m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

PRIORITA’

Il 28 novembre mi chiedevo, in questo POST, che senso avesse la richiesta di verifica da parte del PRc, dopo la sconfitta sul protocollo. Il 2 dicembre, in QUESTO, affermavo che aldilà delle ciance tale richiesta puntava ad un unico risultato: subordinare ogni altra vertenza e questione (cazzate tipo la guerra, la base di Vicenza, il pacchetto sicurezza, i diritti degli individui, reddito , questione sociale ed ambientale) all’unica cosa che interessa davvero al PRC, la legge elettorale.
Poteva sembrare una accusa ingrata, eccessiva. Suvvia, affermare che a rifondazione preme più la legge elettorale che ostacolare le guerre o difendere le pensioni è davvero troppo.
Sabato 8 dicembre, Bertinotti….

…. rilascia una dichiarazione: Il governo e’ nato per affrontare i problemi per una intera legislatura. Questo è il suo compito e della maggioranza. Urgono le riforme.
Ok, i problemi, le riforme. Quali? Quelle del mercato del lavoro…della gestione delle cose comuni….delle norme sui diritti civili…?
E’ opportuno farle (le riforme). L’ auspicio che faccio è quello che in questa settimana che si apre alla prima commissione del Senato si avvii la discussione sulla legge elettorale. Così avremo determinato in
parallelo con l’avvio della discussione sulla riforma costituzionale cominciata alla Camera, i binari per la prosecuzione di questa stagione che vede nella legge elettorale e nella riforma costituzionale mirata allo sblocco di un sistema politico in crisi, un elemento così importante.

E che avevo detto? Passi che si subiscano sconfitte su tutti quegli elementi che avrebbero dovuto connotare il profilo della partecipazione del prc al governo, anche nelle forme più timide previste dal programma. Pazienza.
Ma sulla legge elettorale..no. Non si molla. E se non si fa con questo governo, piuttosto cada, e le faccia uno istituzionale (altro tasto sul quale Bertinotti ha spesso pigiato ed è chiaro per quali motivi).
Ora, sto meglio: una proposta di legge elettorale è stata depositata. Finalmente si affronta il problema che assilla noi tutti, e in virtù del quale si potrebbe anche fare cadere il governo. Ne vale la pena, perchè  qui si tratta di fondamentali questioni di principio non negoziabili, mica come spendere miliardi e miliardi (11 miliardi di dollari) per gli f-35 o firmare con gli USA in gran segreto e senza consultare il parlamento l’accordo sullo scudo spaziale antimissile.
Il problema è che la neonata "cosa" già litiga, proprio su questo fondamentale nodo: praticamente pdci e verdi hanno dato, senza mezzi termini, dell’"infame" a Giordano, che sottobanco inciucierebbe con  Veltroni e Berlusconi.
Bel matrimonio: da un lato chi parla di astratta "unità", a prescindere, dall’altro chi oppone a questo percorso inutile argomenti altrettanto inutili.
Perchè dar luogo ad una sorta di "celodurismo operaio", che l’arcobaleno è troppo poco comunista,  facendo vertere il tutto su quanto si han grosse le falci ed il martello,  è solo un ottuso esercizio di identitarismo sterile che copre una grossa crisi di identità (su temi paralleli a questo, interessante articolo di D’Eramo su il manifesto la settimana scorsa).
"Unitevi" chiedono i tanti che invece che attori si considerano elettori. E lo continueranno a chiedere anche di fronte alla palese inutilità di questo processo di cooptazione tra ceti politici, anche di fronte alla evidente divisione (non certo su grandi temi, ma solo sui problemi di bottega) tra le 4 nomenklature, che magari scaldano la platea di un centro congressi condannando ciò che hanno votato il giorno prima in parlamento.
Unitevi, non unitevi, governate, non governate. Fate quel che vi pare, mi è indifferente.
La moltitudine reale di donne e uomini che sarà a Vicenza sabato prossimo, non vi considera nulla di diverso dal resto.


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22 pensieri su “PRIORITA’

  1. Infatti, dici bene, il “buon elettore di sinistra” dice : “unitevi”, che la politica è affare del ceto dirigente e noi si andrà solo a votare, falce o arcobaleno che sia. Che pena.
    Ci si vede Sabato a Vicenza!

  2. Quoto, anche se l’articolo del manifesto non lo condivido tutto.
    Se non è quella l’identità di riferimento, le radici, quale è l’identità a cui guardiamo?
    Un conto è fare esercizio dialettico per capire e cercare soluzioni o fare proposte che diano un senso attuale al marxismo,farlo evolvere ed utilizzarlo come strumento di lettura e (quindi) di lotta, un altro è (partendo dai simboli) girare intorno senza andare oltre.
    Un saluto ed un abbraccio
    Mario
    p.s.
    qui c’è stata una manifestazione no tav con migliaia di persone.

  3. @pensareinprofondo
    Il punto è che alcuni nell’attaccarsi a quella dicitura od a quel simbolo alle radici guardano come mero aspetto “estetico decorativo” perdendo di vista come declinare le “radici” cui ci si richiama.

    Io non ho alcuna necessità “identitaria” che confermi e autoconfermi radici o identità, non sento quel bisogno…eppure non sono certo poco “radicale”, anzi…il punto è cerco di declinare e “fare” nelle vertenze dell’oggi.

    @babbuino
    si, ci si vede a Vicenza!

  4. Il mio può sembrare qualunquismo, ma i fatti e la politica di questo governo (formato anche da una sinistra radicale che è stata in molti casi omertosa) penso che abbiano fatto capire a tutti che in italia non esistono destra e sinistra,ma solo il partito dei privilegi,delle lottizzazioni e delle poltrone.

  5. Ecco, quello che colgo è che quel radicalismo rinuncia a strumenti di lettura e quindi farà fatica a fare proposte.
    Moltitudini, io sono comunista. Non ho altro modo per esprimere la mia radicalità (e ti assicuro che è stata (ed è) una radicalità fatta da azioni concrete ) con tutto ciò sento la necessità di utilizzare in modo intelligente e dinamico la lente d’ingrandimento con la quale osservare e decifrare quello che mi accade intorno. Compresa la politica della cosa rossa.

  6. @mario
    ma guarda, che anche io mi sento “comunista” (pur in una riflessione critica sul logorio oggettivo che questo termine ha).
    Quello che voglio dire, ed è evidente che quando scrivo queste cose non sono quelli come te il mio “bersaglio”, è che….per dirla con una battuta..pure Marco Rizzo e Diliberto lo sono e si definiscono tali, e sulla base di ciò esprimono le loro critiche alla cosa.
    Mi spiego?
    Quello che voglio dire è che questo tipo di critica alla “cosa” è fatta in modo del tutto sterile, prescindendo appunto dalla lettura di ciò che accade intorno, come mero feticcio.
    E non è affatto vero che – per quanto mi riguarda – io rinunci a strumenti di lettura.
    E ci mancherebbe.
    Per altro a naso i miei strumenti di lettura credo siano assai simili ai tuoi…ciò che faccio nel quotidiano è evidentemente frutto di una sintesi che deriva dalla scelta di strumenti di lettura piuttosto che altri.

    E’ che spesso quelli che sentono questo bisogno di esibire feticci identitari “forti” per lo più -ed è la maggioranza dei casi – strumenti di lettura adeguati ed evoluti proprio non ne hanno.

    In astratto la “cosa” potrebbe esser radicalissima e con strumenti adeguati alla lettura del presente anche avendo l’arcobaleno (che di per sè a me nemmeno dispiace) in luogo della falce e martello.
    Ma la “cosa” è limitata per l’orizzonte in cui si muove, perchè è ceto politico, e ciò sarebe anche con tutte le facli e martello di questo mondo.

  7. Sarò crudo: l’unità delle rappresentanze parlamentari delle sinistre può essere una Cosa Buona e Utile (anche se si rappresenta come una sorta di “arcobaleno rossiccio”…) se e solo se gli uomini e le donne che si sentono e si dicono ancora fieramente COMUNISTI saranno disposti a riappropriarsi dell’idea di militanza politica.

    Un comunista non può accontentarsi di mettere una croce sulla scheda elettorale ogni ‘x’ anni, per delegare poi tutto nelle mani degli eletti.

    Per un comunista le elezioni devono essere solo il momento in cui si individuano le rappresentanze in parlamento: le elezioni cioè sono uno dei tanti mezzi che possono essere (più o meno) funzionali alle istanze ed alle rivendicazioni delle classi lavoratrici.

    Ma è appena ovvio che il perseguimento di un buon risultato elettorale non può certo esaurire la militanza politica di chi critica radicalmente la struttura economica esistente!

    L’essere comunisti è soprattutto un diverso stato mentale cui, poi, deve corrispondere necessariamente anche un analogo modus vivendi et operandi.

    É sulla prassi – il risveglio della coscienza di classe; i mezzi per l’abbattimento del dominio del capitale; la ricerca di una (possibile?) sintesi tra Riforma e Rivoluzione; etc. etc -, insomma, che ci siamo letteralmente dissolti negli ultimi due decenni.

    Non so se mi spiego… 😉

  8. ..intanto è uscita la sentenza su Genova (blog di Famekimica)..

  9. Quanto scriviiiii
    che invidia!
    Quando riuscirò a creare un blog così?
    Sigh!!!

  10. AnelliDiFumo in ha detto:

    Ben detto. Io mi sono spinto un po’ oltre e ho lanciato una provocazione tra i commenti del mio post sul New York Times: ho detto che se ci fosse un golpe in Italia oggi, non muoverei un dito per ostacolarlo. Mi accusano di essere un elitario. E può darsi che abbiano pure ragione. 🙂

  11. mi dispiace per giordano ma ha toppato, con esso tutto il prc…
    elezioni verranno, chissà chi gli ridonerà la fiducia,
    chissà chi avrà ancora voglia di scivere nella pietra il voto dell’altra volta o …lasciar perdere ed andare al mare.
    mah!!!

    saludos

  12. son tanto carini i militari statunitensi a vicenza… posso votare per avere una base nato a casa mia? 🙂

    ConsorzioManzetti.

  13. francamente me ne frego..questo il pensiero sulla cosa rossa ecc..Non riesco nemmeno a scrivere una ponderata analisi del fenomeno politico a sinistra del pd.

  14. @consorziomanzetti
    Non è una base NAto, è una base USA, è diverso.

  15. vibrante.
    Carolina

  16. moltitù.. dare addosso al prc è ormai un po’ come sparare sulla croce rossa. i “compagni hanno superato qualsiasi limite di decenza.

  17. @militante
    e c’hai ragione pure te, in effetti.
    p.s. li ho visti i “tuoi” ieri a Vicenza…: dall’altoparlante l’internazionale in francese…;)

  18. dopo parco lambro..Il movimento del 77!
    Qualcuno comincia a preoccuparsi che io stia abbracciando l’autonomia..eheheheeh!^_^

    In realtà son lontanissimo da quel metodo,ma irrazzionalmente mi esalta non poco.Poi il burocrate che è in me si desta e mi emoziono pensando alle parate dell’armata rossa!^_^

    Ottima manifestazione a Vicenza.
    Vedremo quanto potrà resistere il potere del popolo,spero a lungo

  19. in francese? azz.. l’ultima volta che sono stato ad una riunione (un anno fa abbondante) l’avevamo cantata in italiano a pugno chiuso alzato! che sta succedendo? 😉

  20. E che ne so?pensavo fosse una vostra usanza.
    Vintage, ma carina: la preferisco in francese, ti dirò.

  21. Sei un ragazzo veramente in gamba, complimenti vivissimi.
    Scrivimi via mp che pensi della corrente di controcorrente, che mi pare a Genova stia dando bella battaglia. Un abbraccio

  22. che dire..certo che li conosco.
    Che dal loro punto di vista c’han pure ragione…ma che conducono una battaglia persa.

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