m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

NON LO CORRIGGERETE


La vicenda Ratzinger in Sapienza- sulla quale intervengo in ritardo –  ha dei contorni che sono surreali e paradossali: l’aspetto meno sopportabile della vicenda, è il ribaltamento della categoria di "laicità" a favore della partecipazione di Benedetto all’inaugurazione dell’anno accademico.

Francamente, ritengo più dignitosa la posizione di chi, cattolico, affermasse: il Papa in quanto tale è una autorità morale e scientifica, ed è giusto che una università romana ed italiana gli riconosca tale ruolo invitandolo in tale occasione.

Molto più serio dire ciò, che fare bizantinismi cerchiobottisti, che dire- come ha fatto l’Unità due giorni fa in prima pagina, "un errore invitarlo, ma parli", o brandire la laicità in difesa della scelta di invitare Ratzinger in questa occasione. Genuflessa deferenza che ha caraterizzato tutti, da sinistra a destra, salvo qualche radicale e socialista, a onor del vero.

Ricapitolando: il rettore ha invitato il papa ad inaugurare l’anno accademico, docenti e studenti, da mesi, hanno scritto al rettore criticando la congruità di questo invito in tale sede, il Rettore ha autorizzato gli studenti ad organizzare iniziative di protesta, il papa ha deciso di non farsi contestare e soprassedere.
Dove sta la lesione del diritto di parola del pontefice, per altro voce non certo oppressa ed isolata in questo paese?
E’ un capo di stato, è un "leader", a qualcuno le cose che lui ed il suo gregge affermano non piacciono, e come accade con il Prodi, il Bush o il Berlusconi di turno, quel qualcuno ha deciso di contestare quella presenza. Torto o ragione nel merito della contestazione, la cosa che mi pare più grave è che si attacchi la legittimità di criticare e contestare il papa.

E, va ricordato, non si parla di un appuntamento qualunque, o di una prassi consolidata: la critica era specificatamente rivolta al Rettore al quale veniva chiesta ragione di questo invito in quel contesto, ossia, l’inaugurazione dell’anno accademico, non un appuntamento come un altro.

Su questo, non è stata data risposta, su quale base di autorità è stato invitato Ratzinger in questo contesto preciso, in rappresentanza di cosa, non è stata data risposta.

Perchè il Papa avrebbe dovuto salutare l’avvio dell’anno accademico? Non si dica "perchè no", è chi lo ha invitato che doveva motivare questa scelta.

Alcuni dicono: ah, non volete il confronto. Mistificatori: non si trattava di un libero simposio, di un confronto scientifico filosofico. Nessun confronto in ballo, ma un monologo pontificio.

Il Papa ha poi autonomamente scelto di non andare, per evitare le legittime contestazioni (se illegittime, vale allora in ogni caso: dovrebbero ricordarselo quelli di centrodestra quando plaudono ai fischi diretti a Prodi, e quelli di sinistra quando plaudono alle contestazioni all’ex demonio Berlusconi. Chi stabilisce che questi siano meno intoccabili del papa? Quante volte platee cattoliche hanno fischiato questo o quello? Vale anche per loro l’accusa di esser degli intolleranti che voglion tappare la bocca agli altri?).

Qualcuno cerca di legger questa vicenda in termini di vittoria o sconfitta, alcuni -"laici"-segnano, magari amaramente, un "punto" a favore della cricca clericale.
Io non credo che questa singola fattispecie possa esser letta in questa chiave. Non sposta nulla nè in un senso nè nell’altro: non è un colpo inferto verso la lobby clericale, non è nemeno un arretramento per le ragioni degli atei, laici, eccetera. Non poteva andare in modi molti diversi da questo: se fosse andato, ci sarebbe stata la contestazione, e le accuse di intolleranza avrebbero avuto luogo lo stesso (lo dico a chi suggerisce che forse è stato tatticamente sbagliato "accanirsi").
L’alternativa poteva esser solo..tacere.
Poi è chiaro che sono tentato di leggervi una piccola ed effimera, vittoria, in termini di.."egemonia/agibilità" territoriale: aver creato le condizioni per far in modo che in quel contesto il papa non avesse agibilità è, nel suo piccolo, una soddisfazione.
Non è lì che si gioca la partita vera: l’agibilità che il clero ha al governo, nel parlamento o nel consiglio comunale romano è ben più seria e difficile da contrastare.


Due parole su Mastella. Non conosco le carte, oggi lavoravo ed ho seguito poco. Mi pare politicamente ovvio che un ministro della giustizia non possa stare al suo posto, in una situazione simile, per l’evidente "conflitto". Da ministro certe accuse ai magistrati è forse incongruo farle, ma, in assoluto, ed aldilà di quel che si pensa su Mastella, non è che non sia mai accaduto che indistruttibili tesi di pubblici ministeri fossero, alla fine, teoremi e complotti politici.
Solito grillo (anzi, facciamo altro insetto, vah) parlante su questi temi, e certamente non sospettabile di esser nè amico del governo nè di Mastella, dico che invidio un po’ la saccenza di quelli che, conoscendo la vicenda quanto me, prendono le ipotesi di un PM come condanne certe e definitive, e che mischiano la disapprovazione del Mastella politico con il ritenere lui e la consorte certamente colpevoli di reati.
Con ministri della giustizia così, non mi sentierie più garantito che da Mastella.

SEGNALAZIONE
GENOVA -GIOVEDI 17 GENNAIO-TEATRO MODENA-ORE 15.30
GAD LERNER INTERVISTA SASKIA SASSEN (uno dei cervelli più interessanti in circolazione)

In occasione della due giorni di dibattito "giovani e migranti nelle città globali"


 

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73 pensieri su “NON LO CORRIGGERETE

  1. mi sa che Travaglio abbia orgasmato sulla notizia di Mastella!^_^

    Su Nazinger:mi fanno pena i baciapile , i lecchini del papa.Sono intolleranti e parlano di democrazia..mah!

  2. AnelliDiFumo in ha detto:

    Eh sì, un post quasi gemello.

  3. d’altra parte..l’attualità..ci rende schiavi, annelo caro!
    Comunque, gemello ma diverso.
    😉

  4. Il Papa parla e fa parlare. Ha scelto di non andare alla Sapienza e si farnetica di autogol dello schieramento laico. A me non sembra. Che lo consolino, se c’è da consolare, i costernati Napolitano, Veltroni, Mussi e via dicendo.
    Mastella, eh, non fare il grillo tu, sai, che la fama di enfant prodige già ce l’hai.
    😉

  5. Uh, Elena…però la fama del grillo non la voglio..davvero! 😉

  6. Parto dalla fine… Gad Lerner è attualmente uno dei giornalisti che credo di stimare di più… l’infedele è l’unica trasmissione di approfondimento che non campi sulla presenza di politicucci e che abbia il coraggio – a tratti – di parlare di alcuni temi… anche l’intervistato è una persona che stimo molto… peccato non essere da quelle parti…

    Mastella. Forse stavolta sono d’accordo con chi ha respinto le dimissioni… mi spiego. so per certo che Mastella, da buon democristiano, avrà le mani in pasta in parecchie cosettine e, da quelle parti, avrà fatto assumere più gente lui di non si sa chi… però effettivamente quello che c’è stato per lui è un rinvio a giudizio… se poi si dovesse tramutare in qualcos’altro saranno giuste le sue dimissioni, ma non solo perchè ministro, ma soprattutto in quanto ministro della giustizia… per il resto sul due grillo-travaglio, non aggiungo nulla… troppo giustizialismo, l’ho detto, non mi piace.

    Veniamo al tema del post… Ratzi… già avevo scritto in un precedente commento… il fatto è che la chiesa si rifugia dietro questa doppia veste di capo di stato e capo di una religione… quando lo contesti è capo religioso… quando chiedi perchè predichi la carità e poi abbia elicotteri e aerei privati, mercedes con autisti e ogni sorta di bene terreno, ti si risponde che ha solo ciò che ha ogni capo di uno stato…
    però, veniamo un attimo al mio campo di studi… quello che mi spaventa è il modo in cui i media siano riusciti a manipolare l’informazione… non si è accennato a cosa fosse un’apertura dell’A.A… non si è neanche fatto capire quali erano le richieste degli studenti… guardando tg e trasmissioni di approfondimento varie… compreso uno scandaloso porta a porta… ma del resto non è una novità… è sembrato che collettivi e professori gli abbiano fatto le barricate impedendogli di entrare in aula magna… la realtà è molto diversa… c’è da ragionare… perchè i media, oggi, sono il vero nemico di una sana democrazia… e soprattutto sono il vero nemico di ogni seme critico che si aggiri per la società…e una cosa su cui bisogna ragionare… e un pò che lo scrivo e lo dico… e credo che sia davvero necessario.

  7. @andrea
    d’accordo praticamente su tutto, le mie idee sulla giustizia e come se ne parla le sai, sono anche abbastanza isolato e tu sei tra i pochi sulla mia stessa lunghezza d’onda.

    Detto ciò, dopo le cose dette ieri, è chiaro che non può continuare comunque a fare il ministro, se vogliam ragionare in termini di equilibrio istituzionale.

  8. dopo torno a leggere, i tuoi post hanno bisogno di tempo 🙂
    ho lasciato due righe sul blog di FrancoG
    su Mastella ‘gna faccio..

  9. sì, sono più o meno d’accordo, ovviamente.
    solo non metterei sullo stesso piano Prodi, Bush, Berlusconi e Ratzinger. dire che è solo un capo di stato mi sembra un giochetto per sminuirlo e deriderlo, inutilmente peraltro.
    è un’autorità religiosa, e come tale va visto. e naturalmente contrastato.

  10. Salto a piè pari Mastella, ché non me ne frega granché, e ribadisco anche da te il mio pensiero:
    lasciarlo parlare di “deriva laicista”, “omosessualità disordinata” e scienza che deve cedere il passo alla parola divina, all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza e pretendere di farlo senza che ci fossero contestazioni o quantomeno un semplice dibattito con contraddittorio, è letteralmente aberrante.
    Checchè se ne voglia dire, non era mai successo che un papa facesse marcia indietro per paura di contestazioni, non in Italia, che ricordi.
    Invito democratico,contestazione democratica, rinuncia libera.
    Nessun attacco al vaticano, solo un buon giorno per la laicità e la democrazia.
    Permettimi una chiosa:
    ieri, a causa di una serie di eventi, il mio blog ha totalizzato più di 2000 visitatori e 172 commenti al post che avevo dedicato al papa.
    I commenti laici erano moderati e ottimisti, quelli fondamentalisti me ne hanno detto di tutti i colori.
    Compreso un tizio che affermava che non avrebbe mai più assunto nella sua azienda persone provenienti dalla Sapienza!!!

  11. Che brutta storia.
    Una cosa è certa, ieri tutta l’informazione televisiva si è basata su una bugia (dovrebbero ricordare a Mons. Fisichella il comandamento numero 8): non è vero che il Papa non ha potuto parlare, ma è vero che il Papa non ha VOLUTO parlare. E’ troppo abituato agli osanna per affrontare qualche fischio.
    Resto dell’idea che, pur essendo nel giusto, la contestazione preventiva si è ritorta contro i contestatori (che evidentemente sono finiti nel tritacarne mediatico) e che sarebbe stato più scaltro attuare altre forme di protesta.
    Per il resto, sottoscrivo in pieno il post. Ieri sera Pannella ha giustamente fatto notare che è vergognoso che la Chiesa si presenti come un’istituzione che non ha spazi mediatici.

    …anche su Mastella, perchè ieri sera ho visto la conferenza stampa il Procuratore che ha fatto partire la bega ed è un personaggio francamente imbarazzante…

  12. @skeno
    cioè?
    Dimmi del procuratore…non so niente.
    @d4rk
    uh, vengo a dare una occhiata!
    belin..2000 visite..bravo.

    @franco
    no no..guarda che il mio non è un giochino.
    Neanche una provocazione.

    Il fatto che sia una autorità religiosa, è di per sè un motivo per considerarlo meno contestable di altri?

    Sta sullo stesso piano di un Bush o di un Prodi perchè in quanto autorità religiosa è comunque un leader, rappresenta una visione del mondo..che è anche “politica”.
    In questo senso, a torto o a ragione, lo si fischia od accoglie come si può fare con Bush o altri.

    E ancora: la Sapienza deve riconoscergli quel tipo di autorità…e per questo invitarlo?
    O perchè è il capo di uno stato che ha il noto rapporto con Roma?

    Insomma..non volevo fare alcun giochino.

  13. giovanottaaaa
    cosa hanno i miei post?lunghi??

  14. FrancaFranca in ha detto:

    Secondo me la questione sta nel termine “dialogo”.
    In questa occasione non ci sarebbe stato dialogo.
    Se è vero quello che si è letto (ma questo non posso giurarci) il Papa si presentava come capo di Stato e non era previsto nè dibattito nè contraddittorio.
    Inoltre, bisogna ricordare che la Chiesa cattolica ha assunto come dogma (quindi non discutibile) quello dell’infallibilità del Papa.
    Io penso, dunque, che la contestazione sia stata legittima.
    La libertà deve essere tale per tutte le parti in causa: se il Papa è libero di andare a parlare all’università io vorrei essere ugualmente libera di manifestare la mia contrarietà.
    Se poi qualcuno vuole muoversi solo tra ali di folla osannante…

    Su Mastella: nell’ordinamento italiano vale la presunzione d’innocenza fino alla condanna definitiva. Questo vale anche per Mastella.
    Ma un Ministro della Giustizia che parla di complotto della Magistratura non dovrebbe accadere in un paese che si definisce “civile”.
    All’estero ci si dimette per molto, molto meno…

  15. @franca
    ma infatti ho detto anche io che le dimissioni sono appropriate.
    Il che non esclude in linea di principio che i PM facciano complotti.
    😉

  16. x d4ckcloud: il papa non ha fatto marcia indietro per paura di contestazioni, la cosa e’ stata studiata per apparire come martire della censura.
    Quello che ho sostenuto e continuo a sostenere che la cosa grave era che il papa doveva tenere una lectio magistralis, per cui non solo non c’era confronto o contraddittorio, ma era anche impossibile contestare. E siccome sappiamo ampiamente (lo si vede praticamente TUTTI i giorni in tv) cosa pensa e dice questo papa, io (che tra l’altro sono credente) pretendo di poter confutare quello che dice. Anche perche’ questa chiesa e’ sempre meno cristiana.
    Patry

  17. @patry
    ovviamente condivido. Poi forse mi pare che non fosse più in agenda una lectio magistralis ma un semplice discorso..ma poco cambia.

    Sai, in effetti c’è un altro discorso facilmente ribaltabile: quelli che dicono “avete paura dell voci diverse dalla vostra”!
    Bè, è il papa che andando avrebbe dimostrato di poter…sopportare voci diverse dala sua.
    😉

  18. Su Mastella e la decapitazione dell’Udeur campano penso questo : sono molto scettico che le accuse possano venire confermate a livello giudiziario. Cioè, anche per il Sindaco della mia città e per i DS salernitani i giudici scrissero che costituivano una “associazione a Delinquere”, ma poi non se ne fece nulla ed ora la fanno da padroni peggio di prima (fanno i galli sulla monnezza, è proprio il caso di dire). Alla stessa maniera mi pare difficile attaccare il sistema di potere Udeur in Campania con questa inchiesta. Le spartizioni e lottizzazioni qui riguardano tutti ed è difficile vedere dove stanno i ricatti e dove le decisioni politiche pur deformate. In conclusione, credo che si risolverà tutto in una bolla di sapone…

  19. @babbuino
    sempre lucido.

  20. pienamente d’accordo sul caso papale e sull’ipotetica laicità dello stato…

    un po’ meno sul caso mastella…non provo nemmeno a giudicarlo politicamente…per il caso specifico c’è una serie di registrazioni delle telefonate della moglie(neo-politica per coincidenza?)con il consuocero…ora è agli arresti domiciliari,con una ventina di amici…
    insomma i pm non sono la mia simpatia…mastella e la sua famiglia ….peggio,molto peggio…
    poi,un prodi al suo posto,non mi solleva,ma questo è un altro discorso ancora.
    però sulla sua colpevolezza(anche in caso di assoluzione..)mi ci giocherei parecchio…..come su quella del maf…pres…come si chiama …quello della regione sicilia???
    non è curioso anche il sostegno datogli da tutti i politici,altro che a 360°???solo su poche e semplici cose sono tutti,proprio tutti…vicini…vicini….
    ah…il tutto è certamente partito da grillo…
    ciao..

  21. Come cambia l’Italia.
    In tantissime università ad aprire l’anno accademico sono Cardinali o Vescovi, ma a Roma non si può.
    La normalità prevede, come è sempre stato, che si facciano monologhi, anche non solo quando si apre l’anno accademico, se però lo fa il Papa non va bene.. se lo fa Weltroni lo si plaude..
    Trovo, onesto e “coraggioso”, contestare qualcuno dopo o durante il suo discorso.. assurdo prima, non sapendo cosa avrebbe detto/fatto.

    Io per sentirmi laico non ho bisogno di chiedere la rimozione di un crocifisso o inviare una lettera per sapre come mai è stato scelto una persona piuttosto di un’altra ad una conferenza.
    Il Rettore ha questa facoltà di scelta, pare, e non è necessario renda conto a nessuno.
    Non si poteva tirare giù uno striscione mentre parlava? Perchè tutto questo clamore mediatico hanno avuto e voluto i dissidenti?
    Non è “strano” che nonostante si sapesse da tempo che sarebbe intervenuto il Papa, questo è stato contestato dopo le sue parole a Ualter?

    ———

    Mastella.. MAstella era dallo scandalo WhyNot che doveva dimettersi.. insieme al suo padroncino.. finalmente ci sono riusciti.. mi spaventano solo le affermazioni di SB a novembre: “.. alcuni senatori voleva lasciare la maggioranza, ma sono stati intimoriti dai giudici rossi”, insieme alla frase di Mastella: “.. per la prima volta, ho paura!”
    Speriamo sia solo un caso……

    Certo Prodi che dice di volergli preservare il posto..

  22. anonimo in ha detto:

    Ciao Moltitudini.
    Scrivi tanta roba, davvero tanta… ho dovuto far lettura veloce, il mio tempo è tiranno e correggimi per eventualità incongruità replicando a letture erronee delle tue parole che ne posson scaturire: come sai è consolidata una stima ed un riconoscimento di onestà intellettuale, che spero sia ricambiato.

    Comincio dal tuo topic, anche se la tentazione è di rispondere a tutti i commenti.. se avrò tempo lo farò.

    Concordo sulla “surrealità” e sui paradossi che riconosci, ma senza corbellarci troppo, ti dirò che inverto e ribalto la chiave di lettura.

    Gradevole ed intelligente il riconoscimento di dignità all’affermazione che il Papa, in quanto tale, è autorià morale e scientifica.

    Per quanto riguarda il “cerchiobottismo” del panoramica politico, anche quello che si vorrebbe in tutt’altro dire ed agire e dei suoi organi informativi, a mio avviso, è vero ed è sbagliato al contempo.
    L’Unità, per esempio, chi rappresenta oggi? Non certo il Pci che aveva una posizione di antagonismo marcato con la Dc e con la Chiesa, pur essendo capace anche di dialogo e rispettoso riconoscimento dell’avversario che invece è mancato da una piccola parte de La Sapienza.
    Questo ci richiama, volendo, a quel periodo che, se altrove ha avuto un suo percorso evolutivo, cioè è stato assimilitato e rigettato in gran parte, il 68, qui si è protratto e si protrae come riferimento culturale tutt’oggi.
    Negli Usa, in Europa, Francia inclusa, quel 68 ha vissuto la sua stagione piena e poi si è praticamente estinto. Da noi ha prodotto gli anni 70, le P38 ma continua ad esser modello forte di riferimento culturale e di identificazione come non accade nè negli Usa, nè in Europa, nè altrove.
    Anche se, perfino qui, è una rappresentazione minoritaria: minoritaria tra il corpo docenti, la testa intellettuale, che sono relegati a marginali nostalgici reazionari che si oppongono al cambiamento (reazionari in questo senso, aldilà delle idee); minoritaria ma soprattutto pienamente svuotati di spessore culturale; lo spiego, che non sembri un mio altrettanto pregiudizio slogan, per cui argomento un poco..
    con cultura degradata a slogan esposti con linguaggio da messaggini tipo “X una Cultura senza padri nè preti”, che è slogan con linguaggio che potrebbe usare anche studente di 5a elementare al pari proprietario di stesso linguaggio da messaggistica cellulare, così come di frasi-slogan che sono formali, ma che non si capisce che contenuto abbiano davvero: una cultura senza padri…oltre che preti: significa che la cultura è azzerata, non c’è, si rifiuta, perchè la cultura ha padri necessariamente, a meno di non voler supporre di essere proprio i contestatori-noglobal titolari di paternità di cultura, caso che sarebbe gravissimo indice, visto il risultato di ignoranza culturale imperante… ma ugualmente, pure così fosse, essi riconoscendosi paternità, avremmo padri culturali, quindi che senso ha, quello slogan?
    Per me è roba da diaro adoloscenziale, scusate se mi permetto, quello dove simili sciocchezze si scrivono con l’Uniposka, grandi grandi, forse per compensar la piccolezza di contenuti…

    Il Papa ha rinunciato, quindi non c’è lesione di diritto di parola, secondo te.
    Ma che discorso è, Moltitudini?
    Quello è ricatto. E non c’è manifestazione di concessione di libertà col ricatto, ma di sua lesione.

    Se tu volessi far comizio ed io annuncio che non mi limiterò a replicare, all’interno di uno spazio di confronto, sia pure scontro, ma ti impedirò di esprimerti liberamente assordandoti sonoramente, togliendo libertà non solo al Papa di parlare, ma a tutti coloro che vogliono ascoltarlo di farlo serenamente, liberamente, quella è lesione, oltre che d’udito, di libertà di diritto di parola. Immagina uno che mentre gli parli ti alza lo stereo a palla: perchè corbellarci Molti? Siamo schietti: quello non vuole che parli, non potendo far di meglio, cerca di ottener lo stesso risultato, coprendo la tua voce. Oscurandola. Appunto, da oscurantisti, da censori che mettono adesivo censorio, seppur acustico, ma è lo stesso.

    E non è tutto. Il reclutamento mediatico-internauta che ha reclutato centrisociali e no-global ha minacciato anche di poter alzare misura, con richiami ben chiari, se non giochiamo a far gli ingenui per posizione presa.
    Disordini che significa Moltitudini? Che mettevano portapenne e fogli fuori dal loro posto? Gli abiti non sugli attaccapanni, ma in terra e le sedie sparse? Suvvia, siamo onesti!

    Il richiamo alla minaccia di crear disordine è ancor più chiara, oltre che leggendo cartelli, nelle dichiarazioni di essere intenzionati comunque a superare la zona rossa.
    Zona rossa? Ricorda qualcosa, nevvero? A me sì… certo G8 nella tua zona…
    Le cui ferite sono tutt’ora insanabili, per molti versi.
    Per cui c’è il ricatto anche nei confronti dello stesso Stato: come reagire? Inasprire quell’insanabile ferita ordinando alle forze dell’Ordine di reagire e di far rispettare i vincoli della sicurezza? Oppure ordinargli di subire tutto, ingiustamente per le forze dell’Ordine stesse, ma anche ingiustamente perchè lo Stato perde, diventa assente, inutile nella sua funzione di garanzia della sicurezza e di riconoscimento.
    Un ricatto che a me ricorda anche le strategie di Hamas, con un vantaggio di ritorno comunque, nel tirar missili: se non reagiscono, beh, si crea insicurezza, si ha soddisfazione ed è divertente comunque sparare ad ebrei. Se reagiscono e si incazzano, beh, avremo vantaggio mediatico con la solita condanna dell’opinione pubblica per la reazione dura.
    Infine perseguendo lo scopo ultimo: il fallimento di pace e dialogo, che si rifiuta concettualmente, sin dalla premessa, che è il riconoscimento delle parti.

    Così è accaduto a La Sapienza: il rifiuto del dialogo. Ok, peggio per voi, ma perchè impedirlo ad altri? Paura? Intolleranza? Ignoranza? Consapevolezza che gli strumenti del confronto di idee e messaggi, non sono sufficientemente utili, essendo non altrettanto persuasivo il proprio pensiero? Arroganza di pensiero che presuppone tutti stupidi ed incapaci di riflessione autonoma di pensiero, per cui si è liberi di sceglier se condividere o meno l’altrui pensiero? Ed arrogantemente si crede che sia doveroso “difendere” tutti questi stupidi ad ogni costo? Senza nemmeno valutare un attimo che tutti non sono stupidi, certamente, ma che è stupido parlar di difendere il pensiero, dimostrando debolezza argomentativa, così come autonomia di scelta, così come non far caso che si è una minoranza e che forse una maggioranza non vuole nè esser difesa, nè vedere qualcuno che mi difende facendomi invece un torto: quello di difendermi da solo, con metodo pacifico, tollerante ecc.

    Vedi, sarebbe stato legittimamente condivisibile non farsi piacere il pensiero di Chiesa, così come di Veltroni o Mussi. Benvenuti nella democrazia, nel pensiero laico anche più illuminista, che difende la possibilità di esprimersi del pensiero anche avverso, purchè possa farlo.
    A questo quegli studenti si sono opposti: ai valori democratici, ma anche a tutta la cultura laica, veramente laica e non laicista con presunzione d’esser in diritto di impedire l’espressione di pensiero altrui.

    Dimostrando di essere vetusti conformisti, adesivi ad un pensiero conformista superato, fallito o comunque si voglia metterlo, se si accetta la realtà, NON scelto dalla maggior parte delle persone, con diritto di libera scelta, autonoma, per il quale dovremmo batterci tutti, inclusi studenti, invece di dirlo soltanto, facendo l’opposto.

    La critica al rettore era l’inizio. Non ottenendo tutto quel che si voleva, ovvero un talebano rifiuto totale, ma solo posticipazione in scaletta oratoria e differimento temporale, quei docenti firmatari, a partire dal (non a caso) marxista Cini, poi Cosmelli ecc, sono andati a spiegare il casus belli agli studenti, per reclutarli. Altrimenti non sarebbe successo proprio un bel nulla, ma a questi 67 (contro 3000 professori tra laici e cattolici che credono nella libertà di pensiero, Moltitudini?) non bastava averci provato con gli strumenti del dialogo, nè tantomeno quello privato e non mediatico della missiva interna.
    A loro interessava solo VINCERE (e vinceremo!) così come a questi volontari contestatori, piccoli volontari, pol pottini in erba, piace la guerriglia, non il dialogo che non sia solo il proprio esclusivamente, impedendolo con metodi extra-dialogo agli altri: con che diritto?

    Per quanto riguarda il tentativo di far marcia indietro di prof e studenti, rinunciando al casus belli di Galileo, per il quale hanno fatto figuraccia enorme di ignoranti fanatici, umiliandosi, avendo visione opposta il Papa da quanto berciato, adesso vedo che si ribatte il più accettabile pretesto del cavillo: l’inaugurazione accademica.
    Pretesto che non piace ai no-global, ormai belli caldi per far casino e che dicono di voler proseguire comunque il programma, infatti (chè, non ci si diverte più? No eh?). Serve piuttosto ai professori reazionari, dinosauri del pensiero retorico e razionario per salvarsi in corner.
    Ma la loro ipocrisia non regge, per tanti motivi.
    Uno è il discorso del Papa stesso, che spiega benissimo perchè era lodevolissima e indicatissima la presenza del discorso di Raztinger.
    Ti consiglio di leggerlo, potresti aver sorprese e toglier di torno eventuali compromettenti pregiudizi che poi sarebbero auto-gol dialettici, domani, se usati inopportunamente.

    Ma se vuoi ti faccio una mia personale sintesi, per spiegare perchè l’idoneità per parlare agli studenti di scienza, che oltretutto sono Università di studi (Università=universalità di pensiero, non censura,…

  23. anonimo in ha detto:

    Sia chiaro che ho apprezzato il tuo riconoscimento di dignità al pensiero che il Papa, in quanto tale è autorità morale e scientifica, riferendosi ad eventuale posizione cattolica, non certo posizione da te condivisa.

  24. anonimo in ha detto:

    Ah, non è venuto pubblicato intero il mio post, quindi nemmen firmato, anche se è riconoscibile per stile e lunghezza suppongo, ehehe…

    segue allora l’altra parte, confidando in una tua pazienza ospitale rafforzata dalla mia lunga assenza… (nella quale, hai visto, non è caduto il Governo Prodi come credevi tu, nè prevedo, sia imminente: hai presente la barzelletta di quel vecchietto che sopravvive a tutto a tutto, cui si racconta le disgrazie sempre maggiori ma sempre sopravvivendo? Alla fine si pone la domanda esasperata, dopo ore di disgrazie in sequenza narrate sempre come se fosse quella mortale e mai così: “sì, sì, insomma, poi com’è finita?” – risposta: “E’ finita che alla fine abbiamo dovuto abbatterlo, non moriva mai…”
    E’ solo barzelletta eh? Non apologia terroristica… non ci si faccia l’acquolina, nè illusioni, nè polemica su.

    Insomma, segue 2da parte:

    Ma se vuoi ti faccio una mia personale sintesi, per spiegare perchè l’idoneità per parlare agli studenti di scienza, che oltretutto sono Università di studi (Università=universalità di pensiero, non censura, ostruzionismo, minaccia ricattatoria talebana).

    La scienza è uno strumento, bellissimo quanto vuoi, potente quanto vuoi, ma non ci dice (a noi uomini) cosa farne. Nè cosa sia giusto farne. E tu come sai benissimo, puoi aver prova che la scienza si piega ad ogni disegno dell’uomo come servile strumento, per crear cose utili, salvifiche, ma anche distruttive. Se ti aiuta, mi allontano dalle questioni bioetiche, dove lo scontro è troppo vivo ed è più difficile trovar valori condivisi. La scienza che produce nuovi strumenti di morte: bombe nucleari più potenti, testate ma anche razzi. Armi chimiche più efficaci, più micidiali.
    La scienza, da sola, non fornisce risposte. Qualcuno ha detto, e non era cattolico mi pare, che anche se la scienza rispondesse a tutti i suoi quesiti, resterebbero irrisolte, non risposte per le grandi domande dell’umanità – più o meno, vado a braccio.

    Il Papa oggi, così come il Cardinal Raztinger ieri, coltissimo uomo che dialoga da sempre con il linguaggio che è anche della ragione e nn solo di fede (quindi condivisibile ed ascoltabile anche dal mondo laico), NON PONE in discussione la necessarietà della scienza come in un primo tempo hanno cercato di far credere professori e studenti pol pottini dicendo per questo illegittima la sua presenza.
    Affatto. La necessarietà della scienza la riconosce assolutamente. Egli usa il linguaggio della ragione, che è anche laica.
    Pone invece la questione, anche laicissima, oltre che sensatissima: che diamine ne facciamo della scienza? Cosa vogliamo farne?

    Poi: ha scelto autonomamente di non andare. Subendo l’alternativo ricatto di essere strumentalizzato per lo scontro extra-dialogo, di guerriglia e disordini paventato.
    E’ vero che ha avuto, volendo esser maliziosi fino al midollo, maggior intuito e dimostrando maggior intelligenza politica di prof e no-global, finiti umiliati ed isolati con auto-gol e svelando infine il loro genetico desiderio culturale di non esser disposti alla pace, nè al dialogo, pur avendone vestito gli abiti in passato (ora sarà più difficile aver credibilità, già a Genova messa gravemente in discussione), di ricercar piuttosto lo scontro fisico, violento, la guerriglia.

    Quindi qui già leggo diversamente da te, altra chiave di lettura dalla tua.
    Il Papa non è andato non per evitare contestazioni, nè perchè a lui piacciano solo applausi, ma perchè più mite (non persegue lo scontro come prof e studenti sessantottardi), con coerenza di pensiero-azione che i suoi avversori non hanno saputo dimostrare.
    PEr evitare di esser strumentalizzato con responsabilità che non ha e non può avere: se accadono disordini è solo colpa di quei prof e di no-global, così di certa cultura reazionaria che produce o mantiene i parassiti di quel conformismo intellettuale (ma pensando al livello di molti studenti, anche ben poco intellettuale).

    Dicevo che non son d’accordo sul cerchiobottismo, ma solo a metà. Perchè è questo l’Unità e l’identità politica che rappresenta: divisa.
    Divisa tra frustrati che sono stati costretti a rifugiarsi in una veste più democraticamente accettabile, loro malgrado, per trattener potere e tra chi davvero crede di far genuinamente questo percorso, avendo abbandonato la tradizione e la cultura di provenienza, che fomenterebbe lo scontro e la divisione di culture, per esempio comunista e cristiana, per dire, non certo l’accettazione della diversità.
    Infatti, a sinistra, in quella radicale, quella che come nel 68 si sente più a sinistra della sinistra (allora del Pci) e vede questi dell’Unità come dei traditori. Traditori dell’ortodossia del culto comunista, che non prevede dialogo, ma rivoluzione, lotta, guerriglia. Il dialogo è visto come debolezza, cedimento.

    Avendo questa doppia anima, in parte hai ragione, l’Unità è cerchiobottista come quasi tutto il panorama di sinistra Moltitudini.
    Infatti questa ipocrisia è dichiarata dagli stessi prof firmatari (vedi Cosmelli) che la rilevano dichiarando che se politicamente li hanno condannati, ufficiosamente, in privato, gli han dato dichiarazioni di stima.
    Si nascondono insomma.
    Il cerchiobottismo serve a questo. A sopravvivere, nascondendosi.

    Ritorno più tardi, ho scritto veloce, temo quindi di aver scritto tanto.
    Qui lo spazio per scrivere, la finestrella mi sembra più piccola ogni volta che ritorno: ma sei tu che la “ritocchi” e la riduci o sono io che ho quest’impressione?
    :-DD

    Con stima e da leale “nemico” di posizione.

    Buonaserata.

    Alieno

  25. anonimo in ha detto:

    Riprendendo la questione della necessarietà della scienza riconosciuta anche dalla Chiesa, ma del porre la domanda “cosa farne”, si potrà giustamente, doverosamente osservare che non è forse la Chiesa quella che potrà riponderci.
    Ma chi allora?
    L’ideologia? Quale, tra tante? Capitalismo? Marxismo? Altro? Altra fede? Qualcosa di nuovo che comprende più cose?
    Cosa ci può rispondere? – è la questione.

    Beh, io una mezza risposta ce l’ho, seppur non in grado di dar risposte per sua incompletezza.
    Il dialogo.
    Appunto quello che si riteneva illegittimo confronto di diversità di pensiero, tanto nella missiva interna, che poi.

    Voglio spender ancora parola per dichiarar quanto sia stato pretestuoso non solo il casus belli che all’inizio era quello che usava Galileo (poi abbandonato per autoumiliazione inflitta), travisando e rimestando superficialmente (alla faccia della cultura universitaria) tra qualche voce di Wikipedia e tra faziosissime opere di Odifreddi, che a loro volta travisano e deformano i messaggi del Papa a proprio piacimento, ribaltandone l’intento originario ma rivelando anche la popria pochezza ed ignoranza culturale, probabilmente relegata a restare dignitosa e di più solo nel mondo matematico.

    L’ipocrisia e la pretestuosità si manifesta con l’azione concreta. Con la testimonianza reale.
    Perchè, si sa, a parole siam tutti bravi, ma poi si è tutt’altro.
    Cosa validissima anche per accusar la Chiesa, ma qui la questione è altra.
    Se davvero si è strumentalizzato l’intento originario dei Prof (che invece hanno spiegato agli Studenti perchè il Papa non doveva esserci, reclamando arruolamento implicitamente), così come la mediaticità del caso, se davvero erano distanti come dicono adesso (cerchiobottisticamente pure loro?) da quegli studenti arruolati con tam tam (ma non spiega perchè molti firmatari avevano aderito a quella “piazza” di contestazione, perchè avevano promesso la loro presenza tra gli studenti), perchè diamine NON l’HANNO FATTO?

    Ogni momento, ogni istante era possibile “bloccare” il tutto, almeno la strumentalizzazione dei Prof.
    Potevano ogni istante farlo, affacciandosi dal balcone, così come indicendo riunione, così come distribuendo comunicazione, interna ed esterna, così come scendendo tra quegli slogan e no-global e studenti a dire: “NOI NON CONDIVIDIAMO QUEL CHE STATE FACENDO! NON AVETE DIRITTO DI STRUMENTALIZZARCI! LA MEDIATICITA’ E’ SBAGLIATA!”

    Invece, fino a che non hanno potuto vedere il loro auto-gol, finchè non gli è stata sbattuta in faccia la responsabilità prima di quanto successo, NON HANNO FATTO NULLA.
    Potevano. Ogni istante. Durante l’organizzazione, la preparazione, prima della mediatizzazione, OGNI ISTANTE.

    Non l’han fatto perchè a loro andava bene. Di più. L’hanno voluto.
    Comodo poi, quando la macchina sfugge al controllo o quando si capisce la malaparata imminente, attaccarsi al cavillo, piagnucolare dicendo “io non volevo… nn pensavo… ci sono dei cattivi che mi hanno usato…”

    Ed è questo che stanno facendo.
    Dimostrando ancor più viltà, ancor più ipocrisia, umiliandosi ulteriormente.

    Alle parole seguono i fatti, per testimoniarne l’autenticità. Si sono dimostrati al pari di politicanti da strapazzo, adusi all’uso della dialettica fine a se stessa, perdendo anche in quel terreno, oppure all’inconsistenza culturale che poteva risultare evidente in un confronto di dialogo, di semplice contestazione in cui c’è riconoscimento delle parti, seppur con diversa opinione, tutti con facoltà d’espressione. Hanno dimostrato di non esser laici veri, ma adepti fanatici del culto (marxista? AntiVat?) rinunciando alla persuasività delle proprie idee, così come alla ragione, anche quella del dialogo, o a quelle illuministiche che ispirano, insieme al cristianesimo, la cultura veramente laica. (attenzione, ho detto cristianesimo, non cattolicesimo: Cristo non era prete, clero, opponendovisi, anche, non si strumentalizzi sbagliando, la mia finalità).

    Mi spiace, ma non si può credere al vittimismo di questi Prof adesso, che erano minoritari prima, che lo sono ancor più adesso che cercano di sfuggire da se stessi per non aver responsabilità.
    Sapevano ciò che facevano, aizzando la causa, andando a spiegare ai ragazzi perchè il Papa non deve esserci proprio, usando il vessillo debole di Galileo, usando ignoranza o menzogna tra l’altro, tant’è che adesso è un vessillo che non si usa più: dà torto, non si può, quel vessillo.
    Non si può credere al vittimismo di chi riconosce che ci son lupi che strumentalizzano, quando son loro che han mandato e gettato gli eventuali agnelli (i ragazzi che agnelli non sono, ma forse per ignoranza sì…) tra le fauci dei lupi.
    Non si può quando hanno dichiarato di voler essere tra loro, con loro, facendo presenza tra loro nella loro tentata sommossa, tra i loro paventati disordini.
    Non si può quando in ogni istante, ogni istante, avevano possibilità e libertà di fermare tutto, di non esser vittime strumentalizzate o da alieni, lupi o chissà chi o, come cercano ancor più vilmente di fare, dagli stessi ragazzi che hanno aizzato.

    Questa cosa si è vista anche nel 68.
    Prima la condanna, dopo averli armati, i “cattivi maestri”.
    Ufficialmente condanna, ufficiosamente complimenti e segretamente apprezzamento.
    Ufficialmente distanza, culturalmente riabilitazione.
    Ufficialmente, apertamente questi Prof ora voglion dire d’esser solo amici che chiaccheravano tra loro, che hanno lasciato un foglietto da qualche parte e che “cattivoni” hanno usato a loro piacimento.
    A parte che quel “cattivone” è Repubblica, che è la loro rappresentazione UFFICIALE, ovvero l’intellighenzia di una sinistra abbastanza radicale ed anticlericale nella facciata ed ancor più a sinistra e anticlericale dietro, quindi la cosa è ancor più ridicola!

    Abbiano almeno la dignità, quei prof che ora si vogliono 4 innocenti ed ingenui amici al bar, di stare insieme fino alla fine a quegli studenti che disprezzano come utili idioti e che loro hanno condannato alla condanna morale unanime, all’umiliazione, ad un maggior isolamento.

    Lo stesso Cosmelli prende sprezzantemente le distanze da quegli utili ignoranti, dichiarando che non vuol esser a loro associato per la loro ignoranza, tale che han sbagliato a scrivere perfino il nome di Galileo.
    Ed è vero: sono ignoranti.
    Molti studenti credono (trasversalmente) che Galileo sia stato messo al rogo.
    Molti non sanno nemmeno che era cattolico.
    Molti pensano che Galileo abbia dato prova ad un processo della falsità della centralità della Terra (non è vero, scientificamente sbagliò, non riuscì a farlo, accadde 10 anni dopo e la Chiesa agì quindi con ragione razionale, come dicono i filosofi della scienza, agnostici, non cattolici, che son loro a condannare Galileo e chi lo riabilita in quel processo, per eccesso di razionalismo, al contrario di Ratzinger…).
    Molti non sanno scrivere italiano, nè di sintassi, nè di ortografia, nè di storia, nè di lettere, in cosa consista la loro cultura che dicono di difendere non si capisce.
    IO posso permettermi, da mediocre NON LAUREATO, nè laureando, di far così, non loro che all’Università han pretesa di difender cultura che non conoscono, che anzi, non vogliono nemmen conoscere.

    I prof, invece di tentativi di svignarsela vili, restino fino in fondo con i ragazzi chiamati per la loro battaglia e causa, non abbandonandoli opportunisticamente nella cattiva sorte. E difendano la cultura e la ragione, facendola davvero.

    Alieno

  26. @alieno
    Miiiiii
    ora provo a leggerti….
    @littlewhites
    La battuta su Grillo giuro di non capirla…
    Guarda, che la reazione dei politici sappia di corporativismo…e sia smisurata e per certi versi eccepibile formalmente (parlo di Mancino, ad esempio) sono d’accordo.
    Che le dimissioni fossero dovute e da salutare con equilibrio, visto lo specifico ministero occupato, anche.
    Per il resto..dici: ci son le telefonate. E allora, non si faccia neanche il processo, no?
    Io non conosco bene le carte, ovviamente, credo ci sia un limite tra il “malcostume”, politicamente censurabile, e il “reato”.
    Di sicuro, che sia la signora Mastella che figurati quanto mi è simpatica, o altri, aprrendere di un provvedimento che limita la libertà personale (sostanziato?boh) la mattina da un’ANSA e ricevrne comuncazione ufficiale 6 ore dopo è qualcosa di barbaro.

  27. anonimo in ha detto:

    Voglio ricordare, nel caso si abbia voglia di replicare in modo corretto, che sono un laico e che se piacesse identificarmi o etichettarmi come moda impone attualmente, come ateo-devoto, si sbaglia.

    Non sono cattolico, ma nemmeno ateo. Certo laico.
    E se son devoto, lo sono alla ragione laica, che ha costruito valori di coabitazione e di tolleranza, in nome di quella ragione.

    Ricordo che l’oscurantismo, l’esser reazionari, oggi pare aver fronte rovesciato e questo dovrebbe secondo me, indurre riflessione seria sulle proprie posizioni che si vorrebbero monoliticamente contrapposte, graniticamente solide fino al punto di non legittimare un dialogo della diversità di pensiero altrui, con sogni di autarchia totale di pensiero, di regime, oggi inapplicabili in un contesto sempre più globalizzato e globalizzante.
    Ma non si può pretendere di rifiutarsi al cambiamento, così come la crisalide ha il suo momento che però deve esser abbandonato.
    Non per questo perdendo identità, magari acquisendone nuova che ne lascia l’identità e può pure volare, anzichè restare in un bozzolo costrittivo (regime totalitaristico) che ha pretesa anche di costringere gli altri, con dimostrazione di un assolutismo che, è legittimo, ognuno scelga per sè, se vuole, tanto che sia cattolico osservante, che marxista o fascista o capitalista, ma che non si può imporre agli altri, avendo poi pretesa di difendere certi valori: tolleranza, pace, dialogo, cultura aperta ed infine laicità davvero.

    Il fatto che io sia un laico e non cattolico, mi impone in questo caso di battermi per la ragione laica che coincide con le posizioni della Chiesa. Stavolta, potrebbe non esser così per altro contesto. E non è così, infatti, in altri temi.

    Di certo sono consapevole che quello che bisogna evitare è la paranoia dell’assolutismo imposto come valore “benefico”, quando per sua natura, non ha già valenza positiva sul nascere.

    Significa che, senza ridurmi a difendere posizioni pregiudiziali (il pregiudizio è contrario alla ragione laica), senza potermi permettere quindi di essere iscritto a vincolanti circoli di adepti, siano essi antivat siano essi ciellini (per la ragione che ne verrebbe limitata, prigioniera e non potrebbe aver massima libertà di espressione e di condivisione e per posizione rigida che si usa chiamare e riconoscere con via via diverse maschere: razzismo, fanatismo, assolutismo, paranoia patologica).

    Se mi oppongo duramente a qualcosa, ma non per pregiudizio, ma proprio per evitarne è il fanatismo. L’integralismo che ha presunzione di esercitarsi non su se stessi (ognuno si flagelli come crede), ma sugli altri.

    E se è vero che mi batto volentieri, spendendo la mia ragione e la mia modesta e mediocre dialettica per oppormi all’integralismo religioso, problema concreto (con cui dobbiamo fare i conti davvero, sia per la spinta espansionista dell’integralismo islamico, sia per quello cattolico che scaturisce nell’assenza politica della Dc che spinge la Chiesa ed i cattolici ad un confronto diretto con la politica, prima invece in “trasfer”, beh, mi oppongo per la stessa ragion laica, che pretende ragione più libera possibile, di tutti, al fanatismo antivaticano, all’integralizzarsi di questa posizione pregiudiziale, altrettanto fanatica, come si è visto, seppur con rappresentanza che è minoritaria, a La Sapienza.

    E sarà bene ricordarci, anche se non significa nulla, perchè per laiche ragioni, la minoranza deve rappresentarsi ed esprimersi, che NON sono i PROFESSORI ad aver chiesto il NON dialogo, nè a tentar di convincer la solidità dell’idea della sua illegittima sola presenza, ma SOLO POCHI, ALCUNI professori.

    Così, per correttezza, è bene ricordare che non SONO GLI STUDENTI ad essersi opposti al Papa in modo così umiliante per se stessi, con fanatismo ed integralismo intollerante, in odor di razzismo, ma SOLO UNA PICCOLA PARTE di essi, comunque una parte.

    Così come NON SONO le UNIVERSITA’, ma parti di alcune università ad aver partecipato a questo episodio di manifesta arretratezza culturale.

    Molte le università che han cercato di rimediare, proponendo invito al Papa, con coraggio laico, non cattolico.
    Molti gli studenti che solidalizzano con il Papa e condannano l’episodio e soprattutto gli strumenti che si voleva usare, dal momento che generalmente si presuppone legittimo, invece, lo scontro dialettico, il dialogo anche durissimo, la protesta e la contestazione, il diritto di replica e tutto il resto.

    Così come non sono affatto i Laici a difendersi dal Papa, che non li minaccia, ma alcuni di essi che vorrebbero indurci a pensarlo con loro tutti, come se fosse dovere laico, ma nel contempo disposti a prendere a calci, nel fine, la laicità che dicono di difendere.
    E semmai, i laici son costretti a difendersi da costoro, cattivi rappresentanti di laicità degradata a fanatismo integralista ed assolutista.

    Se ancora si vuole usare lo slogan retorico che condanna chinque non è d’accordo con le proprie posizioni, bollandolo come traditore dell’ortodossia del più conformista e reazionario pensiero ideologico, oppure come “baciapile” e simili, beh, fa bene, fa benissimo.
    E’ legittimo. Il dialogo è anche questo. LE proprie opinioni offendono già quelle contrarie per loro natura, ma questo deve essere accettato come fisiologico in un dialogo libero, che è anche e soprattutto laico.
    Ed infatti lo faccio anche io. “Offendo”, col pensiero, con le parole-slogan, anche retoriche se serve, ma sempre in un contesto di dialogo, che non richiede nè vede necessario nè costruttivo imporre metodi extra-dialogo, che poi sarebbero antidemocratici, integralisti, oscurantisti e che quindi, quei metodi, altrettanto fascisti dicendosi antifascisti, integralisti, dicendo di combattere integralismo, illiberali, dicendo di voler difendere libertà, illogici per la ragione laica, antidemocratici mezzi nonostante ci si vanti di difender l’indipendenza di un sistema democratico.

    E’ paradossale, usando tali metodi, che si rimproveri ad altri ciò che si mette in pratica in proprio.
    E’ almeno sospetto quello di pretendere per sè, rivendicandolo, quello che non si vuol concedere a tutti gli altri.

    Io, al posto di costoro, mi metterei a riflettere esaminando e facendo bene la prova del nove a tutte le mie idee, che così dimostran lacune e debolezze o procuran forte sospetto d’averne.

    Ora torno a lavoro, finchè ne ho, per quanto gramo dal punto di vista retributivo, ma c’è chi sta peggio ed anch’io, solidalizzando con chi è nelle mie stesse condizioni, potrei essere tra questi domani.

    Saluti affettuosi a tutti (sono provocatore, antipatico e “violento” solo nel dialogo, mica vado sul personale, in fondo ho presunzione di considerarmi uomo come tutti, individuo al pari d’altri, seppur un po’ Alieno ehehe).

    Buonaserata. Via a guadagnarsi il pane, da comprare al discount rigorosamente per farci rientrare anche qualcosa da metterci sopra…

    P.S: la situazione economica del Paese ormai versa in condizioni disperate. Sono state avvistate imbarcazioni di disperati che cercano clandestinamente di sbarcare in Albania. Pare siano di nazionalità italiana…
    Naturalmente, sono stati rimandati al suolo natìo, si sa che gli Italiani rubano, non lavorano, puzzano e poi non avranno pretesa di andar in Albania senza una lira, senza lavoro, solo con la scusa che in Italia sono in ostaggio di Prodi….

    Consiglio di chiedere “rifugio politico” ai prossimi clandestini italiani: sarà condivisibile con una veloce occhiata alla nostra situazione, a partire da Napoli, per finire alla seconda settimana del mese in cui finiscono i soldi, senza contar il problema della Casa, per i quali è già in atto un silenzioso (e conveniente per Banche e sciacalli frequentatori d’aste) regime di sfratti, un processo che produrrà una moltitudine di senza tetto senza precedenti e soprattutto senza possibilità di “dislocare” i propri affari nei sistemi economici emergenti per aumentar profitto comunque.
    Scusate se sono un po’ incazzato, ma ho le mie ragioni, sapendo direttamente e per certo, che sono le ragioni di altri che insieme a me, prima di questo governo, non avevamo proprio.
    Hai voglia a dire che si stava male prima per consolarmi, spiegandomi pure perchè, quando la realtà è anche oggettiva e mi dice che NON E’ VERO, aldilà della logicità dei bei discorsi.

    Alieno

  28. @dtraygor
    uh..se lo fa Veltroni lo si plaude… non devi certo dirlo a me! 😉

    Però,formalmente, un conto è che sia invitato il sindaco, altro, il papa.

    Che ogni tanto (alla sapienza è successo 2 volte in tutto il dopoguerra, comunque) accada in qualche città sarà anche vero (a genova no, mi pare) ma la trovo comunque una pratica eccepibile.

    Non capisco quale autorità l’università deba riconoscere, rispetto all’inaugurazione, ad un esponente religioso.

    Comunque sei disinformato: la vertenza è nata a Novembre (è la data della lettera dei fisici). Chiaro che i media gli abbiano dato risalto a pochi giorni dalla data.

    Per il resto, dai, Straygor…non fare l’ingenuo.

    Quando parli del “senza sapere prima”.
    Il papa ha scritto da poco una enciclica su temi che in parte hanno a che fare proprio con la natura dell’università, rispetto ai temi della ragione e della scienza.

    Non è che non si sapesse cosa avrebe detto.
    Infatti il discorso è ampiamente prevedibile.

    E’in virtù di ciò, ed in virtù del merito di questa scelta, che docenti e srudenti hanno criticato la scelta (inusuale, che assume un determinato significato fatta oggi) del rettore.

    Comunque…quando dici “si poteva calare uno striscione”..bè, è in quell’ambito di tipologia di iniziative che si sarebbero svolte le contestazioni, è il Papa che non è andato.
    Che il Rettore non debba rendere conto a nessuno..è opinione tua: anche l’università ha i suoi organi collegiali, ed ha comunque un ruolo pubblico..altro che non deve rendere conto.
    Così severi coi politici..e poi? Mica dirige una azienda privata.
    Esercita una sorta di pubblico ufficio.

    Si trova strano che dei docenti chiedano perlomeno ragione di una scelta..siam messi bene.Quei docenti contestavano il merito di quella scelta. Si può?

    p.s. neanche io ho bisogno che si tolga un crocifisso per sentirmi laico.
    Ma ritengo comunque ingiusto che i crocifissi siano presenti negli edifici pubblici, che devon rappresentare tutti.

  29. anonimo in ha detto:

    Ritengo anche che sia evidente, nel tentativo di ricondurre chiunque non appoggia la causa pregiudiziale no-vat o a sinistra della sinistra a ruffiani, chierichetti, baciapile o traditori o venduti, l’incapacità di chi lo fa di prendere coscienza, di accettare la realtà, da loro spiegata così, in modo semplicistico, riproponendo la contrapposizione dualistica com’è nella loro tradizione che non si vuol abbandonare.
    In realtà, quello che non vogliono accettare è proprio la realtà, che invece è complessa, affatto dialogante su valori binari, che è trasversale e che, nel prender coscienza di questa diversità che la rende complessa, richiederebbe cambiamento di strategie, ma anche ripensamento di proprie posizioni, alleanze e via discorrendo.

    In sintesi, dire che tutti quelli che, in questo caso, sono allibiti dall’episodio La Sapienza, sono dei bigotti o baciapile o cerchiobottisti o venduti traditori o quel che si vuole (anche se questi ci sono davvero e sempre ci saranno) è mettersi un paraocchi, è il tentativo puerile di un bambino di chiudere gli occhi sentendosi incolume dall’omo nero, la minaccia, il pericolo avvertito, mortale, che però sfugge alle possibilità di attuare altre difese più razionali, forse più faticose, sicuramente più complesse per un bambino. Ma non per un adulto.

    La realtà è che NON tutti sono baciapile o traditori o venduti nel difender in questo caso il Papa o nel condannar battaglia giudicata erronea, umiliante. Questo è un comodo, agiato modo di pensare, autoconservativo forse, ma non ragionevole, nè attinente alla realtà.

    Una realtà che si teme (sia pure giusto temerla) ma che si rifiuta. E questo è sbagliato agire, perchè la realtà resta comunque, là fuori, aldilà di te che rifiuti d’accettarla, nascondendola con il tentativo inutile che si trasformi chiamandola con altri nomi, più rassicuranti per le proprie posizioni tradizionali.
    Alieno
    P.S.: mò basta, ora lavoro sul serio, incazzatura o no (ma per questioni moooolto più materiali di quelle che scrivo, purtroppo).

  30. Alieno
    cazzo ma parli del mondo, ogni volta!!
    😉

    Alcuni riferimenti che fai sono davvero incongrui.

    Il PCI – visto che parli del ’68 – da quel’anno in poi ha avuto un rapporto consociativo e di cogestione del potere con la DC.

    Per alcuni è addirittura un vanto.
    Il PCI manco voleva le iniziative radicali sull’aborto, negli anni ’70 (che portarono alla stesura della 194 per evitare i referendum radicale).

    Fa poco onore alla tua solita profondità il dire che il ’68 ha partorito le p38…ma sarebbe ben altro filone di discorso….cerchiamo di mantenere un po’ di apletti.

    In ogni caso, seguendo il tuo ragionamento, il “’68” in Francia non ha meno strascichi che qui, e sarebbe ampiamente dimostrabile.

    Devo necessariamente estrapolare alcuni concetti.

    Tu dici che c’è un ricatto.
    (a parte che avrebbe parlato tranquillamente, visto il servizio d’ordine che si sarebbe messo in piedi, su).

    Ti ho già risposto, su questo: diresti lo stesso di una contestazione dello stesso tenore che avesse come oggetto Prodi?

    Perchè io li metto sullo stesso piano.

    E’ un personale e parziale metro di paragone pensare che siccome è un leader religioso..”conta di più”.

    Chi lo stabilisce?
    La religione è una sfera del pensiero umano quanto la politica.
    Per me conta di più la passione politica.
    Quindi, la cosa più equilibrata da dire, è che sono sullo stesso piano, non si può dare per assodato che quell’universo di valori è più imprtante di quello politico.

    Quindi, Ratzinger rischiava di andare incontro a quello che accade ad alcuni leader politici, perchè tale è.

    Guarda: se io tenessi un comizio (ahahha) e qualcuno tentasse di ostacolarlo in quel modo di cui parli, lo riconoscerei come legittimo, in sè.
    Ora però non esageriamo: non è che stiam parlando esattamente di una vocina oppressa le cui posizioni non vengono divulgate..eh.

    E non si tratta di pretesto-cavillo: il merito in sè dell’inaugurazione dell’anno accademico è stato il motivo della critica sin dal mese di novembre, perchè il capo dei cattolici, o il capo di uno stato estero è messo al pari di altre autorità nel salutare l’anno accademico.
    E’ questo continuo riconoscergli anche a livello formale, perchè l’avvio di un anno accademico è una formalità, una autorità all’interno della sfera pubblica italiana, che io contesto.

    Non l’eventuale autorità morale, scientifica o intellettuale in generale, ma il fatto che in quanto capo di una chiesa venga messo al pari di figure che propriamente rappresentano la sfera pubblica in un momento formale come l’avvio dell’anno accademico.

    Non parliamo di una lezione in un qualsiasi momento dell’anno…o di un convegno.

    Io non so se davvero tu non colga questa differenza.

    E comunque non capisco perchè chi ha da criticare tale invito, non lo possa fare.
    Torno quindi al nocciolo che mi interessa, che non è nemmeno ciò che Ratzinger pensi su scienza e ratio, ma il fatto che venga -da qualcuno – considerato un’autorità per certi versi meno contestabile di altre.

    Quando hanno fischiato (giustamente) Bertinotti, non mi pare tu lo abbia difeso.

    Ma, se vuoi esser onesto quanto io sto tentando di fare, non è che il tuo specifico giudizio di valore su Bertinotti possa esser l’aspetto dirimente.

    Stremato dai tuoi lunghissssimi commenti..mi fermo qui!

    p.s. e figurati se riduco le finestre dei commenti…sei tu che stai sfogando settimane di astinenza, potresti dedicare tale prolissità a qualcun altro..;)
    ahahahah!
    Devo davvero andare.

  31. @alieno
    sull’ultimo commento.

    Guarda…categorie come tradimento eccetera non mi interessano.

    La questione è molto più semplice: certa sinistra ha certi atteggiamenti per una mera questione di opportunità.

  32. io direi:
    certa Sinistra…è diventata sinistra 🙂

  33. su ratzi e sapienza…

    “Genuflessa deferenza che ha caraterizzato tutti, da sinistra a destra, salvo qualche radicale e socialista, a onor del vero.”

    chi sono? visto che sembra esserci una sorta di pensiero comune… 😉

    cmq siam daccordo…

    oggi ho rischiato di morire dal ridere quando arrivando all’uni (a milano, non a roma 😉 ) ho visto uno stuolo di ciellini con migliaia di a3 in mano contenenti il discorso del papa per la sapienza… 😀 😀

    su mastella…

    secondo me i più esultano per le dimissioni…

    poi ha attaccato la magistratura estremista politicizzata, paventato complotti anticattolici ecc ecc, quindi mi pare abbastanza ovvio che molti non sopportino tutto questo.

    diciamo anche che i complotti sono decisamente rari, più che altro si verifica spesso una condotta non eticamente accettabile da parte di un certo imputato che però non ha nulla di penalmente rilevante. (e questo volevo dirtelo anche nel post di qualche sett fa su travaglio 😉 )

    ciauz
    negative

  34. anonimo in ha detto:

    Certo che ha avuto cogestione. Ma poi la cultura prodotta era dei “compagni che sbagliano”, sempre riconosciuti come compagni quindi. Una doppiezza che propone ufficialità di dichiarazioni e azioni e dietro la proposizione di cultura altra, che strizza l’occhio, rivendicando un minimo di legittimità per presupposti culturali, che non vengono davvero, concretamente, ripudiati, anzi, anzi…
    E’ lo stesso doppio dire e fare di politici che ufficialmente condannano i fatti a La Sapienza, personalmente però contattando i prof firmatari per congratularsi con loro, dimostrandogli stima.
    Ma sulla doppiezza di comunisti e Pci, non voglio spendermi di più, sia per non massimalizzare la questione, sia per non parlar del mondo, hai ragione.

    Gli strascichi francesi del 68? Mooolti meno! Semmai la Francia innesca altre dinamiche, connesse con l’esperienza dell’integrazione a volte poco riuscita, che possono pure unirsi in cose più articolate, che però son altro, snaturate dalla logica del 68 e che ha prodotto le P38 solo perchè per cultura, si riteneva legittimo e doveroso contestare fino all’obiettivo raggiunto, quando la rappresentazione era impossibile, agendo in proprio, eversivamente. Però presupponendo di combinare contestazione studentesca, operaia insieme ad una presunta continuità resistenziale di rossa cultura…

    Il ricatto.
    Il servizio d’ordine previsto era quello previsto per un capo di Stato nell’ordinarietà della visita.
    Il problema (il ricatto) è stato ventilare l’ipotesi (è stato fatto in più modi e chiarissimi) di produrre l’eccezionalità della contestazione e della protesta, quella vista al G8.
    Il ricatto è stato nei confronti del Governo costretto a cagarsi, per sua debolezza attuale, nel dilemma se garantire sicurezza usando misure di forza, rischiando l’allargamento dello scontro e gravità o anche dare disposizione che i no-global facessero impunemente il bello ed il cattivo tempo, avendo comunque una bella gatta da pelare. Metti che ci scappa un Giuliani. Oppure metti che crepi un poliziotto assediato come faceva gente come Giuliani, come fanno invasati ultras, che han richiamato comunque l’intenzione di oltrepassare una eventuale zona rossa di sicurezza (e che vuol dire secondo te? Che si gioca tutti a campanella saltando qua e là? Dai…).
    E figurati la strumentalizzazione che ne sarebbe seguita contro la Chiesa, ancora sente l’eco di quel discorso a Ratisbona, così strumentalizzato ad hoc (da certa parte politica si strumentalizza perfino la sua origine tedesca, come se già il fatto o l’accento avesse connotazione offensiva, a dimostrazione della sub-cultura conformista di certa gente).

    E non è finita qui. Immagina che io sia invitato a parlar con te. E che tu mi dirai che coprirai la mia voce disturbando nel tentativo di renderla incomprensibile, con ogni mezzo: urla, musica, “attacco sonoro”…. e che ci vengo a fare da te a parlare? E’ un ricatto a cui non cederò, saggiamente, sarebbe stupido venire a parlarti lo stesso.
    Spiace perchè magari, oltre a te, c’era qualcuno che voleva ascoltarmi: la maggior parte in quel caso.
    Che doveva fare il Papa? Reclamare e chiedere allo Stato di agire con forza, contrastando con violenza alla violenza, per aver diritto d’esser udito e di aver serenità nel parlare?
    Scherziamo?
    Anche così il ricatto è evidente. Se lo avesse fatto, i fanatici no-vat avrebbero vantato pretese vaticane allo Stato, gridando i soliti baubau dell’invasione di campo.
    Invece il Papa, vuoi per umiltà, vuoi per sincerità d’intenti (dialogo pacifico e sereno), vuoi per coerenza (anche laica), vuoi per superiore intelligenza politica, si è tratto fuori da questo ricatto che non lasciava uscite accettabili.
    Altrettanta intelligenza politica non hanno avuto prof e studenti no-vat, che rimasti con le pive nel sacco, si son visti pure (e giustamente) tutti a condannarli moralmente, facendo figura pessima (anche politica, perchè la scienza non c’entra un bel nulla qui, lo sappiamo).

    Mi chiedi, contando sulla mia onestà (che ti prego di non mettere in discussione nonostante la tentazione per l’argomento e la posizione), se la contestazione fosse stata rivolta a Prodi.

    Intanto vedo che giustamente usi un parallelo politico, perchè politica ed affatto scientifica è stata la contestazione con ricatto di cui parliamo.
    Ti dico sinceramente che ho sempre goduto dei fischi a Prodi, ma non avrei approvato irruzione, occupazione, nè attacchi sonori organizzati che minacciano di superare zone rosse.
    Son distante dai metodi giottini o noglobal e di movimento: la mia cultura si ispira più ai valori democratici di tolleranza, riconoscendo pari diritto di dialogo.

    Faccio un esempio: quando sono andato il 2 Dicembre 2006 a protestare in Piazza S. Giovanni contro Prodi, ho gioito di una manifestazione dove il valore condiviso era della protesta pacifica, che non minaccia zone rosse, che non cerca lo scontro con le forze d’ordine, che nno destituisce lo Stato, nè la sua democraticità. Infatti, ti assicuro, le forze d’ordine erano belle tranquille. Sorridevano. Hanno visto e vedono di peggio, lo sappiamo, dal popolo del 2 Dicembre, che rispetta il dialogo e non minaccia un bel nulla.
    Eppure non abbiam ottenuto nulla: Prodi è rimasto, purtroppo. Non per questo abbiam anticipato che non avendo lo scopo raggiunto, avremmo alzato misura, creato disordini e via discorrendo.
    Vedi, il problema è proprio diversità di cultura all’origine: quella democratica, di ampia rappresentazione. Non della guerriglia, lo sai.
    Azione che forse porterebbero avanti Leghisti (ma per ora non è accaduto, semmai le buscano, Borghezio docet..) o di neo-fascisti, che non avrei problemi a dichiarar illegittimi già solo nella presenza, definendoli però non per amor di retorica contrapposizione, ma come realmente neo-fascisti che vorrebbero riproporre il regime fascista oggi. Fatto che per mia cultura democratica è appunto illegittima e condannabile. Volendo già dall’apologia, ma di questo si può discutere (quindi parlare e lasciar parlare) mica minacciar casini.

    Sei libero di offendere il Papa equiparandolo a Prodi, ci mancherebbe. Ma a parte il dissenso legittimo nel dialogo, io riconosco possibilità di espressione, seppur condannandola, anche ad ex-terroristi, presupponendo che sia persuasiva la mia ragione che li condanna, così come d’aiuto spesso, quando questi parlano, dandomi più mezzi per giustificar dissenso condiviso. Prendi quel Sanguineti che dice dei ragazzi di Tien An Men che volevano solo un po’ di coca cola…
    Mai potrei trovar parole mie migliori per evidenziarne il ridicolo, patetico, assurdo pensiero delle sue. E’ bene che parli invece. Una parola non si nega a nessuno.
    Ma qui si è voluto farlo, facendo di peggio, umiliandosi più di Sanguineti.

    In sintesi: la contestazione è legittima sempre, per me, tanto per Prodi che per Papa o per Gesù. Illegittimo far minacce, illegittimo semmai dichiar illegittime le loro presenze con pretestuosi argomenti che si dimostrano oltretutto rivelatosi fasulli, mediocri. Ridicolo adesso far appello a motivazioni burocratiche, cavilli che non erano e non sono stati poi, nè posson esser ora certamente, nonostante la “fuga” dalle responsabilità (e dall’umiliazione bruciante) credibili: spiegami, Civis, che c’azzecca Minerva e la scienza minacciata, con questioni di legittimità di ruoli burocratiche, come oggi si dice? Qui si cade nel patetico… Era altro che si diceva, prof inclusi, reclutando anche Galileo poi diventato però alfiere semmai della ragione di Ratzinger… che è questo ridicolo cercar scuse adesso? Almeno la dignità, suvvia, di ammettere che si è sbagliato o almeno, dico almeno, di aver fatto figuraccia con scarsa intelligenza politica e mediatica, che poteva prevederlo…

    In altro luogo, non è solo leader religioso, nel senso che dire religioso significa più di quel che credi sicuramente, tu non essendolo, ma dicendoti che lo puoi notare benissimo da solo, in assenza del tranfert sulla Dc che non c’è più o quasi, che è ben di più che semplicemente “religioso” come vorresti.

    Hanno diritto di esprimersi su tutto lo scibile umano, nel porre questioni e nella ricerca di risposte all’umanità, quindi anche alla scienza, tanto la religione, che la filosofia, che la politica che poi, da quelle deriva, in un modo o in un altro, che tu voglia riconoscerlo o meno.
    Ma allora era perfetto: il filosofo-teologo di cultura più che elevata (riconosciuto internazionalmente, non che lo dica io eh) insieme ai politici Veltroni e Mussi, purtroppo ben più mediocri culturalmente, ma si vede che La Sapienza non ha saputo pensar di meglio per la politica, per parlar ai futuri scenziati di domani e magari trovar risposte, almeno interrogarsi su cosa fare della scienza, di qual utilizzo.

    Come giustamente dici tu: chi lo stabilisce? Nessuno può davvero arrogarsi questo diritto di aver voce assoluta (è negazione di ragione laica). Allora si pone rimedio con il dialogo, non è che si nega, mi pare.

    Certo rischiava Ratzinger, per una minoranza di fanatici integralisti. Come ogni altro rischia dinanzi all’integralismo. Ma l’integralismo cerca lo scontro, Ratzinger no, se non nei termini della dialettica e del dialogo.

    Se tu legittimassi l’impedimento coatto a parlare o ad esser ascoltato, legittimeresti non le idee o la loro libertà di espressione, ma la legge del più stronzo, del più violento. Non mi pare una bella cosa come principio. Mi pare che i valori condivisi da cercare, dovrebbero essere altri.
    QUello di dare voce, non di toglierla sarebbe una buona strada. Altrimenti, capirai, le minoranze, compresa quella a cui appartieni, non fanno bella…

  35. anonimo in ha detto:

    non avevo completato e forse non si capisce che intendo. Dicevo: Gli strascichi francesi del 68? Mooolti meno! Semmai la Francia innesca altre dinamiche, connesse con l’esperienza dell’integrazione a volte poco riuscita, che possono pure unirsi in cose più articolate, che però son altro, snaturate dalla logica del 68 e che ha prodotto le P38 solo perchè per cultura, si riteneva legittimo e doveroso contestare fino all’obiettivo raggiunto, quando la rappresentazione era impossibile, agendo in proprio, eversivamente. Però presupponendo di combinare contestazione studentesca, operaia insieme ad una presunta continuità resistenziale di rossa cultura…
    beh, noi abbiamo quella cultura resistenziale particolare, non la Francia che ha avuto ben altro percorso e che infatti, subito dopo la liberazione dal nazismo, ha prodotto ben altro, concorderai la diversità di percorsi e quindi di stimoli culturali o di bandiere proposte…
    Non fosse altro che la Francia è uscita vincitrice, non umiliata come l’Italia dalla guerra al totalitarismo.
    Mentre noi abbiamo un senso di colpa più grande, che non è il consenso al fascismo, ma fascismo vero e proprio, condiviso da tantissimi, senso di colpa che legittima meno resistenza di pensiero al progetto internazionalsocialista del comunismo sovietico, per dire, con i quali abbiam tenuto rapporti più stretti fino a tardi, rispetto alla Francia. Tanta roba la Francia non ha che ha l’Italia, così come la Francia ha dinamiche di integrazione che noi affrontiamo solo più recentemente… insomma, altra storia, quindi altro terreno culturale in cui immergere ed interpretare il 68.
    Ciao.
    Alieno

  36. anonimo in ha detto:

    (segue e finisce). Senza contar tutte le voci più deboli: immagina bambini, anziani… come potrebbero replicare se si legittima l’uso della violenza che “attacca sonoramente” ed invade zone rosse? Tutti a fare i martiri induisti di Ghandiana memoria? Beh, potrebbe funzionare. MA per un po’ soltanto e con culture più “evolute” (tipo quella europea allora), ma poi non ha funzionato e non funziona, lo vedi lì, tra India e Pakistan.
    Il mondo, lo so, parlo del mondo..ok.

    Non capisco perchè consideri il Papa per quello che non è oppure, se preferisci, nonostante ti sia indigesta la realtà (legittimo pensare): un capo di Stato estero qualsiasi. Non lo è. Non lo è per nostra storia, non lo è per la natura complessa del Vaticano, non lo è per tanti motivi. Infatti non abbiamo “concordati” speciali verso ogni altro Stato, moltitudini.

    E non trascendiamo: non si intendeva porre la Chiesa o il Papa a capo dell’università, usurpando competenze di Stato Italiano, nè ministeriali, nè Sindacali (nel senso Veltroniano), facendolo parlare lì.
    Anche questo è pretesto ridicolo. Nessuno metteva in discussione il ruolo di Prof, rettori, ministri, sindaci, Stato o studenti, non ci corbelliamo a vicenda, che non lo meritiamo proprio.
    Era legittimo il dissenso, questo è assodato come valore condiviso.
    Era illegittimo il ricatto, la minaccia.
    Era legittimo, volendo esasperar la dialettica fino all’estremo, anche il dichiarar illegittima la presenza del Papa, con la missiva interna o pubblica, era lo stesso.
    Certo non risparmiandosi, per questa legittimità riconosciuta (infatti è stato possibile, mi pare), una simile umiliazione nella posizione, però era legittimo.
    Non invece il ricatto di disordini, questo no.

    Quindi intanto spero sia acquisito come valore condiviso: la critica per l’invito era legittima. Dal mio punto di vista sbagliata, da quello di moltissimi sbagliata, ma legittima critica, ci mancherebbe. Ma non di questo si discute. Si condanna il tentativo di far più di critica costruttiva, di ricorrer ad altri mezzi che sono extra-dialogo, quindi fuori dalla legittimità del nostro sistema di valori democratico e civile riconosciuto e condiviso dalla democrativa maggioranza (ed anche da tanta minoranza).

    Si fischi dunque, ma non è questo che si organizzava, lo sai. Si organizzava oscuramento sonoro, che è diverso. Non dimostrar dissenso, che a quello bastavano gli striscioni, la presenza dei contestatori, le dichiarazioni mediatiche di prof e studenti no-global centrosocialisti, insieme ai fischi, agli epiteti che si vuole.
    E ricatto di riprodurre un altro G8, con zone rosse violate.
    Non è dissenso, è non senso democratico, civile, è oscurantismo, non manifestazione di dissenso, che è liberissimo mi pare. Nessuno viene arrestato per fischi o dissenso.
    Ma quello è fascismo, quello che non si contenta di dissentire, ma che vuole imporre il proprio pensiero uscendo dai mezzi democratici proposti. Quello disposto, anzi, che cerca la guerriglia, il bastone, il manganello, da una parte o dall’altra, comunque utile alla causa.
    E’ questo che fa rifiutare alla maggior parte del Paese quanto è successo a La Sapienza.

    Ci sentiamo un altro giorno.
    Ti sono mancato eh? Ehehehe. Bugiardo!
    🙂
    Alieno

    P.S: se sai che Prodi passa dalle mie parti, avverti che devo fischiarlo ed insultarlo. In piena legittimità di dissenso: laica e democratica. Infine lasciandolo parlare per fargli capire meglio a cosa fischio. Ed anche perchè sono solidale con il Prodi che probabilmente smentirà se stesso il giorno successivo. Che fischierò per lo stesso motivo, ad infinitum.
    Ma son piccole soddisfazioni.
    Questi ormai han la rogna addosso che non si vede nemmen più la faccia e non se ne vannooooo.
    Ma che bisogna fare perchè cadano?
    Telecom-Rovati no.
    Caso Speciale no.
    Finanziaria no.
    Caso Unipol e banche no.
    Indagini Forleo De Magistris no..anzi: Why? NOT!
    Spaccatura della sinistra: niet!
    Sondaggi talmente bassi che anche se son taroccati parecchio e fossero veri a metà, son disastrosamente dimostranti misero consenso: inutile!
    Caso Napoli: ‘ncestà nulla ‘a fà!
    Critici commenti Eu: niente.
    Mastella e Udeur inquisiti: ceppalònulla!
    Ma che bisogna fare perchè se ne vadano? COSAAAAAAA??????

    Mai vista nè mai letta nei libri di storia, tanta avidità di potere, tanto attaccamento ed arroganza autoconservativa.
    Forse è grazie alla strategia del governo di esser governo e nel contempo di far opposizione formale al governo stile Dilibertiano?
    Forse ugual attaccamento di potere possibile domani del centrodestra, apparentemente altrettanto schiavi di immobilismo politico, ma invece intenti a contar le eventuali future poltrone su cui adagiar culi?

    Poi uno dice che si butta nella …fede…AHAHAAH.
    Aiuto.
    Mah.

    Alieno

    Notte.

  37. @negative
    d’accordo su tutto. Io – per quel che posso umanamente dire – non ho dubbi che il nepotismo mastelliano dia luogo a comportamenti di cattivo costume, riprorevoli e politicamente inammissibili.
    E’ appunto diverso dal commetere reati.
    Non ho capito la domanda: chi sono chi???

    @alieno
    porca puttana! 😉

  38. @alieno
    lo vedi? Fai errori tipici di chi non è del…ramo.

    Il rapporto del PCI con i “compagni che sbagliavano” era di tutt’altro tipo.

    Non a caso quella frase non nasce nell’ambiente PCI.

    Il PCI – per cattiva coscienza – quelle esperienze le ha sempre disconosciute, non erano “compagni che sbagliavano”.
    Erano provocatori fascisti (anche se non BR) erano “sedicenti brigate rosse”.

    Infatti le tesi partorite in area PCI su quegli anni, in sintesi, in buona parte sostengono che gli extraparlamentari erano agenti della CIA.
    Davvero, fai un errore.
    A riconoscere, pur condannadole, come esperienze dell'”album di famiglia” certi soggeti fu, se non sbaglio, l’area de “il manifesto”, che, credo ti sia noto, col PCI in quegli anni manco ci parlava.

    Ma così andiamo fuori tema davvero.

  39. Alieno..risponderei anche ai commenti 35 e 36(sulla francia, soprattutto) ma sono..stremato!

  40. Alieno…cavolo: contestazioni in stile g8?
    dai…davver, non hai la misura di ciò di cui stai parlando.

    Nemmeno si può fare il paragone con la cacciata di Lama, per numeri e esacerbazione degli animi.

    Lo scenario che delinei nel capoverso dove parli di “ricatto”, ti prego di fidarti, è davvero spropositato.
    Il paragone col 2001, per mille motivi, è fuori dalla logica.

    “immagina che sia invitato a parlar con te..etc.” dici. Paragone improprio: il papa non era invitato ad un confronto, ad un dibattito, a parlare “con”.
    Ma a salutare in quanto autorità l’anno accademico, tra un oratore ufficiale e l’altro.
    E sai bene che nessuno sarebbe mai riuscito ad entrare in quell’aula a disturbare il papa.
    E se fosse, ripeto: si può fare con Prodi e Berlusconi?
    I premier di questi anni avrebbero dovuto stare sempre e solo a palazzo Chigi, con tutte le contestazioni che hanno avuto, e più che annunciate.

    La tua onestà non la metto in dubbio, affatto. Dopo tutto questo tempo..;)

    Vedi?
    Tu dici giustamente che hai goduto dei fischi a Prodi…ed allora?

    Di qualcosa di simile stiam parlando.

    Irruzioni, guerriglia…e zone rosse sono del tutto inappropriate, sarebbe stata sicuramente una giornata calda, ma il papa avrebbe parlato, più che tranquillamente.

    (che vuol dire che offendo il papa paragonandolo a Prodi?)

    Che la parte del mondo cattolico che si riconosce in Ratzinger non cerchi lo scontro (non parlo della Sapienza)…mi pare affermazione discutibile.
    In ogni caso (vado a saltelli perchè leggo e rispondo in real time) se tu stesso che la contestazione in sè è legittima…dove sta il problema, a parte magari le sintesi di alcuni slogan che hanno un ovvio valore propagandistico?

    Io ti ripeto: non parliamo di un talk show, di un confronto. Non parliao dell’irruzione in una iniziativa organizzata da cattolici.
    Mi spiego?
    In quel senso, sarei d’accordo con ciò che dici, o riconoscerei “l’antidemocraticità” della cosa magari anche rivendicandomela.
    Stiam parlando del ruolo pubblico che si attribuisce al papa in quella sede formale (infatti come ho detto..è la terza volta in 60 anni), stiam parlando di un “leader” che può ricevere simili accoglienze come altri leader, sta banalmente nela normalità dello scontro politico.

  41. chi sono i “bastian contrari”?

    negative

  42. scusate se la penso così, ma…
    + case
    – chiese

  43. anonimo in ha detto:

    D’accordo su + case – chiese.
    Ma perchè anche – politici + case, visto che quella di costruir case della Chiesa è al massimo vocazione, missione volontaria, per cui è richiesto volontario atto di fede, mentre per i politici è un dovere, un laicissimo dovere, dannatamente disatteso?
    Oltretutto, spesso, con mandato di farne.
    Non parlarmi di case che sfondi una porta aperta. Per ora. Domani potrei non aver porte perchè non ho casa da aprire o chiudere, ehehehe.

    Posso giusto ridere, ma deve essere il panico od il terrore che incombe.

    La pretesa di sottrarre alla Chiesa per costruir case mi pare pretestuosa, quando lo Stato o le amministrazioni hanno i mezzi propri, oltre che doveri di politica sociale.
    Possiamo discutere legittimamente sulla coerenza della Chiesa nella sua missione vocativa a far del bene, ma se mi si permette, l’interlocutore giusto per reclamar case è la politica, non la Chiesa, per sua natura.
    Poi, se è di conforto, si bestemmi pure se si vuole, magari aiuta a tirar su il morale..
    oppurre a distrarci dalle vere responsabilità anche, se così si preferisce.

    Alieno

  44. anonimo in ha detto:

    Ma perchè spropositato il paragone, il ricatto Moltitudini? Non sono state date rassicurazioni dai manifestanti, semmai sono state ampiamente ventilate proposizioni per farci pensare che c’era questa volontà, quindi il rischio.

    Perchè poi si possa pensare che, con questo rischio, la giornata sarebbe stata calda e non bruciante, beh, non lo capisco: chi l’ha detto? I manifestanti? Non mi pare. Forse le forze dell’Ordine? Non sono in grado, purtroppo, abbiam visto già, grazie.
    Le dichiarazioni del superamento zona rossa, non vengono da me, ma dai manifestanti e dai reclutamenti tam tam via web.
    Ora, il fatto che non c’era alcuna zona rossa la dice lunga. L’allusione a zone rosse precedentemente violate era d’obbligo. Così come l’idea immediata di aver possibilità di giornata ben più che calda, di conseguenza.

    Ma facciamo altra considerazione, sull’ottima scelta del Papa di non presenziare alla fine, rinunciando.
    Mettiamo che si fossero infiltrati, tra i manifestanti, altri intenzionati a far davvero casino. E’ successo, non è vero? Black Block? Vogliamo perfino supporre poliziotti infiltrati?
    In quell’eventualità, di chiunque sia la responsabilità, il Papa non poteva certo parlar serenamente come dici, ma sarebbe inevitabilmente strumentalizzato.

    Tutti questi dubbi e dilemmi, però, guarda un po’ che coincidenza, non si pongono in un 2 Dicembre, dove l’unico episodio di violenza è ad opera di centrosocialisti che hanno aggredito un gruppetto persosi e sceso alla stazione sbagliata…
    Così come al family day, per dire.
    Insomma, pare di riconoscer geneticamente altre possibilità tra questi no-global centrosocialisti e i loro quasi antitetici manifestanti, non è vero?
    Solo a La Sapienza si può notar la differenza: cattolici che si raggruppano per pregare, come manifestazione solidale. Mica occupazioni, promesse di scontri, “attacchi sonori” ecc.
    Oppure i laici in veglia da Ferrara, per dire: altra logica, altro patrimonio culturale, quello del dialogo che evita il dialogo, non è vero?
    Diciamolo onestamente: quando si proviene da una certa parte, movimentista ecc, l’ipotesi dello scontro violento è previsto e spesso ricercato (violazione di regole, zone rosse incluse, non è che producano maggior dialogo, converrai). Diversamente, i manifestanti cattolici o laici “opposti” non hanno questi valori radicati nel loro movimento.
    Per ricercar pari intenti e possibilità, bisogna andar a cercar fascisti, neo-fascisti, forse leghisti (ma non ho memoria di violenza da loro proposta manifestando scontrandosi con volontà con polizia ecc), oppure, se proprio si vuole, bisogna aspettare che escano adepti dell’Opus Dei fuori dalla Chiesa e provocarli un bel po’. Che significa poi, ricercar lo scontro e la rissa, dai…

    La parte del mondo cattolico che si riconosce in Ratzinger non cerca lo scontro, se non dialettico, però se tu hai prova del contrario, beh, è d’obbligo argomentare, provare, discuterne. Mica posso accettar discussione sul nulla, per sola tua convinzione, seppur legittima tua convinzione. A me pare che invece Ratzinger si spenda per la fine della violenza, che porti avanti il dialogo (interreligioso, ma anche altro, perfino con l’Iran, la Cina ecc, senza contar l’esser andato in moschea a pregare o i continui appelli alla cessazione di ostilità, di guerre, di persecuzione e via discorrendo).

    Che vuol dire che offendi il Papa paragonandolo a Prodi? Certo era una battuta.
    Diciamo che il Papa è un rondò: rifiutando la fede, puoi benissimo girarci intorno, al limite ti rallenta un po’ nel giro.
    Prodi invece è un semaforo.
    Ed io odio i semafori, specialmente quando non puoi girarci intorno e quando si ostinano a restare lì al loro posto nonostante nessuno lo voglia più, nonostante faccia più danni di rotonde e di segnaletica alternativa o assenza di segnaletica.
    E poi è odioso come quei semafori che non si capisce bene se ti dicon rosso o arancio o verde: sembrano tutti accesi contemporaneamente o tutti spenti, non so se ti capita mai quando hanno la luce ben sopra ( il potere, nel caso prodiano, che produce lo stesso effetto ambiguo).

    Qualcosa di simile non è qualcosa di uguale, non bariamo. Il pane che fanno dalle mie parti è simile ai sassi od al cartone, a scelta.. la cioccolata è simile ad altre cose, volendo, per colore…
    Io ho sempre detto, come tutti, che è legittima la contestazione. Ma è anche vero che in certi casi è necessario aver contestazione regolata e perfino contravvenire alla contestualità della contestazione, altrimenti nessuno parlerebbe mai più. Se così non fosse, non parlerebbe mai il Parlamento, nè un capo di Stato, incluso il nostro, se bastan un manipolo di fanatici con attacchi sonori e minacce di superar zone rosse, richiamando precedenti preoccupanti.
    Ovviamente ci son necessariamente convenzioni, regole che, nel caso, stabiliscono che è opportuno o almen legittimo fischiare, protestare con striscioni e presenza, ma non oscurare la possibilità di parlare di chi è invitato a farlo.
    Legittimo discutere sulla legittimità dell’invito, ma è possibile discuterne non oscurando, ma parlandone semmai, accettando i risultati del dialogo se si vuol restare nell’ambito degli strumenti riconosciuti e all’interno delle convenzioni stabilite.
    Altrimenti, se così non fosse, si potrebbe contestare i contestatori, con altrettanta misura, aumentandola fino allo scontro, appunto. Si tratta di stabilire se si vuole non si vuole quello scontro. Il Papa, i cattolici, gli atei ed i laici pacifici no. Nemmeno i valori democratici che ci rappresentano.
    Non ci rappresentano? Allora si perde automaticamente diritto anche alla contestazione, alla protesta e via discorrendo, se non se ne riconoscono i valori ed i principi.
    Non è che si possa stare con i piedi in due scarpe, reclamando limite per gli altri, però violandoli…
    Il ruolo pubblico del Papa in quella sede formale è e resterebbe quella che gli si riconosce: invitato e richiesto ospite gradito dai più, per motivi cattolici ma anche laici e culturali.
    Non è un leader di un partito qualsiasi, naturalmente, consideriamolo oratore piuttosto, anzichè formalizzarsi.
    D’altra parte non è necessariamente un’iniziativa organizzata di cattolici, ma incontro richiesto dal rettore ed accettato di buona volontà da parte della maggior parte dei docenti e degli studenti: hanno diritto di pretendere, una minoranza poi, la sua censura anche in sola presenza?
    Secondo me no. NOn hanno diritto di pretesa, semmai solo diritto di richiesta, se si vuole.

    Ma in sostanza, mi sembra di intuire che l’eventualità dello scontro violento non sarebbe da te legittimata, quanto invece mi sembra voglia tu dire che quella possibilità fosse da escludere.
    Beh, se è così, sul primo punto abbiam valore condiviso.
    Sul secondo, beh, parliamone, non sono convinto.
    Le dichiarazioni di voler scontro dei no-global son state più convincenti (non solo per me).

    Pare che sarà invitato nuovamente, a La Sapienza, vedremo come gira la cosa. Così come è stato invitato da altre università (Universitatem, ovvero il complesso di tutte le cose di un tutto-Universo, un tutto in cui anche il Papa-Chiesa pensiero è parte e per questo legittima ad esserci, a dispetto dei Prof no-vat, pur avendo questi diritto a dire il contrario).

    Ma alla fine di cosa stiamo discutendo?
    Anche la strumentalizzazione, sia pure di parte no-global che scomoda Galileo o presunta laicità-autonomia, che di parte politica o cattolica che condanna la protesta è legittimo dialogo, mezzo di protesta. Può nn esser condiviso mezzo, ma è legittimo.

    Notte, vado a nanna, non ci vedo più.

    Alieno

  45. i tuoi post non sono lunghi (beh a volte sì.. 🙂 ma sono densi di riflessioni, che va benissimo (e quindi tocca rileggerli)

    ora ho riletto: se non pensassi che ti arrabbi, direi “Moltitudini Santo Subito!” ..
    ciaoooo

  46. @negative
    ah, bè, per quel che mi risulta…Pannella, Turci, Valeria Manieri….poi qualche soprassalto lo ha avuto anche la Deiana.
    @alieno
    …prima pranzo.

  47. anonimo in ha detto:

    Per me è ancora lontana l’ora di pranzo. Resisto a suon di Winston 100’s rosse, che fanno passar la fame da una parte, ma anche fanno venire il pensiero che 3,50 Euro a pacchetto son tante e che è un lusso a cui posso restare radicato, centellinando le pause sigaretta (non fosse altro che per evitar sprechi, altrimenti mi viene da calcolare in Euro la parte di sigaretta non fumata ed è peggio…).
    Mi sento ancora con un “lusso” possibile se posso comprar sigarette e leggere a scrocco giornali al bar nella pausa caffè, ma… durerà?
    Sicchè il pensiero aumenta l’ansia e la fame che cerco di ammortizzare con la sigaretta: un cane che si morde la coda, praticamente ehehe.
    Di questo passo non potrò scegliere nemmeno di che morte morire, che però è una frase da stronzo leggendo a scrocco che due operai addetti alle pulizie muoiono soffocati…
    Non c’è verso di star sereni ed in pace con l’Universo!!
    Buon pranzo.
    Pausa finita.

    Alieno
    P.S.: si sperava che qualche parlamentare si dimettesse (ma davvero, mica poi votando in gruppi extra-parlamentari).

    Fortunato fato, ti cade un Ministro della Giustizia addirittura!/
    Ma non c’è verso di far troppa saliva e con goduria/
    prima perchè dice di appoggiare dall’esterno/
    così resta sempre l’ infame e solito governo/
    poi il Premier, ad interim guardasigilli, sigilla il tutto/
    così è chiaro che non è bacio della sorte, quanto un altro brutto rutto/
    e nel sentir di esterno ed interno appoggio e sostegno/
    non apprezzo il politico prodiano ingegno/
    sarà perchè mi brucia il culo con quell’appoggio (chissà dove..) e senza alcun ritegno?/
    Anche se, dai, è palese intento dalla Magistratura/
    solite indagini al centro ma poi nessuna tra mafia e spazzatura/
    deve esser problema genetico di colore: non vede il rosso/
    oppure è un “vorrei ma non posso?”/
    Lì in Campania è perfetto l’allineamento incredibile e sinistrorso:/
    Comune, Provincia, Regione, Governo, Ambientalista Ministero e Presidenza della Repubblica sono in corso/
    ai quali si aggiunge la mafia per completar collegamento/
    ma su nessun di questi un penale procedimento/
    Dai su, magistrati, Gip, procuratori,
    che la cosa puzza si vede, si vede bene da fuori/
    e non è solo la spazzatura di Campania o Pianura/
    sono 15 anni che questa storia dura, inclusa la spazzatura/
    la puzza che si sente è un po’ anche di rossa Magistratura/
    così come pure di sistema anormale/
    se la magistratura dice che chiamarla rossa e strumentale è illegale/
    Sarebbe meglio aver più giustizia e meno politica/
    non fosse altro che così l’Italia è per il mondo patetica/
    non si capisce perchè per mani pulite questi magistrati possan far strage, ecatombe/
    ma si umilia la Campania per anni con mafia ecologica e strano, alcun processo incombe/
    hai voglia poi a chieder rispetto ai magistrati, fiducia nelle istituzioni/
    ma ci avete preso tutti per utili idioti e coglioni?/

  48. E ci credo che non ci vedi più.
    😉
    Guarda, oggi ho trovato sul guardian un articolo che dice , in merito a questa vicenda “The controversy was unparalleled in a country where criticism of the Roman Catholic church is normally muted”, traduco…”la controversia non ha precedenti in un paese dove la critica verso la chiesa romana è, usualmente, zittita”.
    Un parere come un altro, eh, non certo verità assoluta.Risponderti è davvero non semplice..per come costruisci i commenti.
    Rischiamo di annodarci per botte e repliche attorno alle solite questioni.
    Ricatti, non ce ne sono stati.
    C’è stato l’annuncio di una protesta coi crismi – che puoi ovviamente criticare – con i quali si connotano molte proteste universitarie.
    Sugli scenari che prefiguri in caso di visita..nessuno ha ovviamente controprove, continuo a pensare che sarebbe stata solo una giornata un po’ calda .
    SUl censurare…vorrei però dare la misura , ancora una volta, perchè non si parla di una voce oppressa: nei tg nazionali, la media di presenza delle posizioni del vaticano è attorno al 30%, poco sotto quelle del governo.
    A te sembrerà normale, a me no.
    La contestazione sarebe stata “regolata” nella normale dialettica conla quale si svolgono questo genere di cose.
    Davvero, i presupposti della contestazione a Lama erano ben diversi.
    Quando parlo di scontro portato avanti da questo pontificato mi riferivo ovviamente allo scontro culturale.
    E, questo anche per gli esegeti del pensiero cattolico, questo non è sicuramente un papa ecumenico: sono note le sue critiche verso la posizioni conciliari ribadite anche di recente.
    Criticare l’invito rivolto al papa è esattamente esercitare libertà di parola: nei presupposti, ci sarebbe stato un monologo papale…e altri che , con le forme che non ti piacciono, avrebbero detto altre cose, senza riuscire ad impedire nulla.

    Che i cattolici, dal loro punto di vista anche legittimamente, non vogliano lo “scontro” (poi dovremmo metterci d’accordo su tale termine) mi pare davvero infondato: devo fare i soliti esempi?

    In questo paese pare assurdo anche solo alzare il ditino per chiedere perchè un centro commerciale che frutta milioni e magari ospita anche una cappella, non debba pagare l’ICI, o che la chiesa venga finanziata pubblicamente attraverso l’irpef (8 per mile) o che gli insegnanti di religione precari, scelti dalla curia ma pagati dallo stato, maturino anzianità al contrario degli insegnanti precari di tutte le altre materie.
    Che i cattolici non cerchino lo scontro chiedendo ripetutamente NON ai fedeli cattolici di non condurre certi comportamenti, ma alle autorità pubbliche di non riconoscere diritti riconosciuti ovunque, è una tua valutazione.
    Perchè qui si torna: i cattolici (ma il problema sta nelle orecchie di chi acceta ciò obbedendo) chiedono che la sfera pubblica sia regolata dalla loro verità (e di possedere la verità Ratzinger lo ha ribadito nel discorso che ha inviato alla Sapienza).

    Ma qui torniamo ai soliti temi della dialettica laici /cattolici, che vanno ben oltre il singolo fatto accaduto a Roma, che, mi par di capire, sarebbe stato accettabile dal tuo punto di vista solo se i critici, due mesi fa, avessero taciuto e disapprovato in silenzio.
    Per me, che un miistro o un sindaco inaugurino l’anno accademico è normale, che lo faccia un papa no, perchè non è in quella sede che deve essergli riconosciuta la sua autorità.
    E’ un elementare fattore di cornici.

    Perchè sarebbe banalmente laico non riconoscere in una sfera di natura pubblica la “supremazia” di un credo religioso (perchè l’autorità che gli viene riconosciuta è quella) non può esser affermata, poichè le religioni sarebbero uguali davanti alla legge.
    E nel NON invitare il papa non c’è alcuna censura, perchè non è quello lo spazio che gli è proprio (avessero invitato monsignor Fisichella sarebbe un altro discorso), perchè le autorità laiche e “civili” rappresentano tutti. Il papa no, non trattandosi di un momento scientifico, ma del contesto che sappiamo.

    Dopodichè, sai che ti dico?

    Che Mussi e Veltroni per me non sono tromboni meno fastidiosi del papa, per cui la cosa più “situazionista” sarebbe stata plaudere a tale invito, disconoscere una formalità che dei tromboni è il palcoscenico, e che forse vista sotto questo punto di vista.

  49. asobi in ha detto:

    Hai di nuovo centrato l’obiettivo, veramente si può pensare in modo manicheo che tutti i parlamentari siano correi e plaudano come casta, contro i magistrati ? ma se la maggior parte degli scranni sono occupati da ex-magistrati ed avvocati.
    Pochi amano Mastella, ma lo hanno applaudito per la barbarie a cui era sottoposto. Apprendere dai media di essere inquisito/arrestato, è terrificante, il garantismo è una bufala (il nuovo processo penale dà un immenso potere ai magistrati), se questo accade a chi sta ai vertici pensate a cosa accade alla gente “comune”. Oltre tutto la probabile non colpevolezza, che cosa validerà ? Un modo di far politica (raccomandazioni,ecc..), e il parossismo creato dai media+magistrati e il loro distorto modo di fare politica, renderà tutto ancora peggiore.

  50. @asobi…d’accordo.
    Ma ci conosciamo?

  51. anonimo in ha detto:

    Ho poco tempo, per tua fortuna, eheh.

    Temo che non troveremo intesa sul concetto di scontro legittimo, nè sui legittimi modi di dissenso. Non c’è nulla di strano, visto le nostre diverse collocazioni partecipative manifestanti, che riproducono altrettanta genetica diversità nel proporre legittimo un dissenso od una protesta in modo distante.
    Non è un caso se un manipolo ridottissimo di noglobal richiede più sicurezza e prudenza doverosa visti i precedenti, di una manifestazione di family day o anche riferendomi al 2 Dicembre, dove la gente era davvero davvero tanta.

    Insomma, siamo specchio, seppur massimalistico modo binario di ricondurre identificazione, se vogliamo, di due diversità reali, fuori dal blog.

    Una cosa condivido:
    NEL NON INVITARE il Papa, non c’era alcuna censura.
    Son d’accordo.
    Non si grida censura per tutti i non invitati, infatti, facendo la prova del nove velocemente così si ha prova della giustezza dell’affermazione.
    Mai pensato diversamente.
    Semmai è TENTATIVO di censura il TENTARE di non far venire un invitato.
    La differenza non è poca.
    E sempre facendo la prova del nove, la censura sarebbe stata rilevabile nel suo tentativo anche tentando di non far venire pur invitati, Prodi, o Veltroni, o Berlusconi, o Mussi, o Fini o il giardiniere dell’Università.
    L’unica possibilità cui rivendico certo integralismo proprio e legittimità di non far intervenire invitato è nel caso di invito di Montezemolo, eheh.
    Lo so che è una posizione debole da difendere, che innesco un processo domino di crollo di coerenza per tutte le altre affermazioni, ma nn provo neanche a giustificarmi: è un mio integralismo puro e semplice il No-Confindustria, No-Montezemolo, in realtà un atto di fede, anche se potrei argomentare tranquillamente al pari di un No-Vat.
    😀
    Scherzi a parte (ma mica tanto eh), dal punto di vista della strategia, dell’intelligenza politica, va riconosciuto equanimamente che nel nostro Paese il no-Vat non ha agito con Sapienza (ops), ritrovandosi il coltello dalla parte della lama più volte (quel Galileo che si voleva Ratzinger-Chiesa opponente e giusto alfiere, dimostratosi giustamente auto-gol perchè Ratzinger lo difende perfino dai filosofi della ragione e della scienza che per eccesso di razionalismo lo condannano..).

    I cattolici han diritto di chiedere che la loro verità sia ascoltata al pari di ogni altra possibile: ideologia, politica, filosofia…
    Ratzinger è chiaro: dice che non può imporre fede (perchè la fede è come atto d’amore e, per sua natura, l’amore può esser solo spontaneo), ma usa un linguaggio, quello della Ragione, che è udibile, comprensibile e anche condivisibile anche dal mondo non cattolico, ateo.
    Per questo, per i no-Vat questo Papa sarà estremamente pericoloso e persuasivo, la vedo veramente dura politicamente parlando.
    PEr questo riesce ad umiliare l’ignoranza di molti no-global che usano Galileo dimostrando le loro gravissime lacune, poveri sprovveduti suicidi (politicamente), perchè lui in realtà si può permetter, per cultura somma, di difenderlo Galileo, di ammirarlo, di ammirare il pensiero Galileiano di riconoscer verità nell’ordine della Natura nella matematica!
    Molte spanne sopra quegli studenti, capirai, che sbagliano di Galileo perfino il nome, che non sanno nemmen l’italiano (nemmeno io, ma rivendico il diritto di mediocrità non essendo laureato nè laureando), che ignorano il fatto che era cattolico, così come sopra, per mitezza e per lungimiranza politica, se vogliam esser maliziosi, di tanti Prof che traggono slogan anti-Vat per legittimar delegittimazione pontificia a presenziare all’Università, ricorrendo mediocremente a Wikipedia, leggendo l’inverso dell’intento e del contenuto dei discorsi di Ratzinger e poi rifugiandosi nell’unico bunker possibile per difendersi (non è certo quello che entusiasma i movimenti anti-vat all’Università): quello di questioni di principio, quello di cavilli formali, di ruoli… robetta davvero, soprattutto dopo aver tentato ben altre vie, ideologiche e politiche, fallendo in modo veramente grave l’obiettivo. Alla fine al Papa è stata data importanza somma. Alla fine è andato lo stesso, convitato di pietra tra gli invitati, il cui discorso ha avuto ancor più enfasi ed interesse….
    Davvero una mediocrità politica, strategicamente parlando, quella compiuta dalle barbe marxiste antivaticaniste e dai movimenti al seguito, lasciamelo dire, credo converrai anche, visto il risultato…

    Voglio render pariglia opponendo Time a Guardian.
    Dove si dice:
    For the whiff of censorship toward a figure who is welcomed in myriad settings across the world — both for his position and his intellect — may offer ammunition for Benedict’s belief that he is something of a “Pope under siege” in the face of the prevailing secular winds of his times.
    Che tradotto riconosce odor di censura, riconoscimento in tutto il mondo d’esser uomo intellettuale e di cultura che si batte per la Ragione, sotto assedio sotto Venti laici del suo tempo (ma tu sai che il mondo laico si è schierato con il Papa, perchè si è schierato con la Ragione, appunto, mica per adesività pregiudiziale).

    Ancora, dice il Time:
    Forty years later, he appears only more convinced that something is awry. In the same Regensberg lecture that criticized Islam for lacking a fundamental belief in reason, the Pope was also sending a warning to the West that reason itself was suffocating faith and destroying its historical identity. By offering himself up as victim of the La Sapienza professors he can cite further evidence for this argument right in his own backyard.

    Che è la conclusione dell’articolo, in sintesi dicendo che leggendo a Regenberg poneva critica all’Islam di mancare di elemento fondamentale per la fede nella Ragione ed anche invita a riflettere, avvertendo l’Occidente sul fatto che la Ragione fu soffocante e capace di distruggere la stessa sua identità storica (basti pensare alla ragion “laica” di fascismo, nazismo e comunismo in Eu, dico io). Conclude dicendo che offrendosi come vittima dei Prof Sapienza, può citare oggi ulteriori prove per questo argomento, proprio a partire dal diritto di sua presenza che si è tentato di negare.
    Insomma, un riconoscimento a Raztinger di grande forza persuasiva, di intellettualità ampia che coniuga fede e ragione potendo parlar serenamente (pericolosamente per chi lo detesta) con chiunque, laico, cattolico o d’altra fede, usando argomenti e termini che son anche laici appunto. E riconoscimento di aver aggiunto altra freccia all’arco delle argomentazioni e delle testimonianze, con questo de La Sapienza: quindi almeno intelligenza politica, seppur non studiata e voluta, superiore a tanta, tanta nostra politica mediocre.

    Insomma, la figuraccia c’è e si vede benissimo. I movimentisti ed i prof no-vat si sono isolati di più, posson solo aumentar misura di scontro per compensare, ma nel farlo, si isoleranno e si umilieranno ogni volta di più, riconoscendoli portatori di valori di intolleranza, antidemocratici, insostenibili anche dal mondo laico.

    Ciao.

    Alieno

  52. anonimo in ha detto:

    Stavo pensando, giusto ieri, che curiosamente (ma non tanto), pur avendo appoggio d’intento dei Radicali, i no-global centrosocialisti non hanno avuto solidarietà non solo di sinistra anche piuttosto a sinistra, ma soprattutto dicevo, di Radicali.
    Mi chiedevo davvero i motivi. Io credo che l’identificazione totale non sia voluta, anzi evitata. Le argomentazioni dei no-global vendutegli incautamente dai Prof che ora si salvano lasciando i ragazzi nella merda a collezionare umiliazioni e condanna e adducendo per sè semplci ingenue letterine private al rettore o questioni di forma burocratica…
    mi fanno pensare che è per la distanza culturale. Sono insomma utili idioti per far casino e menar le mani, ma è gentaglia, ignorante, cui non convien condividerne gli slogan improponibili ed indifendibili per loro evidente mediocrità.
    Insomma, la faziosità è la stessa, pure gli intenti, ma radicali e molta sinistra han altra cultura, ai no-global si riconosce davvero tanta tanta ignoranza e mediocrità, non degna di esser cultura universitaria, quella che “dovrebbero” difendere….

    Ho ascoltato alcune interviste, Moltitudini. Credimi: non si possono sentire. Sono, si muovono, parlano come adolescenti di terza media, roba da mettersi le mani nei capelli.
    Niente sostanza, pura superficie di slogan cui non si capisce il senso, cui si intuisce la difficoltà ottenibile nel chieder approfondimento…
    è tanto quando lo imparano a memoria quello slogan.
    Davvero un caso tristissimo quella gente.
    Credo che sarebbe davvero utile difender cultura e università, difendendola davvero un po’ di cultura, almeno per saper parlare e dar l’impressione di aver qualcosa da dire sul serio.

    Spero di non aver offeso nessuno.
    A parte gli ignoranti.
    Ignoranza che è una colpa, non una condizione, quando sei all’Università!

    Alieno

  53. anonimo in ha detto:

    Concordo anche io sul commento di Ibosa.
    Però io pongo la questione, se si vuole il garantismo una bufala: perchè la magistratura riesce a colpire al centro, al centrodestra e non, per dire, a sinistra o nel diretto fianco prodiano?
    Dove ci prova… beh, Forleo e Magistris per tutti potrebbero far riflettere. Così anche aldilà di loro, l’esito di quelle indagini tutte: Why not, Unipol, Telecom…
    Ma soprattutto inquieta moltissimo il sospetto sul caso Campania, dove il potere è sinistra su sinistra.
    Comune, Provincia, Regione, Ministro ambiente napoletano e ambientalista (non si può sentire proprio guardando Napoli com’è..), governo tutto e Pres. Repubblica se vogliam riconoscergli una qualche capacità di garante (anch’esso Napoletano, perchè Napul’èeeee… legislaturaaaa, Napul’èeeee…. la spazzatura…. Napul’èeeeee…. un po’ in Pianura…Napul’èeeee…nisciuna Magistratura…. Napul’èeeee…’na fregatura… Napul’èeeee….. che ‘a camorra nun se cura…
    Oh, scusate, ci avevo preso gusto, poi è arrivata la puzza…
    non dalla spazzatura,
    ma dalla magistratura.
    Oh! I reati, molteplici, lì son evidenti, in bella mostra (mondiale volendo). Le inadempienze gravissime, ugualmente reati, quando va bene. Si concorda che la mafia, anzi, l’ecomafia guadagna più così che con la coca…
    ma non incontra in quel luogo di sinistra perfettamente allineata nelle istituzioni alcun ostacolo.
    Dov’è la superiorità morale della sinsitra?
    Quella per cui (e son anni che lì quella situazione perdura) la magistratura non ha individuato nessuna responsabilità penale, nessun reo.
    Vi sembra possibile?
    Tutta quella politica lì, con spazzatura e mafia, ognuno chiagne e fotte, da anni e nessun politico di sinistra in galera. Non dico colpevole, chè sarebbe troppo. Dico almeno per protegger la società dal protrarsi di ulteriori danni o per eventuale inquinamento di prove (visto che l’attitudine all’inquinamento è manifesta).
    Si è messo in carcere Corona! CORONA! CHI CAZZO E’ CORONA?
    UNO CHE FA SOLDI CON LE CORNA DEGLI ALTRI, CHI SE NE FOTTE DI CORONA! IO AVEVO IL DIRITTO TRA L’ALTRO DI NON SAPERE CHI CAZZO E’ CORONA! ERO FELICE SENZA SAPERLO, era giusto che non lo sapessi.
    Quanto sarebbe giusto, come Italiano, sapere un politico di sinistra in galera perchè a Napoli ed in Campania fanno e posson fare il bello ed il cattivo tempo, con una molteplicità di reati tale che si dichiara emergenza nazionale, ci si appella alla solidarietà come fosse calamità naturale (insinuando subdolamente che è, quella situazione, al pari di Tsunami e alluvioni o valanghe, evento di responsabilità di madre Natura? Ma daiiiii…), richiedendo perfino l’uso dell’esercito, dico, dell’ESERCITO per manifesta incapacità, correità, illegalità che rende TUTTE le istituzioni, amministrative e non, COLPEVOLI.
    Se il principio è, nella normalità del diritto, difendere la presunzione di innocenza, credo che sia lecito dire che in una situazione così palesemente illecita ed anormale, che si ha legittimità per introdurre un principio di presunzione di colpevolezza.

    I PM, a mani pulite, allo stesso Berlusconi, pur in mancanza d’altra argomentazione o prova a suo carico, urlavano soddisfatti: “NON POTEVA NON SAPERE”.
    Ora mi domando perchè quei Pm, quei Magistrati, compresi gli ex, non facciano presidio di una stessa logica quando è talmente palese la reità reiterata per anni ed anni, così come la presenza mafiosa, pure dichiarata ed ammessa, ma solo per meschino tentativo di deresponsabilizzarsi nella speranza che non sia sgamata e faccia i nomi.
    Pur sapendo che se anche li facesse (ma se han paura di far nomi Forleo e De Magistris, si può immaginare un ricattabilissimo arrestato mafioso, oppure un comprabilissimo silenzio mafioso, se si preferisce), non avrebbe esito.
    Perchè pare che alla fine, o c’è il rosso o c’è tutto il semaforo del potere a bloccare il tutto e spedirlo sulla luna della perdita di mediatica attenzione e ribalta.
    Lunga è la strada della democrazia, della giustizia che fa pulizia,
    dite la vostra,
    chè ho detto la mia!

    Alieno

  54. @alieno
    bè, offendi un poco anche me che dei centri sociali faccio parte…;)

    Mi trattengo dal ripeterti cose che buona parte dei tuoi commenti mi spingerebbero a ripetere.

    Il discorso lo ho letto, più volte, e, se avessi avuto tempo, avrei fatto una disamina qui dal punto di vista teoretico e filosofico.

    Sopratutto per ciò che riguarda la declinazione della dialetizzazione ragione-fede-verità-bene.

    Le crtiiche sotto questo aspetto sono anche da parte di molti cattolici.

    Ora dico solo: bè, ci mancherebbe che il papa non affermi che non vuole imporre la fede….grazie!
    😉
    Altre considerazioni, che per il resto mi ripeterei.
    Guarda: un certo…fastidio estetico verso alcune interviste, ti stupirò, lo ho provato anche io.
    Come vedi, non fo il difensore d’ufficio.
    Riconosco una certa..sterilità, stereotipia in alcune di quelle interviste…credo tu voglia dire questo,no?
    Slogan ripetuti a memoria…sono d’accordo.
    Bè, avesser intervistato me..avrei fatto altra figura. 😉
    Però almeno l’accusa di esser degli stolti ripeti slogan ai professori di fisica possiamo non farla, no? (e comunque ve ne sono alcuni di destra, tra quelli.
    Andrea Frova è il più noto. Inoltre, non starò io qui a darti ri riferimenti, ma mi stupisco di come derubrichi a..ragli le posizioni dei vari docenti che hanno contestato l’invito, perchè come sai tengo molto alla distinzione tra il condividere un pensiero ed il ritenerlo intellettualmente dignitoso).

    Scherzi a parte, però, dovresti ammettere che la medesima sterilità si coglie nelle interviste a molti studenti cattolici.

    Sono anche d’accordo che i cattolici abbiano il diritto a far sentire agli altri, come dici, la loro verità.

    Io questo, davvero, non lo metto in discussione.

    Non per sterile polemica però aggiungo che non mi pare che tale verità non venga ampiamente diffusa, quanto in nessun altro paese europeo una confessione religiosa ha lo spazio mediatico che ha qui.
    Ripetendomi in parte, e per sintetizzare, quello che io contesto – galileo o non galileo – è la che all’inaugurazione dell’anno accademico si inviti ratzinger in qualità di, come egli stesso afferma esser la natura dell’invito , Vescovo di Roma.
    Questo lo considero incongruo.
    Penso anche che se Berlusconi o Prodi non fossero andati a parlare in un posto a causa delle annunciate contestazioni, ci si sarebbe scandalizzati di meno e lo si sarebbe considerato meno “censorio”.

    E’ questo che non trovo accettabile e che per me inquina il discorso.

  55. @alieno
    non perchè cerchi complimenti da parte tua, eh…chiedo sinceramente: c’è qualche altro blogger collocato sul fronte avverso al tuo, col quale coltivi cotanto confronto?

    Come mai io e te non ci si è ancora mandati affanculo, pur essendo io un trinariciuto no global?
    😉
    saluti…e stai bene, che a volte ti sento davvero giù.

  56. Ragionamenti ineccepibili.

    Pensatoio

  57. su cuffaro ci avevo preso…
    cinque anni…ma non è colluso con la mafia…..ah beh,allora…è come se fosse stato assolto….
    su mastella accetto scommesse….
    e su grillo era un pizzico di ironia per il tuo : Solito grillo (anzi, facciamo altro insetto, vah)….
    @viga..oltre a Travaglio…c’è qualche altro italiano che gode…
    per fortuna..
    che ogni tanto ci sia concesso..

    ciao..

  58. anonimo in ha detto:

    Suvvia Moltitudini, sai benissimo che non parlavo di te, pur tu facendo parte anche di centrisociali, così come sai che non massimalizzo senza vigilanza per poi correggermi: non avevo pretesa di dire che da quelle parti son tutti ignoranti, anzi, presumo che molti potrebbero farmi un mazzo tanto da quelle parti, culturalmente parlando.

    Così come applico più onestà possibile, anche applicando ugual pesi per esempio, in comode massimalizzazioni (a volte necessarie, perchè non è che si possa sempre far distinguo su tutto… poi io son già prolisso di mio, figurati che verrebbe fuori, se ogni volta specifico, elenco distinzioni.. ehehe).

    Se ti consola (ma dubito sia così) abbiamo un’intera classe politica che spesso dimostra una sub cultura tale da farti chiedere chi ce li ha messi, soprattutto perchè…
    Le Iene si divertirono un po’, pur essendo essi stessi campioni di ignoranza (ma almeno non prendono ugual compenso e non han pretesa di rappresentarci o di guidar Paese). A me resta in mente un parlamentare, mi par di destra, che al quesito su cosa fosse il Darfur, rispose che era una roba tipo il contrario del fast food (intendendo slow food), tanto per dar l’idea di come stiamo messi.

    E però, pur avendo consapevolezza di questo, caro Moltitudini, non è colpa mia se spesso in tv o ai megafoni si sentono tali ignoranti che certamente non fanno onore nè ai centrisociali, nè alla causa per le relative implicazioni di giudizio che potrebbero scaturire.
    E guarda che io non ho posizione di elitaria intellettualità che guarda al popolaccio ed alla plebaglia rozza, anzi…
    Solo che si richiede almeno un minimo di alfabetizzazione che vada oltre gli slogan o i brevi periodi imparati a memoria, capace di sostenere argomentazioni, capaci di strutturare frasi e pensieri più complessi: mica dico Universitari, pur dovendo esser legittimo aspettarselo, se l’Università si frequenta o si è fatta… ma almeno da licenza media… almeno che superi la miseria di termini e la distruzione totale di grammatica e sintassi da messaggio di cellulare, si potrà pure chiedere!
    Beh, a volte sembra che ci li mettiate apposta questi a mediaticamente farsi riconoscere, quasi fosse interesse voluto rientrare nello stereotipo dell’ignorante da centrosociale che ho massimalisticamente detto prima (senza pretesa alcuna di creder che sia la verità, spero sia più chiaro).

    PEr quanto riguarda il resto dei punti replico:

    Ci mancherebbe, tu dici, che il Papa affermi il contrario. Hai ragione. Ma ciò è necessario purtroppo, perchè davvero questo viene martellantemente detto ed insinuato: il Papa vuole imporre la fede.
    E’ come quando si dà del fascista a tutti quelli che non son abbastanza di sinistra. Ci mancherebbe che io non dica che non sono fascista. Ma in qualche modo son costretto da questa arretratezza culturale, che è vera zavorra, a ripeterlo continuamente, nella speranza che quell’arretratezza, frutto di demagogia senza limiti, nemmeno il limite di non distinguere la retorica dialettica, che pure io uso abbondanetemente, dalla realtà, abbia fine e si evolva. O comunque per evitare che deboli menti si lascino persuadere che io sia fascista. O che il Papa imponga il culto cattolico come fino al Risorgimento. Insomma, un’arretratezza che costringe, purtroppo, a dire anche cose che dovrebbero essere tacitamente acquisite ed assodate.
    Aldilà di questo ragionamento, concordo: ci mancherebbe altro. Ma in sostanza, tra le righe, è quel che dice Ratzinger: “ci mancherebbe che io imponga la fede!”
    Volendo sei stato anticipato, quindi…

    Sono certo che tu faccia diversa figura, imbarazzo o meno per l’occasione: lo dimostri già ampiamente qui e, senza alcun lecchinaggio, ti riconosco abilità dialettica, ma anche onestà intellettuale (anche abilità politica per evitar di cadere in imboscate o di sputtanarti per esserti compromesso domani, lungimiranza che ti renderebbe sicuramente abile scacchista contro il quale si può confidare giusto sulla distrazione ehehe).
    Naturalmente non perfetto, eh, però in gamba, molto più di centrosocialisti o politici.

    Per quanto riguarda i Prof: io credo che abbiano ceduto intelligenza (anche politica) e acriticità ed onestà al loro culto senza l’uso della ragione (il loro è, per loro ammissione, culto marxista o antivaticano con pretesa che sia necessità laica…).
    Perfino Odifreddi o se vuoi Cini ed altri dimostrano la loro stoltezza quando usano come prova a loro favore testi e dichiarazioni di Ratzinger leggendo male il loro significato (o strumentalizzando sperando che siano tutti stolti, facendola franca, ma è ugual stoltezza) e ritrovandoselo addirittura contro, facendo pessima figura (incapaci di leggere e capire o fanatici strumentalizzatori?).

    Certo che si coglie ugual sterilità negli studenti cattolici.
    L’ignoranza e la sterilità, credo si possa esser d’accordo, è purtroppo trasversale.
    Condizione rispettabile e dignitosa quando manca la possibilità (economica, culturale ecc).
    Ignoranza e sterilità che è COLPA e grave quando quelle possibilità ci sono, soprattutto quando si usano (andare a fare un concorso per magistrati, com’è accaduto poco tempo fa e non veder assegnata circa il 30% di quota dei posti disponibili anche per incapacità extra-professionale e tecnica, di scrivere italiano, di avere cultura di base, dice nulla?).
    Io posso riservarmi il diritto di esser mediocre ed ignorante: non vado all’Università, mai fatta, non posso e non potevo permettermelo.
    Altrove, cattolici e non, hanno colpe gravissime invece.

    Sullo spazio della verità che ha altri palchi per diffondersi comunque, beh, è senz’altro vero. Non si è mai detto che al Papa non veniva data possibilità di aver voce alcuna, ma solo lì, a La Sapienza.
    LA censura si è tentata a La Sapienza e non è simpatico strumentalizzare nemmen dicendo che si critica altro da questo, nè insinuare che si dica che al Papa è tolta ogni parola, ogni palco, figuriamoci. E’ altro tentativo di salvarsi in corner dopo la figuraccia, credo.

    Ma diciamocelo onestamente: l’Università è clamorosamente palco quotidiano per far apologia comunista, marxista, pro-palestinese, antiamericana, antiisraeliana, antivaticanista e così via.
    Tutte cosette che, mi si permetta, sono incongrue con quella pretesa di un laicismo acritico e non dogmatico che si vorrebbe all’Università o per la scienza.

    Sul Vescovo di Roma… si poteva discutere infatti su quella congruità. Ma purtroppo (qui si dimostra la vera stoltezza) si è voluto argomentare con altro, facendo pessima figura. Galileo docet (e pure Ratzinger docet).

    Non so: io credo che se Berlusconi avesse avuto ugual problema, avremmo avuto analoga situazione. Naturalmente la piattaforma di Berlusconi, politicamente parlando è altra da quella cattolica. Non avrebbe coinvolto laici in difesa della Ragione per esempio, credo.
    Idem per Prodi, però con una diversità di non poco conto:
    essendo attuale governo, si sarebbe intravisto dissenso più comprensibile perchè sarebbe stato dissenso al potere al momento in carica. Mentre nel caso di Berlusconi, beh, sarebbe stato puro pregiudizievole sbarramento censorio di posizione, visto che non è al governo.
    Naturalmente è perchè governa Prodi, altrimenti il discorso si inverte.

    Vado a mangiare, ho fame.
    Buona giornata.
    Alieno

  59. anonimo in ha detto:

    Pausa pranzo veloce e finita: lasagne e vino, generosamente offerti, al fast-food: lasagne e vino meriterebbero più tempo, ma pensando al Darfur e non allo slow-food che è praticamente un lusso, non posso lamentarmi.

    Sarà per il vino o la sigaretta dopo-pasto che mi dispone benevolente anche per chi non mi è simpatico. Come Mastella. Anzi, tutta la famiglia ceppalonica non mi è simpatica. Però voglio spenderla una parola in loro difesa morale, riservandomi diritto di rimangiarmela senza per questo incoerenza, basandomi su quanto fin’ora conosciuto e quindi valutabile (non è che mi si possa condannare per giudizio su quello che non posso conoscere).
    La spendo quindi tenendo conto di un paio di fatti:
    Mastella si è dimesso. Non so se ritornerà domani, ma per ora ha alzato le chiappone togliendole dalla poltrona di un Ministero prestigioso.

    Faccio notare che non è comportamento attitudinario nel mondo politico, dove solitamente le chiappe si stringono anche in presenza di forti critiche o scandali o sospetti (e qui con Mastella parliam di sospetti, non di condanna e verdetto, Signori) e restano col loro culo ben seduto, inamovibile su quella poltrona.

    Insomma, salvo ulteriori novità, al momento mi sento di dire che Mastella si è comportato più onestamente di mooooolti altri politici di cui abbiam avuto ed abbiamo (ed avremo) esempio in circostanze analoghe.
    Senza sforzi di memoria per frugar nel tempo, basti pensare ai recenti caso Visco-Padoa-Schioppa Vs Speciale, a cui è stato data ragione (e quindi torto notevole all’azione dei primi e giudicate voi se quanto asserito da Speciale non è gravissimo). Tanto che non si è arrestato Speciale. Tanto che è stato riabilitato nel suo ruolo, tanto da aver accertato illegalità di comportamento di conseguenza di chi ha agito contro un generale della Guardia di Finanza non adesivo al potere.
    Vabbè, Mastella si è dimesso e, per quanto non mi resti simpaticissimo: TANTO DI CAPPELLO!
    Poteva appellarsi ad altro, per esempio il principio di innocenza fino a verdetto acquisito restando lì al suo posto, ma siccome sempre si dice e mai si fa che per lealtà istituzionale bisogna dimettersi anche in solo caso di sospetto, rendendosi disponibile all’accertamento con serenità giuridica non intralciata dai ruoi istituzionali, beh, lui l’ha fatto.
    Non lo fece, per esempio, D’Alema che se non sbaglio è ancora Ministro degli Estreri. Per non parlar di Visco Padoa-S. e dello stesso Prodi su altre questioni per cui rese insoddisfacente ed arrogante replica in Parlamento sul caso Rovati…
    Vabbè. Questa è una.
    L’altra cosa è che, correggetemi se sbaglio, per quanto sappiamo adesso, per le notizie di cui disponiamo per far valutazione, la cosa puzza. Puzza tremendamente di magistratura deviata, di poteri invasivi (nella politica) preoccupanti, capaci di tentare colpi di mano aldilà del loro successo.
    Mani pulite azzerò quasi la politica (risparmiando però, chissà perchè, gran parte di quella politica, pur essendo stato chiaro e credibile Craxi: “basta con l’ipocrisia… qualunque partito si sovvenziona così..”.
    Ma d’altra parte la ribalta mediatica, disegni politici (Di Pietro) ed altre cosette, proseguì indisturbata con grande entusiasmo del popolo che a volte, sia in onor di cattolicesimo, che di fascismo, che di comunismo, ma anche di casi di cronaca, dimostra tutta la morbosa attitudine forcaiola, di veder esecuzione con patiboli e torce accese (il caso Grillo volendo, è simil espressione).
    In questi casi a me viene sempre in mente una canzone stupenda di Samuele Bersani (il Mostro), pur non avendo ancora indizi che Mastella sia un mostro politico o della politca disonesta.
    Se lo è, mi dice l’intuito (e credo la ragione), è in ottima compagnia. Molto numerosa. E molto ipocrita, come sempre, nel sollevar indignazione e forse anche nel sollevar garantismo, per pararsi il culo anche sapendo di non far di meglio.

    Ma che ci dicono i fatti giudiziari, al momento?
    Ci dicono che l’indagine è stata avviata e notificata da un magistrato dimissionario: tra pochi mesi si leva dalle palle. Ovvero, non è così compromesso. Avrebbe dovuto (non lo dico io, è la prassi ortodossa), in funzione della conclusione del mandato, affidar l’inchiesta subito ad altri non dimissionari.
    Ancor più puzzolente è apprendere che si fa partire inchiesta, da dimissionari, per poi dichiararsi subito dopo non idonei, per incompetenza (territoriale?). Anche qui, prassi richiede che si affidi subito, anzi prima l’indagine a chi è competente, non subito dopo. Che senso avrebbe una cosa del genere? Sono ammesse legittime speculazioni maliziose a questo punto.
    Altra questione è: cosa si criticherebbe a Mastella?
    Se la magistratura non ha altre carte in mano a noi segrete, pare che abbia molto poco. Ovvero quello che accade ovunque, dovunque territorialmente e politicamente. O vogliamo corbellarci nel credere che non usa ovunque, trasversalmente e per tradizione acquisita e tacita, infilare i “propri” uomini mettendo i loro raccomandati culi in più poltrone possibile? Non avremo il sospetto che l’incompetenza spesso rilevabile in certi ruoli, una spesso frequente inidoneità al ruolo in cui si è stati messi con calcio (politico) nel culo, sia solo frutto della sorte o di un dio adirato contro il popolo italiano?

    Chiedo uno sforzo di umile onestà: davvero qualcuno pensa che invece la politica non sia “merda e sangue”, meschinità e mediocrità ed egoismo manifesto, quando se ne ha l’occasione? Basta che questo non si dica ad alta voce ogni volta, per nn sapere una verità che sarà pure tacita, sarà pure illegittimo accettarla moralmente come fisiologica nel potere, ma che dovrebbe essere acquisita realtà agli occhi di tutti coloro che non sono ipocriti?
    Mastella, pur non essendo simpatico a me o a molti, è se non altro meno ipocrita. Lo dice.
    Lo dice e se ne va.

    Non è peggiore di altri, anzi, viste le sue possibilità, razionalmente mi viene in mente che aldilà delle virtù morali proprie, sia migliore perchè lo farà meno, avendo meno possibilità di farlo.
    E’ migliore perchè è meno ipocrita.
    Migliore perchè alza il culo da una poltrona che è poltroncina di non poco conto. Dando seguito a quel che sempre la politica chiede, quando fa sciacallaggio, da una parte e dall’altra: “dimissioni, se ne deve andare…si lasci giudicare e lasci il ruolo per onestà”.
    Sempre si dice così e però poi, a farlo, son davvero pochini pochini.

    In fede
    Alieno

    S.E. ed O. e soprattutto salvo ulteriori indizi per miglior valutazione.
    Via, a lavorare ora, che devo digerire il Darfur….
    😉

    P.S.: da quanto risulta oggi sul quotidiano a scrocco letto velocemente alla pausa pranzo, la mia provincia risulta virtuosa in Italia, per quanto concerne la sicurezza sul lavoro e la regolarità di imprese. Subito orgoglioso di questo, sono andato a vedere il dato. Mi ricordo una roba simile: circa 1400 aziende totali, 850 circa irregolari…
    azz…virtuosa… ma allora le altre province?
    Forse non erano irregolarità gravi, non ho ben letto.
    Sperèm.
    Ah, prov Gr.

  60. Mastella ha inasprito le pene per i reati d’opinione e ha vietato la libertà di ricerca storica: la sinistra dovrà ringraziarlo in eterno…

  61. anonimo in ha detto:

    Uno dei motivi per cui è odiosa l’arroganza dell’ignoranza, che divenda paradossalmente cultura dell’ignoranza, diventa sistema valoriale che si diffonde pericolosamente (con metodi, a voler usar retorica espressione, molto, molto fascistoidi) è che manifesta episodi come quello che sotto riport, appunto nella mia provincia:
    >>
    Sospesi 3 giorni con l’obbligo di frequenza! SOLO 3 giorni…
    io sono stato sospeso 3 giorni con obbligo di frequenza per aver risposto ad offesa della docente, pur avendo ragione di una classe a testimoniare a mio favore!
    Devo esser equiparato a questi fascisti in erba?
    Non era più sensato interrogar genitori, ovvero tutori e corresponsabili di educazione (civica almeno) e punire i ragazzini 12enni con l’obbligo di frequenza (a loro più sgradita sicuramente), con minimo 3 giorni di obbligo a pulir i cessi che loro hanno ritenuto fascisti strumenti di offesa, insegnando almeno qual’è l’uso proprio di quei cessi?
    Mi domando se si sia trattato di altra conseguenza di buonismo d’accatto, quanto inutile nel riparare o nella speranza di veder ridurre la replica di simili fatti.
    Naturalmente sono consapevole che i centrisociali non c’entran nulla.

    Tantomeno i cattolici…

    Però produce, l’ignoranza e la sua arrogante pretesa d’esser modello, inevitabilmente violenza (l’ignoranza è terreno fertilissimo) ed anche se altri sistemi valoriali ponessero freno, ci propongono disarmanti dimostrazioni come quello di parlar di Darfur pensando che sia slow-food.
    Non è che si chieda alfabetizzazione impossibile, nè cultura nozionistica profonda, mica la capitale della Birmania in tempi non sospetti ne “la leggenda di Al, John e Jack”, tantomeno del Darfur…
    Ma sapete, quando si sente dire (raccontata da un Prof allibito e disarmato, tra una risata e l’altra) che alla domanda studente risponde che Marx era quello che ha inventato il capitalismo (avendo scritto “Il Capitale”, eh, non fa una piega proprio…), uno ha il diritto di indignarsi ed essere preoccupatissimo.
    Te lo immagini se io e non solo io, da vecchio, resto in mano a questa gente che magari ha fatto pure carriera politica nel frattempo, guidando il Paese o avendo funzioni di responsabilità, anche ammesso che non perpetui i metodi sulla strada per cui possa aver qualche possibilità di fuga veloce con carrozzella motorizzata e truccata?
    Alieno

  62. anonimo in ha detto:

    Scusate, l’episodio poi è saltato.
    Era questo:

    ANSA) – GROSSETO, 19 GEN – Umiliato perche’ in pagella aveva ottimo in tutte le materie e ostentava la sua bravura. I compagni di classe hanno ‘punito’ un ragazzino di 12 anni mettendogli la testa nel water e tirando l’acqua. Il primo della classe si sarebbe rifiutato di passare un compito difficile. L’episodio e’ accaduto nei bagni della scuola durante l’intervallo davanti ad una decina di testimoni. I tre responsabili sono stati sospesi.

  63. @alieno
    vado veloce.
    Sommariamente, con tutto il disgusto che mi muove Mastella, sono abbastanza d’accordo con te su ciò che dici sul procedimento in corso.
    E’ facile, in questi casi, prender di mira il bersaglio solo perchè lo si avversa politicamente, sarebbe quindi per me facile farlo.
    Unica cosa su cui dissento: ha tolto il sedere dallo scranno per due motivi.
    In termini di equilibrio istituzionale, dopo quelle affermazioni stare in via Arenula sarebbe stata una situazione oggettivamente complessa.
    Torto o ragione che abbia, dico.
    In secondo luogo: Mastella sa bene che può portare il suo 2% dall’altra parte ed aver un altro ministero da altra coalizione domani, per cui…pur non profittando della cosa per attaccarlo..sotto questo aspetto non farei troppa apologia.
    p.s. che volevi dire dicendomi che evito le imboscate?

  64. @Michelefabbri
    non ho capito cosa intendi quando parli dei ringraziamenti.

  65. anonimo in ha detto:

    Eviti imboscate perchè sei interlocutore ed individuo accorto.

    Difficilmente difendi posizioni un domani risultanti facilmente in contraddizione e nemmen fai valutazioni precipitose sull’onda di un pensiero conformista, pregiudizievole.
    Se non ho capito male questa “intelligenza” si deve a più cose:
    coerenza e capacità di analisi buona, onestà che si rifiuta di difender posizioni a “prescindere” senza personale convinzione e senza sostegno argomentativo (in assenza del quale, giustamente, prendi tempo e fai ricerca e riflessione più seria di molti) e naturalmente buon intuito.

    Non era certamente inteso l’evitare tranelli (tranelli che sentiresti invece “errore” da te a te stesso suppongo, nel rilevarne la logica erronea che ha prodotto caduta in quel tranello di pensiero, facendone magari esperienza, ecco, magari era altro ingrediente insieme al resto che non ho detto) per puro opportunismo, per puro sottrarsi alla difficoltà dello scontro o di posizione, che mi sembra hai sempre tenacemente portato avanti brillantemente, magari confondendo anche solidali nel pensiero, ma più ortodossi e conformisti nello sviluppo (o nel mancato sviluppo) argomentativo e del dialogo.

    Ora basta però, chè sembra che ti stia facendo la corte, quando invece al massimo è argomentare la mia stima ed il rispetto. Guadagnato sul campo, devo dire.

    Interessante il discorso sulla complessità da sostenere in termini di equilibrio istituzionale.

    Però voglio portar altre cose a sostegno della mia tesi o per indurre dubbio nella tua:
    1) Mastella aveva già avuto guai con De Magistris: lì non si è pensato a complessità, nonostante si prestasse già bene.
    2) L’esser indagato non è come esser giudicato. Abbiamo prova che altri prima e dopo di lui tengon conto di questo, così come abbiamo tranquillamente condannati che rivestono ruoli con buona pace di tutti.
    3) Cosa più importante ancora, forse è stato più complesso andarsene: Prodi ha rifiutato, poteva far bella figura e restare lì.
    Ma talmente è poco complessa la situazione, specialmente in relazione alla complessità autoconservativa del Governo che lo stesso Prodi urla al mondo, pubblicamente ed ufficialmente, dopo aver tentato di farlo restare: “TI ASPETTOOOOO…..SONO SICURO CHE TORNIIIII! E PRESTO ANCHEEEE”
    Tu capisci che se fosse stato necessario, ma che dico necessario, complesso, Prodi non avrebbe usato tanta chiarezza (e forze avrebbe assegnato carica ad altri, come chiede Di Pietro, che al pensiero, per quel posto andato invece all’odiato Mastella, si masturba la notte, essendo in assoluta sintonia adesiva alla magistratura, in ogni occasione martellandoci le palle su quanto son, questi magistrati, a prescindere, bravi su, quanto son bravi e buoni giù, come la loro sia missione ingrata e benefattrice e via discorrendo in genuflessioni dialettiche da paura, ehehe).
    Quindi ribalto: è complesso, per l’equilibrio governativo, andarsene, avendo ogni occasione di restare, supplicato ed atteso diligentemente.
    Dal punto di vista istituzionale, poi, non basta Visco Schioppa Vs Speciale? Oppure altri precedenti: Berlusconi stesso. Ed altri.

    Per quanto riguarda il 2do luogo: può portare il 2% dall’altra parte? Ma è sempre stato così, anche prima dell’indagine. Anzi, il suo peso politico si basa proprio su questo, volendo, perchè può dire (e politicamente fa di tutto per ricordarlo, infatti): “IO POSSO andar dall’altra parte senza rimetterci!”
    Quindi ottenendo moltissimo con quel 2%, con un misero 2% appunto.
    Ma la cosa peggiore è CHE E’ VERO: PUO’ IN OGNI MOMENTO ANDARSENE TROVANDO ACCOGLIENZA NOTEVOLE.
    E’ il vantaggio di giocare al centro, la cui distanza dagli estremi c’è, eccome se c’è, ma rende il gioco più facile del raggiungere un salto di fosso da una sinistra ad una destra per esempio.

    Si può dire che allora anche Casini dovrebbe far altrettanto. Ma lo fa. Lo ha fatto il 2 Dicembre separandosi dalla CdL. Lo ha fatto Follini e non solo, vero e proprio salto della quaglia. Prima del Pd già alludeva a concertazioni e strane alleanze….
    Insomma, è il gioco di quel che resta della frammentata Dc, che già di per sè ha attitudine e tradizione di piedi in 2 scarpe, anche su temi non interni alla politica del Paese.
    Andreotti (che oggi è, volendo, dalla parte di Caruso e compagni più a sinsitra) vorrà pure dir qualcosa, ehehe.
    Il centro va dove conviene di più o dove si può, perchè è genetica natura del centro, soprattutto della Dc o di quel che ne resta.
    Casini non va perchè c’è la priorità personalistica: che senso avrebbe a sinistra se c’è già Mastella? Già spesso è difficile capire a cosa serva Diliberto se c’è Bertinotti, per cui si producono in differenze artificiose che a volte non giustificherebbero due partiti (semmai due correnti interne)!
    A meno che non vogliam legittimar ogni corrente per far partito proprio.
    Ed in effetti è proprio così, bastano 4 gatti ed un rospo (Dini, per esempio..).

    Buon Sabato.
    Mò esco: libero!
    Ma tutto sommato preferirei esser indagato parlamentare o ministro non dimissionario accusato, ehehe.
    O agli arresti domiciliari se in una villa di proprietà…
    Mah.

    Alla prossima.
    😉

    Alieno

  66. @alieno
    velocissimo
    vere alcune cose che dici.
    Ma-risptto al paragone con de magistris – qui c’è un arresto domicliare…e frasi dette da Mastella durissime.

  67. anonimo in ha detto:

    Altrettanto veloce: ma l’arresto domiciliare è per la moglie, mica per lui!
    Alieno (sto uscendo, sto uscendo…)
    😀

  68. @alieno
    eh vabbè…ho capito…e ti pare poco?
    Un contop è un’indagine, un conto è un provvedimento restrittivo nei confronti della moglie del ministero della giustizia…ne nasce un conflitto che rende suscettibile il ricoprore tale rulo.
    E poi ripeto, è vero che in assoluto poteva anche rimanere…ma dopo quell’intervento, che abbia o no le sue ragioni, era ovvio dovesse lasciare.
    Ma, come mi pare anche te affermi, aldilà dell’onorevole lasciar lo scranno…Mastella sa bene che di là il suo 2% vale.
    Che poi…non credo che gli altri ministri dureranno molto più di lui….intanto vediamo che succede mercoledì.
    Alieno..io te lo dicevo: a gennaio, salta tutto. Ricordi?

  69. anonimo in ha detto:

    Azz…sì, sto perdendo scommessa forse…
    D’altra parte ho di recente riconosciuta tua abilità ed intelligenza di analisi, nonchè intuito previsionale…

    Ma potrà, cotanta virtude che riconobbi manifesta,
    superar fattore C e quel che resta?
    Chè già vedemmo che parea ora di chiamar festa,
    ma poi, infine, Prodi resta, ed ancor resta…
    E nell’inceder di Italiche disgrazie ed onte,
    gioì solo miseria ed odio, infernal Caronte:
    sempre fummo in istessa barca: divisi, fratelli, ma in egual sorte;
    e mai ruppesi quel potere per cui diede guai e giammai fu sua morte,

    anche quando parea di poter dir che è alle corte,
    si vedea aprir altre porte..

    E se pur io scommetea addietro desinar virtuale,
    pur perdendo azzardo, avrei contentezza che almen vale,
    chè sia chiaro e detto che un banchetto,
    dovendo offrirlo per simil posta è gran diletto.

    😉

    In sintesi:
    Prodi è capace di sorprenderci.
    Ma magari avessi ragione tu,
    ma magari!!!
    Ciao.

    Alieno

  70. Qui si tratta di rispetto. vedi ad esempio l’immagine che hai messo… Perchè allora i “froci” dovrebbero offendersi se noi cattolici diciamo ciò e quelli della Sapienza o meglio “Insipienza” offendersi se gli diamo dei mentecatti?!?!?!

  71. Sardu..il paragone non mi è ben chiaro.

  72. anonimo in ha detto:

    Provo a dare la mia interpretazione del messaggio di sardu88.

    L’immagine è scelta da una (contestata e polemizzata) mostra, se non ricordo male.

    Questa raffigura il Papa in versione gay (nello stile provocatiorio ormai consueto dei gay pride).

    Sardu, presumo, dice che questa è una provocazione possibile per certa parte e però non si tollera reciprocità.
    Perchè per questi gay o chi propone provocatoriamente l’associazione (no-vat) essere Papa o Chiesa o adesivi ad essa ha valenza offensiva.
    D’altra parte se non fosse provocatorio ed offensivo, non verrebbe usata simil associazione, se ne sceglierebbe un’altra.

    Quindi un No-Vat sceglie l’abbinamento di un gay, non provocatorio ma valore neutro o positivo abbinandolo al Papa sia perchè consapevole che risulterà offensivo alla Chiesa o ai cattolici (la provocazione proposta a loro), sia perchè per loro stessi essere Chiesa o esserne in qualche modo parte è offesa (è il nemico), proponendo effetto dissacrante, invasivo, divertente (dall’altra parte non si accetta l’idea di un Papa gay).

    Allora, usando tal linguaggio provocatorio, con intento offensivo, per par condicio ed onestà, si permetta alla Chiesa di far altrettanto, associando i gay a qualcosa che per loro è offensivo (contronatura? Contro Dio? Contro la famiglia? Contro quel che si vuole) senza tante storie. Oltretutto così facendo la Chiesa non fa provocazione intenzionale, perchè solo afferma la sua idea.
    Mentre l’idea di un Papa gay non è idea dei gay, ma pura provocazione offensiva.
    Per far pariglia, quindi, la Chiesa dovrebbe ricercare qualcosa che non è proprio credo, nè aspirazione, ma che sia fortemente offensivo se associato al gay come nell’immagine.

    Inoltre si può leggere, più sinteticamente e simpaticamente così:
    NON è la Chiesa a dir che sono froci: SONO LORO CHE SONO PROPRIO FROCI!
    E’ un richiamo ad una gag di Covatta sul razzismo leghista ai danni dei Napoletani (la battuta era fatta interpetando un comiziante leghista nel parlar di Napoletani).

    Inoltre, altra o complementare chiave di lettura post: se il tentativo è di offedendere con l’immagine, cattolici e Chiesa, perchè poi tante storie se gli “insipienti” li chiamiamo mentecatti?
    Con qual arrogante pensiero si offende intenzionalmente, non accettando ugual regola come legittima?

    Beh, almeno io l’ho letta così e non c’è modo di aver certezza se non dallo stesso Sardu88 sull’intento del suo post.

    Potresti lanciare un test o un tag dedicato per richiedere altre interpretazioni eheheeh.

    Alieno

  73. @alieno
    sei l’esegeta di sardu?
    😉
    comunque avevo capito che intendeva..è che mi interessava parlarne con lui.
    In ogni caso, discorso “arte” a parte.
    Un conto è il dileggio o la satira verso una persona pubblica, un conto è nell’ambito del privato dare a qualcuno del frocio come insulto.
    Dopodichè nell’ambito di un discorso serio anche dare a ratzinger del frocio srebbe una scemata.

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