m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

SPARIZIONI RIAPPARIZIONI

Nella foto sopra, un’istantanea della piazza (nel momento di massima affluenza) durante l’iniziativa della sinistra radical(mente di governo), sabato scorso. Arci, verdi, pdci, rifondazione, ed altri.

C’era così poca gente, che se avessimo organizzato un corteo cittadino, qui a Genova, su temi locali, quei numeri sarebbero stati un insuccesso.
Figuriamoci per una iniziativa "nazionale". Prove di unità.
Anzi, di lavaggio a freddo. Ed il freddo restringe.
Si è parlato di "divisione" in due iniziative, ossia il corteo ed il "sit in"o concerto, o cosa diavolo fosse.

Definizione incongrua. In primis, la divisione di qualcosa, presuppone che ciò che si "divide" si manifesti contemporaneamente in due contesti.
Sabato non c’è stata divisione alcuna: c’è stato un corteo plurale e partecipato, da un lato, ma dall’altro..il nulla. Niente.
Inoltre, la divisione di un "agglomerato" umano presuppone una unione, una convergenza..una coincidenza o condivisione precedente la medesima.
Sabato, da un lato c’erano (anzi, non c’erano)  i filogovernativi (e quindi sostanzialmente filo Bush o quasi) , dall’altro -pur nelle differenze – chi , non fosse che per banale ragionevolezza, non può che porsi contestualmente in alternativa al mondo voluto tanto da Bush, quanto dal prefetto Prodi (pur con le sue differenze di declinazione,che la provincia dell’impero ha  tuttavia i suoi contingenti interessi).
Sui quotidiani di stamane leggo che alcuni autorevoli dirigenti di partito (si affilano le lame , ovviamente nonviolente, in vista dello scontro finale tra il vivace Giordano e Bertinotti) denunciano che fu un errore insistere per ottener la presidenza della camera. Non ricordo cosa scrivevo io qui, quando avvenne.

Genova. Anche qui, lavaggio a freddo tra piccole burocrazia di partito in cerca d’autore (infatti avevan scelto uno scrittore alle primarie) che ha dato luogo ad un risultato elettorale miserrimo. (Unione a sinistra, ex diessini che hanno fato un Di.Co. con rifondazione: avessero fatto una lista avrebbero preso lo 0,2-0,3%. Grazie al controllo delle preferenze, hanno più consiglieri di verdi, pdci…e rifondazione. Beh, ci vuole poco: rifondazione non ne ha).
Ma il gioco delle sedie musicali casca a fagiuolo: il centrosinistra vince il ballottaggio in provincia. (Il rieletto presidente annuncia il primo passo della nuova giunta: il patto per la sicurezza).
Una dei due eletti di "unione a sinistra" (Renata Briano, per altro amica dei cacciatori), era così tanto motivata ad andare in consiglio comunale- è ciò per cui ha chiesto i voti – che pare che mollerà il seggio per andare a fare (torna a casa) la consulente del presidente della provincia. "unione a sinistra", quindi, ritirerà la minaccia di non sostenere la giunta in comune. Si vedrà, forse è una notizia infondata, retrobottega.
Se fosse, si libererà un seggio e, sebben inizialmente trombato, un esponente del prc potrà tirare un sospiro di sollievo e rappresentare il partito in comune (partito che nel frattempo sta implodendo).

Antonio Bruno -AMBIENTALISTA, altro consigliere, indipendente PRC- scopre solo ora – e protesta – che la Vincenzi ( che non ha mai negato di volerlo fare ma forse a Bruno non lo avevano detto) a tutti i costi intende andare avanti nel progetto/stupro dell’appennino, il terzo valico, la "tav" genovese.

Gente motivata da saldi ideali, da progetti concreti, e dalla coerenza.

CREDO CHE SE FOSSI STATO UN CICLISTA, SAREI STATO UN PASSISTA-SCALATORE



La mia "nuova" bicicletta.
Banshee. Una bianchi da corsa dei primi anni ’80. Recuperata gratuitamente, e risistemata.
Va che è una meraviglia. Leve del cambio sul telaio, roba daltri tempi, e rapporti da pianura, però.
Non so se avrò il coraggio di trasformarla in una fixie…sebben il progetto fosse quello.

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30 pensieri su “

  1. oggi sto leggero.
    1) non mi toccare renata briano, io la amo, non so perché ma è così. d’altra parte l’amore è cieco.
    2) non toccare la bici, è perfetta così (per la pianura) ed ha il fascino della testarda coerenza. chissà perché, la vedo molto adatta a te… 😉

  2. 1)
    io gli amici dei cacciatori…fo fatica a sopportarli.
    In più se così palesemente poltronari e privi della minima decenza di coerenza…farsi votare per il consiglio comunale e poi-se è vera l’indiscrezione che so – prender il bus per la provincia, mi pare squallido.

    A parte ciò, il suo esser filocacciatori mi è indigesto, davvero.

    2)eh.non so se la trasformerò in fixie.
    E se la tengo così…sto valutando di cambiare le corone davanti, tenendo, se fosse possibile, la corona da 52 mettendone una da…38, 39.
    42…è un casino, da noi, se fai giri lunghi. Lo sai.
    Anche perchè dietro ho il 24.

    sabato Giovi (ma con l’altra)

  3. Molti, oh, finalmente! 😉 …Auguri per la Banshee! 🙂

    Beh, sei stato fortunato, mi sembra che sia stata mantenuta davvero bene 😉

    “PASSISTA-SCALATORE” ?! …a me sembra che hai più le caratteristiche dello scalatore 😉

    Il mio consiglio, da appassionato della bici da corsa, è di non modificarla.

    Ciao ciclista e buona serata

    Giuseppe

  4. @giuseppe
    uh, perchè scalatore??
    si,è tenuta perfettamente, davvero. e 25 anni li ha tutti.
    Col cambio ho preso presto confidenza e sensibilità…certo, averlo come il tuo è altro paio di maniche, eh???!!!

  5. mi sento fuori luogo, io e la mia piccola country bike.
    per il resto, stendiamo un pietoso velo.
    m’aspetta il fiume… nel senso di biciclettata pre-cena.
    miao :*

    ps: guarda da me cosa mi ha combinato la gatta…

  6. @Molti, è l’impressione che ho avuto dalla trasmissione di Santoro 😉

    Cmq in generale, un passista scalatore è uno che fa le salite seduto sulla sella e alzandosi poco, mentre lo scalatore sta molto sui pedali. Ovviamente è il fisico che influisce 😉

    Eh sì, è comodo il cambio ergopower 🙂

    Giuseppe

  7. azz non sapevo che la briano fosse amica degli assassini…mi era fin simpatica…

  8. Complimenti per la Bianchi, bella bici leggera, anche se degli anni 80 comunque un’ottima bici. Io invece ho la mia mountain bike da lavoro, equipaggiata con 5000 cazzate, e penso che pesi intorno ai 30 chili. però su un rettilineo sono riuscito a raggiungere i 34 all’ora (almeno quello!)

  9. D’accordo con te sulla parte politica: assolutamente patetico il presidio di piazza del popolo e segnale decisamente brutto.
    Di bici non ne capisco niente, quindi non so.
    Un saluto

  10. bici?Come tutti gli sport,che non sia l’alza forchetta mi è indigesto!Fatico io per te!
    Sulla piazza:complimenti,hanno scoperto ora di essersi sputtanati per permettere al cashmirato di fare il pirla alla Camera.Io sinceramente mi son fatto delle matte risate vedendo quanti pochi fossero!
    Genova:son cose che capitano in tutte le città.Ieri sera nel programma di approfondimento politico Porta a Porta(ahaahhahhahaa),ho visto il presidente della vostra provincia:mi è sembrato un vecchio un po’ bolso,non insomma un tipo lungimirante.
    Infine:ma chi cazzo si è preso il tesoretto?
    ps:grandi gli albanesi che hanno ciulato l’orologio a Bush!

  11. davanti hai un 52/42??
    con il 24 dietro, per girare dalle nostre parti ti ci vorrebbe una bella moderna guarnitura compatta 50/34. quasi nessuna salita allora potrebbe spaventarti!
    (quasi quasi vengo a vederti passare sui giovi…)

  12. @justawoman
    ora vengo.i..ntanto ho risposto al post che mi hai segnalato!

    @giuseppe
    posto che spero di non dire cazzate…io più che lo scatto agile da grimpeur io ho potenzialmente doti di resistenza. Sono alto 1.75..76 e peso 69-70 kg.
    @carlo
    eh si.
    fai una ricerca briano-cacciatori..e vedi.
    @tornitore
    alleggeriscilaaa!!
    @giamo

    ma poi..scegliere una iazza più piccola, no??
    @viga
    pensavo che un altrto sport invece ti intrigasse..no??
    @franco
    eh si. sto studiando alternative. Pensavo di metter o un 53/38 davanti, oppure-consiglia mil meccancio.cambiare il cambio dietro e metter una serie di pignoni da 14 a 34.

  13. per quanto ho calcolato, il 38 davanti (38/24=1,58) ti corrisponderebbe quasi ad un 39/25 (1,56) che è il rapporto di minima per la salita, comunque roba da ciclisti allenati.
    il 42/30 (30 e non 34 dietro, immagino…) invece ha un rapporto di 1,40 che è praticamente un 39/28 (1,39). con quello ci fai pure le salite più impegnative.
    il mio dubbio è: dietro mi par di vedere 6 o 7 rapporti. si riesce a montare una serie da 14 a 30? non si rischia di avere poca gradualità? (posto di non aumentare il numero dei rapporti, che credo difficile)
    la risposta al tuo meccanico. io sono un principiante, conosco solo le domande!

  14. Ciao! Bella la bici, sul serio…
    Vorrei farti delle domande sulle questioni che poni nel post.
    Intanto, godimento per come sono andate le cose sabato in piazza, era necessario.
    Quello che volevo chiederti è: cosa vedi dopo? Dopo questa solenne riaffermazione d’autonomia del movimento, quali relazioni pensi siano possibili con la sinistra radicale?
    Non sono d’accordo quando dici che non si è diviso nulla, si è diviso eccome! La responsabilità ricade quasi esclusivamente su Rifondazione e i suoi ex che da “fazioni opposte” si sfidano su terreni separati dal movimento, anche quando ci sfilano insieme.
    Ma non solo su loro.
    Il solo fatto che questa rottura provochi autocritica nel corpo politico di rifondazione (e magari anche l’avanzamento di qualche voce altra dalla maggioranza) può essere visto come un passo avanti, o no? Del resto il fatto che RC sia ancora così influenzabile alle istanze del movimento non è un merito del movimento stesso? 🙂
    Ciao!

  15. l’autocritica era doverosa.Il che significa per sopravvivere cerchiamo di ristabilire un contatto con i movimenti e la base critica.Io nn darei nessuna fiducia al prc.Penso non la meritino.
    Oggi ,finalmente, il Manifesto si è degnato di pubblicare un articolo molto interessante ed illuminante di Ferrando .La via giusta è quella;anche se ,da quanto ho capito, la mia idea del partito-stato nn trova nessunissimo posto nel movimento trotskista..vabbè, mi dovrò impegnare a scrivere per cento volte :sono deficiente..w l’internazionalismo socialista!
    In corteo vi era anche Franca Rame,il che dimostra comunque che le istanze giuste le riconosce.Forse è fin troppo inadatta ai sottili cinismi della politica,no?

  16. Buona pedalata allora…P.S.: Comunque nel mio blog ho scritto che la profanazione a Moro è avvenuta sulla lapide commemorativa, non sulla tomba…Ciao 🙂

  17. I Giovi… buona scalata!

  18. @franco
    avevi capito bene…34 dietro, consiglia lui.
    Dice che mi conviene rispetto al cambiare le corone davanti (anche perchè resterei col 24 dietro e quindi col 39/24…a meno che non non si faccia una modifica sia davanti che dietro, spendendo miliardi, però) , e non avrei problemi di gradualità (ora son 7 rapporti da 14 a 24). Mi monterebbe una serie di rapporti simili a quelli di una mtb, e mi cambierebbe tutto il cambio dietro mettendoci uno shimano).

    @mpix
    eh, tentiamo! 😉

    @viga
    che non sei trotzkista lo dico dal giorno dopo che ti ho letto…..

    @teladipenelope
    mah…difficile risponderti.

    A me francamente la strettoia “organizzativa”, il livello di dialettica e di rapporto tra…”organizzazioni” , tra ceti politici, tra dirigenze (e quindi che fare con la sinistra radicale, eccetera) non è che mi scaldi granchè.
    Perchè posta così (il rapporto tra organizzazioni, e quindi rifondazione vs “partito” movimento) sembra sempre un ragionamento sui contenitori, che scimmiotta la “politica” istituzionale.

    Per altro rifiuto la categoria di “sinistra radicale” perchè il PDCI lo considero un oggetto d’antiquario del tutto inifluente, inesistente, espressione di nulla, assolutamente distinto e distante da una concezione “radicale” della politica prossima alle sensibilità ed alle istanze anche di “ricerca” espresse dai movimenti in questi anni.

    Rispetto ai Verdi, non si può certo parlare di rapporto tra verdi e movimenti, ma semmai tra movimenti ed alcune soggettività dei verdi, se vogliamo…ma non con i verdi come soggetto politico.

    Più complesso il discorso prc, che è (era?) l’unico soggetto “concreto” entro quel confine e l’unico che rappresenta (rappresentava?) qualcosa, l’unico che aveva comunque tentato una reale riflessione su tutta una serie di temi.

    Mi pare che tanto la crisi autoditruttiva attuale quanto la scelta di collocarsi entro un contesto di “riorganizzazione” istituzionale di ciò che sta a sinistra del pd…..rendano definitivamente chiuso un certo tipo di percorso.

    Ma ripeto: così è discutere di rapporti tra “organizzazioni”, e non è il profilo che mi interessa, non so se mi sono spiegato. Anche perchè orizzonti come quello del dal molin, o della val disusa, non vedono in prima fila e reali motori “soggetti politici”,ma…”persone”, comunità.

    Ciò che mi preme è , da un lato, la riflessione e la ricerca attorno ai temi di contropotere, partecipazione, conflitto, rappresentanza e-dall’altro- coagulare soggettività concrete su temi e vertenze (sulle quali sperimentare la ricerca di cui parlo).
    Poi…non è che -dimentichi di quanto accade ora- si potrà far finta di nulla se quelli usciranno dal governo perchè cacciati (perchè se usciranno sarà così) e torneranno in certi lidi con il cappello in mano…

    (ah, non sono un apologeta del movimento: so bene che anche il “movimento” ha le sue…burocrazie, il suo ceto politico..ci mancherebbe).

  19. scialo..scusa eh..ma te nel tuo blog scrivi:

    “quando si fanno atti di vandalismo su una tomba, indipendentemente dall’importanza del defunto”

  20. ah, perfetto! addirittura un 34… con quello sali sui muri…
    mai visto su una bici da strada, la tua sarà unica!

  21. (toh..franco..sui giornali di oggi si parla della briano in provincia….io lo ho scritto a urne ancora aperte).
    no infatti su quelle da corsa non si monta, di solito.

  22. anonimo in ha detto:

    Cavolo Moltitudini, ma la foto istantanea della Piazza che hai messo su è ritoccata? Perchè in tv sembrava più vuota…
    🙂

    Giochino/Test:

    La fine ingloriosa dei comunisti, da Gramsci a Ricucci:
    scopri le differenze tra i due gruppi e ti dirò chi sei.
    Gruppo 1: Marx, Lenin, Gramsci…
    Gruppo 2: Ds, Unipol&Coop, Ricucci-Consorte.

    Risultati:
    da 10 a infinito: sei un massimalista vetero comunista socialmente pericoloso.
    da 1 a 10 ma nelle differenze vedi continuità: sei un democratico di sinistra riformista, il tuo destino è, nel bene o nel male, nel PD.
    da O a constatazione uguaglianza gruppi: smettila di fare il furbo, si vede che sei di cdx, esci dal gioco.

    :-)))

    Buongiorno a tutti.
    Alieno

  23. @Molti, quello che dici in parte è vero. La capacità di fare gli scatti in salita è la caratteristica dello scalatore ma non tutti gli scalatori sono Pantani e Charly Gaul. Come dicevo nel precedente commento un vero passista scalatore è quasi sempre seduto in salita perchè alzarsi è quasi un male per chi sale con un passo “regolare” e con rapporti più duri di quelli usati dallo scalatore. Come passista scalatore pensa a Coppi, Indurain e Bugno solo per fare i nomi più rappresentativi di questa categoria.

    Poi ci sono le eccezioni. Ad esempio per me diventa difficile classificare Lance Armstrong.

    Secondo me, con le tue caratteristiche fisiche potresti essere sia l’uno che l’altro, mentre io che sono alto 1,85 no 😉

    Per i rapporti potresti mettere un 14-30 (certo che non sono abituato a vedere un rapporto superiore al 26 😉 e come moltipliche un 53-39 (o 38 che è poco usato).

    Ciao e buona serata

    Giuseppe

  24. Que viva il compagno ricucci.
    Alieno..si: un paio di figure le ho aggiunte.

    @giuseppe
    eh…o cambio le moltipliche, o cambio la cassetta (si dice così??) ed il cambio dietro. Appunto..il ciclista mi cosngilia di cambiare dietro, che risparmierei.(ed appunto…parlava di 34!!!)

  25. non ti permetto di trasformare nulla di quella che è stata la mia prima ed unica bicicletta!!!!!!

    Purtroppo è da 9 anni appesa ad un chiodo…

  26. Uca..eh, vedremo.
    la modifica di cui parlavo tempo fa sarebbe radicale, ora si traterebbe solo di renderla più pratica in salita.

    Rimettila in strada”!!!

  27. Ciao, grazie per la risposta.
    Ti rispondo sperando di fare cosa apprezzata, anche se questo tipo di discussione potrebbe risultare “oziosa” una volta messe in campo così apertamente le proprie posizioni (cosa di cui ti ringrazio).
    ———————
    Tu dici:
    “A me francamente la strettoia “organizzativa”, il livello di dialettica e di rapporto tra…”organizzazioni” , tra ceti politici, tra dirigenze (e quindi che fare con la sinistra radicale, eccetera) non è che mi scaldi granchè.
    Perchè posta così (il rapporto tra organizzazioni, e quindi rifondazione vs “partito” movimento) sembra sempre un ragionamento sui contenitori, che scimmiotta la “politica” istituzionale.”
    ———————-
    Capisco la differenza che fai evidenziando come il lavoro quotidiano che svolgi nella tua vita sia in un rapporto indiretto con le dinamiche di “vertice” che caratterizzano i momenti “organizzativi”. Ma quando parlo di “unità” non parlo dell’organizzazione unitaria delle manifestazioni o di altri momenti similari. Con “unità” voglio indicare dei percorsi comuni che hanno *già* caratterizzato il movimento in questi anni (penso, comunque la si voglia giudicare, all’esperienza del network ma anche a quella di molti altri compagni) da Genova in poi.
    Ovviamente non posso mettere in dicussione le differenze che animano le soggettività del “magma desiderante”, ma appunto di magma si tratta, cioè di cosa “densa”. Ecco, la mia preoccupazione, forse espressa male dalla mia domanda precedente sulla “sinistra radicale”, è per una possibile divaricazione tra compagni che annacqui questo magma.
    Non nelle manifestazioni separate, che sono un sintomo, ma proprio nei percorsi di lotta quotidiani.
    Insomma, quello che ho pauro si spezzi è il filo che tiene legati da Genova 2001 tutte le soggettività del movimento. Ma da quello che dici, e lo dico senza polemica, sembra che tu te ne sia dimenticato.
    ———————-
    Tu dici:
    “Per altro rifiuto la categoria di “sinistra radicale” perchè il PDCI lo considero un oggetto d’antiquario del tutto inifluente, inesistente, espressione di nulla, assolutamente distinto e distante da una concezione “radicale” della politica prossima alle sensibilità ed alle istanze anche di “ricerca” espresse dai movimenti in questi anni.”
    —————-
    Non potrei essere più d’accordo.

    —————–
    Tu dici:
    “Rispetto ai Verdi, non si può certo parlare di rapporto tra verdi e movimenti, ma semmai tra movimenti ed alcune soggettività dei verdi, se vogliamo…ma non con i verdi come soggetto politico.”
    ————-

    I verdi come soggetto politico non esistono. Benchè alcune soggettività siano buone: Cento, Bulgarelli…
    ——————
    Tu dici:
    “Più complesso il discorso prc, che è (era?) l’unico soggetto “concreto” entro quel confine e l’unico che rappresenta (rappresentava?) qualcosa, l’unico che aveva comunque tentato una reale riflessione su tutta una serie di temi.”
    ——–
    Ecco il punto 🙂
    La critica a RC è assolutamente necessaria per fare in modo che quel partito (che, a mio parere, ha ancora la possibilità di parlare a *molti*) non venga portato dalla sua dirigenza ormai logora verso i lidi di un socialismo annacquato, una nuova versione dei DS.
    RC è un partito composito, ci sono molte voci, forse bisognerebbe tentare di dargli man forte.
    ———————-

    Mi pare che tanto la crisi autoditruttiva attuale quanto la scelta di collocarsi entro un contesto di “riorganizzazione” istituzionale di ciò che sta a sinistra del pd…..rendano definitivamente chiuso un certo tipo di percorso.
    ——————–

    Su questo non sono d’accordo. Da un lato vedo i rischi di una deriva “governista”. Dall’altra percepisco come urgente la necessità di un percorso politico di unità a sinistra, sui temi del movimento. Questa “riorganizzazione” si rende necessaria proprio a partire dalla particolarità del quadro politico-sociale nel quale siamo calati. La possibilità di portare le forze politiche a sinistra del PD ad una unità sui temi del movimento non è una pippa mentale da politicanti, non è una residuale forma di autoconservazione della specie dei politici, o meglio potrebbe non esserlo. Finchè non si acclara che questa possibilità non vuole essere colta, per me vale la pena tentare. Da quello che ho capito, a te non interessa poi molto. Legittimo. Io invece penso che, dando per scontata l’autonomia dei due piani, il politico e il sociale, ci debba essere raccordo tra i due, è l’unico modo per tentare concretamente di ottenere ancora più consenso nella società. Questo percorso, hai ragione, dovrebbe compiersi lontano dalle alchimie di palazzo, tornando a parlare ai settori sociali di appartenenza.
    —————–
    Tu dici:
    “Ma ripeto: così è discutere di rapporti tra “organizzazioni”, e non è il profilo che mi interessa, non so se mi sono spiegato. Anche perchè orizzonti come quello del dal molin, o della val disusa, non vedono in prima fila e reali motori “soggetti politici”,ma…”persone”, comunità.”
    ——————
    Vedi, il fatto che su alcuni temi il movimento sia riuscito a creare lotta e consenso è assolutamente una ottima cosa. Ma c’è un limite intrinseco in queste esperienze, c’è un limite dovuto al loro carattere vertenziale, che accomuna molte soggettività in una lotta “interclassista”, ma che non propone un orizzonte politico definito. La resistenza è importante, ma per come la vedo io sono ancora timidi i tentativi di ricondurre queste esperienze nell’alveo di una posizione avanzata anticapitalista. Forse il movimento non ha gli strumenti per proporlo questo orizzonte, forse non ne ha voglia, non è il suo compito. Per questo penso che ci debba essere collaborazione e non conflittualità tra il politico e il sociale, critica non antagonismo.
    ————————
    Tu dici:
    “Ciò che mi preme è , da un lato, la riflessione e la ricerca attorno ai temi di contropotere, partecipazione, conflitto, rappresentanza e-dall’altro- coagulare soggettività concrete su temi e vertenze (sulle quali sperimentare la ricerca di cui parlo).
    Poi…non è che -dimentichi di quanto accade ora- si potrà far finta di nulla se quelli usciranno dal governo perchè cacciati (perchè se usciranno sarà così) e torneranno in certi lidi con il cappello in mano…
    ————————-
    Ma non si tratta di dire “te l’avevo detto”, si tratta di spingere quei compagni a tornare sui loro passi, a fare dell’autocritica che già hanno iniziato un percorso d’autonomia dalle logiche governiste.
    Per quanto riguarda la tua esperienza di vita e di politica io non ho nulla da dire, è stimabilissima 🙂
    ————————
    Tu dici:
    “(ah, non sono un apologeta del movimento: so bene che anche il “movimento” ha le sue…burocrazie, il suo ceto politico..ci mancherebbe). ”
    ————-
    Ecco e li conosco anche bene!
    Per questo sono preoccupato 🙂
    Ne ho frequentati alcuni di questi burocrati a ROma, la mia città, ma sono sicuro che abbondano dappertutto. Mettici pure i caporioni in libera uscita da RC e la frittata è fatta. Et voilà, l’esperienza francese è di qui a venire.
    CIao!

  28. TeladiPenelope..alla faccia!
    Dunque…d’accordo su pdci e verdi, ea cò che volevo dire io.

    Rispetto al filo di cui parli, non è che io abbia dimenticato, è che credo che quel filo si sia definitivamente spezzato, che la fase sia in parte già molto mutata, così come che parte del seminato in quel lasso di tempo (ma meno di quanto si sia seminato, secondo me) lo si stia tuttavia raccogliendo.

    Quando parli di…”dare una mano”, beh: ti faccio notare che una “mano” a parte di rifondazione è stata data eccome (così come è stata anche per un po’ di tempo restituita, ci mancherebbe).

    Quelli che ora teorizzano l’autonomia del politico nel difender le peggio scelte ( e mi riferisco nello specifico ad una intervista comparsa su carta qualche mese fa), sono proprio gli esponenti di quella “generazione” che stava a Genova: i de palma, i notarianni…

    Continuo a risponderti a spot (sono un po’ stanco, ho fatto la notte, e analisi organiche oggi non mi vengono).

    Il network, come progetto (parli del netowrk delle comunità militanti, se chi leggesse non capisse. Almeno credo) non mi interessa, è stato sottposto anche a noi ed abbiamo declinato.

    Dopodichè, quello che dici già accade, non v’è preclusione: a Roma c’erano sia il network sia realtà più vicine alla mia sensibilità.
    Colgo la paura di cui parli quando ti riferisci alla divaricazione, ma è che ci sono concreti aspetti materiali ch e la rendono inevitabile.

    Sai bene che oggi, un corteo come quello di Vicenza, non potrebbe vedere la partecipazione organica del prc come c’è stata nei mesi scosi, ad esempio.

    Però..ripeto:qui si continua a ragionare della dialttica tra organizzazioni politiche (siano partiti o correnti a loro interne) e siccome su queste cose ci ho ragionato da anni,ci ho fatto su centinaia di assemblee, beh..sono un po’ stanco perchè spesso è un ragionamento sterile, astratto, e politicista.

    Sul cappelo in mano:so bene che non si tratti di dire “io lo avevo detto”.
    E’ che – sbaglierò- quei compagni di cui parli tu se faranno l’autocritica che auspichi, la faranno perchè presi dalla contingenza di non aver altri spazi di agibilità, pronti, ove il quadro lo permetterà nuovamente, almeno ai loro occhi, a ritornare ancora nell’alveo ella “governamentalità”.
    Ma vedi? Stiam parlando di burocrazie, di gruppi dirigenti, di ceto politico.
    Mi sembro Folena. AARGGH:::

    Spesso, lo ho detto anche qui, quando parlo con alcuni rifondaroli che mi spiegano il senso di alcune scelte, dico loro”ma allora..aveva ragione Cossutta, nel 98?”.

    Non è che mi sia mai stata data una gran risposta.

    p.s. vedo che la riflessione nel prc oramai ruota attorno al concetto di socialismo.
    Saprai che ho molto apprezzato il libro “good bye mr socialism”, a partire dal titolo….

  29. So essere logorroico e grafomane… 🙂
    Comunque, ho capito nel complesso quello che dici… soltanto un paio di cose: le organizzazioni giovanili di RC o di “area” RC sono più avanzate rispetto al vertice e in qualche caso al corpo del partito. Lo dimostra anche la loro partecipazione sofferta al corteo.
    Negri è personaggio complesso e altalenante, stargli dietro è un’impresa. Ma forse ha ragione lui quando afferma di essere un ottimo scienziato e un pessimo politico.
    Comunque grazie per la chiacchierata e per avermi messo al corrente dell’esistenza di Goodbay Mr Socialism. Nel dettaglio non so entrare, non avendolo letto, ma non mi stupisco che la discussione in RC verta su cosa sia socialismo oggi.
    Uno perchè sono profondamente convinto che senza socialismo c’è solo barbarie (socialismo ripensato, ovviamente; il novecento è passato, benchè tenda a permanere :-)), due perchè ce lo dicono le esperienze di un intero continente, il sud america, e alcune nazioni in particolare, come il Venezuela (che tra l’altro è l’unico stato ad aver messo in pratica quello che Negri rimprovera a Lula nell’unico stralcio del libro che ho potuto ora leggere in rete)…
    Ciao!

  30. @penelope
    organizzazioni giovanili.
    E’ vero. Poi a 30 anni (vedi de palma, de cristofaro, fratoianni) imparano in fretta ad emulare i capi.

    è vero che Negri è un pessimo politico.
    sul “socialismo” sarei d’accordo con te…anche se a me più che una elaborazione teorica il dibattito in corso nel prc serva più che altro ad agganciare Mussi…
    cmq leggilo quel libercolo, è breve e abbastanza..comprensibile.

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