m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

RIPARTIRE DA QUI

EDIT
per una riflessione più accurata sulla manifestazione di sabato LEGGETE QUA.
Sabato è stata una grandissima giornata.
Vi assicuro che i numeri che ci aspettavamo ed auguravamo nei giorni scorsi erano ben lontani dal fiume di persone visto in piazza sabato scorso. 30 mila già ci pareva chissà che.
La questura dice 40 mila. Ciascuno faccia le proporzioni che crede.
Non mi perdo qui in un analisi pù politica sulla manifestazione di sabato e sulle prospettive che può aprire.
Qui esprimo la gioia per una grandissima iniziativa nata davvero (terminologia che non mi piace) "dal basso", imponendo all’agenda della nomenklatura i tempi del movimento. Ed è bello farne parte. Farne parte per l’obiettivo del cambamento in sè, senza poltrone o rendite di posizione da tutelare, compatiblità altre da asservire.
Qui esprimo la soddisfazione di far parte di una grande esperienza collettiva dove ci si sente davvero protagonisti attivi. Qui ringrazio tutte le compagne ed i compagni che hanno lavorato 24 ore su 24 per questo appuntamento. Qui ribadisco come gli strumenti per fare, per essere "politica" e attori/attivi del cambiamento ci sono, e non sono sostituibili da nessuno strumento virtuale. Servono luoghi di confronto, dibattito e mobilitazione veri. La rete può esser collettore, catalizzatore. Ma se si vuole esser qualcosa di più che spettatori, commentatori, osservatori, o consumatori di un pacchetto confezionato, serve altro.
Volevo anche togliermi un paio di sassolini dalla scarpa, con questo post, ma lascio perdere. Anche se alcuni aspetti che stanno attorno alla mobilitazione di sabato che mi hanno fatto fortissimamente incazzare, ci sono.
Dico solo che
a Genova si è riaffacciato un movimento che non ha compatibilità da rispettare se non la coerenza di continuare a contrastare oggi ciò che contrastava 6 anni fa, se non l’esigenza di tentare la trasformazione del mondo che lo circonda a partire dalle contraddizioni dei nostri quartieri e dei territori per arrivare alle grandi questioni globali. E con lo stesso spirito torneremo tra poche settimane a Vicenza. Perchè quello scempio, fatto in ossequio alle logiche dell’Impero, SE c’è una possibilità che possa essere fermato,beh..quella possibilità…non è certo in parlamento, e questo è incontrovertbile (NDR anche coi voti della "cosa rossa" 30 mln di euro sono già stanziati per il g8 prossimo venturo sull’isola della Maddalena. Grazie compagni).
Appena saranno on line, vi segnalerò i contributi fotografici e di analisi che compariranno nelle prossime ore su "dirittrinrete".
Vi lascio con una domanda che mi pongo da un po’, magari i più avveduti tra voi sapranno rispondermi.
Quelli "come me", non sono certo una folla oceanica.  Ma neanche tanto pochi (io stesso poi tra quelli come me sono un po’ atipico). Ora, in quasi tre anni di "bloggaggio", ho conosciuto blogger appartenenti ad ogni estrazione politica, anche di aree numericamente meno importanti: anarchici, rifondaroli con tutte le varianti correntizie, trotzkisti di ogni natura, pezzi vari di archeologia, gente genericamente "di sinistra", socialisti, socialdemocratici, sedicenti "comunisti/e" che lasciamo perdere, filocubani/cofferatiani, quelli di sinistra in perenne crisi lamentizia ed esistenziale, eccetera.
A parte un caso, non mi è mai capitato di imbattermi in blogger della "mia" estrazione/formazione.
Chi sa spiegarmi perchè? Si accetta ogni ipotesi.

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60 pensieri su “RIPARTIRE DA QUI

  1. Forse semplicemente perchè ciascuno di noi ha la propria, personalissima, formazione/estrazione, con il proprio bagaglio di idee ed esperienze. E ci piace confrontarci.

  2. Uè, Alex.
    E’ vero. Però è anche vero che in rete sono presenti molti blogger ben riconducibili ad alcune aree…un po’ come io ho la mia di riferimento.
    Beh, altri della…”mia” non ne ho mai incontrati.

  3. Allora bisognerebbe chiedere perchè da quel lato non si blogga…
    Un’idea ce l’avrei. Personalmente vengo da un’esperienza di ben tre anni (dal 2001 alla fine del 2003) in Indymedia. In quell’ambito, si è legati molto al concetto di scrittura collettiva, che è molto lontana dal bloggare… Magari potrebbe essere qualcosa del genere.

  4. quoto alex321 #1, sul #3 non saprei…

  5. Io non ho ben capito quale sia la tua estrazione… cosa intendi?
    eh si che ho fatto 40 punti all’ultimo test!
    🙂

  6. La risposta “3” può in effetti aver un suo fondamento.

    Sulla 1 ho già detto:ovviamente mi riferivo alle aree cui grossomodo appartengono, o “tipologie” di bligger di sinistra.

    Ho trovato tanti blogger di organizzazioni ben più risicate dell’area di militanti che vive nella mia “area”…boh.

  7. bel commento! lo condivido in toto

    (ma non ho capito bene qual’è la tua estrazione.. qualunque sia a me sta bene così!)
    🙂

  8. @giovanotta
    uff..che imbarazzo nell’autoetichettarsi, ma me la sono cercata.

    Area centro-social “negriana”…ex tute bianche..disobbedienti……….già il nome del mio blog dovrebbe dire tutto.
    😉

  9. ma mi vuoi fare credere che avete superato la giornata del 20 ottobre,quella che per il manifesto avrebbe dovuto sovvertire la politica in italia!

    Però,avresti potuto metter gli episodi che ti han fatto incazzare,quando polemizzi sei meglio di Sgarbi!^_^

  10. Ma no, Viga….lasciamo perdere, su!

  11. Ciao, si c’ero sabato, non si poteva mancare, ho girovagato sul tuo blog l’altra sera sei davvero in gamba.
    Non saprei rispondere al tuo quesito, io non so neanche in che estrazione sto io, sicuramente lontano da personaggi come te e Viga.
    Cmq lieto di dare nel mio piccolo il mio contributo e presenza.

    sto caricando un video su you tube di sabato, molto improvvisato non era programmato ed è venuto come è venuto, più personale che altro ,direi cmq che ripasso a lasciar l’indirizzo quando è pronto, Ciao.

  12. @gianni
    mah..in realtà mi pare che io e te non si sia così lontani…al contrario, mi sa che son più vicino a te che non a Viga….
    Grazie della stima, in ogni caso.

  13. Ok, 🙂 Sto facendo un pensierino per Vicenza, Mi aiuterò a tenermi informato sul da farsi anche con Moltitudini. A presto.

  14. Per quelle date non ricordo se lavoro o meno. Spero di no.
    Lassù mi sa che ci si divertirà.

  15. Si ero presente come ero presente in quei giorni di Luglio

  16. Il mio video improvvisato di sabato
    17 novembre – la storia siamo noi-

    http://it.youtube.com/watch?v=dpBnOV_SpGw

  17. non so in quale di queste estrazioni politiche (se) ricado…..vado per esclusione….
    ancora incredulo di ciò che accadde sei anni fa …. ma contento di una giornata come questa ……
    ciao…

  18. La manifestazione si è svolta pacificamente e ha destato invidia ad un giornalista del”Giornale” che ha scritto:gli oragnizzatori si sono messi d’accordo anche con il sole che al tramonto ha tinto di rosso il cielo di Genova.
    Ho conosciuto parecchi ragazzi e ragazze ex tute bianche che avevavano grandi ideali ma non hanno resistito al profumo dei soldi.
    Ti conoscevo virtualmente e sabato ti ho incontrato realmente. Sei una….. bella persona. Spesso non siamo noi che mutiamo ma è la vita che ci cambia inesorabilmente.
    Un caro saluto
    Angela

  19. @maratoneta
    Grazie.
    Ma…di chi parli, quando parli di “profumo dei solid”?

  20. certamente tu e gianni avete delle basi in comune.
    Io però mi sto evolvendo-con calma-verso un trotskismo + ortdosso,certe mie posizioni effettivamente destrose le sto “processando” in lunghe autosedute di critica politica.

    Su Vicenza ci sarà un grosso terreno di conflitto,penso che sia una partita decisiva per la sinistra antagonista, uso un termine tanto caro ai gc-disobbedienti di almeno 4-5 anni fa,nonostante il governo abbia ammesso che non si faranno fermare e che i lavori cominceranno.
    La violenza e la rivolta popolare ,però son da sempre armi di vittoria delle avanguardie proletarie e comuniste.Quindi non è detta l’ultima parola..forse

  21. @Viga
    No, appunto:su Vicenza l’ultima parola non è affatto detta.

  22. Secondo me non ti è mai capitato di incontrare blogger della tua estrazione perché sono tutti impegnati a fare le scritte sui muri…

    Se invece dovessi fare un’ipotesi seria direi che la tua estrazione/formazione è assai sfuggente dal punto di vista della definizione e che questa è la forza che alimenta certi movimenti ma anche l’occasione per i media di definirli a seconda delle situazioni terroristi, anarco insurrezionalisti, comunisti, black block, delinguendi, teppisti, “giovani dei centri sociali” e chi più ne ha più ne metta (e da mettere ne hanno tante).

  23. A me sembra che a forza di distinzioni sulle modalità e sulle basi teorico-filosofico-politiche si perda un po’ di vista l’obiettivo “generico” di chi “genericamente” sta a sinistra.
    Che dovrebbe (notare il condizionale) essere quello di creare una città, un paese, un mondo dove ci sia più giustizia e meno disuguaglianza.
    Sarò un illuso ed un ignorante, ma se tutto questo magma di diversi modi di stare a sinistra fosse un po’ più coeso, forse qualche risultato in più si otterrebbe.
    Temo di essere incomprensibile pure a me stesso…

  24. @skeno
    uh si si hai ragione..ma non drammatizzare.
    Quello che dici tu è auspicabile, detto ciò è normale che esistano “provenienze” e aree culturali diverse, è un dato di fatto, di per sè non negativo..anzi.

  25. comunicato sostanzialmente condivisibile…
    solo non mi pare che ci siano partiti più o meno boccheggianti che possano trarre linfa dalla mobilitazione (e non eravamo 100mila, dai!).

    p.s. un appunto estetico: i pesci boccheggiano, gli alberi traggono linfa. formalmente la frase zoppica! 😛

  26. Ciao Molti, se intendevi il link di DirittiinRete, l’avevogià etto. Ho un rammarico: questa volta non c’ero (nel 2001 si), l’SdL non è riuscita a raccoglire più di 11 compagni in tutta la provincia di Frosinoe per fare il pulman, qui siamo proprio messi a cazzo. Oltre che per il resto, mi sarebbe piaciuto esserci per incontrare quel farlocco di Giordano per sputargli i un occhio. Ma come si è permesso di venire a Genova? Alla tua domanda finale non so rispondere: a volte incontro me stesso e per un attimo mi sembra di incontrare uno sconosciuto…è un periodaccio.

  27. @Franco
    ahaha, sull’appunto formale…va a quale paese.
    Su quello politico…rispèondo più tardi.

  28. @korvo
    beh però blogger della tua area ne ho incontrati alcuni.

  29. Beh, almeno ci siamo io e te 🙂
    il mio curriculum :
    disobbedienti, global project, laboratorio diana, rdb ecc.ecc.
    Quanto a perchè siamo pochi sui blog, non saprei. Oggi vedo i nuovi ragazzi dei centri sociali tutti su myspace.
    Ciao!

  30. @BABBUINO
    Ohhh!!! finalmente!!!
    @skeno
    cmq..il 2001 è stato in parte quella roba lì che dici te.

  31. Non mi piacciono le etichette politico-ideologiche, anche perchè raramente mi rispecchio totalmente ed esclusivamente in qualcuna di esse… un po’ come la religione… non mi rispecchio in alcun credo, forse mi avvicino al paganesimo ma recentemente lo trovo troppo modaiolo. Comunque è inevitabile che ciascuno di noi se ne trovi qualcuna appiccicata adosso … soprattutto se si prende posizione…credo che si diventi in un determinato modo a seconda dell’educazione ricevuta, dell’esperienze fatte, del vissuto, degli ambienti e delle persone frequentate, della parte di “sapere” che ci si è attrovati ad approfondire, delle strade scelte… a tutto questo aggiungici l’Indole … credo che ognuno, a suo modo, sia un mondo a sè!!! …
    Però ho un’altra ipotesi a risposta alla tua domanda… diciamo che non tutte le persone appartenenti alla estrazione/formazione sono disposte a tenere un blog… anzi tendenzialmente lo rifuggono!!! Ciao

  32. chissà dove cacchio mi hai inserita
    mi sento depoersonalizzata così: inserita in una categoria che è solo tua e dice bveramente poco di me
    di sicuro non sono della tua estrazione/formazione
    ma ha davvero tanta importanza?

  33. vabbè a quest’ora la tastiera va da sola 😉

  34. @Tisbe
    Tranquilla, te non sei in nessuna categoria. 😉

    E’ chiaro che quella domanda finale fosse ludica, per gioco.

    Non è affatto il caso di prenderla “melodrammaticamente”.

    Ora (ma parlo di chi ha esperienze di militanza alle spalle o ne ha attualmente) che io abbia il mio ambito di discussione e provenienza, e che esista il “trotzkista” alla Ferrando piuttosto che quello alla Maitan, che vi sia l’M-L, piuttosto che il bertinottiano, il “grassiano”, piuttoste che l’anarchico è così via…non è che sia una categorizzazione mia arbitraria.

    Siccome tra un “viga”, un “korvorosso” ed un “andreaolenadri” (faccio tre nomi di blogger ben chiaramente appartenenti a contesti spèecifici, lieti di esserlo, e per nulla si sentono spersonalizzati se li inserisco in tali cornici) ho conosciuto vari blogger riconducibili ad organizzazioni/esperienze…tra il serio ed il faceto mi chiedevo come mai non avessi incontrato un blogger della mia “area”..tutto qui!

    Nessuna importanza o drammatizzazione….o depersonalizzazione…Tisbe…un giochino..un po’ come chiedere “cosa voti?”

    In ogni caso..uno lo ho trovato:ilbabbuino!!!

  35. @Tisbe
    Ancora: è evidente che mi riferissi a quella parte di blogger che “fa politica”, che “milita” da qualche parte.

    Sai com’è, chi fa politica…la deve far con qualcun altro.

    Ma sbagli attribuendomi quel che mi attribuisci.

    Nessuna categoria usata arbitrariamente, nessuna patente affibbiata chissà a quale titolo: i blogger che avevo in testa sono tutte persone che per primi si “dichiarano” apparteneti ad un’area/organizzazione etc.

    Quindi, non utilizzo nessun’altra “categoria” da quella che per primi utilizzano i blogger che ho in testa per definirsi, nessun esercizio che preveda l’appiccicare arbitrari adesivi che stiano nella “mia” strampalata testa.

    @Franco
    è evidente che si debba esser “relativi”.
    Un corteo come quello è stato un successone, per i prerequisiti che ci stavano, per come è stato costruito, etc.
    Non avrei potuto sostenere quel concetto se stessimo parlando di un corteo di 15 mila persone..mi spiego?
    Che il prc, legittimamente, cerchi di monetizzare per-da un lato.tentare di ristabilire un filo e, dall’altro, per sostanziare le “sue ” posizioni…è evidente

  36. quello che volevo dire è che non mi pare che il prc, al di là delle intenzioni, possa far suo quel corteo e quindi sfruttarlo per rinvigorirsi.

  37. d’accordo con il primo commento di alex…ognuno ha la sua formazione e storia, quindi ognuno è diverso dall’altro, seppur con idee magari simili…difficile trovare 2 persone che la pensano esattamente alla stessa maniera…forse solo D’Alema e Rutelli.
    😉

    Saluti a tutti,
    Fabio

  38. tenderei a sottoscrivere Ulivegreche.. e solo per la cronaca io “adoro” Casarini, che i rifondaroli invece non vedono di buon occhio

    comunque credo che a questo punto si debba cercare di mettere da parte letichette e costuire qualcosa insieme, unirci..
    di là sono ancora forti

    Ora, Vicenza!

  39. Beh… il fatto che molti condividano certi ideali, ma tante siano anche le sfumature individuali, è segno di molteplici punti di vista. Direi che è una cosa positiva.
    In questo momento ho solo una certezza: rispetto a un paio di anni addietro sono molto più confuso…
    Ciao, Massimo

  40. Mi sa che avete un po’ frainteso il senso della domanda…vabbè.

    @giovanotta
    bene, brava….sposami!! 😉

  41. @Franco
    beh in questo senso son d’accordo.
    Il prc lo ha un po’ subito…se non avessero bocciato la commissione di inchiesta staremmo ancora qui a ragionare su date, firme, se, ma.

  42. xchè ci dobbiamo mettere un cartellino con la nostra “anagrafe politica”?condividere un’esperieza come quella di sabato “come moltitudine” unita dalle idee di tanti è arrichente. scrivere quello che pensiamo,cambiare idea,strategia,commentare post di altri..in una parola essere duttili,questo mi pare la risposta a chi vorrebbe prenderci “le impronte”.buenas tardes :-))

  43. io le mie impronte le lascio più che volentieri.Il duttilismo porta anche a disperdersi,certe volte.
    Quindi chi legge il mio blog,chi mi conosce sa chi sono e quello che penso.Non lo trovo necessariamente un limite.
    saluti trotszkisti-un po’ atipici-davide.

  44. @viga
    l’unico trotszko-stalinista del pianeta!!! 😉

  45. anonimo in ha detto:

    di “movimento” pare particolarmente salutare, eheh.
    ..mi sembra di sentirti più motivato, o sbaglio?

    Divertente leggere, tra le tue parole, dell’iniziativa nata davvero dal “basso”. Che poi tieni subito a precisare che è terminologia che non ti garba particolarmente…
    dì la verità, hai pensato alle iniziative dal “basso” ed hai pensato subito a Berlusconi, che lo può dire veramente che la sua iniziativa parte dal basso (è un gioco di parole, credo lui intenda da se stesso dicendo “basso, ehehe).
    Battutacce a parte (so che non ti piacciono molto nemmeno i riferimenti “fisici”), va molto di moda questa cosa “dal basso”. Tutti partono dal basso: dai grilliani ai brambilliani, operai, finiani e storaciani, noglobal ecc.
    Partono tutti dal basso, su questo non ci piove.
    Ma dove va poi tutta questa gente?
    Soprattutto :parte e poi ritorna al suo posto? Parte dal basso e va verso l’alto o resta trasversale e vola basso? Trasversale vuol essere anche il Pd o il nuovo come diamine si chiama partito di Berlusconi (ma ora quanti ne ha di partiti? Due? Tre?).

    Il problema è poi si resta tutti bassi… Qualcuno alla chitarra, alla batteria, una tastiera no?
    Anche gli ultras partono dal basso?
    A parte il cazzeggio, son tornato.
    Alla prossima.
    Buonaserata.

    Alieno

  46. Io non so perché tu ti meravigli così tanto di non aver incontrato che una sola persona che ‘blogga’ esattamente sulla tua stessa lunghezza d’onda.

    Guarda che nell’Italia veltron-berlusconiana è già un mezzo miracolo che ci sia ancora qualcuno che abbia il coraggio di mettere in discussione radicalmente la struttura economica, denunciandone le enormi ingiustizie.

    Io francamente respiro ogni volta che mi fermo a leggere blog come il tuo (sebbene io non mi riconosca nell’area disobbedienti).

    Anche se non siamo tutti uguali, insomma, almeno nessuno di noi ha venduto il proprio cervello alla dialettica del talk show che impernia ogni discorso che mi capita di sentire abitualmente in strada, in stazione, nei bar, etc.

    Il nostro è un Paese dove quelli che si definiscono moderati fanno discorsi smaccatamente fascisti e, magari, poi si offendono pure, se uno si azzarda a farglielo notare.

    Se la rapporti al resto d’Italia, l’area anticapitalista ormai è una frazione davvero minuscola, non credi?

    Anzi, proprio per questo dovremmo cercare di coltivare meglio quella antica idea dell’unità nelle differenze…

    Mia personalissima opinione, naturalmente.

    Un saluto.

    🙂

  47. anonimo in ha detto:

    manca l’inizio del mio precedente messaggio, pardon. Il senso, sintassi a parte, si capisce.
    Ammesso e non concesso che ce ne fosse uno, di senso.
    Buona…

    Alieno

  48. @memento
    beh, grazie.
    Anche la lettura del tuo spazio è assai salutare.
    @alieno
    toh..sei tornato!!!
    Allora…
    “dal basso” è che non mi piace proprio..esteticamente, a livello di “significante”.
    Mai amato, davvero.
    Però rende l’idea.
    Nel senso che quella “roba”, nel mio piccolo, la ho fatta anche io, costruita anche io, è nata tra persone come me, per capirci.
    “normali”.
    Così come potresti “farla tu”, non so se mi spiego.
    La ho vista nascere, sta cosa, la sera del 23 ottobre.
    Ed è bello vedere l’esito di una cosa che senti di aver “partorito”, cui non hai solo “partecipato”, che non hai solo “consumato”, per la quale ti sei fatto il mazzo, assieme ad altri (che se lo son fatto più di me, eh).

    Cazzeggio a parte…noi non si torna da nessun parte.

    Nella limitatezza dei nostri strumenti e nella opinabilità delle nostre posizioni, continuiamo a far le cose in cui crediamo tutti i giorni.

  49. verissimo!Però certe mie posizioni di “destra” le sto ampiamente rivedendo:grazie ai documenti congressuali..dai,con calma smetterò di tenere il piccone a portata di mano!^_^

    la socialdemocrazia è causa di danni permanenti..non c’entra nulla,ma è giusto ricordarlo

  50. Secondo me perchè Toni Negri in pochi lo leggono e ancor meno sono quelli che lo capiscono.
    Solitamente poi in molti ci arrivano leninisti e lo scontro impero-imperialismo parte da partito preso.
    Per quanto riguarda la mobilitazione. Già, si è respirato davvero lo spirito di 6 anni fa. Quando erano i movimenti a dettare l’agenda, soprattutto della sinistra parlamentarista. Bisognerebbe ricominciare da lì. I movimenti devono ritrovare la forza che avevano e che oggi si respira, in parte, solo nei forum mondiali (Porto Alegre, Nairobi, ecc…). Bisogna ritrovare compagni persi per strada. Delusi dalla sinistra di governo. Fargli capire che una vera sinistra di governo ci sarà solo quando le “poltrone” saranno quelle dove ognuno siede ogni giorno, nei centri sociali, davanti al pc… e non più gli scranni di montecitorio.
    Io credo che da qui si debba ripartire. Poi ognuno faccia le proprie considerazioni. Confrontarle sarà utile a tutti. Quanto meno a me.
    Andrij83

  51. anonimo in ha detto:

    Ovvio che stavo cazzeggiando sul “basso” e nel mentre rilevavo affettuosamente che è un piacere rivederti di nuovo stimolato ed entusiasta dall’iniziativa. Indubbia la soddisfazione di veder crescere qualcosa in cui si è dato qualcosa di sè (e mi par di aver capito che c’è molto del tuo contributo personale eheh).
    Ciao.
    Alieno

  52. @alieno
    Grazie!
    @andrea
    mmh…movimentista mi stupisci!!!

  53. anonimo in ha detto:

    Naturalmente dal punto di vista umano non posso che compiacermi, per simpatia, dal punto di vista “politico” affatto, ehehe. Ma questo già lo sai.
    Auguri.
    Alieno

  54. alieno
    ma certo..nessun problema.

  55. ..d’altra parte, alieno..lo sai: non son di quelli che bloggano per sentirsi dire “bravo!sono d’accordo con te!”.

  56. Molto giusto e corretto ciò che c’è scritto nel link che ci hai lasciato, Grazie per il tuo impegno amico, Buona giornata.

  57. sai già come la penso in merito ma lo ribadisco qui… è stata una grandissima manifestazione, sono fiera di esserci stata e ho una voglia immensa di continuare a lottare… per me genova2001 è una ferita ancora aperta, una cosa che non ho digerito…

  58. Il sistema partitico del Parlamento Europeo ha una dimensione più strutturata, ma anche ideologicamente più lineare di tanti Parlamenti nazionali, tra i quali certo non fa difetto quello italiano. La contrapposizione tra Sinistra Europea e Partito del Socialismo Europeo è notevole, proprio perché la massima parte dei gruppi della Sinistra Europea sono nati o in opposizione al Socialismo Europeo o sempre al di fuori di esso. In altre parole, il Socialismo Europeo sembra aver perso la sua funzione di connettivo quintessenziale delle Sinistre. Lo ha fatto specialmente sulle tematiche più ampie, che quindi denudano un persistente appeal della ideologia: la riflessione sul capitale organizzato, le strategie internazionali, il governo e l’opposizione al tempo dei nuovi disagi sociali. Ma il PSE può essere il futuro della Sinistra Europea, per le ragioni che andrò a dire, sono tante, mi perdonerete di numerarle:

    1.in Europa è in atto un profondo riavvicinamento tra le ali sinistre dei partiti socialdemocratici e la Sinistra intesa in termini più stretti, l’unico modo per cui le prime non annacquino la seconda e la seconda non infici le capacità governative delle prime è stabilire parametri di un’alleanza di sistema;

    2.si accusa molto il PSE di giocare la sua partita sempre più al centro e sempre meno a sinistra: e allora che si riorganizzi una sinistra nel PSE! Può essere difficile, così difficile? Non mi pare che i grandi partiti abbiano mai supportato il pensiero unico e ci sono più modi per stare nel Partito Socialista, di sicuro il socialismo libertario, il socialismo laburista, il socialismo movimentista possono starci, e da pari, e da sodali;

    3.chi ha detto che PSE significa aprioristica accettazione di ogni scelta della Comunità Internazionale o del mercato globale? Gli esempi inducono a sostenere esattamente il contrario: le battaglie laiche di Zapatero in Spagna, la Sinistra del PS francese che ha bocciato la Costituzione Europea, la presa di posizione contro l’unilateralismo US da parte della SPD;

    4.se si pensa al Socialismo Europeo, non solo come struttura, ma anche come insieme di valori, abbiamo un movimento di pensiero che sceglie la tutela del lavoratore, che sceglie la diplomazia, che predilige una correzione assembleare dei meccanismi rappresentativi, che si rende protagonista e responsabile di scelte laiche, umane, antidiscriminatorie.

    Non sono elementi sufficienti per pensare a un consolidamento nella Legislatura Europea 2009-2014?

    DISCUTINE SUL MIO BLOG

  59. Ciao,
    non ti sei imbattuto in blogger con la tua estrazione? Strano, magari non devono aggiungere nulla a quello che dici.
    Per quanto riguarda il resto condivido quello che dici sul modo in cui “concretamente” si può lavorare sul territorio, quello che osservo (da Torino e per la mia città) è che i “centri sociali” hanno la tendenza a farne poco di lavoro nei quartieri.
    Per quella che è stata la mia esperienza nei circoli nel 77 (Zapata a Torino) ricordo giornate passate a volantinare, a creare mercatini rossi nei quartieri operai, a praticare l’autoriduzione delle bollette etc.
    Il circolo era un punto di riferimento politico e di aggregazione ma da quello si partiva “muovendo il culo” sul territorio.Oggi, se non c’è l’evento non si muove nessuno.
    Un saluto
    Mario

  60. Mario..che dire: sono d’accordo.

    I centri sociali da un lato funzionano come conenitori per concerti il sabato da un lato e , dall’altro, a seconda delle fasi, come sezioni di un “partito nazionale che non c’è”, se mi si passa la forzatura.

    Quello che sottolinei è un problema (tra l’altro porprio pochi mesi fa a ero propria a Torino, al Gabrio, dove durante una serata sul ’77 si parlava delle esperienze territoriali di cui parli tu).

    Non è così in tutte le città, ci sono territori dove ciò viene tutt’ora fatto, pur nelle difficoltà e nei limiti che contraddistinguono una fase come questa.

    Poi, anche se non è esattamente il lavoro di quartiere di cui parli tu, gli ultimi anni hanno visto e vedono esperienze che – oltre i centri sociali ed a prescindere da essi, ben inteso – rimettono al centro la questione del territorio e dei beni comuni (penso a val di susa e vicenza in primo luogo) quindi una certa modalità di affrontare i problemi è tutt’ora viva e abbastanza diffusa.

    E’ maledettamente difficile fare oggi il “lavoro nei quartieri” per tante ragioni che credo te conosca bene.

    Anche noi, qui a Genova, per anni non ci siam riuscitiun po’ perchè “seduti”, un po’ per le oggettive difficoltà, un po’ perchè le risorse sono quelle che sono.

    Rispetto allo specifico del quartiere dove stiamo (sampirdarena), abbiamo ripreso da un annetto (vedi http://www.dirittirete.org/ita), stiamo lavorando cercando di ribaltare il discorso “sicurezza” da un lato, dall’altro tentando di dare protagonismo ai giovani immigrati che nel nostro quartiere vivono (perlopiù equadoriani).

    Abbiamo tentato di fare un lavoro anche sulla casa ma rispetto a quello che siam in grado di fare ed alle energie che abbiamo forse è un obiettivo ad ora troppo ambizioso.

    Comunque, tocchi un problema senz’altro reale, anzi, uno dei problemoni principali, rispetto a quello che i dentri sociali dovrebero essere.

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