m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

III:EZIOGENESI DEL SISTEMA

Terzo e ultimo post dedicato alle anomalie della stramba dinamica partitica italiana e sulla "unicità" parlamentare, istituzionale e partitica di questo paese rispetto al panorama delle democrazie europee.
Per chi volesse ritessere le fila del mio ragionamento, qui le precedenti puntate:
I eziologia del sistema
II una Bad Godesberg?

Durante i lavori della Costituente, aspro e serrato fu il dibattito sull’articolo 7, quello che avrebbe dovuto recepire i "patti lateranensi", ossia gli accordi stipulati dal regime fascista con il Vaticano per sanare definitivamente la "breccia" di Porta Pia.

Il Partito Comunista Italiano, sorprendendo alcuni, votò SI al recepimento degli stessi.

Votò assieme a parte dei liberali, democristiani, ai rappresentanti dell’ Uomo Qualunque. Su questo il "Fronte Popolare" nacque diviso: i socialisti, "scavalcarono" a sinistra il PCI votando No, assieme ad azionisti e repubblicani (bel discorso di Nenni che credo sia reperibile anche in rete).

Le spiegazioni per tale scelta posson esser tante, e credo siano tutte ragionevoli e verosimili. Certo è che è eccepibile, eminentemente dal punto di vista giuridico e di "filosofia del diritto", che una carta costituzionale recepisca – per altro nella sua prima parte – i trattati che regolano le relazioni tra il paese ed un altro stato sovrano (ed una realtà religiosa). Così come destò un po’ di scalpore che la costituzione "repubblicana, democratica ed antifascista" recasse tra i primi articoli il recepimento di un trattato firmato dal dittatore fascista.

Credo che questa scelta – apparentemente strana ed incomprensibile – e le ragioni reali sulle quali si fondò, siano strettamente connesse alla natura atipica del PCI nell’atipico panorama democratico italiano, ruolo dal quale secondo me discende in parte il "blocco" evolutivo che questo paese ha oggettivamente vissuto e di cui ho parlato nel post "una Bad Godesberg?".
Aldilà delle macchiette simpatiche ambientate in quel di Brescello, il PCI è sempre stato assai timido nelle vertenze legate a tutte quelle battaglie che hanno portato ad uno scontro tra laici e cattolici in Italia. Le iniziative dei radicali e di Adelaide Aglietta non eran certo ben viste dalla dirigenza berlingueriana, negli anni ’70.
Questi ragionamenti -saltando considerazioni già fatte nei due post linkati -ci portano inevitabilmente alla storia di oggi.
Il "partito democratico" è oggettivamente – prima di tutto dal punto di vista "iconografico" ed "estetico", ma anche nei contenuti, il partito di "centrosinistra" europeo più moderato e centrista.
Ciò può apparire strano, se consideriamo che il PD è frutto dell’evoluzione del più grande partito comunista d’europa, e che questo "grande" partito comunista occupava in italia lo spazio occupato dalle socialdemocrazie negli altri paesi.
Un partito "nominalmente" più estremo dei cugini socialisti d’europa si è "lentamente" evoluto nel partito più moderato e centrista, fondendosi con parte degli eredi degli "acerrimi" nemici di un tempo: come possono essere in relazione le due cose?

Ciò è in realtà sempre meno incomprensibile se teniamo conto che con quegli acerrimi "nemici" il dialogo, ed il rispettivo assestarsi su posizioni e ruoli immutabili, è iniziato già nella costituente, come mostra la "strana" scelta del PCI di allora.
L’inizio di un consociativismo senza parallelo alcuno nella storia parlamentare degli altri paesi, nei quali socialisti e popolari/democristiani (salvo grosse coalizioni frutto delle contingenze) giocavano un rolo realmente alternativo, concorrendo al governo nell’ambito di una reale alternanza.

In sintesi, certe scelte secondo me si spiegano anche così: è come se i "comunisti" italiani fossero afflitti da una sorta di "senso di colpa", dalla necessità di "fare" i comunisti da un lato, ma anche di emanciparsi da sè stessi, dalla loro storia, dalla loro anomalia.
Credo che in questa rincorsa frenetica all’emancipazione da sè stessi stia la ragione dell’approdo della "sinistra comunista" del dopoguerra alla creazione di un partito di centro,  assai più moderato degli altri partiti socialisti europei, sino a non poter entrare nemmeno nel PSE, partiti rispetto ai quali la storia che sta alle spalle di tre quarti del PD è "NOMINALMENTE" più a sinistra.

Tornando invece ai temi trattati in "eziologia del sistema", a due anni dalle ultime elezioni politiche si è chiamati ancora alle urne, e avremo (avrete) davanti agli occhi una scheda elettorale quasi totalmente diversa dall’ultima per quanto riguarda i simboli che si presenteranno: i partiti che rappresentano il 75% degli elettori del 2006, saranno presenti con loghi diversi.
Badate che questo è davvero sintomatico della malattia dei partiti in questo paese.
E’ ancor prima che politica la mia curiosità rispetto a ciò, perchè questo conti9nuo cambio di look dei partiti italiani credo rappresenti molto.

Una parossistica ricerca del nuovo (però magari si ricandida De Mita nel PD), di rilegittimazione, di maquillage senza eguali in nessun altro paese, dove i partiti cambiano uno alla volta ogni 40 anni.
Qui si assiste ad una schizofrenica transizione immobile, che gira e si muove e resta uguale a sè stessa, cambiano continuamente loghi e nomi, senza sosta.

Un dato, che è esemplificativo di questo: se uno confrontasse la prossima scheda elettorale con quella delle elezioni dell’altro ieri, ossia del 2001, troverebbe oggi solo un partito , la Lega Nord.
Un partito che nasce relativamente recentemente, tra i frutti della protesta contro il sistema dei partiti.

Il Pd sceglie un omnicomprensivo ed "apolitico" tricolore: se guardato di sfuggita, ad una prima impressione sulla retina, parrebbe il simbolo di Forza Italia (partito "nuovo" che già sparisce dalla scheda). Se uno volesse fare filastrocche ed allliterazioni…bè, il PD ha tra i suoi slogan "Italia, viva". Italia, viva..viva l’italia..Italia, forza..Forza Italia…pure "meno tasse per tutti", ha di recente detto Veltroni.

Sono epifenomeni che mi incuriosiscono innanzi tutto dal punto di vista estetico e simbolico, prima ancora che da quello della critica politica.

Perchè la stoffa dell’abito del monaco, un po’ del monaco ci dice qualcosa.


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40 pensieri su “III:EZIOGENESI DEL SISTEMA

  1. “Qui si assiste ad una schizofrenica transizione immobile, che gira e si muove e resta uguale a sè stessa, cambiano continuamente loghi e nomi, senza sosta.”
    Questo pezzo un po’ mi ricorda il Gattopardo quando viene detto qualcosa del tipo “le cose devono cambiare affinchè tutto resti com’è”.

  2. la particolarissima situazione italiana mi pare anche figlia del terremoto di mani pulite. un sasso nello stagno che ha agitato le acque (in superficie). ci vorrà ancora un po’ di tempo perché si trovi un nuovo equilibrio.
    e intanto noi siamo nella melma. 😉

  3. questo del cambiamento che nulla cambia,è un vetusto problema italico.
    Dopotutto basta rileggersi due capolavori come “I vicerè” e Il Gattopardo.Cioè è una prassi italiana , specifica.
    Per quanto riguarda il pci,penso che sia una politica anche comprensibile di pacificazione sociale.
    La dc aveva i rapporti con gli americani,i quali per decenni ci hanno finanziato e alimentato-tanto che c’erano poi magari davano una mano alle stragi e davano le armi alla dc o formavano gladio-per questo il pci forse si sentiva legato.Ricorda che loro hanno sempre sopravvalutato il problema dei colpi di stato della destra,tanto che il compromesso storico è nato sulla base del golpe cileno.Non capendo che quella di Allende non era una rivoluzione marxista,cosa che non è mai stato,ma appunto un governo democratico,socialdemocratico.Per cui si è optato per la pace sociale,non interferendo con la deriva cattolica del paese.Peraltro per formazione,metodo e merito molti dirigenti del pci sono assimilabili ai + esagitati papisti.
    In ogni caso,io credo che il problema italiano,evadi dalla sola classe politica.Un problema di cultura,etica,dignità del popolo.Il 90 % non ce l’ha,son patetici qualunquisti.Fanno zavorra

  4. @Franco
    si, la situazione attuale si, ma la stessa “mani pulite” è stata una gattopardesca “rivoluzione” (gattopardismo giustamente evocato dagli altri due commenti) e unica soluzione di continuità possibile rispetto ai 50 anni anomali che la hanno preceduta.

  5. Magari sono io che sono sfiduciato, ma io in tutto questo “centrismo” del PD non ci vedo tanto una questione di ideologia o di storia dei partiti, quanto una affannosa ricerca del consenso verso i soliti “indecisi” o “decisi all’ultimo minuto” che votano sulla base dell’umore del giorno o di quello che gli ha detto il loro cugino, il loro parroco, la televisione, il capo ufficio o che ne so.

    Il PD, per come lo vedo io, e` piu` una operazione commerciale che non un partito.

  6. Ci stanno anche le cose che dici tu, Oscar, ma c’è un filo di moderatismo che percorre tutta la storia del PCi(vedi voto in costituente o posizione timida alle prime avvisaglie della battaglia sull’aborto), e credo abbia a che fare, tra le altre cose, con quel “senso di colpa” di cui ho scritto.

  7. anonimo in ha detto:

    L’orientamento di fondo e l’attitudine dei quadri e dei militanti del PCI ed ex PCI finisce sempre col rivolgersi verso ipotesi di superamento organicistico della conflittualità: il cd. “equilibrio più avanzato”.

    Lo vediamo tanto nel primo compromesso costituzionale di Togliatti, quanto in quello storico
    di Berlinguer ( consociativo ) ed in
    ultimo di D’Alema-Veltroni (associativo ).

    Ovviamente ogni volta si ripete la stessa cosa in tono minore…oramai smarrita la vocazione rivoluzionaria non lo si deve neanche giustificare, passa come realismo politico ( il paese normale…)

    Al fondo è hegelismo…che è un atteggiamento mentale di per sè antipolitico.

  8. anonimo in ha detto:

    Non parlerei di sensi di colpa, penso che il comunismo, o il socialismo reale che dir si voglia, sia via via diventato anacronistico, superato dalla storia. Qua da noi come ovunque il comunismo ha dovuto cedere il passo ad una economia liberale che ha pilotato lo sviluppo ed il progresso.
    In italia oltretuto abbiamo avuto anche la Chiesa che si è messa di traverso, tant’è che l’Italia tutta è stato il paese più moderato e centrista d’europa, dove per centro moderato una volta si intendeva la DC, con tutto il suo ingombrante bagaglio cristiano-cattolico-romano ancora oggi vivo e vegeto e formidabile macchina da guerra elettorale.
    Che questo lo avessero in qualche modo anticipato pure i comunisti della Costituente penso sia innegabile, ma dopo i trattati di Yalta il mondo era già cambiato e ne prendevano atto.

    Il partito democratico mi sembra perciò un epilogo abbastanza scontato del comunismo italiano e del suo ormai trentennale cammino verso un centro moderato. Il berlusconismo ha determinato forse un’accelerazione improvvisa (anche se sono 15 anni ormai che ci si tergiversa), ma ragazzi la svolta definitiva dovevamo aspettarcela, che c’entrano i sensi di colpa?
    Che poi sia tutto immobile nemmeno lo penso: in 60 anni di Storia repubblicana un po’ di maretta la abbiamo sempre creata noi di sinistra, e non mi pare che ora ce ne stiamo immobili, tutt’altro.
    Ma questo capisco che è questione di punti di vista.
    Tralascio di soffermarmi (ho già preso troppo spazio) su quelli che saranno gli slogan e i logo della campagna elettorale del pd: in fondo sono degli espedienti per catturare l’attenzione.
    Anche “l’immaginazione al potere” lo era, a ben pensarci. Forse ci sembrava più bello perchè lo avevamo inventato noi.

  9. @anonimo 7
    Grazie del bello e colto commento. Non sono del tutto persuaso che la categoria degli “equilibri più avanzati” valga per tutte le scelte del PCI di fronte ai conflitti. Non del tutto, ad esempio, rispetto alla scelta relativa ai patti lateranensi.

  10. @altro anonimo numero 8.
    Divergo in larga parte.

    Sull'”immobile”: un paese nel quale per 50 anni governa il medesimo partito, sicuramente ha caratteri di immobilismo superori a qualsiasi altro paese europeo.

    Un paese nel quale per più di tre lustri si parla di transizione (93-2008) è vittima dell’..ossimoro: non è una transizione, un passaggio così lungo.
    E’ una transizione ferma, mascherata dal parossistico maquillage di partiti che ogni 3 anni cambiano nome e simbolo pur essendo guidati, grossomodo..dagli stessi leader (Veltroni fu già capo dei DS).

    La DC su alcuni temi, essendo per 50 anni di fatto unico partito di governo, ha svolto anche una natura di mediazione socialdemocratica, era infatti attraversato da correnti di sinistra assai meno diffuse negli altri partiti democristiani europei.

    Sul primo passaggio di cui parli, il passaggio dal “comunismo” all’economia “liberale”..non ci siamo capiti. Parliam di cose diverse.

    Io sto facendo un paragone tra il PCI ed i partiti socialisti europoei del dopoguerra, NON comunisti, non legati all’URSS.

    Io registro un fatto senza eguali negli altri paesi.

    Un partito nominalmente comunista, con rifermenti iconoglogici ed estetici di stampo “leninista” e “stalinista”, quindi collocato in un fronte in teoria più radicale di quello dei partiti socialisti e democratici europei, ha in pochi anni effettuato una percorso ben più…. ampio dei partiti socialisti europei, rispetto ai quali stava a sinistra.

    Ovunque, è vero, le sinistre moderate hanno pagato dazio rispetto a certi temi e hanno scontato la messa in crisi del paradigma socialdemocratico, accettando dogmi liberisti.

    E’ però tuttavia curioso che un partito in teoria ben più estremo di quelli, abbia nel frattempo dato luogo ad un processo che lo ha portato a scavalcare “a destra” partiti europei non comunisti, ma socialdemocratici, passando dall’essere assai più estremo ad assai più centirsta, nei contenuti e nell’estetica, di tutti queli (SPD, PSOE, PS etc).

  11. Io continuo a credere che la colpa sia dei cittadini. I partiti cercano solo di correre dietro al qualunquismo emergente. Per cui i simboli si rassomigliano, le parole d’ordine sono sempre di più le stesse. Ognuno cerca di recuperare i voti degli altri. Lo dimostra il fatto che all’estero non ci siano, a due mesi dalle elezioni, numeri così alti di indecisi.
    Veltroni dice che ha fatto una rivoluzione nell’andare da solo. La vera rivoluzione la farà chi, per primo, deciderà di percorrere la propria strada, con le proprie idee, cercando di convincere le persone e non correndogli dietro… Anche perchè siamo sempre di più nel paradosso di un cane che si morde la coda. Risultato: chi ci capisce qualcosa?

  12. AnelliDiFumo in ha detto:

    Oh Luca, ma lo sai sì che è molto bello e interessante questo post? Poi ora che segui le indicazioni dei tuoi lettori che capiscono di colorgrafica, è tutto meglio.

    Il voto sull’art. 7 è la genesi della divisione delle due sinistre italiane. IN un certo senso, il PD di oggi è il degno erede del PCI dell’art. 7 e questo non è per nulla un complimento.

  13. FrancaFranca in ha detto:

    Credo che la scelta del PCI non sia stata dettata da sensi di colpa, quanto dalla necessità di una riappacificazione nazionale.
    Per quanto riguarda i partiti di oggi, hai ragione tu. Si assiste ad una operazione di maquillage che serve solo a catturare quanti più indecisi possibili che stanno generalmente al centro.
    Il risultato è che, tolte le ali più “estreme” le due formazioni più al centro (Pd e PdL) tendono ad assomigliarsi (troppo…)

  14. interessantissimo!! spero di avere tempo al più presto di leggere tutti e tre questi tuoi post.
    a presto,
    Carolina

  15. interessante
    e poi “come se i comunisti italiani fossero afflitti da una sorta di senso di colpa..” credo proprio di sì, nel momento in cui con la caduta del muro di Berlino, ma già da prima, apparivano chiari i limiti del “comunismo” nel blocco orientale, e poi la Cambogia, e poi la Cina..
    tutto sembrava tanto chiaro “prima”!
    ma poi un mondo ha cominciato a sgretolarsi e neanche tanto lentamente
    se hai tempo vai sul mio blog
    P.s. De Mita non sarà ricandidato e “lascia intendere un abbandono del PD” (Reuters).. 😉

  16. @Franca
    parli di RI-appacificazione.
    tra chi?
    Cattolici e comunisti non avevano affatto bisogno di RI-appacificarsi, in quella fase.
    Semmai la “riappacificazione” con gli avversari di allora era da farsi coi fascisti: Togliatti fece l’amnistia, infatti. Quella fu una scelta frutto di esigenza di “riappacificazione”.
    Dicendo così, implicitamente, mi dai ragione: perchè , sempre a sinistra, i socialisti (teoricamente meno estremi del PCi, già lontani dall’orbita sovietica) non sentirono questa di esigenza? Perchè non, adirittura, i repubblicani o gli azionisti?
    Proprio perchè repubblicani, socialisti e azionisti, non avendo nulla da cui affrancarsi, erano più liberi di dire NO.
    Le cose di oggi non sono separate da quelle di ieri:ci sarà, aldilà di opportunismi, tradimenti eccterea, pur un motivo se il “grosso” di una generazione cresciuta dentro il “più grande” partito comunista di europa, così…”marxista” da stare fuori dalla famiglia socialista europea(a sinistra di essa) è arrivata ad un approdo così moderato da superare a destra i cugini europei.
    Ci devon esser motivi strutturali…”genetico politici ” e “culturali” se quel partito, se il partito di Togliatti, si è lentamente trasformato in ciò.
    @anello
    ehhee, grazie.
    D’accordo con la tua sintesi (se non la hai letta ed hai 5 minuti, leggi il post su Bad Godesberg).
    @carolina
    danke!
    @giovanotta
    si, De Mita ha sbattuto la porta. Lui eh, mica lo han cacciato…;)

  17. Magari ne avrai parlato in qualche altro post, è da poco che ti leggo.

    I simboli elettorali ci dicono qualcosa sui nostri partiti. Non credi che anche i nostri partiti ci dicano qualcosa su noi Italiani? Secondo me il loro trasformismo “statico” è la rappresentazione della nostra intrinseca arte di “arrangiarci”. Mastella, sparo sulla croce rossa.., o un mafioso eletto in parlamento non fa altro che dare rappresentanza ad una parte di noi Italiani. Lo dico senza astio nei confronti di nessuno in particolare, è una semplice presa di coscenza della nostra realtà che ha anche molti pregi naturalmente.
    ciao e grazie per la foto.. 😉

  18. In primis, vorrei risponder all’amico andrij83, in merito ai partiti: Non sono tutti uguali è vero che la maggior parte si sta inificando nel tantativo di ricoprire la “solita ” poltrona ma noi del p.c.l. con numerosi sforzi stiamo tentando di far conoscere il nostro progetto politico. Anzi colgo l’occasione per un quesito: Che cosa ne pensate ora che i comunisti italiani ma sopratutto RIFONDAZIONE, ha rinunciato al simbolo di falce e martello? E di sinistra critica che prima quanfdo era al govwerno con rifondazione ha votato per 23 volte la fiducia e ora che è caduto il governo ha ritenuto di dissociarsi con rifondazione tentando la carta di presentarsi da sola alle elezioni?
    2) all’amico moltidunini voglio anticipare in merito alle proteste contro la privatizzazione del cimitero di Magliano in sabina (RI) il sindaco visto le numerose proteste, ha ritirato il progetto.
    3) per la raccolta dellle firme, è dura ma forse riusciremo a raggiungere il traguardo.- Ciao compagno

  19. @ moltitudini

    Io ti leggo sempre con molto interesse/piacere.

    Non commento perchè non avrei il tempo per rispondere ad eventuali discussioni che rischio di scatenare con alcuni dei tuoi commentatori.

    Comunque il PCI ha molte altre colpe rispetto all’ingerenza vaticana.

    Criticare la poca laicità del PCI è, come si dice alle medie, “come sparare sulla croce rossa” :-)!

    Quindi pienamente d’accordo col tuo post

  20. @sante
    grazie!
    Ma guarda che i miei commentatori son tutti più che avvezzi al confronto..quindi,. spara pure !

    @lotta di classe
    Grazie,e auguri per le firme.
    per quanto mi riguarda, di per sè, la rinuncia alla falce e martello è aspetto secondario. Sai, anche correnti ben più “destre” dentro il prc, o addirittura il PDCI, sulla falce e martello han fatto una bataglia (persa).
    Ciò dimostra che di per sè tenere alla falce e martello non è indice di radicalità.
    Auguro sia a voi che a sinistra critica i migliori successi, personalmente.

    @secchin
    Dici una cosa assolutamente significativa. Ora, la contrapposizione (o la specularità) cittadini/partiti può esser sterile, dire “la gente è buona i partiti fan schifo” è riduttivo e semplicistico quanto dire “i partiti fan schifo perchè la gente se li merita così”, però di sicuro le peculiarità del nostro sistema politico hanno le loro radici nelle peculiarità della società italiana.

  21. non posso che condividere quanto scritto dai compagni del pcl di rieti.
    Sui simboli ho una visione diversa dalla tua,luca,non si tratta di radicalità o esser + o – di destra/sinistra all’interno del partito.Vero che alcuni giochino la carta solo per non farsi scappare ulteriori iscritti o voti,ma il simbolo è il nome e cognome del partito.Da come la vedo io non è una cosa messa lì per caso da consumarsi entro una data precisa,ma colloca il partito nella sua funzione sociale,politica, è l’identità .La falce e il martello rappresentano la fatica ,la miseria,la lotta,la sconfitta,la vittoria delle classi meno abbienti,dei lavoratori precari.
    Che le dirigenze per dare vita a sciocchi progettuoli senza capo nè coda,come il pd o la sinistra arcobalenata decidano di liquidare simboli e storia mi pare un’eresia.
    Non lo dico perchè notoriamente sono un “destro”-cosa che per me non è sempre un insulto,anzi- all’interno di un partito di estrema sinistra,quindi acriticamente legato a teorie e prassi e simboli vecchi,ma perchè quei simboli hanno forza evocativa ancora attuale,cosa che un arcobaleno con i suoi:colori,suoni,emozioni non potrà mai avere.Perchè indica altro,e sopratutto prende le distanze dalla lotta di classe,dal radicamento della lotta finalizzata allo scontro aperto,al conflitto di classe.
    Insomma è una cosa molto importante.Come se alla sampdoria togliessero le striscie che la caratterizzano e la vestono di rossoblu,non ci rimarresti male?^_^

    e poi un pezzetto di abito,fa il monaco!

  22. @viga

    io sulla falce e martello la vedo diversamente, ma capisco il tuo punto di vista.

    Però ti ripeto, che di per sè non significi necessariamente qualcosa o che difenderla non sia necessariamente indice di maggior affidabilità…lo dimostra il fatto che a difenderla sono anche personaggi non certo rivoluzionari, come Diliberto ed altri.
    (a me piace la stella. Il simbolo di sinistra europea non era brutto, scondo me).

    Si può quindi esser più radicali di quelli e magari non esser particolarmente attaccati al feticcio della falce e martello, così come fieramente legati ad essa ma essendo moderati e filogovernisti.

    Voterei, se voterò, sinistra critica ( o PCL, come ho fatto alle comunali) anche senza la falce e martello, per quanto mi riguarda.

    Certo…il paragone con la samp mi mette in crisi…:) ma quella è fede, atto..religioso ed irrazionale.

    Tifo perchè ho il dono di quella fede…che non è dimostrabile.
    E’ dogma.Quindi…l’attaccamento al’identità di una maglia poggia su altre basi, ed è evidente che una squadra non possa cambiarla.

    La politica segue meccanismi più logici e razionali, ed i simboli sono anche figli della fase storica e del conflitto sociale . (tiè)

  23. @viga
    ah, pure il simbolo di DP era molto carino, secondo me.
    PCI o PDCI non li avrei mai votati,,pur con la falciona più doc che c’è.
    Non voterei rifondazione oggi pur con la falce e martello.

  24. No, mica è colpa dei tuoi commentatori :-)!
    E’ colpa mia che non riuscirei a difendermi adeguatamente nelle mie argomentazioni per carenza di tempo.
    :-)!
    La manganellata del celerino passa in fretta, la discussione richiede tempo LoL!

  25. ahahah, ok..cmq, Sante…te non censurarti…di quel che ti pare. Se non avrai tempo per interagire e difenderti..pazienza.

  26. quindi calcisticamente sei di scuola tisbiana,ok.
    Hai ragione sul fatto che un Diliberto o un Rizzo di sicuro non sian lontanamente rivoluzionari o antagonisti.
    Infatti ho proprio scritto che molti strumentalizzano il simbolo per un discorso di mera rappresentanza visiva e non di contenuti,ma io nei simboli ci vedo identità e quindi contenuto.Nel senso,mi danno parecchio fastidio quelli che vanno in giro con la maglietta di che guevara e poi nella prassi della quotidianità sono a destra di Veltroni.Perchè è un declassare l’importanza del simbolo ,del suo contenuto.Esistono simboli che con il tempo svaniscono,certo.Però,nella falce e nel martello ci son gli elementi della costituzione delle prime lotte dei lavoratori,un segnale di continuare su quella strada.Non capisco perchè dovrei toglierli in preda a un nuovismo senza discussione e dibattito.Io sono assolutamente a favore di portare avanti anche modelli nuovi di lotta,ma alla base ci deve esser il discorso di classe,di conflitto e di superamento del potere del libero mercato.Proprio per questo la lone star della sinistra euroepea, o l’arcobaleno pacifista a tempo determinato-nel senso pacifisti quando siamo all’opposizione , un po’ si e un po’ no al governo-son simboli in cui non mi riconosco:simboli che portano contenuti diversi dai miei.

  27. AHAHAHAHAH viga VAFFANCULO!!!
    nEMMENO LEGGO CIò CHE SEGUE LA PRIMA RIGA..AHAHAHAHAHAHAH!!
    (però è bella questa, lo ammetto…detta bene, con ottimi temi comici)
    ahaha pezzo di merda! 🙂

  28. Non sono d’accordo! Mi spiego. Quelli che hanno costruito il PDS-DS-PD, sono una esigua minoranza rispetto all’ex PCI. Dati alla mano. Li ho tutti. Quando Occhetto, trasformò il PCI in PDS, parteciparono al congresso solo meno di un terzo degli iscritti di allora. Quindi, già nacque senza il grosso delle truppe che si erano già sparpagliate. Vedi: I Cossuttiani(Diliberto-oggi), rifondazione(Garavini e Cossutta ieri), poi le varie frange a sinistra che ci sono sempre state ed in positivo, a mio modo di vedere. Dato che già dal lontano 1977 mi portai sulle posizioni di Ingrao(il quale oggi sbaglia!), che era sulle stesse posizioni di Democrazia proletaria, dato che in maggioranza votavano PCI, non DP. Ne conosco migliaia a Milano e non solo qui. La questione di fondo, è che gli attuali PD,non sono altro che dei ciarlatani e basta. Alla prossima. Cari saluti.

  29. sì a quest’ora è proprio dura..
    notte

  30. mmmh….
    vedi, caro Lukinmoltitudine… stranamente la nostra posizione è simile.
    Crediamo entrambi in una nostra idea che non ha avuto facile rappresentanza.
    Le nostre idee sono distanti, a volte, hanno qualche punto in comune altre.
    Solo che tu, la tua rappresentanza l’hai trovata in SC… io speravo di averla trovata nel PS… Ma non mi sento tranquillo…
    Il vecchio PCI, con lo scherzo dell’articolo 7, si conquistò “un posto di governo per almeno 20 anni”…. poi con le titubanze su divorzio rinnovò tale posto… per altri 30 anni…. e nel novembre del 2007 rinnovò lo sgambetto con l’ICI alla chiesa cattolica…
    chebbbbbbello….

    SinistrArcobaleno, d’altro canto, mi pare né più né meno un cartello elettorale…

    …ma poi, questo mio PS…. non è la stessa cosa? Ad oggi non ho risposta…

  31. Non esagerare: sin.crit. non mi “rappresenta”, nel senso che poi io vivo il voto con molta più..”laicità” rispetto a te, nel senso che per me non votare non è un problema, non sento l’esigenza di aver qualcuno da votare, come invece tu.
    Questo è un voto che do per…rompere un po’ i coglioni.

  32. SAr_ perdonami, ma il PCI tutti i passaggi che ha fatto li ha fatti con il sostengo della stragrande maggioranza del suo apparato, dal pci al pds, adi ds, sino al pd.
    Tanto è vero che poi i numeri lo han dimostrato.

  33. ehm..
    Lukino…
    la laicita’ verso il mio partito e’ sicura anche da parte mia… avrei votato il PS se si fosse “comportato” in un certo modo… d’altra parte, voto un PARTITO e non delle persone -ancora non abbiamo le preferenze- e se quel partito si comporta in modo tale che non vedo possibilita’ di lavorare al suo interno per cambiare un po’ la linea… non solo non lo voto… ma gli dico ciaociaoe’statounpiacere

  34. Si si..quello che dico è che il ps è,comunque, il tuo partito.
    Sinistra critica non è il mio.

  35. Mi spiace sei male informato, se ti va ti passo tutti i dati. Saluti.

  36. Mi sa che stai fraintendendo o comunque fai una mistificazione involontaria: quello che dico è che il PD è, nella sua fusione con la margherita, l’evoluzione delle scelte fatte a stragrande maggioranza dalla dirigenza dell’ex PCI, che a maggioranza decise il passaggio al pds, e via dicendo, sino al PD.

    I D’Alema, i Violante, i Fassino, i Veltroni, i Napolitano, e via dicendo, sono gli eredi ufficiali della tradizione PCI…nel senso che chi ha fatto altre scelte lo ha fatto staccandosi dalla posizione ufficiale di Botteghe oscure (ed anche l’elettorato PCI) e da quanto la nomenklatura pci ha proposto e vagliato.

    I Garavini ed i Cossutta han fatto scelte di minoranza, rispetto a quello che la dirigenza PCI ha deciso.

    Così come poi i voti hanno dimostrato.

    Che poi uno consideri quelli i legittimi e più veritieri eredi di quella tradizione, è un giudizio politico legittimo.
    Ai congressi di partito hanno sempre partecipato una minoranza degli iscirtti, in ogni partito, questo non sginficia niente.

    Poi però quello che conta nelle scelte di un partito sono i voti di chi si esprime, e la maggiranza del PCI ha scelto la svolta della bolognina e le seguenti.

    Poi scusa..ma i cossuttiani se ne sono andati dopo il congresso della bolognina, non si sono “sparpagliati” prima.

  37. Ciao passo per un saluto…. e t’invidio perchè pienamente consapevole o no per lo meno tu hai preso una decisione… io invece sono ancora indecisa sul da farsi!!!!

  38. mmmmmmmh… il PS è il mio partito…. beh…… sono molto insicuro in questo momento, ti confesso….. è mancata una vera spinta propulsiva e ad oggi la progettualità del PS è abbastanza moscia…. laicità e diritti civili…. queto è il Socialismo in Italia? Laicità e diritti civili? mmmh….

  39. ho detto “tuo” perchè lo avevi scritto tu!

  40. eh sì sì sì… infatti sono in costante rincoglionimento….
    ….alla fine voto Tabacci…. aaarrggghhhhhh…!!!!

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