m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

NON C’E’
SPOSTAMENTO
SENZA MOVIMENTO

Di che parliamo?
Della partecipazione in gran segreto al progetto di "scudo antimissile" in funzione di guerra fredda e riarmo contro la Russia? (politica iniziata da Prodi, nel ’96, con il prc in maggioranza, e che coerentemente, ma segretamente, prosegue oggi).
Parliamo della tanto sbandierata tassazione delle rendite (in europa al 23%, in italia al 12,5%), promessa espressamente da Podi & C durante la campagna elettorale, ribadita a settembre e poi misteriosamente rimandata al dpef venturo, ma nuovamente cancellata dall’agenda, con gioia dei furbetti del quartierino? (
paga più tasse sul suo stipendio uno che pecepisca 800 euro al mese di uno che speculando ne guadagni 100.000): ma l’importante è che berlusconi litighi con casini. Parliam del feroce riarmo dei "nostri" in Afghanistan, cui stanno arrivando mezzi tutt’altro che di difesa (ma non è una missione di pace?)
Parliamo del vergognoso comportamento del governo in merito al rapimento di Rahmatullah? (pare più facile tratare coi talebani che con il buono  amico Karzai).
Parliam del fatto che da gennaio ad oggi, in Italia, son morti in 500, sul luogo di lavoro? 500 in tre mesi.
  Quanta gente hanno ucciso, secondo voi, in 30 anni, i gruppi della lotta armata?

Viro di qualche grado, ma non tanto, rispondendo ad un tema che spesso tocca il blogger Andreij83.
Dice, lui rifondarolo di "governo": eh, ma dove cavolo sono i movimenti?
Lungi da me fare mitopoiesi sui movimenti.
E’ pur vero che storicamente quando governa la cd. "sinistra", lottare per i medesimi obiettivi per i quali ci si mobilitava il mese prima è sempre più difficile.
Anche perchè questi movimenti, proseguissero nelle loro lotte, sarebbero movimenti contro il governo. Quindi..."ma poi torna berlusconi", no? Insomma..tanti di quelli che stavano nei movimenti prima, ora son spariti per non disturbare gli amici.
Nel ’99, mentre questa maggioranza bombardava il Kossovo, eravamo quattro gatti a scender in piazza contro la guerra. Erano i tempi dell’omicidio D’Antona. Contestare il governo significava esser filo BR, tout court.
D’altra parte, tutt’ora, chi contesta la guerra, dal presidente della camera vien  definito "antipolitico". Vecchio vizio della sinistra di regime. I milioni che si autorganizzavano fuori dal PCi negli anni ’70 eran tutti antipolitici, o "servi della reazione", se si leggeva l’Unità.

Però, Andreij..un attimo. Non è che non ci sia nulla nulla, eh.
Cito anche situazioni con le quali il mio ambito non c’entra, non vorrei sembare autoreferenziale.
A Vicenza, non solo per i 150000 di febbraio, non è che non stia accadendo,quotidianamente, nulla, eh. Certo, difficile tornar da quelle parti, per il PRC.
Sabato, nel silenzio dei media di regime, ad un corteo assolutamente locale in Val di Susa han partecpato 20 mila persone. Persone reali, non di apparato. C’è un dibattito vivace sull’acqua e sui beni comuni, così come c’è il movimento della decrescita. I precari, tutti autorganizzati, dei vari call center (primi su tutti quelli del gruppo COS, il gruppo condonato da questo governo). Lo scorso week end, in un centro sociale di Venezia, in più di milleduecento han partecipato al global meeting.
E poi..mille piccoli movimenti locali: domani a Genova c’è un corteo sui temi ambientali, spontaneo, di cittadini che voglion riappropriarsi del potere di dire e incidere. C’è anche qualcuno del prc, dentro. Che poi sta però nella giunta che vuol far ciò conro cui il comitato si batte.

Insomma, Andreij, non è che non vi sia nulla nulla, non è che la  vividezza di mille intrecci, (eterogenei, spontanei, locali o glocali, che dalla guerra al territorio tentano di metter in discussione i nodi della compatibilità, nodi ai quali il tuo partito – ora rivolto verso Mussi – ha scelto di piegarsi) non esista, o che per darne prova si debba esser in 300mila tutti i dì.

Poi..non capisco: se ci fosse un fortissimo movimento contro la guerra..sarebbe tutta gente in relazione alla quale tu voteresti "l’allontanamento", eh…. Ma capisco: questo si chiama "autonomia del politico", quella che piace tanto a Nicola Fratoianni, che ha dismesso i panni del govinastro estremista che indossava sino a ieri l’altro.


Il titolo di questo post è anche uno dei "motti" del movimento per la bici a ruota fissa, il movimento dei uotafissati.
Inciso: ho forse trovato il telaio con il quale costruire la mia fixie, Banshee, che farà compagnia alla primogenita, Siouxsie.
Qui..un paio di link, che nella loro lucida follia, metton in evidenza le implicazioni…politiche e militanti della scelta della bici (sopratutto fissa!) come mezzo di spostamento urbano.
date un’occhiata qua….
http://204.73.203.34/fisso/chaingang.htm

e anche qua
http://204.73.203.34/fisso/vangelo/decrescita.htm

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20 pensieri su “

  1. AnelliDiFumo in ha detto:

    E intanto brindiamo al disastro del PD: 25% secondo il sondaggio di Repubblica.

  2. Tutti voti in fuga verso destra o verso la nascente formazione della “sinistra europea” o come altrimenti si chiamerà?
    Ma più di questo, mi incuriosisce la percentuale di voti in fuga dal PRC verso il partito comunista di Ferrando…

  3. pensa che certa sinistra preferisce non prendersi mai la responsabilità di governo proprio per poter nutrirsi dei movimenti o di quanti non si riconoscono nella politica tradizionale.
    😉

    p.s. mitopoiesi!!! (con te mi tocca sempre imparare qualche parola nuova…)

    p.p.s. hai messo i due link uguali, per errore (se poi li rendessi “cliccabili” sarebbe tanto più comodo…!)

  4. Del mito “ma poi torna berlusconi” sinceramente sto iniziando a sbattermente. Soprattutto quando tra i due poli non si vede la differenza, sempre più spesso.
    I movimenti? Diciamo che chiunque agisca secondo quella metodologia basata sul concetto di “gruppo di sintesi” chiama partito politico, cerca di cavalcare i movimenti, per farli apparire come voti propri, quando non governa. Per poi scaricarli quando governa.
    Personalmente preferisco la metodologia basata sui gruppi di affinità, rispetto ai gruppi di sintesi.
    A questo punto però il problema va sul tattico… sul come fare…

  5. anonimo in ha detto:

    …mitopoiesi…mizzica!!!
    laura

  6. Che il ricatto politico permanente celato dietro l’espressione “altrimenti torna Berlusconi” sia solo un alibi per far passare politiche antisociali, da parte di un governo sedicente progressista che può operare senza ritrovarsi i milioni in piazza, è abbastanza chiaro a chi guardi appena appena oltre l’informazione ufficiale.
    Proprio oggi, a neanche un anno dalla grande vittoria dei NO al referendum costituzionale, leggo di esponenti dell’Unione che tornano a cianciare di riduzione dei parlamentari, nomina e revoca dei ministri da parte del premier, rottura del bicameralismo perfetto, federalismo, conferma delle liste bloccate…e che accordo, su questo, coi politicanti dell’altra sponda!
    A questo punto mi convinco che l’alternativa possibile al potere dell’ormai sempre più vicino partito unico centrodestra-centrosinistra sia proprio la nostra Costituzione Repubblicana. Che, a leggerla con attenzione, si colloca esattamente agli antipodi delle politiche seguite negli ultimi diciamo venti anni dai vari governi italiani.

  7. Andrij, Andrij, non Andreij…
    Cmq, non passarmi per un governista. Non lo sono e non lo sono mai stato. (Commento sul blog nuovasinistra sotto post sinistra critica).
    E non passarmi neanche per uno di quelli che dice sennò torna Berlusconi. E neanche per uno appiattito sul parlamento. Io nel mio piccolo difendo una scelta perchè penso che in questa fase di rigurgiti nazionalisti, di crescita dell’estrema destra in tutta europa che attira anche molti di sinistra, sia più utile stare al governo. Che poi stia facendo schifo concordo. Però non credo che deresponzabilizzarsi sia più utile. Poter dire, il Paese va a rotoli ma io faccio opposizione a tutto questo, neanche. Ci siamo assunti una responsabilità grande e difficile. Grande e difficile perchè dall’inizio sapevamo con chi avremmo avuto a che fare. Ma qui non finisce la spinta. Sempre nel mio piccolo partecipo alle manifestazioni, quella sulla Palestina di Novembre a Roma alla quale il PRC non aveva aderito. Quella del 17 marzo contro la guerra alla quale il PRC non aveva aderito. Ad alcune assemblee dove il PRC non viene neanche invitato. In tutti questi casi non ho mai capito quale sarebbe il vantaggio di avere Rifondazione all’opposizione, oggi. Stiamo facendo un tentativo. Io non sono per firmare cambiali in bianco. Aspetto. Aspetto questa finanziaria che a mio parere sarà l’ultima, visto che dopo la riforma elettorale si andrà sicuramente a nuove elezioni. Se non è l’ultima aspetto anche la prossima. Poi deciderò. Tirerò le somme su un lungo periodo, non dopo 1 anno.
    Poi che sull’Afghanistan, i CPT, la legge sulle droghe, la legge 30, le risposte non sono quelle che ci attendevamo sono d’accordissimo. Ma voglio continuare ad aspettare. Intanto lavoro nel partito e fuori. Anzi, più fuori. Alle ultime elezioni comunali qui ho preso 102 voti sui 920 di lista. Almeno 70 venivano da giovani. Sai quanti giovani comunisti abbiamo iscritti a Pomezia??? 4. Perchè a me non interessa della crescita del Partito. Cmq, non direttamente. Io lavoro a livello associazionistico. Prima greenpeace. Oggi un’associazione di Pomezia da poco fondata e un’altra che fonderemo a giorni. Questo perchè la crescita della società civile indirettamente diventa una crescita di certi movimenti politici.
    Ultime cose. Primo, sono totalmente contrario alla legge elettorale proposta da Chiti e dall’Unione e nel partito farò pesare con tutte le mie forze e in tutte le sedi dove potrò farlo la mia grande contrarietà. La nostra è una repubblica parlamentare. Trasformarla in un premierato a bicameralismo imperfetto con liste bloccate vuol dire stravolgerne la natura andando in contro a quelle che sono le esigenze delle oligarchie politico-economiche che si stanno creando. Il PD insegna. Secondo poi. Con Mussi posso crearci un’alleanza parlamentare, non un partito comune. Se sto dentro il PRC è anche per evitare questa deriva. Non credermi appiattito sul governo. Io penso che rifondazione sia ancora utile alla società. Le mie battaglie le faccio al suo interno per il cambiamento, poi fuori ne difendo le scelte anche se non le condivido fino in fondo. Forse è un difetto. Ma è il mio modo di interpretare politica e vita di partito.
    E non credere che io sono più vicino a quello che scrivi te che a quello che fa rifondazione. Come lo sono buona parte dei compagni di rifondazione.
    Per chiudere ti voglio riportare l’intervento di Fosco Giannini in senato quando si trattò di votare la relazione di D’Alema. Esprime alla perfezione quello che è il mio sentimento attuale.
    GIANNINI (RC-SE). Signor Presidente, ministro D’Alema, colleghi, ebbe a dire Robespierre: «L’idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente, per un popolo, entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua Costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici». Così Robespierre; e quanto aveva ragione!

    La gloriosa insurrezione del popolo vietnamita contro l’occupazione americana fa parte della storia dell’umanità, ma gli americani vengono respinti di nuovo in Venezuela, in tutta l’America latina, in Iraq, in Afghanistan, mentre in Italia è il nostro stesso popolo, è il popolo di Vicenza, a respingerli. Che Bush ne prenda atto, che ne prenda atto anche il nostro Governo: i marines sono indesiderati, e ciò che resta da fare è concedere il referendum al popolo vicentino.

    Nel giugno del 1849 la Seconda Repubblica francese intervenne militarmente contro la Repubblica sorella, la Repubblica Romana di Giuseppe Mazzini, per riportare al trono Pio IX. Sono certo che un Berlusconi o un Buttiglione dell’epoca avrebbero cantato le lodi all’armata francese. Ma ho il timore che anche un governo Prodi dell’epoca avrebbe accettato l’intervento armato come realpolitik. Da sempre i poteri imperialisti e colonialisti mascherano con la più aurea retorica i veri motivi – quasi sempre sordidi e inconfessabili – delle loro aggressioni militari.

    Chi ricorda il motivo per cui fu attaccato l’Afghanistan? Dopo le Torri gemelle si doveva catturare Bin Laden, non dichiarare guerra all’Afghanistan. Ebbene, mi chiedo: perché per catturare un uomo occorre strutturare una guerra di così una lunga durata (sino al 2011, ministro Parisi?), perché si deve distruggere un intero Paese, affamare un popolo, perché si devono ammazzare oltre 200.000 afghani, di cui l’80 per cento civili? E mi chiedo ancora: i Governi italiani sono oggettivamente complici di questo genocidio?

    È del tutto evidente che i giganteschi B-52, che per la loro grandezza oscurano i piccoli villaggi dei pastori afghani, prima di seminare la distruzione e la morte non sono in Afghanistan per cercare Bin Laden. Sono lì per garantire la penetrazione americana in quella Regione. Sono lì per il controllo delle vie del petrolio. Sono lì per estendere la presenza della NATO e la presenza militare americana nel cuore dell’Asia, ai confini del Pakistan e dell’Iran, soprattutto ai confini della Cina, avversaria strategica e storica degli USA.

    È la guerra «infinita e permanente» che si estende e prende corpo! Mi chiedo: il Governo italiano non è complice – restando militarmente in Afghanistan – di questo sciagurato progetto USA di guerra «infinita e permanente»? Non aiuterebbe invece con una uscita strategica dall’Afghanistan la distensione internazionale, lo stesso partito democratico americano, lo stesso movimento per la pace americano?

    Avverto da tempo che questo Governo che dovrei sostenere non riesce a liberarsi dalla subordinazione agli USA, alla NATO, all’Unione Europea, al nefasto Patto di stabilità, al Vaticano, alla Confindustria e ai poteri economici forti italiani.

    Da 15 anni il capitalismo italiano registra i più alti picchi di profitto della storia della Repubblica. Da altrettanti anni sono bloccati i salari, gli stipendi dei lavoratori e le pensioni. Anche con il governo Prodi non si riesce a ridurre la miseria di massa e il disagio sociale. E mentre si innalzano a dismisura le spese militari si mettono i ticket sul pronto soccorso.

    Sono un dissidente e dovrei votare contro il governo Prodi. (Applausi ironici dal Gruppo AN). Tuttavia da tutta la mia vita è dalla destra che soprattutto dissento tenacemente e non posso regalare il Governo a questa destra italiana, pericolosa e dal carattere eversivo, antioperaia e antidemocratica. (Applausi ironici dai Gruppi FI e AN ).

    È una scelta, questa mia, sofferta, difficile.

    Voterò ancora a favore di questo Governo che quasi nulla ha di alternativa sociale e politica. (Commenti dai banchi di AN).

    Voterò ancora per non far tornare Fini, Castelli e Berlusconi, per senso estremo della disciplina, per non distinguermi aristocraticamente dalle compagne e dai compagni del mio Gruppo che soffrono e lottano quanto me e più di me.

    Voterò ancora, ma tutto, tutto, dovrà cambiare; non per me, ma perché la destra non risorga dalle macerie delle nostre incapacità, per la costruzione della pace e per gli interessi del nostro popolo. (Commenti dai Gruppi FI e AN. Applausi dal Gruppo RC-SE.)

  8. “E non credere che io sono più vicino a quello che scrivi te che a quello che fa rifondazione. Come lo sono buona parte dei compagni di rifondazione”.
    Questo passaggio così messo non si capisce molto. Il dramma di scrivere di getto.
    “Non credere, io sono più vicino a quello che scrivi te che a quello che fa rifondazione. Come lo sono buona parte dei compagni di rifondazione”.
    Così va meglio.

  9. Mi spiace non riuscire a chiudere tutto in un unico commento ma stavo rileggendo ora un passaggio del tuo post. Come ho avuto già motivo di dire, di Turigliatto ho condiviso l’allontanamento per un semplice motivo: il fatto che si sia voluto autoreferenziare. Pensi che sia semplice per tutti noi votare in questo modo? Pensi che non ci siano forti lacerazioni in noi? Tutti stiamo facendo un grosso sacrificio. Nel momento in cui si è entrati in lista tutti i compagni sapevano a quello che sarebbero andati incontro. Se le battaglie le devi fare, le fai nel partito. Se non condividi la linea di dimetti da parlamentare, fai andare su una persona pronta a quell’enorme ed estremo sacrificio di votare a favore dell’Afghanistan e apri la crisi politica al suo interno. Per me questo significa stare in un partito. Dell’intervento di Giannini questo passaggio mi ha emozionato, perchè dimostra l’attaccamento ad una comunità che non è fatta dai 60 parlamentari, ma dai 90 mila iscritti e i tre milioni di elettori che ci hanno scelto: “Voterò ancora […] per senso estremo della disciplina, per non distinguermi aristocraticamente dalle compagne e dai compagni del mio Gruppo che soffrono e lottano quanto me e più di me”.
    Questo a me non è piaciuto di Turigliatto. Il fatto che abbia sfruttato una sua posizione di potere per portare avanti una sua scelta personale. Ti ripeto, io ho un’altra visione del partito. Le battaglie si fanno dentro.
    Poi bisognerebbe anche ripensare gli anni ’70. Io con ogni probabilità avrei fatto parte del PCI se fossi cresciuto in quel periodo. Ma il fatto che oggi in Rifondazione le più alte cariche vengano da autonomia operaia e democrazia proletaria (e detto tra noi, sono i più governisti, cosa che non mi spiego) dovrebbe far pensare.
    Ultima cosa sui movimenti. Posto già nel precedente commento che nonostante in maggioranza ci siano i MIEI compagni io partecipo lo stesso a tutte le mobilitazioni, se ci guardiamo attorno ci rendiamo conto che questa cosa sta diventando autoreferenziale più di un partito. Tento di spiegarmi. In questa fase mi organizzo molto alle lotte di ATTAC e penso che quest’anno mi ci iscriverò. Poi appena nata la campagna per l’acqua pubblica con annessa raccolta firme ho aderito tentando di creare nella mia triste realtà un forum. Bè, ATTAC e comitato nazionale per l’acqua sono praticamente quasi gli stessi. Così per molti altri movimenti, anche più estremisti. Forum Palestina e Contropiano per la Rete dei Comunisti ad esempio. Anche lì i vertici sono quasi gli stessi.
    Però, quante persone riusciamo a coinvolgere nelle nostre battaglie??? Perchè siamo sempre gli stessi??? Perchè in molti si mobilitano solo quando sono toccati personalmente (come in varie vertenze territoriali). Hai più sentito parlare di Scanzano. Il grande movimento popolare che aveva respinto le scorie nucleari. Dov’è??? Ridotto all’osso. Forse dovremmo indagare questa crisi che ci percorre. Indagare il perchè se giri sui vari blog i blogger sono sempre gli stessi. Dovremmo capire come poter parlare alla società. Su questo dovremmo concentrarci. Posto che probabilmente è vero che in molti non scendono più in piazza per non fare torto ad un governo “amico”. Ma ti ripeto, non è il mio caso.

    La mia non vuole essere una controcritica. Tu dici che rifondazione fa schifo e io ti dico che i movimenti fanno schifo. Non potrei dirlo perchè vivo dentro la rifondazione “governista” (termine che non mi piace. sei un partito se non punti a governare a cosa servi?) e nel contempo nei vari movimenti che attraversano la società.
    La mia vuole essere una proposta di riflessione. Come possiamo far si che le nostre lotte si allarghino nella società? Come possiamo invertire questo sistema di cose? Se tu mi dici e mi garantisci che basta che rifondazione esca dal governo per creare un cambiamento radicale di tutta la società, sono pronto ad uscire. Ma temo che putroppo non sia così semplice. Scusami per la lunghezza. Queste discussioni mi piacciono. Io e da tempo che propongo a tutti degli incontri. Il cantiere… sai da quant’è che lo dico. Mi piacerebbe ritrovarmi con te, i movimenti, rifondazione, CI, Verdi… e poter discutere e scontrarci. Purtroppo non sembra che ce ne sia voglia da nessuna delle parti in causa. Quindi limitiamoci a discutere sui nostri blog.

  10. @franco
    grazie, correggo.O forse perchè non è dentro il governo o lo spazio istituzionale che ritiene, magari sbagliando , di lavorare per i il cambiamento.

    Visto che come si dimostra concretamente, a star lì, nella migliore delle ipotesi, si conserva lo status quo.
    Come dimostra ciò che in sintesi dice in parte Andrij :”la pensiamo come te..ma sennò cade prodi”.

    Lì si può stare solo difendendo l’astratto valore del governo in quanto tale, a prescinder da cosa si fa.Sennò torna il nano.

    Tu dimmi a cosa sta servendo il prc lì dentro se non, guarda un po’, a coprire da sinistra la logica di guerra, per esempio, rafforzandola, a criminalizzare e tamponare il dissenso sociale.

    Il non prendersi responsabilità per poter..fare casino, che è ciò che pensi, è sbagliato.
    Perchè tu così ragioni entro l’ottica partitica. Non stiam parlando di partiti, ma di altro spazio entro il quale fare politica.

    Il problema è l’autonomia, come il movimento della val di susa, ad esempio, insegna. Han fatto di più i valligiani che non l’intero prc in un anno di governo.

    @anelli
    ho letto il sondaggio.

    @umader
    abbastanza d’accordo, direi.

    @andreij
    già parti male. Inrtendo dire:per te, chi non sta al governo..si deresponsabilizza.
    Ad alcune assemblee, lo dico senza polemica, come si può invitare un partito che partecipa a ciò contro il quale quelle assemblee vengon organizzate?
    Vado avanti a spot.
    Le risposte sui punti che dici non son quelle che eran state solennemente promesse da tutti i partiti, non vagheggiate da qualche estremista. Cosa assai concrete (vedi la rendita)buone per chieder un voto, che poi spariscono, sebben promessa ancora l’altro ieri. Quanto a lungo può mentire un governo?
    della legge elettorale non mi importa.
    A mio avviso, ma qui è questione di opinioni, il prc è ora esattamente funzionale al non cambiamento, con i lricatto cui anch’essa partecipa espellendo chi vota contro la guerra.
    Cioè..qui sfugge davvero ogni concretezza delle cose.
    Ma ti rendi conto che il tuo partito vota SI a favore di cose a cui è contraria, diametralmente contraria? (A parole, almeno).
    Si può esser a favore o contro la guerra solo in virtù di chi governa?
    Mah. mica si parla di uno 0,5%di aliquota in più, eh.
    Le parole di Giannini..aria fritta, le conoscevo già.
    A che mi servono?
    Son contrario a tutto..ma voto Si.

    Bravo..che ti devo dire?
    Io ripeto: il prc serve a yamponare e depotenziare il dissenso sociale, perchè è evidente che se l’orizzonte è comunque difender il governo, di questo dissenso sociale non si può esser certo espressione o, se va difeso quell’obiettivo, questo dissenso va in qualche modo fermato.

  11. Andreij, letto ora il tuo ultimo commento.

    Va da sè che non posso condivider le tue parole su Turigliatto.

    Ci sarebbe da ragionare, anche in relazione al dibattito sulla”non violenza” (bella la letera di Revelli a bertinotti, secondo me).

    Anche perchè capiamoci..non è che mesi fa pareva si andasse incontro esattamente a questo, eh?

    Anche la dirigenza del prc, solo a luglio, diceva: votiamo Si ma poi o exit strategy o niente.

    Beh, l’exit strategy non c’è stata.
    Mi pare.

    Vedo che nemmeno ti sfiora la riflessione su quanto sia più coerente col percorso ed il mandato del prc, tra il voto di turigliatto e di russo spena.

    Il progetto cui concorre il prc piegandosi alla guerra.
    Il prc non ha mica mai detto: “compagni, voteremo Si alle missioni, in campagna elettorale”.

    Io che magari vado ad un corteo e vedo te che sfili condividendo con me “senza se se senza ma”, che dovrei aspettarmi, nel momento in cui sei in parlamento?

    Che significava quel “senza se e senza ma”? Non è uno slogan dalle sfaccettature interpretabili.
    E’ categorico, inequivocabile.

    Traccia un solco che è anche etico.

    Ripeto..forse era meglio dire “no alla guerra..ma però”, che mi pare sia il motto in voga ora.

    Sui movimenti, ti ho già risposto, sia sugli aspetti critici che potenziali.

    Ovvio che un riflusso vi sia stato.

    Ma non c’è nemmeno calma piatta.

    Davvero però….non mi spiego come tu possa augurarti movimenti più forti..visto che, ragionando come ragionano alcuni,forse anche tu, sarebbero movimenti che “riconsegnerebbero il governo a berlusconi”.
    Votare Si alla guerra e desiderare un movimento forte contro la guerra..mi pare quantomeno shizoide.
    Su “le lotte dentro” e le lotte “fuori”, l’elaborazione anche del tuo ex segretario, sino a qualche anno fa, pareva diversa.

    In ogni caso..di sicuro non è che il prc con i suoi SI senza condizioni a qualsiasi schifezza, mentre si stigmatizza la critica, ai movimenti e sopratuto alle vertenze che citi rechi un gran favore.
    Disciplina..lotta..per cosa lotta, ‘sto partito?
    Io guardo gli atti concreti e le conseguenze che determinano: guera, miliardi a confindustria, negazione delle poche cose avanzate promese in campagna elettorale….

    Torno a chiederti: ma allora dal ’98 si è sbagliato tutto, aveva ragione Cossutta.

  12. Non è che non sia possibile, andreij, fare un bilancio.
    Onestamente, ad ora, questa partecipazione (subalterna in partenza, come ti ho dimostrato col ragionamento “numerico” fatto su nuovasinistra) dal punto di vista del tuo partito, ha contribuito ad..avanzare gli equilibri, od ad arretrarli,a rafforzare le logiche contro le quali il tuo partito si batteva?

    Magari ne parliamo dopo che verranno rivisti i coefficienti.

  13. Caro Andreij, non sono nè ideologico, nè identitario,davvero.

    Ho fatto cose con soggetti assai diversi da me.

    Voglio esser davvero pragmatico.

    E sotto questo punto di vista, su punti come quelli di cui parlo ad inizio post (ed altri, che non cito per non esser troppo verboso) non è che si stia ottenendo meno di quello che ci si aspettava, ma si va in continuità con le politiche del cdx oppure si perseguono obiettivi nettamente opposti a quelle istanze che il tuo partito vorrebbe rappresentare.

    La mediazione la capirei.
    Qui non c’è nessuna mediazione. Nessun do ut des.

    Tu dici” non ci invitano ad alcune riunioni”. Lo capisci vero, che con tutta la buona volontà, invitare il prc ad una riunione per organizzare una iniziativa contro la guerra sarebbe quanto meno complicato?

    Lo vedi lo scollamento tra parole, obiettivi ed azioni e conseguenze di queste azioni?

    Il tuo partito ci ha fatto un congresso sulla disobbedienza alle logiche della guerra.

    Ora mi si risponde difendendo la disciplina….pretendere che non si resti quantomeno…un po’ basiti è davvero troppo.

  14. no, non dico che non ci si prende responsabilità solo per far casino, ma per aumentare il proprio bacino elettorale, cavalcando la protesta. mi pare che il prc negli ultimi anni sia cresciuto proprio grazie all’aver avuto una posizione differenziata rispetto al magma ulivista.
    al contrario, credo che al prossimo giro pagherà pegno.

    poi sì, certo, io ragiono di partiti e di parlamento, tu di movimenti ed altri spazi. è per questo che non ci capiamo! 😉

    val di susa: più che i valligiani credo abbia fatto la coincidenza con il periodo elettorale (pre e post), che ha fatto mollare la presa. quando (e se) questo zoppicante governo andrà a regime, ci sarà da legarsi agli alberi, credo.

  15. Lo sai Luca… Per me i Movimenti saranno forti solo quando la gente si troverà con l’acqua alla gola… E non si è arrivati ancora a quel punto.

    Sugli elettori del centro-sinistra: ritengo sia un problema d’ignoranza, fin quando non si avranno le basi per giudicare la politica economica di un governo, si rimarrà appiattiti sulle etichette (Se no torna silvio, noi non attacchiamo la costituzione…etcetc)… Se queste persone riuscissero davvero a leggere ed interpretare correttamente le scelte economiche di questo governo, capirebbero che sono molto più a destra del precedente governo Berlusconi ed allineate ai precedenti governi di cs…
    Capito questo non ci sarebbe più margine di discussione…

  16. sull'”acqua alla gola” sai , Uca, che la penso in modo un po’ diverso.
    Sul resto, concordo.

  17. si, franco..ci sarà da legarsi agli alberi.

    Sul resto..sul cavalcare il movimento, se dici così, son d’accordo: di certo non riguarda quelli come me che di partito cui far procacciare voti nei movimenti non he hanno.

  18. @Moltitudini, quanto alla prima parte del post, beh sai che ero tra quelli che dicevano che era giusto concedere del tempo a questo governo, ma sinceramente mi diventa difficile essergli ancora solidale. Ad esempio, la liberazione di Mastragiacomo sembra che con il cdx non sarebbe mai avvenuta, però come dici tu per il nostro governo pare più facile trattare coi talebani che con il buono amico Karzai. Per la politica estera è proprio questo il punto! Che senso ha apparire diversi dal cdx se poi la sostanza è la stessa? OK, per Mastrogiacomo hanno scelto una strada non gradita all’America, ma poi restiamo in Afghanistan e ce ne freghiamo di altre persone che si sono esposte per Mastrogiacomo. Siamo usciti dall’Iraq ma poi siamo entrati in Libano e abbiamo concesso anche l’allargamento della base di Vicenza. Posso capire che la politica è fatta di compromessi ma devono pur servire ad ottenere qualcosa. In pratica mi sembra che per ogni passo in avanti ne facciamo almeno due in dietro.

    Anche la politica interna non è da meno. Hanno esordito come il cdx parlando del famoso buco, hanno tassato, ma sostanzialmente non hanno ancora fatto nulla. Ad esempio, hanno tolto i costi di ricarica, ma poi lasciano i cittadini soli contro i rincari delle tariffe.
    Detto questo, però ritengo che era giusto concedergli fiducia, visto che abbiamo avuto un governo di cdx durato cinque anni e che ha fatto seri danni a questo paese. Il problema è proprio questo, non riusciamo a vedere oltre a causa di una logica di schieramanto-tifo che arriva fino al masochismo. Io non posso mentire dicendo di essere soddisfatto dell’operato del csx, ma mi chiedo dov’erano quelli che hanno votato per Berlusconi durante il suo governo? Sia ben chiaro, non sono per il non voto, ma per la contestazione, per la critica a chi non ha rispetto del nostro voto e che pensa di agire senza dovere dare conto a nessuno. In questa ottica spero che i movimenti di protesta si svincolino da una politica che gli sfrutta: non sono i politici che devono rappresentare ma loro stessi e quei cittadini delusi non solo dal governo ma da tutta una classe politica che non fa il suo dovere nella sede che gli appartiene, e cioè il parlamento. Che senso ha scendere in piazza e poi non esprimere con il voto parlamentare le ragioni della protesta?

    Infine credo che la critica per essere completa deve estendersi anche ad un cdx che fa opposizione su tutto e che ben rappresenta lo stato attuale della nazione. Una intera nazione che è incapace di giudicare le persone senza dovere chiedere a quale schieramento appartengono, ed evitando così ogni possibilità di dialogo.

    Per quanto riguarda la seconda parte del post, ho trovato interessanti i due link che hai segnalato e che rendono l’idea di quello che c’è dietro ai ruotafissati. Purtroppo è vero che la pista non è più apprezzata come una volta ma credo che nel ciclismo non sia l’unica cosa che è stata dimenticata. Io parlando della realtà che mi appartiene, cioè il sud, posso dire che si è tornati indietro e che è davvero difficile non solo praticare la bici a livello agonistico (al sud le corse sono sempre di meno e ovviamente anche le società e gli iscritti) ma anche considerare la bici come mezzo di trasporto è difficile considerando lo stato delle strade. Cmq ti sono grato di avermi fatto conoscere questa realtà e spero che posterai ancora qualcosa poichè mi interessa, ma ti assicuro che anche la bici da corsa è molto bella. La bici da corsa permette di fare molti chilometri, attraversare diversi paesi, confrontarsi con gli altri e soprattutto con se stessi. Le cose che odio però della bici da corsa è il fanatismo che porta a spendere molti soldi per avere bici sempre più sofisticate, persone (i cosidetti amatori) che per il proprio “divertimento” non esitano a sacrificare quello dei figli che vorrebbero andare in bici, e ovviamente il doping …anche questa è oramai la bici da corsa 😦

    Ciao e aspetto il tuo post su Banshee 😉

    Giuseppe T.

  19. Ciao Moltitudini,
    auguri di Buona Pasqua a te e ai tuoi cari.

    Ciao e non mangiare troppo, altrimenti la bici non si muove! 🙂

  20. Si tratta di una vicenda che non dovevano sapere gli italiani per bene che finanziavano la stupidita dei furbi, che agivano contro di me e gli stranieri in una situazione vulnerabile. Non spettavano di scoprire l’esistenza di un sistema illegale che si usava per legittimare (violenza di stato e abuso di potere in un paese che si considerava democratico e civile).I miei persecutori hanno agito in questa vicenda dando l’impressione d’essere proprietari dello stato, non i suoi proprietari come si faceva in questa vicenda sotto i riflettori!
    Vedi il blog http://www.lemin.splinder.com

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