quella dell’est che estendono il problema e le dinamiche criminali ovunque.

    Tu dici che votare un imprenditore de Milan prestato alla politica come Berlusconi ha qualcosa a che vedere con la scelta degli italiani di desiderare la mafia in Sicilia? Mmmmhh… c’è puzza di demagogia.

    Il rifiuto del diverso? Mi risulta che nella bergamasca i leghisti si vantino di avere un ottimo rapporto con gli extracomunitari regolarizzati che han voglia di fare, costruire, lavorare nei termini della legalità, nella cultura dell’integrazione e dell’accettazione della legalità, per cui l’accanimento contro la clandestinità e la criminalità è anche a nome loro e per la loro tutela.
    Derive… anche la Lega è un mondo complesso. Molti leghisti non son nemmen veramente federalisti..

    Uno che viene rapinato da un giovane marocchino forse non vota Lega per questo. Fa bene, non basta. Però è normale che non voti coloro che invece di tutelarlo, lo bastonano pure se si lamenta, lo chiamano razzista se dice che ha paura, se pretende sicurezza, rispetto di diritti, servizi per chi rientra nella cultura della legalità senza un relativismo per cui nessuno è colpevole individualmente, ma vittima della “società” , del “sistema”, di entità astratte in stile sessantottardo, insomma tutto quello che fanno sentire il rapinato come la stuprata o le persone vicine e lontane che han paura che accada a loro o a persone vicine a loro, che devono subire in silenzio l’abitudine del coprifuoco come se si fosse in guerra, delle zone off-limits ecc..
    No, non li voteranno quelli che non vedono questo schifo che nulla c’entra col razzismo, troppo comodo. E’ un razzismo a rovescio. Così come se questo è un tema che si vive come prioritario, non si voterà chi per prioritario porta la manifestazione a Vicenza, i diritti gay ecc, sentendo di rischiare incolumità e serenità ogni giorno.
    E neppure quelli che ritengono che…

  87. anonimo in ha detto:

    E neppure quelli che ritengono che oggi, nel 2008, la tutela del salario e dello stipendio non viene più dai sindacati o da certi partiti di sinistra, nè dai movimenti… anche questo è un motivo di riflessione.

    La gente lavora anche al Sud, ma nei grandi numeri, spiace dirlo, meno.
    Si guardi alla sovrabbondanza dei dipendenti amministrativi e pubblici a Sud ed a Nord. Si guardi anche proprio al sistema rifiuti, operatori ecologici ecc, la città di Milano e si confronti con Napoli per dire: metà dei dipendenti di Milano rispetto a Napoli fanno il loro lavoro, ma il doppio di Napoli alza i mucchi di spazzatura. Perchè? Perchè improvvisati ecologisti restano sgomenti quando per solidarietà vanno a controllare le bonifiche di territorio inquinato e vedono i dipendenti passare la mattina giocando a bocce, a carte o assenti a far altro?
    Pensa alla forestale. Conta gli assunti al Sud ed al Nord: che forse al Nord manchi il verde? Mah… però non è solo nei numeri, è anche nelle qualifiche poi che si vede l’altro peggio.
    Insomma, inutile far finta di nulla, c’è un problema culturale al Sud, la Lega ha ragione, ragionissima. E non punisce solo il Nord (o il Centro), punisce chi nel Sud vorrebbe davvero altro e subisce di tutto, anche il pregiudizio. Ma mica deve prendersela con il Nord o con il Leghista. Con i propri concittadini e con il proprio territorio, con la cultura che lo pervade deve prendersela davvero.
    Comodo pestare poliziotti, vigili del fuoco nell’emergenza rifiuti. A casa di Bassolino, Jervolino, Pecoraro e gli altri bisognava andare. A conseganre la spazzatura che lì, stranamente, veniva raccolta.
    Proteste di paesi della provincia napoletana pronti a far barricate, facendole, facendo altri danni incendiando mezzi (tanto i soldi avanzano pare eh). Poi si scopre che vengono da paesini che sono per l’80% abusivi, illegali… come si fa.

    La lega non dice che i negri fuori non lavorano. Sanno benissimo che lavorano, anzi, lavorano di più e dove gli italiani non vogliono più lavorare. La distinzione è sulla legalità e sulla cultura, non sul colore della pelle.

    Su shopping, reality e pseudocultura mediatica con me sfondi una porta aperta.
    Io devo resistere, figurati, alle tentazioni autarchiche ogni volta che sento l’abuso di paroline tipo cool, trend, mestieri ideali tipo coolhunter e perfino mass media pronunciato rigorosamente midia, per non parlar dell’uso di K (che però non viene dalla mia parte eh) o di lettere misteriose come y, w, h, evidentemente infilate nei nomi si suppone diano forza cabalistica ed esoterica oltre a far figo.
    E’ ovvio che l’esterofilia si nutre in modo vampiresco della cultura, nell’ignoranza crassa che dici e permettendo vita solo a quella.
    Ma non lo dire a me, che oltretutto son mediocre, non ho laurea, insulto il livello scarso propostomi dalla scuola statale, quel poco e male che so lo devo ad altri ed a me stesso che la scuola pubblica eh!
    Eppure, già alle medie trovavo disgustoso sentire quelle stizzite precisazioni all’appello: “sarah… deborah, jessica, jonathan, katjiuscia…”. Niente di nuovo sotto il sole caro Lorenzo, anche se oggi magari Katjuscia, che aveva un suo fascino (se non bolscevico almen in onore alla grande letteratura russa), cede il passo a Chanel ed altre nefandezze estetiche (ma soggettive eh).
    Sulle cazzate della tv e cornice, dunque, non puoi che trovarmi d’accordo, anzi, intimamente son convinto, sarei più sprezzante di te se non mi imponessi altro atteggiamento, almen perchè costretto dalla consapevolezza della mia mediocrità (non so nemmen scriver bene come vedi).

    Credibile e forte – non significa che poi, nella realtà, venga attuato, sia autentico ecc.
    Veltroni ha improntato tutto sull’estetica del linguaggio ed anche della cornice da cui si parla ed ha ottenuto una crescita di punti dall’abisso della caduta prodiana.
    Sinistra l’Arcobaleno ed altre liste non hanno saputo tirar fuori nè un linguaggio credibile, nè un progetto interessante o almen presunto tale: si capiva che in tutta fretta si son buttati nella campagna, ma senza alcuna consistenza reale. Gli stessi compagni non ci han creduto no?

  88. Quoto dal commento #81 di Viga:
    “…formazione di organizzazioni disciplinate al conflitto sociale…”
    “…agguerrita e organizzata ad alzare al massimo lo scontro sociale…”
    A me questo sembra un linguaggio degli anni 80, quasi da BR… se mi sbaglio me ne scuso con l’autore, però credo che una sinistra seria, che si voglia porre correttamente nel mondo di oggi, dovrebbe anche aggiornarlo il linguaggio…

  89. anonimo in ha detto:

    Berlusconi: guarda che conosco molti che non applaudono Berlusconi, anzi, non lo trovan nemmen simpatico eppure hanno votato lì. Anche perchè c’è Lega, An.. ma anche per altro, su cui dovresti interrogarti di più. Reazione a che?

    Dov’è il progetto convincente, il programma che ci spiega come la baracca italiana deve stare in piedi? Che ci assicura che nel tentativo del livellamento nel basso, non si finisca per tirar fuori non distribuzione di ricchezza per tutti, ma povertà per tutti?
    Sarà pure idiota l’operaio che vota lega, ma lo capisce che a dar retta a certe istanze ideologiche la ditta chiude, disloca ed a voglia dopo ad aver parlato di giustizia senza lavoro, da cassa integrato. Non è che si possa fare tutti i dipendenti pubblici, ammesso che questi poi sian soddisfatti davvero.
    Se penso alla scuola, per dire, direi di no. Se penso alle forze dell’ordine neanche. Migliaia e migliaia di voti che salutano l’ideologia che vorresti e forse è ingiusto condannarli alla stupidità, alla cattiveria oltretutto.

    MA la cosa sorprendente che notavo nell’ultima parte del tuo post è che hai punti di adesione, in linea generale, con tante cose che dice Ratzinger: il nulla che avanza, i limiti della democrazia senza una coscienza, le sacche di ingiustizia insopportabili, la stupidità che si nutre dell’immagine, della tv del nulla, delle chiese del nulla che sono i centri commerciali, la cultura dello shopping ecc. Condanne di relativismo e pensiero debole poi hanno sostegno anche in altri, certi atei devoti..

    Bravo.

    Quale sarebbe, dunque, il progetto della sinistra radicale o dei movimenti perchè la ricaduta di benessere nel Paese arrivi anche ai soggetti più deboli e non invece che si livelli al ribasso, non ci sia ricaduta di fallimento, ristrettezze, con l’unica consolazione del mal comune mezzo gaudio che, tra l’altro, sono stati i risultati raggiunti nella storia di ogni Paese che abbia tentato quella via?

    Alieno

    P.S.: Moltitudini, dici bene quando scrivi che “Se (faccio una battuta ma “mi spiego”), come fanno alcuni, a ciò si risponde dicendo “w lenin e la falce e martello” non si va da nessuna parte.” così quando analizzi qualcosa come “Tra le mille ragioni per le quali la lega funziona c’è una risposta che ovviamente dal mio punto di vista è regressiva, ma che funziona perchè occupa un vuoto, perchè è una “narrazione” che stabilisce legami, che “ricompone”.

    E’, a suo modo, al suo interno, una risposta “solidale”, perchè con le sue mistificazione definisce una cornice che ovviamente dal mio punto di vista perpetua sfruttamento e diseguaglianza, ma che al suo interno stabilisce un legame comunitario.”
    Aldilà del tuo punto di vista, non vale la pena di riflettere se quel che dici e che la Lega fa da anni, dalla “difesa del Pane” al ristabilire i legami, ricomponendoli, sia legittimo e non egositico?
    Sia umano? Riguardi non solo la cultura del territorio, ma anche l’immigrato che poi si inserisce nella legalità, integrandosi?

    E se la paura genera razzismo, non c’è corresponsabilità nell’ignoranza di chi non ascolta le istanze, i sentimenti della gente, quella che affronta la quotidianità nella paura anche in materia di ordine pubblico, che se protesta pure del razzista gli tocca subire.. se è la Lega che si schiera in tutela di questi cittadini ed i movimenti sono interessati ad altro, magari a tutelare i Rom alcuni dei quali tutelano la cultura dell’illegalità, perchè diamine uno dovrebbe poi votarli, per tafazzismo?
    E non riguarda certo solo i movimenti o la sinistra nelle sue scelte tradizionali e dunque meno credibili quando tenta in fretta e furia di superare a destra valori di destra come ha fatto Veltroni (pure la castrazione chimica!), ma anche la Chiesa Ambrosiana che ha criticato per dire, la moral suasion del comune milanese raccogliendo le disperazioni di cittadini umiliati ed ignorati costretti a subirla paura ed ignoranza, la violenza…

    Trovo invece che si debba gratitudine a molti cittadini italiani che evidentemente non hanno vera vocazione razzista anche se si è tentato in tutti i modi di istigarlo ad esserlo, ignorandoli, disprezzandoli pure poi…
    Alla fine hanno aspettato il voto, con pazienza infinita, a dispetto delle simpatie della curia milanese e degli altri.

    Sui social forum: io credo che si avranno sorprese pure lì, che sia già vecchia anche quella via, non avrà più le condivisioni viste in passato. Scommettiamo al prossimo tentativo?
    Secondo me non basta ridefinire i territori, serve ridefinire i temi ed i programmi.
    Cioè quello che mi pare proprio non si voglia fare.
    Mi sbaglierò, ma…

    Alieno

  90. anonimo in ha detto:

    Di storie analoghe ne ho incontrate tante nella mia vita, che potrebbero dir la stessa cosa.

    Prendiamo una mia cara amica. Disoccupata che si fa il mazzo facendo tirocinio a scuola e nel contempo frequentando i corsi all’Università per la Ssis sperando in un futuro migliore,
    Siccome reddito non ne ha si mantiene al minimo con la pensione del padre e ha trovato stanza da una vecchietta che affitta anche ad un’altra ragazza.
    Un bel personaggio la vecchietta, per cui andava tutta la mia tenerezza e pena per la modestia condizione in cui è costretta ad affittar stanze della propria dimora..
    La misera biblioteca di casa comprende Il Capitale, Il Marxismo, Storia del Comunismo e vecchie copie del manifesto che chissà, magari avranno anche un valore per i collezionisti. Roba così. La vecchietta racconta che in Unione Sovietica si stava bene finchè c’era il comunismo, poi però, purtroppo è caduto anche il muro e…
    Già lì uno dubita fortemente del suo intendere, ma vabbè, dai, sarà l’età.
    Invece non è proprio così si scopre.
    E’ un’aguzzina avida, avidissima. E ladra. Impone la sua scarsità di igiene alle ospiti paganti, ma anche quella del figlio che, nei patti, nemmen doveva esserci lì. Con riscaldamento al minimo e talvolta con il lusso dell’acqua calda. Per risparmiare eh. Ma allora perchè diamine si paga l’affitto?
    Che naturalmente non dichiara, proprio nulla, tutto aummaumm, al nero. Fai bene se sei in difficoltà ti capisco, è la fiscalità che è usuraia ed induce alla sopravvivenza, altro che storie, ma allora cos’hai da votar sinistra critica?
    E’ scontentissima del risultato, mentre ruba, fa l’aguzzina e incassa al nero, scoprendo tra l’altro che le sue proprietà sono anche altre che quel modesto appartamento…
    Però la sua fede comunista non si discute, è antica e resta.
    Beh, il problema viene da lontano, credo.
    Sarà il caso di spezzarli certi stereotipi e certi sentimenti di superiorità morale che ancora si debbono sentire?
    Sarà il caso di riprender contatto con il territorio, ma anche con la realtà, la gente comune, le storie comune lasciandosi aperti mentalmente per aver visione più elastica, meno carcerata in questi stereotipi di razzismo culturale che non hanno riscontro, poi, nelle tante storie che si possono incontrare?
    Ovvio che non tutti i comunisti siano in quanto tali così, vale anche il contrario.
    E però, certa attitudine all’incoerenza, quando se ne ha appena la possibilità, mi pare che emerga dovunque, non solo dall’altra parte, non è vero?
    Il comunismo non è il salvacondotto morale, sarà bene ricordarlo a tanti che limitano il loro potenziale mentale ai confini stretti del pregiudizio.

    Cos’è il comunismo esattamente?
    Quando si è comunisti?
    E’ un progetto proponibile, oggi?
    Rimane un concetto utopistico in cui è sufficiente il tendersi, l’aver riferimento senza possibilità di attuazione concreta, pratica, tra la gente, nella società? Insomma, un po’ come la fede sarebbe, nella ricerca della perfezione e della verità..
    Quando uno è comunista oggi?
    E socialista?
    E di sinistra? Fino a quando lo è? Quali i confini, i limiti oggi per dirsi tali?
    Forse è meglio ricominciare da qui che andar avanti per inerzia.
    Notte.
    Alieno

  91. Minchia..Alieno..giuro che leggerò tutto..ma mi tocca prendere ferie, dico davvero. 😉

  92. anonimo in ha detto:

    Mi interessa, questo blog, soprattutto adesso che sono a Toronto e mi perdo la discussione dal vivo… per esempio, i miei genitori si sono trovati catapultati nella sinistra parlamentare dopo 40 anni di militanza, e il bello è che mio padre commenta serafico “non tutto il male viene per nuocere”. Vedremo se quando torno la situazione mi sembrerà meno surreale.
    Quello che scrive Alieno mi interessa anche molto perché in fondo ricompone un argomento che sto cercando di affrontare nella mia tesi di dottorato. Ovvero, detto in altri termini: sembrerebbe, e lo sento dire da più parti, che la sinistra abbia rinunciato a una sua mitologia (uso il termine senza riferimento alla discussione mito=falsità, bensì nell’accezione mito=narrazione universale) e quindi alla capacità di costruire una narrazione capace di aggregare, per usare un termine che odio. Su questo terreno, ce lo insegnava Barthes nel ’57, la sinistra non può fare altro che perdere.
    Se il comunismo è _veramente_ il movimento reale che cambia lo stato di cose esistente, allora è doveroso ripartire dalla realtà, cosa che richiede anche la capacità non tanto di distruggere le mitologie (certamente di decostruirle), quanto di prescindere da esse. Tanto più che se l’uso di certe mitologie e di certi simboli viene fatto deliberatamente in mala fede… che c’entravano falce e martello con il finanziamento alla guerra USA in Afghanistan, tanto per ribadire un’ovvietà? a questo punto potremmo persino dire che era osceno usare quel simbolo per prendere certe decisioni.
    Comunque, da qui la sceneggiatura della commedia è la seguente: parlamento pieno di soubrettes, primo ministro decrepito e privo di scrupoli, la lega che minaccia la secessione, e il capo dell’opposizione che gioca a fare Obama…
    Eppure, non potevo votare ma anche se fossi stata a casa questa volta non avrei votato, proprio perché al mio voto ci tengo ancora.
    Grazie per le riflessioni e l’ospitalità,
    Letizia

  93. “Infantile, irrazionale, stronzo..quello che vi pare..lo so, me ne vergogno anche un poco”..
    Io non me ne vergogno nemmeno un po’. sono altri che devono provare vergogna per tutto quello che hanno fatto! Se quella era la sinistra italiana, che se ne andassero tutti……….!!
    E’ gente che non serve. Hanno fatto carriera mentre noi, nella fattispecie parlo per me.., respiravamo gas e prendavamo manganellate. Credimi molti, la cosa davvero drammatica non è tanto che quelle merde, ma sì, chiamiamole con il loro vero nome.., non ci sono più, la cosa davvero drammatica che dovrà farci riflettere è che i compagni-militanti di quelle merde non si sono minimamente rivoltate/i. Un silenzio tombale.. è chiaro che un dubbio possa anche nascere di fronte a tanta indifferenza. Sento dire a molti: bene ora hanno perso e quindi possiamo pensare al futuro. Ma quale futuro e futuro?? Il dato drammatico non è che abbiano perso circa 8, 9 o 10 punti percentuali, la cosa allucinante è che esiste ancora un 3percento che ha dato il voto a quei parassiti, servi, vigliacchi e criminali, perchè di questo si tratta! vedasi i loro voti per le missioni militari in Libano e Afganistan.. si vergognassero!! Come cazzo fa un popolo(si fa per dire..) che deve ascoltare le idiozie di un diliberto(la maiuscola è sprecata), che vuole ripartire dalla falce e martello quando invece per lui l’unico elemento di soluzione sarebbe una bella corda con il cappio ben stretta al collo.., oppure quando propone di portare nel nostro paese la salma di Lenin? a me potrebbe anche star bene la cosa a patto che diliberto vada al posto di Lenin.. sarebbe la soluzione di tanti broblemi! Vogliamo parlare di Pecoraro? se fossi cattivo direi che basta il nome che porta per capire la sua natura di uomo.. (tanto per dire ovviamente..) anche per lui una bella soluzione ci sarebbe, quella de buttarlo nella monnezza a napoli e daje foco! So che Caruso nel nord-est è stato preso a calci nel culo ma non dai rifondaroli, bensì dai militanti no-global di Casarini. Finisco sul fatto che la banda de pulcinella – arcobaleno per il viminale – attribuisca la loro sconfitta a veltroni.. anche su questo il pudore è totalmente assente. Cari buffoni, veltroni non c’entra nulla, ha perso anche lui. Sappiate una volta per tutte che i due milioni ed oltre di elettori che avete perso è stata solo causa vostra! Se siete capaci cominciate a fare una bella cosa che in vita vostra non avete mai fatto: provate a lavorare!

  94. anonimo in ha detto:

    Moltitudini, pienamente d’accordo con te: “il punto sono le lotte, i territori”. Anche perchè è questo che ci interessa di persona, mentre non parteciperei al progetto di un partito. Però avverto l’urgenza di quell’appello; e devo ammettere che abbia ragione anche Viga quando scrive che “però la lotta non esclude,anzi,l’organizzazione di un partito”. Voglio dire: la sensazione d’esser soli e abbandonati, stavolta, è palese. Non che prima non lo fossimo eh, intendiamoci; e ho sempre avuto posizioni critiche verso chi partendo dai movimenti cercava l’appoggio di Rifondazione; e capisco benissimo le dure e appassionate parole di erremme68. Ma qualcuno a parlar di certi temi, per quanto inutilmente, c’era. Voglio dire: è giusto che io stia sotto la nevicata in Valsusa, e la Hack magari se ne occupi in maniera diversa. Adesso a chi (e con quali mezzi) si parlerà in maniera critica di capitalismo, di guerra? Perdonate l’apparente ingenuità, fors’anche le contraddizioni, ma ho poco tempo a disposizione per spiegarmi meglio. Quanto allo “scontro sociale” che chiede Viga, verrà da sè, anzi c’è già (a veder le adunate leghiste o i comizi del Berluska io sento aria di guerra civile…); solo che temo che non ne usciremo bene.

    Alieno, per la miseria, come sempre non mi hai ascoltato: ma ti pare il modo di esprimerti? Non ce la fai a rispondere senza divagare, e ad essere per quanto possibile conciso? L’intenzione sarebbe quella di abbandonarti al tuo delirio, ma due parole non posso evitare di dirtele.
    D’accordo (un punto in comune, wow!) sulla critica al consumismo e alla “pseudocultura mediatica”, ma se ti accorgi di queste cose come puoi negare allora l’influenza dello strapotere mediatico di Berlusconi sulle masse, che se non son stupide e ignoranti quantomeno – è innegabile, lo avverto persino su di me! – sono facilmente manipolabili? Quello sull’industria culturale è un discorso vecchio ma sempre valido: ieri sera ad Anno Zero l’hanno riconosciuto tutti fuorchè Filippo Facci, che guarda caso è stipendiato da Berlusconi. Quando si dice la malafede.
    Sull’autocritica credo d’aver già detto, inutilmente a quanto pare; io non sono Rifondazione Comunista, nè altro: sono un singolo individuo, senza alcuna pretesa di “avere corrispondenza nei sentimenti della gente, anche e soprattutto di quella comune”, che sento anzi sempre più distante. La necessità dell’autocritica ad alto livello deriva dalle scelte politiche di qualcuno (votare i rifinanziamenti alle missioni militari, votar l’indulto assieme a Forza Italia ecc.), ma NON E’ UN MIO PROBLEMA se alla gente sfugge il peso reale di quelle che buffamente definisci “entità astratte” (che c’entra il ’68? Società e sistema ESISTONO così come l’immigrazione!), se non comprende il significato del termine ‘globalizzazione’ (“sei contro la globalizzazione E usi internet?” è l’argomentazione critica media che ti fanno nello scoprire le tue posizioni antagoniste…fai un po’ te), se non sa neanche in che mondo vive ma pretende, giudica, insulta, minaccia. O meglio, è forse ANCHE un mio problema il non saperlo spiegare, comunicare, ma vogliamo negare la differenza dei mezzi a disposizione che hanno centri sociali e…Mediaset?!?! Allora perchè dovremmo accettare d’essere considerati “autocelebranti ed autoreferenziali”? Perchè i nostri dovrebbero essere “pregiudizi, distorsioni culturali”? Il comunismo è morto e sepolto dalla storia? Bene: il capitalismo NO. E continua a portare non benessere (se non per pochi, pochissimi) ma morte e devastazione, povertà e sfruttamento: vedere la Cina, che di comunista non ha proprio niente (ma la gente – che nulla sa della Cina – continua ad invitarti a trasferirtici…). E’ questa la realtà. Se il sentimento comune è “non me ne frega un cazzo di quel che succede attorno a me, voglio che nessuno mi entri in giardino”, io pur comprendendo il problema non ci riesco ad abbassarmi a questo sentimento. Vorrei chiedere a questa gente che tanto intensamente pensa al proprio culetto dove aveva messo la X prima della guerra in Iraq. Vorrei sapere dunque perchè la sindrome NIMBY dovrebbe essere quella dei valsusini e non quella di chi non ammette violenze e crimini sul proprio territorio ma accetta di buon grado guerre “giuste” e genocidi (in più, portati avanti per mezzo di imbrogli, bugie e prove false). Eppure sui media queste cose ci arrivano; poco, e con minor rilievo rispetto al danno causato da lavavetri e accattoni, ma ci arrivano. Perchè la gente SE NE FREGA? Cosa significa dunque “fare i conti con la storia”? Fingere che guerre e sfruttamento non esistano più, siano fantasie di poche minoranze fanatiche di pacifisti idealisti? Allora forse la signora Cindy Sheehan se lo sarà sognato d’aver perso il figlio in Iraq…? Chissà. La storia si ripete, è la capacità di seguirla e di comprenderla ad esser scemata nella maggior parte delle persone; lo diceva ieri sera anche Sartori: non siamo in grado di capire quel che succede attorno a noi, nè ovviamente di modificarlo…ne siamo schiavi più o meno inconsapevoli. Ma a qualcuno questa situazione non va: e per questo viene additato e represso come nemico, usato come capro espiatorio, annullato dalla forza del Potere, vinto dal nulla che avanza, che da un lato critichi ma con cui dall’altro dici bisogna “avere corrispondenza”…ma come si fa?! Diceva bene ieri Vauro: quelli che han votato Berlusconi sono dei CRETINI. Punto. “E’ un razzismo a rovescio”, sono d’accordo, solo che il nostro è ampiamente motivato: parafrasando l’ironia di Giobbe Covatta, non siamo noi ad esser razzisti, sono loro ad essere cretini. Basta sentirli parlare: Berlusconi è bello, Berlusconi è bravo, Berlusconi è buono, Berlusconi ci toglierà le tasse e ci regalerà le caramelle… Basta vederne i comizi: mai visto un comizio serio a sinistra (escludo dunque Veltroni) con la gente in delirio che urla, che inneggia, che intona beceri cori da stadio, che sbandiera. Mai vista roba simile, che nulla ha a che fare con la politica e molto con l’ignoranza, col branco e con la suggestione (torno a ricordarvi i seguaci di Mr.Millionaire: tutti berluscones, ne son convinto).

    E’ inutile (tornando alla testimonianza di erremme68), dopo il G8 l’Italia si divide in due: chi s’è preso gas e manganellate e chi ne ha preso le difese, vs. chi godeva mentre qualcuno prendeva gas e manganellate, e anzi “non gliene hanno date abbastanza”. Il paese è sempre stato diviso, ed eventi come quello e come l’ascesa del neoduce non possono che aumentare la divisione culturale e sociale. Prevedo tempi duri. Soprattutto per noi, ovviamente.

    Lorenzo

  95. mauro:visto che tu sei serio,moderno dammi lezioni
    Che cazzo tiri in ballo le br non lo so.Certe stronzate mi rivoltano,sono insopportabili e assolutamente superficiali!

    democraticamente e pacificamente,addio davide

  96. per la precisione :lo scontro e conflitto sociale che chiedo è quello classico di fermentare scioperi,manifestazioni e cose simili
    Oppure per esser responsabili e maturi dobbiamo rinunciare anche a questo
    davide “il brigatista” (questi è dai tempi del pci che non perdono occasione per fare i delatori e sparare cazzate)

  97. vabbè,mi son forse fin troppo alterato.
    Il punto è che trovo inamissibile tirare fuori le br o trovare parellalismi con esse,laddove si capisca chiaramente di che tipo di scontro si voglia parlare
    Mentre ci si preoccupa del linguaggio,mentre si cerca di esser presentabili e seri,non ci accorgiamo che la sinistra fuori dalle logiche degli anni 70 e 80,una sinistra parlamentare moderata è scomparsa per volere popolare.Magari ai cittadini frega poco del linguaggio usato e guardano nella pratica.Guardano i finanziamenti alla guerra, il non aver toccato la legge 30 e tanto altro.
    Magari dei miracoli all’americana di uolter nemmeno ci credono
    Magari la sinistra ha un suo ruolo non come portatrice della pacificazione sociale,arma sottile della borghesia per tenere in mano la classe meno abbiente,ma di creatrice di scontri e conflitti sanissimi per le democrazie,solo nelle dittature non è fattibile questo
    I tempi che viviamo ci spingono alla sovversione e alla lotta,questo basta per tacciarci di presunto terrorismo?Questo basta-sta paura- per farci diventare moderatamente disobbedienti?
    Cioè,caro Mauro,guarda che per me questo mica è il tempo di guardare il linguaggio,ma di passare alla formazione di una sinistra extraparlamentare dalle mille facce assolutamente agguerrita,nella logica di uno scontro che non sfoci nell’atto suicida dello scontro armato.
    Va meglio così?

    Mi son incazzato con te,perchè sei la terza persona oggi che mi tira fuori le br!

    chiedo venia per il linguaggio un po’ troppo forte usato nei tuoi confronti,però davvero cerchiamo di non condannare la sacrosanta voglia di lotta paragonandola anche lievemente alle sventurate scelte della lotta armata settarista

    ciao,davide

  98. anonimo in ha detto:

    Lorenzo: mi spiace per te, ma per quanto mi riguarda il fascino della pseudocultura mediatica, l’unica cosa che avverto su di me è la noia, il disgusto e l’irritazione per non aver offerta più ampia.
    Ma il discorso sulle masse condizionabili parte da lontano, anche prima della tv ed è trasversale. E dal mio punto di vista non serve nemmen particolar cultura dotta per essere auto immuni, basta l’esperienza, un po’ di buon senso..
    Io non son certo uno che si spacca gli attributi studiando, leggo per interesse così come guardo con soddisfazione un episodio dei Simpson quanto un approfondimento, un documentario. Il condizionamento è anche dove non ti aspetti, rovesciato, per cui ti puoi ritrovare a rifuggere uno dei tanti compiti, che so, del cinema, che è quello della distrazione, che non va bigottamente condannata come nemmeno un varietà (che non esiston quasi più tra l’altro) con pretese di superiorità morale che sono comuni a tanto pensiero snobista che è tanto borghese, radical chic nei salotti alti e nelle gerarchie rosse come cattoliche, non credere.
    Alrtrimenti non si spiegano certi film mortiferi di Moretti, la celebrazione dell’autocelebrante che giace invenduto ma prodotto in milioni di copie col suo Caimano nelle Coop (e basta, togliete quegli espositori inutili, tristissimi, inutili eh!).

    Le masse son state, in ogni tempo, attratte dai “comunicatori”, aldilà delle ideologie, religioni ecc e certo han facile presa sugli ignoranti chi dice di no, ma non basta a spiegarlo sociologicamente perchè il “comunicatore” attira anche il colto. Forse per soddisfare attitudini ed istinti personali e congeniali, ma talvolta perchè si presume che c’è anche altro sotto.
    Sono il primo a ridere ed a soprendermi ogni volta che vedo un doc col Duce al balcone, che nella mimica è talmente caricatura patetica di sè che non credo esista altra più efficace.
    Poi però so benissimo che c’è un contesto storico-sociale, un movimento di idee sotto, per cui si può pure ridere delle scenografie di cartone staraciane, ma uomini anche colti, come i semplici ci vedon qualcosa di utile.
    Insomma, un discorso ampio per dire che Berlusconi NON è solo plastica e mediaticità. Non nasce politicamente parlando, in un contesto qualsiasi, non dice qualsiasi cosa, non ha l’adesione solo di vecchiette ed ignoranti e mi sembra presuntuoso tentare di contrastarlo fintanto che la si pensa così. Ed in 15 anni, limitandosi al piccolo recinto dove ragionare, fatto di derisione e disprezzo, di presuntuosa critica, si è visto a cosa si è arrivati infatti: Berlusconi è ancora qui, come e più di prima.
    Prima si arriva a riconoscere che ha delle capacità concrete che vanno anche oltre le capacità comunicative, che indubbiamente hanno un loro peso, ma alla lunga si spengono se non c’è struttura altra (15 anni son tanti eh), meglio e prima si conosce il “nemico” per dirla strategicamente, prima si trovano le soluzioni di contrasto.
    Intanto, mediaticità a parte, Berlusconi raccoglie prima e meglio certe istanze della cittadinanza a livello nazionale, raccoglie, percepisce e fa vessillo di quel che molti chiedono così come la Lega ha cominciato a farlo, diversamente, partendo dalla base, sul territorio, porta a porta, ristabilendo e ricomponendo quel rapporto anche comunitario (dice bene Moltitudini) che ha anche il valore aggiunto della prospettiva Europea, per certi versi alienante e se già c’era la percezione di una distanza nazionale, di Stato centrale dalle esigenze locali, di territorio, figuriamoci come si avverte un Parlamento Europeo, che tra l’altro si basa e nasce intorno al mero discorso economico finanziario. L’Europa nasce intorno e dopo l’Euro infatti. Ma il resto delle problematiche territoriali e sociali, che cosa fanno provare (e temere) a tanti, quando la politica comunitaria europea impone livellamento per tutti i troppo ampi spazi territori, gli stati membri, che già al loro interno hanno esigenze diverse? La ricomposizione ed il raccoglimento delle esigenze territoriali e sociali all’interno di spazi più piccoli diventa una necessità, la Lega parte da qui, derisa e disprezzata o vista come una mascherata fin dall’inizio, però lavorando alacremente, con tanto buon volontariato che passa dalle ronde padane o dall’ascolto dei singoli nella comunità, porta a porta, fino alle scelte “coraggiose”, aldilà delle posizioni degli amministratori locali.
    Lega e Berlusconi, il primo con le antenne ben posizionate per raccogliere e sentire dal territorio, l’altro partendo da un contesto nazionale, fanno un lavoro che altri della politica han fatto fatica, per incapacità, oppure sprezzantemente ritenendolo inutile, non han fatto.
    Tanto per cominciare dal linguaggio. Che costantemente è stato deriso da molti, dalla stampa al cabaret, dai veterani della politica ai legati nostalgicamente ai termini delle vecchie ideologie. E però è piaciuto e continua a piacere, perchè è il primo linguaggio dell’antipolitica, dell’antipolitichese, è meno classista e snobista, meno intellettualoide ed elitario ed unisce alto e basso serenamente. Sopratutto si capisce bene.

    Per esempio, il post 68 di Moltitudini:
    racconta cose interessanti per me, forse per te e per altri, dice cose che hanno senso, indubbiamente dimostrano una mente ed un linguaggio anche elastico e brillante, strutturato su letture e riflessioni…
    Ma parliamoci francamente: è un linguaggio proponibile alla gente?
    Siamo sinceri, si può andare porta a porta o in tv a parlar così ed aver pretesa d’esser percepiti, condivisi, entusiasmati, aver sicurezza che istanze e desideri propri sono in qualche modo raccolti o rappresentati?
    Qual’è la sintesi?
    E’ come un linguaggio tecnico interno, interno ad ideologie non nuove, alla politica vecchia che non è diverso da quello con cui medici tra loro comunicano mentre il paziente aspetta con pazienza un termine minimamente comprensibile che cali per lui o tecnicismi burocratici usati da un ufficio all’altro.
    E la sintesi non può essere solo uno slogan per tutti gli altri. Serve lo slogan, ma dev’esserci anche un linguaggio comprensibile, concreto e PRATICO che spieghi di cosa cazzo si sta parlando e soprattutto se TI STAI INTERESSANDO VERAMENTE A ME, se mi rappresenti, se mi togli le paure, se mi garantisci che ho almen la possibiltà di star meglio, che non sarà peggio che non sono richieste egoiste, razziste o stupide, soprattutto in una democrazia.

    Sulla globalizzazione posso pur esser in parte d’accordo con quel che dici. Sarebbe bene quindi chiarire che la globalizzazione è inevitabile, a men che non si voglia costruire un’isola autarchica e chiudersi in una fortezza e senza pretesa che mura e porte blindate bastino a fermarla. Sarebbe bene anche spiegare che la globalizzazione ha anche dei lati positivi, che quel che bisogna evitare è la globalizzazione dissennata, scellerata che nel rapporto di equilibri ha più nocività che vantaggi ed altre cosette.
    E che per combattere il capitalismo disumano non è necessario far uso del comunismo. Che oltretutto, come puoi vedere, ha la pessima abitudine di essere nefasto da solo, ma anche di legarsi per figliare qualcosa di altrettanto maligno che unisce capitalismo e comunismo, che è morsa disumana anche più feroce.
    Per questo chiedevo cos’è il comunismo, quando si è comunisti, che cazzo di comunismo si vuol realizzare.
    Sicuri che si debba passare da lì?
    Allora ti dico che secondo me è più proponibile un socialismo. Ma va certo attualizzato, non tenuto ancorato al passato, al modello storico-ideologico del secolo e millennio scorso!
    Non è stupefacente che qualche giorno fa il comunismo è sparito.
    E’ increbile che fino a qualche giorno fa il comunismo ci fosse ancora!
    Se però a te piacciono le analisi di comodo e facili, per cui tutto quello che ti viene addosso è perchè sono tutti cretini, vabbè, che pretesa di composizione pretendi tra chi è con te e chi non lo è?

    A me non piacciono i raduni PdL, come non mi son mai piaciuti ieri quelli di Forzitalia e provo un disgusto profondo, per come son fatto, quando sento l’inno, a didascalica colonna sonora degna di uno spot commerciale, senza tradizione nè storia, che so bene studiato a tavolino con altra logica.
    Ma rabbrividivo anche quando andavo ai Festival dell’Unità.
    I comizi son altra cosa, anche se non pratico..
    Però dai movimenti, di cose becere, slogan, deliri ed urla, via via ne abbiam visti tutti.
    Continuo a notare che è come se parlassimo di due mondi diversi, di due realtà convinti che sia la stessa.
    Mi domando perchè almen in nome di un tentativo di oggettività non si possa aver visione condivisa un po’.
    Se un comizio di sinistra (non Pd) non urla e non inneggia slogan e cori stadio è solo perchè è frustrato e depresso, ma quando ha l’animo più ottimista, fa ben altro e certe immagini indimenticabili non le ho viste solo io.

    Buona giornata.
    Alieno

  99. Si aprono nuove prospettive
    Evviva! Non ho perso. Giocavano altri. Ma sono contento…

    Ti dice qualcosa? Cavolo, era un mese che non compravo il manifesto e guarda chi ti ci trovo?

  100. Sono di fretta che devo tornare a lavorare….risponderò ad altri (ed ancora a lorenzo) stasera.
    Ora solo alcuni spottini.

    @andrea
    ehhmm manifesto? evviva? contento?….uh..boh..mica ho capito. 😉
    Quella lettera ti sembra che possa averla scritta io? aahahha!
    @letizia
    grazie a te per l’interessante commento.
    @lorenzo e viga
    come davide(viga) sa bene, è proprio lo strumento partito dal mio punto di vista ad esser strumento inadeguato.
    Prevedi tempi duri…secondo me è l’altra faccia della medaglia: posson esser strarodinari come durissimi. Forse entrambe le cose: in apssato è stato così.
    Com’era quell’aforisma sul pranzo di gala?

    @erremme
    Con Caruso ci si è fermati ale torte in faccia….meno che i calci in culo.
    Per il resto, abbastanza d’accordo.
    Ma aggiungo che la critica a qui partiti inutili non è solo per una loro “moderatezza”, ma anche per gli strumenti in quanto tali, per il modello di rappresentanza.
    @mauro
    perdonami, ma il paragone con le BR era davvero fuori luogo, perchè per altro misitifca portando la questione sul piano”morale”. Se vuoi fare una critica rispetto all’immaginario o all’uso di certe categorie, fai pure. Con Viga lo ho fatto spesso anche io. Ma non è certo quello il “taglio” della critica.
    Poi, come ho scritto un po’ ironicamente altrove, sono d’accordo sul fatto che…se mi si passa il termine..bosgna essere anche un po’ più “sexy”. 😉

  101. anonimo in ha detto:

    Ah, certo che “società” e “sistema” esistono. Non esiste però il concetto astratto e marziano di società e sistema che cadono come meteoriti dallo spazio siderale, hanno storia e percorso a cui la visione 68 si oppone comodamente distruggendo storia e padri, probabilmente con l’idea di restare sempre giovani figli del nulla e mai padri di nulla per coerenza..
    Il mio voleva essere un riferimento all’auto deresponsabilizzazione.
    Alieno

  102. In questa marea di commenti anche interessanti manca totalmente la parte propositiva. Che fare?

  103. Scusa l’intrusione … solo una segnalazione.
    Toc, ci è rispuntato il Folena !

  104. anonimo in ha detto:

    X Mauro: beh se non sbaglio Uòlter lo ha aggiornato il linguaggio, evitando pure di nominare il nemico. Con quale risultato, l’abbiamo visto. Non è perchè il Berluska ci racconta che tutto va bene, siamo ricchi, abbiam tutti il cellulare, viaggiamo e andamo a cena fuori, che non dobbiamo essere in grado di accorgerci che siamo in guerra. Guerra, dico. Un linguaggio che esprima quantomeno un minimo di tensione mi sembra doveroso; possibilmente però, questo sì, che possa essere compreso anche all’esterno della solita ristretta cerchia… Ma tanto, anche qui, chi vuol capire capisce. Evidentemente la storiella dei manifestanti cattivi – con accostamento alle BR per il linguaggio teorico – e della guerra giusta – con totale indifferenza alle notizie false e alle bombe vere – piace, o meglio fa comodo, a molti.
    Insomma, se non si fosse capito, son d’accordo con Davide (Viga)! 🙂

    X Alieno: evidentemente la “pseudocultura mediatica” fa presa sui molti (la maggioranza, direi) che non sentono nè la tua noia, nè la mia preoccupazione per la mancanza di una offerta più ampia.
    Che le masse siano condizionabili è un dato di fatto; lo è pure la pericolosità dello strumento-televisione se male utilizzato, e questo spiega i ripetuti inviti di una certa area culturale (snob?!) a spegnere la TV, per ricominciare a scegliere senza restare spettatori passivi. Uno potrebbe ad es. decidere, così, di andare al cinema, come dici: scoprirebbe allora che la libertà di scelta è drammaticamente limitata pure lì, anche se uno non ricercasse per forza i “film mortiferi di Moretti” (de gustibus, caro mio: io invece disprezzo i film che contengono esplosioni, escludendo “Leon” e pochi altri!)… Va a finire che l’elogio della distrazione, del cinema come svago (“che si fa stasera? Si va al cinema?”… Bella roba: io invece vorrei talvolta anche VEDERE UN FILM!) – di per sè legittimo, per carità – come al solito nasconde la realtà di una omologazione di proposte, egualmente commerciali, inutili ed inguardabili, e l’impossibilità di certe altre proposte, godibilissime dal grande pubblico, di avere un proprio spazio. Scaricati (se ci riesci!) il film polacco “Jestem” (I Am), vincitore del premio del pubblico al Festival del Cinema Europeo qui a Zena qualche anno fa, e spiegami PERCHE’ quel film non sia stato tradotto e distribuito anche in Italia. Il pubblico nella sala stracolma era commosso, la regista ottenne una standing ovation. Ma la gente si vuole divertire, e tutto il resto è noia (Califano docet!)…

    Perchè dunque perdere altro tempo e troppe parole? Sappiamo bene chi venga attratto dai “comunicatori”: TUTTI QUANTI. Però è con gli ignoranti, con gli ingenui e…con gli stronzi (chi capisce di averne un vantaggio, e se anche il leader è un criminale mafioso poco importa: l’atteggiamento leghista, giusto per capirci) che essi hanno maggior successo. Dici che “Berlusconi NON è solo plastica e mediaticità”? No, infatti: è anche carisma e fascino del fascismo, aggiornato ai tempi e ben presentato ovviamente… E agli italiani il fascismo piace, vogliamo ammetterlo una buona volta oppure no? Andatevi a leggere certi deliri a proposito del G8 e poi mi dite se non ho ragione. Le “soluzioni di contrasto” te le trovo se mi regali i finanziamenti per una TV a Global Project, una ad Indymedia ed un’altra per evitar collette a Giulietto Chiesa. Infine ti ribadisco per la centesima volta quel che continui a non voler capire: NON ME NE FREGA NIENTE SE DICENDO “IMBRACCIAMO I FUCILI!” BOSSI RIESCE A FARSI CAPIRE DAGLI ELETTORI! E’ vero, quando fa le battute idiote, sfotte gli avversari e propone il test per verificare la sanità mentale dei giudici (ma cosa fregherà alla gente poi? Io non ho mai avuto un processo…) Berlusconi “si capisce bene”… Come se servisse una laurea per capire quel che dicono gli altri. Evidentemente esser troppo seri (prender sul serio il proprio lavoro, e gli elettori!) non paga. Che vuoi che ti dica? Cominceremo a dire cazzate, a raccontar balle gigantesche e metteremo su un baraccone tipo circo o cabaret pure noi, con tante belle fighe in prima linea. Ma fammi il piacere! La Carfagna ministro! E ancora vuoi giustificare ‘sti stronzi che avrebbero “capito” la gente! Certo che l’han capita: c’ho un collega che ha il salvaschermo con la bandiera arcobaleno con su scritto FICA al posto di PACE, che simpatico eh? Indovina un po’ cosa ha votato il buffone, maturo e sposato… Io non ho alcuna intenzione di abbassarmi a “capirlo”, perchè NELL’IGNORANZA CONSAPEVOLE E ORGOGLIOSA NON C’E’ NULLA DA CAPIRE.

    Per chiarezza, infine, non mi sono mai definito comunista, non credo d’esserlo per il fatto d’interessarmene, e non credo che sia cretino chi non crede in tale ideologia! Parliamo pure di globalizzazione o di socialismo, ma ne parleremo comunque solo tra di noi: gli altri stanno litigando sull’ultimo rigore non concesso alla Juve o sul numero di tifosi andati in trasferta a Verona, come alle scuole medie, anche se hanno 40 anni suonati, sposati e con figli. E – va da sè – io da buon razzista li considero umanamente, culturalmente, socialmente peggiori rispetto ai padri che col passeggino han deciso d’andare a Susa o a Vicenza, e frustrazione e depressione non c’entrano un belino. Così come un belino c’entra l’“auto deresponsabilizzazione”: chi è meno responsabile? Il giovane idealista che cerca di capire il perchè dell’immigrazione, o l’adulto che di fronte alle manifestazioni contro l’Enel di Greenpeace sa solo rispondere: “Il carbone e’ energia, l’energia e’ vita… Lasciateci lavorare”? A me sembra che NESSUNO voglia prendersi le proprie responsabilità, altrimenti a quest’ora in zona Roma non si produrrebbero cluster bombs. BOOOM!!!

    Lorenzo

  105. anonimo in ha detto:

    Scusate, mi intrometto senza averne i mezzi della media degli interlocutori, ma volevo solo dare qualche spunto.
    Sulla lega: mi sembra giusta l’opinione che sottolinea come l’exploit della suddetta sia anche legato al suo radicamento territoriale, oltre che a certi elementi di radicalità e ad altro. La difesa degli interessi locali deve aver pesato, come la diffusa paura che la globalizzazione nel suo aspetto monoculturalmente liberista sta infondendo anche in chi forse prima non lo percepiva… Almeno mi pare. Purtroppo la sinistra anche inizialmente più vicina ai movimenti non è riuscita a spiegare come gli interessi locali si difendano anche agendo globalmente e viceversa. Credo una pesante responsabilità in questo sia stata dei DS e susseguenti, miopi fino all’inverosimile su queste questioni cruciali.
    Skeno (se non sbaglio) notava giustamente che latitano i post sul “che fare?”.. Ovvio, è la domanda più difficile (e il titolo più diffuso tra chi scrive riflettendo su come cambiare le cose, del resto).
    Bisognerebbe ripartire dalla partecipazione, riuscendo a coinvolgere anche chi (come me!) non ne ha esperienza (mai partecipato ad associazioni, né ad assemblee..), ma senza slogan o armamentari ideologici, senza urli e strepiti, ma fondando la discussione sull’evidenze, che per alcuni per esempio qui sono chiare, ma per altri no. Magari partendo dal mlto piccolo, dal quartiere, dal rione, dal civ, dalla associazione… Non lo so, credo che molti lo aspettino ma non si sia ancora trovato il giusto modo per iniziare a farlo. “L’occasione” di cui si parla per la sinistra dopo questo tracollo mi pare questa.
    Mi fa sempre specie quando, in alcune occasioni, tutti intonano in coro “la libertà non è star sopra un albero…è partecipazione”, ineviabilmente penso che come me molti non sanno minimamente cosa sia eppure cantano a squarciagola… Io non ce la faccio mai, mi sentirei un’ipocrita.

  106. Ti ho risposto anche “da me”.

    Dove continuiamo il confronto?
    😉
    Il_Beneficiato

  107. anonimo in ha detto:

    domanda:
    secondo te perchè ovunque il movimento no global ha suscitato una reazione così dura e violenta da parte delle forze al potere?
    laura

  108. @beneficiato
    vengo a vedere!

    @barcollando
    ho tristemente visto. sob.

    @laura
    scusa…spieghi meglio?

    @anonimo
    ottimo commento!

    @alieno
    proprio perchè non sono meteoriti ma frutto di processi storici, rapporti sociali , egemonie culturali e rapporti produttivi qualcuno ambisce al cambiamento di tutto questo perchè lo trova un sistema che produce diseguaglianze.
    Non ho capito quel che vuoi dire: che siccome la “storia” ci ha portato a questo sistema, è indiscutibile?
    Anche la borghesia, mi si conceda la sintesi in senso lato, per affermarsi e diventare classe egemone ha avuto un suo…”’68”.

    @lorenzo
    rispetto al commento 95…a chi si parlerà? a quelli di prima.

    @skeno
    non è per fuggire dalla domanda..però se trovassimo qui il “che fare” forse i problemi sarebbero più semplici di quelli che sono.
    Quindi suppongo che tu non ti aspetti qui da me o da altri la risposta sul “che fare”.
    Intanto, è necessario anche quell che in piccolo si fa qui.
    Discutere ed analizzare.
    Farsi le domande giuste.
    Una direzione di quel “che fare” in piccolissima parte la ho data nel commento dove parlo della lega.
    Quelli sono elementi da cui si deve secondo me ripartire.
    poi il che fare è un processo che si determina nel..movimento reale…come diceva uno un secolo e mezzo fa.

  109. anonimo in ha detto:

    A me pare che tu, anonimo del post 106 abbia i mezzi come la media e più. Sicuramente scrivi meglio di me. Ed hai il benedetto dono della sintesi.
    A mio avviso fai un’ottima fotografia.

    Laura:
    Mi pare che non sia corretto quel che dici.
    La reazione è violenta più o meno nei termini della violenza che propone. Se si propone con linguaggio violento, ottiene la stessa intensità di replica più o meno, se supera zone rosse e si organizza con caschi, scudi ed altre armi improprie, subisce il rapporto di forza in cui difficilmente avrà poi successo…

    Sia chiaro, non nego gli eccessi da parte del potere, dico solo che questi si son visti anche dall’altra parte e che pretesto più o meno valido a volte l’han fornito anche certe manifestazioni tutt’altro che morbide e pacifiche.

    A tutt’oggi mi risulta che le bandiere arcobaleno ed altre cosette non sono motivo di persecuzione: bandiere esposte tranquillamente e serenamente a lungo, fino a sbiadire nella polvere e, per molti versi, nella stanchezza di tanti.

    Se però per reazione violenta e dura ti riferivi solo ai termini della considerazione e del linguaggio, beh, direi che c’è reciprocità già nel lessico stesso di molti movimenti no-global che tutto fanno per mutuare termini bellici: occupazione, lotta, conquista degli spazi, attacco a, difesa di, resistenza ecc, non sono forse richiami belli e buoni a termini di scontro? E perchè la replica dialettica dovrebbe essere diversa dunque?

    Altra storia se non è più di dialettica che si parla, da una parte o l’altra, allora la questione è più seria e preoccupante, certo.

    Alieno

  110. anonimo in ha detto:

    “c’ho un collega che ha il salvaschermo con la bandiera arcobaleno con su scritto FICA al posto di PACE”…
    Ma dai, mica mi dirai che sei un bacchettone che disprezza un po’ di leggerezza ed un po’ di trivialità popolare.
    E lascia anche che il cinema e la tv siano anche mera distrazione e cazzeggio, leggerezza ed anche inutilità, servono pure queste nella vita che talvolta è fin troppo pesante. Sulla misura dell’offerta, limitante, siam d’accordo.
    Non conosco il film, mi interesserò. Certo non posso risponderti, non avendolo visto.
    Mi sembra che per molti aspetti abbiam punti condivisi.
    Solo che tu sembri rassegnato davvero al pessimismo ed intravedi solo la via elitaria e settaria con cui ricomporre un dialogo.
    Può darsi che si parli della stessa cosa, tu in chiave più pessimistica io in modo più ottimista, ma forse l’acqua nel bicchiere sempre quella è.
    Dico la verità, della Carfagna so poco e nulla, mi sto interessando poco solo ultimamente che è assunta agli onori della ribalta per il riversarsi della critica.
    L’impressione è che si dia da fare per scrollarsi l’etichetta che, a torto o a ragione, gli viene affibbiata con disprezzo.
    E senti, per quanto riguarda le rappresentazioni politiche o di ministero, beh, il nostro Paese ha offerto davvero di tutto, faccio fatica ad intravedere nella Carfagna un simbolo di peggioramento…
    Però ho davvero il sospetto che subisca un po’ di pregiudizio perchè donna e presumo piacente. Pregiudizio positivo e negativo, insomma relativo alla “buona presenza” per dirla con lessico da assunzione di negozio al pubblico che ho sempre detestato profondamente.

    Cominceremo a dire cazzate.. vuoi la mia? E chi non ne dice e ne ha dette in politica e soprattutto in campagna elettorale? E’ ovvio che il cittadino più disincantato provvede a fare la tara…
    Ma non è questione solo italiana. Lo si è visto anche seguendo i duelli americani che Veltroni e tanta stampa al seguito hanno portato in Italia fino alla nausea, proponendocelo come quasi come un reality (inteso come tipo di intrattenimento mediatico)-politico.

    Scrivi: “(..)ma ne parleremo comunque solo tra di noi: (..)”.
    Mi sembra che la sintesi della via elitaria e pessimista sia tutta qui.

    Sul calcio sfondi un’altra porta aperta con me. Io avrei proposto una par condicio con tutti gli altri sport per tentare di curare il rapporto di dipendenza dei nostri cittadini da quella assuefazione che dà pure crisi di astinenza gravissime, pare. L’avrei fatto da tempo: è un pezzo che tra l’altro mi pare che la definizione di “sport” data al calcio abbia perso un po’ di significato.
    Lo dimostrano il peso dei bilanci delle società e l’interesse esagerato delle campagne acquisti, regole di mercato e tante altre cosette, ma forse sono un idealista romantico e percepisco lo sport come altro.

    Citi Greenpeace come fonte autorevole di saggezza ed oggettività, ma io ho molte, molte riserve sulla capacità lungimirante dei movimenti ecologisti ed ambientalisti.
    Per dirne una, senza tirar fuori la sempre attuale ma trita storia del nucleare qui, mettiamola in visione globale.
    Il carburante biologico.
    La scelta entusiasta di anni fa in quelal direzione ha prodotto, pare, più danni che altro. Soprattutto ai popoli più affamati e disperati.
    Che si son visti aumentare il costo dei prodotti coltivati alimentari per la destinazione sempre più ampia di risorse e terreno destinata alla produzione del biologico carburante.
    Oggi, per fortuna, così come sul nucleare, qualcuno comincia a fare autocritica, altri son meno entusiasti e hanno dei dubbi e come al solito altri fan finta di non aver mai aderito a quel progetto, che non faccia nemmen parte del loro passato.
    Insomma, un po’ alla Veltroni che dice che non è mai stato comunista, eheheh.
    😉
    Insomma, mi pare che anche in quel contesto verde ambientalista, si sprechino balle ed ecoballe.
    E certi catastrofismi predetti tanto tempo fa si son già dimostrati fasulli più o meno come certe premonizioni millenariste che han subito l’affronto di vedersi superare dai termini temporali previsti.

    Siccome pare che siate un po’ tutti d’accordo sul fatto che deve partire un dialogo interno e in qualche modo a mio avviso settario e con poca disponibilità al momento di proiettarsi nella comunicazione più ampia e pubblica, sarà bene partire dalle domande basilari per voi.
    Domandine semplici, come quella di Skeno: che fare?
    Beh, buon lavoro.

    Dubito che tenterò di rientrare nel merito del vostro dialogo interno, non ne faccio parte e ho altre preoccupazioni su quel che mi aspetta e aspetta un po’ tutti.
    Non so voi ma io ho una posizione fragilissima e precaria e le continue notizie che mi arrivano sul peggio che deve ancora arrivare, mi stanno facendo cagare sotto di brutto.
    In un simile contesto catastrofico, io non la sfango di sicuro.
    E difficilmente potrei riqualificarmi in altro modo per sopravvivere, insomma, sono veramente nella melma.
    Dite che esagero?
    Ditemi di sì, ditemi di sì..

    Alieno

  111. No, alieno..non c’è nulla di elitario in quell’affermazione.

    E’ il piano del discorso che determina la composizione di chi può esser interessato a farlo.

    Ci sono cose con cui -da parte mia – ha senso parlar con te, e lo ho dimostrato più volte, mi pare.

    Ce ne sono altre che partono da presupposti di base che tu non condividi, da visioni del mondo che non sono le tue, rispetto alle quali secondo me è solo un atto di onestà dire che non posson che esser discorsi da fare in altra sede o tra persone che hanno quella visione comune di partenza condivisa, perchè non devo convincerti di niente.
    Però io non escludo affatto che su cose specifiche e concrete possa fare dele cose con degli “alieno”:come ho detto, del presidio permanente e alla vertenza sul dal molin partecipa anche gente che poi vota lega.
    Ma non è che si chieda la tessera per partecipare.

    (poi probabilmente ci son parti del tuoi commenti alle quali potrei risponder qualcosa: confesso che dato che mi collego a sprazzi la loro lunghezza – non è una critica – mi impedisce di mettermi lì a legger tutto quello che scrivi).

  112. Direi che hai analizzato la sconfitta in maniera molto obiettiva…Ora occorre rinnovarsi e guardare avanti anche se, da elettore PD, la vedo dura ricominciare….Ciao, Davide

  113. anonimo in ha detto:

    @alieno
    grazie per i complimenti, mi danno la forza di scrivere di nuovo;-)
    Per rispondere proprio ad alcuni tuoi passaggi.
    Nel post #111 mi sembri tu molto “pessimista”, diversamente ma almeno quanto Lorenzo! ;-)Deriva credo dal tuo sguardo disincantato, ma anche dalla tua situazione che descrivi “precaria”, e che ci accomuna. Disincantato guardi molte cose, ed anche gli “allarmismi ambientalisti”. Molti saranno stati tali, ma mi pare ormai che che il problema sia parte della coscienza diffusa. Senza scomodare l’IPC, lo si vede. Anche lasciando perdere il tema “riscaldamento globale”, si possono citare decine di emergenze ambientali che DA SOLE dovrebbero farci fermare. Fermare da un modello di sviluppo altamente distruttivo. E questo modello ora è unico, è quello capitalistico. Ha ragione Lorenzo (mi pare), c’è solo quello. Non lo dico in senso ideologico, perché non è che ai tempi l’Unione Sovietica praticasse un modello tanto diverso sotto questo profilo. Solo che i capitali erano di stato e la redistribuzione un po’ diversa, immagino. Il nodo ambientale oggi è quello intorno al quale “tutto si tiene”, secondo me.
    I movimenti l’hanno capito.

    A proposito poi di violenza che risponde a violenza, anche a me non piacciono certi slogan che si sentono in piazza e certe scritte sui muri, ma le manganellate a famiglie e persone anziane come si sono viste a Genova trovi siano il giusto corrispettivo a questi slogan? Del resto le tute bianche, sempre a Genova sono state caricate PRIMA di aver sfiorato alcuna “zona” colorata.

    Buon fine settimana a tutti!

  114. @anonimo 114
    grazie ancora…mi togli del lavoro. 🙂
    @davide marciano
    dura lo è senz’altro. Poi bisogna capirsi sul “rinnovarsi”.

  115. anonimo in ha detto:

    Anonimo: non ero entrato nel merito di torti o ragioni, la mia voleva essere pura osservazione riguardo alle reazioni…

    Non sono nemico dell’ambiente, solo critico certe scelte dissennate o allarmiste o anche di convenienza altra, così come non sono contro la politica, ma posso essere contro certe espressioni della politica.

    Mi pare evidente guardando i numeri che certe pretese ambientaliste entusiaste si riducono ai minimi termini: in India ed in Cina si aprono 3 centrali a carbone ogni settimana, più o meno, tu capisci che rompermi le palle con l’eolico che non posso permettermi, non avendo nemmen casa propria non fa piacere e non ha molto senso. Già tanto che non mandi affanculo tutto l’ambientalismo in blocco facendo del massimalismo istintivo e facile, cosa che sorveglio adeguatamente per impedire per principio.

    Capisco che non è un nodo facile da sciogliere, ma mi sembra che spesso, oltre che incompetenza o incapacità di previsione responsabile, si ceda a demagogia ed all’entusiasmo facile dei nuovi culti, qual’è diventato spesso e volentieri quello ambientalista.
    La ricaduta sui costi, i sacrifici che impongono a tanti poveracci impongono serie riflessioni politiche ed insieme tecnologiche, non rifiutando il contributo della scienza che offre opportunità cedendo a integralismi ambientalisti insopportabili.
    Io non capisco nemmen bene la questione sul biologico, che mi sembra diventato invece un gran business.
    E mi risulta che il geneticamente modificato sia operato costantemente anche da madre natura e certa demonizzazione mi pare esagerata, così come la globalizzazione in quel senso.
    Credo che possa essere invece una risorsa operare in quel terreno di ricerca ed applicazione, come mezzo per estendere risorse a tutti, non il contrario.
    Ma se ne si fa una questione estetica-morale-ideologica allora saltan all’occhi diverso atteggiamento sui temi genetici applicati all’uomo, spesso opposti.

    Ma è argomento complesso e superiore alle mie capacità. Capisco solo che in un contesto di mercato globale, han vita facile chi applica meno scrupoli, sia per quanto riguarda i codici ambientalisti che quelli dei diritti (per esempio dei lavoratori).
    L’unica ricetta forse sarebbe un fronte compatto che li escluda da un mercato fintanto che non si livellano ai requisiti desiderati (diritti umani, dei lavoratori ed anche ambientalisti se si vuole), ma capisco che forse non è via perseguibile e soprattutto mi pare che non ci sia interesse.
    Dunque resto scettico e confuso. E fanculizzo chi a suo tempo si è opposto al nucleare mentre Paesi vicini a noi hanno optato altra scelta e non mi pare che per questo godano di fama di distruttori dell’umanità e dell’ambiente, ma solo dimostrano che noi siamo rimasti tremendamente indietro e che abbiam caricato costi sullo sviluppo economico e soprattutto con ricadute pesantissime del costo energetico sulla povera gente.

    @Moltitudini: grazie per la precisazione. In ogni modo non ero “offeso” se il chiarimento sul discorso della via elitaria è ispirato da quel sospetto, sia chiaro.
    E d’altra parte concordo perfettamente con quello che dici a proposito dei limiti di un dialogo.

    Buona giornata.

    Alieno

  116. beh.. dai… potevi essere anche te sul manifesto. Poi non pensavo fosse così diffuso il tuo nome, eheh!

  117. @andrea
    ahahah, allora ti ho fregato….sono ruscito a mandarti fuori strada . :p
    (ero io. La lettera conteneva qualche riga in più….ma il succo è quello)

  118. @alieno

    nessuno ovviamente pensa o afferma di esser nemico dell’ambiente, per cui è una premessa inutile.

    Il punto è banalmente uno: mettere in discussione il paradigma della crescita.
    E’ una questione…fisica, matematica: la crescita illimitata è impossibile.
    Per cui anche se è capisco che sia difficile fare proprie queste letture, il punto non sta nemmeno tanto su come produrre energia in modo pulito, ma su come “andare avanti” avendo bisogno di meno energia.

    Se tu pensi che dovremmo aprire una decina di centrali a carbone in questo paese siccome le fanno india e cina, sei – anche se non ritieni di esserlo – un nemico dell’ambiente.

    La crescita di Cina e India sarebbe evidentemente insostenible a livello planetario : non è massimalismo, è una constatazione.

    E’ vero che sull’energia in Italia si son fatte cose indegne sulla pelle di chi paga la bolletta (si veda il cip6): ma quale che sia la posizione sulla scelta fatta 20 anni fa e più, le centrali nucleari a fissione presto non esisteranno più per il semplice fatto che così come è una fonte esauribile il petrolio, lo è anche l’uranio.

    E – non c’entra neanche qui il massimalismo – per il problema delle scorie.
    Poi è chiaro: dentro questo paradigma di sviluppo, le scelte “ambientaliste” perdono di senso perchè incompatibili col sistema di sviluppo dominante.
    Dovrebbero esser la logica conseguenza di un altro modello di “sviluppo”.

  119. anonimo in ha detto:

    x moltitudini: mi pareva di aver letto un tuo commento in cui dicevi che bisogna partire dalle lotte, dal territorio, dai “movimenti”…allora mi chiedevo, siccome ritengo il movimento no global un sentimento trasversale che ha accumunato molte diverse personalità ed per di più in diversi paesi ed in maniera molto forte ed importante ed è poi stato violentemente attaccato dallo stato, insomma, secondo me ha fatto molto paura e non per i motivi che dice alieno (la violenza di alcuni partecipanti)…allora come partire dai movimenti se quando sono molto importanti vengono debellati sul nascere dai soliti poteri forti?
    laura
    p.s. perdonami l’italiano non proprio corretto

  120. dico che il Pd e la sinistra si sono allontanati troppo dalla classe proletaria e per questo si meritono questa disfatta; ma cmq per la sinistra, quella radicale, non quella finta,mi dispiace, anche e solo per motivi ideologici.
    Ho letto tra i commenti che c’è chi inneggia alla lotta armata, purtroppo non è solo sentore di bloggers, il nostro ex presidente Cossiga, ritiene possibile una reintroduzione della sinistra esclusivametne tramite questo mezzo.
    Ammetto, sono molto pessimista. Con AN al governo, Scajola e compagni di merende, vedo difficile persino manifestare nelle piazze.
    Un saluto

  121. anonimo in ha detto:

    x alieno:
    purtroppo non siamo d’accordo nemmeno sulle premesse (“La reazione è violenta più o meno nei termini della violenza che propone”!!!) e ne abbiamo già parlato a iosa in passato, per cui è inutile affrontare negli stessi termini di nuovo la discussione, ti basti sapere che uno stato gestito da persone che non mi sanno difendere ha perso una delle sue funzioni primarie e quindi andrebbero fatte delle serie riflessioni, perchè se i violenti tu li identifichi ti puoi difendere, se invece sono le stesse persone che stanno lì al nostro servizio è molto grave, è la sospensione dello stato di diritto (Parlamento Europeo e Amnesty International).
    Sull’ecologia poi sono completamente in disaccordo sia nei contenuti sia nella forama:” tu capisci che rompermi le palle con l’eolico che non posso permettermi, non avendo nemmen casa propria non fa piacere e non ha molto senso.” No non lo capisco assolutamente: bisognerebbe guardare solo al proprio piccolo orticello? Solo a ciò che la gente riesce a comprendere e nel piccolo periodo? Ti si chiede di accedere all’eolico o al fotovoltaico con le tue singole forze personali? Cioè, e vale in assoluto, se la questione non è tua personale e non impatta nel breve periodo (e quindi la gente non può, secondo te, comprenderla) non si può/deve affrontare??? La politica sarebbe prorpio l’opposto di questo.
    Laura

  122. Dice Cremaschi che secondo uno studio IRES CGIL tutte le categorie sociali (classi e “frazioni di classi”) riconfermarono il proprio voto del 2001 nel 2006. Solo il popolo dei lavoratori dipendenti e variamente precari (quelli che 1000 euro e poco meno) cambiarono, spostandosi da Berlusconi a Prodi. Si spostarono colmi di speranze e la sinistra sociale (le promesse al congresso CGIL) sostenne, non per generica continuità, ma per adesione programmatica.
    Poi venne la prima finanziaria, le contestazioni del 7dicembre 2006 a Mirafiori. Si pensò di risolvere il problema con poche briciole in luogo dell’abolizione di leggi schifose sul mercato del lavoro volute dal Polo e preparate dai governi di Centro Sinistra.
    Poi la riforma previdenziale che diluiva in tre anni quello che maroni faceva in uno.
    Il lavoratore si sentiva solo e si attaccò alle altre poche briciole del protocollo welfare (e giù il patetico Epifani a parlare di consenso al governo e alla concertazione con le parti sociali).
    Poi la sindrome del 98, che non faceva rompere un governo che tradiva ogni singolo punto deciso nel programma, senza capire che al paese reale non fotteva un cazzo di tenere in piedi un governo che non lo tutelava, ma anzi perpetrava le stesse politiche di chi quel popolo aveva scelto di non sostenere più.
    Quindi il 20 ottobre, traviati dai soliti corruttori di minorenni tipo Ingrao e Rossanda, a dirci che no non stavamo sfilando incazzati e alla ricerca di uno scatto in avanti, bensì, a sentir loro, eravamo gioiosi e propositivi perchè in quel progetto (unione) credavamo ancora.
    E poi il rogo alla tyssen, a sbatterci in faccia, con la più classica delle figure (la tuta blu), quanto quel popolo di proletari dai mille contratti, fosse solo e debole.
    E nella solitudine e debolezza QUESTO tipo di sinistra non serve.
    QUESTO tipo di sinistra ha perso milioni di elettori perchè ha dimostrato di non conoscerli.
    E allora i più ideologizzati hanno scelto una protesta a sinistra, i più ingenui qualcosina a Berlusconi, la paura del più povero dà il voto alla lega, la flebile speranza di salvare il salvabile, sposta qualcosa verso il PD, quel pizzico di sano populismo (pre) antipolitica infoltisce Di Pietro e la sfiducia ne ha lasciati tanti altri a casa.
    La sinistra ha dato voti a tutti semplicemente perchè un progetto raffazzonato, affrettato e incoerente col proprio recente passato non serve a un tubo. E perchè lo stesso ragionamento può essere esteso non solo nelle politiche del lavoro, ma in tutte le battaglie in cui si è stati, alla fine, incoerenti: Tav, Vicenza, Dico, scuola, trasporti…
    Il processo di americanizzazione in atto non è una novità e che, senza muoversi per tempo, a questo saremo arrivati lo sapevano anche i sassi (nessuno credeva fosse così repentino). Solo che alcuni di noi lo dicono da 10 anni mentre la politica ci prendeva per il culo dicendo che non capivamo.
    Se si costruisce una sinistra seria coerente aggressiva e che non abbia il cruccio del sottosegretariato, io ci sono. Altrimenti, come in america, releghiamo la sinistra ad un’elite culturale, con la sola differenza che lì, fortunatamente, non ci sono salotti romani per ganzi rappresentanti di un popolo che non conoscono.
    Come sai ho votato arcobaleno al senato solo per oppormi a leggi elettorali peggiori di questa, ma ho scelto SC alla camera per protesta contro l’arcobaleno stesso.
    Ho visto su http://www.comunistiuniti.it che il loro progetto non ti interessa. Poco dopo però io ho aderito…
    Torneremo a discutere…
    E comunque il Genoa i C a me ha fatto molto male, anche perchè, come gemellati, pure a noi è toccata la stessa sorte
    Ciao
    🙂

  123. anonimo in ha detto:

    Mi risulta che al corteo di Rho contro l’Expo, che forse doveva essere la prima manifestazione della sinistra radicale post elezioni, si abbia avuta una fotografia che, mia opinione, anticipa quel che dicevo qualche post fa:
    non bastan più nemmen movimenti o social forum. Il declino è inevitabile perchè marcisce da dentro, operare di stucco fuori serve da poco. E’ l’ideologia in sè che proprio non è più percepita come proponibile, se attinge al repertorio comunista, collettivista, socialista leninista (funziona solo nella deriva democratica… forse si dovrebbe provare un percorso comundemocratico? Mi par tardi però.. 😮 ).
    .
    Il corteo pare che abbia raccolto circa 250 nostalgici della falce-martello all’inizio poi diventati un centinaio alla fine, proprio quando bisognava affiggere bandiera contro l’Expo in quello che sarà il suo ingresso.
    Progetto tra l’altro di M. Fuksass, cioè Ds-Pd.

    Così pochi che la questura non ha infierito oltre barando sui numeri della partecipazione.
    Che vorrà dì?

    Ma vedremo che succede al prossimo appuntamento importante, anche se ho presentimento che le cose son cambiate profondamente.

    Alieno

  124. anonimo in ha detto:

    A Roma, invece, così come credo in altri comuni abbia determinato in buona parte i risultati, sembra che il tema prioritario della politica che cerca di avvicinarsi al consenso, sia quello della sicurezza.

    Forse le distanze della sinistra dalla gente sono davvero radicate e tante. Il tema della sicurezza qui non mi pare emerga in particolar modo e nemmen con particolare interesse.
    Anzi, mi pare che emerga un sentimento critico verso volontà governative e disposizioni verso le forze dell’ordine che potrebbe indurre due valutazioni in buona parte della cittadinanza:

    – priorità altra rispetto a quello della criminalità avvertita come urgente, così come a quello della clandestinità, immigrazione, certezza pena ecc. Che so, magari priorità fini a se stessi, ovvero che riguardano soltanto sè, sinistra radicale movimentista ecc. Se i movimenti si occupano solo di se perchè, per dire, si ritiene a torto o a ragione d’esser trattati ingiustamenti, l’adesione degli altri magari vien meno, dovendo aver a che fare con paure e fatti quotidiani d’altra natura che si possono ritenere ignorati o peggio.

    – Addirittura può esserci una lettura in cui, a fronte di un esigenza di un maggior controllo territoriale a favore dell’ordine e tutela della sicurezza e della legalità sentito dalla cittadinanza, che richiede più mezzi, più presenza e più poteri in questa direzione, c’è un’istanza critica che già condanna quelli attuali. Sicchè da una parte c’è il desiderio opposto a quello dei movimenti, direi, chiedendo meno lassismo o inefficienza del sistema a tutela dell’ordine pubblico ritenuto immobilizzato e ridotto da questioni politiche, dall’altra magari si respira un sentimento ben diverso in cui si critica la fin troppo attiva operosità del sistema, sempre a causa di questioni politiche.
    Probabile che i cittadini ritengano di associare queste letture per argomenti e problematiche che son diverse e fare un confronto semplicistico. Così come può darsi, chissà, che il prezzo da pagare è ritenuto sopportabile dinanzi a certe repliche dure contro l’eventualità presunta o reale dei movimenti, purchè si ristabilisca un clima di ordine e legalità che si ritiene primario.

    D’altra parte mi pare che una distanza ci sia effettivamente, perchè credo che ai movimenti si possa riconoscere una sensibilità nei confroni della criminalità annidata nella politica, di tipo mafioso, di tipo amministrativo, di tipo finanziario, ma sia assente sui temi della sicurezza e dell’ordine richiesto dalla cittadinanza per vivere serenamente andando a lavorare, a fare la spesa, a scuola, nel tempo libero, che invece è sottoposto a zone off-limits ed orari da coprifuoco oltre i quali uno si assume l’ansia della sfida al pericolo.

    Credo di essermi spiegato male, spero che con un sforzo sia intendibile ugualmente.
    A partire dal fatto che tentavo un’analisi ed una riflessione su motivi delle distanze, senza entrare sul merito dei torti e delle ragioni innescando inutili battaglie di posizioni, oltretutto essendo le mie distanti dagli abituali frequentatori del blog, eheh.
    Buonagiornata.
    Alieno

  125. anonimo in ha detto:

    Ah, ero partito prendendo spunto non solo dagli episodi di cronaca di questi giorni, ma dai duelli tra Alemanno e Rutelli per il ballottaggio.

    Poi vabbè, Roma è un terreno molto, molto particolare e complesso. Lì albergano estremi e mediazioni varie, dai più fascistoni ai movimenti vari de sinistra, dagli interessi della politica e ministeriali, organici ecc, a quelli vaticani su cui Roma più o meno si mantiene, gli ultimi due ambiti capaci di spostare migliaia e migliaia di voti con dinamiche anche diverse da quelle di altri territori o da dinamiche più ampie, nazionali o regionali che siano.
    Mi pare che però l’imprenditoria medio-piccola si possa dire, a Roma determini poco nella scelta eheh. Ed anche pretese di federalismo, che anzi giocano a sfavore.
    Si innescano di più certi duelli campanilistici, cioè non solo Nord e Sud, ma Milano e Roma e siccome il sentimento campanilistico e molto orgoglioso degli abitanti dell’urbe non è poco non è da escludere una scelta di reazione a sfide di città che hanno ambizione d’esser riferimento e modello nazionale.

    Alieno

  126. Anonimo “alieno” che citi il corteo di rho…
    io sono di rho e son stato al corteo.
    E’ come dici tu circa i numeri, però sbagli nel definirli “leninisti” e vagamente derivanti dal repertorio marxista. Di derivanti da quel repertorio c’erano: 3 rhodensi iscritti al pdci, 2 del pdci di milano, 5 iscritti di prc rho, 8 militanti di sinistra critica sicuramente non rhodensi e 2 del PCL anch’essi non rhodensi (ti assicuro che i numeri son questi perchè quì a rho li conosco tutti). Tutto il resto era vario antagonismo e centri sociali che a mio avviso non si sono mai definiti secondo schemi marxisti del 900, ne si propongono di sviluppare il marxismo nel duemila. Essi son sempre stati altra cosa: anarcoide, libertaria, neoqualcosa non so, ma altra cosa.
    Il “dramma” è questo, lo dico con affetto perchè nel Centro Sociale Fornace di Rho ho amici e conoscenti e non ho mai smesso di difendere anche quando ero consigliere comunale del pdci. I partiti si sono ritirati e quando chiuderanno la fornace a rho non rimarrà più nulla.
    Ciao

  127. anonimo in ha detto:

    Partivo da un articolo Ansa che copio-incollo anche se so che non piace il sistema (ma è breve):
    (ANSA) – ROMA, 19 APR – ‘E’ la stessa dinamica di quello che e’ accaduto alla signora Reggiani. Almeno qui potevano fare qualcosa’. Cosi’ Gianni Alemanno. Commentando l’episodio della giovane africana ferita e violentata nella stazione La Storta, il candidato del Pdl a sindaco di Roma sottolinea che ‘c’e’ una fortissima sottovalutazione del tema della sicurezza’. ‘Niente polemiche per favore – dice Rutelli, il candidato del centrosinistra -, propaganda e strumentalizzazioni non aiutano la lotta al crimine. —-

    Riguardo al territorio Roma, mentre gli ordinari strumenti della politica, i partiti insomma, battagliano per acquisire credibilità ed aver voti, dove sono i movimenti? Dove sono stati su questo tema i movimenti?
    Direi da tutt’altra parte, anzi, tralasciando proprio questo tema che invece, la politica legge astutamente come prioritario e cerca di farlo proprio (aveva fatto così anche Veltroni).

    Assenza tematica o addirittura scelta di posizione avversa a tanti cittadini, aldilà di come poi vada il ballottaggio Rutelli-Alemanno.
    Mica dico che politicamente son meno furbi o più puri e meno dediti alla strategia del consenso e del risultato a favore di autenticità di voti, rilevo solo che c’è forse una distanza reale con la gente che via via si è accentuata nel tempo.
    Forse è un’analisi sbagliata e adulterata dall’espressione del voto nazionale, ma a me pare che nonostante ci sia nei movimenti la pretesa di venire dal basso e dunque di interpretare più genuinamente dei tradizionali mezzi politici il sentimento comune, raccogliendone le istanze più reali, ci sia invece uno scollamento grande, forte e forse con un certo orgoglio anche di essere un po’ elitario, minoritario ordine di idee che si basa sul dissenso e sulla politica di lotta e di non-governo, anche quando aumenta la richiesta di un maggior governo sul territorio.

    Mah.
    Beh, stavolta ciao davvero.

    Alieno

  128. anonimo in ha detto:

    @Vedrai vedrai: Leninista?
    Ah, sì… non farci caso, a volte mi scappa un po’ di demagogia e retorica di posizione per.. divertimento nell’uso dei termini, non farci caso ehehe.

    Avevo focalizzato il punto colpito dalla presenza di bandiere rosse e falcemartellate sul piano… estetico, ma senza pretesa di definire quella rappresentazione circoscritta a sol quelle nostalgie sia chiaro.
    E poi non escludo che abbia partecipato anche un cittadino qualsiasi non tesserato o schierato in un movimento centrosocialista, eh. PEr dire, fossi di Rho, anche io potrei aver partecipato perchè contrario ad una politica di vetrina e di immagine a scapito di altre priorità come la casa, per dire, senza necessaria appartenenza.
    Non intendevo dir questo però. Ho preso il corteo ad esempio sintomatico di quel che ho l’impressione sarà anche per i movimenti vari che si pongono fuori dai sistemi partitici, come a dire che non è quello il punto su cui riflettere per aver ribasso di adesioni..
    E’ una mia impressione-previsione che poi butto lì, mia ho poteri divinatori, può esser che mi sbagli e che i movimenti conoscano un futuro radioso mai visto, eh.
    Mi pare che però non sia così e cercavo di sviscerare i motivi per cui lo penso. Magari sbagliandomi di brutto.

    Però resta come componente non irrilevante anche la non totale, ufficiale, radicale distanza da certe estetiche e retrocultura di base che attingono anche al Leninismo-Trotskijsmo, così come al comunismo nostrano ecc, insomma, tutto quell’armamentario ideologico che mi pare subisca una ampia crisi di rigetto nel sentimento di molti, vuoi per stanchezza, vuoi per motivi più strutturati…

    In sintesi, mi pare che fintanto che non ci sono distanze chiare, condanne esplicite, autocritiche, che non si crei discontinuità assoluta, quelle bandiere e quei pochi bastano per negarlo agli occhi di molti, i movimenti anche neo-qualcosa e liberisti ne subiscon danno d’immagine.

    Anarcoide come termine poi che usi rafforza il discorso che dicevo sulle distanze tra certi movimenti e chi invece reclama miglior e più presente governo, più determinato ed efficace sul territorio relativamente ai temi di sicurezza ed anche quelli economico-sociali in un momento che non pare favorevolissimo, di buoni auspici ed in cui ha inciso uno dei governi più impopolari a memoria democratica nelle sue politiche fiscali ecc.

    Ma la mia è una posizione altra rispetto a quelle movimentiste o esposte qui che pensano che basti ricominciare da quella via per ricominciare. Secondo me non cambierà nulla nel declino avviato, è solo illusione, anzi, credo che la speranza della partecipazione politica tramite i partiti sia più forte di qualche anno fa volendo, però con richiesta di cambiare alcune cose ancora, oltre a quelle già cambiate.
    Non credo che la partecipazione tramite i movimenti possa estendere di molto la capacità persuasiva, ho l’impressione che ha raggiunto già l’apice o giù di lì e sia in declino.
    Poi, come ho detto, può darsi che mi sbagli di brutto.

    Alieno

  129. @laura
    eh, bella questione.
    Però non è che tutto si riduca allo scontro ed alla questione “militare”.
    A Vicenza mi pare non sia stato dsebellato nulla.
    A roma c’è un movimento per la casa in grandi foprze.
    E così via.

    @emiliana
    quanto tempo!
    Scusa..ma mi pare che nessuno inneggi alla lotta armata…

    @vedraivedrai
    il 20 ottobre è stata una presa in giro. Anche qusndo giubilavano tutti gli organizzatori, io ero tra quelli che lo diceva.
    E’ vero: molte trasformazioni sono altro che dieci anni che vengono previste.
    Molte son cose sostenute dall’area dell’autonomia ancora negli anni 70.
    O se vogliamo riferimenti un po’ più..moderati, anche Revelli prevede certi scenari da 15 anni.
    Si, quella cosa mi pare a puro fine di resa dei conti nel pr, oltre che abbastanza residuale.

  130. anonimo in ha detto:

    Ciao a tutt*. Intervengo per condividere una breve riflessione che mi ribolle in testa negli ultimi giorni.
    Lasciando stare le posizioni dei sostenitori del PD, che mi interessa solo nella misura in cui mi interessa il fenomeno di un partito in trasformazione radicale, ma che da molto tempo non posso considerare “sinistra”, è da lunedì sera che, di link in link, giro sui vari blog di chi, così a occhio, sembrerebbe definirsi di sinistra. C’è veramente di tutto. C’è pure troppo.
    Ecco, il mio disagio nasce proprio da qui. Da anni e anni vedo chiaramente che questo definirsi di sinistra si disperde in un’infinità di particolarismi, e questa è probabilmente anche una condizione necessaria allo sviluppo del pensiero critico in sè: non mi auguro certo una sinistra monolitica di nessun tipo.
    Non me la auguro proprio, ma non perché abbia una particolare deferenza per la celebrazione delle differenze in quanto tali. Io credo proprio che un progetto rivoluzionario dovrebbe tener presente quello che accomuna la nostra condizione di sfruttat* e discriminat* in senso ampio, e che _dentro_ questa lotta se ne debba condurre anche un’altra, o molte altre contemporaneamente. Cosa non sempre facile, perché spesso richiede di alzare la guardia anche in presenza di persone con le quali, in teoria, sarei d’accordo: un po’ come per la questione dei regimi fondamentalisti, dove mi tocca dare addosso sia ai fanatici anti-islamici sia ai compagni che plaudono ai fondamentalisti islamici, per capirci. Faticoso, ma ci si può provare, anzi: ci si _deve_ provare. Se i compagni (non le compagne, di solito) non reputano sufficientemente degna di attenzione la situazione delle ragazze che in Afghanistan si danno fuoco per non essere costrette a sposarsi, vuol dire che hanno un’idea un po’ romantica dei Talebani: mitologie, appunto, tutte da smantellare.
    E alcune di queste mitologie si stanno smantellando sotto i nostri occhi, anche grazie al percorso comune di persone diverse.
    Per questo, ad esempio, da etero, non solo mi unisco con grande entusiasmo al gay pride, ma anche a scuola parlo alle mie classi di scrittori gay e lesbiche, anche se le colleghe mi dicono che alle medie “non si dovrebbe”, perché riconosco in chi subisce discriminazioni sessuali compagn* di lotta. Per questo apprezzo che anche i compagni uomini lottino al mio fianco nel rivendicare il diritto delle donne all’autodeterminazione, anche se non mi piace che siano i compagni a sentirsi “investiti” del dovere di parlare di aborto e maternità. Insomma, laddove c’è un movimento in lotta penso sia giusto partecipare al di là dell’interesse specifico.
    Però, e questo è il punto fastidioso, ci sono differenze che sono in realtà posizioni opposte e che io non riesco proprio a celebrare: ma perché mai dovrei appoggiare rivendicazioni folli come quelle di un Grillo o di un Travaglio che in pratica vorrebbero esclusi dalla società civile, per dire, tutti coloro i quali a Genova nel 2001 come a Milano nel 2006 sono stati perseguitati dallo stato?
    Ho sentito gente che vota Sinistra Arcobaleno (allora PRC) dire che per questi di Milano si sarebbe dovuta gettare via la chiave… e non erano persone senza cervello, era un vero e proprio attacco di livore nei confronti di chiunque compia un passo fuori dal sentiero indicato dalle istituzioni di partito! Dopo Genova, alzi una mano chi non ha sentito un rifondarolo dare addosso ai black block (tutti fascisti, tutti provocatori, tutti infiltrati). Ma di quale sinistra parliamo, con gente così? Quale progetto di liberazione dal capitalismo può mai avere uno Scalfarotto? Sedicenti comunisti che plaudono a un Costanzo Preve perché è un “grande filosofo”? La comunità al posto della classe? Conosco persone che sono candidate tra i Comunisti Italiani e che quando è stato chiesto il loro appoggio al boicottaggio del Salone del Libro di Torino si è tirata indietro… anche se fino al giorno prima erano d’accordo.. ma si sa mai che il partito non si incazzi…
    Come stupirsi dell’uscita della sinistra dal parlamento, se le divisioni sono sulle questioni di base, di contenuti – altro che la questua per il seggio che tanto preoccupa Folena (…eccolo lì, l’infiltrato, l’agent provocateur!!).
    Insomma: non è tanto questione che siamo poch*, è questione che siamo diversissim* sui requisiti minimi!
    Forse questo è solo uno sfogo, ma di sicuro non mi sembra utile discutere come se niente fosse con gente tanto lontana da me. Ovvero, discutiamoci pure, ma di certe posizioni bisogna pur prendere atto, o si finisce per illudersi che tutto ciò che è sinistra del PD sia uguale, tutta “sinistra”, ed è qua che, oltre alle scelte sciagurate di confluire per forza su carrozzoni che partono già impantanati, nasce anche la depressione per non “avercela fatta”.
    E questa tardiva, ingenua depressione non serve a nessun* di noi, no?
    Torno alla tesi… buonanotte
    Letizia

  131. @letizia
    il tuo è un gran commento che sottoscrivo in toto.
    (inciso: hai letto le risposte che mi da Folena?)

    Le cose che dici vengono incredibilmente a galla sopratutto se certe questioni si affrontanto attraverso il paradigma identitario, organizzativista e politicista.

    I comunisti..la sinistra…eccetera.

    Anche tutta la discussione che fa Folena, è meramente legata al rapporto tra ceti politici, tra contenitori.

    Non è demagogia secondo me dire che quello da cui si può partire (anzi, ciò che si deve continuare a fare) sono le persone concretee dalle vertenze concrete, obiettivi specifici.

    Ciò che ha portato al luglio 2001 – e tutte le vicende positive rispetto al nostro sentire degli ultimi anni – è stato sopratutto questo.

  132. Rispetto al risultato della SARc beh, dopo un senso di tristezza per la sconfitta storica, ho pensato “se la meritano tutta sta cacciata, ben gli sta, e adesso via con le purghe”. Ci voleva una tabula rasa, eccola, un’umiliazione che ci sta tutta.

  133. anonimo in ha detto:

    @alieno:
    Ciao! Ti rispondo su alcuni punti.

    >>>>..non rifiutando il contributo della scienza che offre opportunità cedendo a integralismi ambientalisti insopportabili. Io non capisco nemmen bene la questione sul biologico, che mi sembra diventato invece un gran business.> E mi risulta che il geneticamente modificato sia operato costantemente anche da madre natura e certa demonizzazione mi pare esagerata, così come la globalizzazione in quel senso.> Credo che possa essere invece una risorsa operare in quel terreno di ricerca ed applicazione, come mezzo per estendere risorse a tutti, non il contrario.>Ma se ne si fa una questione estetica-morale-ideologica allora saltan all’occhi diverso atteggiamento sui temi genetici applicati all’uomo, spesso opposti

  134. anonimo in ha detto:

    Ritorno oggi e scopro che poco è cambiato negli interventi a ruota libera di Alieno… Tanto vale smetterla di sforzarsi a rispondere con cura e con fatica, punto per punto. Prendo atto del fatto che – essendo entrambi, a quanto pare, persone sufficientemente ragionevoli – ci possano essere dei punti in comune, ma troppi sono quelli sui quali si è in palese, radicale disaccordo, perciò, anche per questo, tanto vale piantarla. Del resto mi pare che l’anonimo e Laura ti abbiano replicato a dovere sui punti principali. Rimane la consueta domanda: ma allora, se tu sei ragionevole e ragionevolmente ti si spiega in cosa sbagli, come mai riesci a fare simili pseudo-ragionamenti a dir poco allucinanti (mi riferisco ad es. alla “replica dialettica” a mano armata dello Stato…)? Perchè ad avere la testa culturalmente fasciata, forse, sei più tu di noi. Lo dimostra ad es. il fatto di VOLER scambiare per “un po’ di leggerezza ed un po’ di trivialità popolare” la cultura azzerata e la disposizione mentale di chi poi vota per rappresentarlo uno come Calderoli…l’uomo che ha detto: “un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi… Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie”, e altra robina così. Ribadisco per la centesima volta: se questi rappresentano il popolo, io al popolo ci sputo sopra. Giustificazioni non ce ne sono, io non ho e non intendo avere NIENTE in comune con queste persone e con chi li vota.

    Tornando a noi: apprezzo l’intervento illuminante di Letizia (“non è tanto questione che siamo poch*, è questione che siamo diversissim* sui requisiti minimi!”), oltre a quelli dei già citati anonimo e Laura.

    Ciao a todos
    Lorenzo

  135. anonimo in ha detto:

    Scusate, il mio commento è completamente mozzato, non so perché sia successo. Rispondevo ad alieno su alcuni punti… dovrei riscrivere tutto, non ce la faccio:-)

  136. anonimo in ha detto:

    Ciao Lorenzo ;-).
    Laura ed anonimo mi hanno risposto dove non sono entrato sul merito, dove tentavo solo di fare osservazione senza prendere particolar posizione.

    Dunque io non ho detto che il Governo fa bene o male, che è giusto o meno, io ho solo cercato di dare una lettura delle relazioni di causa effetto ed altre cose.

    Poi se vuoi entro anche nel merito e non farai fatica a capire che le nostre posizioni non saranno proprio identiche, anzi (chiedere a Moltitudini sulla questione eheh).

    Lo stesso per gli altri commenti ultimi.
    E’ vero che resta la lettura di uno che ha votato centrodestra, che ha fatto dell’anticomunismo una sorta di missione personale (per esasperazione dovuta conformismo e dell’ipocrisia che vi regna in quell’ambiente, arrogante e distante dalla realtà e sempre di più dalla gente e dal Paese).
    Crozza l’ho guardato distrattamente alternando programmi ed altro più interessante e capisco che ti sia rimasto impresso quel mix di nostalgia rancorosa vestita di divertimento (ma rosicano di brutto e le risate restano all’interno di una cerchia autoreferenziale sempre più ristretta).
    E’ disgustoso. Non Crozza che è bravo, ma quello per cui si impegna.
    Anche lui come missione personale senz’altro, come me, lui con molte più capacità e meriti aldifuori di ogni dubbio, visto che lo trovo perfin geniale a volte, nel tentativo opposto di ritardare l’estinzione, di trattenere un ritardo culturale che è stato quasi dittatoriale appannaggio della retorica, della demagogia, dei sentimenti di superiorità e tutto il resto che auspico trovino rimedio al più presto non in altrettanta dittatura, ci mancherebbe, son bastati fascisti e comunisti a far danno in questo al Paese, ma ad una liberalità e pluralità culturale in cui non si pieghi tutto e resti un po’ di oggettività, un po’ di onestà intellettuale, tanta verità storica cancellando le distorsioni e le omertà per cui oggi non dovrebbe stupirci che da circa una settimana è sparito dal parlamento italiano il comunismo, dovrebbe essere sorprendente che ci sia stato fino a poco fa!
    Ecco, queste sono mie posizioni magari, non i mediocri tentativi oggettivi che cercavo di fare leggendo fatti reali, alcuni, pragmaticamente cercando di dar lettura senza entrar nel merito e per i quali ho avuto degna risposta, dici tu, da Laura ed anonimo.
    Mah.
    Ma c’è un fatto tra la pittoresca dialettica popolare o populista di Calderoli e soci e quello dei compagni, a partire da quelli movimentisti: la prima dialettica, quella leghista, è più vicina al sentimento comune e soprattutto è più comprensibile.
    A questo proposito mi viene in mente un articolo dei primi di Aprile su Liberazione che spiegava qualcosa cosa succede nelle fabbriche del nord, dove gli operai votano lega o centrodestra, soprattutto i giovani, già, quel terreno generazionale che, insieme a quello di classe, la sinistra ha perso da tempo.

    Se posso riprendo l’articolo, che la dice lunga. Ma la sintesi è che il linguaggio movimenti e sinistra non è nè più comprensibile, nè più presentabile molte volte, di quello che si contesta alla Lega.
    Partendo anche dall’osservazione che tutti questi episodi di razzismo, aldilà dei termini usati, nel Nord non ne ho letti: a sentir la sinistra e non solo la sinistra, da anni quella dovrebbe essere una frontiera dove vivono segregazione, apartheid e razzismo forcaiolo ma mi pare che per lo più il Nord subisca spesso un razzismo a rovescio, anche moralmente accusatorio oltretutto, imponendogli mani legate per difendere beni essenziali in un territorio (qualunque) come la sicurezza appunto. Terrendo dove si organizzano ronde. Ma non con il bastone togliendo bandiera come dice Crozza, coi cellulari ed a spese proprie. Ricetta che ora anche a sinistra, almen quella moderata, almen nelle amministrazioni guardano con interesse, dopo averla derisa, disprezzata e vituperata per anni.
    Però, nel contempo, mettendo distanze abissali col territorio appunto.
    Ritorno magari sull’argomento. Mi interessava anche il tema ambientalista accennato, appena ho tempo, spero…
    Ciao.
    Alieno

  137. anonimo in ha detto:

    Comunque, la Lega mi fornisce un esempio di quel che cercavo di definire correlando un rapporto causa effetto tra dialettica anche forte e reazione violenta fisica.

    I movimenti via via si son fatti promotori anche di messaggi dialettici forti, diciamo e lasciamo un attimo da parte il fatto che poi in realtà, la forza l’han subita a prescindere come suppone Laura, facciam conto che sia invece la reazione ad una dialettica anche violenta, una reazione fisica.
    E’ solo un esempio, non entro nel dettaglio in cui uno di destra o uno di sinistra potrebbero far molti appunti, ma è altro il tentativo che faccio qui, facendo una sorta di riprova del nove.

    Nel fronte opposto.
    Prendi Borghezio.
    Dialettica forte e perfin violenta volendo, ok?
    Beh, però non va in giro a picchiar nessuno, aldilà delle parole che rientrano nella dialettica di scontro e di lotta, si potrebbe osservare per restare aderenti al pensiero di molti movimentisti.
    In effetti lui usa parole forti, ma fisicamente subisce violenza fisica.
    Insomma, è lui che picchiano, nonostante si accusi borghezio d’esser una sorta di bastonatore che aggredisce extracomunitari, no?

    La lettura però cambia secondo faziosità ed appartenenze.
    Per Borghezio picchiato in treno, per esempio, inutile fare i candidi, da una certa parte si dirà che
    1) gli sta bene.
    2) Se l’è cercata.
    3) Ha avuto quel che vorrebbe fare lui.
    E così via.

    Beh, è questo che via via ho incontrato in giro nel web sull’argomento e facciam conto che sia sentimento comune a chi è avverso radicalemente e culturalmente a Borghezio.
    Giusto o ingiusto che sia, sto cercando di evitare l’entrare nel merito (ma dirò che non mi piace Borghezio e che penso che la politica ed il Paese ne potrebbero fare a meno guadagnandoci parecchio, pur condannando gli episodi citati).
    Perchè allora stupirsi di una lettura analoga nella chiave antimovimentista, anarcoide, che scende in campo con una spesso manifesta avversione per le forze dell’ordine, quel che rappresentano ecc?
    La mia è pura osservazione nel tentativo di essere distaccato anche sapendo che ovviamente non posso mai esserlo completamente.
    Ma è vero o no che c’è una corrispondenza di letture speculari, volendo?

    Ciao.
    Alieno

  138. anonimo in ha detto:

    Alieno, stavolta non l’ho nemmeno letto il tuo delirio. Troppo inutile sforzo, davvero. Mi sono fermato qui: “per esasperazione dovuta conformismo e dell’ipocrisia che vi regna in quell’ambiente, arrogante e distante dalla realtà e sempre di più dalla gente e dal Paese”.
    Hai strarotto.
    Al di là del fatto che ti converrebbe scrivere di meno e rileggere di più quel che scrivi – ma questo dovresti averlo imparato a scuola -, quel che come al solito scrivi senza poterlo dimostrare potrebbe essere facilmente ribaltato, e dimostrato.
    E dillo che da piccolino ti dava fastidio che i tuoi amichetti fossero tutti ‘rossi’, ed allora ti se messo dall’altra parte, e che qualunque essa fosse avresti scelto quella parte lo stesso, pur di giocare a fare il diverso… Questi son problemi seri per un ragazzo nell’età dello sviluppo, ma poi…si cresce. Dove sta dunque il conformismo? Ma crescendo dovresti chiederti anche: dove sta la convenienza? Perchè finchè si è giovani si vuol soltanto essere come tutti gli altri, ma quando si cresce si cerca, più dell’omologazione, il guadagno. Bene: a prendere delle mazzate, ti assicuro, non si guadagna granchè; a rischiare di finir dentro nemmeno. Le guerre e la repressione invece si accettano ben volentieri, per conformismo, per ipocrisia e per convenienza.
    Quanto alla distanza dalla realtà e dalla gente, per l’ennesima volta ti ripeto: se la gente è idiota lascio che sia tu a seguirla, te lo meriti.
    Se la gente, matura e consapevole (?), non capisce che se il nano magico ti toglie l’ICI dovrai aspettarti altre tasse dal tuo comune, non è colpa mia: parlaci tu, che quella ignoranza comprendi così bene. Se non vuole dare i diritti più elementari agli immigrati (Calderoli docet), perchè “l’itaglia agli itagliani”, spiegaglielo tu cos’è giusto e civile e cosa no. Se pensi che il gran poeta Bondi (celeberrima la sua ode “A Silvio”…) possa essere un ottimo ministro dell’istruzione ed un esempio da seguire per i nostri figli (solo chi sa leccare bene il culo in questo paese fa carriera, piccolo mio!), continua pure a dirci con malcelato orgoglio che hai votato centrodestra, unisciti ‘liberamente’ alla massa conformata che obbedisce senza fiatare, ma piantala di dispensare fesserie spacciate per insegnamenti politici e indicazioni morali (povero Borghy, che “non va in giro a picchiar nessuno”…!!! No, lui dà solo fuoco agli immigrati, dopodichè si siede comodo al Parlamento Europeo grazie ai coglioni che lo han votato). Di qui a sostenere che i fascisti in fondo non han mai fatto del male a nessuno ci vuol poco.
    Ma presto o tardi il fin troppo paziente gestore del blog si accorgerà d’avere a che fare con un inutile provocatore.

    Siccome son conformista, ora mi ascolterò il brano dei Les Anarchistes dedicato a Carlo e me ne andrò a dormire, in attesa dell’illuminato intervento alieno di domani sul tema: mitizzazione di Carlo Giuliani, farse e avvoltoi di movimento (come al solito tutto visto da un esterno del tutto ignorante delle dinamiche di movimento).
    FOTTITI, buonanotte.

    Lorenzo

  139. anonimo in ha detto:

    Lorenzo: ho solo espresso un punto di vista personale senza entrare in profondità sull’argomento e senza pretesa di persuadere nessuno.
    Non ho parlato di quel conformismo per spiegare le ragioni per cui TU devi esser anticomunista, ho solo accennato ad alcuni motivi per cui io lo sono.
    Calmati.
    provocatore è probabile che lo sia, in effetti..
    Sul mito di Carlo, beh, è l’aspettativa di molti che l’aula a lui intestata sia dedicata ad altro di più meritevole, ma io credo che ci siano altre urgenze e per quanto trovo allucinante simile dedica, resto dell’idea che Giuliani sia vittima senza ombra di dubbio.
    Non solo sfiga, ma responsabilità dell’ambiente in cui era immerso, delle idee allucinanti in cui è legittimo utilizzare estintore mentre si assalta mezzo dei Cc ecc, responsabilità che non solo non fanno autocritica alcuna, ma che perfino premiano! Per questo trovo allucinante, ma dal punto di vista umano sono distante da chi addirittura dice che gli sta bene, visto che parto dall’idea che in fondo, dal mio punto di vista personale, per quel che credo, quando muore qualcuno in modo violento, è sempre una sconfitta, purtroppo.
    Sarei lieto di averlo vivo, con la speranza di una crescita altra magari, una redenzione, oppure metaforici calci nel culo a suon di parole qui nel blog, ma che sia morto a me è sempre dispiaciuto, te lo dico.
    Ho avuto più critiche per i genitori, ma l’avviso di Moltitudini che ritengo capace di onestà intellettuale, che dice di conoscerla e che mi sbaglio, ha instillato un ragionevole dubbio anche in quel senso.
    Ma che c’azzecca Giuliani poi?
    Proprio utile Giuliani, da morto, cazzo! E’ triste vederlo “usato” anche a sproposito.
    E’ ovvio che se avrò una ricaduta di aggravi comunali per aver tolto l’Ici mi incazzerò, come molti altri che han votato fiduciosi che non si cada in questa conseguenza palese se non si studia una strategia compensativa.
    Come ti ripeto spesso, il non aver fatto scelte di tesseramento è simbolicamente indicativo che intendo, anche nella forma, lasciarmi autonomia di pensiero e critica su chiunque, se lo ritengo opportuno.
    Non capisco perchè Bondi debba esser peggiore di Fioroni ed altri, ma se lo dici tu…
    Conosco molti insegnanti e mi han detto male di chi c’era fin’ora, Moratti o altri. Si spera che vada meglio contando sull’idea che è difficile peggiorare, magari.
    Ci si augura anche che non si faccia una riforma ogni mezza legislatura, perchè la scuola subisce anche questo come danno, di per sè.

    Però volevo dire una cosetta.
    Il governo ancor non si è insediato.
    Si prevede anche una legislatura più lunga della precedente, per maggior numeri e coesioni, comunque meno distanze e meno frammentazioni.
    Quindi tanto vale rilassarsi, prenderla con calma, ha da passà del tempo, probabilmente.
    Invece di limitarsi a far processo alle intenzioni, si aspetti l’occasione per argomentare.
    Insomma, si aspetti che il cadavere passi scorrendo sul fiume almeno.

    Non mi risulta che Borghezio abbia incendiato nessuno. Mi risulta invece che sia stato picchiato lui.
    Com’è ‘sta storia?
    Facciamo analisi più oggettiva dei fatti, grazie.
    E lo dico anche se a me Borghezio non piace nemmeno un po’, come ho già detto.
    Il conformismo a cui alludevo ha perfetta continuità nelle tue repliche, caro Lorenzo.
    Liberissimo di tenertelo e di stupirti se, come mi auguro, si estingue, portando alle idee ed alla cultura altro contributo e sempre mi auguro più pluralista, libero, non egemonico.

    Sì, sì, baci e carezze anche a te….

    Notte.
    Camomillati magari, ti fa bene.

    Alieno
    P.S.: per tua disgrazia e dispiacere, non mi fotterò perchè ho buon gusto e preferisco altri tipi.
    Ehehe.

  140. anonimo in ha detto:

    Alieno mi stupisce questo tuo essere quasi tifoso solo contro, contro il comunismo…questo tuo parlare di comunismo assimilandolo alla sinistra tutta (per favore non riferiamoci al PD), quando ha bene detto Letizia sulle diversità esistenti all’interno della sinistra che non si identifica solo col comunismo, che proprio perchè è sempre in lotta con se stessa (al suo interno) dimostra non conformismo, non demagogia e non retorica..anzi continue riflessione, non adeguamento a schemi, vivacità in qualche modo…
    Sei sicuro che gli Italiani abbiano voluto cancellare la sinistra o il comunismo, come tu dici? Oppure sono altri i motivi del non voto, peraltro ben descritti da Moltitudini.
    Su una cosa sola sono d’accordo sulla lontananza al momento, soprattutto come linguaggio, con parte della popolazione: però non è detto che questo sia un cosa positiva per il popolo, cioè non è che se non si ammicca, non si dicono cose super popolari, non si parli di interessi privati e si butti fumo negli occhi questo è un male per chi ha un altra morale, questo è un male per i destinari abituati volutamente a ben altro. Non so se mi spiego.
    Anche la Lega che si basa molto sul sentimento popolare, sul fomentare gli istinti immediati dei più non è che per questo, arrivando prima alla gente, è migliore, anzi sfrutta solo le persone a cui si rivolge e lo fa bene, perchè almeno apparentemente, soprattutto agli occhi dei più si è anche tenuta più immacolata rispetto agli altri soggetti politici, tenendosi apparentemente (per quello che arriva) meno legata alle poltrone e ai posti di potere. Questo è il solito fumo negli occhi e poco c’è da fare i più non lo vedono, non se ne interessano, guardano alle conseguenze più spicciole, etc.
    Come si fa a parlare di clendestini e stranieri da cacciare e poi approvare una legge che alimenta solo lìimmigrazione clandestina e non tutela e rende difficile l’inserimento dei migranti con buone intenzioni?
    Come si fa a parlare di certezza della pena, di leggi sulla sicurezza se poi quelle che ci sono non vengono applicate e il sistema giustizia è reso sempre meno efficiente e carente di mezzi? Boh!
    Laura

  141. anonimo in ha detto:

    “…per esasperazione dovuta conformismo e dell’ipocrisia che vi regna in quell’ambiente, arrogante e distante dalla realtà e sempre di più dalla gente e dal Paese.”
    Non ho ben capito a quale ambiente ti riferisci, perchè passi da un concetto ad un altro (comunismo, sinistra parlamentare, sistemi dittatoriali comunisti, etc…), però sei sicuro che tu, io o la gente a cui ti riferisci sappiano veramente leggere la realtà? sei sicuro che i comunisti siano distanti dalla realtà, o la sinistra, o gli anarchici e non chi pensa di vederla, ma non riesce ad analizzarla veramente?
    laura

  142. anonimo in ha detto:

    Specifico un punto per chiarezza:
    non solo sono (cerco di essere, per motivi razionali e non per bieco attaccamento sentimentale) comunista, ma mi sento di dire che molti sedicenti comunisti non lo sono affatto, e il vero guaio è che non lo sanno:
    Infatti, quando se ne accorgono, hanno un sussulto: comunista, io? giammai! ma come ti permetti! (lo ammetto, seguo con vero spasso le risposte del trasformista & adesso come non mai moralista Folena… peccato che io abbia buona memoria e questo grillo parlante me lo ricordi bene da quando stava nella FGCI…).
    Io penso che essere comunisti non possa limitarsi alla condivisione dell’antifascismo, delle istanze di liberazione dei popoli oppressi, del femminismo, dell’ambientalismo, dell’anticlericalismo etc.. perché del comunismo dò – ovviamente – una lettura anche economicista, con tutta la fatica che questo comporta in un mondo che cambia dal punto di vista economico.
    Detto anche che analisi fatte una volta per tutte non ce ne sono, a me pare che non si possa prescindere da una lettura (faticosa, per me che non sono del mestiere) della lotte di classe in termini economici, e poi si ha il dovere di metterci anche dentro tutto il resto.
    E, di nuovo, questo dovere non è una questione morale – o meglio lo è nella misura in cui è morale il comunismo – bensì razionale, altrimenti faremmo meglio a cercare di iscriverci in qualche club capitalista e tanti saluti ai poveracci…
    Poi ci sono le piccole preferenze personali: io non lo farei, ma se qualcuno molla qualche schiaffone a Borghezio non mi metto a piangere, che vi devo dire…
    ciao
    Letizia

  143. anonimo in ha detto:

    X il Venusiano dalla lingua lunga:
    “una crescita altra magari, una redenzione”
    …Eh già, è il morto che, una volta risorto, dovrebbe redimersi! Mica i Colucci, i De Gennaro, i Perugini…insomma, quelli che la mattanza l’hanno organizzata e gestita! Ripeto e ribadisco: FOTTITI. Sparati da solo e fatti un giusto processo, che poi ci penso io ad archiviarlo.

    “Non capisco perchè Bondi debba esser peggiore di Fioroni ed altri, ma se lo dici tu…”
    Non ho parlato di capacità professionali. Ti ho mostrato chiaramente come il tizio sia soltanto un clownesco leccaculo di Berlusconi, sulla falsariga di Fede. Uno di cui aver pietà, non certo stima. Se vuoi ti riporto tutta l’ode “A Silvio”, se ci tieni… Ma basterebbe ricordare le infinite uscite servili ed il passato da comunista per capire di che genere di persona (dis)umana stiamo parlando. Taci, se non sai.

    “Non mi risulta che Borghezio abbia incendiato nessuno. Mi risulta invece che sia stato picchiato lui.
    Com’è ‘sta storia?
    Facciamo analisi più oggettiva dei fatti, grazie.”

    Da Wikipedia: “Nel luglio 2005 è stato condannato in via definitiva a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa 3.040 euro, perché responsabile dell’incendio, aggravato da finalità di discriminazione, appiccato ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino nel luglio 2000.”
    Taci, se non sai/e 2.
    Chiunque meni un nazifascista è ampiamente giustificato, e la cosiddetta superiorità morale si comprende senza difficoltà se uno conosce quel che è accaduto in questo paese. E’ facile cianciare di “violenza” accostando gli uni agli altri senza tenere in considerazione le responsabilità storiche: guardati “Il Conformista” di Bertolucci e cerca di capire DA QUALE PARTE STA LA VIOLENZA, una volta per tutte, Cristo.

    X Laura (e, conseguentemente, x il Venusiano che “bisogna capire la gggente”):
    “Come si fa a parlare di certezza della pena, di leggi sulla sicurezza se poi quelle che ci sono non vengono applicate e il sistema giustizia è reso sempre meno efficiente e carente di mezzi? Boh!”
    Dal dibattito ora in corso nel mio ufficio, riporto il fulgido pensiero del collega secondo il quale è necessario aumentare i poteri alla polizia (che nella sua ottica significa: libertà di ammazzar di botte chiunque) e toglierne ai magistrati. Viva la democrazia! Viva la gggente!

    Lorenzo

  144. anonimo in ha detto:

    “Non capisco perchè Bondi debba esser peggiore di Fioroni ed altri, ma se lo dici tu…”

    Così forse ti è più chiaro, furbone! Vediamo adesso cosa ti inventi per giustificare democraticamente anche questo maiale…

    A Silvio
    http://www.onemoreblog.it/archives/019267.html

    Lorenzo

  145. anonimo in ha detto:

    @Laura:
    vedi, anche tu…
    pur di non fare autocritica che parte da una lettura oggettiva del risultati, non ce la fai a dire:
    “cavolo, se siamo sorpresi ci è sfuggita di mano la realtà”.
    Ma fai come tanti altri dei salotti, compresi quelli con veste blog, al pari degli snob che scrivono sulla stampa, la stessa scelta comoda ed anche un po’ disprezzando le moltitudini che han detto, col voto, altro.
    Tu cerchi rifugio per ridurre la portata del danno, ma soprattutto perchè spaventata dal cambiamento, essendo stata immersa in una realtà per te più piacevole e con più speranze di realizzare aspettative culturali, ma era realtà illusoria ed artifizia che si ha restando immersi nei soliti circoli dove si ripetono le stesse cose più o meno, dandosi pacche nelle spalle, inventandosi rappresentativi della realtà oggettiva.
    Che è mutata. E non necessariamente in peggio (perchè partire da questo?).
    E tu, non incline al cambiamento, nè capace di dirti sconfitta davvero, probabilmente stancata solo all’idea di un’autocritica RADICALE che parta da lontano, cioè dal retroterreno culturale, cosa mi combini?
    Ti metti a fare critica, come sempre, degli “ALTRI”, quelli di là. Pazienza se le cose cambiano, se di là c’è tanta, tanta roba che nel frattempo è cambiata e cresciuta.
    Invece di domandarti dove forse non incontri la gente, chiedi, siamo alle solite:
    “però sei sicuro che i comunisti siano distanti dalla realtà, o la sinistra, o gli anarchici e non chi pensa di vederla, ma non riesce ad analizzarla veramente?”

    Sì, Laura, sono sicuro, sicurissimo.
    E’ solo la tua insicurezza, comprensibile oggi, che ti costringe a guardare il dito e non ciò che indica. Criticando perfino la realtà di quel dito o la capacità di coscienza o di volontà di chi quel dito usa per indicare.

    Per questo sono quasi certo che l’estinzione è il destino della sinistra radicale: chi vi orbita, così come accade ai movimenti anarcoidi che persistono confusamente nella politica fatta di slogan, è incapace di autocritica seria e di interpretare il cambiamento. Da tempo. Ma anche con premessa di non interpretare la gente nel futuro.
    Con un po’ più di umiltà e di buon senso dettato dai risultati piuttosto chiari (si pensi, con sforzo immaginativo, un risultato inverso, conforme alle proprie aspettative, al proprio sogno, quali sarebbero stati i commenti, le riflessioni, dai..),
    non bisogna ricorrere all’improbabile domanda “sei sicuro che i comunisti siano distanti dalla realtà..”.
    Semmai bisognava chiedersi perchè lo sono e perchè oggi si è sorpresi, quali le proprie responsabilità.

    Alieno

  146. anonimo in ha detto:

    Riguardo al post successivo, il n 143.
    Quando dici “penso che essere comunisti non possa limitarsi alla condivisione dell’antifascismo (..)”
    non dici cosa da poco, dici una cosa importantissima che richiama quel conformismo e quell’esagerato voler disegnare per sè e solo per sè una storia più complessa, altra.
    L’antifascismo condiviso con chi?
    Solo con i “compagni”.
    Comunisti, socialisti. Punto.
    Gli altri? Sospetti di connivenza, di valori fascistoidi.
    Conformismo radicato talmente che oggi anche lo stesso termine “fascista” ha un uso promiscuo e, pare, può significare anche, in modo interscambiabile, “anticomunista”.
    Ma la storia non dice questo.
    Altra scemenza ma imposta per decenni con dittatura, è l’idea che l’esser comunista sia sinonimo di libertà ed oggi anche di garanzia democratica.
    Scherziamo?
    La storia, non quella a fumetti che ci hanno imposto dai vari cominter e minculpop in versione rossa, quella vera, ci dice che tutto volevano, i compagni resistenti, che una democrazia.
    Volevano quel che chiede il comunismo, fin dalle origini: dittatura del proletariato. Distruzione prima di ricostruire.
    Tabula rasa.
    Ecc, ecc.
    E non sono cose lontane fintanto che non si fanno conti con la storia onestamente, autocritica e non si condanna ufficialmente e platealmente per tempo per esser credibili.
    Io, da democratico convinto, da liberale convinto, da antifascista ed antinazista convinto, ho per forza necessarietà di definirmi anticomunista. Almen in onore ad una linearità logica.
    Ma tu invece rappresenti il motivo per cui, fino ad estinzione totale o quasi, ci si vuole ancorare a dietrologie. Tu costringi me ad essere anticomunista. Tu davvero tieni in piedi il fascismo, perchè ne hai bisogno.

    L’altra battaglia è contro l’imperialismo ed il capitalismo dissennato e disumano.
    Ma cara Laura: non è come ci è stato quasi imposto culturalmente, l’unica via l’opporsi, il comunismo.
    Per dire, anche la Chiesa condanna il male del capitalismo-consumismo senza regole e feroce.
    Ma il comunista, il vetero comunista che è a sinistra anche della sinistra in una corsa di autenticità nei bollini di quel che a mio avviso dovrebbe esser considerato vergogna come il definirsi fascisti, non ha altra visione.
    L’anticapitalismo passa solo da loro. Punto. Visione reazionaria ed assolutista.

    Lo dimostri, quel che dico, in modo chiaro, scrivendo i tuoi (e con te quello dei sempre meno che hanno condivisione) concetti indiscutibili:
    “E, di nuovo, questo dovere non è una questione morale – o meglio lo è nella misura in cui è morale il comunismo – bensì razionale, altrimenti faremmo meglio a cercare di iscriverci in qualche club capitalista e tanti saluti ai poveracci… ”

    L’alternativa invece non è affatto iscriversi al club capitalista o fregarsene dei poveracci.

    Poi su Borghezio, altra conferma di quanto scrivi.
    A parte che non di schiaffoni si trattò, vero, ma di peggio e lo sai (bella la tua capacità di minimizzare dove fa comodo, però dando lettura peggiorativa in altri episodi che invece condanni: nemmen velata!).
    Nemmeno io mi metto a piangere e Borghezio non mi è simpatico per nulla, ma cazzarola, Laura, stavo cercando di affermare una doppiezza e tu eccoti lì, puntuale, che fai di tutto per coincidere con uno stereotipo, mettendo a dura prova le mie tentazioni massimaliste e più comode.
    Legittimo il tuo pensare così.
    Però, almeno, non stupirti se simil atteggiamento poi vien riposto e riservato per la tua parte, che diamine.
    Era questo che dicevo.

    Alieno

  147. anonimo in ha detto:

    premessa: allora io non faccio parte di nessun circolo.
    Sono una di quelli che si è astenuta e sono tanti, quindi posso (posso, non sono sicura eh, cerco di interpretare, mica ho certezze come te su persone, idee che tra l’altro non condividi e quindi non conosci ) cercare di capire perchè molti non hanno votato o si sono buttati sul voto utile e di certo non per ammazzare il comunismo, poi tu interpretala come vuoi saranno i fatti, se ci saranno, a parlare.
    Di certo posso parlare per me, e non è che adesso non credo ipiù n quello che penso… Non sono affatto sorpresa del risultato, forse un pò per la portata, ma ti assicuro che, a parte un pò di reazione di pancia, razionalmente forse è andata meglio così.
    Quindi vedi che neanche a me riesci ad interpretare, pur affibbiandmi concetti che non penso.
    “Invece di domandarti dove forse non incontri la gente” è proprio l’unico punto su cui ero invece d’accordo la distanza della comunicazione, il non arrivare alla gente…e tu dici il contrario, mah!
    “Ma anche con premessa di non interpretare la gente nel futuro.”
    Uh!Mamma, ma sei tu che vuoi interpretare me e gli altri che accomuni a me, io ho fatto solo domande.
    laura

  148. anonimo in ha detto:

    il commento 143 NON E’ MIO!
    Laura

  149. anonimo in ha detto:

    lo vedi che parti pensando già di sapere cosa penso?
    laura

  150. anonimo in ha detto:

    @Lorenzo: offendermi ti potrà dare soddisfazione, non lo nego e certamente dal punto di vista psicologico avrai dei benefici, lieto d’esser utile alla tua salute.
    Ma ti contenti di poco e di effimero.

    Tra i leccaculismi, non intravedo possibilità di aver vantaggio tra chi è leccaculo di dietrologie reazionarie, ideologie anche capaci di uccidere milioni di individui, responsabilità che almen non hanno proprio.
    E’ tutta una cultura del leccalulismo, autoreferenziale ed impositiva, intollerante, cieca che spero abbia fine, una volta per tutte, in un cammino di oggettività e civiltà dove si può accedere equamente anche ad altro, senza sfidare il buon senso fino ai paradossi. Dal doppio pesismo, all’omertà nella narrazione stotico-culturale compiacente, fino ai paradossi per cui oggi Che o Castro sono ostentati dai movimenti pacifisti come modelli pacifisti, come novelli Gesù, Ghandi.
    Un trip allucinante ed allucinogeno che ha distruto le menti di intere generazioni se oggi accade che i modelli belluini, pur ridisegnati romanticamente a proprio piacimento, sono pur sempre famosi nelle immagini con cartucciere e pistole eppure si vogliono come simboli di pace!!!

    Pagliericci dici? Non persone? Meno male che mi illumini.
    Ed è stato picchiato da pagliericci?
    O hanno picchiato, in treno pagliericci, dici?
    La realtà oggettivamente ci dice altro.
    “Chiunque meni un nazifascista è ampiamente giustificato”…
    La dice lunga sulla tua cultura democratica, sui tuoi concetti di legalità, di Stato, sì, quello per cui si accusano volentieri Lega e Berlusconi con i loro presunti attentati.
    Giustizia fai da te, come in tempo di guerra. Perchè diciamocelo, “voi” siete in guerra permanente, per forza poi la realtà non torna, ve la disegnate a vostro piacimento.
    La guerra è finita. Ma non chi la vuole. COme te.
    La giustizia l’amministrano terzi, demandati istituzionalmente, a casa mia (cioè Paese in pace, democratico, liberale, civile).
    Se giustifichi quel comportamento, in linea di principio autorizzi anche i fascisti ed i Borghezio a fare altrettanto, ma tu non ci arrivi.
    Domani, spero che la gente possa dire invece: “piacerebbe menare nazifascisti e comunisti, improponibili, ma lasciamo che la giustizia faccia il suo corso nelle vie ortodosse, con condanna altra”.

    La violenza sei tu. E in quanto violenza, richiami violenza, fai male al Paese.
    Sei nocivo. Tollerato perchè in un Paese dove la cultura prevalente è per fortuna altra e diversa dalla tua.
    Il mio linguaggio, vedi, è un po’ cambiato. Attinge violenza dalla tua violenza dialettica.

    Stammi bene.
    W la libertà ed il popolo libero.

    Alieno

  151. anonimo in ha detto:

    o.t. sono andati in ospedale a prenotarmi una visita di controllo, perchè giorni fa mi sono venuti addosso con una macchina e c’è un sospetto di frattura al malleolo e non ho potuto ancora fare la radiografia, il pronto soccorso mi ha segnato 7 giorni di riposo salvo complicazioni e poi controllo: la visita sarebbe il 25 maggio!!!Ah!Ah! E se ho problemi mi devo arrangiare (risposta dell’amministrativo: che bella la sanità!!!
    laura

  152. @alieno

    Laura non ha affatto bisogno di dire, come dici tu, “sulla base dei risultati…ci è sfuggita la realtà”.

    Perchè Laura , così come Lorenzo, non è esponente nè militante di rifondazione o del PD.

    Quello dovrebbe dirlo chi ha proposto progetti elettorali ed è stato sconfitto nel suo progetto.

    Io stesso – aldilà della dimensione della debacle della sin.arc- non ho affatto da dire ciò perchè non essendo successo nulla di imprevisto, posso ben dire che la “realtà” non mi è affatto sfuggita di mano.

    Poi, ma qui parlo solo per me, della estinzione della “sinistra radicale” non potrebbe davvero fregarmene di meno.

    Un quotidiano ha pubblicato una mia lettera dove esulto.

    Inizia con “evviva”.

    Per favore smettila con sta cosa dei “salotti” perchè tu della vita di una laura, o mia, o altri, non sai nulla…quindi resta pure sul merito confutando quel che ti pare evitando etichette o caricature (come quella dei movimenti che parlano solo per “slogan”. Fermati pure a dire che dicon cose che non ti piacciono o che leggono la società in un modo che non è il tuo. Per il resto sono o non sono slogan tanto quanto i tuoi o quelli della Lega).

    Tra l’altro tanti salotti con nulla di..”popolare” gioiscono tanto dela vittoria del PDL quanto della scomparsa dela sin.arc.

    Montezemolo ha in parte ascritto a sè questo risultato elettorale, dicendo: avete visto? gli operai la pensano come noi!

    Lui del salotto è il…proprietario, il tenutario, direi.

    E si sfrega le mani assieme a te.

    Se poi ritieni che lui veda giusto, e che gli interessi di “montezemolo” siano gli stessi dei ceti popolari..bè, credilo pure, non ho certo intenzione di convincerti del contrario.

    Però lasciamo perdere le caricature, senò ciascuno fa le sue ed è sport che non mi eccita.

    Ed anche le disquisizioni sulla “realtà”.

    Se si deve fare una fotografia dela situazione, credo che nessuno – non io, non credo nemmeno Laura o Lorenzo, mi pare nemmeno Letizia – disconosca una difficoltà concreta di chi si muove nell’orizzonte dell’anticapitalismo, di ricostruire un imaginario che sia ricompositivo.

    In questo sta il senso della domanda che tanti pongono qui, ossia “e ora, che fare?”.

    Una difficoltà storica, una contingenza, non può certo bastare ad abdicare per ciò che riguarda le ragioni in virtù delle quali ci si muove, ossia, l’eliminazione delle diseguaglianze strutturamente prodotte dalla società capitalista, la distribuzione ingiusta delle ricchezze e l’eliminazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

    Che una narrazione “novecentesca”, tanto socialdemocraticz quanto rivoluzionaria, coi suoi simboli e la sua iconografia, sia urgentemente da superare lo penso per primo e lo dico da quando ho aperto il blog.

    Ora, però… stabilire una ontologica “ragione”, una ontologica “dalla parte del giusto”, perchè il PDL ha vinto le elezioni, la Lega ha riscosso successo e la sin.arc ha preso il 3%, mi pare eccessivo e intellettualmente non corretto.

    Bastasse questo, bè: in una certa fase storica sia Mussolini che Hitler (non lo dico per fare un paragone tra il cdx italiano e quelli, ma solo per dife che non è che avere consenso di per sè spieghi necessariamente tutto o sancisca la “fine della storia”, obblighi gli altri a riporre “le armi” ed a dire “ok, han ragione loro) hanno preso il potere non certo solo sulla base dell’ultizzo della violenza, ma perchè in quel contesto di crisi godevano oggettivamente del consenso di larga parte della società.

    Per fortuna qualcuno non ha detto, allora “abbiamo sbagliato tutto. Viva Hitler”.

  153. anonimo in ha detto:

    “i paradossi per cui oggi Che o Castro sono ostentati dai movimenti pacifisti come modelli pacifisti, come novelli Gesù, Ghandi. (…) i modelli belluini, pur ridisegnati romanticamente a proprio piacimento, sono pur sempre famosi nelle immagini con cartucciere e pistole eppure si vogliono come simboli di pace!!!”
    Alieno, tutte queste fesserie che scrivi e che imputi ad altri sono IL PRODOTTO MALATO DEL TUO CERVELLO MALATO: la confusione volontaria – sulla quale GIA’ abbiamo discusso e perciò GIA’ ho avuto modo di spiegartela – tra violenza e non-violenza, lotta di classe e pacifismo, è una TUA CREAZIONE di osservatore esterno, ignorante e inconsapevole, e per di più in malafede. IO non ho questa confusione nella testa, mi sono (più) chiari storia, ideali, teorie, obiettivi, non foss’altro che per il semplice fatto che si tratta della MIA cultura, nella quale TU tenti di entrare furtivamente imponendoti quale giudice, senza nulla conoscere se non luoghi comuni e senza neanche avere la capacità di distinguere tra partito, base e movimento, tra baraccone elettorale e lotta politica. La domanda è: CHI CAZZO TI HA CHIAMATO? CHE CAZZO VUOI? Ma soprattutto: le leggi le risposte ai tuoi deliri, o ti diverti a farti ripetere le stesse cose decine di volte? Persino Moltitudini ti ha dovuto rispiegare con pazienza paterna che della sconfitta elettorale frega una sega, non ne siamo responsabili noi e non dobbiamo perciò fare alcuna autocritica! Fattela tu l’autocritica, dal momento che hai votato una coalizione di mafiosi, ladri, razzisti, nazisti, guerrafondai, piduisti, affaristi, ballerine, intrallazzoni e criminali assortiti, e te ne vanti! Il primo paradosso su cui, da democratico quale NON sei, dovresti interrogarti non sono gli slogan dei ragazzini dei centri sociali ma le scelte dei governi che appoggi, che si dicono democratici a parole ma sono nei fatti CRIMINALI.

    “voi” siete in guerra permanente, per forza poi la realtà non torna, ve la disegnate a vostro piacimento. La guerra è finita”
    Bambino mio, con quattro morti sul lavoro in media al giorno la guerra NON è finita. Con l’aumento delle spese militari la guerra NON è finita. Con la produzione di materiale bellico, il rebuild Iraq, i nuovi scenari per nuovi loschissimi affari, la guerra NON è finita. Con la repressione a danno dei movimenti la guerra NON è finita. Con l’evidenza assoluta del fatto che il tuo benessere IMPLICA lo sfruttamento di qualcun altro, la guerra NON è finita. SEI TU A NON ACCORGERTI DELLA GUERRA, piccino; non lei a non esistere. SIETE TU E IL TUO POPOLINO DI MERDA a fingere che tutto vada bene, quando il vestitino comprato nuovo l’hanno fatto due bambine a Taiwan, ma nè il dubbio nè il pensiero critico vi sfiorano il cervello. AH, ma capisco che garantire un futuro ad un’economia basata sullo sfruttamento non sia grave quanto aggredire un povero ciccione nazista salito per puro caso (e mica l’avrà fatto apposta, suvvia!) su un treno pieno zeppo di comunisti mangiabambini… “La realtà oggettivamente ci dice” che TU hai rivotato quelli che han spedito i soldatini ad invadere l’Iraq con gli americani, a sparare alle ambulanze, ad “annichilire” civili; quelli che stanno con le forze dell’ordine “a prescindere” (giustificando così omicidi vari, da Giuliani ad Aldrovandi passando per Sandri); quelli che “con la Mafia bisogna convivere”; quelli che il voto ai “bingo bongo” non lo diamo, cazzu cazzu! Ma TU non hai colpe, oggettivamente…non avendo mai preso a pugni nessuno! Eh, già! Beh guarda, sai che ti dico? Nemmeno io. Forse allora non dovrei essere comunista (del resto non mi piace nemmeno il gusto dei bimbi al forno)?

    Chi dopo il G8 ha pensato, da buon (illuso) democratico, “lasciamo che la giustizia faccia il suo corso nelle vie ortodosse”, s’è ritrovato presto, improvvisamente, di fronte ala cruda – e ad altri (quelli “in guerra permanente”) ben nota – realtà: i picchiatori di Stato condannati ma liberi (i capetti premiati, il reato di tortura inesistente, la prescrizione imminente), perciò vincitori, e i capri espiatori della “devastazione e saccheggio” in galera, abbandonati e vinti assieme a tutto il movimento. Giustizia?! Ma quale giustizia? E’ giustizia borghese quella di cui parli: farà comodo a te, che scegli ‘democraticamente’ l’autoritarismo.

    “La violenza sei tu. (…) W la libertà ed il popolo libero.”
    …AH AH AH! Ma non erano i no global una volta ad aggrapparsi agli slogan? Gentili spettatori, va ora in onda un cinegiornale dell’Istituto Luce! La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza (e il tuo neoduce lo sa bene)!

    Lorenzo

  154. anonimo in ha detto:

    Ehi, quanta roba.
    Replico un po’ senza pretesa di ricomporre un dialogo dopo che mi sono esposto un po’ manifestando una narrazione “antagonista” rispetto a quel che più o meno si propone qui nel blog.
    Insomma, mi tocca fare l’anticonformista qui, ma è uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare, eheh.

    @Laura (post 152): buona guarigione, ti auguro che fastidi a parte si risolva tutto per il meglio e presto.
    Sulla sanità si apre un fronte ampio, in cui la critica è trasversale credo.
    Sarei curioso di sapere in che zona sei più o meno, sapendo che la fotografia della situazione sanità cambia anche di molto per questo spesso e volentieri.
    Spero però che tu non abbia l’ingiusta idea che un elettore di cdx desideri una sanità al servizio dei più abbienti in cui gli altri si debbano arrangiare o sul modello americano che tra l’altro, è stato anche tema nel duello democratico ma anche di governatori repubblicani che però non sono così inquadrabili in modo netto.
    Il vituperato Swarznegger o come diavolo si scrive, dimostra sensibilità che in temi simili (come in quello ambientale ecc) ci racconta altro.
    Le cose cambiano. Spesso si può dire per fortuna, non è che bisogna essere sempre ancorati a schemi rigidi perchè si diventa davvero conservatori implacabili e poco elastici, reazionari.
    Se un repubblicano apre a temi nuovi con idee nuove, bisogna prenderne atto e valutarne la credibilità, non arroccarsi su trincee e schemi di posizione, punto. Ugualmente se lo fa un democratico, non è che se cambia proposta automaticamente diventi un apostata, un traditore, magari è solo accorto, sensibile, lungimirante. La valutazione va fatta sulla proposta, sul presupposto che la fa nascere, sul terreno, sul campo, nel contesto ecc.
    Chi se ne frega poi degli Usa se non per farne esempio utile per far simili ragionamenti qui in casa propria, dove il coinvolgimento diretto forse simili speculazioni le rende più complicate.
    Bisogna essere elastici e non opporsi al cambiamento in quanto tale, nè con dietrologie comode, ma per motivi più strutturati se ce ne sono, senza perdere l’opportunità di intravederne vantaggi se ce ne sono.
    Io per esempio sono stato (e son tutt’ora) scettico su una rappresentazione bipartitica come quella che propongono PdL e Pd con pochi satelliti e giocatori liberi.
    Però prima di tirare le somme aspetto un po’. Manifesto certi miei dubbi, l’ho fatto, però non voglio nemmeno arrendermi ad un giudizio che sarebbe precoce.
    E forse ingiusto e nemmeno ha solide rappresentazioni storiche per indurci ad allarmismi.
    Anche se il contesto è ben diverso da allora, in passato abbiamo avuto già qualcosa di analogo, avendo avuto le contrapposizioni Dc contro Pci con Psi sull’ago della bilancia mentre gli altri partiti o le altre rappresentazioni di idee e politiche (Pli per dire) avevano un compito non determinante forse nei numeri e rappresentavano un contributo culturale e punto.
    Eppure oggi l’idea di due grossi schieramenti spaventa in quanto tale e si urla perfino di minaccia alla democrazia…
    A parte dunque le altre rappresentazioni, comprese quelle Europee dove simile frammentazione non c’è, anche in Italia si può pescare, andando indietro nel tempo, in un esperienza simile dove i drammi però erano altri.
    Ovvio che non c’è perfetta equivalenza e riproposizione, però mi paiono esagerate anche certe conclusioni allarmiste.

    Alieno

  155. anonimo in ha detto:

    @Moltitudini (al 153):
    Nemmeno io son militante come sai. Anzi, ho idea che tra tutti qui possa definirmi allegramente meno militante di tutti in qualsiasi cosa, eheh.

    Quello che dico a Laura, “sulla base dei risultati” lo dico in conseguenza a quello che mi pare manifesti scrivendo qui, adesso e non lo do per scontato, lo leggo, cerco di capirlo dialogando, magari anche provocando, ma non gli attribuisco posizioni a prescindere, le scrive più o meno.
    Poi è mia abitudine fare salti pindarici od usare a pretesto un soggetto per rivolgermi anche ad altri, compreso me stesso e lo sai.
    Basta conoscermi un po’ e non c’è bisogno di costanti chiarimenti.

    Concordo e ti ho riconosciuto già più volte una certa lungimiranza previsionale e soprattutto buona lucidità di analisi con grande intento di oggettività. Mi ricordo bene di appena poco tempo fa dove facevi la Cassandra solitaria, vista come controproducente e magari anche come portasfiga. Aspettando pazientemente il cadavere oggi hai la soddisfazione meritata di avere linearità e coerenza, più credibilità laddove oggi alcuni si cospargono il capo di cenere, si sorprendono oppure fan finta di nulla.

    Il discorso “salotti”, anzi, proprio il termine è una mia sintesi che definisce non quel che presumo ma quel che vedo e leggo.
    Tu per esempio scrivi molto bene, dici cose interessanti, però mi domando se per molti altri è possibile fare una sintesi di quello che scrivi perchè la tua è una dialettica che prevede approfondimenti soprattutto dalla tua parte che non puoi pretendere siano alla portata o alla volontà di tutti.
    Insomma, anche tu, come me a volte che non evito certe forme vetuste nell’esprimermi, oltretutto male e facendo a pugni con la sintassi non aiutando, volendo, rientri secondo me in certo linguaggio salottiero, nel senso di elitario, non propriamente estensibile, al pari dei tecnicismi che sono fuori della portata di comprensione dei non addetti ai lavori. E non è una critica, semmai un complimento, la critica è semmai non prenderne atto, ma immagino che tu lo faccia.
    Non lo fanno altri però, al tuo posto.
    Ed è troppo comoda la conclusione che semplicemente il popolo è bue, anche se pure a me capita di pensarlo (vedi tv o calcio).
    Però è bue sempre, ignorante sempre piuttosto che a tempo, secondo necessità.
    Era bue quando il Pci aveva una così larga rappresentazione? Che era larga anche nei Ds. Rispetto ad oggi anche nella sinistra critica.
    O nei movimenti, magari, domani.
    Se deve esser bue, non mi par giusto che lo sia in base ai risultati del momento, piuttosto bisogna chiedersi perchè fa scelte da bue (secondo il proprio punto di vista) oppure rifugiarsi nel nichilismo e considerarlo sempre bue. Però accettando anche distanza, esilio culturale, accuse di snobismo eccetera di buon grado, eh.

    Tirar in ballo Montezemolo è un colpo basso! Sai che non lo sopporto…
    Però anche lì si guarda il dito ma non quello che indica.
    Perchè non ci si chiede perchè diamine gli operai danno questa possibilità vera o presunta a Montezemolo di esprimersi così?
    Parliamo di sindacati? Di chi doveva rappresentare quel mondo proletario? Forse quel mondo è cambiato? Ma anche i sindacati o la sinistra che doveva organicamente rappresentarli?
    Fermarsi a Montezemolo non basta per dire che le colpe stanno altrove e tu non lo fai infatti da tempo.
    Ma a me piacerebbe che fossero molti di più a non dire che gli operai si son rincoglioniti, son diventati egoisti e stupidi, capitalisti e razzisti e tutte le altre menate per spiegare comodamente senza scomodarsi in autocritica.

    Indubbiamente Montezemolo è tenutario di un salotto ampio.
    Ma per favore, io le mani non me le sfrego, sono più pragmatico, mi sembra di esprimerlo spesso, aspetto risultati riservandomi diritto di critica.

    Ma non mi pare che votare cdx sia l’ortodossa via per favorire Montezemolo. Nemmen all’interno di Confindustria. Anzi. Direi che all’onore di sputasentenze acquisendo meriti altrui, Montezemolo ci arriva grazie alla sinistra radicale, movimenti inclusi volendo e sinistra moderata.
    Per motivi diversi naturalmente.

    Resta memorabile la replica berlusconiana alla confindustria salottiera di Montezemolo, con adesioni Fi e Lega dove nè Unione alleata in un mutuo accordo, nè sinistra radicale o movimentista incapaci di opporre dialettica congrua e persuasiva invece mi fanno dire che non è loro che devo ringraziare di qualche soddisfazione eh.

    Ceti popolari… aridaje.
    L’operaio che si rende conto d’essere nella stessa barca dell’impresa, che la difesa del salario nel lungo termine non la fanno i sindacati o i partiti tradizionali o i movimenti dove lo mettiamo?
    Quali sono i loro progetti? Sentiamo.
    Il contrasto dello sfruttamento del lavoro poi passa necessariamente attingendo alla cultura di sinistra oggi? A parte soddisfazioni morali poi, praticamente, se si guarda cosa han prodotto certe ideologie di partenza e riferimento, comprense quelle che auspicavano la via della dittatura del proletariato, la lotta di classe, la distruzione per ricostruire, la tabula rasa…
    Credo che oggi si possa aggiungere concretamente una cultura altra in cui c’è la paura che la ditta chiuda!
    In cui magari si guarda con invidia certe garanzie offerte dallo statalismo ad altre classi, la loro ditta magari non chiude, aldilà delle belle battaglie ideologiche.
    E già dicendo questo introduco qualcosina di leghista, non è vero?
    Mica del tutto balle però.
    Oggi che propone la sinistra, quella sinsitra che ti pare che vuoi prendere in considerazione?
    Sembra che la cultura che più produce l’idea di interessarsi a quel mondo sia la lega. Tremonti scrive un libro dove c’è qualcosa che forse è di sinistra nel denunciare certi effetti nefasti del mercato globale e del liberismo assoluto o sbaglio?
    Sul tema della sicurezza poi, per pietà.
    Dove l’antipatica Moratti tempo fa manifestava incontrando adesione trasversale, la sinistra organizzava contromanifestazione, tra l’altro fallimentare: eran due. Già una distanza evidente eppure niente. La sinistra pduista arriva tardi, a volte perfin cercando di superare a destra e senza freccia per acquisir credibilità dove tradizione non ne darebbero, anzi.
    Ed i movimenti? Sempre schierati altrove, contro o disinteressati.
    Basi Usa, guerra e però della guerra della barbarie in casa propria, della legalità e della sicurezza che è tema sofferto e sentito nisba.
    Nulla. Totale assenza. Oppure peggior scelta. Dalla parte dei Rom e della clandestinità, insieme a qualche cattolico col sogno delle socialdemocrazie: bei segnali, complimenti, proprio vicini alla gente ed ai temi urgenti, davvero!

    Idem su altre cosette, dall’ambiente ai temi del salario, concetto leghista credo, per cui non si può considerar giusto ugual salario se percepito a Napoli o a Vicenza, perchè se lo stipendio se va bene di 1500 Euro è lo stesso, poi non sono gli stessi i costi della vita ed è come se lo stipendio (del Nord in questo caso) fosse ben più basso.
    Ma per certe visioni della sinistra questo tema, disprezzato, sembrava minacciare una distorta idea delle uguaglianze.
    Oggi si apre forse anche questo tema, per cui è ingiusto ugual trattamento a cittadini diseguali. Anche qui nè movimenti, nè sinistra, macchè.
    E così via.
    Caricature…
    C’è tutto un mondo a sinistra che vive di caricature e lo sai, anche se so che non sei tu il primo ad apprezzarlo, me lo ricordo bene, non temere.

    L’orizzonte dell’anticapitalismo…
    ma è interesse di tutti? No. Di molti è di non aver capitalismo dissennato in cui una piccola parte prevarica molti, aumentando forbici tra miserie e ricchezze, dove sono assenti totalmente garanzie per le fascie più deboli.
    Beh, però si è visto che non è tema di sola sinistra e che non si deve per forza ripassare attingendo da vecchie ideologie di sinistra, anzi, nemmen si sa bene cosa sia di sinistra oggi.
    Oggi si dice spesso che nessuno è più veramente di sinistra, ma forse è il contrario, sono un po’ tutti di sinistra. I temi dell’allargamento della no-tax area e la preoccupazione almen simbolica e demagogica delle categorie deboli ed utili al consenso, capisco, vengono anche dall’odiato berlusconi mi apre.
    Poi per forza che la demonizzazione si riduce…

    “E ora, che fare?”
    Partite in ritardo colossale, dove altri già si richiamano al partito o movimento “del fare”. Compreso l’odiato berlusconi, non si propone un po’ così? E Veltroni anche, a ruota, cercando di illudere (riuscendoci in parte) che sia lui a dettare l’agenda politica e programmatica, quando invece segue a ruota, disperatamente e con affanno.
    Superando dunque la fase del chiedersi cosa, proponendo già cosa fare.
    Comunque meglio tardi che mai, eh.

    Ma perchè si dovrebbe scegliere qualcuno che non sa più chi è, nè cosa fare? Me lo spieghi? Per affetto ideologico? In odio a qualcun altro?
    Certo. Ma non si può pretendere solo in virtù di questo adesioni oceaniche eh!
    altrimenti resta un puro atto di fede ed amore, che in politica non so se produce più benefici o più danni.
    Se una ragazza mi dicesse “non so più chi sono, dove andare, cosa voglio e cosa fare”, può darsi che per affetto resti lì aspettando, ma forse anche direi: “beh, se è così, ci sentiamo quando ti sei schiarita le idee, forse, non è che possa stare tutta la vita ad aspettarti”.
    Forse con una persona no, ma politicamente mi sembra legittimo farlo direi!

    Iconografia da superare urgentemente. Macchè urgente, è scandaloso che ancora si reclami urgenza. E’…

  156. anonimo in ha detto:

    @Lorenzo: perpetui l’argomentazione scarna stuccandola con intento riempitivo di offese inutili.
    E hai continuità con l’atteggiamento accusatorio che condannavo, massimalista, di slogan, prigioniero di iconografie dialettiche anche nelle offese.
    Scontate e vecchie.

    Io imponendomi come giudice? Sì, come chiunque altro, legittimamente, se permetti.
    Aldilà dei tuo complessi di superiorità per cui io dovrei pendere dalle tue labbra, ma tant’è, non credo che tu te ne renda conto che sei vittima prima di quel che mi contesti.

    Tu invece che cazzo vuoi?
    Io dicevo la mia senza molte pretese altre. Se ti disturba emotivamente come vedo, puoi ricorrere a degli psicofarmaci blandi oppure saltare a piè pari i miei post.

    “Fattela tu l’autocritica, dal momento che hai votato una coalizione di mafiosi, ladri, razzisti, nazisti, guerrafondai, piduisti, affaristi, ballerine, intrallazzoni e criminali assortiti, e te ne vanti! Il primo paradosso su cui, da democratico quale NON sei, dovresti interrogarti non sono gli slogan dei ragazzini dei centri sociali ma le scelte dei governi che appoggi, che si dicono democratici a parole ma sono nei fatti CRIMINALI. ”

    Io meglio di te non saprei descriverti e replicare se non aggiungendo le altre tue esternazioni come “Alieno, tutte queste fesserie che scrivi e che imputi ad altri sono IL PRODOTTO MALATO DEL TUO CERVELLO MALATO: la confusione volontaria ..”

    Ma aggiungerei anche il notevole “popolino di merda” al quale apparterrei..

    Ma il gioco funziona solo per chi accetta di giocare con te alle tue regole. Nelle mie e in quelle di molti non funzionano simili trucchetti.
    La partecipazione democratica e politica più serena, pare, si ritengono comunque vie più utili e costruttive di quelle che evidentemente vuoi proporre tu, che non si capisce bene quali sono, perchè si capisce meglio solo a cosa dici “no”, non bene come.

    Io non capisco come la tua possa essere la via più efficace per ottenerla, però so che in democrazia si fa i conti anche con verdetti sfavorevoli e si hanno vie anche di dissenso, a te forse, da come ti esprimi sembrano irragionevoli o inutili.
    Problemi tuoi, ma almen abbi il buon senso di non altalenare su una presunta mia antidemocraticità se poi sei tu il primo a dire che la democrazia va superata, anzi, contrastata perchè nociva.
    Datti pace.

    Tu non sai per chi veramente ho votato, votando cdx. Ti anticipo che sono certo di non aver votato per chi festeggiava i morti di Nassyria nè per la distruzione delle Twin Tower, nè chi tifava per terroristi criminali all’uopo definiti romanticamente “restistenti” con il malcelato sogno della continuità resistenziale e preparatoria alla rivoluzione di casa nostra tempo fa, che altro aveva in testa che la costruzione democratica, particolare di non poco conto.

    Ma come dico sei vittima tu di quello che mi imputi.
    “bimbi al forno” con sarcasmo dopo aver definito elettori di cdx razzisti, mafiosi, merda ecc?
    Ahahah.
    Uno spasso.
    Tu davvero meriteresti il dialogo con chi si esprime con “bambini al forno” che dunque si esprime con le tue stesse regole, al tuo pari, facendo lo stesso gioco.
    Ma non sarò io.
    Il tuo gioco è noioso e truccatissimo.

    il G8 non ha soddisfatto nemmen me, ma che c’entra? Stai in fissa col G8. Che è stata una sorta di compromesso e mediazione, facendo ingiustizia da ambo le parti, a dirla dal mio punto di vista.
    Non ti soddisfa? Metti l’anima in pace, non soddisfa per motivi opposti anche altri.
    Picchiatori di Stato e picchiatori criminali opposti per me e per molti altri rappresentano una pagina vergognosa della nostra repubblica, è molto semplice, no? Capito? Non assolvo i picchiatori di Stato, ma nemmen gli altri delinquenti dall’altra parte, udito bene? Perchè mi pare che tu faccia fatica a comprendere che è possibile un simile vedere.

    Ho chiuso volutamente con un slogan perchè tu sei il primo ad esprimerti così, era una provocazione a cui non ho resistito.
    Non c’è alcun duce, ma mi preoccupa la dittatura dell’informazione e culturale che tu vorresti impormi, ma non potendo, ti limita a darmi dello schiavo e dell’ignorante, comodamente.
    Contento tu che sai dove è la schiavitù e l’ignoranza.
    Io la vedo e tanta dalla tua parte.
    Impostami per troppo tempo.

    Ma pare che le cose abbiano possibilità di cambiare in meglio.
    E’ quello che mi auguro. Non imposizione culturale come quella vissuta finora, con una narrazione scritta e corretta, omertosa e deforme a tuo pro, basta vedere cosa scrivi per capire i danni..
    Mi auguro qualcosa di più onesto e lucido, potendo anche più distaccato ma oggettivo, di liberale nel senso di non imporre altra dittatura culturale per sovrapporla a quella di cui ti sei nutrito fin oggi.
    A me non fa piacere nè un MinCulPop nè un Comintern caro Lorenzo, ne ho le palle piene di questa robaccia come tanti.
    Abbiamo già dato.
    Ora basta.

    Stammi bene.

    Alieno

  157. anonimo in ha detto:

    @moltitudini: meno male che avevo salvato, cosa non frequente.
    Il seguito era questo.
    Buona serata (orologio biologico sfasato credo, eheeh).
    Oh, cerca di non farmi stare sulle palle per il dialogo più acceso, che mi dispiacerebbe eh!
    Resto lo stesso di sempre.
    Purtroppo se vuoi, ma quello di prima, eheh.
    Dal punto di vista umano intendo, non ce ne sarebbe motivo.
    Mi preoccupano certi toni raggiunti (non da te) e poi è un periodo di preoccupazione seria qui, con ‘sta crisi che arriva, che arriva e che mi sbatte sicuramente alle caritas se arriva bene e lunga.
    —–
    (segue).
    Iconografia da superare urgentemente. Macchè urgente, è scandaloso che ancora si reclami urgenza. E’ un arretramento culturale per molti non più sostenibile. Forse ci vuole insegnante di sostegno mentre il resto va avanti nel programma, che ti devo dì.
    Come ho detto, non dovrebbe sorprendere che da qualche giorno comunisti e simili non ci son più in parlamento, stupisce che ci siano stati fino a qualche giorno fa.
    E stupisce la persistenza culturale che come ho detto, detesto e rigetto nella sua impostura indecente.
    E’ la mia legittima opinione, ma non son solo nell’auspicare che comunismo e fascismo meritavano ugual sorte. O nell’accezione negatica dell’uso del termine o meglio ancora, un’analisi storica superandole entrambe con lucidità.
    Invece, hai visto dalle reazioni anche qui, resta ben poca attitudine a simile lavoro che pure tu giudichi urgente.
    Ma stiamo parlando di iconografie, poi, di estetica, mentre io parlavo di cultura, di sostanza.
    Quella assurda stortura per cui fascista è sospetto d’esserlo chiunque non sia comunista o ancor di più si dichiara anticomunista.
    Posso dirlo o suona come bestemmia, provocazione inaudita?
    Beh, sarà il caso di abituare la mente ad elasticizzare e rompere certe strutture di pensiero quasi dogmatiche, non è vero?
    Non basta l’iconografia.

    Penso si capisca dai miei post quando manifesto preferenza e quando cerco, almen tento di fare un’analisi oggettiva dei risultati, magari pure sbagliando, chi dice di no.
    Ma a me pare d’esser assalito più quando tento l’analisi oggettiva che quando faccio un po’ di demagogia di preferenza, pensa un po’.
    E ne deduco dell’incapacità e della non volontà di fare autocritica, tutto qua.
    Pazienza se irrito nelle mie deduzioni.

    Non ho capito bene l’esempio che fai. A parte che per allontanare il sospetto di paragone con il cdx ed il nazifascismo, bastava non usare il consueto, ortodosso, conformista paragone col nazifascismo…
    potevi far ugual esempio usando una delle tante realtà passate e, contrariamente presenti, comuniste o figlie di queste nel mondo, no?
    Perfino la pax romana potevi usare, che dire..
    Così potendo risparmiar parentesi chiaritrice.

    A parte ciò non capisco: mancano elementi notevoli per simili esempi.
    manca per esempio l’aspetto violento, coercitivo, terroristico che nei “movimenti” fascisti o nazisti c’era e non c’è invece nemmen in lega aldilà della dialettica che lo vorrebbe.
    Il contesto di crisi sicuramente aumenta la minaccia di qualsiasi cosa. Che diresti se quel contesto favorisse un consenso a te gradito?
    Cercheresti altre risposte credo, con onestà.
    Beh, tenta anche ora.
    Partendo dall’assunto che Berlusconi ed il berlusconismo si è sempre detto chiaramente democratico, antifascista, pur avendo l’appeal dell’anticomunismo.

    Ma poi certe incoerenze nella critica lo dicon bene già nelle parole degli avversori. Berlusconi cresciuto all’ombra di Craxi che prende il suo posto quando crolla… che.. era fascista Craxi? Filo israeliano e filo Usa tra l’altro? Ehehe.
    Ti pare che Fini e An abbia avuto serena confluenza nel PdL?
    Ma se Fini riscuoteva perfin la stima di tanti a sinistra, anche mooolto a sinistra, per il suo non troppo velato antiberlusconismo… e come si fa poi a dare del fascista all’elettore di Fi o a Berlsuconi, salvando invece Fini io non lo capisco, per quanto ritenga che Fini non meriti tale appellativo per il percorso che ha fatto.

    Vuoi fare il percorso urgente che si novecentesche? Bene, ma sei in tremendo ritardo. E non ci riesci bene se fai l’esempio che dici e per la chiusura che fai: sei ancora lì, prigioniero di quelle iconografie, renditene conto.
    Perfin Hitler mi tiri in ballo, subito sotto al PdL ma daiiii….
    😉
    Alieno

  158. anonimo in ha detto:

    @Laura: pardon per il 143, il post non era tuo in effetti. 🙂
    Mi era sfuggito l’ingresso di donna letizia, capita nelle migliori famiglie…

    Insomma, prendo atto.
    Ciao.
    Alieno

  159. anonimo in ha detto:

    L’articolo che dicevo qualche post precedente, era su Liberazione uscito il 16 Aprile, pag. 2.
    L’articolo racconta di un indagine dentro Mirafiori, dove l’operaio non premia nè sinistre varie nè movimenti.

    Il titolo dell’articolo è una sintesi eccellente, non solo fotografando un sentimento ignorato o sottovalutato nel mondo operaio, ma anche sintesi di alcune cose che dico pur io appunto.
    L’articolo di Maurizio Pagliassotti comincia titolando così:

    “MIRAFIORI HA BOCCIATO L’ARCOBALENO: “PENSA SOLO A FROCI E ZINGARI, NON A NOI”.

    Come dargli torto?
    Un mio post precedente all’uscita dell’articolo si richiamava a questo messaggio, ricordando un comico nelle vesti dell’operaio tradizionale, quello che è stato da sempre fedele ai valori del proletariato contro i padroni, del sano vino e della sana gnocca a cui sfugge il linguaggio odierno salottiero impegnato a favore dell’illegalità zingaresca ed alla tutela dell’omosessualità.

    L’articolo è questo:
    Maurizio Pagliassotti
    Torino
    «Un partito che pensa solo agli omosessuali e agli zingari, mentre dei lavoratori se ne è sbattuto fino all’altro giorno» E’ il commento lapidario di Luca, quaranta anni, operaio Fiat alle carrozzerie Mirafiori da undici. Tira un vento gelido in corso Settembrini mentre uno sciame di operai entra dalla mitica porta due dentro lo stabilimento metalmeccanico più importante d’Italia. Pochi metri più in là c’è la cinque, quella nel 1980 fa era chiamata “porta Karl Marx.”
    Venti giorni fa Franco Giordano era venuto a volantinare proprio tra questa gente e l’accoglienza era stata fredda ma non rabbiosa, come invece era capitato qualche mese prima ai capi dei sindacati.
    La sensazione è che gli operai di Mirafiori abbiano assistito alle elezioni come si assiste alla finale di coppa del mondo tra Brasile e Germania: in qualcosa di interessante sì, ma lontano.
    Poi è arrivata il ceffone della disfatta inaspettata della Sinistra Arcobaleno, che ha assunto un valore molto superiore rispetto alla vittoria della destra.
    Se venti giorni fa nessuno aveva voglia di parlare ieri invece le lingue erano più sciolte, un profluvio di commenti duri e spietati.
    Roberto: «Un partito che difende i ladri (rumeni, ndr) che rubano nelle nostre case, incapace di farci aumentare gli stipendi che sono da anni sempre uguali. Ho votato Lega».
    Giovanni: «Batosta necessaria, anche se troppo violenta. Ci speravo che la Sinistra Arcobaleno perdesse duro, ma non così tanto. Io ho votato Pd non per convinzione ma proprio per far perdere Rifondazione. Fino all’ultimo ero indeciso se votare Lega. Mi sembra infatti quest’ultima quella che in questo momento è più vicina ai lavoratori».
    Francesco: «Quando parlano alla televisione quelli di sinistra io non capisco un cazzo di quello che dicono. Usano paroloni… la globalizzazione… il movimento… Tutte menate, a noi interessa lo stipendio, vivere un po’ meglio, avere due soldi in più in tasca. Basta. Rifondazione dice che è stata una vittoria aver ritirato le truppe dall’Iraq e io rispondo: e a me cosa ne viene in tasca?».
    Roberto: «Ma noi cosa c’entriamo con Pecoraro Scanio? L’ambiente? Sì è importante ma io voglio sentire suonare altre corde, quelle che mi toccano direttamente. Mi dispiace, sono deluso ma dopo molti anni ci voleva».
    Annamaria: «In Fiat hanno votato in massa la destra. Sono degli irresponsabili… venerdì c’era un sacco di gente che sghignazzava sulla vittoria di Berlusconi, diceva che era giunto il momento di far rubare un po’ anche lui… La classe operaia non esiste più, gli operai sono persone il cui unico sogno è cambiare lavoro, fare un po’ di soldi e sbattersene di tutto il resto».
    Gianni: «Questa notte non ho dormito. Sono incazzato e deluso. Ho votato Sinistra Arcobaleno e così tanti come me dentro questa fabbrica. Moltissimi che sostengono di essersi astenuti in realtà hanno scelto la Lega. Soprattutto i giovani sono di destra, quando li sento parlare mi sembra di avere davanti Calderoli».
    Il discorso generazionale appare importante. I più anziani sembrano aver preso almeno in considerazione l’ipotesi di votare Sinistra Arcobaleno, forse per ragioni storiche. I giovani invece paiono essere semplicemente disillusi o di destra. Commenti a caso tra i volti poco più che imberbi che entrano in fabbrica: «Non me ne frega niente», «Bertinotti veste il cachemire io guadagno mille euro al mese. Una volta ho visto Ferrero arrivare con la Renault 5 tutta scassata. Lui mi piace invece. Sono cose importanti per noi queste…», qualcuno parafrasa anche Trotzkj: “prima distruggere, poi costruire”.
    Gli operai con i capelli bianchi sono attoniti, la loro analisi racconta di un mondo operaio che non riconoscono più, arrabbiato con tutti, siano essi padroni o sindacati. «Davanti a questa porta ventotto anni fa volevamo cambiare il lavoro in Italia… Penso che quello che è successo ieri sia l’ennesimo frutto avvelenato di quella sconfitta».
    E per il futuro? Il domani non esiste anche se vi è un diffuso timore che la mancanza della sinistra in parlamento apra le porte alle peggio situazioni: «Veltroni farà l’opposizione? Siamo a posto…»
    Riguardo la sinistra e le sue scelte prossime venture mancano i suggerimenti: gli operai sono preoccupati dal crollo delle vendite di auto in Europa, Fiat compresa. Il destino della sinistra interessa quei pochi iscritti alla Fiom che resistono dentro la fabbrica, gli altri pensano che domani sarà un altro giorno, uguale a ieri.


    Considerato che Liberazione fa emergere quel che può e vuole, come ogni testata schierata, io farei un po’ di tara di qua, aggiungerei pesi tolti di là e direi che la situazione è ben peggiore per la sinistra radicale di quella fotografata da Liberazione.

    Notte.
    Alieno

  160. anonimo in ha detto:

    Moltitudini, ti prego, fai qualcosa tu! Fermalo, dagli del Tavor, o almeno digli di imparare a scrivere… Come si può, anche volendo, star dietro a ‘sto logorroico delirio?

    “argomentazione scarna”???
    “voi” siete in guerra permanente, per forza poi la realtà non torna, ve la disegnate a vostro piacimento. La guerra è finita”?
    Napoli – Scontri davanti all’Unione industriali
    Operaio Fiat ferito. Inseguito sindacalista Fiom
    http://www.globalproject.info/art-15748.html
    …Non mi pare che la guerra sia finita!
    Dalle intercettazioni delle comunicazioni tra questura e forze dell’ordine al G8:
    “Abbiamo fermato quattro in via Antiochia”.
    “Trucidateli”.

    “ingiustizia da ambo le parti”?
    Ma vaffanculo. VAFFANCULO. E’ l’unica risposta che ti si può dare, oltre alle immagini nitide di un autoritarismo e di una guerra che ti rifiuti di vedere, per puntare ipocritamente il dito contro il ragazzino “violento” che scrive su un muro…

    Il “giudizio che sarebbe precoce sulla situazione bipartitica” è in realtà semplicissimo: IO non sono certo rappresentato da questo governo, nè mi sarei sentito rappresentato dal governo di Veltroni. IO non conto un fico in questa situazione. Che io partecipi o no alla farsa elettorale, d’ora in poi, non frega niente a nessuno, e tantomeno a me: ma non venirmi a parlare di democrazia, per favore. Come ho già scritto, negli USA pacifisti e anticapitalisti NON VOTANO. Punto. Il giudizio è ovvio e scontato, non certo “precoce”.

    Da quel che ho scritto sulla mancata rappresentanza IN OGNI CASO e perciò CON OGNI RISULTATO ELETTORALE, ben si dovrebbe capire che non ci frega un belino di presunti “verdetti sfavorevoli” che non esistono in quanto tali, perchè NOI non stiamo parlando in chiave calcistica (abbiamo vinto noi/avete vinto voi) come fai tu caro Alieno, bensì in chiave culturale, sociale. Non c’è ai nostri occhi una coalizione che ha perso, ma UN PAESE che si è espresso in maniera che giudichiamo preoccupante (forte astensionismo, sfiducia totale esclusivamente a sx- che strano, eh? che la consapevolezza critica stia di casa esclusivamente a sx! – e successo della destra più becera, rozza e ignorante). Ci vuole del coraggio (o una malafede impressionante) a giudicare il voto a Berlusconi come una forma di “dissenso”!!! Allora Mike Bongiorno e la Zanicchi sarebbero pericolosi dissidenti terroristi anarcoinsurrezionalisti? 😀
    Il successo di Berlusconi è esattamente l’opposto di quel che dici: la vittoria del CONSENSO, ottenuto con denaro e potere, cosucce che ben poco hanno a che fare con “la libertà ed il popolo libero”… Così come tu qui non fai certo “l’anticonformista”, perchè – come già ti è stato fatto inutilmente notare – qui non siamo affatto conformati ma ben distinti tra di noi: in questa situazione tu, semplicemente, ti diverti a fare il ‘diverso’, come se del tuo ‘libero’ (?!) voto a Berlusconi o a chi per lui ci fosse qualcosa di cui vantarsi. C’è qualcosa di cui vergognarsi, semmai; e non sto a fare il consueto, lunghissimo elenco di dati.

    Lorenzo

  161. anonimo in ha detto:

    X alieno:
    Alieno tu non ascolti, pare che non ti interessi proprio capire chi ha un punto di vista diverso dal tuo, confrontarti, perchè, sai, non basta scrivere pipponi enormi e in quantità non indifferente per poter dire di confrontarsi; si deve rispondere, ascoltare e dialogare.
    Tu fai dei monologhi, peraltro attribuendo pensieri e parole agli altri, non preoccupandoti (e non parlo del post 143) di capire i tuoi interlocutori cosa pensano, ma attaccandoti a luoghi comuni che dai per certi ed inconfutabili.
    Non penso di essere l’unica a pensarlo e quindi ti suggerirei un minimo di riflessione sul tuo atteggiamento, almeno se vuoi veramente interloquire, altrimenti continua a farti domande e a darti le risposte.
    Non mi pare che Lorenzo ti abbia aggredito all’inizio, anzi ha provato a confrontarsi con te, dicendo solo cose assolutamente condivisibili e intelligenti, poi tu provochi, aggredisci (non è che se non alzi i toni in un certo modo, non aggredisci, eh!), non ascolti, e allora uno si spazientisce.
    Allora ti interessa il dialogo?
    Se pensi che siamo noi a non essere “dialoganti”, allora è proprio inutile che ci provi.
    Ciao.
    Laura

  162. anonimo in ha detto:

    non resisto:
    “…per cui non si può considerar giusto ugual salario se percepito a Napoli o a Vicenza, perchè se lo stipendio se va bene di 1500 Euro è lo stesso, poi non sono gli stessi i costi della vita ed è come se lo stipendio (del Nord in questo caso) fosse ben più basso.”
    Ma chi cavolo ti dice che il costo della vita a Napoli è minore che a Vicenza? La lega?????
    Napoli è carissima, come fitti, come case, come beni di consumo, etc. la puoi confrontare a tutte le città metropolitane, non ha senso un paragone del genere…contando poi che lo stesso professionista se lavora a Napoli ha un certo stipendio (esperienza diretta), se si sposta al nord uno maggiore, quindi il contrario di quello che dici.
    Sui movimenti che sono sempre contro poi non ho parole…
    laura

  163. anonimo in ha detto:

    @Laura: che c’entra, anche io ho l’impressione di non essere ascoltato che che ci sia volontà di capire un punto di vista radicalmente diverso dal vostro.
    Io rispondo, ascolto e dialogo nel modo che riesco, tra l’altro con molta meno volgarità ed inutilità.

    Cerco di capire cosa gli interlocutori dicano anche provocandoli e se possibile, mi baso su quel che vedo scritto.
    Per esempio, non mi umilierei mai, come ha fatto proprio Lorenzo, a parte l’insulto inutile, la prima volta che mi assento, ad insinuare che sparisco perchè in difficoltà a rispondere alle sue banali trite e ritrite domande.
    Se uno è assente e non risponde magari ha altro da fare, è morto, ma lui no, deve tentare il colpo disegnando la realtà come gli conviene, per cui io sarei in difficoltà a rispondere…
    poi per forza la realtà sorprende, delude, è distante, fa incazzare: non la si legge con onestà, ma sempre strumentalmente.

    Lorenzo ha provato a confrontarsi dicendo cose condivisibili ed intelligenti quanto me, non è simpatico nè arbitrale il tuo giudizio.
    Ma si incazza se non gli do ragione e come te e tanti, confondente spesso il non capire e comprendere con il semplice non condividere.
    Io capisco benissimo cosa leggo, ma non condivido e questa cosa a Lorenzo lo fa impazzire, gli sembra assurdo a lui che ha la verità in tasca per tutti, a parte milioni di persone altre che la pensano diversamente, tutti idioti ed ignoranti, fascisti e mafiosi, razzisti e tutto il resto.
    Davvero un fascista intendere.

    Lo scontro (e pure l’offensività delle affermazioni), cara Laura, è fisiologico nel dialogo di posizioni contrapposte.
    E nel mio caso non si può pretendere gli stessi punti condivisi che avete, per dire, tu e Lorenzo.
    Ma se non si accetta l’offensività delle idee in quanto diverse, addio dialogo, c’è solo tentativo di imposizione.
    Altra cosa l’offesa inutile, che umilia solo la persona che le usa, perchè dimostra solo un suo scarso equilibrio, valori di rispetto un po’ lacunosi, probabilmente frustrazione e debolezza argomentativa per cui la dialettica si riempie anche di offese, essendo il resto forse giudicato poco efficace.
    A me dispiace perchè si offende da solo e siccome mi pare che abbia delle capacità tutto sommato e gliele riconosco, non fa giustizia nè onore alla persona che potrebbe fare di meglio.
    Per il resto, non sono preoccupato nè offeso.
    Dunque prendi atto che ascolto e lo “spazientimento” è la non condivisione. E non nascondo l’inutilità la non costruttività raggiunta nel dialogo in queste distanze, per cui lo spazio è diventato per alcuni momenti solo un muro dove affiggere la propria espressione, isole non comunicanti.
    Pazienza, capita anche questo a volte e non si dovrebbe però trarre conclusioni drastiche (cioè che non c’è alcun punto di condivisione).

    E’ ovvio che alzando i toni uno si tende a farlo a ruota.
    Faccio notare che però, a parte Lorenzo più o meno, nessuno ha dato dimostrazioni di debolezza esagerando, nemmen tu, perchè?

    Non è mai stata mia abitudine entrare nei blog, nemmen questo, con l’intento di essere solo provocatorio ed offensivo e lo attestano tanti miei post diversi anche qui, una storia che dice altro, per esempio che non merito simile giudizio, ma sopravvivo lo stesso eh?
    Altrove ho avuto anche reazioni più antipatiche oppure anche qualcosa di meglio.

    Sono disponibile a ritornare ad un tentativo di dialogo più sereno (ma lo son sempre stato anche se non sembra.
    Vedremo.

    Buona giornata.
    Alieno

  164. anonimo in ha detto:

    no, non sono d’accordo il con capire non c’entra col non essere d’accordo, io dopo aver capito posso dire di essere d’accordo o meno, altrimenti diventa una sterile diatriba tra tifosi, scontro inutile, vittoria o meno.
    Uno pone un problema, una questione e può volerla risolvere in modi diversi, può leggere la stessa situazione in maniera diversa, però deve capire l’altro cosa sta dicendo altrimenti tu continui a dire che dico A, mentre sto dicendo B ed è inutile andare avanti.
    Anche le premesse non si possono dare per certe, soprattutto se le attribuisci all’altro, perchè se non son cose che uno pensa, perchè mai dovrei perdere tempo a confutarle?
    In più parti già con giudizi di merito (più o meno volgarità, più o meno inutilità) che sono gli altri a dover dare (non “noi”, visto che accomuni tutti), gli altri in generale.
    Laura

  165. anonimo in ha detto:

    Grazie Laura della comprensione…
    Alieno, assente o no TU NON RISPONDI LO STESSO alle questioni che ti vengono poste. Più che pensare che tu sia in difficoltà a rispondere a tali questioni (per nulla “banali, trite e ritrite”, se non quanto i tuoi inni berlusconiani alla ‘libertà’…), vien da pensare che tu non VOGLIA proprio rispondere, ossia eviti quel dialogo che cianci di voler costruire.
    Dovresti avere ormai capito che, se c’è difficoltà di comprensione e dialogo tra persone che si dicono di sinistra, figurarsi con uno che vota a destra!
    Tu bello mio non mi devi dire se quelli che “la pensano diversamente” son “tutti idioti ed ignoranti, fascisti e mafiosi, razzisti e tutto il resto” (sintesi alquanto azzardata e semplicistica di quanto ho scritto finora): mi devi innanzitutto dire se quelli che son stati votati da chi come te SOSTIENE di pensarla diversamente sono idioti ed ignoranti, fascisti e mafiosi, razzisti e tutto il resto! Chiariamo prima questo punto, e poi cerchiamo di capire come mai la gente li abbia votati lo stesso. Ma tu questo punto lo eviterai, al limite mi farai notare che pure Caruso c’ha delle denunce (grazie tante: ma non per Mafia!), e continueremo a non dialogare affatto e a combattere la battaglia degli antifascisti contro gli anticomunisti, ognuno convinto d’essere più anticonformista dell’altro… Con la piccola, anzi minuscola, insignificante differenza che a rischiar di prendere le mazzate e le denunce SONO SOLO IO! Questo dovrebbe essere sufficiente a dimostrare l’opportunismo che sta alla base della tua posizione: chi sostiene il Potere è sempre nel giusto, e si può permettere di cianciare di ‘libertà’, perchè LUI CE L’HA, come il Papa, come Ferrara. Sono GLI ALTRI a non averla.
    Ti faccio notare infine che “W la libertà ed il popolo libero” non è un’IDEA: è una CAZZATA degna solo di un venditore di pentole (a caro prezzo) come l’illiberalissimo moderno dittatore (come altrimenti definire chi si fa le leggi ad personam?) Berlusconi, null’altro che il Putin nostrano.
    Parla con chi ti pare, tanto il tuo è solo un vomitare da cui la gente, schifata, si sposta.

    “Abbiamo fermato Alieno in via Antiochia”.
    “Trucidatelo”.

    Lorenzo

  166. anonimo in ha detto:

    figurati Lorenzo, però chi sostiene il potere non è detto che lo faccia per opportunismo, può essere anche convinto di stare dalla parte giusta oppure delle idee professate.
    Io ho sempre dato ad Alieno buona fede, ma mi diventa difficile il dialogo, se non cerca di comprendere quello che dico o altri dicono.
    laura

  167. anonimo in ha detto:

    zzzzz…. sto elaborando gli ultimi dati.
    Cercherò di rispondere con la massima disponibilità per una ricomposizione eventuale del dialogo in termini più costruttivi.

    Alla prossima.
    😉
    Alieno

  168. Laura, Lorenzo, Alieno.

    A questo punto mi cercherò uno sponsor che mi permetta di stare qua tutto il giorno e fare…il mio dovere di ospite. 😉

    Non è per disinteresse che non intervengo, ma per difficoltà materiale.

    Rimedio ora, in parte, ed ovviamente mi dedico ad Alieno.

    Ad Alieno ricordo tuttavia che non sta parlando, mi pare, con elettori della sinistra arcobaleno (ah, poi aggiornami sulla rubrica che tiene capanna su Libero 😉 )

    Satsera ho il turno di notte, tra poco devo andare un poco a dormire.
    Ho letto ciò che dici sull’operaio di Mirafiori.
    Non ho letto tutto, ma credo di aver capito dove tu voglia andare a parare.
    Ancora una volta, ti dico: basta con sto discorso del salottiero.
    Guarda, faccio un po’ di demagogia pure io: guadagno sicuramente molto meno del metalmeccanico di cui parla quell’articolo.
    Sicuramente, al mese (a spanne..come retribuzione base un 20 euro i meno).
    Eppure all’anno: lui ha la 14ma, io no.
    E faccio anche un lavoro più esposto a rischi in termini di precarietà.
    Un lavoro dove, ricordo, non esiste straordinario, pagamento dei festivi, eccetera.
    Mio padre è un ex operaio con la licenza media, immaginati che pensione prende.

    Insomma, ancora una volta, ti dico: coi “salotti”, con l’iperuranio c’entro nulla.

    Detto ciò non vedo affatto in contraddizione o competizione i diritti di..froci e zingari con i miei.
    Non vedo l’occuparsi eventualmente di froci e zingari come qualcosa che va a detrimento dela mia situazione soggettivamente probabilmente più frustrante di quella del metalmeccanico mio omonimo.

    Una frase come quella, non la direi mai.
    Poi è chiaro che su quella frase io – che pure non sono quella “sinistra” che lui accusa – mi interrogo, e credo di capire come sia possibile che si sia arrivati a ciò.

    Ti ricordo, per inciso, che la “polemica” così come la conduci nel commento dove citi l’articolo di rifondazione, dovresti andarla a fare dove “la sinistra arcobaleno” o rifondazione vengono difesi o supportati.
    Letto in quei termini, il tuo commento, non vedo cosa c’entri qui.

    Nè con me (che del distacco tra la sinistra e gli interessi che dovrebbe tutelare parlo da sempre) nè con laura e lorenzo che o non hanno votato, o se lo hanno fatto lo han fatto con immenso scazzo.

    Se ciò che vuoi dire citando quell’articolo è che i partiti della sinistra hanno mostrato un enorme deficit a ricomporre, a comunicare con, a rispondere alle esigenze di quei soggetti sociali che avrebbero voluto rappresentare, perdi tempo. Personalmente, è ciò che scrivo da sempre.

    Ovviamente ciò non vuol dire dare ragione nel merito all’aspetto…esteriore con il quale quella critica si manifesta, ma a capirne ed interpretarne la frustrazione da cui deriva, arrivando a costruire un meccanismo, un fare collettivo che l’operaio, il “frocio” e “lo zingaro” si riconoscano a vicenda, perchè facce dela stessa lotta.

    E’ su questo che – attualmente – il potere sta vincendo.

    Sul divide et impera.

    A quell’operaio va fatto capire che se guadana 1200 euro al mese, che se in 30 anni la ricchezza e la produttività italiane sono finite(partendo grossomodo da un 50 e 50) al 90% in profitti e rendita, e solo per il 10% ai lavoratori, non è certo colpa dello zingaro o del frocio.

  169. anonimo in ha detto:

    Laura, è vero, uno può anche essere “convinto di stare dalla parte giusta”, però solo fino a quando non si accorge di certe cose PALESI, EVIDENTI, MACROSCOPICHE che dovrebbero fargli cambiare idea, o quantomeno riconsiderarla criticamente. QUI sta la differenza tra “noi” e “loro” (perdona la semplificazione) e di conseguenza anche la c.d. “superiorità morale” di cui si lamentano gli Alieni e i Dell’Utri: “noi” ci siamo accorti della mala politica, della Casta, della Mafia al potere, dei danni del riformismo e dell’inadeguatezza della sinistra radicale…e al momento del voto ci siamo comportati come ci consigliava la coscienza critica: astensionismo, falci e martelli autorappresentativi, sconforto e delusione. “Loro”, invece, sono andati avanti per la loro strada come se nulla fosse accaduto; l’importante era far vincere il Milan (voglio dire: la squadra di Berlusconi). Insomma, “noi” siamo capacissimi di critica e di autocritica (fino al ‘tafazzismo’), “loro” NO, sono in grado soltanto di tutelare il proprio culo, che com’è noto vale ben di più della coscienza. Per questo, convinzione o no, a parer mio si tratta pur sempre di opportunismo.

    Lorenzo

  170. anonimo in ha detto:

    Sono d’accordo con ciò che dici. Anche sull’opportunismo sul piano generale, se poi andiamo sulla singola persona è evidente, a parer mio, o che si è in mala fede o che veramente non ci si rende conto di alcune cose e su questo un confronto con toni da dialogo forse può servire.
    laura

  171. anonimo in ha detto:

    …però i tuoi “vaffanculo” gridati mi hanno fatto molto divertire (in senso positivo, veramente).
    Laura

  172. anonimo in ha detto:

    Sì Laura, in linea teorica sono d’accordo con te: un “confronto con toni da dialogo” in certi casi può servire ed anzi è necessario per capire e farsi capire, ma…non è certo questo il caso. Qui non abbiamo di fronte nè una persona inconsapevole nè ignorante: ne abbiamo di fronte una sin troppo furba, convinta ed evidentemente incapace di dialogare (lo prova il suo sbrodolamento continuo) e di supportare le proprie tesi (lo prova la scelta di non rispondere mai ai punti proposti e di appigliarsi quasi sempre a luoghi comuni piuttosto che a fatti).
    Poi ovviamente dipende da persona a persona. Quando i berlusconiani ti rispondono che Mafia e P2 son questioni che “non gli interessano”, non resta altro, per l’appunto, che il vaffanculo.

    Lorenzo

  173. buona festa di Liberazione a tutti.
    resistere, resistere, resistere oggi più che mai

  174. @LORENZO
    stai da queste parti che nei prossimi giorni lanciamo una iniziativa che ti interesserà…

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