m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

DIARIO

Potrei parlare delle pessime premesse con cui la nuova giunta genovese ha avviato il suo glorioso cammino, e degli stracci che volano tra e dentro i partiti..con segreterie regionali che "scomunicano" la giunta che fa assessore il segretario provinciale del medesimo partito ed il segretario nazionale che si dice "imbarazzato" per la composizione della giunta…ma sono faccende troppo locali.

Oppure, mentre il mondo si allarma per gli abbozzi di neo guerra fredda tra USA e Russia, scriver dell’omertoso e infame atteggiamento del nostro governo nell’ambito del progetto BMDS (non eccitatevi..il sadomaso ed il fetish non c’entrano, si parla sempre di "falli"…ma nel senso di missili)..ma di fare il grillo parlante oggi non ho voglia, e poi..dopo aver tolto i costi di ricarica, pare che si sia in procinto di diminuire l’accisa sulla benzina, quindi non capisco di cosa potrei lamentarmi, non si può mica aver tutto.

Lavoratore.
E’ una parola che non sopporto.
Mi irrita quasi quanto "consumatore" (che è senz’altro peggio).
Eppure di questi termini c’è chi se ne fregia, chi vi intitola adirittura partiti, associazioni.
E’ alienante doversi connotare, affermare, in quanto "lavoratore", ossia…schiavo.
Non sopporto di esser un "lavoratore". Lo odio.
Se devo necessariamente far ricorso al vocabolario "operaio", allora meglio proletario…che presuppone la coscienza di esser sfruttato.
E’ disumano sentirsi "lavoratori".
E’ disumano che le proprie gratificazioni, le proprie aspirazioni, la propria affermazione, la gran parte dei nostri pensieri, siano legati a ciò: al lavoro..od al non lavoro, se disoccupati.
Od allo studio: perchè bisogna diventare qualcosa, perchè è finalizzato al diventare qualcosa.
Nel mondo che vorrei dovemmo affermarci, gratificarci ed esser riconosciuti per la libera espressione di ciò che pensiamo, di ciò che amiamo, di ciò che gratuitamente costruiamo.
E per questi motivi che mi piace il concetto di moltitudine, che presuppone l’istanza individuale, personale, l’irriducibile singolarità della persona ma connessa con gli altri, simili ma diversi da te.
Ancor più è insopportabile, e se non la si vive è davero poco comprensible per le peculiarità che reca in sè, esser socio-lavoratore in una cooperativa sociale.
Hai tutte le sfighe-ed il reddito- del lavoratore salariato…ma sei padrone di te stesso.
Se scioperi..non danneggi nessuno, perchè a lavorare ci vai, ci devi andare, lo stesso, in un lavoro come il mio.
Paradossalmente, io potrei esser allo stesso tavolo-e rappresentare entrambe le parti – in sede di rinnovo del contratto.
Quando le cose vanno male..si decide democraticamente di autotogliersi la tredicesima.
Se mi rinnovassero il contratto…dovei esser felice: qualche euro in più fa certo comodo, e siamo senza contratto da due anni.
Al contempo, dovrei preoccuparmi: perchè l’aumento "me lo darei da solo" e la cooperativa (cioè io..noi) le risorse per sopportare un aumento non le ha.
Perchè oggi cooperative come la mia sono mero strumento dell’ente pubblico per far fare ad altri quello che dovrebbe fare lui, spendendo meno..e senza esser direttamente datore di lavoro di chi è impiegato in nei servizi..così, può chiuder il tal servizio quando gli fa comodo, senza doversi peritare di licenziare qualcuno.
E se per caso le cooperative riadeguasero il contratto…mica che il Comune adegua le tariffe di conseguenza.
In più..il costante logorio nervoso strettamente connesso al’occuparsi con sempre meno risorse e strumenti di orde di creature figlie del disagio e dell’esclusione sociale.
Andassi a fare dell’altro, avrei un padrone contro cui scioperare, magari la quattordicesima, mi permetterei di chiuder davvero la saracinesca finito l’orario di lavoro (cosa impossibile, nel mio impiego, perchè aldilà della professionalità, lavori su/con persone, teste, cuori, affetti, emozioni).
Sto tentando di organizzarmi in questo senso.
Fanculo la nobile autoconsolazione di svolger un lavoro eticamente gratificante.."utile", o  la soddisfazione nell’esser stato protagonista in prima persona di un progetto, di una iniziativa.
E’ una soddisfazione gratuita. Che in questo mondo, con queste regole, non vale niente.
Ed allora si, nel mondo-non luogo di cui scrivevo qualche riga più su, potrei sopportarlo, potrei fare ciò faccio ora, in un’ottica di  mutuo scambio.
Ora, il saldo costi benefici, è troppo negativo.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

28 pensieri su “

  1. anonimo in ha detto:

    quanto avvilimento traspare!
    laura

  2. Non capisco…vuoi fare una vita da dipendente sfruttato come me???NON FARLO!!!
    Anche perchè non esiste nè lavoratore nè proletario nè operaio…oggigiorno esistono i precari!

  3. anonimo in ha detto:

    La parola lavoratore non la trovo così fastidiosa, tutti siamo lavoratori, proprio tutti (anche le casalinghe), poi se la si associa solo allo sfruttamento dipendente o peggio precario, vabbè non c’è discorso (neanche per la parola consumatore c’è discorso, non posso che condividere).
    Ma non c’è modo di trasformare la cooperativa in una associazione o qualcosa di simile, anche approfittando di finanziamenti, visto che mi par di capire che lo scopo è “sociale”. (l’ho buttata lì così, eh!)
    laura

  4. posso comprendere la tua situazione,come quella di altri che lavorano in cooperative che conosco personalmente.
    Non concordo assolutamente con quanto affermi sull’uso come termine politico di Lavoratore.Dal lavoro nasce tutto.I lavoratori da sempre perchè in strettissimo rapporto con il sistema sono l’arma con cui sovvertire le cose.Io non sogno un mondo come il tuo,ma viceversa sarebbe assai gratificante,anche utopisticamente parlando che i lavoratori possano decidere il modo e il tempo per portare avanti la loro opera,che è l’avanzamento del progresso nella società.Il punto centrale della classe lavoratrice è fondamentale nelle lotte,vedi cosa hanno fatto gli operai nei 60/70.O i lavoratori delle fabbriche del 43/45.Parte tutto da lì.Poi anche qui comprendo il fatto che alla fine tu vuoi arrivare a un modello di società totalmente diversa dalla mia,e poi hai anche una situazione lavorativa molto differente dalla mia.Però:a 32 anni vuoi metterti sotto padrone?O cambiare mestiere?Allora ascolta:dovrei metter su un’arci con dei compagni,se ti va…Almeno hai un capo rompicoglioni:IO!^_^
    In ogni caso,la difficoltà oggi consiste che vi siano realtà lavorative molto diverse,particolari e quindi risulta più difficile in quel senso parlare di Lavoratori,come politicamente lo si intende e forse da questo punto di vista posso comprendere parte della tua critica.Per il resto nel mio ambiente siam cresciuti con il lavoro come chiodo fisso su cui girare intorno,non saprei concepire cosa diversa,non saprei concepire avanguardie di lotte diverse.Un pesante limite,ma sinceramente non vedo niente altro in giro.
    Il problema anzi,è proprio che con la precarietà si è disunito il fronte dei lavoratori,si è disgregata l’unità di essi e questo si ripercuote sulla società.Studenti e lavoratori son le categorie su cui puntare.Perchè tutti son ,o son stati , studenti o lavoratori,simboli del nostro mondo e società

  5. lo dici perché un padrone non ce l’hai. capisco e non voglio convincerti del contrario.
    diciamo che è giunta l’ora che tu faccia questo passo per vivere direttamente una nuova (o ti è già capitato, in passato?) esperienza e poterla confrontare con l’attuale.
    per dirla alla Montanelli, diciamo che ti devi vaccinare contro il lavoro da dipendente…

  6. @tornitore (e anche Franco)

    ma io SONO un lavoratore dipendente, capiamoci. Mica sono un imprenditore.
    Sono dipendente della cooperativa di cui son socio, ho un CCNL, 13 mensilità.

    E’ tra i contratti più brutti in italia, mi pare ve ne sia solo uno peggiore.

    A differenza di un altro dipendente, però…essendo socio non ho alcun diritto sindacale.

    L’art 18, per esempio..per me non vale.

    L’agibilità sindacale non esiste.

    Posso fare turni di 20 ore, senza poter fare vertenze contro nessuno.
    Se l’assemblea decide, possiamo sospenderci lo stipendio.

    Non ho una controparte contro cui scioperare, al controparte sono me stesso..in quanto socio.

    In realtà chi paga è il comune..ma è un cliente al quale la cooperativa “vende” un servizio.Franco…non è che non sappia cosa sia lavorare in un contesto con un padrone chiaro e definito.
    Lo so bene..e visto che pur sempre di lavoro salariato e dipendente si tratta, in quel caso almeno hai una dialettica chiara , un avversario/controparte ben definiti.
    Ti ripeto:tutti gli scioperi cui hio aderito, ho lavoratto:mica posso non andare in comunità.

    Ho solo perso lo stipendio, senza danneggiare nessuno: nè la cooperativa (che poi sarei “io”) nè il comune.

    @laura
    no…quel che dici è improprio, per ragioni che non sto a spiegarti e comunque non muterebe di una virgola la sostanza.
    Allo stato attuale, l’unico modo sarebbe far riassorbire le cooperative dagli enti pubblici.

    @viga
    ho poco da dire in più rispetto a quanto già detto.
    Il lavoro che tu dici esser simbolo è nel quadro dello sfruttamento capitalista.
    Aldilà che la categoria dei “lavoratori” (e le lavoratrici?) , se vogliamo buttarla in politica, è limitativa e non esaustiva.
    Ci son diritti e istanze che con la condizione di sfruttato sul posto di lavoro non c’entran nulla.

    lo so che (vale anche per laura) siam tutti lavoratori: ma è un giogo.
    Non riesco a spiegarmi come vorrei: ma l’apologia che fa Viga del termine “lavoratore” non riesco davvero a farla mia.

  7. @franco..tornitore..tutti
    senza contare un aspetto non secondario: nel 90% dei lavori dipendenti , anche di livello non eccelso, che potrei svolgere…guadagnerei di più.Inutile dirlo.

  8. anonimo in ha detto:

    io condivido in toto quello che dici, solo che, secondo me, il termine lavoratore in questa società dovrebbe essere solo uno degli aspetti che definisce la persona: certo quando il “lavoro” consiste in un qualcosa di importante per altri e in un qualcosa che ti assorbe completamente non è possibile: sarebbe il mio sogno però, anche se leggo (e ho provato sulla mia pelle nelle associazioni) che è quasi sempre frustrante e poco remunerativo (per campare) e non si è quasi mai nelle condizioni di lavorare serenamente.
    laura

  9. anonimo in ha detto:

    il mondo che vorresti tu…non esiste . non fa parte della natura “animale” dell’uomo, ma solo un comportamento “etico” che una persona decide di avere nei confronti degli altri e di se stessi….qualunque tipo di lavoro socialmente utile o meno è sfruttamento …nel senso che siamo vittime di una “catena di montaggio” infinita….IL LAVORO non gratifica mai…se non è l’unica ragione di soddisfazione nella vita. Io non arrivo alla fine del mese MAI vivo sulla soglia della povertà , faccio “quello che mi piace” che odierò dopo 5 anni….Un cambiamento ti farebbe bene , secondo me, ma è la logica della cooperativa sociale che mi sembra non funzionare….Non necessariamente un cambiamento significa ruolo Lavoratore sotto un padrone , questa visione è limitativa…
    comunque su col morale io in mezzo al disagio sociale ho scelto di viverci…..:)
    cinzia

  10. @laura
    comunque..esser un “consumatore”, lo ribadisco..è ancor peggio, eh.

    @cinzia
    beh finchè uno sceglie liberamente di viverci…;)
    comunque si, la particolarità del lavoro nella cooperazione sociale fa tanto, rispetto al mio disagio.
    Il mondo di cui parlo non esiste ma ciò non significa che non valga la pena di tentare di pensarlo e costruirlo.

  11. Il mondo di cui parlo non esiste ma ciò non significa che non valga la pena di tentare di pensarlo e costruirlo.

    custodisci questo sentimento come una delle cose più care che hai.
    non immagini (forse) quanto ti aiuterà in futuro, (forse) ancor di più del più caro degli amici.

    p.s.
    è un post molto personale, difficile da commentare seguendo una logica da “commentario politico”.

  12. per cinzia:
    con te ho in comune una cosa; la scelta.

  13. @sahishin
    ti ringrazio.
    E’ vero che è un post insolitamente personale, però la provocazione sul termine “lavoratore” è tutta politico/culturale…e su quello mi interessa il confronto tra sensibilità diverse.
    Viga, ad esempio…non mi ha affatto deluso.;)

  14. anonimo in ha detto:

    OT:
    Prodezze: “Credo che il problema venga drammatizzato in Italia” dice Prodi dal G8 delle manifestazioni di protesta che attendono Bush a Roma.
    Qualcuno del suo simpatico entourage, deve avergli detto che in Germania, per festeggiare Bush, hanno organizzato un grande party poi finito festosamente a gavettoni nella gioia generale.
    E poi, quel qualcuno, si deve esser dimenticato di dirgli: “A Romà… stavo a scherzà…”

    ^_^

    ALIENOnsipuòsentìquesto

  15. @alieno
    rinnovo l’invito ad aprire un tuo blog…perhè non lo fai?
    dico davvero.

  16. anonimo in ha detto:

    Perchè non ho la possibilità di seguirlo poi. E perchè non ne sento la necessità, in effetti. Ma qual’è il motivo di tanta insistenza? Un cortese invito a non scrivere qui?
    Alieno

  17. azz… è veramente un peccato che mi sono promesso quando aprii il blog di parlare il meno possibile della mia vita privata. Con questo post ci andavo a nozze…

  18. @alieno
    ma figurati!
    anzi..quando eri sparito mi domandavo dove fossi finito.
    è solo che siccome vedo che ti piace andare in giro a commentare e, sebben polemico, ti piace comunque discutere e confrontarti, è evidente che c’è un “bisogno” in questo senso, e anche un blog tuo vi assolverebbe.
    Non ti caccio..tranquillo!

    Minchia…più di 700 visite??che cazzo è successo??

  19. Eccoci…

    All’inizio del ventesimo secolo un famigerato gruppo politico tedesco riuscì a salire al potere grazie all’aiuto d’importanti finanziatori statunitensi…
    Questo gruppo politico aveva l’abitudine d’istutire dei campi di accoglienza che possiamo considerare i progenitori degli attuali CPT, istituiti dal nostro amato centro-sinistri… In uno di questi antichi CPT, sulla porta d’ingresso c’era scritto “Il Lavoro nobilita l’uomo”.

    Cosa pensare dell’accezione comune del termine lavoratore…
    Se intendiamo quella per cui un uomo passa 5-6 giorni la settimana, per un minimo di 8 ore al giorno, nell’impegno di far arricchire un numero molto limitato di persone…beh, mi pare che si possa giungere ad una conclusione abbastanza semplice…
    Al di là delle iperboli, che sto producendo in modo sconclusionato, ritengo che il grande inganno di questo sistema sociale, sia stato proprio quello di far credere all’uomo comune che può sentirsi realizzato nell’ambito sociale solo quando ha un lavoro da svolgere…Come recita il primo articolo della nostra Costituzione?

    Ieri, intorno alle 23 mi arriva un sms di un amico che mi dice “Santoro stasera è stato devastante!”
    Accendo la TV, la puntata è andata, arrivo alle conclusioni piene d’enfasi del presentatore “Oramai è chiaro, non sono più le scelte politiche ad influenzare il mondo dell’economia, ma accade l’esatto contrario”…
    Ohibò… E’ chiaro che da quando esiste questo tipo d’intrattenimento televisivo è la prima volta che si arriva ad una conclusione del genere e quindi occorre dare atto alla trasmissione in questione… Il problema sorge quando ci rifletti su e pensi “Veramente è così da sempre”…
    Saluti dallo schiavo Ucalcabari

  20. ahah, Uca….mi aspettavo un commento così, che sai condivido..per questo mi attendevo un “soccorso”.

    La cosa sul lavoro che nobilita l’uomo..beh, so già che cosa potrebbe rispondere Viga, ma la avevo pensata anche io, perchè è estremamente simbolica, e la volevo scrivere.

    Spero non sembri piaggeria ma sapevo che il nocciolo di un post così tu lo potevi più di altri cogliere perfettamente.

  21. anonimo in ha detto:

    Te ne sono grato Moltitudini.
    No, non sento l’esigenza di avere un mio blog, forse è pigrizia, non saprei..
    🙂
    Alie no-blogger

  22. “Nel mondo che vorrei dovemmo affermarci, gratificarci ed esser riconosciuti per la libera espressione di ciò che pensiamo, di ciò che amiamo, di ciò che gratuitamente costruiamo.
    E per questi motivi che mi piace il concetto di moltitudine, che presuppone l’istanza individuale, personale, l’irriducibile singolarità della persona ma connessa con gli altri, simili ma diversi da te.”

    mi associo a questo tuo pensiero…purtroppo il mondo non è ancora cosi spirituale per meritarsi questo…spirituale, non religioso…

  23. anonimo in ha detto:

    Il prelievo fiscale in Italia è troppo elevato – dice Padoa-Schioppa.
    Oh cavolo! Se ne accorto anche chi le alzava fino a ieri…
    :-S
    Alieno

  24. OT:
    mi sono permessa di chiederti un consiglio in pvt… quando hai tempo.
    Un saluto

  25. ok…sò benissimo cosa vuol dire lavorare nel sociale e con le coop sociali, io in 13 anni di lavoro ho avuto UN solo contratto in regola le altre facevano tutti co co pro e porcate varie…
    ok…scioperi OUT, diritti pochi, stipendi imbarazzanti, turni da massacro, festività inutili perchè si lavora, bhè lu…questo è fare l’educatore in comunità e non ci sono altre pippe!
    quando scioppi poi o ti prendi un periodo sabbatico come ho fatto io che lavoro con un privato sociale che mi permette di NON fare questa vita ma che mi schifo come è strutturato e come tipo di utenza..se no..cambi mestiere!
    credi davvero che le coop sociali riconosceranno MAI gli educatori come neritano? credi davvero che qualcuno considererà MAI il nostro lavoro PIU’ LOGORANTE di tanti altri, ci considerano MAI a rischio perenne di Born OUT o anche di tutela fisica visto a volte con chi lavoriamo, ma lu…fare l’educatore per me è una scelta non un lavoro che si fà cercando di cambiare il welfare state, tu non lavori per questo lavori per i tuoi ragazzi.
    Stà a te decidere quanto e se lo vuoi ancora fare.

  26. Finchè se ne ha la forza è preferibile mantenere il lavoro “eticamente gratificante”.
    ….
    Tra Mariotti e Giolitti scelgo Mariotti
    (parla un’espertissima di gelati)
    ciao e buona domenica.

  27. anonimo in ha detto:

    Questo post andrebbe bene per revelli e per Lunghini e tutti quantii sostenitori del socialmente utile.
    Sono d’accordo con te.

    Pensatoio

  28. @mpix
    eh, proveremo Mariotti!
    La forza non la ho quasi pi, ecco percè scivo ciò.
    @pensatoio
    🙂
    mi ridai il tuo link?
    @tytty
    ma guarda..io riconosco che la “colpa” non è nemmeno tutta dele cooperative in quanto tali.
    Sul tuo finale, si..capisco. Ma è che rischio di non potermelo permettere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: