m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

SONO LA VERITA'



Mi sono letto più volte il testo inviato da Ratzinger alla Sapienza.

Senza, davvero, voler esser ritritamente anticlericale – si può riconoscer lo spessore teoretico di un intervento senza con ciò condividerlo o farlo proprio – un testo banale e per nulla nuovo. Una sintesi di buona parte del cuore della "spe salvi", solo un po’ più "moderata" negli accenti e contenuta nell’argomentare ed approfondire per ovvi motivi.
Il papa, per altro, ribadisce nel testo di esser stato invitato in qualità di Vescovo di Roma. Esattamente il punto in questione e, per parte mia, da contestare.
Quando mi riferisco a riflessioni non particolarmente suggestive intellettualmente, mi riferisco alla riproposizione di affermazioni come: la verità ci rende buoni, e la bontà è vera.

Un po’ poco, per un "grande" intellettuale.
Il testo è comunque interessante per quanto afferma e ribadisce, va necessariamente conosciuto.
Se da un lato il papa ricorda che la fede non può essere imposta (grazie) ecco come  da un lato (sintetizzo) si afferma l’autonomia dell’università come luogo di ricerca della verità, verità che è l’unica autorità cui risponde "l’università". Verità unica autorità, autonomia -dice Ratzinger – dal potere ecclesiale e politico, che fonda l’Università nel suo libero conoscere.
Bene. Non si potrebbe chieder di più, invero, ad un papa, lo ammetto.
Ma attenzione: dice il papa…(qui uso un po’ di sarcasmo): tu, università, cerca pure liberamente la verità. Io però…la conosco già, e la verità è la mia fede, non altro. Tiè.
I corsivi sono citazioni testuali del testo.
In modo più forbito, il papa dice quanto ho banalizzato sopra in questa forma:
La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l’ottimismo che vive nella fede cristiana, perché ad essa è stata concessa la visione del Logos, della Ragione creatrice che, nell’incarnazione di Dio, si è rivelata insieme come il Bene, come la Bontà stessa.
Quindi, la verità è Cristo, incarnazione di Dio, che è il Bene. E, si badi, il Cristo cattolico, perchè quello protestante, valdese o altro, è già meno vero. Una falsificazione.
Se è la verità l’unica autorità che deve guidare la ricerca universitaria…e Cristo incarnazione di Dio è bene e Verità…ne deduco che…l’indagine, la speculazione accademica in ultima istanza risponde all’autorità di Cristo.
Ratzinger poi fa sua la posizione di San Tommaso: teologia e filosofia non confuse, ma non separate.
Anche questa enunciazione potrebbe esser interessante ed accettabile, nel libero confronto filosofico.
Pare un riconoscimento di autonomia, ma è la fede cristiana che purifica la ragione. Solo la fede cristiana rende la ragione sè stessa. Teologia e folosofia non confuse, quindi, ma con un  chiaro rapporto gerarchico in termini teoretici.
La ragione non può esser sorda al richiamo indicato dalla fede cristiana.
Viene ribadita ancora tale gerarchia…se la ragione, per esser laica, si distacca dalle radici (la fede cristiana) che le danno linfa
allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma.
Mi pare chiaro che non si tratta di un accettabile invito alla dialettica tra ragione e fede, ad, eventualmente, una "sfida" speculativa di cooperazione tra teologia e filosofia: quest’ultima ha nella fede le sue radici.
Il papa non impone la fede, ma chiede all’università di mettersi alla ricerca del vero, ossia "del bene, e di Dio".
La ragione, insoma, autonoma sinchè si vuole, ha  una missione: scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.
La ragione deve cercare Cristo Cattolico Romano.
Nel testo di Ratzinger c’è una rivendicazione chiara: la detenzione assoluta della conoscenza della verità, da cui discende la falsità oggettiva ed assoluta di altre verità.
In questo testo , ancora, c’è tutta l’arroganza del capo di una parte della cristianità, che ambisce a esser unica e vera voce della cristianità tutta.
Chi cerca la verità, anche l’Università, è a San Pietro che deve guardare. Qualsiasi altro approdo, sarà falso, non vero, quindi non buono ed irragionevole. L’autonomia della ricerca della "verità" riconosciuta al mondo universitario, quindi, è ridimensionata, limitata. E’ questo che Ratzinger è andato a dire al mondo universitario.
La verità sono io. Non ve la impongo, per carità.
Ma se cercate altrove, non ne trovate. Se vi va, ve la mostro.

A proposito di libertà di parola: la questura vieta iniziativa radicale. Info QUI e QUI.

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40 pensieri su “SONO LA VERITA'

  1. FrancaFranca in ha detto:

    Che ci resta fa fare? Ringraziare per la disponibilità?

  2. @franca
    bè, quello come minimo.
    😉
    In secondo luogo, occorre conoscere ed armarsi di argomenti.

    Anche il terreno filosofico è campo dove “giocare” questa partita, gli spunti dati da questo intervento, come vedi, sono molti.

  3. Lucidissima analisi di un testo molto sibillino 😉

  4. Ma immaginatevi in Spagna, in Germania, in Francia,
    se il capo di stato di un paese straniero potrebbe permettersi un centesimo dell’ingerenza vaticana.

    Tornassi indietro nel tempo andrei due secoli fa ad Avignone…
    e farei di tutto affinchè il papato non faccia le valige per Roma

    saluti and respect

  5. Ho letto la tua analisi volentieri, Moltitudini, e la condivido. Senza stupore e con un po’ di amarezza. L’infallibilità del Papa, infatti, è un dogma della chiesa cattolica (alla faccia della democrazia… ), cos’altro ci si poteva dunque aspettare? Egli, in un contesto creato per ribadire l’indiscutibile autorevolezza delle sue parole, non avrebbe potuto non dire che la vera ragione è quella che si fa guidare dal cristianesimo, cioè da lui. E credo pure, malignamente, che il testo inviato alla Sapienza non sia identico a quello che avrebbe letto, se presente. Qualche limatura l’avrà avuta…

  6. @elena
    sul piano più..”teoretico”, non è necessariamente scontato che un telogo cattolico debba affermare necessariamente questa subalternità della “ragione” alla fede.
    La considerazione finale che fai è diventata mia dopo 15 secondi che stavo leggendo il testo.

  7. @guerrilla
    certo che non potrebbero, è anche vero che anche quando non è intenzione del vaticano ingerire…la politica nostrana non fa complimenti.
    In ogni caso..è il “vescovo” che hanno invitato, non il teocrate dello stato estero.
    @rosalba
    grassie.

  8. Il Rettore della Sapienza ha invitato il Papa, non un qualunque teologo cattolico, Moltitudini. Oh, ma sapevi che Zichichi lo ha invitato ad Erice?

  9. anonimo in ha detto:

    Ti ho letto con immenso piacere, come puoi immaginare, e condivido pienamente quanto dici.
    Fra l’altro sono indignata dalla ‘prudente’ reazione del mondo politico ( anche di sinistra..) sul taglio mediatico dato all’intera vicenda, dove viene fatto passare come ‘censurato’ dall’intolleranza ‘laicista’ la scelta autonoma, abile e vittimistica di sottrarsi al confronto.

    Ti segnalo per curiosità…
    http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index.php?id=653

    Cuoredifiamma

  10. @cuoredifiamma
    ti ringrazio per la lettura e per il link!
    @elenamaria
    zichici..o crozza? 😉

  11. Ho una posizione leggermente in controtendenza sulla questione Papa/La Sapienza.In controtendenza rispetto ai tanti pareri che ho letto e sentito in giro in questi giorni, tra i blogger e tra i vari “commentatori di sinistra” e non.Condivido molte delle cose che hai scritto, anche se non mi riconosco in tutto e per tutto negli assunti da cui mi pare siano partiti i collettivi, e in un certo senso anche quei professori che hanno espresso il loro dissenso.Scriverò qualcosa di più dettagliato nei prossimi giorni, spero…ciao!

  12. anonimo in ha detto:

    tutti pazzi per il paparazzi… che schifo: è diventata un’ingerenza insopportabile quella della chiesa ormai. mandiamogli buttiglione e gli altri e che se ne vadano tutti. siamo pietosi davanti al mondo. e le altre religioni perchè non hanno visibilità?

  13. @marxetto
    attendo!
    comunque questo post vuole spostare il ragonamento dal discorso della “contestazione” a quello suollo scritto da Ratzinger.

  14. Sì sì…lo so…ho scritto qui perchè tra i due post che trattavano la vicenda era il più recente.Detto tra noi, le prevedibili ragioni e reazioni di Ratzinger mi interessano relativamente, le hai peraltro già smontate molto bene tu…le mie perplessità sono più che altro legate all’approccio dei “contestatori”, ai rischi e alle conseguenze che questo stesso approccio ha comportato.Ci aggiorneremo! ;-P

  15. Sono molto d’accordo con la tua analisi, anche io ho letto il testo (anche secondo me riveduto e corretto). Il papa parla ex cathedra, quindi e’ infallibile. La cosa curiosa e’ che il papa non e’ infallibile da sempre, ma solo dal 1870, dopo il Concilio Vaticano I. Avevano gia’ cominciato a pensare come tenersi stretto tutto quanto. Da credente, ripeto, tutto questo ha poco a che fare con Cristo.
    Patry

  16. 0x5ea5265c in ha detto:

    La cosa che più mi cruccia di questa ridicola vicenda è calata di brache senza ritegno della maggioranza degli
    italiani.

  17. crucciare si..sorprendere no.

  18. anonimo in ha detto:

    Legittime posizioni.

    Così come è evidente la legittimità del dialogo.
    Indubbiamente stimolante, seppur per motivi diversi in diversità di pensiero, questo Papa ed i suoi discorsi.

    Intanto ecco uno specchietto utile a qualche deduzione veloce dopo veloce analisi:

    br /* ROBERTO CALDEROLI (Lega): “I quattro intolleranti ‘fascisti’ de La Sapienza finalmente sono stati zittiti da una marea umana, una marea di amore e buon senso che si è schierata a fianco di Papa Benedetto XVI oggi in piazza San Pietro”.
    br /
    br /* FABIO MUSSI (Sd): “Ho difeso il diritto di parola del Papa all’Università, nel nome del carattere laico dell’università. Guardo con preoccupazione al corteo di politici all’Angelus di oggi: ha il sapore della strumentalizzazione”.
    br /
    br /* FRANCO GIORDANO (Prc): “Suscita una certa tristezza vedere tutto l’establishment politico del centrodestra utilizzare l’Angelus del Papa a fine di polemica politica interna. Così come la perdita di autonomia complessiva di una classe politica che dimostra sempre più un deficit di identità progettuale”.
    br />>

    Si nota subito che quasi la totalità dell’arco politico, in modo quasi plebiscitario, condanna il tentativo politico censorio a La Sapienza.

    Solo Rfc (a cui possiamo idealmente aggiungere Diliberto e movimenti) nno ha voci chiare di condanna, se non anzi reclama vittoria e giustezza d’intenti.

    Quindi una rappresentazione minoritaria, talmente minoritaria da poter dire, con tranquillità, che il Paese condanna il caso Sapienza come gesto di intolleranza insopportabile, inaccettabile.

    Perfino un Mussi di un Sd, affatto vicini alla Chiesa, vero.. è costretto ad ammettere la sua difesa per la parola del Papa. Probabilmente più perchè costretto dall’accettabilità, dalla proponibilità, che da personali convinzioni politiche.

    Stupisce che questa stragrande volontà politica e presumibilmente dei cittadini, non sia motivo di riflessione per coloro che han tentato di oscurar voce del Papa, non limitandosi a soli propositi (legittimi) di dissenso.

    Piuttosto si intravede altro percorso (ulteriore integralismo ideologico) nel sempre maggior isolamento ed anzichè assumersi responsabilità, si preferisce comode spiegazioni.
    “genuflessioni… lecchinaggi vari..”

    Io invece credo sia il caso, quando tutti ti vengon addosso contromano suonando clacson come pazzi, di aver dubbio, almen proporselo che forse, ad esser contromano, non sono tutti gli altri.

    Ad ogni modo, se si crede di poter esser in condizioni di poter fare vittimismo credibile, non ci si illuda: produce ulteriore isolamento, inesorabile proprio perchè da quella parte si propongono valori di intolleranza, seppur vestiti d’altro, anzi pensiero opposto. Valori di intolleranza non condivisi, sempre più inaccettabili, sempre più palesi nonostante le maschere.

    Nel mancato tentativo di imporsi, anche con ricorso a metodi poco ortodossi (sotto il profilo della legittimità democratica, qual’era la minaccia di crear disordini o di “attacco sonoro”), soprattutto nel fallimento di proporre coatto desiderio non voluto dai più, ci si rassegni, se non alla riflessione o al rivedere certe posizioni, all’esilio (ideologico) mesto.
    Sempre che non si voglia manifestar ancor più l’attitudine ed un sistema valoriale spesso nascosto, seppur genetico, che comprende idee e metodiche antidemocratiche ed anti-liberali.

    Che a La Sapienza si è avuto caso (voluto seppur con sperato risultato diverso) politico, dove non c’entran nulla nè Galileo, nè autonomia, nè libertà di scienza o Università, è dimostrato anche (motivo tra tanti altri) dall’analisi veloce delle dichiarazioni di posizioni del mondo politico: sono chiarissimi!
    Solo comunisti radicali. Isolatissimi.
    Come lo saranno domani, tanto che sia Pd ed alleati o Forzitalia ed alleati, essendo sempre più sgradite le estremità in odor di estremismo fanatico, al Paese, agli elettori.

    Spero di non esser stato troppo… duro ed ingrato ospite di un blog con molta distanza di opinioni.

    Ma rivendico la legittimità del dialogo come la concedo lealmente.
    Naturalmente non parlo a te, Moltitudini che dimostrasti già tante volte la tolleranza, piuttosto ad eventuali repliche tentate dall’intolleranza, visto che il mio post, a tutti gli effetti, può esser letto non in modo costruttivo al dialogo, ma come provocatorio.

    Ciao e buona domenica.
    Alieno

  19. anonimo in ha detto:

    Ho incollato male lo specchietto, scusate il pasticcio..
    riprovo.

    ROMA – Tutti i partiti del centrodestra rappresentati in piazza San Pietro, assieme all’ala cattolica del Partito Democratico, per dimostrare “affetto e solidarietà” al Pontefice durante la recita dell’Angelus. Ecco in sintesi alcune delle dichiarazioni dei politici presenti in piazza e di quelli che hanno commentato la manifestazione:

    * ROMANO PRODI: Quello della Sapienza non è stato “un episodio positivo”. Ma “adesso pensiamo a lavorare per il futuro, a chiudere definitivamente questa tensione, a renderla temporanea come deve essere: un fatto episodico, non una ferita costante”.

    * FRANCESCO RUTELLI (Pd): “Oggi c’é stato un gesto di riconciliazione, di affetto e di amicizia dei romani verso il Pontefice. E’ stata una manifestazione festosa, la politica non c’entra. Se si trasforma la fede in un derby non si va da nessuna parte”.

    * CLEMENTE MASTELLA (Udeur): “Romano Prodi e Massimo D’Alema avrebbero dovuto chiamare il Segretario di Stato Bertone per scusarsi” degli impedimenti che non hanno consentito al Papa di parlare alla Sapienza.

    * DARIO FRANCESCHINI (Pd): “Le basi di uno Stato laico sono la libertà di parola, di pensiero e delle idee altrui. La mia presenza, quindi, è un atto di solidarietà al Santo Padre”.

    * PIERFERDINANDO CASINI (Udc): “Siamo qui per dimostrare al Papa il nostro affetto, ma anche per affermare i valori della libertà e dell’identità cristiana in Italia”.

    * LORENZO CESA (Udc): “La straordinaria partecipazione di popolo a piazza San Pietro dimostra quanto l’intolleranza non paghi”.

    * FABRIZIO CICCHITTO (Fi): “Il Papa doveva parlare alla Sapienza, e quelli che gli hanno impedito di farlo sono incivili, barbari e illiberali”.

    * ANDREA RONCHI (An): Impedire al Papa di parlare è stato “un atto di barbarie, di razzismo culturale e di intolleranza” da parte di una minoranza di sinistra “vetero-marxista” che sta creando “un oscurantismo molto pericoloso”.

    * ROBERTO CALDEROLI (Lega): “I quattro intolleranti ‘fascisti’ de La Sapienza finalmente sono stati zittiti da una marea umana, una marea di amore e buon senso che si è schierata a fianco di Papa Benedetto XVI oggi in piazza San Pietro”.

    * FABIO MUSSI (Sd): “Ho difeso il diritto di parola del Papa all’Università, nel nome del carattere laico dell’università. Guardo con preoccupazione al corteo di politici all’Angelus di oggi: ha il sapore della strumentalizzazione”.

    * FRANCO GIORDANO (Prc): “Suscita una certa tristezza vedere tutto l’establishment politico del centrodestra utilizzare l’Angelus del Papa a fine di polemica politica interna. Così come la perdita di autonomia complessiva di una classe politica che dimostra sempre più un deficit di identità progettuale”.

  20. anonimo in ha detto:

    Cuore di fiamma:
    se si dà l’impressione che il Papa sia stato censurato, beh, son d’accordo: è un taglio nell’immagine proposta non sincero, ingiusto.

    Il taglio giornalistico più corretto, a mio modesto parere, era dire che si è TENTATO di censurarlo.
    Non censurato. Anche se i danni prodotti dalla sintesi, spesso capace di massimalizzare in modo strumentale, beh, non sono novità di qualsiasi cosa si parli.

    Che poi non sia stato a tutti gli effetti censurato, lo dimostra l’onestà dell’apprendere i fatti:
    Il Papa comunque ha parlato.
    Anzi, con maggior enfasi proprio per la sua assenza.
    Politicamente poi, il ruolo dell’assenza è addirittura più significativo della presenza stessa, si capirà bene…
    Il suo discorso è stato letto.
    Non è stato censurato, anzi, ha avuto maggior risalto. Ed eco, come si vede dall’arruolamento solidale all’Angelus e dichiarazioni al seguito.

    Resta però l’intollerabilità del tentativo, pur essendosi ritorto contro i suoi ideatori e sostenitori.
    Quello che si è attaccato ad ogni pretesto, per rivendicar illegittimità di presenza, pur avendo dimostrato questi pretesti il loro esser arma mal scelta, mal impugnata, a doppio taglio e avendo dimostrato inconsistenza i tentativi di addurre motivazioni formali, quando era ed è chiarissima l’intenzionalità politica.

    Alieno

  21. Questo post Alieno però vuole, nella sua modestia, esser una lettura analitica del discorso, dal punto di vista filosofico….le begucce politiche e le questioni attinenti semai le continuiamo a discutere nei commenti al precedente…
    Comnque qui rischiamo di dirci reciprocamente le solite cose che ci siam già detti.
    Stavo per risponderti, ma mi sarei solo ripetuto.
    Rifondazione rispetto alla sapienza – a parte alcune singoli voci – mi pare si sia allineata al resto del parlamento.

  22. anonimo in ha detto:

    Già…
    il fatto è che quell’iniziativa che è partita a La Sapienza, era proprio una beguccia politica.

    Per quanto riguarda la lettura analitica…

    Ognuno, nello sceglier credo (religioso o politico) presuppone di aver verità. E’ invece notevole l’idea di aver verità e di non aver pretesa di imporla. Direi molto, molto laico pensare, questo.
    Anche Cini ritiene, col suo esser marxista, di avere già una verità, che vorrebbe fosse acquisita da tutti (tiè).
    Cristo cattolico, certo, se a dirlo è il Papa. Così come un Geova di Testimoni suoi, se a parlar son loro.
    Cosa c’è di strano?
    La Chiesa cattolica riconosce terreno comune nella diversità di culto, perchè sono i cristiani, come comune denominatore. Anzi, Ratzinger estende anche agli islamici, con cui porta avanti il dialogo, avendo visione monoteista ed altre cosette in comune (tutte derivando dall’ebraismo).
    E quindi?
    Certamente ogni filosofia o ideologia pensa di aver verità in tasca, naturalmente: abbiam scoperto l’acqua calda?
    Quindi è giusto che il Papa dica che lui ha certezza di aver verità in un Cristo cattolico. Così come è giusto che ci ricordi che quella verità non ci impone, così com’è lodevole intento quello del dialogo intereligioso e tra Chiesa e mondo laico.
    Magari applicassero tutti ugual intento, ugual dialogo, avendo tutti presunzione di aver verità assoluta sugli altri!

    Possiam far le scarpe a chiunque con questo ragionare e lo sai bene.
    Naturalmente, facendo analisi laica, dobbiamo ritener legittimo il suo pensiero, la sua verità, quel che ha da dirci, prenderlo anche in considerazione, così come si fa con la proposizione di filosofia e politica, che rispetti però valori condivisi: dialogo per esempio. Non imposizione.
    D’altra parte dire che la scienza deve guardare alla patria comunista o nazista è inaccettabile verità proposta, sapendo della sua intollerabilità al dialogo.
    Mentre nel dir del Papa, così come della politica, diventa stimolo di riflessione il suo portare la sua verità.
    E nell’autonomia di pensiero e nel pensiero laico che difende voci così tolleranti, ispirate al dialogo, all’incontro di idee, beh, questo papa ci sta molto meglio di un marxista volendo…
    E comunque è l’impressione che ne ha la maggioranza del Paese, pare, tuo malgrado.

    La sfida di Ratzinger è costruttiva, nella ricerca di una Ragione più ampia, che non si affidi solo ad una cosa (sia pure razionalismo, chè pure quello ha dimostrato il suo essere NON verità, ma possibile errore valutando il processo a Galileo, ma volendo pure ripercorrendo la nostra storia europea nel secolo scorso finita in mano di razionalissime ideologie poi rivelatesi disumane e disumanizzanti, anche nell’uso della scienza).

    Quindi è accettabile invito alla dialettica il suo, eccome se lo è.
    E lo dicono, inevitabilmente, quasi tutti. Non per adesività o genuflessione, spesso la cosa è più semplice di quanto si creda: il motivo è perchè è vero, parrebbe, è accettabile invito.

    Alieno

  23. @alieno
    grazie per l’interessante commento..domani ribatto punto per punto. 😉

  24. A tutti coloro che oggi sbraitano perchè è stata negata la libertà, vorrei ricordare la vera libertà che negarono a Napoli piuttosto che a Genova nel 2001. Quella fu libertà negata. Fu una cosa di cui l’Italia si sarebbe dovuta vergognare e a cui avrebbe dovuto reagire con sdegno. Creare una zona rossa, negando così a delle persone, a dei cittadini di circolare liberamente, reprimerli con tutta la brutalità di cui la polizia è capace, torturarli… negare a quelle 300mila persone di esprimere la loro opinione su quale sarebbe dovrebbe la direzione da imprimere al nostro vivere… quella è mancanza di libertà…
    manifestare perchè non si condividono le opinioni del papa, di certo non è mancanza di libertà… anzi è una doppia libertà… al papa la libertà di dire le sue stronzate… a me la libertà di contestare le sue parole.

  25. @ Alieno
    Interessante … purtroppo io ho difficoltà con personaggi che mentre sono alla ricerca di una Ragione più ampia esercitano pressioni, e che pressioni, sull’ordinamento giuridico col fine di ritardare l’attuazione della Costituzione e delle norme comunitarie ed introdurre un corpus legislativo piegato ad una Ragione ristretta, la loro.

  26. @alieno
    allora, ribadendo che ora sto parlando di filosofia/teologia, non di politica.

    Certo, è vero che ogni religione monoteistica è incline a ritenere di possedere la Verità.
    Il punto sta come si mette in relazione la propria verità con quella raccontata dagli altri, con le altre verità.
    Sta nel come si declina la propria verità , come la si pone in mezzo ale altre.

    Questo non “imporre” è un artificio dialettico (anche perchè…aldilà che è banale che affermi così, come potrebbe “imporla”?) che viene in realtà sconfessato dal nocciolo teorico di questo intervento.

    Perchè il messaggio non è “confrontiamoci”, non viene rivolto a scienza e filosofia un invito al confronto speculativo sulla “verità”, o un reale riconoscimento di autonomia dell’ambito di ricerca e legittimità della varie discipline.

    Viene sancita la dipendenza di quelle sfere da quella della teologia cattolica romana.

    Scienza e filosofia sono buone se, in ultima analisi, riconoscono di farsi indicare il cammino dal successore di Pietro.
    Altrimenti, perdono le loro radici.

    Quando dici che ogni fiolosfia ritiene di aver “la verità in tasca”, scusami, ma banalizzi secoli di ricerca filosofica.
    Non è affatto vero.

    Pensa a tutto il “pensiero critico”, pensa alla scuola di Francoforte che, sebben di estrazone marxista (tiè) aveva tra i suoi nuclei proprio quelli della messa in discussione del marxismo e del positivismo, pensa a tutta la fenomenologia..insomma: è superficiale dire che ogni filosofia pensa di esser giunta a verità.
    L’invito che porge Ratzinger è semplicemente quello di seguirlo, altrimenti si è perduti.
    A me sembra che tu voglia esser più ralista del re.
    La critica ai passi indietro che sta facendo questo papa in termini sia teologici, che ecumenici, è forte anche nel mondo cristiano e anche cattolico.
    Il rapporto coi protestanti è al livello più basso degli ultimi lustri.

    I valdesi, cristiani a tutti gli effetti, nè mangiapreti radicali nè comunisti, sono allarmati e assai critici verso questa impostazione.
    C’è tensione elevata anche coi gesuiti.
    In quest testo non c’è un legittimo ed umile mettersi al servizio della ricerca filosofica, teoretica, epistemologica.
    Non c’è un dire “io ho una verità da mostrarvi, la metto in comunicazione con la vostra”.
    C’è un messaggio chiaro rivolto al mondo universitario, affatto scontato e -secondo me – grave: Io ho la verità.
    O il vostro cercare si subordina alla mia teologia, o è un falso cercare.

    Il punto sta anche nella legittima autonomia della varie discipline, della “verità” nel loro ambito di intervento.
    Un fisico non si pone il problema di “piegare” la teologia alle sue scoperte.
    Un fisico si pone l’obiettivo di cercare verità dentro la cornice della sua sfera di ricerca, senza sconfessare la teologia con la quale non è su un terreno di competizione.
    Nel pensiero qui esposto c’è invece il messaggio evidente: non solo scienza e teologie non confuse, ma la prima subordinata alla seconda.
    Che la teologia ratzingeriana pensi di detenere verità è legittimo e lo difendo.
    La gravità di questo messaggio (e secondo me tu un po’ ora sei fuorviato dal dover in parte esercitare un ruolo) è quello di affermare che l’università – perchè è questo che si dice qui, alla faccia di ogni autonomia e laicità – deve, in ultima analisi, esser cattolica, non plurale.
    Questo è grave.
    In alcue scuole, negli USA, già si insegna il creazionsimo.

  27. anonimo in ha detto:

    No, caro Moltitudini.
    Non concordo con la tua analisi.

    Se abbiamo stabilito un valore sicuro e condiviso, ovvero che la fede non è imposta (perchè non si vuole o perchè non si può), da lì bisogna muoversi poi, per sviluppare il processo logico.

    Abbiamo detto che la fede non è imposta e fin qui siam d’accordo.

    Quindi la richiesta di dialogo non è affatto artifizio dialettico, quanto piuttosto accettazione (integrazione se più ti piace) di valori condivisi (la non imposizione per esempio) per un incontro che produca qualcosa per tutti.

    La dipendenza che dici (di quelle sfere ecc.), non essendo imposta la fede, è solo scelta, scelta sostanziale (libero arbitrio direi) ed ha valore come scelta di coscienza che si rivolge solo ai cattolici.

    Come stimolo di riflessione per gli altri interlocutori.

    Perchè non puoi riconoscere la non imposizione e poi ragionare nei processi logici seguenti come se invece fosse assolutismo di idee imposte agli altri.

    D’altra parte, se vogliamo ragionare con mente laica ed onesta, bisogna pur riconoscere che anche politica e fisolofia “si ispirano” a qualcosa: valori, pensieri e perfino persone.
    Esattamente come la fede.
    Potrebbe essere marxismo per esempio. Perfino un socratico pensiero se si preferisce.

    Non intendo banalizzare quindi la ricerca filosofica, che giustamente deve esserci e deve trovar incontro con altre discipline di pensiero.
    Intendo piuttosto non farti banalizzare la ricerca della fede.
    Tutti avendo, più o meno, una verità da proporre (fosse pure l’idea di non aver verità o aver più verità).

    Anche la Chiesa e la fede si ripensano, esattamente come le filosofie e le politiche. Si plasmano, anche, continuamente sul presente, per quanto loro possibile o se da loro concesso.
    Non lo vogliono fare, per esempio, integralisti che l’assolutismo non lo riservano solo a se, ma lo impongono violentemente agli altri, rifiutando il dialogo, il valore condiviso della “non imposizione”.

    E per correttezza, è bene dire che la critica ai passi indietri la fa volentieri chiunque, filosofo o politico.
    Pensa, per esempio, alle problematiche sociali. O ambientali.
    Dove magari si condannano fenomeni incontrollati di consumismo, capitalismo o sfruttamento dell’ambiente indiscriminato.
    Il capitalismo-consumista senza coscienza e lo stesso valga per il depauperare senza valori di coscienza di fede la Natura (il Creato dono divino), condannato fortemente da Ratzinger, cos’ha di così diverso dalla richiesta di comunisti o socialisti che reclamano regole che controllino o diminuiscano gli aspetti nocivi che impattano sull’equilibrio sociale, sulle classi più deboli… o anche le pretese dei Verdi?

    Semmai partono da presupposti diversi, ma poi, in sostanza, tutti, fede, politica, filosofia hanno una verità da proporre.

    Allora è bene distinguere chi porta avanti valori condivisibili da tutti: tolleranza, dialogo, incontro ecc. e chi invece ritiene intollerabile, da bravo integralista, tutto ciò. Cercando di usare mezzi democratici quando può (l’offerta di strumenti democratici può esser visto anche come il punto debole di una democrazia, offrendo legittimità di strumenti a chi la democrazia poi la vorrà togliere: si pensi alla questione Turca, per esempio, oppure all’Iran..), oppure rivolgendosi direttamente ad altre strategie (del disordine, della minaccia e dell’eversione vera e propria).

    Ratzinger invita a seguirlo, come dici tu stesso, ritenendo di aver verità. Invita! Lo dici proprio tu, perchè altro non puoi dire: invita.
    Non impone. Anche se ha una concezione assoluta di verità, non impone.
    Come fanno filosofia, politica. E perfino ideologia quando non legittima l’imposizione, l’estensione propria in modo coatto (ideologia integralista che produce totalitarismo al pari di ogni fede integralista con il proposito della coattività necessaria e doverosa).

    Le tensioni che dici, sono naturalmente fisiologiche, in un dibattito, in un dialogo di diversità.

    Sbagli invece quando hai facilità nel dire, ma tu come tanti altri, quando hai pretesa di confrontare, anzi, far scontrare scienza con la fede in una relazione di conflittualità tale da renderli uno limite dell’altro.

    Questo è un modo che va superato di intendere, a mio avviso strumentalizzato oltremisura, poco onesto di vedere.

    Perchè la scienza, lo ripeterò fino alla nausea, non può essere antitetica alla fede, come non può esserlo verso la filosofia o l’ideologia.
    La scienza è solo strumento.
    Dire “uno scenziato” ci dice quale strumento usa, ma non come e perchè lo sua, cosa vuole farne.
    Uno scenziato nazista può benissimo piegare il proprio strumento, pur restando assolutamente scienziato, usando cavie umane disponibili (prigionieri, ebrei ecc). Anzi, ancor più si vede, prendendo un nazista come esempio, di come non è certo la razionalità che ci dice cosa è bene, cosa è male, cosa è giusto farne della scienza.
    D’altra parte Galileo stesso era cattolico e si confronta con la Chiesa come la Chiesa si confronta con lui, al suo tempo. Se Galileo, cattolico, fosse riuscito a dimostrare in modo scientifico di aver ragione, beh, il processo sarebbe andato diversamente. Ma non fu in grado di farlo e razionalmente la Chiesa lo condannò.
    E’ quello che infatti ci raccontano i filosofi della scienza razionale, affatto cattolici: Galileo sbagliò, la Chiesa fece bene.
    Ratzinger invece, sapendo che Galileo, che ammira, aveva poi ragione, ci induce a pensare che ci deve essere una Ragione più grande per non fare quegli errori. La Chiesa ebbe ragione, razionalmente parlando e sotto il profilo scientifico Galileo fallì (solo una decina d’anni dopo si potè scientificamente dar ragione a Galileo), ma Ratzinger ci dice che Galileo intuì qualcosa, qualcosa di giusto. Forse disponendo di una Ragione più grande della Chiesa di allora che agirono per fede ma con razionalità, così come contesta la filosofia della razionalità (agnostica) che gli dà torto.
    Lo stesso Einstein (panteista, non cattolico) decide di portare lo strumento scienza dalla parte avversa del nazismo (o del comunismo).

    L’Università è universale luogo di incontro di idee (o così dovrebbe esserlo per sua natura) così come la Chiesa ha natura cattolica (universale) nella sua aspirazione di rivolgersi a tutti, scienziati inclusi.
    Che poi sono liberi di scelta e di coscienza e posson essere stimolati dal Papa, oppure dall’ateismo, da altri sistemi valoriali ecc.
    Certo non trovando risposte nella scienza stessa alle grandi domande dell’umanità, compresa quella dell’uso da fare dello strumento-scienza.

    Il creazionismo….
    Questo ha pari legittimità del darwinismo.

    Ritornando al panteismo di Einstein..
    questo non era certo cattolico, ma era uomo (per sua dichiarazioni, non lo dico io) profondamente religioso. Ed effettivamente la sua religione permeò tutta la sua ricerca.
    Rifiutava l’idea cattolica, l’idea di un Dio personale che si occupa di noi, che ci giudica, che interviene, che ascolta le nostre preghiere.
    Però considerava l’Ordine del Cosmo con la stessa fede che hanno i credenti per il loro Dio.
    Una sorta di venerazione per i misteri impenetrabili dell’Essere Assoluto, perdendo il senso dell’individualità piuttosto pensando l’Universo come da definizione letterale, ovvero Universo parte di un tutto.
    Parte di un Tutto è molto, molto vicino all’idea che abbiamo di Dio (pensa solo all’idea cristiana e cattolica di un “ricongiungimento” in quel tutto…).
    Einstein diceva: “Il mistero dell’eternità della vita e l’indizio della meravigliosa struttura della realtà , per me sono sufficienti. Non esiste in questo nè volontà , scopo o necessità ma solo essere assoluto.”

    Egli, colpito dalla bellezza, dall’armonia della struttura per quanto era accessibile alla ragione ed alla scienza l’Universo, utilizzò spesso la parola DIo nel descriverlo, certo non in senso cattolico, talvolta riferendosi ad una Ragione Divina (che richiama molto quella Ragione più grande che Ratzinger invoca nell’utilizzo della scienza, difendendo Galileo anche dalla razionalità, ma anche per condannare integralismo islamico, da cui le proteste degli integralisti fanatici dopo il discorso di Ratisbona..);
    altre volte riferendosi a spirito o intelligenza (superiore, anche qui si vede l’affinità..).
    Einstein mai disse o fece pensare che per lui, questa ragione o intelligenza fosse capacie di trascendere al realtà, quindi in tal senso Panteista (dal greco Pan=tutto e Theòs= Dio, che poi è filosofia religiosa riproposta da Benedetto Spinoza..), non invece Panenteista o Teista (il teismo crede un Dio personale, più grande e antico dell’Universo).
    Ma panteismo nno è nemmeno simile ad umanismo o ateismo: il panteismo è critico verso la fede, verità rivelate ecc, ma adotta un’attitudine religiosa e di venerazione nei confronti della Natura e dell’Universo, affermando la nostra unità con esso, rifiutando una superiorità cosmologica della specie umana sulla natura, sul cosmo stesso, avendo quindi comunque etica ed estetica religiosa.

    I Panenteisti, così come i Panteisti invece condividono l’idea che ogni cosa contenuta nell’universo sia permeato, abitato dalla divinità.
    Pan-en-theòs = tutto in Dio.
    Quindi è l’universo che è contenuto all’interno di Dio e non Dio nell’universo. I Panenteisti credono che Dio sia esteso anche oltre l’universo, ovvero sia i valori hanno questa relazione: Dio > Universo, non Dio=Universo nè Dio< Universo certamente.
    Poi i Panenteisti posson credere o meno…

  28. anonimo in ha detto:

    (segue) Poi i Panenteisti posson credere o meno che Dio abbia una mente, sia quindi creatore di Universo (creazionismo) e che si preoccupi di ognuno di noi, personalmente.
    I panteisti però rifiutano invece il creazionismo, il Dio personale: l’Universo è divino, per se stessi. Morta lì.

    So che penserai che stavolta ho esagerato, perchè solitamente parlo del mondo, stavolta pure del cosmo o dell’Universo.

    Ma se mi son permesso di usare Einstein e l’Universo un motivo c’è, anzi, almeno un paio.
    1) Affermare che non c’è una ragione ateista che ha preminenza su altri pensieri, altre ragioni, siano da fede rivelata, nè su panteismo o panenteismo o qualsiasi cosa. Quindi è l’ora di finirla con questa assolutista, affatto laica (forse laiscista ma non laica) pretesa di superiorità di ateismo.
    Non fosse altro perchè Einstein non è più idiota di Cini o Mussi.
    Ma soprattutto perchè, quale che sia la Ragione scelta, liberamente e non imposta in un sistema di valori dove rifiutiamo laicamente e cristianamente l’imposizione, la scienza, lo strumento scienza (Einteins non era un pettinatore di bambole, si converrà che era scienziato a tutti gli effetti) non ci dimostra la verità. Non ci dice, per esempio che Dio esiste.
    Ma non può in alcun modo dire nemmeno il contrario, ovvero che Dio nn esiste.
    Non c’è una fottuta dimostrazione scientifica a sostegno dell’ateismo, Moltitudini. Perchè la scienza non è alternativa alla fede, nè competitiva come si crede, ma solo strumento. Uno strumento che non può dirci la verità.
    Si può fare delle ipotesi, tramite lo strumento scienza. Galileo per esempio riconosceva, come Ratzinger, Papa che Galileo conosce ed ama ed ammira più dei mediocri dissidenti strumentali utili idioti mandati allo sbaraglio ed alla pessima fine mediatica, che l’ordine della Natura è scritto nella matematica.
    Poi Galileo (o il Papa che sono d’accordo) riconosce che la Matematica stessa è dono divino.
    Einstein riconosce un ordine nell’Universo, un divino Universo.
    La scienza non ha mezzi di dire che hanno torto, non può.
    La pretesa di aver sostegno all’ateismo dalla scienza è una balla colossale. Soprattutto, strumentale alla politica che abbisogna di intollerante ateismo (per esempio il comunismo, così come ogni filosofia materialista, che rifiuta il divino).
    Niente nella scienza dimostra nè può dimostrare, con tutta la sua razionalità, con tutto l’impegno, la NON esistenza di Dio.

    Quindi nno capisco perchè ti sconvolga l’insegnamento del Creazionismo, che dovrebbe sconvolgerti al pari di Darwinismo, di ateismo e tutto il resto.

    Forse intendevi dire che, nella ricerca di verità, di ragione, il pericolo è l’integralismo possibile, quello che indurrebbe all’insegnamento del SOLO creazionismo. Allora ti dò piena ragione, laicamente parlando. E’ quello che accade infatti nei regimi teocratici, da tenere alla larga, con la cultura laica e con l’uso di Ragione abbinato alla fede (quello che Ratzinger fa con il dialogo interreligioso e condannando chi uccide in nome di Dio, il fanatismo islamico post Ratisbona).
    Ma ugualmente, sarebbe preoccupante che si abbia pretesa di insegnare alla scienza l’ateismo, che non ha nulla, ma proprio nulla di scientifico, anche se il conformismo di pensiero induce molti che sia effettivamente così.

    Se si contrastasse integralismi (ateismi, darwiniani, creazionisti) facendo della buona cultura, probalimente l’umanità guadagnerebbe una ragione più vicina a quella più grande e sarebbero i pensieri più liberi di confrontarsi, scontrarsi, ma con meno tensione, già riconoscendosi come tutti altrettanti legittimi pensieri.

    A La Sapienza è mancata la Sapienza di questo laico pensiero della ragione, che è tollerante per sua natura, non oscurantista. Che nno ha pretesa che sia l’ateismo il culto, il credo che abbia la sola legittimità. A La Sapienza, anche se sappiamo che era solo beguccia e meschino tentativo politico, è mancata la Sapienza di sapere che la scienza non è filosofia, ma strumento che può esser impiegato in ogni cosa, dalla filosofia alla religione. E’ mancata anche la cultura onesta che dice che la scienza non ha mai dimostrato, nè può, che solo l’ateismo ha titolarietà. Non dimostra quindi una “libertà” ed un “autonomia” di far scienza da parte dell’ateismo, che non è scientifico, ma solo lo piega a qualcos’altro. Antivaticanismo, marxismo, nazismo, consumismo, capitalismo, casualità e vanagloria di uomini che usano lo strumento scienza, quello che si vuole insomma.

    Spero di aver prodotto spunti di riflessione ad una mente aperta quale ti riconosco.

    Ho apprezzato molti passaggi nel tuo post. Riconoscendo legittimità anche ai passaggi non condivisi.

    Ma credo che, in funzione della tua apertura mentale e riconoscendo pari legittimità di pensiero, si debba essere uniti nel combattere integralismo semmai, sia esso ideologico o teologico. Non l’assolutismo di pensiero, legittima scelta personale, dunque. Ma l’assolutismo credere che è dovere imporlo a tutti.
    Nella Chiesa di oggi questo valore impositivo non c’è. Io sono certo che il Risorgimento abbia fatto benissimo alla fede cattolica, costringendola ad un ripensamento di sè, compreso un riavvicinamento ai presupposti del cristianesimo originario (Cristo non impone, nè ci dice di farlo), dovendo contare solo sulla capacità di un amore che è diffusivo di sè, che è persuasivo, quindi spontaneo diffondersi, non impositivo.
    Per questo io mi sono schierato contro l’oscurantismo di quel dissenso che avrei riconosciuto legittimo se non avesse tentato di usare altri mezzi, così come ritengo che un pensiero che tenta di censurarne altri, abbia dimostrazione di poca forza, sia un debole pensiero consapevole di una pericolosa (per sè) capacità persuasiva, riconoscendo proprio in quella paura che richiede appello e scontro impositivo, ad ogni costo, una superiorità minacciosa nel pensiero altrui.
    Per questo ci ricordano, quei prof e carne da macello mediatico, vittime di ignoranza propria e strumentalizzazione dei Prof e di pensieri e slogan conformisti, le Università Talebane: queste ritengono illegittime le diversità, riconoscendo solo se stessi, ritenendo DOVERE nell’interesse di tutti distruggere le diversità in modo violento.
    Ma non fa onore ad un Università come La Sapienza.

    Se consola, ma già credo tu possa saperlo, mi schiererei ugualmente contro un’oscurantismo di fede, sia pure cattolica (tra l’altro non sono cattolico, come sai), così come ogni altro integralismo fanatico che ha pretesa di decidere del mio bene, del bene di tutti con la forza, come minimo trattando me e tutti come idioti.
    Ma è quello che fa, in effetti, molto pensiero oscurantista, avendo pretesa falsa di aver sostegno scientifico all’ateismo e credendo tutti idioti superstiziosi i credenti.
    Prendendo a calci anche i presupposti di un laico illuminismo, tra l’altro.
    Del quale condivido l’idea che, pur avendo posizioni opposte, difenderei la possibilità di esprimerle.
    Al contrario di quanto accaduto a La Sapienza, dunque.
    Che a questo punto ci dovrebbe far chiedere: ma a chi si ispirano dunque? Non illuminismo, non cattolicesimo…
    Beh, la risposta è evidente.
    Evince dai commenti di cui allo specchietto, per esempio.
    Un pensiero, un’ideologia (con alleanze diverse) che però, al pari della religione, non offre spirito acritico, nè privazioni di dogmatismi allo strumento scienza.
    Anche se io, una scienza acritica, non dogmatica, la trovo spaventosa.
    Perchè è l’uomo, l’umanità a rimetterci.
    LA scienza ci dice che tecnicamente possiamo usare l’uomo per farne strumento di scienza. Io preferisco pensare la scienza strumento dell’umanità.
    La scienza ci dice che tecnicamente è possibile dirigerla per ottener sempre più efficati e potenti strumenti di distruzione di massa.
    Ma io la preferirei invece limitata, non solo abilitata a fare tutto quello che è possibile fare. Magari vorrei una scienza-strumento che preferisce, sceglie di creare strumenti di vita, di tutela della vita, non di distruzione.
    La scienza non dice cosa è giusto o nno giusto fare, tantomeno una scienza completamente acritica, adogmatica, ammesso e non concesso che l’uomo, l’individuo-scienziato riesca ad esser tale davvero. Se anche fosse possibile (ma contesto questa possibilità) non sarebbe uomo-scienziato, ma una sorta di automa-scienziato e noi saremmo in balia del caso, in cui la scienza produce tutto, bene e male mostruoso.
    Non è una bella idea.

    Alieno

  29. anonimo in ha detto:

    ”vuole essere semplice e familiare, quasi una richiesta di potermi sedere accanto a voi per un dialogo, che spero vi torni gradito e possa anche continuare nel tempo”.
    ”alcuni tra voi hanno fatto esperienza di qualche durezza nel rapporto con la realtà ecclesiale: non si sono sentiti compresi in una situazione già difficile e dolorosa; non hanno trovato, forse, qualcuno pronto ad ascoltare e aiutare; talvolta hanno sentito pronunciare parole che avevano il sapore di un giudizio senza misericordia o di una condanna senza appello. E hanno potuto nutrire il pensiero di essere stati abbandonati o rifiutati dalla Chiesa. La prima cosa che vorrei dirvi, sedendomi accanto a voi, è dunque questa: ‘La Chiesa non vi ha dimenticati! Tanto meno vi rifiuta o vi considera indegni”.

    ”la Chiesa non vi guarda come estranei che hanno mancato a un patto, ma si sente partecipe di quel travaglio e di quelle domande che vi toccano così intimamente”.
    “Potrete allora comprendere, insieme ai vostri sentimenti, anche i nostri”
    ”La scelta di interrompere la vita matrimoniale non può mai essere considerata una decisione facile e indolore. Questa vostra ferita anche la Chiesa la comprende”.
    ”Anche la Chiesa sa che in certi casi non solo è lecito, ma può essere addirittura inevitabile prendere la decisione di una separazione: per difendere la dignità delle persone, per evitare traumi più profondi, per custodire la grandezza del matrimonio, che non può trasformarsi in un’insostenibile trafila di reciproche asprezze”.

    Sono le parole (di ora) del Cardinal Tettamanzi.

    Perchè le riporto?
    Per 2 buoni motivi.
    1) Uno è argomentare quel mio dirti che la Chiesa (lenta quanto vuoi, ma non è certo la più lenta a farlo) si ripensa, così come si ripensa filosofia o marxismo, come si diceva.

    2) Per evidenziare che è, a mio avviso, ingiusto attribuire intento ed esito reazionario di Raztinger e della Chiesa di questo Papa, che si vuole fatto di chiusure, anzichè di aperture: dimostra, tal atteggiamento, che si conosce ben poco il “nemico” dire questo o insufficiente analisi della questione.
    Affatto essendo, come minimo, più chiuso del precedente, anche se oggi, strumentalmente, si vorrebbe far paragone quasi rimpiangendo il precedente pontefice.

    A parte che io e te sappiamo benissimo che fu ugualmente e fortemente criticato il precedente, così come accade regolarmente per ogni Papa (e questo processo accade in parte, bada bene, anche tra clero e cattolici).

    Anzi, ti dirò che, all’interno della Chiesa stessa (clero e fedeli) questo Papa può risultar meno simpatico innanzitutto perchè meno mediatico (è un po’ più bruttino, dai, che se gli metti il cappuccio nero in testa, sembra l’Imperatore cattivo di Star Wars, con quelle occhiaie, con quel viso, ehehe) e noi sappiamo che la mediaticità sembra essere gradita trasversalmente più della vera sostanza (Veltroni docet, ma pure i programmi della De Filippi).
    Ma anche e proprio perchè, essendo uomo colto, molto colto, molto curioso ed intellettuale, pur dimostrando spesso umiltà (o almeno volendo dare, se non si riconosce e si vuol esser più maliziosi, significato all’umiltà, fin dal suo esordio: “sono un UMILE servo nella vigna del Signore.”,
    un uomo ed un Papa capace di usare Ragione, filosofia e confrontandosi con esse fin da quando era professore e riconosciuto intellettuale, docente, capace in tutta Europa (riconosciuto colto da tutto il mondo, in verità..), in seminari ed Università invitato già quando era cardinale.
    Proprio questo, in effetti, lo rende meno amabile e simpatico del Papa precedente o di un Giovanni XXXIII, per molti fedeli che hanno concezione erronea al pari di chi pensa che scienza e fede sono antitetici:
    questi hanno l’impressione che la cultura, l’esser colti dunque, sia a demerito o inficiante la genuinità della fede.
    Essendo spesso non solo cattolici semplici nella fede (si può esser semplici pur essendo colti), ma volutamente ignoranti nella fede.

    E noi sappiamo quanta ignoranza, spesso in odor di superstizione, se non proprio miscellanea di fede e superstizione, esiste tra i fedeli IGNORANTI (ma spesso colpevoli d’ignoranza voluta e scelta, avendo invito e scelta di poter far diversamente), rifugiandosi dietro comodi dogmi che in fondo, non richiedono sforzo alcuno.

    Tu capirai che questo Papa è proprio visto come meno idoneo ad esser Papa proprio per l’uso di una Ragione che può esser condivisa o inteso linguaggio di dialogo, se non condivisa, come ragione.

    Naturalmente si può tentare di spiegare l’adesione di una parte di pensiero laico nella condivisione tematica (in effetti non sempre adesiva, com’è il mio caso), semplicemente liquidando con etichette: atei devoti.
    Ruffiani.
    Perchè è comodo non farsi domande, non ripensare nemmeno strategie, se la Chiesa si vuol attaccare davvero.
    Uno sbaglio anche politico, se vogliamo, anche di intelligenza politica che poi finisce per umiliarsi, com’è stato a La Sapienza, se ci si limita a comode etichette massimaliste per spiegar tutto.
    Però non spiegano. Non spiegano perchè mai un laico, un ateo, dovrebbe esser devoto (e non parlo solo di Ferrara o di una Fallaci, sia chiaro, parlo di tanta gente come me).

    Il problema è così urgente, così non procrastinabile nell’occuparsene che se ne occupa, appunto, anche Gad Lerner.
    Che almeno lancia una sua strategia.
    Lo dice, pensa, fa qualcosa, essendo adesivo ad altro che la Chiesa.
    Dice, per esempio, che non potranno, questi “atei devoti” salvare la Chiesa. Spiega perchè. Si interessa, si informa, PENSA!

    Cosa che invece non han fatto a La Sapienza, dimostrando davvero mediocrità.

    Buona serata Moltitudini.

    Alieno

  30. guarda…al momento non riuscirei proprio a leggere il discorso di ratzi…

    e poi vorrei evitare che lo accusino di non volere il dialogo…per cui, quando lui leggera il mio blog io leggerò la sua lettera XD XD XD 😉

    ciao
    negative

  31. @negative:sporco integralista
    @alieno
    troppa roba
    ora non riesco.

  32. @alieno
    ho letto quel che dici su tettamanzi e sulla chiesa che si ripensa.

    Mi stupisce che dici ciò a me: sono io il primo a dire che la chiesa è variegata e non monolitica e conosco bene il pensiero di tettamanzi (ora non vorrei sbagliare ma credo che ruini abbia criticato duramente quella posizione, ma non sono sicurissimo).

    Anche io infatti nell’avvalorare le mie critiche a Ratzinger ti ho ricordato che anche il mondo cattolico, non solo quello più complessivamente cristiano, presenta orientamenti diversi da quelli pontifici.
    Dai, sembra che abbia detto “cattolici tutti uguali al rogo”..io qui sto solo “criticando ” questo specifico documento.

    E non ho affatto affermato la preminenza dell’ateismo , o disquisito sull’esistenza di Dio.

    Vere alcune cose che dici sulla mediaticità e “antipatia” di questo papa.

    C’è una frase che lo connota e lo colloca, una frase che ribalta un detto illuminista”vivi come se dio non esistesse” e che, rivolta a chi non crede, dice “vivi come se dio esistesse”.

    Io non affermo la superiorità dell’ateismo etc.

    Queste son cazzate.
    La teologia ha una sua enorme dignità teoretica, che va rispettata.

    Io dico che non si può dire alla “scienza” di cercare dio, e che l’ambito scientifico e quello telogico son diversi, separati, indipendenti.
    Io dico che le leggi che vorrei io garantiscono anche i cattolici, le leggi che voglion certi cattolici non garantiscono me.
    C’è una bella differenza.

    Se io – deliriamo un po’ – facessi una operazione analoga, dovrei dire al papa: dio non esiste, segui la mia verità.

    Non ha senso..non è questo ovviamente il piano del discorso.
    Io dico -forzando un po’ – che l’evoluzione del messaggio rivolto al mondo della ricerca “la verità sta qui nel’oltretevere” è l’insegnamento del creazionismo nellmabito delle scienze naturali.
    Io dico, per finire, che l’implicito (questo c’è eccome) affermare la supremazia della verità rivelata dai vangeli (interpretati in salòsa precisamente cattolica) su qualsiasi ambito di speculazione umana, è inaccettabile.
    Esattamente, come dici tu, come lo sarebe affermare la superiorità dell’ateismo.
    Io non dico al papa “non credere”. Lui però chiede alla scienza di farlo, in questo documento..mi spiego?

  33. anonimo in ha detto:

    Non capisco ancora bene.
    Quindi non tolleri che lui abbia un punto di vista e quindi lo proponga?
    Ma non è sempre un riconoscimento di illegittimità che altrove, giustamente e laicamente, smentisci?
    Lui ha il diritto di dirti, tu hai il diritto di dirgli.
    Ma questo sempre accade, mi pare.
    Le Università, lo sai, sono permanentemente occupate da pensiero politico o ideologico e quello religioso non è certo quello più attivo nel reclutamento di giovani leve, mi risulta.
    Forse ho letto male via via i segni, ma almeno quello che vedo con i miei occhi..
    In Toscana è un permanente comizio di reclutamento politico. Comizio che in Toscana, nelle Università è faziosamente legato alla sinistra (e nemmeno quella più moderata), con posizioni permanentemente, pregiudizievolmente anti-Usa, anti-Israele, anti-Berlusconi, anti-centrodestra, anti-cattolici, anti-vaticano…

    Il fatto che siano più attivi in questa campagna, però, non significa che son di più: solo che sono più attivi, fan più casino.
    Anche se, noterai, il livello culturale dei “nemici” di posizione, è migliorato un po’ e c’è più attivismo, sottraendo anche le Piazze via via, che di solito erano appannaggio del popolo della sinistra soltanto.

    Resta da capire in cosa è illegittimo il discorso del Papa, visto che le “tesi” della censura tentata, via via si son dimostrate deboli oppure inconsistenti.
    Per esserlo davvero, bisognerebbe che il Papa fosse stereotipo dell’immagine che da una certa parte si vorrebbe proporre e forse si crede davvero.
    Ovvero che il Papa è contro la scienza. Perchè poi è questo lo slogan portante che è stato capace di attivare con entusiasmo di aver credito e consenso, i no global.
    Avessero avuto un po’ più di curiosità, di cultura (non dico la tua, ma almeno un abbozzo di alfabetizzazione politica ecc), di saggezza e sapienza politica, avrebbero cercato lo scontro in modo più efficace, con temi più capaci di aggregare consenso esteso intorno (almeno di non produrre l’effetto di coalizzare forze anche di sinsitra dall’altra parte).
    Insomma, detto tra noi: anche a voler fare neutrale osservatore, questa causa no-vat bisogna saperla fare con decenza, non dandosi la zappa sui piedi perdendo credibilità ed avvantaggiando la parte avversa.
    Almeno un po’ di strategia strutturata sulla previsione di 2-3 eventualità, mica dico d’esser scacchisti geniali.
    Sarà perchè il senno di poi è una scienza esatta, ma a me questa mala parata sembra esser stata tanto prevedibile.

    Tieni presente che il Papa ha legittimità di parlare alle coscienze degli scenziati con la sua che è pari a qualsiasi altra etica, se questa dà legittimità alla scienza. La protesta invece è stata impostata con pensiero opposto. Da qui la volontà (o la costrizione in altri casi) della ragione laica di appoggiare in gran parte il Vaticano e contro l’iniziativa.
    In sostanza, per come è stata impostata, ha costretto molti laici che non son certo pro-vaticanisti, a prender distanze, pena la perdita di credibilità della loro ragion laica libera.
    Alieno

  34. bravo moltitudini. Anch’io mi dedico a vole al detto papale (nn solo di ratzinger, come hai visto) perchè penso che eviscerare le contraddizioni di quest’ideologia molto radicata, sia importante. E’ come “lavorarli ai fianchi”.
    ciao bello 🙂
    cloro

  35. Ma alieno, che discorsi….non facciamo bizantinismi, dai.
    Io non dico di tacere, o la leggitimità di fare “propaganda”, critico il contenuto teorico nel suo merito, su…
    Altrimenti non si può criticare davvero nulla.

  36. Cloro, grazie.

  37. anonimo in ha detto:

    Peccato che la “nostra” protesta sia stata così vomitevolmente strumentalizzata dai media.

    Ah, ciao, Luca, sono Roberta (Pensieri Sparsi…).

  38. @roberta
    mmhh…grazie.
    Bè, che una cosa di questa portata fosse oggetto dei media, e quindi a tiro di strumentalizzazioni, sta nelle cose.
    (ora però c’ho una botta di arterio..gli anni passano: non ho ben presente chi tu sia… o forse si….ma non son sicuro!)

  39. anonimo in ha detto:

    Sono la Roberta compagna di blog di Teresa…

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