m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

CIAO MATTEO

Avrei voluto scriver prima, non mi è stato possibile.
Parlo di Matteo, il giovane suicida di Torino.
Un suicidio è gesto che probabilmente sarebbe riduttivo imputare solo alla violenza omofobica:è chiaro che quella persecuzione si innescava su difficoltà personali e psicologiche assai complesse.

Allo stesso tempo però, non possiamo non dirci che forse , quelle persecuzioni, nel caso di Matteo, sono state miccia, catalizzatore.
Di conseguenza, non possiamo non prender atto che la violenza di cui Matteo è vittima, è legittimata e sostanziata dall’operato quotidiano di chiesa, CEI, e fondamentalisti vari di destra e sinistra (lo stesso minostro dell’istruzione, è tra le fila di questi soldati di Dio).

Con vari accenti, con diverse sfumature, quotidianamente – si parli di omosesualità come malattia , come devianza e anomalia, si faccia l’equazione con la pedofilia o, nella migliore dei casi, si ritenga l’omosessualità "vizio" legittimo da esercitare nel privato ma senza alcun riconoscimento o, semplicemente, come affetto di "serie B"- l’omosessualità viene additata e condannata.

Lo stereotipo di genere e di orientamento sessuale viene indicato come valore che la scuola dovrebbe inculcare: ancora Giovanardi sosteneva, un paio di giorni fa, che la scuola dovrebbe insegnare ad esser eterosessuali. 
L’ayatollah Bagnasco può tranquillamente sostenere che il blando e minimalista ddl sui Di.Co legittima la pedofilia.

Una cultura ed una caccia alle streghe che sostanziano e legittimano la violenza omofobica.

Due scritte contro Bagnasco fatte la notte da chissà chi, invece, destan più allarme di una costante e quotidiana battaglia fatta da scranni ritenuti prestigiosi e moralmente autorevoli. Quanto è vicino, culturalmente, Bagnasco, a chi quotidianamente irrideva Matteo? Son  solo colpevoli quei "piccoli carnefici"…o forse facevano diligentemente il compitino, difendendo la scuola e le loro "identità" da un "deviante"?
http://www.dirittinrete.org/zapata

SCALZONE ALLO ZAPATA
ITALIA ’77 EUROPA ’07
dall’assalto al cielo
al conflitto nella
metropoli globale.


Mi raccomando, genovesi..govedì, voglio vedervi allo Zapata!
Alle 20 c’è..l’assalto al buffet, poi..il dibattito, che spero non cada nel solito e sterile discorso sugli anni ’70 ma  che mi auguro possa farci chiacchierare un paio d’ore, o più,  alla ricerca di utensili per le lotte e gli spazi di conflitto di oggi, capendo qualcosa di più di quello di ieri, ragionando su analogie e fratture, su lemmi e categorie a cavallo di un trentennio.

www.dirittinrete.org/ita


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10 pensieri su “

  1. Sai già che condivido tutto quello che hai scritto nella tua lettera. Un abbraccio, Stefi

  2. su matteo non ho proprio avuto la forza di scrivere. spero solo – e credo che sarà così – possa far riflettere profondamente almeno quanti lo conoscevano. obiettivo minimo ad un prezzo altissimo.

    su bagnasco hanno creato il fatto, una banale scritta (“vergogna”) è diventata, travisata da media e affini, una minaccia di morte. vuoi che qualcuno non ci si buttasse a pesce, dando corpo a ipotetici timori?

    zapata: no, scalzone non mi avrà! e temo dovrai rassegnarti a sterili e sentimentali discorsi…

  3. Anch’io sono stato molto colpito dalla tragica storia di Matteo e condivido in pieno quello che hai scritto.
    Sulle scritte sui muri genovesi avevo già scritto qualcosa da Stefania. Il solito problema delle notizie “anabolizzate” o “anestetizzate” a seconda di cosa serve al momento.

    Su Scalzone no comment, sono troppo ignorante in materia.

  4. anonimo in ha detto:

    I meccanismi dell’emarginazione sociale si scatenano ad ogni livello di associazione.
    Forse nel caso in oggetto è sempre necessario che non si lasci sviluppare un discorso (interiore) senza interlocuzione…
    Coloro che stavano attorno avrebbero dovuto periodicamente domandargli solo “Come stai?”
    Ma del senno di poi…

    Pensatoio

  5. Consiglio vivamente a tutti di andare ad incontrare Scalzone, un’occasione per conoscere aspetti della lotta politica degli anni ’70 che i ben pasciuti ex Lotta Continua, ex maoisti, ex picchiatori stalinisti, ex BR di oggi non vogliono farci conoscere.

  6. più che scalzone,preferirei che si studiasse il libro splendido del rivoluzionario Gallinari.C’è tutto.
    Ottima iniziativa la vostra,lodevolissima.Mi pare giusto rielaborare certi periodi e stili di lotta per praticarle nel metodo e merito odierno.Un unico appunto:assalto al buffet???????Ma come..Io son stato addestrato a lunghissime discussioni sul capitale rigorosamente a stomaco vuoto e senza bere!^_^
    Sul giovane Matteo…Certe persone continuano a ritenere sporco un certo modo di amare e godere.Son pezzenti che in nome della più terribile delle privazioni,quella di vivere una vita sentimentale-sessuale libera e gioiosa,pongono delle persone al centro di temibili gogne.Questo è il terrorismo,questa la violenza..altro che due scritte contro Bagnasco..Mai che certe scritte poi diventino anche azioni vere,purtroppo.

  7. Su Matteo ho già detto tutto.

    Su Scalzone sarebbe interessante poter vedere il video del dibattito.

    AdF

  8. immagino che i piccoli aguzzini avranno scritto delle belle letterine e saranno andati ai funerali. ipocriti tale e quali i loro genitori…

  9. Il punto più oscuro della “faccenda Matteo” è che credo si possa imputare a Bagnasco solo una responsabilità indiretta, “oggettiva”;
    quella di aver sostenuto uno status praticamente tautologico della società.
    La gente è omofobica di suo, lui non ha fatto altro che confermarlo, soffiando su un fuoco alimentato da secoli, praticamente.
    La finta autorevolezza di cui gode il vaticano è avallata economicamente dal concordato.
    Se fosse meno potente, certe sparate sarebbero più rare e meno appoggiate da politici timorosi di tale forza.
    Su Scalzone: vedi perchè a volte mi spiace di non vivere al nord?
    Perchè non potrò essere presente ad ascoltarlo.

  10. ciao carissimo, solo un ‘ciao’ e non commenterò questo post.

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