m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

REVIVAL

Figurine del "manifesto":stamane, tra un Nagy ed un Nenni, tra un Bordiga ed una Clare Zetkin, mi spunta lui….

Nome: Ciclostile. Cognome: Gestetner. Pesante, rumoroso, sporco, grasso e vecchio arnese. Discrimine temporale ma anche antropologico tra ere, tra generazioni di militanti. Sebben io sia senz’altro ancora un tenero e giovane virgulto, ho fatto in tempo ad usarlo, e nemmeno poche volte.
Primi anni ’90, nella vecchia -sede del "centro di documentazione e comunicazione antagonista Santa Croce", epigono dell’Autonomia Operaia genovese, un basso nel centro storico.
Anni strani: da un lato, c’era già la rete. Con il pc (forse ancora un 286)  ed il telefono…ci si collegava ad "ECN",una rete in "bianco e nero", strumento di comunicazione tra centri sociali e realtà antagoniste.
Ma ancora, ultimi momenti di gloria per il signor Gestetner, riproducevamo i volantini con il pesantissimo ciclostile. Anno 1993. Le costose matrici, impresse non più con la macchina da scrivere ma con la stampante ad aghi. Via la velina, si agganciava la matrice al tamburo, ed olio di gomito (e grasso di inchiostro) nel girare la manovella di quella geniale tipografia in miniatura.
Quante bestemmie, quando la matrice si rompeva.
Evoluzione, ma anche canto del cigno, negli ultimissimi mesi: ricordo che non giravamo più la manovella, ma c’era una versione del vecchio arnese che differiva dalla più classica per un piccolo particolare. Un motorino elettrico risparmiava la fatica di girare il meccanismo di rotazione.
Se si rompeva, poi,  chiamavamo Armando.
REVIVAL 2 (legge elettorale)

Diciamoci la verità: chi di noi, la notte, non si sveglia, ossessionato dal signor D’Hondt?
E’ il cognome, il nome è Metodo.
Son problemi, ed assai seri.
Altro che salari, diritti civili e sociali, ambiente, diritti della donna, scuola, istruzione e sanità…o pensioni. Da 16 anni, in italia non si parla d’altro:la legge elettorale. A dir la verità, sono poco onesto: si è anche parlato tanto di pensioni.
Ossia di come tagliarle.
Ora: questo dibattito è uno dei tanti che, oltre a servire a distrarci da cose più interessanti, si rivela essere una enorme mistificazione.

Non me ne interesso perchè parteggi per l’una o l’altra ipotesi. Sotto questo aspetto, faccian quel che vogliono.
Non esiste la legge elettorale "migliore", o più giusta. Come è legittimo che sia, ciascun partito perora quella che ritiene sia meglio per le sorti del suo progetto. Ogni legge elettorale poi ha un senso nel contesto socio-politico-istituzionale nel quale vige.
Van tutte bene, aldilà che poi possano avere oggettivi limiti "tecnici" (o che, ma non lo si dice spesso, la stessa legge può aver risultati differenti a seconda di come si disegnino i collegi e le circoscrizioni).
Mi interessa il "come se ne parla", i lati buffi della vicenda, le estremizzazioni, le infatuazioni, i cambi di rotta, l’enorme presa per il culo.
Per anni tutti o quasi convenivano su di un dato: il "proporzionale" era tout court il male( e D’Hondt una merda, quanto Mastella). E lo era anche la preferenza, si badi. Entrambi simboli del "vecchio", della stasi, dell’immobilismo, di corruzione e clientelismo. Non per chi vi scrive, eh, ma per i tanti fautori della vulgata nuovista.
Il maggioritario, il bipolarismo, eventualmente l’uninominale, l’alternativa/alternanza netta tra due schieramenti, tutto questo era per tutti simbolo di efficienza, nuovo, moderno, europeo: vado, voto e scelgo chi governa (inciso:con un piccolo corto circuito tra costituzione formale e materiale, ma lasciamo stare).
Mai più maggioranze decise in parlamento dopo il voto.
Stop. Tutto falso.
Si torna indietro. Nel futuro prossimo avremo o la legge attuale, o quella (a mio avviso più discutibile) che uscirebbe dal referendum, o, come parrebbe suggerire la convergenza -pur con differenze- tra Bertinotti, Veltroni, Casini e Berlusconi, un meccanismo assai simile a quello in vigore nei vituperati anni della "prima repubblica", uno "spagnolesco" o "veltronellum". Più o meno tutti, affermano la fine del bipolarismo.
Insomma: si smette di fare finta che esistano due schieramenti opposti ed alternativi. Si fa una legge che garantisce le rendite di posizione di quasi tutti.
Con il referendum sullo sfondo, però. In stile Crozza, Veltroni, re dei paraculi, era favorevole, ma anche no: infatti mica lo ha firmato il referendum, si sa mai cosa sarebbe servito sostenere il mese dopo.
Berlusconi (non da ora) ne subodora i vantaggi. Se le cose si evolvessero come parrebbe, chi ne farebbe le spese sarebbe, scherzo curioso, proprio uno che sul referendum ci ha puntato:Fini.

Che anche in politica esplodesse il revival anni ’80, è fenomeno fisiologico.
Come nella musica, tra l’altro, il revival è relativo ai lati più "trash".

Ah, in fondo..a sinistra..c’è il sondaggio. Vota, che è una cosa seria.

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31 pensieri su “REVIVAL

  1. AnelliDiFumo in ha detto:

    Molti, parliamo di cose serie, ossia del tuo sondaggio. Non posso votare, manca la mia voce:

    “Male, mi aspettavo molto di meglio”.

    Che fai, inserisci o mi costringi anche qui all’astensionismo? 🙂

    SUi sistemi elettorali siamo d’accordo che non ce n’è uno migliore degli altri (occorre secondo me passare da un maggioritario puro a un proporzionale puro ogni 30 anni, per spezzare le clientele e cambiare le classi dirigenti), ma su altre cose proprio non siamo d’accordo. Per dire: le preferenze multiple erano male, perché rendevano il voto riconoscibile, la preferenza unica era bene perché consentiva all’elettore di scegliersi il suo rappresentante.

    Il maggioritario, come sai, in Italia non lo abbiamo mai avuto (o se preferisci: lo abbiamo avuto dal 1948 al 1991 per il Senato nei collegi dove una sola lista prendeva più del 65% dei voti, cosa che accadeva in un solo collegio in Trentino per la Svp, ossia, non l’avevamo). Dal 1991 in poi abbiamo avuto un sistema misto, 75% maggioritario e 25% proporzionale, il Mattarellum, che funzionava poco ma funzionava, e poi il porcellum, pensato per frenare chi aveva più voti.

    Fini è un coglione, io lo dico da tempo immemore. Ti dico solo che nel 1991 era contrario al referendum Segni, quindi non aveva capito che lui poteva passare col nuovo sistema dal 4 al 12% e, un domani, a essere vicepresidente del consiglio…

  2. @anello
    scusa…io non ho espresso mica un parere sulla preferenza , multipla, singola, o quel che è.

    Perchè dici “non siamo d’accordo”?
    p.s. sai, in un paese “sano”, anche la preferenza multipla andrebbe bene.
    Il punto è che non è un paese “sano”.

    A quel punto che sia la preferenza multipla o singola è secondario.

    Ma ripeto: non mi interessa dire “meglio” questo o quello.

    Dico che è assai buffo come la storia si ripeta, le posizioni cambino, si affermi qualcosa..poi il suo contrario…il referendum..ma anche no…però in fondo si…
    Se 4 anni fa ci avessero detto che si sarebbe parlato di proporzionale, ci saremmo messi a ridere..no?

  3. @anelli
    ah, sul sondaggio.Insertia la risposta.
    Dopodichè..se ti aspettavi “molto di meglio”….sciltian…dai.

    Su fini, dimenticavo.
    Ricordo bene, certo. L’MSi difendeva il proporzionale. E’ anche vero che non era facile per quel partito, in quelle condizioni, ipotizzare che di lì a poco sarebbe stato “sdoganato”.
    E’ normale che si sentisse in una situazione un po’ speculare al prc di quei tempi (segretario garavini) che, nell’ipotesi di restare ala “estrema” d’opposizione, ercava di difendere i propri seggi parlamentari garantiti dal vecchio sistema.

  4. Scilitan
    ancora una domanda:ma secondo te, se il “mattarellum” non avesse avuto quella quota proporzionale, anche ragionando sull’andamento delle 3 legislature frutto di quel sistema, che sarebbe accaduto? Avremmo avuto sostanziali differenze?

  5. Per farci piacere il proporzionale alla prima Repubblica, lo chiamano alla tedesca (abbiamo sempre questa idea che lì sono + bravi) o alla spagnola (certo c’è uno di centrosinistra), come mai non dicono: come era prima con sbarramento al 5/6% invece del 4 come era nella prima repubblica?????????????
    Sono bravissimi..
    Ma con il proporzionale come sarebero andate le ultime elezioni? 24% a FI.. S.B. Presidente del consiglio con alleanza di Casini e Ulivo 😉 = 60% (circa).. poco meno del 2/3 per fare quello che si vuole. Addio sociale, addio socialismo, comunismo e fascismo.. una bella Democrazia all’amatriciana.. ehmm.. americana! In cui di pubblico rimangono solo i parlamentari e poi si privatizza TUTTO: Acqua,gas, elettricità, sanità e scuole.. WoW!

  6. @straygor
    non c’era lo sbarramento al 4%, prima del ’93.
    C’era un effetto “premio” dovuto al metodo di ripartizione (d’hondt, appunto) e uno sbaramento nascosto dovuto alle circoscrizioni ma non c’era la soglia nazionale.

  7. mi hai anticipato il post… questa cosa della legge elettorale è l’ennesima presa per il culo… prima tutti maggioritari, adesso tutti proporzionalisti… e nessun commentatore “importante” che alzi un sopracciglio… mentre è ancora in pista un referendum richiesto da 700.000 persone per ripristinare il mattarellum che, pur essendo una mezza schifezza, era secondo me un passo avanti verso qualcosa di diverso dall’INCIUCIO PERENNE che ci attende.
    Il gattopardismo al potere, ora più che mai.

  8. rassegnati, saranno mesi duri. non si farà altro che parlare di legge elettorale, con variazioni sui temi della sicurezza, dell’immigrazione, delle liberalizzazioni e libertà. ma solo per sollevare polvere ed ottenere qualche punto percentuale in più, non certo per trovare soluzioni. la lunga campagna elettorale inizia.

  9. Vergogna:nessuno che fa un tributo al vecchio gestetner.
    Ingrati.

    @skeno
    Sbagli..il referendum mica ripristina il mattarellum.
    Atetnzione!!!
    @Franco
    mamma mia come sei demagogico.
    AHHHAHA!!
    Sono d’accordo. Solo che io lo ritengo normale.

  10. Sì lo so, ho detto una cazzata, comunque il referendum tende in una direzione che vorrebbe premiare il vincitore dandogli una responsabilità di governo precisa, impedendo quegli ingorghi che generano “le grosse coalizioni”, che a loro volta non governano.

  11. anonimo in ha detto:

    Sul ciclostile, tutto vero. C’era anche il Roneo, col tamburo tondo e le alette per staccare i fogli, che, se troppo distanti, risultavano inefficaci, se troppo vicine strappavano la matrice.

  12. @skeno
    si, però se quello che è in vigore è procellum…col referendum verrebbe fuori un superprocellum.
    Tutto uguale ad ora con piccola differenza:spariscono le alleanze e un partito che vincesse le elezioni col 20,01% si ritroverebbe 340 deputati….

  13. Ho cominciato col ciclostile nella sede della CGIL di Lambrate, a Milano nei primi anni ’60, poi ho ripreso(breve parentesi anarchica), nel PCI a Milano e non ho più smesso fino a quando sono uscito, prima dal PCI(scioglimento) e poi da Rif.ne con l’euro. Poi per i nostri paraculi attuali(Veltroni-Berlusca), li butterei a mare, facendo prima scansare i pesci…! Ciao.

  14. Il ciclostile. Quanto ci farebbe comodo ancora oggi.
    Io per quanto riguarda le figurine del manifesto sono a dir poco disperato. Me ne mancano 50. Ma gli ultimi 6 pacchetti ho trovato solo doppioni… cosa ancor peggiore è che non trovo nessuno con cui scambiarne.
    Sono disperato.
    Non so come finirà. Non so se finirà.
    Interessa doppione di Pol Pot?
    Ciao,
    Andrij83

  15. @andrea
    Se vai sul sito del manifesto c’è un blog diviso per regioni con vari appuntamenti per scambiare.

    albumdifamiglia.ilmanifesto.it, mi pare.

  16. No, peggio di questo porcellum non c’è nulla.
    Con il superporcellum sparirebbero i Mastella, i Dini, i Rotondi, una pletora di gente che con l’1% blocca qualsiasi iniziativa che non li soddisfi. Certo, magari finirebbero dentro qualche partito più grande… ma certi giochetti sarebbero più difficili.

  17. Mah, Skeno. Mi sorprendi.
    tra una legge come l’attuale, ed ua che ne conserva i limiti e potrebbe dare ad un berlusconi col 20,0001% il 55% dei seggi, preferisco quella attuale….

  18. Negli anni sessanta ho usato un ciclostile che funzionava con alcol denaturato.La durata della matrice dipendeva dalla capacità di dosare l’alcol sul tampone.
    Un salutone

  19. @maratoneta
    mmh..non ricordo se noi usassimo alcool (mi pare di no) o inchistro già diluito…

    ancora per SKENO
    In ogni caso, anche ragionando dal tuo punto di vista, il referendum non muterebbe nulla.
    Perchè il problema che segnali non è certo relativo alla camera, ma al senato.
    E la legge che verrebbe fuori dal referendum per ciò che riguarda il senato non eviterebbe il problema che segnali, poichè restando i premi di maggioranza regionali, l’eventualità che uno o due senatori siano decisivi resta elevatissima, anche se il premio lo si da alla lista e non alla colazione.
    E con l’1% non si entra nemmeno ora, lo sbarramento è al 2, o con la legge referendaria ci si entrerebbe comunque, come ora, attraverso la candidatura in altre liste..Insomma, la legge “guzzetta” ha , rispetto al procellum, solo difetti.
    A meno che tu non sia un elettore potenziale del PD, eh…

  20. Con il ciclostile tra il 1975 e il 1980 ci stampavamo un giornalino politico-culturale con tanta enfasi e molte convinzioni politiche!!!!
    ma già in quegli anni il GIOVIN VELTRONCINO GIOCAVA AL LEADERINO!!!!!!
    Onore al ciclostile e a tutti quelli che si sono letteralmente SPORCATI LE MANI CON L’INCHIOSTRO e con tanta buona fede….. e senza leccare il culo a Emilio Fede!!!!!!
    Saccheggiati saluti ciclostilati!!!!!!

  21. non vedo il sondaggio in basso a sinistra!
    Sul resto:tanto il pcl dubito arrivi in brevi tempi al 4 %,oltretutto per molti è meglio rimanere extraparlamentari..Mi sto sconvolgendo la vita!
    Prima al nome pol pot avrei alzato il pugno per dire:A me!
    Ora ho cominciato automaticamente a criticare aspramente i khimer!
    ciao,davide

  22. @grande Oidualc!!
    @Viga
    sotto l’orologio gattoso.
    Eh..però ho letto in giro che ti hanno censurato…

  23. Il famoso duplicatore stencill!! uno di questi lo conserva pure mio fratello a casa sua…negli anni 70 e 80 era molto utilizzato per farci i volantini.

    Chissà quanto vale ora 🙂

  24. @valerio
    esatto….!!è conosciuto anche così o anche mimeografo, se non ricordo male.
    Mi sa che quelli degli anni ’70 80 non valgano granchè….

  25. OOOOOOHHHH!!!!
    Il vecchio ciclostile. Questo si che è un colpo al cuore….. Sembra passato un secolo da quando anch’io “smanettavo” sul ciclostile rischiando, spesso, la tisi.

  26. si,è vero.D’altronde ogni blogger è libero di dare una direzione al suo blog.Io ho uno stile,talora,un po’ troppo violento..quindi non ho da ridire sul fatto che mi abbiano avvistato di aver tolto un mio commento ferocissimo sui savoia
    una roba tipo ” a ***te i savoia!”
    ciao,davide

  27. @Viga
    avevo intuito il tenore del messaggio.
    😉
    Io non lo condivido, ma non lo censurerei.
    Quindi scrivilo pure!!!

  28. Si entrava in UPIM, reparto cartoleria, con un po’ di libri sotto il braccio.
    Si usciva con qualche risma infilata tra un libro e l’altro, o sotto il giaccone o tra le pieghe della sciarpa.
    Poi nel vicoletto, una stanzetta con una finestrella alta e piccola, davanti al ciclostile, puzza e mani sporche.
    Bassa manovalanza, già.
    Sempre tra compagne, i compagni uscivano, distibuivano, ma, soprattutto, scrivevano.
    Essì, loro scrivevano.
    Poi c’incazzammo e fu dura perchè ‘sto ciclostile i maschietti non volevano mollarlo mica, inventandosi scuse del cavolo pur di non saperci autonome, indipendenti, separate,
    E facemmo una copia della chiave dello stanzino e non più angeli del ciclostile ma streghe incazzate, iniziammo a scriverli, i volantini, non solo a fregare risme e a girare la manovella. A scriverli e a distribuirli.
    Anche ai compagni che ci ringhiavano spesso contro.
    Grazie del ricordo ma quanti anni so’ passati, cavoli…

  29. @elenamaria
    😉
    aspettavo una tua testimonianza al riguardo!
    La mia esperienza è un po’ diversa: quando entrai, io e gli altri maschietti eravam i più giovani, le compagne assai più mature..per cui gli angeli del ciclostile eravam noi fanciulli!!!
    In ogni caso..ripeto: il ciclostile è una linea di confine antropologica.
    Chi non lo ha usato, non può capire.

  30. no!!!!!!! il ciclostile…mi son commossa.

  31. @laurikken
    eh, lo so…sono cose che toccano!

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