m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

DISCUSSIONI IN DISCARICA

Ogni settimana ha la sua emergenza. Vorrei vivere qualche mese all’estero per capire se anche altrove tutto, ogni settimana, venga discusso in termini di emergenza che poi viene digerita, smaltita, e sostituita da un’altra, salvo il ripresentarsi dopo qualche mese.

Siamo sommersi prima che dai rifiuti, da un bombardamento emergenziale isterico…c’è il tempo , al limite, per "schierarsi", pollice su o giù, e vai con la prossima emrgenza, nessuno spazio per elaborare, riflettere e capire.

Lo stupro di una donna (da domani mai più, via i rumeni), una morte sul lavoro (da domani mai più), l’emergenza di Pianura (da domani mai più). 

E’ chiaro che nessuna "emergenza" è affrontabile nell’immediato, con soluzioni buone di lì a poche settimane, e non è ragionevole chieder a chicchessia – politico od opinionista – di risolver subito il tale problema. Se non con soluzioni tampone non strutturali.

Non fosse che poi il politico di turno si presta a ciò, promettendo che la tal cosa "mai più".
La bomba che sta esplodendo in Campania in questi giorni non è risolvibile tra oggi e sabato, ha aspetti complessi, anche tecnici, e si inserisce in un contesto sociale difficile.

Alcuni poi, che quando sono gli amici obiettivo della protesta devon deligittimare il dissenso, tentano di ricondurre trutto a destra e camorra.
Le responsabilità sono annose e di tutti gli schieramenti (e ciò fa in modo che nessuno possa assumersi responsabilità significative).
Bassolino, ad esempio: è uno che in quelle terre è al potere da lustri, è stato anche commissario straordinario all’emergenza rifiuti (con la nota censura della magistratuta contable per l’isituzione di un call center mangia soldi).
Tanti colgono la palla al balzo per strillare "termovalorizzatori, termovalorizzatori", intendendo – con la classica insipienza lessicale italiana – inceneritori: solo in italia, lo dico per inciso e tanto per dirne una, con il termine "termovalorizzazione" si parla dell’incenerimento dei rifiuti.
Se parlaste con un ingegnere di Bruxelles dicendo "termovalorizzatore" intendendo gli inceneritori non capirebbe di cosa state parlando, o forse si, ma eccepirebbe.
Quindi, anche in questo caso, si fa ampio uso di una confusione lessicale non da poco, sancita anche dall’unione europea.
Quindi: quasi tutti usiamo questo termine senza sapere che stiamo sbagliando.
Poi, si dice, che in europa tanti usano gli "inceneritori", ma non si dice che grandi paesi come Spagna e Gran Bretagna ne hanno, rispettivamente, 8 e 3.
L’argomento, anche in relazione alle emissioni, è altamente tecnico e complesso: non posso trattarlo qui e se si è davvero interessati invito tutti a condurre delle ricerche in proprio, prima di schierarsi dopo aver sentito lo slogan dell’opinionista o del lobbysta di turno.
Invito anche a segire cosa scrive alex321 (altro blogger che fa pensare) su altrenotizie

Ma sopratutto invito a riflettere su un elemento che  quasi nessuno – nella diatriba discariche-inceneritori – sfiora, lo ha fatto sinteticamente ed in modo intelligente FRANCO ieri.
Consumiamo sempre di più, produciamo sempre più rifiuti inutili, stupidi. Il problema sta quindi a monte, nella filiera del nostro sistema di produzione e consumo. Produciamo più spazzatura di dieci anni fa, un ragionamento banale: è inevitabile? Non è davvero pensabile porsi il problema non tanto e non solo di come smaltire i rifiuti, ma di quanti produrne?
E se la vera conquista di "progresso" e "sviluppo" fosse produrre meno spazzatura e, addirittura…follia delle folie..consumare meno?

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41 pensieri su “DISCUSSIONI IN DISCARICA

  1. E c’è un altro punto nero, di cui non parla nessuno. Quello dei rifiuti industriali. Che in Italia non sappiamo fare….
    Sarà la prossima emergenza.

  2. Un paese che ha appena rinnovato gli incentivi alla rottamazione delle auto, non credo abbia la lungimiranza di porsi certi problemi.

  3. davvero una follia, una splendida follia.
    (grazie)

  4. Il problema sarebbe proprio produrre e consumare meno, ma questo è “impossibile”, occorre rateizzare tutte le merci inutili che siamo costretti a comprare : pagheremo dopo, pagheremo tutto!

  5. produci consuma crepa…
    si legge dappertutto, forse qualcuo in più adesso (ma solo fino a domenica, poi ricomincia il campionato) pensa al significato di questa scritta!

  6. La più grande balla che i media sono riusciti a far passare sul tema è che in Campania le ripetute ‘emergenze’ di questi anni siano legate solo ed esclusivamente al mancato completamento del termovalorizzatore di Acerra.

    Bada bene, però, che l’utilizzo del termine non è del tutto fuorviante: anche in sede comunitaria si fa riferimento a quel particolare tipo di impianti che «utilizzano rifiuti come combustibile (regolarmente o in via aggiuntiva) per “produrre energia”»; il termine scelto in luogo di termovalorizzatore mi pare sia questo: ‘co-incineration plant’.

    Dunque è senz’altro vero che esiste un particolare tipo di stabilimento che è in grado di bruciare rifiuti e ricavarne energia.

    Tuttavia, altrettanto sicuramente è vero che non ogni tipo di rifiuto può essere utilizzato da questo tipo di impianti.

    Mentre resta da verificare se sia vero o meno che l’energia che si può ricavare dai rifiuti sia sempre e comunque inferiore a quella necessaria per il processo di combustione (ferme restando le riserve espresse da chi ne denuncia il fin troppo elevato impatto ambientale).

    Se non ricordo male – sto andando ‘a braccio’… -, peraltro, il materiale va adeguatamente trattato prima di poter essere utilizzato come Combustibile Da Rifiuti ed è proprio questo l’aspetto della vicenda che viene costantemente espunto dal dibattito pubblico: le cosiddette eco-balle, di cui tutti avrete sentito parlare in questi anni, non sono mai state trattate a norma di legge dall’impresa aggiudicataria dell’appalto.

    Questo significa che oggi in Campania vi sono non si sa bene esattamente quanti milioni di tonnellate di “FALSO CDR” che, non potendo essere destinate a nessun termovalorizzatore, devono essere necessariamente seppellite o incenerite (a seconda di quale dei due procedimenti rilasci meno sostanze tossiche nell’ambiente circostante).

    Questi milioni di tonnellate di ‘tritovariato/falso CDR’ sono stoccati oggi in un “sito provvisorio” che, se fosse stato svuotato regolarmente nel corso degli anni passati, avrebbe potuto accogliere tranquillamente tutto quello che è fermo a marcire per le strade della Campania in questi giorni (si tratta di circa 200mila tonnellate, stando alle ultime stime: un’inezia rispetto al monte rifiuti precedentemente inevaso!).

    Inutile dire poi che una quota amplissima della volumetria complessiva dei rifiuti prodotti potrebbe essere sottratta all’alternativa discarica/incenerimento, attraverso un più che mai opportuno ricorso al recupero dei materiali utilizzati.

    Come vedi, le cose non sono mai così banali come “chi detiene il controllo dei grandi media” prova a farcele apparire… 😉

  7. Cioè, ma vi rendete conto? Tutto sto burdello, quindici anni di complicità politico-mafiose e di immobilismo e cosa devo sentire dal governo ieri in tv? Tre inceneritori e nuove discariche!!! E quindi il problema era fare questi tre inceneritori, di cui uno nella mia città!!! E la raccolta differenziata? E la riduzione dei rifiuti? Anni e anni sprecati per arrivare alla ciliegina sulla torta conclusiva : il prossimo commissario sarà Gianni De Gennaro…Si vede che hanno intenzione di usarlo molto, il manganello!

  8. @babbuino
    de gennaro..ho visto. che dire:senza parole.
    @memento
    esiste, certo: ma non si parla di “termovalorizzatori”.
    Che, per altro, producono poi scarti a loro volta da stoccare da qualche parte.
    Grazie del bello e competente intervento!
    @skeno
    vecchio slogan tornato in auge più che mai!

  9. Produciamo più spazzatura perché siamo diventati una società “usa e getta”.
    Consumiamo, ci stufiamo, buttiamo, compriamo di nuovo.
    Sarei felice di comprare il latte da un distributore come quello sotto casa tua, ma qua in sicilia – che pure il latte lo produciamo – non esistono.
    E quando vedo certe cose, penso sia un bene che il paese sia in crisi;
    magari senza soldi in tasca, gli italiani cominciano davvero almeno a risparmiare.
    Magari col tempo imparano anche a riciclare.

    P.S.: noto con piacere che anche tu segui Alex.

  10. condivido sia sui termovalorizzatori (che potere che hanno le parole!!!) che sui rifiuti…

    il fatto è che ci vorrebbe un cambiamento quasi epocale…
    per fare un esempio minuscolo…chi pensa veramente che tutte le carte, cartine, cartoni che appena fatta la spesa vengono buttati siano rifiuti tranquillamente evitabili?

    negative

  11. post chiaro
    penso si debba però distinguere la fase della… “emergenza” (‘ste tonnellate di roba dove buttarle?) e quella di un discorso a medio/lungo termine: risparmio, riciclo, differenziata, dotazione dei cassonetti dappertutto, campagne informative ecc. . Spero che la paura che comunque anche i campani, e non solo, si sono presi serva a stare più “attenti” in futuro.
    Sulla decrescita sai che apri una porta aperta.
    ciao

  12. @negative
    ad esempio, pare una cazzata…ma c’hai ragione.
    @d4ark
    Alex è un grandissimo!
    @giovanotta
    sarà. Ma in più di un contesto di “sinistra” ala parola decrescita si son messi a ridere, quando ne ho parlato.

  13. @memento7, grazie! commento (#6) chiarissimo, sintetico, ricco di informazioni.

  14. completamente d’accordo, come spesso (ma non sempre, neh!) mi capita quando leggo i tuoi post.
    io m’impegno a fare il possibile per ridurre al minimo i miei rifiuti: separo, riciclo, cerco di evitare gli imballaggi superflui e non getto neppure una cicca per terra!
    hai fatto bene ad introdurre una distinzione tra “inceneritori” e “termovalorizzatori” perché c’è tanta cattiva informazione in giro tra tv e giornali attenti solo alle sensazioni passeggere e non alle vere notizie.
    auguri (non è mai troppo tardi) di BUON ANNO!
    🙂

  15. anonimo in ha detto:

    anch’io sono d’accordo su tutto, ma ho molta paura, perchè vedo che i media (e naturalmente chi per loro)stanno puntando tutto (e usando l’emergenza per costruire…) su questi termovalorizzatori/inceneritori che sono un grosso business per amministratori locali, camorra e gente senza scrupoli senza minimamente attivarsi per una seria raccolta differenziata e utilizzo conseguente dei rifiuti: ciò porterà a non migliorare la situazione dal punto di vista della situazione “gestione camorristica dei rifiuti”, si sposta solo l’oggetto, continuando ad inquinare forse peggio e legalmente.
    In più qualcuno mi sa dire se è vero che per far funzionare un termovalorizzatore ci vuole più energia di quella che si ricava?
    Laura

  16. @FrancoG

    Prego, figurati! 😉 Si fa quel che si può…
    ___________

    @moltitudini

    Elencati i fatti, posso esprimere più liberamente la mia opinione.

    In questi giorni, avrai notato, come nel dibattito pubblico l’accento si pone quasi sempre sulla necessità di costruire gli impianti per l’incenerimento; ora sono diventati 3, ma non è ancora chiaro se dovranno bruciare solo CDR o se uno dei tre potrà bruciare anche il cosiddetto “rifiuto tal quale”…

    É altresì chiaro (sempre per i Grandi Media) che senza le “pippe ambientaliste” la Campania non avrebbe avuto nessun problema; non a caso si pretendono non solo le dimissioni dell’accoppiata Bassolino/Jervolino, ma anche quelle del ministro per l’ambiente in carica (in quanto Verde, perché se ho ben capito oggi questa è diventata una colpa di per sé…).

    Tutti hanno il loro capro espiatorio da additare al pubblico ludibrio, lo capisci, no?

    Peccato che nessuno abbia chiesto pubblicamente all’impresa aggiudicataria di cui dicevo nel mio post di ieri di rifondere il danno arrecato alla Regione Campania creando quei milioni di tonnellate di falso CDR che ancora non si sa bene che fine dovranno mai fare.

    Come dire che qui non si tratta di essere di questo o quel particolare orientamento politico: qui si tratta solo di essere un minimo onesti nel dare le notizie…

    Un’utopia, a quanto pare.

  17. @Franco
    visto che ho fatto bene a citare Memento tra i blogger che inducono pensiero?

    @laura
    il discorso -rispetto alla redditività- è assai complesso, già solo i pochi e competenti accenni di memento danno l’idea di come un solo post non sarebbe sufficiente.
    Intanto va però fermato qualche paletto: è dimostrato come il 70% dei r.s.u potrebbe esser ricicilato.

    il termine termovalorizzazione è un eufemismo, in realtà in nore e direttive si parla di inceneritori.
    Non si può pensare che i rifiuti siano fonti “rinnovabili”, che diamine.

    Solo l’italia finanzia questo modo di produrre energia.

    Io conosco gli studi del mio concittadino Federico Valerio, scienziato ambientalista da sempre in prima fila contro gli inceneritori sulla base di studi e dati.

    Se trovo qualcosa te lo passo…in ogni caso dimostrerebbe in modo abbastanza chiaro come complessivamente, la “filiera” della termodistruzione sia complessivamente irrazionale dal punto di vista energetico ma assai economicamente redditizia per chi brucia i rifiuti, -aldilà che, ma per capire questo di Valerio non c’è bisogno – la termodistruzione incentiva la produzione di rifiuti, di fatto.

    Per ragionare sul “saldo” di cui parli tu, bisogna tener conto che l’energia che si recupera dall’incenerimento dei rifiuti è, se non ramento male, circa il 20% del potere calorifico totale.
    Mi dicono sia una percentuale bassa.
    Poi bisognerebbe calcolare ciò in relazione all’energia che serve per la produzione del CDR ed il trattamento e smaltimento delle varie scorie: fumi, polveri, acque, etc.

  18. AnelliDiFumo in ha detto:

    Consumare meno? Comunista! Hahahhahaha.

  19. @anelli
    ahahah!
    sciocco! 😉
    Seriamente: in realtà questi ragionamenti sulla “decrescita” tra certi comunisti ortodossi, siccome vittime di una cultura positivsta e produttivista, hanno assai poca presa.

  20. http://elfobruno.ilcannocchiale.it/post/1743058.html

    Sei stato nominato… 😉

    (e a te questi giochini dovrebbero pure piacerti!)

    l’Elfo

  21. anonimo in ha detto:

    …ma infatti io sono contro i “termovalorizzatori” , qualcosa ho letto, ma sarò felice di leggere ancora e altro.
    Ho letto anche del TMB Trattamento meccanico Biologico a freddo che è già usato in Germania sui rifiuti che rimangono non utilizzabili per il riciclaggio e il compostaggio e che da ottimi risultati anche per l’ambiente e la salute.
    laura

  22. vuoi introdurre la Nep?
    Per me va benissimo!^_^

    Trovo ridicolo che un governo cerchi di mostrare forza,dicendo che inpochi giorni risolveranno il problema.Non è fisicamente possibile.
    Come anche il bollare di camorra le manifestazioni,si dovrebbe esser poù cauti

  23. Signor Prodi la ringraziamo per i tumori che ha deciso di regalarci costruendo i termovalorizzatori in Sicilia

    staff freesud

    http://www.riberaonline.blogspot.com

  24. @Laura
    bene..se ripassi di qui domani ti linko due o tre cose di Valerio.

  25. Hai centrato il problema, la questio è: che bisognerebbe produrre meno “spazzatura”, invece per il -capitalismo-globalizzato”, ciò è impossibile. Ad oggi, poi, anche la sinistra-istituzionale- è su quella deriva, altrimenti uscirebbero dal governo dei padroni di turno, non ti pare? Cari saluti!

  26. ti ho nominato anch’io al tba ma giuro che non avevo ancora letto il post sotto! 🙂
    a proposito di alex321 farei un po’ di pubblicità al suo bel libro autoprodotto e scritto in tempi non sospetti..

  27. anonimo in ha detto:

    Ho letto, grazie.
    Una domanda: ma i termovalorizzatori non dovrebbero “usare” i rifiuti esclusi dalla raccolta differenziata e non essere un’alternativa alla stessa?
    Laura

  28. anonimo in ha detto:

    Napolì
    Essendo un agglomerato di un milione e più di abitanti Napoli dovrebbe
    attirare investimenti almeno in regione, eppure la città più popolata
    della Campania è anche la città più povera della regione (insieme a
    Caserta), Avellino 18mila, Salerno 17mila, Benevento 16mila e 9.

    Napoli riceve ingenti aiuti dall’UE avendo un pil pro-capite inferiore
    al 75% del pil medio dell’Europa a 25. Naturalmente tra quelle che
    ricevono aiuti europei è l’unica città che non cresce. Le pulite e
    civili città dell’Europa dell’Est dopo decenni di dittatura, in poco
    più di 5 anni gli sono già davanti. Praga 22mila, Budapest 20mila.
    Anche grazie agli aiuti europei crescono al ritmo del 7% l’anno.
    Napoli nonostante sia stata foraggiata per 60 anni da uno Stato
    facente parte del G8 e riceva aiuti europei da oltre un decennio, non
    cresce ed è ferma da 40 anni.

    Pochi anni fa in Italia si parlava di fare la fine dell’Argentina,
    magari Napoli fosse come l’Argentina che cresce all’8% l’anno ed ha
    già pareggiato il pil pro-capite del fesso napoletano. Fesso. Infatti
    il napoletano crede di essere il più furbo, invece è il più fesso, il
    più povero. Esprimendosi nella sua napoletanità frega solo se stesso.

    La colpa di ciò è del napoletano che è maestro dell’omertà e delle
    scuse. Il napoletano ha affinato nel tempo i metodi con i quali
    difende la sua napoletanità, quella che affoga Napoli nell’immondizia.
    Spersonalizzazione dei problemi. Relativismo culturale. Non crediate
    che la napoletanità sia un problema solo dei ceti bassi di Napoli,
    della plebaglia napoletana “che è molto più plebe delle altre” come
    disse Montesquieu. Boia di Napoli è anche quella che si ritiene
    borghesia, pezzenti arricchiti con mentalità feudale napoletana,
    estranea alla genti europee. Per un essere umano civilizzato girare a
    Napoli è come prendere la macchina del tempo e recarsi nelle realtà
    pre-rivoluzione industriale.

    A Napoli il modello di società è diverso da quello dell’Occidente, non
    c’è coesione e collaborazione sociale, ma il contrario, fregare il
    prossimo è un titolo di merito. Visitandola vedrete quelle facce
    orrende di una plebe ferma al diciassettesimo secolo, la plebaglia
    napoletana imbruttita, facce rabbiose e rancorose, mai viste in
    Europa, vi imbatterete nella “borghesia cialtrona” napoletana che
    scimmiotta borghesie del Primo mondo ma gli riesce malissimo. Sono le
    due facce della stessa medaglia, la napoletanità.

    La spersonalizzazione dei problemi viene messa in atto dal napoletano
    di default. Anche il napoletano che può sembrare, ai poco attenti, ben
    disposto a discutere dei problemi di Napoli, dissimula e lavora per la
    napoletanità. Afferma cose come “C’è la camorra”. “C’è la
    disoccupazione”. Come se queste caratteristiche della città di Napoli
    siano piovute dal cielo. La camorra è fatta da napoletani con cultura
    napoletana e non è un fenomeno ristretto, interi quartieri sono
    dipendenti dagli affari della camorra, la cultura napoletana, la
    napoletanità fatta di meschina furbizia tendente a fregare colui che
    loro chiamano “fesso” (i fessi risultano loro, più poveri di tutti e
    terzo mondo), la lode al prepotente.

    La camorra e la napoletanità sono in simbiosi, l’una il risultato
    dell’altra, la napoletanità recita che la camorra c’è a causa della
    disoccupazione. La disoccupazione naturalmente è anch’essa piovuta dal
    cielo. Dove c’è lavoro questo viene creato dai cittadini, dalla gente
    comune. Il napoletano non lo sa, fa parte di un altro mondo, quello
    della plebaglia incattivita e suddita che spersonalizza tutto. I
    problemi esistono in quanto tali, mai c’entra il napoletano, casomai,
    se proprio vogliamo cercare le cause, guardiamo verso il primo mondo.
    Il famoso e cattivo Nord.

    Negli ultimi giorni il napoletano è preoccupato per la monnezza, lo
    sapete perché? Perché poi “quelli del Nord continuano con i pregiudizi
    contro Napoli”. Al napoletano starebbe benissimo la monnezza se non se
    ne parlasse a livello nazionale. Il napoletano sente molto quello che
    lui chiama “razzismo”, come se facesse parte di un’altra razza e
    rivendicasse ciò.

    Della monnezza e della camorra poco importa, non li percepisce come
    problemi importanti. Non a caso la prima azione che il napoletano si
    preoccupa di compiere quando un “non napoletano” parla dei problemi di
    Napoli, è la giustificazione di ciò che è Napoli, non percepirete
    afflizione o profondo dolore per la situazione della sua città, ma
    preoccupazione del contorno, di ciò che i “non napoletani” dicono. Lo
    sentirete dare scuse terzomondiste degne di lui “ma la camorra c’è
    anche al Nord”, “ricordatevi di Tanzi”. Problemi da primo mondo di cui
    non dovrebbe occuparsi. Il relativismo culturale è un’altra arma che
    utilizzano gli omertosi napoletani in quanto stanno bene nella Napoli
    attuale, a patto che questa non venga criticata da coloro che il
    napoletano definisce “razzisti”.

    Non c’è politica che tenga. I napoletani omertosi spesso la buttano in
    politica. “E’ colpa dello Stato” “E’ colpa del Governo o delle
    Istituzioni”. Come se lo Stato non fosse ognuno di loro. Se interi
    quartieri scippano, rubano, si alzano con lo scopo di fregare l’altro,
    il risultato è Napoli. Il napoletano non può creare società prospere a
    causa della napoletanità, il cui unico scopo è fregare il prossimo. A
    breve termine gode del vantaggio, misero il più delle volte, di aver
    sottratto, fregato, ma degno di merito nella sua cultura napoletana,
    in quanto ha fregato qualcuno, si è dimostrato più furbo. Catastrofico
    a medio e lungo termine. Verrà fuori Napoli.

    Nessun politico potrebbe far nulla di fronte alla plebaglia napoletana
    ed alla borghesia troglodita di Napoli. I paesi avanzati e civili sono
    avanzati perché godono di materia prima civile. E’ la qualità della
    materia prima, la qualità dei cittadini che abitano un luogo, che
    rende un determinato luogo civile, vivibile o meno. Trasferite la
    materia prima di Napoli, i napoletani, in Danimarca e portate i danesi
    a Napoli. Vedrete che non ci sarà politico che tenga, neanche
    Bassolino riuscirebbe a far somigliare lontanamente i danesi
    trasferitisi a Napoli ai napoletani della Napoli odierna. Con i danesi
    al posto dei napoletani Napoli sarebbe una città civile del primo
    mondo. Trasferite la plebaglia napoletana in Danimarca e nemmeno il
    più illuminato statista riuscirebbe a far venire fuori una Danimarca
    civile. Sarebbe terzo mondo, uguale a ciò che è Napoli attualmente.

    Bassolino-Jervolino sono boia degni di Napoli e dei napoletani.
    Chiunque al posto loro si sarebbe dimesso, solo in Zimbabwe Mugabe
    resiste con una gestione politica simile, anche ciò è indicativo. Ma
    non fidatevi delle loro scuse da napoletani, lo dico da napoletano che
    li conosce bene. Se non riescono a dare la colpa al Nord la danno al
    Governo, se non riescono a darla al Governo la danno alle Istituzioni
    locali. Gli unici colpevoli della situazione di Napoli sono i
    napoletani.

  29. @anonimo
    Ma si, è colpa dei napoletani, dal primo all’ultimo! 😉 Unici colpevoli, ,tutti, eh, nessuno escluso!

    @laura
    Ma se “bruciare” i rifiuti porta denaro a chi li brucia e per di più la differenziata non si fa….

  30. consumare meno?
    ma che dici, cosumiamo anche poco rispetto a quanto ci vorrebbero far coansumare….

  31. Devo leggere il discorso che fa Franco sul suo blog… anch’io in un post sul mio blog ho tentato di analizzare questo punto… Gli inceneritori… già, bella idea… nessuno dice neanche che in Germania ne avevano a bizzeffe nei primi anni ’90 e che, incrementando la raccolta differenziata, ne hanno chiusi parecchi e altri girano senza bruciare quanto potrebbero.
    In Italia però c’è un business assurdo intorno agli inceneritori… nel lazio ne vogliono costruire altri 3 o 4, uno anche dalle mie parti a quanto pare… dietro tutto c’è ACEA SpA… che si occupa anche di acqua e sta acquistando tutta la rete idrica regionale e non solo… chiaramente si legge ACEA ma si scrive Partito Democratico… anche perchè poi nessuno dice che un inceneritore deve bruciare per un decennio per ammortizzare i costi… questo significa che farne uno oggi non vuol dire andare contro un’emergenza… vuol dire costruire un business decennale…
    Però è chiaramente colpa nostra… Io ormai non sopporto nè gli scarichi di responsabilità dei politici, nè gli attacchi che subiscono…
    Qui la gente se ne fotte di tutto, poi quando gli toccano le proprietà o gli interessi si riscopre cittadino (con tutto quello che ciò comporta). Oltre al fatto di cui parlo sul mio blog sul sistema di produzione, concetto forse troppo ampio per la mente demente di molti italiani; basta pensare al cip6… da quanti anni gli italiani sulle bollette pagano questa tassa che va per le energie rinnovabili, tra cui in Italia – unico caso al mondo – sono compresi gli inceneritori? Poi, è vero che la raccolta differenziata se non è porta a porta non funziona… ma io sono l’unico stronzo che gira in macchina con buste di carta, vetro, plastica e alluminio cercando campane dove buttarle?
    E allora si tengano la spazzatura… perchè tutti sono buoni a parlare, ma poi quando qualche amico di bassolino va a chiedere il voto promettendo un posto di lavoro, tutti sono pronti a vendersi… dopotutto se la mafia, il malcostume, l’incapacità esiste non è certo colpa del politico di turno… poveraccio anche lui deve arrivare alla fine del mese… come ci arriverà il figlio di quello che li ha votati…
    Unico grande calderone di cose… ma ci sono cose che proprio mi fanno incazzare di questo Paese di merda… e in generale è la gente che lo abita.

  32. Mi piacerebbe scrivere un post dal titolo: “la democrazia ha fallita. Voglio la dittatura… del proletariato”.
    Che ne dici? Spero di averne il tempo entro la fine di questo 2008…

  33. Caro moltitudini..
    scrivi – bene- di tanti argomenti importanti..

    io faccio un’unica fatica…
    Ti leggo con fatica: carattere piccolo e bianco in tutto questo nero…
    perchè non darsi una nuova veste stilistica… d’altronde è il nuovo anno..
    ( piccolo suggerimento.. alla fine si tratta del tuo blog…)
    Ciaoooooooooooooooooooo

  34. http://www.liberazione.it/

    Vi invito a dare un’occhiata, se avete tempo, agli articoli che Liberazione ha dedicato negli ultimi 3 giorni alla questione dei rifiuti in Campania.

    Molto interessanti quelli di Roberto Musacchio e di Sabina Morandi sull’edizione di oggi (che però, non sono ancora disponibili on line…).

    Mercoledì, invece, è stato Tommaso Sodano a raccontare un po’ di scomode verità (che si integrano quasi perfettamente con quanto da me segnalato nei post precedenti).

    Cito alcuni estratti particolarmente significativi:

    «Per comprendere il disastro di queste ore bisogna andare indietro nel tempo, al 1997, quando, per risolvere l’emergenza rifiuti venne approntato un Piano Regionale incentrato sul business degli inceneritori e costruito per favorire un gruppo imprenditoriale in particolare: la FIBE (Impregilo).

    Il movimento ambientalista aveva seri dubbi. Il governo Berlusconi e il presidente Bassolino avevano detto che quello di Acerra sarebbe stato l’inceneritore più moderno d’Europa (sebbene costruito nel territorio più inquinato d’Europa). Poi, proprio grazie alla battaglia fatta dal movimento ambientalista, abbiamo saputo che la commissione sulla valutazione dell’impatto ambientale del Ministero, allora guidato da Matteoli, aveva indicato 27 adeguamenti necessari per rendere quell’impianto a norma, e che per far questo servivano 50 milioni di euro.

    (…)

    Ancora oggi non sappiamo quanti e quali di questi adeguamenti siano stati effettivamente apportati. Per non parlare del fatto che il cantiere dell’inceneritore di Acerra, sebbene contestato dal movimento ambientalista, è stato aperto il 17 agosto del 2004 e nessuno ci ha ancora spiegato come mai, dopo ben 4 anni, i lavori non sono stati completati e questo nonostante le ripetute assicurazioni da parte del governatore che, quell’impianto, sarebbe entrato in funzione nel giro di soli 18 mesi. Tuttavia, se oggi ci sono 23 persone, compresi i vari commissari, finiti sotto inchiesta dalla magistratura, questo dimostra che il movimento ambientalista qualche ragione ce l’aveva sebbene in queste ore cerca di farsi strada con molta fatica il “pensiero debole” di Bassolino, De Mita e di tutti gli altri accoliti del partito democratico.

    Occorre cambiare il passo.

    (…) è un segnale positivo la predisposizione di un piano di raccolta differenziata che gli enti locali dovranno elaborare nei prossimi 60 giorni se non vogliono rischiare l’immediato commissariamento qualora risultino inadempienti.

    (…)

    In questi lunghi e tristi anni, però, lo stato di emergenza, la necessità quindi di smaltire rapidamente quella grande quantità di rifiuti che altrimenti continua ad accatastarsi per strada, è stato usato come motivo per evitare di organizzare il trattamento dei rifiuti prima del loro conferimento in discarica e per sottrarsi alla raccolta differenziata, condizione questa ineludibile per una corretta gestione del problema.

    Ed è proprio dell’eterna “emergenza” che si nutrono la criminalità ambientale e i clientelismi politici, non solo negli ambiti degli appalti e dei trasporti, ma anche nella fase di individuazione e di gestione dei siti di stoccaggio dei rifiuti.

    Avrà un bel da fare il prefetto De Gennaro, neo commissario, in questi quattro mesi che avrà davanti.

    Accanto alle montagne di rifiuti disseminate per le strade campane, esiste anche un altro problema: lo smaltimento di oltre sei milioni di ecoballe sparse nel territorio campano.

    Si tratta, come molti sanno, di rifiuti “tal quali” che non possono essere bruciati né ad Acerra né in altri inceneritori della regione.

    A meno che non si usino poteri straordinari come arma per scavalcare ogni tipo di norma posta a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e si decida di adottare in via definitiva la scelta dell’incenerimento del “cdr”.

    Bruciare plastica, pneumatici e quant’altro si può trovare nelle ecoballe accumulate nella regione potrebbe essere il colpo letale per un popolazione già afflitta da una percentuale spaventosamente alta di malattie tumorali, aborti e malformazioni fetali direttamente causati dall’emergenza rifiuti (dati: Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).»
    (…)

    Io vorrei solo aggiungere che il vero segnale forte che stavolta è partito da Roma è stato quello di impiegare i mezzi dell’esercito per liberare le strade dai cumuli di rifiuti.

    Come dire: signori cari, da questo momento in poi, il business degli incarichi straordinari da conferire alle imprese ‘specializzate’ nel fare questo lavoro, chiude definitivamente.
    (quest’ultimo passaggio è per quelli che non capiscono chi è che ci guadagna a far durare indefinitamente lo stato di emergenza…)

  35. @claudio
    mmh…dici??

    @andrea
    ho letto il tuo post, condivido ciò che dici e, sul tuo blog, ti ho detto una cosetta.

    @radiobeba
    link d’uopo.
    @memento

    non ti ringrazierò mai abbastanza per il contributo dato a questa discussione

    @campodei fiori
    mmh—-forse hai ragione, ma il bianco su nero difficilmente riuscirò a cambiarlo…spero di non perderti per questo. 😉

  36. @all’anonimo
    Senti, ma i salernitani hanno un genotipo diverso?

  37. Ti ho risposto a mia volta… e anche stavolta ti condivido… sarà grave ‘sta cosa?!?

  38. @andreji
    bè, potrebbe pure darsi! Vengo a leggere.

  39. Grazie a te per il tuo impegno! Ciao.

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