m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

CARO MANIFESTO, CI VEDIAMO IL 14 APRILE

Compro quotidianamente il manifesto dal 1990, ero uno sbarbato liceale 16 enne.

Mai perso un numero, eccezion fatta per qualche giorno di ferie, o di lavoro fuori sede.
Ora mi fermo, per un po’, sino al giorno delle elezioni.
Il manifesto, quello di queste ultime settimane, non mi serve davvero.
Si badi: nessuna critica alle legittime scelte politiche del collettivo, non polemizzo su questo. Ma a me i bollettini di "partito" non sono utili, non mi sono mai piaciuti.
Non vi leggo cose che già non so o che non posso conoscere altrimenti. Le interviste a Giordano e Bertinotti non servono a convicermi a votare per la Sinistra l’arcobaleno, non mi servono, e non mi danno nulla in termini di ragionamento: potrei scriver io le risposte alle domande rivolte loro, come chiunque altro mediamente addentro alle cose.
E perdo 8,20 euro alla settimana.

In questo momento "il manifesto" non è il quotidiano di quelli che, comunisti, marxisti  di sinistra o quant’altro, appartengono alla "famiglia" che vuole trasformare questa società, non è spazio comune di ricerca e riflessione, ma, legittimamente, foglio di chi si riconosce nella sinistra arcobaleno, magari in modo  più o meno critico, ossia un progetto politico ben preciso. Che non è un progetto che mi interessa.

Quindi, non può esser anche il mio foglio, nemmeno in parte.

Siccome per me comprare il manifesto è  una scelta politica, oltre che rispondere ad un bisogno di informazione,  in questo momento non ho motivi di compierla (forse ne intravedevo qualche motivo  senza averne in realtà già da un po’. Ma è che uno si affeziona).
Mi basta il sito, il giorno dopo. Per la cronaca politica "spicciola", ho radio radicale accesa h24, c’è internet, per le notizie "altre" le mailing list, eccetera.
Auguri di buon lavoro, ci leggiamo il 14 Aprile.

😉
….ultime ore di sondaggio…votate….e buon week end.
segnalo il commento numero 47,  di Andrea, post sottostante, militante del prc ed elettore della "sarc".
fainotizia

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55 pensieri su “CARO MANIFESTO, CI VEDIAMO IL 14 APRILE

  1. mi piacciono le abitudini,il manifesto è una di quelle.Non lo compro sempre,il sabato salto perchè costa troppo e poi Alias non mi è mai piaciuto .
    Ai compagni non perdono tutti i loro appelli a sborsare denaro perchè altrimenti il giornale chiude.
    Mi vien da pensare due cose:1)Malignamente,qualcuno ci fa la cresta-sto leggendo Romanzo Criminale e mi sto immedesimando nella mentalità del Libanese!^_^
    2)Sceglietevi un amministratore/tesoriere.Non potete sperare di campare sulla pelle dei lettori, i quali sn precari o operai come me.
    Non ho mai sopportato la direzione d Polo-ancora mi incazzo per la sua difesa nei confronti del ministro Damiano- e sopratutto dell’ectoplasma Ciotta.Non capisco talora i ragionamenti di Parlato-mitico quella volta,che rispondendo all’incazzatura generale dei lettori per la pubblicità mediaset, rispose:lo facciamo per fare incazzare Berlusconi,immaginatevi la sua faccia quando vede la sua tv sul nostro giornale!Rincoglionimento e ricovero immediato no?
    Però è talmente senza identità, è talmente tutto-tutto, niente-niente che lo compro per aver un’idea a 360 gradi circa la politica italiana.Poi ogni tanto qualche intervento,Robecchi, qualche cosa di interessante.
    Manca un giornale militante e comunista,cioè sovversivo nei confronti della borghesia parlamentarista.
    In ogni caso,solo per informazione e per un certo affetto,da sostenitore di Feltri alla mia formazione e militanza comunista hanno un po’ contribuito pure loro, compro il giornale.
    Anche il lunedì!

  2. buffo.. io ho ricominciato a comprarlo, nauseata da Repubblica che pure ogni tanto ha degli articoli interessanti ma devi andarli a cercare in mezzo a tonnellate di pubblicità.. e l’Unità (che te lo dico a fà)
    forse hai ragione, segui il giornale da più tempo, ma a me piace sia il taglio internazionale che manca altrove, sia la consapevolezza che Polo (per rispondere anche a Viga) prende esattamente quanto l’ultimo redattore, e di questi tempi non è cosa da poco..
    Chiaro che ogni tanto è in difficoltà, perchè appunto non ha le paccate di pubblicità, non vende cassette, libri, enciclopedie, e chi più ne ha più ne metta.
    Poi “forse” anche al Manifesto si sono stufati di perdere e vorrebbero toccare con mano qualche risultato concreto?..
    I bollettini rivoluzionari (sempre per Viga) ci sono, basta cercarli..
    ciao!

  3. @viga
    Guarda, a me fecero molto incazzare quando chiesero scusa per il subadvertising a cura degli “agenti dell’intelligence precaria”, quello che pigliava per il culo la cgil. (lo inserisco sopra).
    Sulla situazione economica non ho modo di esprimermi. Credo sia difficile, senza grandi gruppi alle spalle e la pubblicità.
    Come ho detto…e come comprendi: compralro è più che altro una scelta affettiva, di appartenenza, se vuoi.
    Però davvero, dal mio punto di vista è una lettura del tutto inutile, quindi decido di risparmiare per un po’.
    Non ho esattamente nulla in più , a fine giornata, leggendolo, di quello che avrei senza leggerlo.

    @giovanotta
    L’unità è un foglio di partito.

    Per di più di quel partito, stappai un crodino quando chiuse per un po’.
    Spero accada presto, e defintivamente, è un giornale indegno, davvero.

    Sui grandi quotidiani “borghesi” (ovviamente schierati anch’essi, ma non organi di partito) pittosto che repubblica allora preferisco “la stampa”. lo trovo, complessivamente, fatto meglio e più completo.
    Il giornale rivoluzionaro non mi interessa, non mi interessa nemmeno quello di “propaganda”.
    A che mi serve un quotidiano?
    ad informarmi ed a ragionare.
    Per ciò che riguarda il primo aspetto, per il tipo di fonti che consulto per gli affari miei, mi da zero, in questa fase.
    Nulla anche sotto il secondo aspetto. Poco spessore, nulla che sia per me un valore aggiunto, il tempo che risparmierò nella lettura del quotidiano lo impegherò per i libri ed il denaro per un cinema in più.

    Ovviamente spero che si capisca che il problema non è che il manifesto”non la pensa come me”, fosse questo..non lo avrei mai comprato.

  4. anonimo in ha detto:

    Ho votato. Credo l’abbia preso stavolta..

    Ciao.

    Alieno

    “Le roi est mort, vive le roi!”

  5. Commento impegnato il mio. Però, gli errori si devono ammettere. Altrimenti si corre il rischio di continuare su quella strada che è stata totalmente sbagliata. O almeno la vedo così.

    Altra cosa sul manifesto. Sto scrivendo una lettera provocatoria dove parlo di sinistra arcobaleno, scioglimento prc e nuovo soggetto politico. Nella lettera intendo chiedere al manifesto e liberazione di sciogliersi in un’unico quotidiano. Sarebbe un segnale anche quello per una sinistra nuova. Se sinistra nuova si vuole costruire. Spero di finirla presto. E comunque la manderò dopo le elezioni.

  6. @Alieno
    credo davvero di si!

    @andrea
    insomma….tu vuoi che io non lo legga davvero più nemmeno dopo il 14 aprile, eh?
    Crudele!

  7. anonimo in ha detto:

    “Tutti sappiamo con che disperata e spesso duramente provata speranza ci attacchiamo alle lunghe pagine del “Manifesto”. Perché, compagni del Manifesto, ci dovete dare sulle dita che a quelle pagine sono appese, ci tagliate la flebo che a quegli articoli e a quelle vignette ci lega?”
    Fulvio Grimaldi sarà anche un mezzo pazzo, ma come dargli torto? Deve averci perfino scritto su un libro di recente, pieno zeppo di escursioni incattivite (immagino pure dall’esperienza personale), ma anche di informazioni interessanti…

    Lorenzo

  8. giovanotta , guarda che l’ho detto pure io:qualche articolo interessante,qualche iniziativa,inchiesta buona c’è.
    Mi pare che complessivamente però il giornale sia prigioniero di una sorta di crisi identitaria-seppure legata in modo + o – netto alla sinistra -l’arcobaleno-mi pare che vi siano stati dei brutti scivoloni di Polo su Damiano e il definirlo “nemico di classe” e pure nel caso citato da Moltitudini.Mi pare che Parlato e Rossanda talora risultino al di fuori dello stato delle cose.
    Insomma il manifesto ripeto è buono perchè rappresenta la sinistra in quasi tutte le rammificazioni,ma le interviste a bertinotti e a giordano mi sembrano che siano favori da compagni,piuttosto che un’interessante riflessione politica

  9. quando lo hai lasciato in questa casa madùu e matcka lo hanno fatto a pezzettini e io e aicha ci siamo godute la scena pensando al tuo dolore nell’averli dimenticati eheheh
    (ahauhauha e adesso partono le cazzate random..tipo cosa facevi tu a casa mia e vaaaaaaaai!!!)

  10. Io sto copincollando articoli del Manifesto da un po’.
    Sono interessanti.
    Non me ne sono proprio accorto che facesse campagna elettorale
    Forse perchè non legg gli articoli di e su Rifondazione

    Pensatoio

  11. @Tytty
    Eh, mi ricordo.
    Però…cacchio: c’è molta gente che legge i commenti…non svelare le “nostre” cose così, dai.

    @Pensatoio
    Gli articoli “di” rifondazione, in che senso?
    Comunque.
    Il manifesto è soggetto politico. Quindi riconosco la sua autonomia ed anche il suo non lesinare critiche al percorso.
    Però sostiene il progetto, invita a votarlo come “necessità”, addirittura.
    Passi la mega intervista a Bertinotti la domenica. Giordano il martedì, ossia subito dopo (lasciamo perder il numero del lunedì), è un po’ troppo.
    E ti ripeto: non polemizzo, non critico questa scelta. E’ ovvia per quanto riguarda un gruppo comer quello de il manifesto.
    Solo..per i motivi che ho spiegato..a me non serve, non interessa, non da nulla.
    Non ho bisogno di legger due paginate di intervista a Bertinotti, il cui pensiero conosco perfettamente, tanto che potrei risponder al suo posto.
    Non mi interessa, il giorno dopo, legger altra intervista a Giordano.

    La risposta in “scritto e parlato” di domenica scorsa secondo me è banale e stucchevole, per altro.
    Insomma: pur con tutte le argomentazioni critiche del caso, poerdo del tempo nel legger editoriali che voglion convincermi del carattere necessario del voto a sin .arc.
    Ed il resto che trovo sul quotidiano non è qualcosa che altrimenti non posso ottenere.
    Per questi motivi, dal MIO punto di vista, ̬ Рin questi giorni Рlettura inutile.
    Filomeno…non dirmi che non “leggo”. Perchè non è vero.
    E non voglo convincer nessuno, perchè è chiaro che stia parlando di mie esigenze soggettive.

    @Lorenzo
    quale libro?

  12. caro molti ,da quello che leggo nel tuo post il manifesto si è preso una pausa.hai fatto bene a prendertene una anche tu.lo compro quando ho un giorno di riposo…è parecchio che non riposo.ma mi fido di te e aspetto quando torna ad essere un “giornale diverso” (informami!).mi piace il commento di chi dice facciamone uno solo.liberazione la compro la domenica.mi piace l’inserto.ultima cosa (da zia!) molti…lasciati andare un pochino.duro e puro va bene.ma a noi ragazze piace “anche” marcare il territorio…scusaci.sono le diversità di genere che vi fanno i massaggini all’ego.buonanotte :)) zial

  13. Quella sul marcare il territorio non la ho capita ma….non sono nè duro, nè puro..e mi scoccia un sacco dare questa idea!
    (se facessero il giornale “unico” è la volta buona che davvero non lo compro più)

  14. Beh, uno due anni fa era anche peggio col nuovo corso filo presidentedellacamerastyle

  15. Io invece continuerò a comprare con gusto Libero di Feltri… spero non dispiaccia ;))
    Ciao, hai davvero un bel blog.

    Notte 🙂

  16. Il togliattismo surreale del manifesto mi irrita. Costa 1,20 euri, potrebbero metterlo su internet gratis e il mondo non ne risentirebbe. Sarò un pazzo settario nell’attaccarli da sinistra (in questa moria delle vacche…), ma confesso che leggere o meno il piccismo post-mortem di un Valentino Parlato mi è francamente insopportabile. Poi è chiaro che anche il resto fa schifo, per altri motivi…

  17. ciao molti!

    son tornato 😀

    nel 1990 avevi 16 anni? O.O
    sti cazzi…ti facevo più giovane 😀 😀 😀 😀 😉

    negative

  18. Ogni tanto è necessario prendersi una pausa dal Manifesto… Sono così, non lo fanno apposta 😉

  19. ahauhau
    credo il marcare il territorio si a riferito a “non svelare le nostre cose” AHAUHAUAHUHAUAHAU
    MUOIOOOOOO

  20. anonimo in ha detto:

    X moltitudini: il libro di Grimaldi (“Mamma, ho perso la sinistra!”), non l’ho letto, ma ne ho saputo – e ne ho potuto avere un’idea – leggendo questo articolo introduttivo al libro stesso: SVEGLIATI, AMORE, LA SITUAZIONE NON E’ BUONA (PARTE I) http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4246

    Ciao,
    Lorenzo

  21. FrancaFranca in ha detto:

    Io lo leggo volentieri…

  22. per quanto mi riguarda dopo il ValentinoParlato pensiero sulla fiera del libro di torino e dopo la morte di stefano chiarini, per cui quando si scrive sulla palestina sono articoli sionisti, il giornale non serve più a niente.
    (ma la linea editoriale è quella dei 2 anni scorsi…non te ne eri accorto?)
    saludos

  23. Di straforo dal lavoro..agli altri rispondo stasera..
    Tytty…ZiaLaura…ho una credibilità da tutelare, una immagine pubblica e virtuale da difendere.
    Non svelate i miei altarini, ve ne prego.
    Che chi legge poi pensa male. o bene, a seconda.
    Sai tytty, è un blog letto anche da insospettabili.

    🙂

  24. ciao…volevo farti partecipe della mia filastrocca, vedi se ti piace 😀
    Ros

    http://neroassenso.splinder.com/post/16334441/IL+NUOVO+RICICLATO

  25. @Bardaneri
    sionista mi pare eccessivo…in ogni caso si, diciamo che in questi giorni la cosa è più eclatante.

    @franca
    ma dal tuo punto di vista, è comprensibile.
    @lorenzo
    grazie.

  26. @elwin
    de gustibus….
    @babbuino d’accordo su tutto..togliattismo però no, dai….
    @negative
    è un complimento?

  27. anonimo in ha detto:

    Oggi vado a scrocco, però c’era un tempo in cui compravo spesso Libero.
    Il divertimento allora era doppio: la lettura spesso di articoli dai toni umorali ironici e sarcastici, con un linguaggio schietto e fresco, certamente in grado di avvicinare la politica e non mettere distanze annoiando con artifizi dialettici da salotto intellettuale ed un po’ snob.

    Ma il divertimento cominciava già al momento dell’acquisto: tra i vari avventori, a parte i giornali locali (Nazione e Tirreno) i più erano a chiedere Corriere della Sera, Repubblica, Manifesto, talvolta Liberazione e spesso mix di un paio di questi. Al mio turno, alla voce “Buongiorno, Libero, grazie” faccie scandalizzate e cipigli critici erano puntuali. Un vero spasso.
    Talvolta sono stato “squadrato” con uno sguardo scanner dalla testa ai piedi, come se chissà, qualcosa potesse rivelare cosa ho che non va, una conferma di “anormalità”.
    Se avessi chiesto ad alta voce un vibratore multiplo o un preservativo bucato non avrei destato ugual biasimo, ehehe.
    Qualche volta sono arrivato anche a divertirmi, dopo il primo anno di Prodi, in modo più maligno, chiedendo ad alta voce, al mio turno:
    “Buongiorno: Libero, Il Giornale e… e… cos’altro ha di non filo-governativo?”
    A volte è possibile divertirsi con poco, innocentemente…

    D’altra parte, se Libero è il giornale che più d’ogni altro in Italia aumenta le vendite, un motivo ci sarà.
    Tra le altre forse anche il fatto che il centrodestra in Italia non è poca cosa, anzi, però la stampa rappresenta soprattutto la sinistra in modo sproporzionato e rende l’idea di quella cultura, dei poteri e dei salotti che in qualche modo la tengono in ostaggio.
    Una delle cose curiose osservando la mia piccola realtà è che insospettabilmente il Manifesto e Repubblica sono frequenti laddove l’immaginario non vorrebbe: ricchi e straricchi che qui hanno casette unifamiliari in quel parco privato ed esclusivo (quello dove è venuto in vacanza dagli amici Prodi negli ultimi anni d’estate per intendersi), dove il valore di ognuna è minimo 1,5 milioni di Euro fino a 5 milioni di Euro.
    Presumo che trovare lettori del Manifesto lì (che sono però di Roma, Firenze o Nord Italia) così fedeli, se fossi comunista, mi disorienterebbe parecchio… :-))
    L’ultimo che mi ha fatto quasi sorridere è un Conte di Firenze che dopo aver maledetto Berlusconi e Bush e parlato dei poveracci senza casa, mi ha chiesto consiglio per sfrattare degli inquilini dalla sua villa perchè non gli pagavano più l’affitto..
    La moglie completa il quadretto, molto snob e sofisticato, pur avendo tali letture e fedeltà di sinistra consolidata, perchè produce delle situazioni che per me sono aneddoti esilaranti, soprattutto se pensati con la lettura del Manifesto (di solito se lo fa portare e si arrabbia pure se non riesce a leggerlo prima di pranzo, ore 12,30..).
    Uno dei racconti che dico è questo: lavori da fare per riparare il tetto di casa, lavori grossi perchè da quelle parti son spilorci per l’utile e di mani bucate per l’inutile (curiosamente la sua famiglia è in parte genovese, in parte americana, Florida, il feudo democratico..). Chiamando per i lavori una ditta un po’ scalcinata per risparmiare, questi operai si presentano al mattino così divisi:
    due sul vecchio furgone da lavoro, due su una vecchia punto bianca, naturalmente tutti vestiti da operai-muratori, ovvero un po’ di intonaco, scarpacce da lavoro, non necessariamente immagino perfettamente rasati e pettinati.
    E lei, lettrice insieme al conte del Manifesto, che ti combina? Si arrabbia moltissimo.
    Il motivo?
    Perchè, dice, se si presentano così conciati a casa sua, la gente chissà cosa pensa, ma dove siamo (si capisce che l’ambiente è un po’ snob ed inquieta effettivamente il muratore senza fiocchetti e violette ehehe). Alla fine, dopo averli umiliati urlando come una pazza, i muratori sono lì lì per scendere e picchiarla di santa ragione e mandarla affanc… ma il capo impresa li incoraggia a resistere per rifarsi sul conto.
    Che spero sia stato salatissimo, ma soprattutto spero che siano riusciti a farsi pagare, perchè questi son tipi sofisticati, intellettuali, sulla loro tavola c’è la paletta d’argento con la paletta per raccogliere le briciole, ma poi per pagare ti costringono all’imbarazzo di chiedere come se non ti fosse dovuto quel che ti spetta eh!
    La storiella è fondata?
    Penso di sì, quei ricchi purtroppo li conosco bene (e li detesto cordialmente, specialmente lei, fin dalle scuole medie, so che pasta è..) ed il racconto viene proprio dai muratori, un gruppo di siciliani in cerca di fortuna in giro per la Toscana (si parla di qualche anno fa), gente che spesso non aveva i soldi per tornare a casa dalla famiglia a fine settimana..
    Ecco, è curioso: loro non leggono il manifesto, il Conte e simpatica consorte sì.
    De gustibus…
    Certi stereotipi dovrebbero essere ridiscussi, credo.
    Buonaserata.
    🙂
    Alieno

  28. anonimo in ha detto:

    faccie…. come si fa!!!
    Ehehe
    Alieno

  29. anonimo in ha detto:

    Paletta e spazzola-scopetto d’argento intendevo, chi non ne ha uno così in casa….
    Non sapevo nemmen che esistesse una cosa così inutile e pacchiana prima di scoprirlo da questa gente che ama Marx e legge il Manifesto, ehehe.
    Come si fa!
    Alieno

  30. anonimo in ha detto:

    Ok preserveremo la tua verginità.. Gli insospettabili sono quelli che mi stanno regalando parecchie perle.. Tytty

  31. anonimo in ha detto:

    Ho fatto caso stasera che non c’è, nel sondaggio, il partito di Alternativa Comunista.
    Che quindi dovrà essere nel mucchio “altro” insieme, che so, alla Lista Ferrara per dire, il che fa un po’ tristezza, ehehe.
    In effetti nemmeno io ho capito la gran differenza tra i punti programmatici della Fabiana Stefanoni e di Ferrando dei comunisti lavoratori, se non una enfatizzata politica femminista e qualcosa sull’età più giovane, stando a quel che dice lei..

    A parte ciò, pensi che possano riservar qualche sorpresa Stefanoni, Ferrando e Ferrara, pur nel limite delle loro possibilità?
    E poi non ti sembra davvero eccessiva questa frammentazione nella sinistra radicale? Capisco che il bipolarismo abbia degli aspetti preoccupanti, ma così… non è eccessivo?
    I radicali, per esempio, son 4 gatti, però sono ben distinguibili tutto sommato, non c’è una frammentazione davvero da quella parte, ma la Stefanoni perchè non poteva essere con Ferrando, per dire?
    In attesa di tuoi lumi…
    Ciao.
    Alieno

  32. leggere, a pezzi.., la prefazione di Fulvio Grimaldi al suo libro, e pensare che gli piaccia parlarsi addosso è stato un tutt’uno.. ma magari sono cattiva io, forse perchè l’ho sentito in una riunione zittire in malo modo una povera umanista pacifista..
    su Liberazione+Manifesto pure dissento, Liberazione è già abbastanza bollettino di partito, la accetterei solo motivata da riduzione costi!
    (su Libero del simpaticissimo Feltri stampato coi soldi pubblici e abbandonatoi sui treni o regalato in giro mi astengo dai commenti)
    ciao!

  33. credo che si possa(?) leggere il manifesto e abitare in villa o nooo?che si possa(?) leggere il manifesto ed essere radicalchic o burrinichic come preferite…a meno che non si ritenga che nel dna di chi legge il manifesto ci debba essere il gene del comunismo senza se e senza ma. vogliamo tornare agli anni 50 quando essere comunisti voleva dire avere le pezze al…e se avevi una macchina e andavi vestito decentemente…non potevi essere un “VERO” comunista?? liberazione “confederato” con il manifesto era una provocazione ovviamente..e se anche certi compagni hanno “sospeso” la lettura del manifesto per tutti i motivi detti,capisco che con un 35 % di indecisi,con gli spazi televisivi resicati ,un giornale come il manifesto possa aver fatto la scelta di fare campagna elettorale per la sinistra apertamente e anche con un pochino di “sana” propaganda..buon fine settimana a tutti comunque la pensiate e 1 “particolare” :)) a molti

  34. anonimo in ha detto:

    Certo, nell’immagine, nella forma, nell’apparenza, nella moda, nella politica in effetti si può esser qualsiasi cosa e la coerenza minima ormai è un obbligo, eheh.

    Infatti è quel che dicevo, certi stereotipi andrebbero ridiscussi..

    Alieno

  35. @Alieno

    Non ho inserito il pdac perchè quando ho messo il sondaggio non era certo che avrebbe presentato liste (che comunque presenterà in pochissime circoscrizioni).

    Sulle differenze con Ferrando: prossime allo zero. Pdac e PCL sono frutto dell’uscita dal prc della medesima corrente. Sono divisi per beghe loro di natura…personali, direi, non c’è una sostanziale differenza ideologica.

    Un po’ più marcata la distanza dall’area di sinistra critica, che non si è costituita in partito e che, sempre ragionando in termini relativi, ha una impostazione meno “identitaria”.

    A esser sinceri, in ogni caso, ragionando dal punto di vista dell’ottica elettorale (che sai fregarmi poco) nulla che avrebbe potuto esser d’ostacolo ad un unica lista che raccogliesse quel tipo di area e sensibilità “a sinistra” del prc, ossia tutte e tre le organizzazioni.

    Così come a livello di singole organizzazioni, mentre come dicevo sinistra critica è un poco più distante, pdac e pcl potrebbero esser, aldilà dela dinamica elettorale, nella medesima organizzazione politica, non avessero avuto beghe da dirimere tra loro (Ricci vs Ferrando) rispetto alle quali ciascuno da la sua versone e io non sapreio prender parte.

    Tieni conto di una cosa: difficilmente uno del PCL, un militante, se nella sua zona non ci fosse il suo partito e si presentassero pdac o sin.crit. , li voterebbe.

    Sui radicali sbagli: non si sa, ma sono qua e là pure loro. C’è una diaspora anche in quell’area culturale.
    Conosci i “radicali di sinistra”?

    Sulle perfomance: difficile valutare Ferrara, non so in quante regioni si presenti.
    Stessa cosa per il pdac.
    Ferrando e sinistra critica credo che se sommate assieme superassero l’1,5 % ci metterebero la firma, sarebbe un successonealdilà che per loro fare campagna elettorale è davvero difficile.
    In Francia (dove il voto è più mobile) è diverso, in alcune zone prendono pure il 10.
    Il pcl alle scorse amministrative ha raggiunto in alcuni posti l’1,2, se non rammento male.
    Prenderanno entrambi cose come lo 0,4 – 0,8.
    Anche perchè l’elettorato italiano è estremamente più fideista.
    Vedrai che i voti percentuali delle singole forze (tutte, intendo) non mostreranno differenze epocali rispetto al voto del 2006.

  36. @tytty
    voglio i nomi!
    @alieno
    sulla storiella della contessa non saprei che dire.
    Io..conte non sono. 🙂
    Su Libero: aldilà dei giudizi di merito, Feltri è “bravo”. ha trasformato in oro ogni testata che ha toccato.
    @zialaura
    come ho detto non sto dicendo che quelli del manifesto sono delle merde per la scelta fatta.
    La comprendo ed è coerente.
    Non è che voglia punirli non comprandolo: è che mi annoia leggerlo, per i motivi che ho spiegato.

  37. è una soluzione che ho preso in considerazione :o))
    dico quella di prendere la cittadinanza svizzera…

  38. @fioredautunno
    se è per quel motivo…è un’ottima scelta.
    Tu con le lingue poi non hai problemi, per cui…

  39. E’ “Manifesto” che sei incazzato… 😛

  40. @gattosilver
    mah..no no, non particolarmente.

  41. In relazione al commento lasciato su FREE NET LOG: purtroppo il sondaggio è stato lanciato un mesetto fà, periodo in cui gli schieramenti e le coalizioni non erano ancora definite. Per quanto concerne l’Udeur, io so che Mastella non si candida, ma gli altri sì. In ogni caso ho aggiunto la voce “altro” proprio a questo scopo e nel post finale di analisi del sondaggio terrò conto di quanto successo nel mentre.

  42. @freenet
    ti ho risposto su ok notizie.
    In ogni caso..se il post che segnali è di un mese fa e non rispecchia per altro il quadro reale, non ha senso segnalarlo ora su oknotizie.

  43. La segnalazione su oknotizie la faccio con sistematicità per rendere nota l’esistenza del sondaggio. In ogni caso, il sondaggio è piuttosto attendibile, per quanto attiene l’illustrazione del quadro nazionale. Sia sinistra critica che gli altri movimenti hanno un rilievo piuttosto basso nei sondaggi ufficiali. Inoltre, il mio sondaggio non ha la presunzione né di essere ufficiale, né di essere attendibile, ma al massimo fotografa la tendenza dei miei visitatori.
    Non ho cancellato il tuo messaggio ma lo hai inserito nel post di riferimento alla notizia pubblicata su ok notizie (pubblicata ieri)

  44. FREENETLOG
    in relazione al tuo articolo: secondo me puoi evitare di comprare il manifesto come qualsiasi altro giornale. L’informazione è su internet e gratis e il manifesto tanto si mantiene piuttosto bene anche con il solo denaro pubblico e con le pubblicità. Un consiglio: evita di comprare giornali, risparmiamo in termini ambientali e psicologici. Un saluto

  45. @freenet
    grazie dei commenti.
    Tuttavia, perdonami..ma a giudicare anche da ciò che mi hai risposto su oknotizie, sei un pochetto….disinformato.
    Ribadisco un concetto: ovvio che un sondaggio su un blog non può esser scientifico.
    Però se si chiede “che voterai?” le opzioni devon esser quelle che saranno sulla scheda..non posson esserci tra esse liste che non esistono e viceversa!

  46. oramai il manifesto è il quotidiano della sinistra arcobaleno, abbandonando la sua caratteristica principale: essere uno strumento di critica alla società moderna. esempio di giornalismo libero e indipendente.
    da qualche tempo preferisco leggere il mattino, almeno parla della mia terra e costa meno della metà de il manifesto.

  47. @nuovasinistra

    ?? e quanto costa il mattino??? (il suo direttore non lo tollero..)

  48. anonimo in ha detto:

    “Feltri è “bravo”. ha trasformato in oro ogni testata che ha toccato.”
    Vendendo scoop finti, sesso e violenza a palate e VHS pornosoft come cultura ai vecchietti bavosi, son capace anch’io. Ma non si tratta di giornalismo.

    “loro non leggono il manifesto, il Conte e simpatica consorte sì.”
    La storiella di Alieno è infarcita di luoghi comuni che, per quanto fastidiosi, hanno – è innegabile – anche un fondo di verità. Di chi è la colpa se oggi a leggere il Manifesto è rimasto il conte (che se lo può permettere), mentre l’operaio incosciente (del proprio ruolo sociale) vota Berlusconi?

    Lorenzo

  49. @Lorenzo
    quel “bravo” è proporzionato e relativo al paese di merda nel quale siamo.
    In ottica..di mercato, diciamo.
    E’ stato bravo nel beccare un target preciso, ed a cavalcarne le pulsioni.
    Che sia uno schifo, più per ciò che rappresenta che non per come è lui in quanto tale, sono d’accordo

    Sul “conte”, si, la solita storia sui radical chic.
    Non so nemmeno quanto vera, per altro.
    Va detto che “l’operaio” (almeno, un certo operao) non è che abbia smesso di leggere il manifesto, non lo ha mai letto.
    In ogni caso..io non sono certo un conte…né la mia famiglia monoreddito è di alto lignaggio 🙂

  50. guarda nemmeno io tollero mario orfei, e non penso che il mattino sia una pietra angolare del giornalismo italiano ma almeno mi da informazioni importati sulla mia città evitando di farmi comprare dei quotidiani che nemmeno i bambini dell’elementari riescono a leggere.
    e poi cosa 50 cent. importanti per il portafoglio che inizia a piangere

  51. Mica pensavo costasse così poco!

  52. anonimo in ha detto:

    Legittimissima la tua posizione, Lorenzo, ci mancherebbe.
    La tentazione sarebbe di risponderti diversamente, ma resterò “soft”, visto che sei delicato, da quel che scrivi di Libero e non sopporti la violenza, il porno e le volgarità che offendono la tua sensibilità di candido intellettuale….

    In modo delicato ti dirò che forse il motivo, il presupposto di verità che pragmaticamente riconosci (le vendite sono dati oggettivi e c’è un bel divario tra le due testate) è anche (non dico solo) l’incapacità del Manifesto di restare legato al sentimento ed alla dialettica della base, mentre Libero forse la incontra ed è avvertito come più allineato con sentimenti comuni e politica meno politicante, con meno pretese di frequentazione di salotti alti, ma più schietta e più comprensibile, che generalmente sono un discretto passpartout per riconoscerne, sbagliando o non, una maggiore sincerità.

    Ma cedo qualcosa di meno soft.
    Perchè è irresistibile il tuo scrivere “Vendendo scoop finti, sesso e violenza a palate e VHS pornosoft come cultura ai vecchietti bavosi, son capace anch’io. Ma non si tratta di giornalismo” dall’alto di chissà qual cattedra pontificante, che in me produce, lo confesso, non rabbia ma più che altro ilarità.. 😉

    Scusa se ti ricordo che la realtà è fatta anche di altre cose. E la politica è o dovrebbe essere quel che più di reale si possa immaginare, non stiamo parlando di religione e filosofia, nè pettiniam bambole o diamo noccioline ai castori nel vivere: ci incazziamo quando c’è da incazzarsi nel vivere e la politica è un tentativo di codificare e regolare il vivere dell’uomo nella società.

    Insomma, scusa se disturbo il tuo delicato animo gentile, il tuo apparato digerente delicato, ma…

    mai sentito dire che la polica è (almen anche) “sangue e merda”?

    Certa politica distante, presuntuosa, politicante che si compiace dell’artifizio dialettico e si richiama a cerchie elitarie di snobismo intellettuale dove si decide chi ha legittimità di riconoscimento e chi no, posso capirlo tra i critici dello spettacolo, del cinema e della moda.
    Altri preferiscono il linguaggio di Libero a quello che non stona sul tavolinetto basso del villone, che non si vergogna in un Università e dalle scuole (dalle quali per lo più è bandito, ma già questo lo rende simpatico e sovversivo, ti dirò) ecc, cosicchè a molti risulti più volgare e pornografico il linguaggio salottiero e politicante, con il vezzo di voler essere tra il popolo pur mantendendo le distanze per superiorità intellettuale, di un Vhs pornosoft o pornohard, che almeno non ha pretese d’essere altro, è più schietto e magari diverte di più.

    In me poi, in particolare, vive una dualità caratteriale che mi permette anche di immaginarmi diversamente, ma mai essendolo davvero del tutto.
    Non mi è difficile immaginarmi operaio o scaricatore di porto livornese di consolidata tradizione comunista.
    Al tuo commento che richiama bucoliche e poetiche odi al giornalismo intellettuale che non si sporca le mani con linguaggio pornosoft, che non resta tra noi, ma ci cade dall’alto perchè magari siam vecchietti bavosi e servono i guanti, risponderei senz’altro:
    “Boia deh, tu sei delicato davvero.. ma va a cagare tu, er budello de tu…”

    Porno soft! Con certa politica politicante e certi banditori di slogan, tu m’offendi il porno che è molto più rispettabile di tanto giornalismo altro da Libero eh!
    Intanto al momento, nno è filogovernativo e questo è già un presupposto sano di informazione per conservar almeno un tentativo di autonomia di pensiero.

    Alieno
    P.S.: resta legittima la tua idea e su questo non ci piove, alidlà dei miei toni pornosoft e poco professionali, giornalisticamente parlando ehehe.

  53. anonimo in ha detto:

    “Qualunque cosa si sia detto,
    raccontato e disegnato,
    la realtà rappresenta
    assai più di tutto questo”
    (J.W.Goethe)

    Ciao Lorenzo, buonagiornata. 😉
    Alieno

  54. anonimo in ha detto:

    @Moltitudini: “E’ stato bravo (Feltri) nel beccare un target preciso ed a cavalcarne le pulsioni. Che sia uno schifo, più per ciò che rappresenta che non per come è lui in quanto tale, sono d’accordo.”

    Mmmh, Moltitudini: qui c’è puzza di stereotipi vetusti, contrapposizioni ideologiche pregiudiziali e slogan di boicottaggio intellettuale che ha funzionato bene…

    Ma scusa se evidenzio una banalità… ma perchè il Manifesto, quando aveva successo, non aveva beccato un target preciso? Non ne cavalcava le pulsioni?
    Ed il fatto di non riuscirci più, che in qualche modo può corrispondere al non essere più comprensibile (troppa autocelebrazione ed autarchia di pensiero forse?), di non essere più in grado di indovinare pulsioni e target è davvero un merito?
    O forse può esser sintomatico dell’opposto?

    La solita storia dei radical chic…
    Oh, la storia è vera. Sempre sbagliato massimalizzare i giudizi così, nevvero? Ci sono i radical chic, ma ci sei anche tu che non sei di nobile casata e lignaggio, nè paghi al nero domestici extracomunitari e gli offri vitto e alloggo in seminterrato o ripostiglio perchè hai altre priorità.
    E’ vero, eccome se è vero. Che poi non si possa identificare il lettore del Manifesto solo così, su questo non ci piove, ma è bene rompere pre-giudizi anche positivi e luoghi comuni, stereotipi: è anche quello, la realtà è anche questa ed è bene prenderne atto. Ci sei tu e c’è il radical chic, sbagliato far finta che non c’è uno dei due, erroneo massimalizzare, fallace il prestarsi a facili slogan di pregiudizio che sono l’anticamera del razzismo (anche ideologico eh).

    D’accordo?
    E allora perchè diamine tu fai invece questo con Libero?
    Legittimo il tuo provar schifo per i lettori (presumo che siano questi i rappresentati, visto che lo comprano spontaneamente e con più sforzo perchè certo non lo trovano gratis nelle scuole o nelle biblioteche come accade anche al Manifesto o Repubblica, il Corsera e tutte quelle testate intellettuale per animi leggiadri e delicati…

    Legittimo il tuo dire, però applicando ugual regola concederai ai tanti (di più) lettori di Libero di pensar lo stesso dei lettori del Manifesto: illeggibile, disonesto, talmente di parte, da augurarsi non la chiusura coatta ma la naturale estinzione.
    Che fallisca dunque, dinanzi alle proprie responsabilità.
    E spero con questo di aver indotto invece un buon stimolo per riprendere a leggerlo, perchè in realtà a me fa piacere che il Manifesto ci sia, che rappresenti un target diverso, che ci sia una diversità di rappresentazioni che si sposa bene con le mie diffidenze, per dire, con un bipolarismo perfetto.
    Ben venga il Manifesto con il suo sentimento anticlericale, è utile, utilissima rappresentazione delle diversità nel gioco delle parti che ci salva da qualcosa di peggio che la nostra storia Repubblicana e Democratica ha già conosciuto quando è venuta meno.

    E’ verissimo e divertente che tu sottolinei che un certo operaio non ha mai letto il Manifesto. Più probabile la Gazzetta dello Sport, stai sicuro. Che sicuramente compra solo perchè c’è il calcio, il resto è un più benvenuto ma non determinante.
    E’ il calcio il vero oppio dei popoli, dalle nostre parti.
    Al secondo posto certa tv che abbrutisce forse solo quel che già è abbrutito, ma certo non è stimolo perchè non si appiattisca in quell’esser ciò e nn altro.
    E non sto dicendo certo che diventi sofisticato ed intellettuale, ma dico, un po’ più aperto ad altri interessi si potrebbe sperarlo!
    Poi se vuoi, la serie disponibile degli oppi prosegue, anche con i tradizionali, ma non hanno più il privilegio del primato a mio avviso.

    Siccome a me capita di sentirmi talvolta rappresentato da Libero (come da altro in verità), mi dichiaro virtualmente “talvolta offeso” dal tuo dirmi schifo rappresentato. E parlo a nome di tanti altri lettori.
    In realtà, chissenefrega, per i motivi che dicevo più su, anzi, meglio così che una rappresentazione ridotta in cui si possa scegliere solo uno o due “schifo” che magari non è schifo che mi rappresenta benissimo eh!
    🙂
    Buona serata, alla prossima.

    Alieno

  55. @Alieno
    Guarda, mica ne nego l’esistenza, ma non credo di essere nè chic nè snob, nè esponente di un salotto (non potrei permettermelo, per una mera questione di censo) se dico che la “volgarità” di cui parli e di cui fai l’apologia, mi spaventa e – giudizio di parte, ovvio – se fosse condivisa unanimemente porterebbe alla barbarie.
    A utilizzare stereotipi, hai iniziato tu, parlando del conte e della contessa come metafora del lettore tipo de il manifesto.
    Non voglio offenderti, lo sai, però davvero dal mio punto di vista ciò che Libero alimenta è qualcosa di animale, che non ha nulla a che vedere con la “semplicità popolare” di cui fai l’apologia, che rinvigorisce valori che non mi piacciono.
    O meglio: per me, non è che popolare, o vlgare (nel senso di appartenente al volgo) è neccessariamente buonio perchè tale.
    Poi ci faccio i conti, cerco di capire come contribuire a costruire una egemonia diversa, so che buona parte della società è così e cerco di capirne i motivi.
    (le sole giornalistiche di feltri, i finti scoop di cui parla lorenzo, ci sono stati eccome, comunque. Così come la forma giuridica di cooperativa prima e di fondazione onluso ra, da parte di chi edita libero, è solo un atificio per avere i contributi destinati alle onlus, alla faccia di chi onlus è davvero).
    Certo che il manifesto -come qualsiasi foglio schierato – cavalca “pulsioni”, se dico che mi fanno schifo quelle che cavalca ed alimenta libero non è che faccia stereotipi: prendo solo una posizione ed esprimo un mio giudizio.
    Libero rappresenta (poi tu per la maggior parte delle cose che dici, a meno che qui non ti limiti assai, sei diverso da ciò) una parte di “destra sociale” diffusa e pericolosa.
    E confermo, è stato bravo feltri in termini di conquista di spazi di mercato.
    Ciò poi non necessariamente è un valore, per me: l’isola dei famosi tira tantissimo, trovo i reality qualcosa di estremamente negativo e pericoloso.
    Anche Corona ha tanti fan…ha un mercato, è stato “bravo” a cogliere un certo modo di diventare personaggio.
    Ma mica mi piace.

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