m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

RECENSIONI

Breve post di fine anno caratterizzato da alcune recensioni.
Le prime due, libresche.

a cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti
GLI AUTONOMI, le storie, le lotte, le teorie. volume II.
DeriveApprodi


In modo assai gradito, tra i regali ricevuti c’è stato il secondo volume dell’opera a cura di Banchi e Caminiti,  "gli autonomi".

Per una recensione del primo volume, rimando QUI.

Io mi occupo del secondo.

Tra tutte le principali realtà politiche extraparlamentari, quella che ruota attorno alle esperienze dell’"autonomia" (intesa come area articolata di esperienze politiche antagoniste che ha percorso la penisola negli anni ’70) è quella che più di tutte resta misconosciuta, reca su di sé uno stigma, evoca scenari cupi se non rozzi. Lo stereotipo, insomma, dell’autonomo col casco ed il passamontagna.
Insomma, dire che si stava in "lotta continua" fa un po’ figo, nell’autonomia…no. Anche le "BR" in alcuni evocano immaginari quasi "bohemien", o esercitano un certo fascino.

Forse ciò è un pregio, e forse  la causa di questa "ombra"  – che è difficilmente spiegabile dati, comunque la si veda,  le dimensioni del fenomeno, la ricchezza dell’analisi teorica e la quantità di giovani, donne e uomini che a questa esperienza hanno partecipato –  sta esattamente nei nodi che quella esperienza ha toccato, nel livello di lettura della società capitalista ( quantomai avanti) , nel protagonismo dato a nuovi bisogni, nella critica dello stato, dei partiti, dei limiti del marxismo ortodosso.
Insomma, causa di questo oblio è, probabilmente, la forza del concetto stesso di "autonomia", la lettura della società che implica, gli elementi di conflitto che introduce.
Il volume II di questa pregevole opera è diviso in tre sezioni. Una prima parte di testi in parte inediti  sull’"autonomia" (a cura di Miliucci, Pifano, Bifo ed altri).
La seconda sezione è una accuratissima cronologia che anno per anno raccoglie i principali fatti sociali e politici del paese, sino agli arresti del 7 aprile 1979, il teorema "calogero", una delle più odiose pagine giudiziarie con le quali Stato, PCI, DC e magistrati stroncarono definitivamente l’ondata antagonista di quegli anni.
In questa sezione è presente anche una ricca antologia di scritti teorici comparsi in quegli anni sui vari giornali dell’area.
La terza sezione, ossia quella "internazionale",  forse la più interessante  sezione, prende in esame la rilfessione internazionale sull’esperienza dell’"autonomia", e come, nel mondo, i suoi spunti teorici di lettura della trasformazione della società capitalista siano punto di riferimento obbligato nella lettura del capitalismo globale e della riflessione sulla liberazione dallo sfruttamento.
Nel libro sono presenti interventi anche interventi di Hardt, Negri, del mai dimenticato Primo Moroni, di Tronti, Paccino, Guattari e tanti altri.

Non so che seguito avrà questa recensione, ma mentre si chiude il trentennale del ’77, mentre è sempre più evidente la residualità delle esperienze di partito e delle forme di lotta politica "consentite", il sempre più ampio spazio tra società e compatibilità di palazzo dove solo il capitale è possibile rappresentare, recensire questo libro, ed evocare quell’esperienza, era dovuto.

Roger Fisher, William Ury, Bruce Patton
L’ARTE DEL NEGOZIATO
per chi vuole ottenere il meglio in una trattativa ed evitare lo scontro
ed. Corbaccio

Saggio che sto leggendo per lavoro, e che aldilà delle criticità che gli muoverei, è un testo interessante ed anche utile.
E’ un libro sul "negoziato", sulla trattativa, sul confronto, sulla comunicazione e sulla contrattazione.

Un testo assai pragmatico -e di facile lettura -che cerca di fornire strumenti per tutte quelle situazioni nella vita nelle quali trattiamo, negoziamo, comunichiamo con gli altri.
Come dire in modo più proficuo la medesima cosa, su quali elementi del "conflitto" concentrarsi, quali tecniche utilizzare, come – in ultima istanza – ottenere dall’altro quel che si vuole, preferibilmente con la massima soddisfazione delle parti.
E’ un testo che se letto criticamente, alcuni presupposti del libro non li condivido ed alcune analisi sono secondo me un po’ superficiali,  fornisce senza ombra di dubbio un valido aiuto in tutti quegli ambiti (dai rapporti interpersonali al lavoro, dai confronti dialettici alle trattative) nei quali dia-loghiamo con altri.

La promessa dell’assassino
regia di Daivd Cronemberg
Con  Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Sinéad Cusack, Jerzy Skolimowski.
A FrancoG lascio l’onere, se lo vedrà, di una recensione approfondita.
Io dico solo che ho trovato per l’ennesima volta un Cronemberg straordinario, un Mortensen bravo ed affascinante come non mai ,ed un ottimo Cassel (secondo me attore sottovalutato e sottoutilizzato).
Un film cupo ed inquieto, un dramma che prende forma nell’incontro tra la normale vita di una levatrice ed il mondo della malavita russa di Londra.
Codici etici,  rapporti di genere, gerarchie e rapporti tra "maschi", dilemmi esistenziali e morali, la famiglia.
Un lavoro da vero "maestro", in ogni particolare, ad ogni livello
.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

30 pensieri su “RECENSIONI

  1. Non ho ancora comprato il secondo volume di Autonomi perchè…costa venticnque euri e mi girano troppo i coglioni per questo fatto, quando mi passa lo comprerò…
    Come dici tu l’autonomia, non a caso, non ha avuto una ricostruzione storiografica adeguata alle altre esperienze politiche. E’ giusto prendere il filo di tante storie così ricche e feconde, anche in maniera autocritica, come fa Bifo, la cui prospettiva mi sento di condividere molto. Il rischio che vedo, non so se tu l’hai notato, è di “sterilizzare” e di presentare come liscio e accademico un percorso, come quello dell’autonomia, fatto anche di follie, violenze e cazzate. Cioè, tanto più gli autonomi “avevano ragione”, tanto più, paradossalmente hanno commesso errori. Se uno legge “dominio e sabotaggio” del Professore si rende conto della sua mefistofelica meravigliosa capacità di analisi, per me insuperata e molto milgliore di quella successiva alla Impero. Però la sconfitta dell’autonomia, aldilà del 7 Aprile, è un fatto che va indagato senza sconti, se non vogliamo ripercorrere le stesse strade trent’anni dopo. Scusa la confusione, magari mi esprimo meglio un’altra volta 😉

  2. @babbuino
    ahhaa, “il Professore”…;)

    eh, dominio e sabotaggio. Pensa, ne ho letti solo stralci tempo fa.
    Credo che “derive e approdi” lo abbia inserito in un testo, potrebbe essere il prossimo acquisto.

    Ciò che dici è vero, ma credo che la valenza di quel saggio sia anche legata all’elevato livello di scontro, di analisi e consapevolezza diffusa che, appunto, connotano quel periodo.

    Impero e Moltitudine restano comunque, rispetto alla lettura della “fase”, punti di riferimento attualmente inarrivabili, nel contesto generale di oggi.

    Poi, anche io ne conosco le fumosità.

    Condivido tutto il tuo commento, anche nelle criticità.

    Restando ad un livello superificale, e senza spirito partigiano, resta però curioso che chiunque sappia cosa fosse “lotta continua” , anche solo in termini di “logo”..;)
    “l’autonomia” no, è misconosciuta o legata a rozzi stereotipi.

    E ciò è apparentemente incomprensibile, data la ricchezza del fenomeno, tanto in termini militanti quanto in termini di analisi marxista.

    Quante cose sono oggi assodate e scontate, tra quelle che 30 anni fa venivano intraviste e lette da quella parte di movimento…o no?

  3. Si, sicuramente la ricchezza del pensiero e della pratica autonoma o post-operaista sono oggi tanto attuali quanto misconosciute. Per cui, alla fine, è importante fare “genealogia”. Penso anche ad una cosa, per essere concreti : quello che scriveva Negri sull’operaio sociale, sulla fabbrica diffusa e poi quello che ha detto il movimento del nordest sul post-fordismo, sul federalismo, sullo zapatismo ecc. ecc. all’inizio venivano viste da tutti, soprattutto dai marxisti “ortodossi” come stranezze eretiche, mentre oggi pure i leninisti più vetero o i sinistri più trogloditi ce l’hanno come acquisizione concettuale!!! E pochi lo ammettono! Poi il discorso autocritico sarebbe lungo da fare e riguarda comunque la sconfitta di un movimento intero, di una generazione, della effettiva impossibilità reale di un “assalto al cielo”. Però è anche vero che tante pratiche dell’autonomia, se non hanno portato alla “presa del potere”, hanno scavato nel sociale come nessun’altro ha fatto (rifiuto del lavoro, creatività ecc.). Su Negri ho un problema strano, cioè quello di non seguirlo troppo 🙂 è uno che ti può anche “scapezzare” per quanto la sua analisi è affascinante e immaginifica : ogni tanto cerco di prendere pure le critiche ragionate per buone. Mi ricordo all’ultima assemblea a Padova come prefigurasse la vita immortale raggiunta per via della tecnica nei prossimi secoli. Poi oggi leggevo sul giornale che una cosa del genere è possibile secondo alcuni scienziati…Maledetto Professore, quante ne sai!

  4. Interessanti i titoli che suggerisci.Ed anche il film di Cronenberg, che non mancherò di visionare.Sebbene il recente “A history of violence” mi abbia un pò deluso, in rapporto alle sue grandissime prove passate.

    Sappi che mi hai già invogliato ad acquistare “Impero” e “Moltitudine”, tanto per dire, fanno parte di regali papabili o comunque prossime letture… 😉

    La figura di Negri ha sempre suscitato in me sentimenti contrastanti e un pò di diffidenza.Ma dalle cose che sto leggendo e ascoltando in questi giorni (mi riferisco anche ad articoloi o interventi di qualche anno fa – e in questo senso il sito di Radio Radicale è molto utile – ) mi sembra faccia ragionamenti e analisi complesse e molto lucide, degne se non altro di essere approfondite.Ti saprò dire!

  5. @marxetto
    capisco che se si ama il Cronenberg sino a “spider” , “history of violence” possa spiazzare un poco.
    Anche io attendendndomi tutt’altro rimasi un po’ così.
    Anche se mi è piaciuto.
    E questo ultimo film, è davvero straordinario (è comunque più nel filone di “history of violence” che non del resto della sua filmografia).

    @babbuino
    sempre sia lodato.

  6. può una Donna in un blog “alto” e non superstizioso (?) dire buon 2008 a tutti i frequentatori e a moltitudini ? 😉

  7. certo che può!!!
    ma scusa..donna che c’entra??
    e…alto..”de che”???
    auguri!

  8. “alto” non è un’offesa.è un giusto riconoscimento a tutti voi. per quanto riguarda gli auguri “rosa”: /nella “bassa” le Donne portono “sfiga”..a capodanno. gli auguri sono degli uomini.ci hanno raccontato che il mattino del “primo” devi incontrare , vedere un uomo…sarai fortunato! se vedi o incontri una Donna..toccati.e noi Donne “cresciamo” pensando che siamo …. ;-)/
    buon 2008 di lotta e non solo?

  9. ciao, non sono più passata perchè è un periodo davvero oscuro dal momento che sono passata dalle file del precariato a quelle della disoccupazione….. e lottare è stato davvero inutile!!! sono troppo nera… troppo…. tuttavia cerco di starmene serena altrimenti ledo la mia psiche inutilmente!!!!
    Speriamo che il 2008 sia un anno più sereno…. da tutti i punti di vista: sociali e personali!!!!!…. quindi anche se convenzionale ti auguro BUON ANNO!!!!!
    P.S. La foto del bimbo che piange la morte di Babbo Natale l’anno scorso la postai anch’io!!!!

  10. @missmeletta
    azz..mi dispiace.
    Un abbraccio.
    @zialaura
    questa giuro non la sapevo…. 😉

  11. bel film. come già scrissi da me.[sottointende un “copione!”;) ]

    sul negoziato… bè… leggitelo te.
    a occhio e croce non condividerei una sola riga di ciò che v’è scritto.

    buon passaggio d’anno.

  12. da0a10
    copione a sorrata!!
    E poi…mica che uno deve “condividerlo”, quel libro.

  13. …era un modo delicato per dire che è uno di quei libri che mi farebbero incazzare ad ogni riga letta.
    e siccome non ho certo bisogno di questo… bè… leggerò altro e non terrò conto del tuo “prezioso” consiglio e della tua eloquente recensione. 🙂

  14. Eppure secondo me potrebbe piacerti…..

  15. i due libri mi interesserebbe leggerli, tempo permettendo.. chissà se nell’anno nuovo riesco a fare almeno qualcosa di ciò che vorrei fare..
    Tanti auguri!! e stavolta
    “spassatela” lo dico io a te

  16. Sono ancora alle prese con Cronache mediorientali. Vado a rilento a causa del peso pesato (un chilo e duecento circa…) che mi sta devastando il naso, avendo l’abitudine di leggere coricata… Intanto mi rilasso con Fogle (grazie per il tuo suggerimento letto qui o su LG, non ricordo) e con un dvd carino regalatomi da Pargolo1, cioè Appuntamento a Bellevile di Chomet. Da leggere avrei ancora delle cose, come M. Gregorio, Langewiesche e dei racconti di Fabrica, giovani scrittori, credo.
    Terrò presente le tue recensioni, comunque, non mi hanno mai delusa.
    Ciao e..

  17. @elenamaria
    cronache mediorentali è splendido. Lo avevo recensito un anno fa. Pensa, volevo riparlarne.
    Auguri!
    @giovanotta
    ci si prova!

  18. Lo so! L’ho preso un po’ di tempo fa dopo aver letto (e memorizzato) la tua recensione…
    😉

  19. Ah, ma allora le mie recensioni qualcuno le segue!

  20. “Tecniche di negoziato” è stato il mio testo d’esame a Metodologie e Tecniche del Negoziato e devo dire che ne serbo un ottimo ricordo. Anche se la maggior parte delle realtà usa standard più rozzi.
    Buon Anno,
    Carolina

  21. @ridanciana
    e questo libro lo conosci?

  22. No. Al momento sto leggendo “Chesil Beach” di Ian MacEwan. storie di un’altra generazione.
    Carolina

  23. E’ sempre interessante leggere le tue recensioni perchè riesci ad incuriosirmi.
    Ti auguro un anno sereno.
    Angela

  24. Buon 2008 a te e ai gatti!

  25. bel pacchetto di spunti. penso che l’autonomia sia uno dei periodi più sottovalutati nella storia italiana. Ingresso nell’euro o Tangentopoli hanno avuto molta più “bibliografia”, ma direi ben meno sostanza e complessità.

  26. deriveapprodi è sempre una garanzia.. comprerò i due libri (sugli autonomi) e spero di avere presto l’occasione di vedere il film di cronenberg che è un regista che amo molto.

  27. l’onere mi onora!
    non ho ancora visto La promessa dell’assassino, se riesco vado e ti dico.
    ho visto invece Caramel che non mi ha detto molto e non riesco neppure a recensire, non saprei che dire, se non filmetto piacevole, belle musiche ed atmosfere. un po’ poco…

  28. AnelliDiFumo in ha detto:

    Avevo visto questo film (Eastern Promises, in originale) in Canada. E’ il secondo miglior film dell’anno, dopo il tedesco “Le vite degli altri”. L’ho definito come una specie de Il Padrino però ambientato a Londra sulla mafia russa. Davvero un bel film.

  29. @anelli
    A parte la vergognosa propaganda anticomunista, ottimo anche “le vite degli altri”.
    AHAHAHAHHA!

    @Franco
    eh, quel che ti è dovuto è dovuto.
    Caramel a me in effetti “puzza”.

    @militante
    e meno male che c’è drive e approdi!

    @writersblock
    😉 d0accordo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: