m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

ABORTIRE DALL'ESTETISTA

Ciascuno ha le sue debolezze, le sue bizzarre passioni.
Io confesso che – pur vergognandomene un poco –  resto ammirato da certi personaggi.
Mi affascinano, mi seducono. E’ una forma di perversione.

E’ il caso di tal Filomeno Viscido.

Un personaggio straordinario. Uno che, tra un post sul congresso del "partito comunista dei lavoratori" di Ferrando e uno sul subcomandante Marcos, conduce , accanto a Ferrara, Ratzinger e Bagnasco,  una crociata per la tutela dell’embrione, in un blog che recita tale disclaimer " Siamo di sinistra, restiamo di sinistra, siamo fieri di essere di sinistra,pretendiamo ci sia la sinistra quissu’.Nel caso vogliate la destra, la rete è grande, non la troverete qui.
Qui troverete il popolo di sinistra in movimento, con i suoi pro e i suoi contro".

In un post sulla legge 40, ci regala un pezzo di puro lirismo, che cito " SONO per una regolamentazione del settore piuttosto che lasciarlo de-regolamentato (se la Sinistra non fa le leggi , non è colpa mia!!) e che quindi avrei appoggiato leggi di ogni impronta cultura(fascia, liberal o cattolica) ".

Qualsiasi legge, anche…"fascia".
In altro post (lo linkerei ma non trovo il link..comunque è del 17 dicembre 2007) accusa l’istat di sessismo perchè non parla della violenza delle donne sguli uomini, e accusa di sessismo anche le parlamentari di SD che propongono leggi sulla vilenza di genere.
Ora, io trovo fastidioso che gli uomini si gettino come falchi sul tema "aborto". Io qui, più che del tema in sè, voglio parlare del caso antropologico, del blogger in questione.
Questo post (LINK) in particolare, andrebbe conservato e rammentato.
Un post che, si badi, è rivolto alle donne ed ai maschi..ma solo se antiabortisti. Anzi, alle kompagne ed ai maski, per citare la fonte.
Il succo (leggere per credere) è questo: la donna occidentale abortisce perchè edonista e pensa alla carriera. Lo fa così, con lo stesso spirito col quale va dal’estetista a fare il peeling.
D’altra parte, che l’aborto venga utilizzato come metodo contraccettivo dalla donna moderna che pensa solo al lavoro, secondo Filomeno, è provato dal fatto che "in Italia comincia qualche avvisaglio se la percentuale di aborto è rimasta costante in 30 anni nonostante l’aumento dell’indipendenza economica"

Io mi sono limitato, senza entrare nel merito del dibattito sulla 194 o sulla liceità o meno  di interrompere una gravidanza, a fare educatamente notare che quella affermazione è oggettivamente sbagliata.

Le interruzioni di gravidanza sono in costante calo da 25 anni
(da 234.801 a 130.033). Quasi dimezzate, anche contando le donne immigrate, che abortiscono di più delle italiane per ovvi motivi socioculturali (per’altro sconfessando la suggestiva tesi di Filomeno). Tra l’altro, in Italia – al contrario di altri paesi europei – diminuisce anche il dato delle IVG tra le ragazze sotto i 20 anni.

Ciò, da un punto di vista intellettuale, può tranquillamente non esser un motivo per difendere la 194 o NON dirsi antiabortisti, ed è in linea di principio legittimo pensare che quel calo non sia dovuto alla 194, questo non mi interessa. Semplicemente, non è vero che in 30 anni l’aborto è rimasto costante.

Mi sono preso del "troll", oltre ad insulti vari.
Mi è stato anche detto che dire ciò -cioè parlare di numeri – è "ideologizzare". Ohibò. Se anche fosse, che non è, non lo sarebbe di meno di affermare tout court che l’embrione è persona. Affermazione che non ho discusso di là e che non voglio trattare neanche qui, ma che è una – legittimissima – posizione prettamente ideologica.
Il post poi si chiude con un richiamo paternalista all’uomo antiabortista. Trattengo -come ho fatto nel suo blog- ciò che vorrei dire, e che spesso ho già detto, sulla genitorialità come scelta consapevole ed affettiva, come atto di volontà.
Ora, che dire di un caso così?
Singolo caso di deragliamento umano? Oppure, se teniamo conto che  è un uomo che si dice di "sinistra", e nemmeno moderata, uno che cita Marcos o Ferrando, un piccolo e buffo segnale di una più vasta questione della dialettica tra i generi ancora irrisolta, e che dice non solo dai Ferrara la donna deve guardarsi?
Non saprei.
Mi piace citare una frase di cui non conosco la reale maternità- o paternità: se l’uomo potesse restare incinto, si abortirebbe anche dal barbiere.
Insomma, non più solo dall’estetista.

Già che ci siamo, un paio di segnalazioni in tema.
la "layca FROCESSIONE" , gioved’ 17 gennaio, per salutare il papa che arriva in Sapienza per l’inaugurazione dell’anno accademico.

Dettagli maggiori su http://www.facciamobreccia.org.

Ancora, poi magari son segnalazioni inutili perchè le internaute che passan di qua già probabilmente conoscono….comunque:
QUI (LINK) l’appello di "usciamo dal silenzio" dopo la riunione di Milano del 10 gennaio scorso.
QUI il sito  "ControViolenzaDonne". Ieri si è tenuta, a Roma, l’assemblea nazionale delle donne e delle lesbiche, che rilancia alcuni appuntamenti per i prossimi mesi.
Suppongo che sul sito verrà messo on line qualche materiale reativo all’assemblea di ieri, in ogni caso le date previste sono Roma 23 e 24 Gennaio – tavoli tematici –  ed 8 marzo in tutta italia per mobilitazioni di piazza. QUI (LINK) il comunicato che indiceva l’assemblea di ieri, e, se qualcuna di voi che passa di qua è interessata e volesse seguire il dibattito,  QUI il blog di controviolenzadonne.


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53 pensieri su “ABORTIRE DALL'ESTETISTA

  1. Ho letto e commentato il post in questione. Ho notato e fatto notare la contraddizione sui numeri. Gli aborti sono diminuiti o no? No, dice Filomeno. Anzi sì, sono diminuiti ma c’è da considerare la fetta degli aborti mancati per il calo demografico, per la maggiore diffusione della contraccezione e via dicendo. Ma come si può quantificare la fetta? Mah.
    Quello che, però, mi irrita è il continuo volersi appropriare di questo argomento per strumentalizzazioni sul corpo delle donne. La donna non è fattrice, è persona pensante. Come tale ha il diritto di scegliere se e quando vuol diventare madre. Come tale ha diritto ad essere assistita se e quando si troverà nelle condizioni di dover affrontare un evento doloroso (ripeto, do-lo-ro-so!) come un’interruzione di gravidanza.
    Inutile puntare il dito verso la capitalizzazione, verso l’edonismo, il carrierismo e neppure verso il feto portatore di diritti. Il feto può diventare individuo. La donna è persona. Non dimenticatelo.
    P.S. La k, ai miei tempi, si usava per dare una connotazione ben precisa alla parola nel quale era inserita. Ora si usa negli sms per abbreviare il grafema ch. Quel “kompagne” non lo capisco mica..

  2. Eh, grafema..aspetta che lo cerco sul dizionario.
    😉
    capisco e concordo.
    Ripeto: della polemica sulla 194 di questi giorni, non ho parlato volutamente, per i motivi di cui parli.

    Qui..non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di segnalare un blogger simile.

    Dell’embrione…della 194…nel merito, non parlo.
    Solo: capisco gli obiettivi dei clericali, quando parlano di questo genere di cose.
    Ma uno così: che vuole?
    Rendere più restrittiva la 194?

    Come ho detto: si può “tranquillamente” esser contro “l’aborto” (semplificazione sciocca: ci difende la 194 non è “per l’aborto”) senza tirar in ball la questione dei numeri, che di per sè posson non dimostrare niente e non inficiare le ragioni di chi è per rivedere la 194 in senso restrittivo.

    Ma numeri sono e affermare falsità non si può.

    Insiste sulla necessità di un lavoro culturale, preventivo, il viscido.

    E che diamine, e chi nega questo?

    Forse che chi difende la 194 pensa che la prevenzione non serva, perchè tanto c’è la legge 194?

    Semmai sono proprio gli “antiabolrtisti” che accuratamente evitano ogni lavoro di profilassi o prevenzione.

    Salvo eventualmente predicare la castità, ovvio.

    Ma questo viscido..che vuole?

  3. Qualche mese fà la mia compagna ebbe un ritardo.
    Due settimane, circa.
    E’ sempre stata dell’avviso che, se fosse rimasta incinta prima di quello che “era nei nostri piani”, avrebbe abortito.
    Eppure quando il ritardo ci fu, pianse per quasi tutto il tempo delle due settimane, disperata all’idea di abortire.
    Chiaramente non era incinta, ma questo episodio mi ha dato un ‘idea chiara di ciò che prova una donna che abortisce:
    il senso di dolore, rassegnazione, colpa.
    Un sentimento talmente profondo da non permettere ingerenza da parte di uomini, prelati o meno che siano.
    Massimo rispetto, che noi uomini “non abbiamo idea di cosa si provi”.

  4. L’interruzione di gravidanza deve essere libera scelta ed è giusto che una legge la 194 ne tuteli il diritto.Mi spavento perchè fonadamentalmente siamo governati da uomini medioevali e mi preoccupa ancora di più che abbiano potere di parola e che qualcuno li ascolti.
    L’borto alla fine è una scelta che ciascuna fa secondo il proprio credo religioso, la propria etica e non va condannata nessuna scelta.Mi domando perchè è tanto difficile da capire e non polemizzare su una scelta così intima?
    Vi

  5. @vi
    perchè in fondo è una questione di dominio e di potere.
    Come ho detto, aldilà che un uomo che lancia tali strali contro la donna “edonista” che abortisce mi fa sorridere amaramente, di aborto ed embrione in sè non voglio discutere…però, certe affermazioni false per suffragare personali e bizzarre tesi, non si posson fare.

    @d4rkcloud
    eh..colpa..hai detto bene.
    grazie.

  6. il modo in cui hai presentato gli “insulti” che ti sono stati portati ed il mio attegiamento in merito all’aborto , ben ti qualifica.

    preciso solo che quel blog è collettivo e che i miei pensieri non ricadono sugli altri autori quindi se vi è disapprovazione verso quegli scritti è solo verso i miei.

    riporto qui due passi dal blog affinchè si capisca cosa si dice ; poi si può anche disapprovare o disprezzare… non dobbiamo mica piacerci.

    ———————————-

    LA MIA POSIZIONE FINALE (ultimo post)

    è da qualche giorno che vago per i blog ed i siti.

    Normalmente sono piuttosto feroce nel difendere le mie opinioni poichè, essendo stato minoranza ed anche piuttosto eretica in quasi ogni ambiente, ho imparato ad essere kativvismo con l’avversario, a sfruttarne ogni debolezza , colpire e fuggire, alzare i toni in maniera provocatoria….

    Stavolta l’opinione eretica era sull’aborto….. e la cosa è stata un po’ diversa.

    nessun avversario che ti puntava il dito solo perchè sei fatto in un certo modo,
    nessun avversario che conquistato il “potere” avrebbe fatto sfaceli…..

    nessun avversario!!

    ti ritrovi semplicemente con delle donne che temono di ritornare nel medioevo e che
    spesso patiscono(hanno patito o patiranno) le conseguenze delle RIGIDE
    REGOLE … poi se ci metti che le donne con cui dialoghi di politica online, hanno buona parte della formazione politica in comune con la tua(e spesso la loro è di migliore qualità) e riescono a toccare i tasti giusti….

    ed alla fine… ti ritrovi a pensare che certe “battaglie” è meglio perderle

    ———————

    I DUBBI SULL’ABORTO(il post dove si analizzano la 194 e la 40)

    L’attuale “modello femminile di italianA” vive l’aborto come un dramma perchè ha una cultura che è improntanta a tale concezione: al rispetto della vita nascente ed alla solidarietà; ed è per questo che essa è molto affidabile: difficilmente abortirebbe se non fosse costretta.

    Se questo modello di donna continuasse ad esistere , io mi limiterei ad una protesta SOLO FORMALE perchè la legge assegna un diritto “comunitario”(alle donne) negando uno individuale(al concepito) ….. cioè nega un diritto che è alla base della nostra civiltà giuridica e ciò va condannato. Ma , come detto, farei una protesta solo formale(il chè significa praticamente NULLA) poichè sono sicuro che nessuna legge farebbe una barriera agli abusi come la moralità/etica delle stesse donne.

    Ma l’attuale modello di donna che si fonda su una etica e su una morale non credo sopravviverà a lungo all’avanzare del capitalismo con le sue logiche del profitto e dell’edonismo.

    —————————

    saluti

  7. Guarda..visto il trattamento da te ricevuto, potrei dirti “uè, ma tu qui che vuoi..rompi le balle…” e quant’altro.

    😉

    Il post di cui parlo è linkato nella sua interezza, per cui non c’è pericolo che io faccia una sintesi scorretta.

    Torno a dire, perlomeno per ciò che riguarda i commenti nel TUO blog, diverso è come posso esprimermi qui: a me non interessava affatto contestare il merito delle tue posizioni sull’aborto, sull’embrione, altrimenti, lo avrei fatto, magari troleggiando tra un tuo post e l’altro.

    Io comunque consiglio a tutte/i di venire a legger , oltre alla oscura sintesi che fai qui, tutti i tuoi post su aborto, PMA, eccetera.

    Credo davvero che ciò che affermi meriti di esser letto ben oltre le poche righe che riporti qui.

    Quando dici “meglio qualsiasi legge, anche fascia”, per me sei bellissimo.

    Dicevo…mi darai atto di non aver dato luogo ad una polemica in quel senso, sull’aborto in sè, sulle posizioni etiche in merito al concepito, alla sua “condizione” giuridica, eccetera.

    Ho solo contestato una affermazione numerica…ed in modo urbano, mi pare.

    No?

    E guarda, come ho scritto nel mio post, arrivo a dire con te che di per sè quei numeri non dimostrano necessariamente qualcosa, dal punto di vista valoriale, politico, eccetera.

    Così come io penserei lo stesso quel che penso anche con numeri di segno opposto.

    Solo, non è vero che il numero di aborti non è diminuito.

    Può tranquillamente, dal tuo o da quello di Ferrara e Ratzinger, non essere un motivo per non attaccare la 194 o lo status giuridico dell’embrione.

    Poi tu te la sei presa, hai usato il turpiloquio…

    Su una cosa, sono d’accordo: la tua “battaglia” (quindi conduci una battaglia) è meglio perderla, davvero.

  8. mah, vediamo la cosa in modo diverso… il tuo intervento sul “mio” blog mi è parso scorretto(da troll) così come mi pare scorretto questo post. Sul blog ho reagito piuttosto innervosito , se vedi ci sono altre contestazioni simili alle tue dove semplicemente ringrazio

    poi nel merito:

    1) la 194 la sto difendendo pur se ho alcuni scetticismi al riguardo. Ed il motivo per cui non polemizzavo sui dati era proprio di non voler entrare nel merito nel momento in cui questa legge è attaccata da ambienti clericali. In altri posti , in questi giorni, ho “persino” dibattuto CONTRO anti-abortisti. La priorità è non far tornare le donne al medioevo; certo non posso sostenere cose in cui credo poco(non credo alla 194 come LEGGE PERFETTISSIMA e penso che la riduzione in numero assoluto degli aborti non sia dovuta alla 194 ma ad altre cose). Potrei anche contestare i dati portando qualche documento o far vedere i corpi dei feti abortiti.. e sai il pellegrinaggio dei clericali !! e ciò non lo voglio in questo momento

    2) la mia posizione finale, è quella espressa nell’ultimo post. Ed è una netta dichiarazione di scacco tra le mie idee pro-life e la presa d’atto che applicandole , probabilmente, a soffrire sarebbero le donne.

    questo è quanto.

    chiaro che in fase dialettica , si va sul pesante e tu sei pienamente legittamato a vedermi simile a Ferrara e a Ratz(o forse peggioe) se ne sei convinto

    io, di come ti ho trattato, non mi sono pentito affatto(non ho mai detto di essere simpatico nè lo pretendo dagli altri), mi sono pentito invece di aver scritto quella contestazione argomentata nei commenti perchè il post invece era bollato solo come stupida e cinica fantapolitica senza argomenti

    saluti

  9. L’attuale, modello di donna?? Interessante analisi sociologica. Sicuramente, ci sarà dientro una profonda e dettagliata ricerca. Ho solo una curiosità. Visti gli stipendi da fame e la precarietà del lavoro (dati riportati da un’indagine del ministero del lavoro), mi chiedo come fanno le donne ad assumere un modello carriesrista ed edonista. Mah! Ditemelo, perché potrei imparare qualcosa.

    Su temi come l’aborto, non esiste distinzione tra destra e sinistra. E’ un problema di misoginia. C’è un tipo d’uomo che non sopporta la libera determinazione di una donna. E’ una questione di potere.

    La reazione sciocca sulla questione dei numeri è tipica di chi non ha argomentazioni perché di fronte al calo dei numeri, cosa vuoi dire?
    Purtroppo per questa gente, non viviamo nel medioevo. Sappiamo leggere e scrivere, e l’informazione è accessibile facilmente.

    Uomini come questo, se sapessero cos’è un aborto (sottolineo che è un intervento chirurgico) non direbbero cavolate come quelle che ho letto.

    Sono persone non diverse dai talibani. D’altronde, non possiamo pretendere che ci si evolva tutti allo stesso modo. Per alcuni è difficile capire che il riconoscimento del diritto all’aborto è una conquista di civiltà.
    Comunque, lo spirito con cui una donna abortisce sono fatti strettamente personali che nessuno deve indagare! Ho conosciuto donne che dicono: “se non avessi abortito, ora mio figlio avrebbe tot anni”…

    Mi chiedo perché questi antiabortisti non mettono la stessa energia per ottenere lezioni sulla sessualità a scuola e campagne di sensibilizzazione sull’uso del preservativo. Mi sembrerebbe una coerenza di pensiero.

    Comunque, se parliamo di civiltà giuridica, mi sembra etico e saggio far prevalere i diritti di chi è nato, cresciuto e consapevole rispetto a quelli di un ammasso di cellule senza consapevolezza

  10. Allego poche preziosissime righe, estratte da un documento della Consulta di Bioetica, attuale come non mai vista la disinformazione che letteralmente ammorba questo Paese…

    Da più parti in questi ultimi tempi si è ripreso a parlare della possibile revisione della disciplina dell’aborto nel nostro paese, e sempre con l’intento di introdurre restrizioni al regime vigente, come se dovesse essere rimessa in discussione la legge 194/1978, che attualmente regola la tutela della maternità e una generazione consapevole e responsabile: una legge dello stato, non solo regolarmente emanata dai suoi organi legittimi, ma sottoposta al vaglio di un referendum popolare.

    La legge 194 è un provvedimento complesso, che ha introdotto nel nostro ordinamento finalità sociali e sanitarie, delle quali si deve tener conto per giudicarla. Già nella situazione attuale la legge ha prodotto una forte diminuzione dell’aborto clandestino: e questo ha impedito che venissero esercitati abusi sociali, che si provocassero morti evitabili, che si producessero patologie croniche irreversibili, tali da limitare le possibilità procreative. D’altra parte la mortalità femminile associata all’aborto volontario è scesa ben al di sotto dei valori osservati per l’aborto clandestino. Ma progressi ben maggiori si sarebbero conseguiti se la legge fosse stata pienamente attuata. Il fatto che dal momento dell’entrata in vigore della legge 194 l’interruzione volontaria della gravidanza sia progressivamente diminuita fa supporre che essa venga intesa come un intervento di urgenza per fronteggiare un insuccesso nella contraccezione, e che un’ulteriore diminuzione del ricorso a questa pratica si potrebbe ottenere rimuovendo gli ostacoli a una più diffusa conoscenza dei metodi contraccettivi.

    Il vero problema attuale è non la revisione in senso restrittivo della legislazione vigente, ma la sua completa attuazione. La legge 194 prevedeva che all’interruzione volontaria della gravidanza si potesse giungere dopo aver usufruito dell’attività di strutture di prevenzione territoriale di largo respiro. Invece l’attività dei Consultori familiari è diventata meno efficace, perché non si è provveduto a una loro distribuzione uniforme nel territorio nazionale, perché anche in quelli più efficienti si tende a non assicurare il normale ricambio del personale, perché infine è diminuita la motivazione di coloro che vi lavorano. Ed è comprensibile che le motivazioni vengano meno quando si avverte che le autorità politiche e sanitarie non promuovono seriamente una strategia generale volta a favorire la generazione e la maternità responsabili, e hanno spesso ostacolato una politica del genere là dove essa era stata intrapresa. La legge 194 avrebbe dovuto stimolare l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole, la promozione della conoscenza dei metodi contraccettivi, un’assistenza globale della gestazione, comprensiva di screening e prevenzione dei difetti congeniti, una più generale tutela della maternità anche sul piano economico e giuridico. La piena realizzazione di queste finalità porterebbe a risultati ancora migliori di quelli finora conseguiti a potrebbe rendere compatibile una politica di protezione effettiva del “diritto alla vita” con la tutela della maternità e la scelta della generazione responsabile. È chi non vuole la realizzazione degli obiettivi sanitari e sociali della legge 194 che ne fa un semplice provvedimento di liberalizzazione dell’aborto; e chi oggi la presenta come una minaccia alla vita ha la responsabilità di non avere promosso l’opera di prevenzione che essa imponeva e che andava collegata con le finalità generali di prevenzione sancite dalla legge 833/1978.

    Tacendo di queste gravi carenze della politica nazionale della generazione e della maternità, da alcune parti si imputa alla legge 194 la diminuzione del tasso di natalità del nostro paese, indipendentemente da ogni valutazione di questo fenomeno in assoluto, si tace il fatto che esso è comune a molti paesi industrializzati, si è manifestato con il passaggio dalla società agricola a quella industriale ed è probabilmente legato alle trasformazioni socio – culturali dell’ultimo secolo; e nulla permette di considerarlo come un effetto della disciplina della maternità introdotta dalla legge 194.

    Oggi perciò occorre chiedere non la revisione, ma la piena realizzazione della legge 194, promuovendo la piena utilizzazione di tutti i mezzi sociali e tecnici, ivi comprese le procedure abortive farmacologiche, alternative all’aborto chirurgico e già diffuse in altri paesi dalla Gran Bretagna alla Cina, necessarie a fare della generazione una scelta consapevole.

    Ma c’è un principio che la legge 194 contiene e che va considerato come uno dei suoi punti più qualificanti: l’attribuzione alla donna del diritto di autodeterminazione non vincolato dal consenso del partner. Infatti la gestazione, che prende avvio con l’impianto dell’embrione sulla parete uterina, è un processo biologico che appartiene unicamente al corpo della donna; è l’organismo femminile che rende possibili i processi di differenziazione e di accrescimento, pur geneticamente determinati, conseguenti alla fecondazione naturale o artificiale. La gestazione è un processo che impegna le risorse della donna e può perfino minarne la salute, allorché si verifichino processi patologici gravi. E il coinvolgimento della donna può essere globale e interessare il suo benessere psicofisico, se si considera che la gestazione può influenzare il comportamento psichico e sociale della gestante.

    D’altra parte, tenendo conto delle fasi di sviluppo del prodotto del concepimento, risulta del tutto arbitrario attribuirgli il carattere di persona, in base alle conoscenze filosofiche, giuridiche, ecc. oggi disponibili, e vedere nel disciplinamento delle pratiche abortive sancito dalla legge 194 un attentato al diritto alla vita.

    Infatti il prodotto del concepimento acquista stadi diversi di individualità nel corso delle varie fasi del processo ontogenetico, e solo successivamente alla 20a settimana compaiono le strutture anatomiche e le basi funzionali indispensabili perché il nuovo nato sia in grado di vivere al di fuori del grembo della donna e possa acquisire le capacità comportamentali proprie della persona. solo tra la 20a e la 24a settimana si ha il comportamento anatomico delle strutture dell’albero respiratorio e l’avvio della produzione delle sostanze tensioattive indispensabili all’espansione polmonare, mentre lo sviluppo della corteccia cerebrale si completa con la 20a settimana, dopo di che iniziano a stabilirsi le connessioni cortico – talamiche e compaiono sporadicamente le prime forme d’onda encefalografiche in entrambi gli emisferi.

    Per tutte le ragioni esposte la Consulta di Bioetica ritiene quindi che in nessun modo la legge 194/78 costituisca un attentato al diritto alla vita e che pertanto una sua revisione non possa affatto restringere l’ambito dell’autodeterminazione della donna ma anzi si debba considerare la possibilità di nuove e più razionali prospettive.

    Mentre in questo senso nelle diverse sedi della Consulta si sta sviluppando un ampio dibattito culturale, si deve richiamare l’attenzione dei cittadini sulla necessità di dare piena attuazione a tutte le forme di educazione della sessualità e della generazione responsabile e di tutela della maternità previste dalla legge, ribadendo con fermezza il diritto della donna a scegliere in modo autonomo e responsabile di interrompere come di portare a compimento la gravidanza e a disporre di assistenza sanitaria che per qualità, quantità e distribuzione renda effettivo questo diritto.

  11. E Grazie Aradia! Condivido, condivido e scusa se mi troverò a ripetere le considerazioni che hai esposto.
    Farò tardi a scuola ma una noticina la devo scrivere, perchè l’affermazione di Filomeno sull’attuale modello di donna che si fonda su una etica e su una morale, mi ha lasciato basita. A dir poco. Scusami, Filomeno, cosa volevi intendere? Che le donne, ancora legate, per ora, a valori familiari, materni, che la loro aspirazione è ancora seguire i figli, accudirli a preoccuparsi per loro, ma che tra qualche anno, ‘sti figli saranno grossi ostacoli e come tali eviteranno (le donne, certo.. ) di metterli al mondo, sbarazzandosene con interruzioni a tappeto? Davvero, senza ironia, un po’ irritata ma senza ironia, non ho capito.
    Mi sembra di aver intuito che prevedi una aumento degli aborti direttamente proporzionale alla crescita lavorativa e alle possibilità di carriera delle donne.
    Non traggo conclusioni affrettate, ma mi viene da concludere quello che leggo nel tuo post con una considerazione assai strana, ovvero: se ‘ste donne restassero a casa o se almeno si accontentassero di non far carriera e rinunciassero a divertirsi, gli aborti diminuirebbero!
    Ho capito male?
    Riporto una frase di Arcadia che condivido in pieno “lo spirito con cui una donna abortisce sono fatti strettamente personali che nessuno deve indagare!” Né i politici, aggiungo, né i preti e tantomeno chi ha paura che le donne diventino carrieriste sfrenate, consumatrici accanite, prive di ogni freno morale ed eticamente scorrette. Sorta di Messaline pronte a tutto pur di soddisfare i loro istinti e le loro ambizioni. Paura, eh?
    😀

  12. Grazie Moltitudini,
    se non ci fossi su Splinder bisognerebbe inventarti 🙂

    ringrazio anche
    @ d4rkloud

    chi stra-parla di aborto dovrebbe meditare, più e più e più volte sul suo commento qui sopra….

  13. @Viscido

    che la vediam diversamente è indubbio, ma ripeto: non mi interessa confrontarmi su questo.

    Troll? Per aver solo ricordato un numero ? Ok. Ho capito. 😉

    @aradia memento
    non aggiungo nulla (potere, esatto, è la parola chiave che ho usato anche io qualche commento addietro).

    @govanotta
    esageri.;)

    Sono contento tu abbia rivisto -anche se in modo un po’ shizoide-la tua posizione.

    Anche se quando dici “mi considero VINTO ma non CONVINTO” usi un lessico bellico che dimostra come tratti questo argomento con la clava.

  14. La discussione sull’argomento è quantomeno variopinta.
    La Turco (ministro della sanità) dice che è aperta al dialogo, ma non a cambiare la legge, da chiedersi e perchè si parla alora? Non hai altro da fare?

    Voglio precisare che trovo sia giustissimo dare la vita a quacuno se poi si è in grado di garantirgli una vita “decente” come affeti e come soldi. Quindi si deve dare una possibilità di “fuga” nei casi di gravidanze indesiderate o soprattutto “obbligate”.

    Però.. C’è sempre un però.

    @moltitudini affermi a ragione che sono diminuiti gli aborti. Però come tutti sui media non ti soffermi su un male che sta dilagando in Italia. L’uso assolutamente esagerato della “pillola del giorno dopo”. Usata come panacea di tutti i mali. Della serie trombo il sabato in discoteca (o dopo) senza precauzioni, tanto poi c’è il pillolone.. ma le malattie il pillolone non le ferma 😦
    Anzi magari qualche ragazzina pensa che così si gode il sabato per poi stare malissimo la domenica, ma tanto.. meglio, così non mangia e dimagrisce :S (ovviamente pensiero esagerato, per esasperare il concetto in modo che sia più chiaro.. spero).

    Bondi (FI) ieri a “in 1/2h” sostiene infatti che non c’è la volontà di cambiare la 194 sull’aborto, ma sulla parte dei sistemi contracettivi. Non ho letto la legge, quindi mi fido. Non di Bondi, ma del fatto che siano due parti la legge 194.

    Una cosa non mi piace della 194, anche se capisco i motivi della scelta del legislatore. Credo che un bambino sia figlio di una madre e di un padre, quindi anche qeust’ultimo dovrebbe aver voce in capitolo. (diritti e doveri).

    @Aradia3000
    Piccola polemica, quando dici:
    Comunque, se parliamo di civiltà giuridica, mi sembra etico e saggio far prevalere i diritti di chi è nato, cresciuto e consapevole rispetto a quelli di un ammasso di cellule senza consapevolezza
    Rischi di farti rispondere:
    Allora scusa, perchè non dovremmo far prevalere i diritti di chi è cresciuto onestamente rispetto a quelli di chi no? Perchè la moratoria per la pena di morte si, e quella per la libertà alla vita – come direbbero gli ecclesiastici –no?.
    E’ facile metterti così davanti ad una scelta: O è giusto far vivere tutti o no.

    Non fraintendete il mio pensiero con le mie obbiezzioni oggettive e non soggettive (credo).

  15. Io invece vorrei solo aggiungere questo, perché – per fortuna – oggi i rapporti statistici sono di dominio pubblico.

    La riduzione degli aborti a seguito della legalizzazione dell’Interruzione Volontaria di Gravidanza (a determinate condizioni) è un dato di fatto.

    Nello specifico:

    Per l’anno 2005 sono disponibili i valori totali, preliminari, di tutte le Regioni. I dati riportati
    nelle tabelle A, B e C si riferiscono alle Regioni di intervento.

    Sono state notificate 129588 IVG (Tab. A), con un decremento dell’ 6.2% rispetto al dato definitivo del 2004 (138123 IVG) e un
    decremento del 44.8% rispetto al 1982.

    Il tasso di abortività, calcolato utilizzando le stime della popolazione femminile fornite
    dall’ISTAT, è risultato pari a 9.3 per 1000 donne di età 15-49 anni (Tab. B), con un decremento
    del 6.7% (variazione percentuale calcolata sui tassi arrotondati a due cifre decimali) rispetto al
    2004 (10.0 per 1000) e con una riduzione del 45.9% rispetto al 1982.

    Il rapporto di abortività è stato calcolato utilizzando i dati provvisori dei nati vivi (548244)
    del 2004, forniti dall’ISTAT, ed è risultato pari a 236.4 IVG per 1000 nati vivi (Tab. C), con un
    decremento del 6.2% rispetto al 2004 (251.9 per 1000) e un decremento del 37.8% rispetto al
    1982.

    Più in generale:

    Il problema costituito dal ricorso all’aborto ha sollecitato diversi approcci i cui esiti permettono di concludere che quello costituito dalla legalizzazione produce il risultato più auspicabile di riduzione del ricorso all’aborto, in Italia come altrove.

    Alla legalizzazione segue una riduzione più o meno rapida e più o meno sostanziale del ricorso complessivo all’aborto, le differenze essendo associate alla qualità delle politiche di promozione della procreazione responsabile e consapevole; la sostanziale scomparsa o la riduzione ai minimi termini dell’aborto clandestino ha tra l’altro comportato l’eliminazione della mortalità e morbosità materna ad esso associata.

    Va rilevato che laddove è stata temporaneamente modificata la legislazione in termini di restrizione del ricorso all’aborto legale, per favorire una ripresa della natalità, si è osservato un aumento della mortalità materna senza alcuna modificazione del trend precedente della natalità; il ripristino della legalizzazione aveva come immediata conseguenza il ritorno della mortalità materna al trend precedente (nella letteratura scientifica si riporta l’esempio della Romania).

    In effetti natalità e abortività costituiscono fenomeni sostanzialmente disgiunti: una politica sociale in grado di determinare un aumento del numero di figli voluto ed avuto può non modificare il ricorso all’aborto in modo significativo se non è associata alla promozione della procreazione responsabile, unica in grado di ridurre significativamente il rischio di gravidanze indesiderate.

    Fonte: Relazione del ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)

    – dati preliminari 2005
    – dati definitivi 2004

  16. @straygor
    ricorrere alla pilola del giorno dopo è senz’altro critico, ma ci son casi nei quali è inevitabile e necessario.
    Non c’entra tanto col il tema aborto, quanto con l’educazione sessuale relazionale in generale.
    Detto ciò: la pillola del giorno dopo – non sempre così accessibile- non è mica una tecnica abortiva.

    Per il resto..leggila la 194.
    Non ho capito il rilievo che fai a Aradia.
    @memento
    dati che conosce e che sono importanti.
    M;a Filomeno ti dimostrerebbe che malgrado quei dati gli aborti non son diminuiti.
    Giuro.

  17. @straygor: per fortuna, essendo stata abolita da un bel po’ di anni la schiavitù, nessuna persona può disporre del corpo di un altra persona.

    Questo significa che il padre ha senz’altro diritto di esprimere la sua opinione, ma non può pretendere di disporre del corpo della madre, contro la sua volontà, imponendole di partorire.

    In ogni caso, a chi volesse informarsi adeguatamente sulle ragioni giuridiche che stanno alla base delle leggi che permettono l’IVG (specificando bene, però, entro quali termini ed a quali condizioni!) suggerisco la lettura di quest’ottimo articolo; soprattutto i primi tre paragrafi:

    —> link

    Saluti.

    🙂

  18. cioè :questo qui milita nel partito di cui son attivista?????
    Nooooooooooo,ma dai non è possibile assolutamente non è possibile.
    Mi vergogno profondamente di aver per compagno uno così clericalfascista.
    Indagherò ,indagherò….

  19. @moltitudini: io ho capito che il nostro compagno ultra-sinistro sosteneva che c’era una diminuzione in valore assoluto, che però corrispondeva in termini di percentuali ad un dato sostanzialmente costante.

    I rapporti e i tassi di abortività rilevati negli ultimi venti anni smentiscono palesemente questa tesi.

    (lo ribadisco, a scanso di equivoci… ;P)

  20. @viga
    non so se sia proprio del PcL…;)
    @memento
    eh…vedrai, ti dimostrerà che quei numeri non voglion dire niente.

  21. Io sono anziana e va bene, pero’ non capisco come si possa ancora oggi, nel 2008, mettere in discussione la 194. A parte che e’ assolutamente incontrovertibile che gli aborti sono diminuiti, era forse preferibile che le donne si lasciassaro macellare da abortisti senza scrupoli? Non solo: ma chi e’ l’Uomo che pensa, puo’ immaginare, che per una donna sia una scelta facile? e’ un uomo con la u minuscola, che vuole tenersi strette le sue prerogative maschiliste.
    Infine, ma chi l’ha mai detto che abortire sia obbligatorio? La 194 permette di esercitare un diritto, non e’ un obbligo. Poi ci sarebbero da fare altre considerazioni, ma tralascio.

  22. anonimo in ha detto:

    Quella del post 21 e’ Patry, del chat_reveur.

  23. @Moltitudini l’art.15 della legge parla proprio di anticoncezionali.
    Mi sa che dovrai rileggerla anche tu.

    Per il rilievo a Aradia. Mi spiace succede a molti.

    @Memento7
    Non mi pare di aver mai detto che il padre debba “pretendere di disporre del corpo della madre”. Ne ne ho mai fatto cenno. E’ una tua speranza nascosta?
    Usando però le tue parole, spiegami come mai una Donna può “disporre del corpo” del feto come meglio crede?
    Ma ritengo, IO, senza le ipocrisie del caso, che le interruzzioni di gravidanza siano “necessarie” oltre che “auspicabili” nei casi previsti dalla legge.

    Però scusa, non sarebbe anche diritto del pardre decidere il proseguio della crescita del bambino anche “fuori” dalla madre che lo ha rinnegato? O questo è sbagliato perchè donerebbe ai padri egual diritti delle madri sui figli?
    E non dirmi che dovrebero fare un operazione sul corpo della madre, perchè questa la devono già subire.

  24. @straygor
    mica ho negato che la legge parli di contraccezione!!!??????

    Guarda che hai capito male…il mio invito non era mica legato a ciò che dici sulla contraccezione, e non era un invito ploemico.

    Per altro, legge o non legge, è evidente che un profondo lavoro educativo e preventivo stia alla base di qualsiasi ragionamento su questi temi.

    Era un invito generale..eri tu a dire che non avevi letto la legge, quindi ti consigliavo di farlo, ma senza polemica!!!Boh.

    Sul rilievo fatto ad Aradia..se puoi spiegarmelo..
    grazie!

    Per il resto, a me pare fondamentale che l’ultima parola sul portare a termine una gravidanza debba spettare alla madre e che le volontà del padre non possano affatto essere sullo stesso piano o eventualmente impedire alla donna di dare seguito alla scelta del’IVG.
    A parte che- ma è parere personale e non suffragato-scondo me è più frequente che avvenga il contrario…

    @patry
    grazie.

  25. @Straygir. La domanda ipotetica che poni ad Aradia non ha fondamento. Lei parla dei “diritti di chi è nato, cresciuto e consapevole rispetto a quelli di un ammasso di cellule senza consapevolezza”. Senza consapevolezza! Il filosofo Hans Saner afferma che “L’embrione non è quello che potrebbe diventare”. La vita biologica, inoltre, secondo gli studi scientifici, esiste prima della formazione dell’embrione.
    Che poi, lo sapete, no?, si diventa pure ciechi…

  26. @elenamaria

    ma infatti…questo giocare tra i concetti di vita e persona….qualsiasi cellula è vita, biologicamente parlando.

    Se parliamo di persona in potenza…forzando un po’…lo è anche l’ovocita…non tentare di fecondare ogni ovocita maturato allora è criminale al pari di abortire: si impedisce ad una persona in potenza di venire al mondo.

    In realtà con questa impostazione sull’embrione non si fa altro che limitare l’atodeterminazione e la potestà della donna sul proprio corpo.

  27. @straygor

    vediamo di capirci bene: io non ho interpretato ciò che hai scritto. Ho solo risposto alla tua obiezione spiegando meglio il punto di vista del legislatore (p.d.v. che io condivido totalmente, peraltro…).

    Gli interessi in conflitto sono esclusivamente questi due: quelli della gestante e quelli del nascituro (non sto a ripetere perché l’ordinamento – e ci sono sentenze della Cassazione sul tema – giudica irricevibili le eventuali pretese avanzate dal padre biologico).

    La madre, ovviamente, per disporre del suo corpo deve disporre anche di quello del nascituro (e viceversa).

    Rilevano due ordini di ragioni per cui la scelta della madre di interrompere la gravidanza (sempre entro un dato termine e sempre a determinate condizioni) è ritenuta lecita:

    1) il concepimento non è un processo matematico che ha come esito certo la nascita: l’aborto è innanzi tutto un fenomeno naturale che può prodursi spontaneamente in qualsiasi momento della gravidanza;

    2) il nascituro non è ancora senziente nel periodo in cui l’IVG è consentita (cfr. le riflessioni della Consulta di Bioetica), quindi – di fatto – non sussiste una volontà autonoma costretta a subire la scelta della madre.

    In altre parole: la donna non potrà mai disporre del corpo del nascituro “contro la sua volontà”, semplicemente perché il nascituro non ce l’ha ancora una sua volontà; e la presunzione in questo caso non può rilevare, perché si finirebbe per coartare la volontà espressa di un essere senziente (la madre che non vuole partorire) sulla base di una volontà ipotetica di un essere non senziente (il nascituro che “si presume che voglia senz’altro nascere”).

    La Corte Costituzionale in proposito ha sempre sostenuto che:

    «non esiste equivalenza tra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell’embrione, che persona deve ancora diventare».

    Questo è.

  28. @Memento,
    però non hai risposto alla parte:
    Però scusa, non sarebbe anche diritto del pardre decidere il proseguio della crescita del bambino anche “fuori” dalla madre che lo ha rinnegato? O questo è sbagliato perchè donerebbe ai padri egual diritti delle madri sui figli?
    E non dirmi che dovrebero fare un operazione sul corpo della madre, perchè questa la devono già subire
    per portare a compimento l’IVG.

    @moltitudini
    Mi dici: Non c’entra tanto col il tema aborto, quanto con l’educazione sessuale relazionale in generale.
    Mentre si parla di legge 194, come se parlare della parte degli anticoncezionali non avesse senso in questo contesto.

    Comunque credo anche io che sia più comune il contrario (richiesta del padre di interrompere la gravidanza). Però non si possono affrontare temi di questo tipo senza eguagliare i sessi.

    Se non fosse doloroso e/o pericoloso, ritengo che come la donna può decidere le sorti del feto, anche l’uomo dovrebbe.
    Se no, esagerando, anche l’inseminazione artificiale dovrebbe essere ad uso e consumo ESCLUSIVO della donna. Non credete?

    Non dovrebbe essere, assolutamente, orribile dire: “non vuoi far nascere nostro figlio? Ok, allora lo porto nel grembo di una che invece lo vorrebbe!” Almeno non in una società (so, ovviamente che non è passato il referendum su questo) che trova possibile, tornando all’esempio di prima, la fecondazione da genitori “fuori” dalla coppia.

  29. @straygor

    la sintesi mi ha tradito e mi sono espresso male: ciò che volevo dire è che la pillola del giorno dopo non è ovviamente aborto, e che il tema dell’educazione sessuale sta a monte di quel discorso, così come sta a monte del discorso, in parte, sull’aborto.

    Quello che denunci è senz’altro un problema, però..intanto meno male che c’è , la pillola del giorno dopo.

    Non mi ci son soffermato, come dicevi tu nel commento, perchè non era mia intenzione parlare dell’interruzione di gravidanza in sè e dei problemi correlati.

    L’invito a legger la legge era solo perchè tu stesso dicevi di non averla letta, comunque.

    Sulla “parità” tra i generi in materia ..non sono d’accordo.

    In ogni caso, vedo che anche tu ragionevolmente pensi che probabilmente è più frequente il problema di maschi che impongno l’aborto alla compagna.

  30. Non parliamo della legge e cerchiamo di rimanere in tema a quanto affermato da Viscido. E’ vero che la società di oggi sta completamente defemminalizzando la donna…. a cui per ovvi motivi di lavoro non è praticamente più concesso far figli, senza andare a finire in via legale o passando per mostri. Ci pensavo in questi giorni analizzando una proposta di lavoro che cancella dalla mia mente qualsiasi possibilità di poter concepire a breve. Dobbiamo lavorare, guadagnarci la nostra sudata parità e per i datori di lavoro uomini la gravidanza è solo ritenuta una grande scocciatura perchè può privarli della dipendente…. Questo però logicamente NON HA NULLA A CHE VEDERE CON L’ABORTO ma se mai con LA RIDUZIONE DELLE NASCITE o con la PROCREAZIONE in ETA’ AVANZATA!!! Continuo a dire e a ribadire che è la società che fa schifo e basta!!! Manca l’educazione sessuale dei ragazzi, che è ancora considerata tabù, mancano i discorsi sulla prevenzione e i metodi anticoncezionali….manca una mentalità che protegga e tuteli la maternità (non parlo di leggi ma di mentalità) manca tutto di tutto e credo che sia questo che vada rivisto e ampiamente discusso e non la legge. Come dici tu i dati parlano chiaro…. chi tiene la media alta per fattori ideologici e culturali…. ma forse anche economici (gli anticoncezionali costano!!!!!!!) sono soprattutto gli immigrati… per il resto la donna così detta in carriera (spesso a tempo determinato o cococo e quindi direttamente licenziata se incinta) nella maggiorparte dei casi, ha talmente paura di procreare e perdere il posto di lavoro che utilizza molteplici mezzi anticoncezionali e piuttosto si astiene (???). Poi gli incidenti di percorso e i casi d’incoscienza ci sono sempre purtroppo….. e in questi casi la donna sa benissimo quello che sta facendo e a cosa andrà incontro psicologicamente…. viviamo nel Medioevo se l’uomo ci reputa ancora così senza cervello da pensare che un atto del genere sia compiuto con leggerezza. Altra cosa, nel merito del dibattito nato, credo che il sesso maschile non dovrebbe nemmeno avere voce in capitolo sulla questione se non nell’ambito della coppia. Fra marito e moglie / compagno e compagna si decide insieme, si discute …. ma il fatto che uomini in televisione o sul cartaceo o per via telematica ne discutano filosoficamente e pensino di poter decidere per noi è assolutamente indiscusso (naturalmente non sto parlando di te) anche perchè così facendo ci si allontana dal problema reale, l’uomo parlerà della gravidanza sempre in termini astratti al massimo medici…. ma non potrà mai e poi mai capirla pienamente nei suoi molteplici pro e contro. Lo potranno fare solo il giorno che i bambini non nasceranno più al seguito di una lunga gravidanza femminile…. e mi sa che quello previsto da Huxley si avvererà presto. Non capisco tutto questo revisionismo di andare a rivedere leggi decise e collaudate che è di moda in Italia….. anzichè risolvere problemi veri e nuovi, qui ripristiniamo concetti vecchi…. fra poco infatti ritorneremo alla monarchia e le donne non avranno il voto!!!!

  31. @straygor:

    Se non fosse doloroso e/o pericoloso, ritengo che come la donna può decidere le sorti del feto, anche l’uomo dovrebbe.

    Questo lo hai scritto tu, vero?

    Eppure prima mi avevi scritto:

    Non mi pare di aver mai detto che il padre debba “pretendere di disporre del corpo della madre”. Ne ne ho mai fatto cenno. E’ una tua speranza nascosta?

    Ripeto per l’ennesima (e spero ultima) volta che: qualora il padre volesse impedire alla madre di ricorrere alla IVG a termini di legge, essendo impossibile prelevare il nascituro dal corpo della donna prima che la gravidanza giunga a compimento (bassissime speranze di sopravvivenza in incubatrice si hanno solo a partire dalla 21a settimana di gestazione), l’unica soluzione sarebbe quella di riconoscere in capo ad ogni padre biologico il diritto di disporre del corpo di ogni donna che dovesse eventualmente fecondare.

    Il padre biologico che può obbligare giuridicamente la donna a essere lo strumento utile a far nascere il figlio su cui lui avanza pretese, materialmente “dispone del corpo di quella donna” per tutto il periodo della gravidanza.

    Poi, se dobbiamo discutere sulla base di qualcosa che è fisicamente impossibile… Perché tu hai scritto anche:

    Non dovrebbe essere, assolutamente, orribile dire: “non vuoi far nascere nostro figlio? Ok, allora lo porto nel grembo di una che invece lo vorrebbe!”

    Spero per te che fosse solo una battuta malriuscita.

  32. leggo e mi documento
    stef

  33. straygor
    Non farti confondere le idee dalla propaganda di quel furbastro di Ferrara che vuole solo creare scompliglio nel PD!
    Paragonare la moratoria per la pena di morte con quella sull’aborto, significa mettere insieme due cose totalmente diverse.

    Ti rispondo in modo pratico. Se accetti il ragionamento di Ferrara e della Chiesa metti sullo stesso piano giuridico:
    un ammasso di cellule abortito, Saddam Hussein giustiziato per crimini contro l’umanità e Sacco e Vanzetti giustiziati (innocenti) negli USA

    Te la senti di sostenere questo giuridicamente? e da un punto di vista etico?

    Inoltre, ti ricordo che l’ammasso di cellule è vivente perché legato alla vita della donna. Come può avere dei diritti qualcosa che fuori dall’organismo di una donna, muore? Per questo, la legge pone (giustamente) un limite temporale oltre il quale non si può abortire.
    Viveversa, un feto di 5 mesi ha ottime probabilità di sopravvivere fuori l’utero materno. E i medici e gli infermieri che si occupano di chi nasce prematuramente fanno un lavoro encomiabile.

    Ancora: mi spieghi perché, dal punto di vista giuridico, dobbiamo riconoscere all’ammasso di cellule il diritto assoluto alla vita mentre gli viene negato il diritto di ereditare? L’ordinamento giuridico non può avere in sé inconguenze così forti.

    Infine, se ammettiamo il diritto assoluto alla vita di questo ammasso di cellule, in caso di pericolo di vita della donna, quale diritto deve prevalere? quello dell’ammasso di cellule o quello della donna? Il problema si pone quando (purtroppo) viene fatta la diagnosi di tumore. Tu sai che, dopo l’asportazione di un tumore, è spesso necessaria la chemioterapia che, in caso di gravidanza, ha effetti devastanti sul concepito ( se la gravidanza è in stato avanzato, si tenta un parto prematuro con la speranza di sopravvivenza del feto). Te la senti, da un punto di vista giuridico ed etico, di non curare quella donna e condannarla a morte sicura per consentire all’ammasso di cellule di sopravvivere (tra l’altro, se io fossi al posto di quella donna, morirei disperata: chi mi assicura che il mio bambino nascerà sano?)

  34. credo che la paternità di quella battuta sia di luttazzi…a meno che non l’abbia ripresa da qualche americano 😉

    negative

  35. @missmeletta
    che aggiungere?
    Una cosa sola: che se è vero che molte donne – in quanto tali – sono ancor più sfruttate sul lavoro e che nelle condizioni attuali è assai difficile progettare una genitorialità consapevole (per non parlare delle dimissioni in bianco etc), è ben diverso passare da ciò al discorso che molti fanmno, ossia…colpevolizzare la donna in quanto tale..questa donna che pensa solo alla carriera…che pensa a fare carriera e non a stare a casa a fare “la donna” , capisci che voglio dire?
    Perchè semmai è che una donna – o le coppie in generale- dovrebbero poter lavorare ed aver tutta una rete di servizi che le permettono di non dover scegliere tra figli e lavoro.
    @aradia grazie
    @negative
    non so se sia sua, davvero….credo sia una citazione.

  36. Condivido pienamente quanto aggiungi, infatti non colpevolizzavo la donna…. ma la mancanza di servizi e certe mentalità retrograde, da abbattere. Penso del resto che molte donne, se potessero, sceglierebbero la maternità alla carriera, la genitorialità consapevole secondo me è tale quando vi è la consapevolezza del sacrificio, i figli hanno bisogno di tempo e protezione…. purtroppo o per fortuna la società è cambiata e per guadagnarsi la pagnotta bisogna lavorare tutti e due… e lavorando credo sia lecito, anche per la donna, ambire ad avere delle soddisfazioni sul lavoro e di conseguenza magari fare carriera…. (peccato che il prezzo il più delle volte sia tramutarsi in uomo…. ma questo è un’altro discorso….. credo che alla fine le donne con la parità abbiano ottenuto ben poco…. solo altri doveri e la perdita totale del vero concetto di femminilità!!!)

  37. @missmeletta
    Evidentemente non mi sono fatto capire prima, oppure si.. ma hai sintetizzato perfettamente il mio pensiero con questa frase:
    Altra cosa, nel merito del dibattito nato, credo che il sesso maschile non dovrebbe nemmeno avere voce in capitolo sulla questione se non nell’ambito della coppia. Fra marito e moglie / compagno e compagna si decide insieme, si discute …. ma il fatto che uomini in televisione o sul cartaceo o per via telematica ne discutano filosoficamente e pensino di poter decidere per noi è assolutamente indiscusso (naturalmente non sto parlando di te) anche perchè così facendo ci si allontana dal problema reale, l’uomo parlerà della gravidanza sempre in termini astratti al massimo medici…. ma non potrà mai e poi mai capirla pienamente nei suoi molteplici pro e contro.

    @Aradia3000
    Infatti io ho sottolineato che erano possibili risposte alla tua affermazione e che non fanno parte del mio pensiero. Non è facile difendere le proprie idee figurati quelle che potrebbero essere degli altri, quindi mi dimetto.
    Comunque ti metti ancora con le spalle al muro a diversificare Caino da Caino o Abele scambiato per Caino.

    @memento7
    La frase è di mia paternità ed è una evidente provocazione. Non era da togliere dal suo contesto.

    E’ ovvio che non si può… Ma non sarebbe così disumano (fosse ovviamente fattibile senza operazioni, dolori o altro) lasciare anche al genitore uomo (non solo marito, ma partner ovviamente, non si parla di un incontro occasionale o uno stupratore!) poter scegliere di far valere la sua coscienza.

    ..

    Se l’uomo (non inteso solo come maschio) non fosse come è sarebbe bello potesse uno dei due genitori stare a casa ad accudire i figli, mentre l’altro pensa agli altri bisogni. Ma le utopie devono rimanere tali per non rovinare i nostri sogni.

  38. no molti avevo capito 😉 mi sono lasciata solo prendere la mano digitando sulla tastiera ah ah 😀

  39. @straygor:

    io, solitamente, rispetto le opinioni di tutti. Tieni presente però che la tua provocazione sui “diritti del padre” si scontra con un dato storico di frequentissimi (e viscidi) rinnegamenti della paternità.

    Leggi come la 194/1978 nascono proprio con l’intento di offrire alle donne una possibilità di scelta che gli uomini hanno già avuto per secoli, semplicemente (e vigliaccamente) affermando: «quello che porti in grembo non è mio figlio!».

    E bada bene che è solo da pochi anni che l’accertamento della paternità può essere fatto con un grado di certezza scientifica che può andare al di là di ogni ragionevole dubbio.

    Quando (e se) la scienza troverà il modo di garantire alla donna la possibilità di interrompere la gravidanza ‘trasferendo’ l’embrione in altra sede dove potrà svilupparsi e NASCERE, allora i maschi che la pensano come te potranno esercitare un diritto e non pretendere la legittimazione di un sopruso. 😉

    Stammi bene.

  40. una volta che l’uomo sarà in grado di partorire, e se ne starà a casa ad allattare, e si prenderà i congedi malattia e magari chiederà il part time per stare dietro ai figli, allora potrà dire la sua sui figli.
    fino ad allora, mi spiace, io resto intransigente all’estremo -NON SI PUò PARLARE DI QUELLO CHE NON SI SA!!! CAZZO!

    quello che per alcuni è questione di principio, per le donne è questione di VITA, qualità della vita, prospettiva di vita, modifica dello stile di vita. il che non vuol dire che si abortisce per non rinunciare al “benessere”: vuol dire che una donna che non vuole diventare madre DEVE poter avere il diritto di scegliere.

    anche perchè non dimentichiamoci MAI che l’alternativa non è zero aborti, bensì aborti illegali…. ma forse così suona più “giusto”, che la donna paghi la sua colpa….
    bà, io comincio a schifarmi veramente tanto.

  41. Radiobeba, d’accordo su tutto.
    Però – nei limiti consentiti dalla legge – gli uomini che fanno quel che dici ad inizio commento ci sono.
    Un mio collega ha fatto esattamente così, tra part time, congedi, permessi, eccetera, i primi anni di vita del figlio. Ma lì si entra nelle sfere soggettive.
    Per il resto, hai perfetamente ragione.

  42. @memento7
    Su capoverso 1,2,4 siamo pienamente d’accordo. E già l’ho deto nel primo commento questo.

    Sul 3°.. beh non è che se le cose solo da poco si possono fare, dobbiamo aspettare l’Emergenza per deciderci a mettere una legge giusta sull’argomento.

    @radiobeba
    Come già ha detto moltitudini, a parte allattare al seno, che per vari motivi anche alcune donne nn fanno più, direi che gli uomini possono benissimo fare tutto quello che hai detto.
    Partite dal preconcetto che uguaglianza sia dare alle donne diritti che prima erano degli uomini.. UGUAGLIANZA è DARE DIRITTI UGUALI. PUNTO. ne più ne meno, cero alcune cose non si possono fare.. purtroppo.. o comunqeu si possono fare in tempi “ridottissimi”..

    Secondo quello che dici @radiobeba sembra quasi che i figli le facciate da sole.. eppure mi hanno insegnato diversamente.
    Poi secondo il tuo ragionamento dovremmo, noi uomini che lavoriamo e manteniamo la famiglia dire a voi donne: “ok voi pensate e decidete sul bimbo, io decido chi mangia e chi no, con i MIEI soldi, però..” e torniamo nel XX secolo.. A.C. però!

  43. Entro in punta di piedi e vorrei ricordare tutte le donne abbandonate dai loro compagni, che spesso come Ponzio Pilato, informati della gravidanza, erano solo capaci a lavarsene le mani. Qualcuno ti metteva in mano i soldi necessari all’aborto e poi ti faceva capire di sparire dalla sua vita.
    Sole ed abbandonate con la paura di essere scoperte e condannate, mettevano la loro vita in mano a veri delinquenti, che con metodi rozzi e senza nessun rapporto umano, praticavano l’aborto. Ci sono statistiche da far rabbrividire sul numero di donne morte dopo questa pratica. La mia generazione ha lottato per ottenere la 194, pensando soprattutto alle generazioni future. Sono convinta che solo le donne devono avere la possibilità di parlare di questo argomento e decidere in merito. Cosa ne sa il legisltore uomo della psicologia femminile e di quello che avviene nel suo corpo quando deve prendere una decisione così grave?
    Le vere rivoluzioni a volte si fanno conservando quello che si è conquistato con il sangue.
    Un caro saluto a tutti voi.
    Angela

  44. @angela
    è ciò che dico a chi reclama”il padre deve poter decidere!”

  45. FrancaFranca in ha detto:

    Non sapendo se l’hai visto, ti lascio l’ultimo commento che ho fatto su quel blog:
    “I toni usati nei commenti in questo post mi stupiscono in un blog che si definisce “voglia di sinistra”.
    Adesso neanche più a sinistra siamo capaci di dialogare e confrontare posizioni?

    Per il resto, quando si danno dei dati bisogna darli giusti, altrimenti si danno i numeri nel senso proverbiale…
    Quello dell’aborto è un tema che coinvolge le coscienze per cui una legge che lo disciplina non può altro che essere laica e permissiva E uno Stato che si definisce laico non può imporre scelte fondate su concezioni religiose che non tutti condividono”.

  46. Avevo letto ed apprezzato, Franca.

  47. Beh… che dire… deragliamento umano non so se è il termine giusto… certamente persona che ha le idee confuse… io sarò molto più moderato di lui, ma spero di riuscire ad essere un pò più coerente… certo, è pur vero che di catto-comunisti il mondo è pieno.. c’è un compagno che conosco di un comune qui vicino che tiene con orgoglio la foto di “Peppino” Stalin in camera e poi partecipa alla vita di parrocchia ed è iscritto ad azione cattolica… però almeno sull’aborto, evita di pronunciarsi… che dire… sono sempre i più estremisti…

    sull’aborto poche cose. Mi sembra scandaloso che lo si voglia rimettere in dubbio. Ci sono argomenti su cui credo la discussione non vada reintrodotta per nessun motivo. l’aborto è tra questi. E sono pronto a scommetterci da oggi che la fiaccolata di Militia Christi, che si tiene ogni anno sull’isola tiberina a Roma, per protestare contro l’aborto e affini, avrà un bel pò di risalto. Ah, Militia Christi è chiaramente un gruppuscolo clerico-fascista (http://www.militiachristi.it).

    Sul Papa… Breve accenno sul mio blog, in attesa di tempo per svilupparne un discorso… Oggi mi sono capitate due signore che parlavano e dicevano cose del tipo… “che vergogna cose così solo in Italia” una e l’altra “guarda, a volte mi vergogno di essere italiana”… condendo il tutto con grandi riferimenti da perfide conoscitrici del mondo accademico e della politica internazionale sul fatto che invece in germania e negli USA senza problemi… Avrei voluto rompere la loro armonia chiedendole: “Ma sapete per quale occasione avevano invitato il papa? Sapete cos’è l’apertura dell’anno accademico?”… Ho preferito lasciarle friggere nella loro ignoranza, vittime della totale assenza di un briciolo di intelligenza che gli permettesse di ragionare da sole sulle cose.

  48. anonimo in ha detto:

    Ciao Moltitudini, come va?
    E’ un po’ che non ci si vede, problemi miei: sto diventando indigente, ormai, testimone che la redistribuzione di ricchezza operata dal Governo, non ho idea se agisca sul ricco reddito, tenendo conto comunque che non fanno fame in ogni caso, nè se favorisce anche solo nell’idea quello operaio, per i quali tanti sindacati si spendono, anche se svendono…
    Di certo testimonio che la mia fascia, che era ai limiti del sopportabile, è diventata tragica. Non ho idea di come sia questa redistribuzione, se è la mia povertà e situazione debitoria attuale a far star meglio proletari (forse mal comune mezzo gaudio?), di certo io prima non me la passavo bene, ora son nella merda. Sopravvivo solo per aiuti esterni, non prolungabili oltretutto all’infinito, più o meno per le mie problematiche riproposte anche a chi cerca di aiutarmi.
    Per ora ho un tetto, in affitto, come sai, ma non credo di poterlo sostenere, purtroppo. E sì che non sono mai stato un bamboccione, che mi son levato da casa appena i mezzi mi ha concesso la sola incertezza, probabilità indefinita di poterlo fare…

    Ti volevo ringraziare perchè è a questo governo che devo questa disgrazia: prima stavo consolidando una posizione, seppur non solida, seppur non benestante, chissenefrega quando non hai più nulla, del più… il necessario diventa un sogno.
    Allora ti volevo ringraziare di cuore, nononstante non sia servito, ma il pensiero è quello che conta.

    Grazie Moltitudini. Per non aver votato questo governo infame. Forse non erano gli stessi motivi, ma grazie comunque di averci provato, come me, ad evitarlo.

    Naturalmente tutto ciò non riguarda solo me, ma coinvolge anche chi mi sta vicino, costretta oggi ad esser più lontano, con mia grande frustrazione e rabbia.

    Notte.

    Alieno

    P.S.: aldilà del fatto che le questioni che poni sono in secondo ordine tra le mie priorità, capirai perchè, non sono d’accordo. Ma forse era prevedibile, conoscendomi un po’. Se ripasso, magari argomento…
    Ciao. 😉

  49. @andreji
    grazie, poi passo sul tuo blog.
    Lo stalinista parrocchiano non mi stupisce, comunque.
    @alieno
    uh, quanto tempo.

    Intanto, mi dispiace sinceramente per questo tu scoramento personale.
    Le cose..van sempre peggio anche per me.

    Non credo sia colpa di questo governo, o non esclusivamente, governo che considero nemico, nel senso che semplicemente prendo atto che questo, come il precedente, non fa nulla che non sia alimentare- pur nella diversità delle lobby di riferimento – rendite di posizione e grandi interessi.

  50. La battuta del barbiere credo sia di Luttazzi.
    Ciao 🙂

  51. @astime
    Si, ma credo abbia a sua volta citato.

  52. poffarbacco!
    non ci dormirò sin che non ne vengo a capo :))
    ti terrò informato.

  53. oh….son sveglio da due giorni…sinchè non ne vieni a capo, non crollo.

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