m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

post it 2

Breve passaggio, giusto per lasciare un cenno. Lavoro, e, per fortuna, ho anche una vita privata.

DEMOCRATICI, MA ANCHE FASCISTI
non so se sia più grave che un partito di centrodestra candidi un anziano signore con scivolamenti nostaglici, o che un partito..democratico, alternativo al primo, candidi un fascista.
E’ il caso di tal Arcivieri Paolo. Dirigente nel Lazio del partito di Alessandra Mussolini. Leader degli irriducibili ,  transistato in galera per questioni legate ad estorsioni e ricatti. Candidato alle amministrative, a Roma, per il PD. Forse si ritirerà..ma mi risulta che le liste siano chiuse e depositate.
Non se ne parla granchè di questa…"svista" (possibile sia una svista?). D’altra parte, quando il vecchio con scivolamenti nostalgici di cui sopra pareva vicino ad entrare nel PD, frequentava i meeting democratici e lodava il progetto, nessuno si scandalizzò.

LA BUFALA DELLE BIANCHE "ALLA MAGGIORANZA".

Ne ho già parlato, ma sollecitato da alcuni amici, replico: schede bianche e nulle non vengono conteggiate in alcun altro modo se non come bianche e nulle.
Non c’è alcuna modalità di espressone del non voto che – come invece suggeriscono alcuni ambienti grillian/travaglieschi – determina in qualche modo una diversa attribuzione di seggi o, addirittura, la non elezione di parlamentari.
Si contan i voti validamente espressi, quanti e quali essi siano. Che poi si possan fare brogli, è altro discorso, ma si posson fare a prescindere da quale tecnica di non voto si utilizzi.
Stare a casa, annullare, recarsi al seggio e rifiutarsi di votare o lasciare in bianco sono azioni con i medesimi effetti, scegliere un comportamento piuttosto che un altro è al limite una scelta simbolico politica, senza alcun rilievo o effetto materiale.

TIBET
una riflessione di Danilo del Bello. Audio e testo QUI

Stralcio.
È su questo che si nota l’ipocrisia dell’America e dell’Occidente, la logica del denaro, quella capitalistica, nella sua massima espressione della globalizzazione, va oltre alla questione dei diritti dell’uomo e la loro gestione e difesa da parte del comando imperiale è pura e semplice ipocrisia per mascherare la logica degli affari. La Cina è diventata una potenza mondiale dal punto di vista della produzione di merci, perciò non le si possono imporre alcun tipo di sanzioni che invece vengono sistematicamente applicate in altre parti del mondo….

CASARINI SCRITTORE

Non è una recensione, la mia, ma una risposta ad un commento al post precedente: no, non trovo contraddittorio che Casarini "narratore" pubblichi un romanzo con mondadori, (la parte della fortuna, strade blu – Mondadori). Perchè se la pensassi così non dovrei nemmeno farmi ospitare da splinder o usare la mail di alice per diffondere il mio pensiero, comprare i libri di Chuck Palahniuk, fare tante altre cose. Trovare ciò irricevibile forse è ciò che farebbe un "duro e puro". Bè, non lo sono, al contrario di quel che pensa ZiaLaura. 😛
IRONIE DELLA MORTE
Stuntman che lavorava alle riprese della fiction "vite sospese" muore cadendo da una impalcatura durante le riprese, alle acciaierie Falk di Sesto San Giovanni. Muore cadendo da una impalcatura mentre recita la parte di un operaio che muore cadendo da una impalcatura.
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58 pensieri su “post it 2

  1. anonimo in ha detto:

    Siamo cinesi (dopo TienAnMen).
    Tutti palestinesi.
    Tutti israeliani.
    Siamo tutti americani (dopo l’attentato Twin Towers).
    Tutti inglesi,
    tutti spagnoli (dopo gli attentati).
    Siamo tutti irakeni…
    Tutti afghani…
    Tutti birmani…
    Tutti extracomunitari.
    Tutti precari….

    Avessimo qualche problema con le nostre emozioni e la nostra identità?

    Ma a rimanere semplicemente uomini con dignità, onestà, autonomia di pensiero, liberi, non fa proprio?

    Forse è un’identità con più coerenze, più autentica, forse ha emozioni più stabili, forse è più efficace…
    Ma evidentemente questa cosa di cambiare continuamente tessere e passaporti piace un sacco, ci fa così impegnati, così fighi, vuoi mettere?

    Alieno

  2. E’ stata una scelta culinaria.
    Il PD assomiglia sempre più ad un minestrone senza un gusto deciso, una zuppa senza un aroma particolare.
    Se il minestrone sa troppo di teodem si aggiungono un paio di radicali e qualche gay.
    Se si eccede con i radicali basta aggiungere qualche fascista per ottenere l’incomparabile minestra di nonno walter.

    Anche per questo non andrò a votare.

  3. anonimo in ha detto:

    Come ho già scritto, la fogna del regime cinese, regime comunista e capitalista, si presta a trasversalità.
    Nella critica, ma anche nel compiacimento.
    Nell’indignazione, ma anche nell’indifferenza.
    Nel boicottaggio, ma anche al boicottaggio del boicottaggio, per la sua duplice natura che riassume il peggio del peggio tanto del capitalismo che del comunismo.

    Il post già annuncia la critica ad una degli aspetti, quello capitalista.

    Con dispiacere non evince un bilanciamento critico che affronti anche l’aspetto comunista.
    Capisco che è più complicato..

    se proprio si deve, si attacca la Cina sul capitalismo. Sul comunismo si tace e se si è costretti al muro, al massimo si dirà che non è vero comunismo sperando di chiuder la questione.
    Ma del resto non è neppure vero liberismo capitalista, con il grosso intervento statalista interno del regime comunista eh! Ugual replica si può fare dall’altra parte.

    Il comunismo non si tocca. Se ci si prova si dirà che non è comunismo incassando la critica reagendo più o meno così, come bambini che se le danno di santa ragione: “tanto non mi hai fatto nulla, non mi hai fatto nulla!”

    Eppure la storia ci consegna qualche informazione utile.
    Non tanto tempo fa, qualche decennio, quando le guardie rosse assassine di Mao trucidamente imponevano il verbo della Rivoluzione culturale comunista maoista, tanto ai contadini che ai tibetani, uccidendo indistintamente tutti, fino al monaco e distruggendo i templi che oggi invece abbiamo tanto a cuore invitando al dialogo (senza rinunciare ai Giochi, per carità, cosa è più importante delle Olimpiadi al mondo?), cosa accadeva?
    Cosa accadeva quando c’erano milioni e milioni di morti?
    Nei centri del comunismo europeo e italiano le guardie rosse maoiste erano il Sol dell’Avvenire, il comunismo maoista orgogliosamente sbandierato ed accudito con la copia sotto il braccio del suo libretto, era il modello della società nuova, finalmente libera dall’imperialismo capitalista.

    Si capisce che oggi è un po’ complicato, per molti che hanno quei trascorsi, che hanno avuto tanto affetto ideologico ma anche per gli insipienti che si contentano di slogan emotivi, dire davvero, concretamente: “Siamo tutti tibetani”.
    Apre scomode partecipazioni di ieri, ma anche di oggi.
    Come si fa, sapendo quel che succedeva, che tutt’ora accade, anche aldilà dei tibetani eh? Ma come si fa a dirsi tutti tibetani e poi
    al contempo vantarsi senza problemi di esser comunista?
    Rosso?
    Sia pure comunista rifondato o con lifting critico, o operaio od ingentilito da margherite o rimartellato e rifalciato con orgoglio.. come si fa a vantarsene e dire di essere con i Tibetani davvero?

    Va detto che l’iniziativa radicali-riformista è quella più esplicita nella condanna del regime cinese che opprime i Tibetani.
    E non manca l’attenzione per l’estetica, eh. Non ci si contenta nemmeno di dire “semo tutti Tibbetani”, ma si fa pure la bandiera di carta disegnata ad hoc , delle dimensioni di circa 70X40 cm della niente popò di meno che la Regione Autonoma del Tibet, Free Tibet, coloratissima con un gbel sole giallo che sorge dietro la montagna bianca che è il Tibet, da cui dipartono rraggi blu e rosso acido, il tutto sorvegliato alla base da 2 leoni delle nevi con i 3 gioielli (Buddha, Dharma e Sangha).

    Ma allora… questi fanno sul serio, si dirà..
    come no. Giusto il tempo di farsi notare poi l’annuncio arriva puntuale per riportar l’iniziativa al livello di ogni altro, cioè nel nulla nella sostanza, ma molto più colorato ed impegnato, vuoi mettere?
    Radio Radicale sguscia via dall’eventualità del boicottaggio delle Olimpiadi, paro paro, cacchio cacchio come chiede la Cina pur non rinunciando ad imporsi violentemente e duramente (sia mai che conceda qualcosa in cambio, ma perchè dovrebbe visto che noi in effetti non si chiede mai nulla in cambio? Che so, per dire… di importare i loro prodotti solo se prodotti con qualcosa che assomigli all’art. 18, a diritti dei lavoratori o umani, giusto per non doverci dire di far affari con gli schiavisti..).
    Sì, siamo tutti Tibetani, ma la pensiamo tutti diversamente: io sono Riformista, io Radicale, io comunista, io liberista.
    Su tutti prevale l’adesione per convenienza al comunismo capitalismo cinese nella sostanza.
    Però per motivi diversi, sia chiaro.
    Che sappiano bene della nostra diversità identitaria, che non ci confondano, siam tutti diversi mentre siam tutti tibetani, lo sappiano che un conto è essere radicali-Riformista, un conto di destra, un conto di sinistra, mentre crepano.

    In questa schizofrenia e nella compulsività emotiva che si contenta delle apparenze, mi rassegno pian piano al nuovo appello identitario e solidale impegnato, tra qualche decennio.

    Aspetto i nuovi appelli:
    “Siam tutti estinti”.
    “Siamo tutti schiavi”
    “Siamo tutti morti”.

    Comincio a studiare le bandierine da sventolare per l’occasione, così si risparmierà tempo.
    Dunque parto da quella del Riformista-Radicali.
    Direi uguale nello spunto, ma aggiornata:
    stessa montagna (il Tibet).
    Però pieno di croci come un cimitero (qui l’idea si dà con le croci anche se la croce non è buddista, così ci facciamo una croce sopra sulla comunicabilità).
    Ai piedi 2 leoni delle nevi morti (o scheletri) ai piedi di qualche carroarmato. I tre gioielli diventan due: falce e martello e stella in campo rosso e il segno del dollaro, mi pare che renda bene l’idea.
    Il sole potrebbe essere il solito sol dell’avvenire da cui parte il tutto (rosso?) con la rivoluzione culturale,
    però si intrave dentro la faccia soddisfatta di Mao.
    I raggi vengono soppressi in un unico campo nero (così si crea contrasto cromatico e poi non è così diversa da quella società nuova quella amata dai compagni qui da quella società nuova amata dai camerati in camicia bruna).

    Siam tutti Tibetani, ma soprattutto siamo tutti Olimpionici, a memoria ci metterei anche, in alto a sinistra, i cerchi dell’evento irrinunciabile e prioritario su ogni altra questione umanitaria su cui, pur facendo differenze siam tutti d’accordo: si fanno e basta.
    Se poi si è pignoli, magari quegli anelli intrecciati posson grondare di sangue su una bottiglietta di coca-cola in basso ai piedi del carroarmato che dicevo, così facciamo contento anche quel simpaticone di Sanguineti (Sanguinerà poco la sua coscienza, si è visto già).

    Alieno

  4. anonimo in ha detto:

    ok non vogliamo essere “duri e puri”.
    Certo è che, tra tante case editrici, scegliere mondadori…edddai, su!

    po guarda, senza nulla togliere…. ma che tu usi splinder, alice,hotmail e vada al burger king, vabbè… ma che uno “in vista” come Casarini il suo primo romanzo lo pubblichi con mondadori… boh,
    io non la vedo proprio una gran genialata.

    L.

  5. anonimo in ha detto:

    che schifo :-((
    Paolo.

    Fonte: Corriere del Veneto 19.03.08
    Casarini scrittore un romanzo con il “nemico”
    Il leader Disobbediente pubblica “La parte della fortuna” con Mondadori
    Global Project Padova – Giovedì 20 marzo 2008
    [ versione per la stampa ]
    “E ora di superare le caselle. L’editore di destra o quello di sinistra: non sono mai stato manicheo. Volevo solo raggiungere il maggior numero possibile di persone”. La passione per la cucina
    Dice: “Berlusconi è il padrone. L’editore è Mondadori. Ma di quello che ho scritto non ho dovuto cambiare nemmeno una virgola. E questo non me lo chiede mai nessuno…”. Sostiene, Luca Casarini, classe 1967, al secolo leader delle Tute Bianche-Disobbedienti-No Global, da ieri autore di un romanzo di 264 pagine per la collana “Strada Blu” di Mondatori (16 Euro), che “è ora di superare la divisione in “caselle”: l’editore di destra, l’editore di sinistra, il giornale comunista, quello anticomunista, Raitre buona perché comunista, Canale 5 no perché di Berlusconi…” Insomma: superata la boa dei 40, con un figlio di 14 mesi che circola per casa a Marghera e si fa sentire se gli si telefona all’ora di cena, Luca Casarini ammette di aver fatto il colpaccio: “Non sono mai stato manicheo. Sarebbe come chiedere agli operai della Fiat se hanno problemi a lavorare per Montezemolo, o in passato per Agnelli. Volevo che il mio libro raggiungesse più persone possibile e invadesse più campi possibile: per quello ho puntato a Mondatori, la casa editrice più grande d’Italia, che edita D’Alema, Camilleri, Che Guevara. Forse tanti editori che si dicono di sinistra avrebbero avuto problemi a pubblicarmi, così come ora alcuni giornali cosiddetti di sinistra fanno problemi a recensirmi.”

    Perché l’eroe di La parte della fortuna, il romanzo che segna il suo debutto nel mondo della letteratura, non è esattamente una verginella: la rapine, ottiene con la violenza e la truffa la “chiave” per liberare il suo amico moldavo finito in un Cpt. E pazienza se i truffati sono una banda di malfattori che non finisce più, un gruppo misto di malviventi e poliziotti corrotti con anche qualche complice nella magistratura. Insomma: Nico Djuric, praticante avvocato dal legale più votato ai diritti civili di Venezia (un omaggio all’avvocato veneziano Emanuele Battain, principe del foro degli ultimi e storico legale dei processi del Petrolchimico, scomparso l’estate del 2006), per tutto il romanzo tenta di liberare l’amico finito non proprio per caso in un Cpt, anche se a metà tutti gli indizi dicono che l’amico Alex (compagno di “lavoretti” illegali e non) forse non è come Nico pensava.

    Nel libro Casarini infila tutte le metafore e tutti i riferimenti ai temi del suo cuore militante: oltre ai centri di permanenza temporanea per stranieri, il precariato, il G8 di Genova (su cui scriverà il seguito di questo libro, sempre con lo stesso protagonista), Abu Grahib, la guerra, la società del possesso, la Disobbedienza. Ma anche, spia del nuovo corso, la cucina, con una quantità di piatti danteschi, baccalà, gamberi: “Ah, sì – dice fiero Casarini – quella è proprio una mia passione. Del resto si vede – ride – almeno ho una scusante…”. Ma nel libro c’è anche molto della passione letteraria di Casarini, che incornicia la vicenda in un quadro noir: “Un omaggio ai miei autori preferiti – spiega – Jean-Claude Izzo, Manuel Vàzquez Montalbàn, Daniel Pennac. Più che il giallo italiano, insomma, la mia passione è per il noir francese e spagnolo. Da lì ho preso la “chiave” per costruire qualcosa che potesse attrarre. Un libro deve creare un mondo attraversabile, modificabile, accogliente. Spero di esserci riuscito”.

    Con questa chiave Casarini ha raccontato una storia che parte da lontano, dai Paesi dai quali i “migranti” spesso provengono, fino a Marghera, con molte pagine a Venezia, nei luoghi più autentici – da Cannaregio a Baia del Re a Barbaria de le Tole – fino a Reggio Emilia, dove sorge il Cpt, una sorta di fortezza buzzatiana che alla fine viene espugnata. E che nella realtà Casarini ha veramente assaltato, seppure a Bologna. Col risultato che ora anche quell’atto disobbediente pende sulla sua testa, insieme alla sentenza (attesa per fine aprile) dove rischia fino a ‘ anni per cospirazione politica contro lo Stato per i fatti di Genova e quella della spesa proletaria al Panorama di Roma, dove l’accusa è rapina aggravata. Ma questo probabilmente è il passato.

    Oggi Casarini si prepara al tour per il lancio del libro. Prima tappa martedì prossimo alla libreria Mondatori di Venezia: padrini Gianfranco Bettin e Massimo Cacciari.

    (Sara D’Ascenzo)

  6. anonimo in ha detto:

    Mi pare che l’adesione al non-boicottaggio sia ormai globale (dove siete no-global?).

    Aderisce, dopo Usa-Bush, Eu, Onu, Coni, Cio, il Cio, Santa Sede, Putin, Veltroni, Bertinotti, Berlusconi, Pannella, credo anche l’empas, l’associazione filatelica di AbbiateGrasso, la numismatica di CastellamarediStabia, il circolo anziani di Tirli, l’Avis, la Cri, l’Enpas, l’Inps, il dopolavoro ferroviario, il partito degli impotenti, il Casinò di Campione, il sindacato Veline ammogliate, la squadra di calcio degli scapoli guerci, Omnitel con tutto “il mondo gira intorno a te life is good, life is now” le tribù del concorrente, Altroconsumo, Scientology, il gruppo dei focolari e quello degli accendini, il circolo Amanti del Tango delle nonne tosco-emiliane in calore…
    non ho notizie aggiornate ma restano in forse sulla partecipazione solo Taiwan edil 33% degli italiani, secondo il sondaggio Swg realizzato per radio24, la radio di confindustria che deve aver censurato l’intervista a Montezemolo dove a domanda su posizione sul Tibet oggi, rispondeva “Tibet oggi? Ma veramente col governo cinese ci era stato detto che avremmo potuto dislocare altre industrie tra qualche tempo, è sicuro che sia proprio oggi?”.
    Intanto il Pd dispera di poter portare tra i propri personaggi da palcoscenico un rappresentante cinese “ma-anche” uno tibetano per dar l’idea della ricetta del nuovo che supera la vecchia politica nell’interesse del Paese. Pare che il tibetano abbia incapacità ad assimilare il nuovo e si ostini a voler essere imprigionato o morto, il che non è bella partecipazione estetica nel sogno democratico di sinistra per uno che ti parte da Spello.
    Per quanto Veltroni abbia insistito col tibetano a partecipare al progetto PD ripetendogli fino alla nausea: “yes, you can”, pare proprio che not, he cannot…

    Alieno

  7. a me invece da un po’ fastidio.Sarebbe come fare attività contro mcdonald e poi portarci la famiglia.
    Non è un discorso di Casarini,perchè la stessa cosa vale anche per il manifesto che si fa pubblicare la pubblicità della mediaset,magari son cose un po’ moralistiche e sbagliate,però..Giustamente se pubblichi un libro puoi farlo anche su altre case editrici,no?
    Penso però,che il buon Casarini abbia voluto praticare il classico entrismo trotskista,quindi utilizzare il Sistema ,per smontarlo dall’interno.Quindi un tema molto scivoloso,difficile..dai diciamo che la ragione è mezzo e mezzo e morta lì.
    Sta storia che il fascistone degli irriducibili è candidato per il pd non lo sapevo.Boh,cioè l’han fatto per copiare il pdl che ha ciarrapico?

    Lo stuntman ,quando realtà e finzione si mescolano tragicamente.
    Devo dire che mi è molto dispiaciuto.
    Vabbè vado a riflettere sul caso casarini,perchè sinceramente faccio fatica a farmi un’idea chiara e precisa!^_^

  8. anonimo in ha detto:

    A questo punto mi domando:

    se favorevole al boicottaggio olimpico è (solo) il 33%, chi diavolo rappresenta quel terzo di italiani?

    Che qualcuno si facesse avanti!

    Alieno

  9. FrancaFranca in ha detto:

    Anche quando Ciarrapico frequentava ambienti Pd, non è che ci sia stata una sollevazione popolare…
    Sulle schede hai perfettamente ragione tu; non capisco come facciano a mettere in giro certe voci.
    Il boicottaggio delle Olimpiadi non serve a niente e di sanzioni economiche nessun ne vuol sentir parlare. Se poi si pensa che Total e Chevron in Birmania nonostante le sanzioni hanno continuato tranquillamente a fare i loro affari, probabilmente non servono neanche le sanzioni.
    Fermo restando che io sono per l’indipendenza del Tibet, qualcuno conosce la sua precedente situazione?
    Duri e puri è molto difficile esserlo, per cui Casarini faccia un po’ quello che crede. Ad essere sincera preferisco che pubblichi libri con Mondadori al posto degli espropri proletari…
    Per l’ultimo punto, il titolo è quantomai azzeccato…

  10. Alla fine in effetti è una polemica un po’ stantìa. Non mi scandalizza certo la cosa, conoscendo anche Luca so che di queste cose se ne frega, si gode anche la provocazione e casomai non avrebbe mai pubblicato per Editori Riuniti o simili! Poi a me come lettore comprare Mondadori o Eindaudi è indifferente, che Berlusconi lo finanziamo dalla mattina alla sera (se vado a cinema al Medusa ecc.). Certo, una scelta come quella di sostenere una piccola casa editrice o mettere il romanzo gratis in rete (cosa che nel mio piccolo ho fatto) sarebbe andata pure bene.

  11. avrei preferito che Casarini aiutasse le piccole case editrici,il suo nome avrebbe attirato di sicuro l’attenzione su qualche piccola realtà,oppure ..perchè no?Gratis sul suo sito.
    E insomma..non mi pare solo un problema così da prendere sottogamba.

    ps:ho scaricato il libretto rosso di mao,però devo ancora leggere il Capitale…maronna..non c’è nessun che mi potrebbe fare un breve riassunto????

  12. arcivieri ha formalmente rinunciato alla candidatura. Si postano le notizie “ma anche” le eventuali correzioni…
    ancora non mi hai fatto sapere dove posso trovare la notizia ufficiale della sconfessione di IS vs il pd
    un saluto

  13. grazie a Mariado per la precisazione, mi stavo proprio a preoccupà!
    su Casarini e l’editore tendo a sottoscrivere il post di Moltitudini e il commenti di Babbuino
    ..comunque mi premeva una cosa, visto che ho imparato.. 🙂

  14. In un pomeriggio di riflessione totale Balena ha scelto gli auguri di Pasqua

  15. per il commento impegnat(iv)o tornerò, ti volevo augurare Buona Pasqua :o)

  16. è incomprensibile la candidatura di Arcivieri

    Sul Tibet è interessante il post di Rampini sul blog di Repubblica (“Nella stesse ore in cui iniziava a divampare la protesta di Lhasa, veniva accolta in Vaticano per un incontro segreto una delegazione del governo cinese.”)

    Sulla questione Mondadori/Casarini la penso anch’io allo stesso modo..

  17. Pardon: link al post di Rampini del 20/3:
    http://rampini.blogautore.repubblica.it/?ref=hpblog

    Buona notte e buona fortuna

  18. @Mariado, leggi bene il post.

    “Forse si ritirerà..ma mi ruslta che le liste siano chiuse e depositate. ”

    Quindi, non ho omesso nulla.

    E comqunque, che lui si ritiri o meno…(cosa formalmente impossibile visto che le liste sono chiuse da un po’, al limite potrà dire “non votatemi”) resta un problemuccio:
    A Roma è conosciutissimo, la svista è davvero curiosa.
    Io a Genova son meno noto di lui a Roma e, per quanto più democratico, ti garantisco che nel PD non mi candiderebbero…
    E poi dire che “lui si ritirerà” (cioè, lui, il fascista, che decide di non candidarsi) non è certo qualcosa che manleva : il problema è che qualcuno nella lista lo ha infilato…o no? I sinceri democratici dovrebbero “scandalizzarsi” perlomeno quanto han fatto con la candidatura del Ciarra.
    Insomma..mariado, restiamo al nocciolo (che per altro ciò che segnali non ho mancato di scriverlo).
    😉
    Agli altri rispondo tra oggi e domani, che son un po’ preso.

  19. molti so leggere, è una delle cose che so fare meglio, ti assicuro
    “forse si ritirerà” non è esatto perchè si è formalmente già ritirato. Hai omesso che la notizia del ritiro della candidatura è già stata diffusa da tempo .
    Restando al nocciolo è una cosa grave e già te l’ho detto e chi si è fatto oggetto di questa svista dovrà renderne conto.
    Non conosco bene il regolamento e non so se a liste depositate si possa depennare un candidato. presumo di no. vedremo all’uscita ufficiale delle liste se arcivieri cè o nn cè e se cè come regolarsi.
    La presenza di ciarrapico poi a degli incontri del pd non significa niente dal momento che lui si è candidato dove è più consono che stia. Fare il processo alle intenzioni è sintomo di pregiudizio. Bisogna prendere atto delle azioni e non è onesto abbandonarsi a congetture del tutto arbitrarie.

    Insisto sull’ Inernazionale Socialista: avrei piacere a leggere eventuali sconfessioni del pd su un sito ufficiale dei partiti interessati.

  20. @mariado
    “(Adnkronos) – ”Mi rivolgo agli elettori italiani, in Italia, in Europa e nel mondo, per chiedere di dare forza al Partito socialista nelle prossime elezioni”.

    E’ una dichiarazione di Papandreu, presidente dell’internazionale socialista, e questa è la posizione ufficiale.
    Per il resto.
    “forse si ritirerà” è più che corretto, visto che ci si può ritirare solo per …decesso. 😉
    Quindi…se muore , che è una possibilità, si ritira.

    Ma il nocciolo è che lì ci sia finito. E’ quella la cosa grave. o no?

    La “svista” (chiamamola così) è gravissima.
    Talvolta, anche se comprendo la difesa d’uficio, basta dire “oh, brutta figura, brutto segnale, c’è poco altro da dire” piuttoste che non “ma guarda che si ritira”, come se quello fosse il problema…

    Vicenda molto più grave della candidatura del Ciarra, che, appunto, si candida dove gli è più consono.
    Cosa fa più rumore, delle due?
    Ciarra che, quando – tra il serio e il faceto – alludeva ad un vago interesse per il PD, non si visto rispondere un, magari garbato, “no, grazie dell’interessamento..ma siam incompatibili”.

    D’altra parte, se la margherita ha potuto candidare Fisichella, e il PD può candidare un apologeta della rivolta fiscale, elettore leghista sino a pochi mesi fa, e fan dichiarato di Tremonti…

  21. Qui piove da un’eternità, fa freddo e ho dei motivi di ansia di origine felina, per cui… Canarini e la Mondadori, un bel chissenefrega come ce lo vedi? Ricordo una polemica simile quando la Guzzanti fece il film con Medusa e pubblicò con Mondadori. Rispose, la Sabina, che non vedeva quale fosse il problema, aveva lavorato senza interferenze e pace. Vabbè, fa un po’ schifo dare i soldi alla Mondadori ma a me Casarini piace poco e tiro avanti. La faccenda Arcivieri, invece, è davvero luridina. Sia che si presenti, sia che abbia ritirato la candidatura, ma anche solo perché se ne è parlato. Voglio dure, la sola ipotesi, la sola “diceria” è alquanto oscena. Il fatto è che ogni giorno ne combinano una, mannaggia, come si muovono fanno danni, i riformisti, mi sembrano masochisti, chennesò. Più che “se po’ fa’” dovrebbero dire “famose male” o “ma chi ce lo fa fa’”. Ho deciso che a votare non ci andrò proprio, nonostante le discussioni familiari, e non capisco il problema delle schede bianche. Se non dovete crociare statevene a casa, no? Sono per il boicottaggio, sì, per il Tibet e per le stragi di animali domestici. Ho messo insieme monaci e gatti? Piove, te l’ho già detto. E boicotterei pure il Canada che ha ripreso lo stermino delle foche, cuccioli compresi, anzi, il canada, senza maiuscola. A proposito di boicottare, ma sulla Fiera del libro con annessi e connessi, nulla? Le morti bianche, e che vuoi commentare? E’ una guerra senza fine. Il mio migliore amico è morto così undici anni fa e c’è ancora il processo in corso, la ditta per cui lavorava ha dichiarato fallimento e la famiglia non ha ottenuto né giustizia né risarcimento. Lui stava controllando uno scavo durante la pausa pranzo perché pioveva e temeva danni., non doveva essere là, chi glielo ha fatto fare, se l’è cercata, è stata colpa sua. E continua a piovere, governo ladro. Questo e il prossimo. Buona Pasqua eh.

  22. Ahahahahah! Ho scritto CaNarini.. Piove, vado dove posso fare qualcosa di meglio.

  23. Di frettissima, poi ripasso per gli altri.
    @elenamaria
    Si, la vicenda Arcivieri è luridina, come dici tu.
    Chi lo ha candidato, sapeva bene ciò che stava facendo.

    Mondadori: mi pare che anche chi volesse leggere le opere del Che, deve dare i soldi alla mondadori. 😉
    Sulla Fiera del Libro: la vicenda la ho seguita poco , non ho letto, ad esempio, tutte le argomentazioni che hanno avuto spazio sul il manifesto.
    Per quel poco che posso dire, però, condivido l’impostazione del giornale, che è contraria al boicottaggio.

  24. @tutti sulla questione MONDADORI
    Io capirei se si ponesse la questioni in termini di major vs indipendenti.
    Ma MONDADORI piuttosto che einaudi o feltrinelli no, mi pare uno sterile purismo.
    Se parlassimo di una rubrica su panorama o il giornale, il discorso sarebbe ben diverso, vista la natura prettamente politica dei due prodotti editoriali, ma qui parlamo di una collana di narrativa per i cui tipi scrivono scrittori pregevolissimi.
    la electa è di Berlusconi, resta un’ottima casa editrice nel suo campo.
    Non so di chi sia SPLINDER, suppongo che chi lucra su questa piattaforma non legga i “quaderni piacentini” ogni sera prima di addormentarsi.

    @fioredautunno ed esserino, grazie degli auguri.

    @giovanotta
    grazie anche a te. La precisazione di mariado non aggiunge nulla a quanto ho scritto. Anzi.

    @franca
    eh no, io preferisco gli espropri…:)

    @paolo
    parere legittimo, il tuo.
    Per quanto mi riguarda ciò che dice Luca lo condivido.

    @Alieno
    come sai non ho tantissimo da obiettare sul merito di ciò che dici.
    Però sei un po’ superficiale, perchè i “noi al boicottaggio” che accomuni sono molto diversi tra loro, che si condivida il merito o meno.
    Mi pare -se posso – che più che una disinteressata vicinanza alla causa tibetana a te interessi strumentalmente in chiave di polemica politica “nostrana”, in nome dell’anticomunismo.
    Insoma…non ti sta nemmeno bene che i “comunisti” condannino l’operato cinese, perchè poi direbbero che non è “vero comunismo”.
    A me interessa solo che non si giochi con le parole: se la cina è un paese capitalista (che non necessariamente coincide con liberale) non è comunista, dato ciò che significa “comunista” nell’unico significato oggettivo, dal punto di vista della filosofia della politica, ossia abolizione del capitalismo, dele classi e, in ultima istanza, dello stato.
    Così come quando chiami in causa i “no global”: il testo che ho linkato, è tratto da un sito “no global”, il principale, forse.

    @L.
    Non è una questione di quanto si sta in vista, scusami.
    Certo, non è stata una genialata, se avesse pubblicato per Feltrinelli sarebe stato più paraculo e avrebbe avuto qualche critica in meno.
    In sostanza non c’è alcuna differenza.

  25. molti se è questo lo avevo letto, ma a parte che sono le uniche parole virgolettate di tutta la campagna elettorale finora svoltasi, io non ci leggo che il pd nn entrerà nell’ IS. Nè c’è un’ intervista ufficiale di Papandreu o un sito dei partiti interessati dove si possa trarre la opportunistica affermazione che IS ha dato forfet al pd…

    sulle altre cose vedo che sorvoli
    vabè
    buona pasqua
    🙂

  26. moltidudini, mi scuso, non avevo visto il primo commento. e dato che hai commentato 2 volte lo stesso post mi sono attenuta all’ultimo come in genere si fa.
    Cmq, le argomentazioni che adduci sono faziose, mi spiace. Le liste del pd sono buone e le condivido quasi in pieno. E se vi è stata una svista, per quanto grave, il partito si è scusato pubblicamente e quelle scuse io le ritengo valide, le prendo per buone. Se tu vuoi ricamarci un romanzo sono fantasticherie tue. E’ la tua verità e quella di chi ama ciurlare nel manico, come si dice comunemente.

    In genere vedi, in una convivenza civile e democratica non si mette alla porta nessuno. E cmq se ciarrapico si è candidato nel pdl una ragione ci sarà. Prova a trovare delle motivazioni per questo se proprio ti piace sezionare i capelli d’angelo. Partendo da quello che è e non da quello che non è

  27. @mariado

    Bè, che il presidente dell’IS dica pubblicamente “votate per il PS” è un fatto, pubblico ed ufficiale, detto in un contesto ufficiale.

    Per quel che vale, ovviamente, eh.

    Non so se il PD entrerà nell’IS, direi che allo stato attuale è più no che si (anche se nell’IS ci son partiti anche non socialisti) ma non posso certo dire che non ci entrerà mai.

    Sulla candidatura di Arcivieri…senti, io mica ho detto che le liste del PD sono piene di fascisti.

    Ho detto che, capisco le porte siano aperte, ma candidare un fascista arcinoto e con quei trascorsi è inquietante, che si tratti di una svista, o che si tratti di una scelta.

    Che c’è di fazioso nel dire ciò?

    Se questa cosa non è abbastanza disdicevole, non capisco perchè per tre giorni si son lanciati strali contro un partito di destra che candida uno come Ciarrapico, che è , appunto, a casa sua.

    Se il PD può candidare un fascista dichiarato della curva laziale…vale davvero tutto.
    Un fascista che se prendesse i voti in municipio ci andrà, perchè dalle liste non può depennarsi (quindi formalmente è più scorretto ciò che dici tu).
    Poi, non ci ricamo un romanzo, è una cosa che ha l’importanza che ha, non per questo singolo fatto le liste del pd sono buone o cattive in assoluto, ovviamente.

    Di sicuro come svista è curiosa, o indicativa..o cmq abbastanza bizzarra da meritare una noticina. O no?
    Almeno…si meriterebbe un tapiro, chi ha fatto la pensata.

    E ripeto: perchè fare romanzi per tre giorni su Ciarrapico, allora?

    Pure lui si è scusato ed ha corretto le dichiarazioni fatte…;)

    Magari elenamaria esagera quando parla di cosa “luridina”, però..insomma..non puoi certo pretendere che nemmeno non si noti la cosa dicendo “ohibò, che cosa strana”.

    @elenamaria
    dimenticavo una cosa.
    Le schede bianche.
    Sono d’accordo con te, o comunque, mi va anche bene che qualcuno proponga una tencica di “riconoscimento” del non voto, come quello proposto.
    Però che non si dica, come ho letto in giro (e la leggenda ha adepti) che andare e rifiutare la scheda produce un risultato diverso dallo stare a casa, cosa per nulla vera.

  28. al + caro dei “duri e puri” con qualche cedimento..altrimenti non ci resterebbe ,a noi che amiamo la “purezza” dei pensieri e delle opinioni,che l’isolamento e il silenzio e…noi che siamo perfidissimi e vogliamo continuare a dire la nostra siamo costretti a telefonare con..a leggere con..a vedere i film prodotti da..a mangiare i…ma come diceva mia bisnonna “donna padana” borghese ,ma sempre padana : ” me lo metteranno nel…ma nella testa nooooo”.buona laica domenica e se il sole non sarà nel cielo che sia nei nostri cuori :))

  29. anonimo in ha detto:

    Beh, il mio anticomunismo non ti è nuovo ed un po’ mi stupisce il mio commento che in effetti è critico anche verso quello che si vorrebbe nemico primo e presupposto del comunismo, ovvero il capitalismo (e l’imperialismo che ne rappresenta lo stadio più alto nell’800 fino a quasi la metà del ‘900), così del liberismo puro che, come dicevo, non produce spontaneamente democrazia e libertà come alcuni vorrebbero spiegare.
    Quindi prendo la tua critica (leggittima eh) con la stessa comprensione del riceverne da un liberista assoluto o un convinto capitalista ed il tuo cavillare sul bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto (non è comunismo tu, è il peggio del comunismo e di qualcos altro io, ma la sostanza non cambia, se permetti e diciamo entrambi mezze verità).

    Ma per quanto io sia mediocre ed ignorante per mia stessa ammissione senza voler fare affatto del virtuosismo della modestia nel dirlo, il mio anticomunismo, la mia critica al comunismo non viene solo dall’osservazione critica di come si è sempre realizzato il comunismo.
    Che bada bene, è superficiale non prendere atto di quella che non ha nemmen più l’aspetto di variabile, ma di coefficiente fisso, nella sua puntuale disumana applicazione e concretizzazione. Puntualità manifesta nell’applicazione che dovrebbe almeno indurre ad una riflessione di cause insite nell’ideologia e nel pensiero originario che invece si è restii a fare, per tanti motivi.
    Resistenza ad un autocritica profonda fin dalle radici e dalle premesse che per me corrisponde effettivamente ad una miscela di superficialità e bigottismo ideologico con altro (affetto, l’incapacità di non identificarsi in qualcosa che sia codificato e tante altre cose), ipocrisia inclusa, a volte mancando qualche ingrediente, altre volte in misure molto diverse eh.

    Quindi premetto che anche l’aspetto della concretizzazione del comunismo regolarmente capace di produrre qualcosa di disumanizzante e negativo dovrebbe esser stimolante per indurre almeno il dubbio che un presupposto incapace di adattarsi alla natura dell’uomo, alla necessità di riconoscere la peculiarità dell’essere sia animale sociale ma anche senza sacrificio di individualità e diversità parte da lontano e da questioni più ampie dell’uomo, rispetto a quelle prese in considerazioni dal socialismo e da Marx con l’analisi ristretta ad un periodo caratterizzato dal post-industrialismo, dall’imperialismo (colonialismo ecc), ecco quel presupposto, è già nell’idea originale.
    Quindi non mi soddisfa la visione trotzkista per cui, in sintesi, la spiegazione è liquidata facendo facile (e comoda) distinzione tra principi comunisti e critica alle politiche adottate dalla concretizzazione del comunismo (Stati o partiti che siano).

    Eppure avere una simile fonte di dati che la storia ci offre nelle manifestazioni del comunismo, dovrebbero esser valido aiuto per un’analisi critica allo stesso pensiero comunista mettendone in luce alcune questioni irrisolvibili: l’incapacità di adesione spontanea perdurante, senza violenta imposizione che la storia ci dice permanente anche quando si azzera la cultura prendendo in ostaggio le nuove generazioni imponendogli forzosamente cultura altra. Non funziona nemmeno così, la violenza resta necessaria come mezzo coercitivo dove la persuasione evidentemente non riesce a penetrare l’individualità, l’essenza uomo, la sua interiorità se non in modo minoritario.
    L’inefficienza, che colpisce la collettività ed il sociale dell’uomo regolarmente a cui si deve porre rimedio sempre con l’imposizione e l’invadenza statalista, perchè altrimenti è fallimento assicurato (spesso ugualmente).
    Non tiene conto, il comunismo, che quell’altruismo reciproco per cui spontaneamente si dovrebbe tener in piedi il comunismo e che dovrebbe renderlo umanamente proponibile, a malapena riesce a realizzarlo la fede (dunque un dogma di coscienza non discutibile, sentito come verità che esula dalla speculazione della ragione) e si è visto che non funziona meglio, ma molto peggio il comunismo, in questo senso, anche quando ne ricalca i riti e la cultura, il culto, sovrapponendosi in effetti proprio come fede senza averne la capacità penetrativa interiore che dalla vera fede scaturisce (che viene dall’astratto, dall’interiorità, dalla componente spirituale che il comunismo non può certo in modo manifesto prendere in esame, visto che si basa sul materialismo).
    Già queste questioni per me cambiano i termini per cui il comunismo non è distribuzione (o re-distribuzione) di ricchezza e benessere (materiale e di libertà e diritti), ma semmai il contrario, induce una distribuzione di miserie, induce un appiattimento verso il basso e verso la negazione dell’individualità (sacrificandone una sua componente avversata, quella spirituale che certamente aveva motivi comprensibili in un post-illuminismo e in un post-risorgimento), di fatto rimuovendo molti incentivi (anche quello della solidarietà, che diventa assimilata come codice imposto dall’alto, oltre al fatto che manchi l’incentivo all’efficienza produttiva).

    Dunque bisogna andare, per ritrovar l’errore nel sottovalutare con insistenza l’improponibilità del comunismo che si ostina a non prender atto delle sue realizzazioni fallimentari, ancora più indietro rispetto al marxismo, non limitandosi alla contrapposizione del liberismo-capitalista che vuole il comunismo come involuzione rispetto al baratto che poi è stato sostituito dal salario. Bisogna andare a trovare le basi su cui si fond ail marxismo, cio+ il materialismo.
    Se per Marx il modo di produzione della vita materiale condiziona in modo assoluto il processo generale della vita socio-politica e culturale, secondo me la storia dimostra che ci sono troppe eccezioni per farne una regola.
    M. Weber, per dire, diceva che non era proprio così, che sono semmai proprio le regole politiche (o religiose) a determinare le condizioni materiali della società, in qualche modo invertendo la relazione consequenziale.

    Il materialismo dunque diventa il limite, il terreno sabbioso su quale poi si edificherà tutta la struttura fallimentare del comunismo, destinata al crollo se gli si lascia manifestare spontaneità: da solo non si regge, si ricorre alla violenza, alla coercizione, a misure restrittive che sono le continue, costanti puntellature per tener in piedi forzosamente la baracca, a scapito tanto dell’individuo, della centralità dell’uomo, ma infine anche della società vista con la lente dell’umanità (dei diritti e delle sue libertà, per esempio, che sono ampiamente più restrittive rispetto alla gran parte degli altri sistemi proponibili).

    L’altra conclusione inevitabile, se ci si rifiuta di prender atto del costante fallimento della concretizzazione del comunismo è il nichilismo.
    Del resto le predizioni marxiste, in gran parte non si sono avverate: la sua è opera che non può essere decontestualizzata ed è limitata, troppo limitata perchè offra ricette umanitarie o globali o comunque proponibili ovunque (nel tempo e nello spazio). Marx non ha beccato la premonizione in cui voleva lavoratori sempre più generici che eseguono lavori di solo assemblaggio. Semmai è il contrario, è richiesta una sempre maggiore specializzazione e l’assemblaggio viene più facilmente sostituito dalla tecnologia tanto più è generico. Il numero di monopoli derivati dal restringimento dei capitalisti numericamente parlando è molto discutibile e continuamente soggetto a novità e ribaltamenti dovute alla concorrenza (basta pensare a quella cinese). In realtà gli operai non stanno sempre peggio grazie anche alle socialdemocrazie (nel comunismo semmai stanno ancora peggio oppure son più lenti ad accedere al miglioramento).
    Non tiene (non può certamente) conto della teoria della redistribuzione della ricchezza che deriva dall’economia Keynesiana, nè delle guerre mondiali che disegnano nuove forze geo-politiche, nè della successiva guerra fredda, nè del “sogno americano” dove chiunque, potenzialmente può diventar ricchissimo (anche se è eventualuità che non dovrebbe ingannare più di una vincita all’enalotto) eccetera eccetera.

    Non concordo nemmeno sulla teoria del valore-lavoro (valore di scambio) perchè il valore si è visto, è e resta soggettivo e legato ad altre dinamiche e convenienze che non necessariamente dipendono dal tempi di lavoro di tale oggetto. Per altre considerazioni si entra nei concetti matematici più complessi che sono fuori della mia portata, ma l’osservazione mi dice altro..

    Restando semplici, resta irrisolvibile il fatto che l’abolizione della proprietà privata non aderisce spontaneamente all’individualità nei grandi numeri, può essere solo una scelta che pare essere comunque destinata ad essere minoritaria rappresentazione. Poi serve l’accentramento del potere che inevitabilmente crea contraddizioni perchè dove dovrebbe abolire proprietà privata, Stato e classi sociali, deve comunque crearne perchè la costruzione si regga in piedi sulle sabbie mobili di presupposti che hanno poche aderenze con le prospettive e le esigenze dell’individuo in genere.

    Poi vabbè, se si prende in considerazione la lotta di classe e la necessarietà di una fase di dittatura del proletariato, abbiamo già una spiegazione facile dei futuri fallimenti. E serve a poco giustificare il tutto, nell’osservazione del comunismo sovietico a prenderne uno, imputando ogni responsabilità allo stalinismo del tradimento del progetto comunista, se poi si assolve Lenin che a sua volta sterminò centinaia di migliaia di nemici del popolo, nemici di classe e fu il creatore dei famosi Gulag, che probabilmente fu anche il maggior responsabile della carestia durante la guerra civile russa (da 3 a 10 milioni di vittime che nemmeno Ivan il Terribile..).
    Ugualmente…

  30. anonimo in ha detto:

    Ugualmente Trotsky uso ampiamente i campi di concentramento e l’esecuzione di massa (inclusi gli anarchici).
    Perfino nell’applicazione della Comune di Parigi, che doveva proporre democrazia diretta in contrapposizione alla democrazia liberale, produsse violazioni di diritti umani ed in soli pochi mesi di esistenza!
    Forme tentate di primitivismo come quelli della cambogia o il Maoismo non compensa la mancanza di altre istruzioni marxiste se si vuole uscire dalla logica anti-borghese (semmai lì era.. feudalesimo?).
    Il fatto è che il Marxismo è un sistema di autarchia di pensiero ed estremamente chiuso e reazionario, ritiene di poter rappresentare una verità universale (sostitudendosi alla religione, ma senza la sua profondità, la sua spontaneità e molto più limitante nell’analisi dell’individuo e nel soddisfacimento delle sue esigenze primarie come la spiritualità per esempio).
    Il comunismo vede l’individuo come un contenitore vuoto, una spugna secca che poi l’ambiente modifica COMPLETAMENTE, una tabula rasa, che si richiama all’idea dell’uomo nuovo senza vizi, un superuomo possibile (se si azzera tenendo in ostaggio una nuova generazione, dunque parte da qui l’esecrabile progetto disumanizzante), pensando che così si possa controllare ogni processo inconscio.
    Infatti i progetti son falliti tutti miseramente, quando è stato possibile spontaneamente dimostrando che la società comunista non è solo utopistica, ma disumana, alienante. Ed il rifiuto dei diritti umani, con la teoria diversa che l’uomo, in libertà di coscienza (borghese) tollera tutti i tipi di libertà di coscienza religiosa (considerata superstizione), così pure l’idea che l’uomo è solo egoista e dunque monade isolata che non lo supera se non costretto, è una teoria assolutista ed ugualmente incapace di analisi della complessità dell’uomo che è anche questo ma non solo, a mio avviso.
    Certo è che il rifiuto dei diritti umani in funzione di una necessaria costruzione utopistica, produce solo tirannia, oppressione (di chiunque gli si opponga o sia ritenuto capace di maggiore persuasività), disumanità ed alienazione sociale.
    Ripeto che non sono all’altezza di considerazioni matematiche o filosofiche più profonde e confesso senza problemi i limiti imposti dalla mia mediocrità, però non illuderti che io sia persona così superficiale che si muove velocemente su comode navette-pregiudizio.
    Ed è un piacere talvolta scoprire idee (magari tematiche) condivise, umanamente confortante e significativo per il mantenimento della speranza e di contrasto alla tentazione nichilista.

    Buona notte.

  31. anonimo in ha detto:

    Naturalmente resto dell’idea che la Cina è la rappresentazione del peggio del comunismo e del capitalismo insieme (è ovvio che per siffatta convivenza e del peggio oltretutto, si sacrifichi qualcosa di entrambi), ma ritengo che non sia essenziale tale discussione (non è comunismo davvero) nella questione tibetana..

    Così come non trovo sia rilevante l’accenno ai precedenti della cultura tibetana (forse Franca.. mi pare, ma mi scuso se mi confondo): quello che è oggi il Dalai Lama è tutt’altro da una rappresentazione del buddismo tibetano che non era necessariamente pacifico come lo è oggi, c’è una discontinuità di pensiero notevole della quale è arduo non prender atto, così come il fatto che la situazione precedente non è nemmeno in grado di equipararsi al (de)grado di violenze e di orrori imposti e sovrapposti dal regime comunista capitalista cinese.
    E certamente non è simpatico alloggiare la logica della legittimazione sovrapponendosi ad errori ed orrori producendone il doppio. Altrimenti possiamo anche legittimare l’operato hitleriano che fonda il suo consenso anche sullo stato tremendo in cui versava il popolo tedesco al suo esordio e buonanotte.

    Buonanotte davvero.
    Alieno

  32. buona pasqua moltitudini stef

  33. Buona Pasqua a tutti

  34. Vabè, Alieno, è chiaro quanto sia inquinata da altro la tua passione per la libertà dei tibetani.

  35. semplicemente,mi pare giusto che un leader di area disobbediente, no-global,con una funzione profondamente anti multinazionali potrebbe aver un ruolo importante nel rilancio della contro cultura e contro informazione,sostenendo piccole realtà indipendenti.Non penso che usando una casa editoriale di quel tipo aggiunga qualcosa, non penso che troverà nuovi territori fertili o sostegno
    Dicevo questo,non mi pare d seconda importanza ,nemmeno è un attacco moralistico.Semplicemente laddove si possa dare un aiuto per creare spazie e cultura indipendente e altra,sarebbe una bella cosa.
    Tralasciando questo,mi è piaciuta l’intervista che Casarini ha lasciato sul Manifesto circa la posizione del Pd e le torture a Genova.
    Molto bella come intervista,mai però..come la straordinaria notizia di Caruso preso a torte in faccia in quel del veneto-peraltro lui ha scansato la torta che ha colpito Scanfraglia- vabbè, so ragazzi!

  36. “non so se sia più grave che un partito di centrodestra candidi un anziano signore con scivolamenti nostaglici, o che un partito..democratico, alternativo al primo, candidi un fascista”

    Dilemma difficile da sciogliere 😉

    Un salute veloce tra un pezzo di cioccolata e un altro di colomba

    Ciao 🙂

  37. anonimo in ha detto:

    Ahaha! Moltitudini.. mi sorprendi di nuovo. Dunque se non legittimo il comunismo ed anzi lo avverso e non passo dalla semplificazione per cui in Cina il comunismo non c’entra nulla, la questione Tibetana è inquinata?
    Ma dai… mi sto ancora piegando dalle risate.
    E’ un po’ come dire che siccome son antifascista, la mia critica alle leggi razziali è inquinata..
    concedimi il beneficio del dubbio almeno. D’altra parte credo che non si possa liquidare ogni pensiero diverso senza domandarsi se non si ha a propria volta quel difetto che si vuol intravedere in altri.
    Infatti, anche non volendo riconoscerti quella peculiarità dell’assolutismo di verità che distingue il comunismo, non posso fare a meno di percepire un tuo ancoraggio ideologico che resta un limite, un’idola di pensiero, quindi reciprocità di critica.
    Ma non è mai stato mio intento far opera di persuasione e propaganda con te, preferendo lo scambio rispettoso delle diversità e lasciando alla dialettica lo scontro tematico piuttosto che quello ideologico che resta una tua libera scelta ed espressione che ha significato nel cambiamento solo se spontaneo.

    Ad inquinare semmai la solidarietà per il popolo tibetano può essere il rilevare che è quello del Tibet solo una delle tante manifestazioni dell’orrore calato in quel luogo ampio del pianeta con la rivoluzione culturale maoista comunista.

    In altre parole, non c’è solo il tibet, c’è molto di più.
    Intanto va detto che fino all’invasione del 1950-51 il Tibet era uno Stato indipendente ed allora migliaia di tibetano sono stati uccisi senza processo anche solo per il semplice sospetto (spesso strumentale e pianificato come praticamente sempre accaduto nei luoghi del comunismo per il veloce trapianto culturale) di attività anti-comunista. Lo denunciava già nel 1960 la Commissione Internazionale dei giuristi di Ginevra che allora “sono stati percossi a morte, fucilati, crocefissi, arsi vivi, annegati, torturati, strangolati, sepolti vivi, gettati nell’acqua bollente, decapitati…. molti tibetani imprigionati sono morti in seguito alle brutalità (torture), alle privazioni ed ai lavori forzati…. Pare vi siano state anche operazioni di sterilizzazione e matrimoni forzati con i cinesi al chiaro scopo di eliminare la razza tibetana nel giro di poche generazioni..”
    Secondo i tibetani, sono morti inveve 1.200.000 per causa diretta ed indiretta dell’invasione ed oltre 200.000 costretti in esilio, con un genocidio che portò questo popolo dai 6.330.000 unità vive nel ’59 ai 5.400.000 di oggi. Manca qualcuno insomma…
    Inoltre circa il 95% degli oltre 6000 templi, monasteri e luoghi di culto è stato distrutto.

    Si parte dal 1959-60 dunque.
    Allora i compagni festeggiavano la concretizzazione ed il “successo” del comunismo e della rivoluzione culturale. E pur oggi non disdegnano un certo orgoglio Maoista, diciamocelo, certi entusiasmi sono come certi vecchi scudetti che han dato emozioni in un passato indimenticabile.

    Insomma, io più che orgoglio avrei qualche problemino a presentarmi al popolo tibetano parlando di comunismo e orgogliosamente sventolando simboli e gesti. Credo si tratti di un mio difetto di dignità e coscienza, sensibilità, più o meno come avrei seri problemi ad andare ad onorare il giorno della memoria o un luogo di genocidio ebreo con fascio littorio e tendendo il braccio a mano tesa…
    Questione di estetica forse? Mah, non ne son sicuro…

    Faccio notare: nel 1959-60 i compagni non potevano certo cavarsela dicendo che non trattavasi di comunismo, ma di capitalismo. Allora il capitalismo c’entrava ben poco. C’entrava invece il comunismo ed anche quella necessarietà della violenza e del costo sostenibile di morti e genocidio anche culturale che riflette le filosofie comuniste (tabule rase, dittatura del proletariato, lotte di classe ecc).
    Come la mettiamo?

    A parte ciò, voglio dare anche qualche altro spunto per dire che la solidarietà al popolo tibetano in realtà è inquinata davvero, perchè in realtà è e dovrebbe essere anche solidarietà e sensibilità per altre etnie, ugualmente oppresse, magari meno mediatizzate e con meno carisma, come accade per i buddisti che hanno il Dalai Lama.
    Insomma, la Cina rossa è una fogna in molte e troppe cose e con troppi.

    La Repubblica Popolare Cinese riconosce ufficialmente 55 minoranze etniche. Circa 123.300.000 che posson sembrare poche rispetto alle immense dimensioni della Cina (supera di poco il 9%), ma è pur sempre una considerevole, immensa quantità umana. Supera il doppio della popolazione italiana, giusto per dar un’idea…
    5 le regioni autonome: Xinjiang Uygut, Tibet, Ningxia Huizu, Guanxi Zhuangzu e Mongolia Interna.
    Però agli abitanti della manciuria non è stata data autonomia territoriale. Eppure si tratta della terza etnia per numero: oltre 10 milioni e mezzo. Non sono pochi mi pare..
    Certo: gli Han sono 1,2 miliardi.
    16,1 milioni gli Zhuang.
    9,8 milioni gli Hui.
    quasi 9 i Miao.
    8,3 milioni gli uygur, 8 i tujia, 7,7 gli Yi, quasi 6 i mongoli ed infine circa 5,4 milioni i tibetani.
    Ai mongoli si riserva l’accusa di aver collaborato coi giapponesi nella 2° guerra mondiale. Ma la guerra è finita da un pezzo, qualcuno dovrebbe dirglielo..
    IL fatto è che, come cita un rapporto di Asia Watch del 1991, “la storia dei passati quarant’anni ed oltre, dimostra che la politica della Cina in relazione alle minoranze nazionali serve solo ad uno scopo: occupare la terra e le risorse di queste nazioni e trasferire la popolazione eccedente delle aree interne a queste aree di etnie e nazionalità.” “(..) e assimilare i reali padroni diqueste terre e risorse – i mongoli, uygur, tibetani ed altri popoli NON Han. La politica cinese verso le minoranze nazionali è essenzialmente un misto condannabile di autoritarismo e colonialismo. Per 40 anni, i popoli della Mongolia Centrale, del Xinjiang e del Tibet sono state vittime di questa politica, costretti a sopportare grandi difficoltà e perdite indicibili….”

    In Mongolia, la repressione non è stata più dolce che in Tibet, pur non avendo avuto la stessa mediaticità internazionale.

    Lo stesso Partito Comunista Cinese, dopo la liquidazione della “banda dei 4” riconobbe che tra il 1966 ed il 1969, la osannata Rivoluzione Culturale aveva ucciso violentemente 22.900 mongoli, recluso 790.000..
    cifre “ufficiali” queste, si capirà dunque opportunisticamente alterate per difetto in buona misura.
    LE fonti del dissenso inece parlano di circa 40.000 morti e di un raddoppio anche di coloro che subirono la via senza scampo della detenzione.

    Tra l’80 ed il ’91, i mongoli provarono a manifestare il loro dissenso ma poi la polizia mise fine nel modo consueto, sparando sulla folla. E da allora, le condanne del regime hanno continuato ad esserci.

    Più dei mongoli, pur meno dei tibetani, si è avuta traccia mediatica degli uygur dello Xinkiang, lingua turca e islamici.
    Più che altro perchè più di tutti disposti a prendere le armi: dal 1962 agli attentati del 1994, fino alla vera e propria guerriglia cominciata nel 1996, la rivolta non si è mai più spenta.
    Rivolta che ha trovato recentemente nuovo sostegno ed allenza in Al Qaeda, così Pechino ha potuto facilmente luquidare la questione di quella etnia presentando tutti come terroristi alla comunità internazionale sotto shoc dopo l’11 Settembre 2001.
    Le fonti governative parlano di qualche centinaio di terroristi giustiziati solo nel 1996. Le fonti Uygur in esilio denunciano anche circa 57.000 arresti tra i nazionalisti, di altri 16 giustiziati nel ’98, fino alla condanna nel 2007 di quello che era accusato di essere il capo di Al Qaeda in Cina (Ismail Semed).

    In mezzo ci sono gli Hui.
    Madrelingua cinese, religione islamica.
    Come islamici sono disprezzati dall’etnia Han (duri scontri nello Henan in senguito ad un incidente stradale in cui un tazista Hui aveva investito una bambina Han: 40 feriti, 18 arresti e legge marziale per bloccare la faida etnica).
    Però parlando cinese sono odiati anche dalle altre minoranze.

    Per esempio, i tibetani durante le ultime rivolte a Lhasa, hanno attaccato indistintamente Han ed Hui.

    I motivi per boicottare le Olimpiadi dunque vanno ben oltre la questione tibeana. Ed anche oltre le prevaricazioni etniche, parlando di diritti primari, umani.

    Resta un buon 30% di italiani, al momento, che mi da speranza minima, ma il continuo voler far distinzioni e differenze certo non è un aiuto alla causa.
    Che è anche Tibetana, ma non solo.
    Inquinamento?
    Sarà, ma per come vanno le cose, l’inquinamento mi pare tutto il resto che al boicottaggio si oppone o che si rifiuta di essere forza condivisa, frammentandosi dietro convenienze di varia natura, anche affettiva ed ideologica.

    La Cina di regime resta una fogna dell’umanità. Una fogna gigantesca. E non migliorerà la puzza il farci le Olimpiadi, perchè sarà allestito un set, finzione, che presenterà tutt’altra immagine: la Cina non negozia un bel nulla in questo cedimento costante anche del dialogo che è asservito, quasi unilaterale, dialogo solo nell’apparenza.
    Le olimpiadi si faranno in luogo pulito e lindo.
    Un po’ come a Napoli nelle vie dove abita Bassolino o c’è la sede regionale: lì qualche modo per portar via la spazzatura c’è sempre e sollecitamente, chissà perchè..
    Ma quelle vie non sono Napoli e Campania eh, Signori, non è lì che bisogna dialogare, ma altrove..

    Buona giornata.
    Alieno

  38. anonimo in ha detto:

    Buongiorno.
    Anche oggi propongo una dose di salutare “inquinamento” sulla questione cinese.
    Certamente l’immagine della posizione inquinata, che adotto volentieri provocatoriamente, è un’immagine che alla Cina non dispiace, anzi, più o meno è quel che dice della stampa straniera che non è sufficientemente filo-governativa.
    Come dire, la stampa inquina le “prove” dell’oppressione di regime, le distorce..
    Esattamente quello che accusa (si legga notizie di agenzia di oggi e dei giorni passati) è quella di “distorcere la realtà” nel riferire delle violenze nel Tibet.
    In effetti pare che la rete Cnn ha mandato in onda uno foto della Afp, dice l’agenzia ufficiale “Nuova Cina”, dove erano stati “tagliati” i manifestanti tibetani che tiravano pietre contro 2 veicoli militari. La Cnn risponde che nella didascalia si chiariva che “dimostranti tibetani2 stavano “lanciando sassi” contro i veicoli.
    Nuova Cina cita anche due casi, dove si facevano vedere poliziotti indiani e nepalesi che picchiavano manifestanti tibetani mentre in realtà nelle didascalie si parlava di polizia cinese.
    Non so quanta importanza possa avere la questione che diventa formale visto che in effetti i poliziotti cinesi non fanno di meglio, nè oggi, nè ieri, ma tant’è..
    Alla Nuova Cina può esser utile ogni pretesto per rendere più legittimabile agli occhi “stranieri” e non solo, l’espellere stampa e osservatori indipendenti dal Tibet.
    Secondo lo spietato regime cinese, “solo” 19 morti nelle viooenze in 2 settimane e si tratterebbe solo di vittime dei dimostranti, mentre si capirà che la versione manifestante è altra.
    E’ quasi banale osservare che se così fosse, non sarebbe il governo cinese a boicottare l’informazione e l’osservazione, ma il contrario.

    Il governo tibetano in esilio (Sì, proprio governo perchè quello del Tibet è un caso di occupazione), dice che le vittime della repressione cinese contro i manifestanti sono 130, cifra -dice-verificabile, spiega il primo ministro in esilio (in India, a Dharamsala).

    Intanto la fiaccola olimpica di Pechino 2008 è stata accesa nel sito archeologico dell’Antica Olimpica. Un 48enne tibetano, durante il discorso del pres. del comit organizz (nonchè gran pezz di merd figl di putt per dirla fantozzianamente) di Pechino 2008, Lui Qi è riucito a portarsi alle sue spalle sventolando una bandiera nera con 5 manette al posto dei cerchi olimici e la scritta “Beijing 2008”. La polizia ha fermato prima 3 persone, ma oggi altre 25 definisti “attivisti politici” che cercavano di raggiungere l’Antica Olimpia. Poi la fiaccola è stata consegnata al primo teodoforo, atleta greco medaglia argento 2004 nel taekwondo..
    Al contempo, una teodofora thailandese, l’ecologista Narisa Chakrabongse, per protesta contro la repressione cinese, non porterà la fiamma olimpica, perchè “Voglio mandare un messaggio forte alla Cina per dire che le sue azioni non possono essere accettate dalla comunità internazionale e che deve riedere urgentemente la sua politica nei confronti del Tibet”. La teodofora che si è ritirata è anche presidente della Green World Foundation. La fiamma arriverà il 18 Aprile a Bangkok.
    Temo, anzi, credo che l’ecologista si sbagli pèarecchio, la comunità internazionale può accettare questo e di più, purtroppo. Ed oltretutto, anche facendo una sorta di armistizio temporaneo per le olimpiadi, restano le altre gravi responsabilità cinesi per cui farci le Olimpiadi resta moralmente inaccettabile. Ma meglio di niente.
    Spero che ne vedremo delle belle.

    Tornando a quel termine sopra, “attivisti politici”….
    dico qualcosa che può esser stimolante per i sempre presenti “indecisi”.
    Forse non molti sanno che molti arrestati dal regime criminale (pare 811.102 quelle arrestate solo nel 2004 per reati connessi a “minacce alla sicurezza dello Stato”, che praticamente significa ogni dissenso ed opposizione, spesso vengono considerati, ai sensi dell’articolo 90 del Codice Penale Cinese, malati di mente e “curati” in ospedali psichiatrici ad hoc, specializzati in psicofarmaci ed elettroshock.

    La psichiatria cinese infatti ha catalogato una lunga serie di “patologie controrivoluzionarie”, che vanno dalla “politicomania” alla “sindrome oppositoria”, fino alla “mania di grandezza”.
    Sicuramente io, ma molti qui avrebbero i requisiti per l’internamento psichiatrico per tutte le “patologie” dette.
    L’Ospedale più conosciuto per le sue crudelissime terapie è l’Osp. Psichiatrico di Ankang, vicino Pechino.
    Una “malata di mente” per ragioni politiche di cui si ha notizia in Occidente è tal Liu Xinjuan, ricoverata nel 2006 per aver osato protestare contro la confisca delle terre.
    Ma come dicevo, l’art. 90 del Cod. Penale Cinese del 1979 (ancora di capitalismo cinese si parlava poco, ma molto di capitalismo eh), è quellos econdo il quale “ogni azione che abbia lo scopo di rovesciare il potere politico della dittatura del proletariato (mica cazzi o impresa eh, proletariato eheh) e del sistema socialista (mica liberista), e che metta in pericolo la Repubblica Popolare Cinese, è un reato di controrivoluzione”.
    Si capisce perchè ritengo che sventolare orgogli comunisti o socialisti non è cosa simpatica nell’affermar al contempo solidarietà, ma son estetiche e prediligo le sostanze, com’è quella di essere sensibili e solidali appunto, alla fine.

    Nonostante codici, internamenti e carri armati, la gente si ribella lo stesso alla “dittatura del proletariato e del socialismo”, praticamente da sempre.
    Intanto non c’è tutela del lavoro, il che effettivamente fa a pugni con la pretesa della dittatura del proletariato pretesa e da difendere.
    Un anno o due fa un mio amico rimase impressionato: è un cantiere (specialmente edile) permanente nelle città, si lavora 24 ore al giorno ai cantieri. Per l’appunto venne giù da una specie di grattacielo in costruzione un operaio edile. Si formo un timido capannello di curiosi (compreso l’amico) che però fu prontamente invitato ad allontanarsi, mentre il cadavere veniva trascinato via (niente soccorsi naturalmente, prima è meglio pulire la zona a beneficio dei turisti che magari si inquietano e poi le olimpiadi, hai visto, possono diventare motivo di turbamento.
    In pochi minuti il cadavere è sparito nell’indifferenza (anche coatta) di tutti.
    Nel 2005 215 minatori morirono a Fuxin, a Febbraio, altri 65 a causa di un’espolosione a Luglio nella miniera di Shenlong, vicino a Fukang, altri 32 più decine di intossicati dall’ossido di carbonio nel Feb 2006 nello Shaanxi, con una edia di 10.000 minatori che muoiono per incidenti sul lavoro ogni anno. 10.000 morti in miniera ogni anno non è uno scherzo, è un bel pezzo di umanità che certo contribuisce ai tanti fronti con motivi diversi per osare il dissenso rischiando davvero davvero molto coraggiosamente.
    Altra ragione di malcontento è la mancanza di tutela dei diritti di proprietà della terra, proprietà privata che è aspetto quasi inscindibile dell’individualità e della persona e per cui ritengo che il socialismo o comunismo perfetto è e resterà solo utopistico perchè alienante e disumanizzante.
    Ma più che io, lo dice l’umanità nei numeri e nella storia (e nell’attualità).
    Paradossalmente la confisca si serve di un principio socialista per legittimarsi, però poi favorisce imprese che agiscono in un clima di capitalismo selvaggio che, come dico spesso, ha ben poco da invidiare al comunismo-socialismo selvaggio in quanto ad alienazione e disumanità.
    Nel 2005 gli abitanti del villaggio di Taishi si misero a raccoglier firme per destituire i sindaco che non aveva costruito nè generatore elettrico nè scuole elemantari come promesso però aveva espropriato allo scopo 100 ettari con indennizzi miserrimi. Servendosi della legalità, gli abitanti raccolsero le firme necessarie, ma una volta raggiunte, i leader della protesta presentandole, furono arrestati (il pretesto era la falsificazione di firme). Gli abitanti allora ne raccolsero altrettante, di nuovo, riuscendo così ad avere l’attenzione di un quotidiano.
    Il risultato fu che lo stesso giorno della pubblicazione del caso, circa UN MIGLIAIO di agenti assalirono il villaggio, facendo decine di arresti.
    Nonostante questa repressione continua, gli abitanti (davvero ammirevoli nella pazienza ostinata) bocciarono alle successive elzioni tutti i candidati del partito comunista ed eleggevano coraggiosamente uno degli arrestati, con notevole provocazione.
    Il risultato fu il solito (non è che il dialogo alla Cina sia davvero proponibile, se ne sbatte altamente): nuovo attacco della polizia ed un altro centinaio di arresti.

    Ugualmente capitò nel villaggio di Donghou per gli espropri di terre. Di fronte all’ennesima manfiestazione, il 6 Dicembre 2005 la “Polizia del Popolo” (si chiama così eh), sparò nel mucchio, eliminando circa 20 manifestanti. Ma il villaggio denuncia anche una 50ina di scomparsi, decine di feriti..
    Altri 60 feriti a Sanjao.
    I tre villaggi si trovano tutti nella provincia del Guangdong. Non è una regione particolarmente votata alla violenza, anzi..
    Però si trova vicino a Hong Hong, dove il compromesso pr cui la ex colonia britannica è stata “restituita” a Pechino, concede una stampa appena più libera e perciò è una delle poche zone da cui le notizie in qualche modo filtrano verso l’esterno.

    Ovvero, delle altre realtà, sappiamo davvero ben poco, purtroppo.

    Spero che le “notizie” siano state un pochino utili a chi è almeno liberamente curioso o attento o interessato o sensibile nel riceverne di meno filo-governative (sia di qua che di là).
    Sarete in pochi, credo.
    Pochi, ma buoni.

    Buon lunedì. Torno a lavorare.
    <br…

  39. anonimo in ha detto:

    Curioso: andando all’indicazione, al link sulla riflessione di Danilo del Bello e poi seguendo gli altri due link sotto segnalati, approdo al link http://www.lettera22.it/showart.php?id=8739&rubrica=28, dove ritrovo un commento che sembra liberamente ispirato ad un articolo dei giorni scorsi del quotidiano “Libero” (o viceversa) che avevo letto.
    La coincidenza l’ho notata proprio nella curiosità di un mio post del 21 c.m., dove citavo la frase di Lenin sulla corda per impiccare… dopodichè ad un’attenta lettura, ho visto che c’era molto di più.
    Divertente.
    Peccato che Libero sconti tanto pregiudizio..
    Tra l’altro, per altre questioni, è costantemente attaccato da Repubblica, ora pure dall’Unità perchè darebbe immagine sconveniente del potere, della politica (Napolitano incluso) che allontanerebbe i cittadini dalla politica.
    Ergo, non bisognerebbe dirle certe cose. Non “non farle”, proprio tacere e chiudere un occhio per amor istituzionale..
    Ahahah.
    Mah!
    Sempre più convinto che “Libero” abbia scelto un nome giusto per la testata!

    Ciao.
    Alieno

  40. anonimo in ha detto:

    Infatti. Mi pare che Libero prendesse i soldi pubblici (nostri) come organo ufficiale del movimento Monarchico. Veramente una grande coerenza, una grande risorsa per il nostro paese…

  41. anonimo in ha detto:

    Mi domando chi diamine non prende soldi nostri a dirla tutta.
    Non sapevo nulla della storia del part. monarchico, sicchè ho svolto una rapida indagine.

    La stampa si spartisce circa 160.000.000 (160milioni!) di Euro pubblici. E destra e sinistra, cattolici e laici sono tutti insieme appasionatamente a dividersi il bottino dei contributi pubblici all’editoria.

    Pare che grazie alla Legge 250 del 1990, il grosso del gruzzolone se lo prendono poche testate, ovvero quelle di partito o di matrice politica.

    In particolare, gli organi di partito si portano a casa 28 milioni di euro e passa.
    Più o meno così:
    L’Unità (Ds, ora Pd) quella che appunto dicevo, sta attaccando Libero, si cucca ben 6,8 milioni di Euro annuali.
    Padania oltre 4 milioni.
    Liberazione 3,7milioni.
    Europa (margherita) 3,2.
    Secolo d’Italia (An) si porta a casa circa 3 milioni.
    Discussione (mai sentito prima, è di Dc per le autonomie) si prende 2,5 milioni di euro.
    Anche il
    Sole che ride (mai sentita la testata, ma è intuibile a chi si sia organica) oltre 1 milione.
    Il quotidiano Volkspartei idem.
    Rinascita della Sinistra quasi 1 milione.

    Poi si va tra quelli che raccolgon briciole.
    Democrazia Cristiana prende 157.000 Euro.

    Se già il finanziamento pubblico alla stampa di partito può indignare qualcuno, la legge 388, art. 153 del 2000, rafforza il concetto, per cui i “quotidiani politici, editi da coop costituite entro il 30 Novembre 2001”, si intascano un sacco di soldi.

    Tra queste:
    Il Foglio con 3,5 milioni di Euro l’anno
    e appunto Libero con 5,3 milioni che in effetti son più moralisti quando parlano d’altri sprechi..
    Libero ne usufruisce in quanto voce del Movimento Monarchico Nazionale, apprendo, mentre il Foglio in quanto organo della Convenzione per la Giustizia (2 parlamentari ovvero il min. richiesto per legge).
    Per queste cooperative lo Stato scuce circa 21 milioni di Euro e tra queste c’è Avvenire (circa 6 milioni di Euro), mentre Opinione (liberali) ne succhia ben 2 milioni.
    Non si possono lamentare nemmen i compagni de Il Manifesto.
    La situazione approvata nella Legge Finanziaria per il 2006 era questa:

    1. Contributi erogati anno 2003 Рart. 3, comma 10 legge 250 del 1990 (giornali organi di movimento politico avente un proprio gruppo parlamentare o due europarlamentari eletti nelle proprie liste, nonch̩ giornali organi di minoranze linguistiche aventi un rappresentante in parlamento)
    AVANTI! DELLA DOMENICA 602.024,10 €
    DEMOCRAZIA CRISTIANA 157.545,68 €
    DISCUSSIONE (LA) 2.582.284,49 €
    EUROPA 3.138.526,10 €
    LIBERAL 563.604,85 €
    LIBERAZIONE GIORNALE COMUNISTA 3.718.490,08 €
    PADANIA (LA) 4.028.363,80 €
    PEUPLE VALDOTAIN (LE) 297.146,28 €
    RINASCITA DELLA SINISTRA (LA) 907.314,84 €
    SECOLO D’ITALIA(IL) 3.098.741,40 €
    SOLE CHE RIDE (IL) 1.020.390,93 €
    UNITA’ (L’) 6.817.231,05 €
    ZUKUNFT IN SUDTIROL 1.032.913,80 €
    —-
    2. Contributi erogati anno 2003 – art. 153 Legge 388 del 2000 (quotidiani editi da cooperative costituite entro il 30 novembre 2001, già organi di movimenti politici)
    ANGELI 91.071,25 €
    APRILE 169.251,75 €
    AREA 451.992,60 €
    AVVENIMENTI 505.126,32 €
    CAMPANILE NUOVO (IL) 1.153.084,00 €
    CRISTIANO SOCIALI NEWS 87.237,80 €
    CRONACA (LA) 1.874.999,72 €
    DENARO (IL) 2.238.168,15 €
    FOGLIO (IL) 3.511.906,92 €
    GAZZETTA POLITICA 516.456,90 €
    GIORNALE D’ITALIA (IL) 2.582.284,49 €
    LINEA GIORNALE DEL MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE 2.582.284,49 €
    METROPOLI 516.456,90 €
    MILANO METROPOLI 10.317,98 €
    NUOVA PROVINCIA (LA) già (le città che vogliamo) 25.699,20 €
    RAGIONI DEL SOCIALISMO (LE) 2.179.597,05 €
    OPINIONE DELLE LIBERTA’ 2.065.827,60 €
    LIBERO 5.371.151,76 €
    PATTO (IL) 101.047,64 €
    EDIZIONI DEL ROMA S.P.A. ROMA 2.582.284,50 €
    TORINO CRONACA – IL BORGHESE 2.582.284,49 €
    VOCE REPUBBLICANA 203.694,45 €
    ………………….
    3. Contributi erogati anno 2003 – Art. 3, commi 2, 2 bis, 2 ter, 2 quater legge 250 del 1990 (quotidiani e periodici editi da cooperative di giornalisti o da società la cui maggioranza del capitale sociale sia detenuta da cooperative nonché quotidiani italiani editi e diffusi all’estero e giornali in lingua di confine)
    AREA Agenzia Coop. A.R.L A.R.E.A 1.002.407,10 €
    AMERICA OGGI 2.508.986,22 €
    AVANTI! (L’) 2.582.284,89 €
    AVVENIRE 5.990.900,04 €
    CARTA 516.456,90 €
    MUSICHIERE (IL) 338.723,00 €
    CITTADINO (IL) 2.582.284,49 €
    CITTADINO OGGI (IL) 1.224.469,48 €
    CONQUISTE DEL LAVORO 3.275.957,38 €
    CORRIERE (DI FORLI’) 2.582.284,50 €
    CORRIERE (DI PERUGIA) 2.892.158,64 €
    CORRIERE (IL) DI FIRENZE 2.065.827,60 €
    CORRIERE CANADESE 2.582.284,50 €
    CORRIERE DEL GIORNO DI PUGLIA E LUCANIA 2.157.572,56 €
    CORRIERE LAZIALE (IL) 225.836,62 €
    CORRIERE MERCANTILE (IL) 2.582.284,49 €
    CRITICA SOCIALE 270.935,47 €
    CRONACHE DEL MEZZOGIORNO 891.006,84 €
    DIE NEUE SUDTIROLER TAGESZEITUNG 827.257,20 €
    DIRE 753.079,20 €
    DOLOMITEN 1.601.016,39 €
    DOMANI DI BOLOGNA 76.855,25 €
    DOSSIER NEWS DI CASERTA ILGIORNALE 916.164,57 €
    NUOVA ED.LE OGGI SRL EDITORIALE OGGI 2.582.284,50 €
    INTERLINEA SCARL FARE VELA 516.456,90 €
    GIORNALE DI CALABRIA (IL) 403.781,49 €
    GIORNALE NUOVO DELLA TOSCANA 2.582.284,49 €
    GLOBO (IL) 2.571.334,60 €
    GRANCHIO (IL) 41.340,44 €
    ITALIA OGGI 5.061.277,60 €
    ITALIA SERA 378.613,96 €
    ARL JAM 214.196,15 €
    LUCANIA 153.461,85 €
    LUNA NUOVA 516.456,90 €
    MANIFESTO (IL) 4.441.529,33 €
    MARE E MONTI 84.689,06 €
    METROPOLIS 480.031,65 €
    MINERVA 299.652,63 €
    MOTOCROSS 516.456,90 €
    MUCCHIO SELVAGGIO (IL) 516.456,90 €
    NOI DONNE 61.132,50 €
    NOVI MATAJUR 316.325,65 €
    NUOVA ECOLOGIA (LA) 516.456,90 €
    NUOVO CORRIERE BARI SERA 1.406.122,64 €
    NUOVO OGGI (MOLISE) 2.582.284,49 €
    NOTIZIARIO AGRICOLO SPAZIO RURALE 431.321,69 €
    ORE 12 492.886,44 €
    OTTOPAGINE 1.026.327,12 €
    PRIMORSKI DNEVNIK 2.969.627,17 €
    PROVINCIA QUOTIDIANO 1.313.440,97 €
    ABRONG HOUSE SOC.COOP. A.R.L.
    PUNTOCOM 398.721,21 €
    QUI 491.374,50 €
    QUOTIDIANO DI SICILIA 108.573,50 €
    RASSEGNA SINDACALE 516.456,90 €
    RIVISTA ITALIANA DIFESA 369.427,50 €
    RINASCITA 1.839.122,39 €
    SABATO SERA 456.627,87 €
    SALVAGENTE (IL) 516.456,90 €
    SANNIO QUOTIDIANO (IL) 1.869.475,27 €
    SCUOLA SNALS 1.586.869,15 €
    SOLE DELLE ALPI 405.895,86 €
    SPORTSMAN – CAVALLI E CORSE 2.582.284,50 €
    TRENTA GIORNI NELLA CHIESA E NEL MONDO 516.456,90 €
    UMANITA’ (L’) 114.632,41 €
    VERITA’ (LA) 1.185.567,84 €
    VOCE DI MANTOVA 1.272.467,01 €
    VOCE DI ROMAGNA 2.065.827,60 €
    LA VOCE D’ITALIA 217.149,46 €

    I contributi non se li pappano solo i quotidiani cartacei..

    Bella storia…
    altri dati qui:
    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/contributi_editoria_2006/contributi.html

    Se non sbaglio se ne occupò Report tempo fa.. finì con una querela la querelle, mi pare..

    Alieno

    I dati son pubblici e visibili anche al sito del governo.

  42. LA BUFALA DELLE BIANCHE
    Mi sembra un pò strano l’accostamento con l’ambiente grillian/travagliesco….mi sembrano stronzate abbastanza trasversali ed anzi, ho trovato chi ne ha parlato decisamente distante da questi ambienti 😉

    CASARINI SCRITTORE
    Mi lascia un pò perplesso la scelta di Mondadori e non centra tanto l’essere duri e puri. Insomma, firmare un contratto con la casa editrice di Berlusconi tende a diminuire la credibilità dello scrittore…

    negative

  43. passata buona pasqua?
    anch’io ho letto della torta veneta..non si pigliano più tanto Casarini e Caruso?
    oh, nun se possono lascià soli un attimo!

  44. fascisti nel PD? questo partito è capace di tutto.. perchè no? La scelta di Casarini non mi stupisce.. ma tra Mondadori, Feltrinelli o altro gruppo editoriale che differenza c’è? nessuna, monopolizzano di fatto tutto il mercato editoriale e se vuoi vendere è a loro che ti devi rivolgere. La scelta di pubblicare con un editore indipendente sarebbe stata penalizzante sia sul piano delle vendite che della visibilità. oddio, se l’avesse fatto non mi sarebbe dispiaciuto..

  45. leggi bene…
    che non si potesse chiudere la porta in faccia a nessuno, in una pubblica occasione, era riferito a ciarrapico.
    Della cui candidatura nel pd si è parlato davvero a sproposito visto che nessuno gliel’ha chiesta, almeno ufficialmente, e che lui sta candidato nel pdl. E questo è un fatto non una ipotesi o una illazione.

    Ok arcivieri è stata una svista grave in una lista del pd per una municipalità romana
    ok un errore gravissimissimo ma quante volte bisogna dirlo???
    e quante volte vuoi rispondere sempre con la stessa solfa?
    Rimestare nel torbido, ciurlare nel manico sono esercizi sofistici ai quali non sembri volerti sottrarre, questo è quanto.

  46. @militante
    ecco..sono d’accordo con te. Se il punto è quello, ok. Sennò, davvero…feltrinelli , einaudi o mondadori..che differenza c’è?

    @giovanotta
    si, tutto perfetto!

    @ldp
    non son d’accordo sulla “credibilità”, ma direi che è inutile che mi ripeta al riguardo.
    La proprietà di mondadori è cosa ben diversa che un canale mediaset o un giornale politico.
    Sulle bianche.
    Si, son trasversali, è vero, però la versione più…”apparentemente” scientifica (e quindi pericolosa) la ho trovata in siti del “giro”.
    Purtroppo non trovo più il link.. 😦
    L’importante è convenire sul fatto che è una stronzata.

  47. @alieno

    miii..e come si fa a starti dietro?
    Ciò che racconti sui giornali credo che qui sia abbastanza noto..se posso, ti consiglierei di incollare link piuttosto che liste fiume.

    Dico la mia brevemente sul tema.

    In assoluto, con controlli più rigorosi e criteri seri, non sono contrario , in generale, al finanziamento dell’editoria politica (se legata ad organizzazioni reali, non inventate apposta, e cercando uno strumento per non incoraggiare il surrettizio auento di tiratura al fine di ottenere più soldi).
    E’ un criterio, in sè, democratico.

    Così come – se si parla di vere cooperative, non di strutture create ad hoc da miliardari editori al solo fine di ottenere agevolazioni – non son contrario al sostegno del’editoria cooperativa.

    Sulla Cina.
    Che sia una fogna sono il primo a dirlo.
    Lo dissi anche in tempi non sospetti, quando la Cina non era sulle prime pagine dei gornali, e non era troppo trendy occuparsene, mi pare.

    Non devi convincermi di nulla, sotto questo aspetto.

    Quando parlo di inquinamento, alludo al fatto (poi magari sbaglio) che se in questa vicenda non c’entrasse l’elemento “comunismo”, forse saresti un po’ meno appassionato.

    Se sbaglio, ne sono lieto.

    Per il resto, non credo che tu qui debba conincere nessuno sul carattere autoritario e dittatoriale della Cina, che ha il suo posto d’onore nell’impero del capitalismo, un ruolo di primo piano nel WTO.

    Proprio il WTO è uno dei principali avversari di quelli che tu chiami No global, tanto per dirne una.

    La verità è che “comunismo” – facendone l’apologia, la critica o la condanna – possiam chiamare ciò che (nemmeno con troppa precisione) delineò Marx sotto l’aspetto della filosofia politica.

    Un conto è la speculazione filosofica, altra la polemica politica, magari con declinazioni di retrobottega provinciale.

    Parlare di “comunista e capitalista” è un obbrobrio, poi fai pure.

    Da tempo, da prima che tu mi incrociassi nel web, dico che le declinazioni storiche legate alle esperienze “socialiste/comuniste/popolari” mi hanno portato ad esser “filosoficamente” critico sulla definizione di “comunista”, lemma che uso mai per definirmi.

    Ciò non toglie che anche la declinazione del modello capitalista ed “occidentale” (che ne so, parliamo delle esperienze coloniali dei secoli scorsi, su come l’occidente si è imposto od ha tentato di farlo nel mondo, magari nel nome di Cristo, o su come quando serviva son state tenute in piedi certe dittature, eccetera) non è granchè in termini di produzione di eguaglianza, diritti e giustizia, su scala planetaria.

    Le guerre per i diamanti in africa, le uccisioni di sindacalisti per mano della coca cola o le guerre e le sragi gestite dalle occidentali multinazionali (eni inclusa) del petrolio col comunismo c’entrano poco, direi.
    Però, lo vedi?
    Stiam parlando d’altro.
    Io non ho modelli da difendere, in un dibattito come questo.
    la Cina è una fogna, come lo è il mondo intero, perchè è il potere che è una fogna.

  48. Complimenti per questo tuo spazio virtuale, molto interessante.
    angela

  49. anonimo in ha detto:

    Non mi pare di aver mai prodotto, in una virtuale contrapposizione (che spesso non c’è) grande apologia del liberismo assoluto, nè di aver mai asserito che il capitalismo di per sè rappresenta la panacea di ogni male.

    Sulla Cina insisto non a caso sulla possibilità di una critica trasversale nonostante le preferenze.
    Anzi, per certi versi trovo perfino controproducente firmare la solidarietà in qualche modo (filo-capitalista o filo-comunista che sia), se non in modo semplicemente umano e civile, altre firme sono superflue e forse opportuniste.
    Dal punto di vista estetico però insisto nel vedere un’eventuale socialismo-comunismo assulutamente di pessimo gusto nell’associarsi alla solidarietà per motivi storici e non solo.
    Cioè a mio avviso serve parecchio pelo sullo stomaco e sulla lingua ma poi alla fine è che il dissenso in Cina non resti isolato, dal momento che è l’unica via possibile (certo anche fosse volontà, non sarebbe possibile un’interposizione internazionale di pace o altro eh).
    Sto riflettendo sulle considerazioni (no-global e no-pacifiste) dell’inevitabilità di uno scontro non solo dialettico per uscirne che mi sembra avere i requisiti di legittimità anche rapportandolo al cammino necessario per arrivare storicamente ad un processo democratico nel nostro Paese (contro il nazifascismo). Se legittimiamo la nostra storia, credo sia difficile non legittimare un percorso analogo per la dissidenza in Cina, che però è frammentata per motivi di estensione geo-culturale e probabilmente così andrebbe vista nell’auspicio di richieste di autoaffermazione-audeterminazione e meglio ancora o più correttamente, nel caso del Tibet, di liberazione dall’occupazione del socialismo di popolo (chissenefrega se poi si è votato al capitalismo, servendosi del socialismo, d’altra parte uno stato comunista-socialista non è sistema che sopravvive bene economicamente, bella novità).
    Il mio sarcasmo sugli entusiasmi facili ed un po’ ipocriti, molto volubili e volatili (siamo tutti tibetani, siamo tutti birmani, siamo tutti americani ecc) serviva proprio a ribadire con amara ironia, che la fiacchezza di simili dimostrazioni affettive momentanee servono a poco e forse non sono nemmen così autentiche, al massimo ci fanno sentire buoni e buonisti per un po’.

    E’ difficile però auspicare una via non proprio pacifica che relega ogni speranza solo al dialogo o ad una (probabilmente lentissima) estensione di democraticità naturale come sostiene ora Taiwan (che alle ultime elezioni si affianca di più alla linea filo-cinese che autonomista).
    Difficile valutare anche se il costo (in termini umani) di un dissenso militante ed armato, che sicuramente sarebbe pesante vale la candela, per quanto mi riguarda, perchè certo non sono un paficista assoluto (non rinnego la cultura democratico-repubblicana mia che non viene certo dal pacifismo eh), però non sono nemmen un guerrafondaio.
    Insomma, è difficile..
    non è difficile però associarsi ad un’iniziativa che tenga il fiato sul collo al regime cinese, come quello del boicottaggio che almeno salva la dignità: non sono uno sportivo, ma credo che il pensiero di essere per sempre iscritto tra eventuali vincitori (anche peggio) oppure partecipanti di queste Olimpiadi mi farebbe vergognare come un partecipante alle Olimpiadi nella Germania Nazista.

    Le ultime in attesa di conferme sono che forse la Francia non trasmetterà le Olimpiadi in tv, così continuando la Cina.
    Ovviamente sono scettico, però almeno c’è un tentativo di allinearsi con un sentimento dignitoso nella forma, da noi neppure si discute una cosa del genere!
    Tristezz.

    Alieno

    “Se sbaglio, ne sono lieto”

    Sii lieto!

  50. @mariado
    ma infatti..basta dirlo una volta! ci ho fatto su un solo post, mica 10! 😉
    Poi ho risposto ai tuoi commenti..quali “sofismi” o rimestare nel torbido.
    Tu dici la tua, io ti rispondo con la mia. Mi pare anche educato risponder ai commenti, no?

    Però col tuo metro non capisco perchè ritener non meno..”ciurlare” il parlare, come tutti i media han fatto, per tre giorni di Ciarrapico.

    Non c’è bisogno di esser così nervose e quasi offensive, suvvia, che io son sempre garbato. e non ho torbidi nei quali rimestare. 😉

  51. Bravo Moltitudini! Infatti non è per nulla contraddittorio il libro di Luca con l’editore Mondadori. Il problema sai qual’è? è che il nostro paese è pieno di coglioni e professori di sto cazzo. Sono talmente deficienti, non è un’offesa credimi, che riescono a dare le soluzioni a tutto e su tutto. Sono andati anche oltre: sono riusciti ad estrarre un risultato con la “quinta” operazione. Si, hanno ormai oltrepassato l’addizione, la sottrazione, la moltiplicazione e la divisione! Sicchè, quale sarebbe la quinta operazione? quella della farneticazione e della mistificazione delle cose. Si arriva alla quinta operazione quando per molti la logica è ormai una virtù non più raggiungibile.. comprerò anch’io il libro di Luca. a pugno chiuso

  52. erremme…smack.

  53. Vicious83 in ha detto:

    della vicenda del fascista nel pd romano non ne ha parlato nessuno…
    tristezza

    http://newberlin.blogspot.com/

  54. beh nessuno no…io si! 😉

  55. Ti stupisci di un ex (ex?) fascista nel PD? Io no, visto che all’atto di nascita del PD l’antifascismo no compariva come valore fondamentale! Su Casarini dico solo che poteva eventualmente cercarsi un altro editore…
    Ciao, Massimo

  56. AnelliDiFumo in ha detto:

    Ricordo ciò che risposi al mio amico Marco Mancassola quando mi disse che doveva decidere se dire di sì a Mondadori. Marco e io, come te, siamo alternativi a Sinistra. Gli dissi: “Marco, va bene essere alternativi, ma se sei uno scrittore e dici di no a Mondadori, sei prima di tutto un cretino”. Mi dette ragione e pubblicò per Mondadori. 😛

  57. anello
    d’accordo.

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