m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

BIBLIOGRAFIE

(CUCU…

SETTANTA..

SETTE…TE)

Rieccomi qui, dopo giorni di assenza. Il poco tempo dedicato al PC lo ho utilizzato per altro.
In ogni caso..direi che aver poco tempo per bloggare è confortante, no?

Corre il trentennale del ’77. Sebbene tale "ricorrenza" si presti  ad una certa commercializzazione (basti guardare in libreria: anche la Annunziata c’ha fatto un libro su), non siamo in ogni caso ai livelli di "celebrazione" (e "celebrazione" per me non può che avere un significato negativo: mi pare che talvolta sia imbalsamazione) che si è soliti fare attorno al ’68.

Alcunii giorni fa correva anche il trentennale dall’assassinio di Francesco Lo Russo,. Avrei voluto scriverci un post…ma ho lasciato stare:agli "anniversari" ed alle commemorazioni sono un po’ allergico. Sarebbe tuttavia formativo leggere che cosa scriveva in quei giorni, su quei fatti,  "l’Unità".
Una delle cose poi che mi è più insopportabile, è leggere oggi interviste ad esponenti del PCI di allora che, facendo coccodrilleschi mea culpa parlando di quell’anno, se ne escono con cose tipo "eh..allora non avevamo capito".
Invece avevano capito benissimo, altro che.

"77" è in realtà un numero, una data che racchiude un qualcosa che va ben aldilà dell’esperienza dei 12 mesi di un anno solare.


C’è un libro che, a mio avviso, resta la migliore operazone editoriale su quegli anni, su quel percorso.

Un libro che ho letto tanti anni fa, nella edizione originale, ossia "Sugarco" (1988), e che è forse il testo che più è stato decisivo nella mia (se possiamo chiamarla così) evoluzione. (Potrebbe esser un motivo per non leggerlo, in effetti).

Lo ho riacquistato due giorni fa, nell’edizione Feltrinelli (uscita nel 1997 e nel 2003).

Parlo de "l’orda d’oro. 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale"

Nanni Balestrini, Primo Moroni
L’orda d’oro
Universale economica Feltrinelli
686 pp; euro 15,50

Scritto da Balestrini e da Primo Moroni (il grande fondatore della libreria Calusca:ero imberbe…ma quando lo conobbi rimasi affascinato) è un testo che, a partire dai fatti del luglio del ’60 a Genova, tenta di ripercorrere il filo della memoria di un ciclo di lotte, sia dal punto di vista dei diversi approcci teorici e pratici, che dal punto di vista esistenziale, pur con quella "serietà" che evita quei ritratti caricaturali che vengon fatti sia da "destra" che, sopratutto "da sinistra" .

Un’opera rigorosa dal punto di vista storiografico, enciclopedica ma agile, leggibilissima, con tanti documenti e materiali, ed alcune integrazioni "postume". Un testo, a mio avviso, fondamentale. Non lo si può, insomma, non aver letto. Dovrebbero leggerlo sopratutto alcuni, che, aldilà delle posizioni che assumono, quando parlan di quelle esperienze mostrano davvero di non sapere di che parlano.

Altro libro – comprato anche questo – sicuramente meno "agile" ma non meno interessante, è "perchè il governo. Il laboratorio etico politico di Foucault", di Ottavio Marzocca, ed. manifestolibri, 24 eurini.

E’ un testo che si concentra sulla fase del lavoro di Foucault attorno ai temi del "potere come guerra continuata con altri mezzi", della biopolitica, della "governamentalità", dell’autonomia delle pratiche di libertà, le forme di governo, l’autogoverno, eccetera.
Non lo ho ancora letto ma, dopo aver dato un’occhiata "random", mi pare che – tentendo conto del fatto che son temi ostici di per sè – sia un testo relativamente leggibile. Su quanto le intuizioni di Foucault siano incredibilmente attuali e costituiscano utensili straordinari, mi son già espresso più volte.

Ancora due segnalazioni.
Una è dedicata a qualcosa che è espressione di una sensibilità sicuramente diversa della mia, ma con la quale ho anche tanto in comune.
Interessante è l’ultimo numero della rivista "Libertaria, il piacere dell’utopia".  (www.libertaria.it)

Belli gli articoli sul "capitalismo di stato negli USA" e il pezzo/conversazione di Castells e Ibanez su "neoanarchismo e società contemporanea" .
Ecco un brano dell’introduzione all’articolo:  
"La diffusione capillare delle nuove tecnologie del World Wide Web offre alle istituzioni un mezzo potente per accrescere il loro dominio. Ma, nello stesso tempo, consente uno sviluppo dell’informazione e della comunicazione indipendenti, ordinate secondo modelli non gerarchici, che aprono la strada a forme inedite di critica e di lotta. Una tecnologia malleabile e svincolata dai fini impone la necessità di una nuova teoria del potere. Allo stesso tempo rivela la vulnerabilità dei sistemi di controllo sociale. Il dominio, oltre che nello stato, si esplica attraverso l’imposizione dei canali della comunicazione. Tra essi, certo, una crescente importanza è occupata dalla rete. Che però, per la sua stessa natura, tende all’eliminazione dello squilibrio di conoscenze tra dominante e dominati, con effetti potenzialmente dirompenti. Da qui sta nascendo un nuovo anarchismo"

INFINE…..BERTI/NOT IN MY NAME

Gustosa la contestazione fatta a Bertinotti stamane a Roma.
Aver visto le immagini al TG, aver notato l’imbarazzo del Fausto passato dalla disobbedienza alla preservazione dell’ordine dei lavori parlamentari campanellino alla mano, dalla ricerca del mondo "altro e possibile" alla costituzione di un partito con Mussi, osservarlo innanzi a quelli stessi che un anno fa blandiva e che ora lo contestano, vederlo irrigidirsi e rispondere "buffone a me? Chiedimi scusa", esattamente come quelli che lui stesso faceva contestare per gli stessi motivi solo 13 mesi fa...bhe, è triste ma divertente allo stesso tempo, veder come nel volger di pochi mesi ruoli e parametri mutino.
 

 

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20 pensieri su “

  1. Va bene. Lo ammetto. Confesso e faccio coming out: quando ero giovane, non perdevo nessun numero di “Libertaria”… (poi sono cresciuto, ma dei punti in comune mi restano).

  2. Io ho deciso che mi dedicherò al giardinaggio visto che la politica inizia a debilitarmi fisicamente 😉

  3. Uhm… mi incuriosiscono i libri che fanno compiere evoluzioni mentali… me lo segno!

    Io ti consiglio “L’ozio come stile di vita” di Tom Hodgkinson, se non l’hai già letto. Non sottovalutatelo a causa del titolo, non pensate che sia una cagata, anzi una cagatina… è mooolto interessante (moltissimo!), pieno di citazioni dottissime, fa riflettere e si legge che è un piacere! Non leggerlo sarebbe un vero peccato…

  4. Io sto finendo di leggere i due libri sul vietnam di Terzani,pelle di leopardo e l’altro che mo nn rammento il nome,ecco:aspiro a una società politicamente forgiata come quella vietnamita dei tempi.
    Cercherò il libro di balestri,l’altro mi ha un po’ spavenatato..con calma..leggerò anche quello.
    ps:Bertinotti,la fine che merita un uomo che ha tradito in modo becero la causa che dovrebbe portare avanti,la quale nn è sicuramente la politica di questo governo.

  5. Bene bene il signor Bertinotti ha definitivamente vinto la coppa “Parlo come Berlusconi” dell’anno. Che culo, non lo invidio affatto.
    Chissà se tra 10 anni, riguardando indietro alle sue azioni, si vergognerà tantissimo, e si leverà di culo.
    Pie speranze in una coscienza che non c’è, le mie.

  6. castells manuel? quello di galassia internet? se è lui, l’articolo è veramente da leggere. è uno dei sociologi contemporanei più illuminanti su certi argomenti che spesso alla comunità restano piuttosto “ostici”.
    su bertinotti: le urla le sentivo da casa, non abito molto distante dalla città universitaria. c’è stato un bel casino. al di là del fatto che è legittimissima la protesta e io la condivido, forse, al solito, i metodi dei collettivi non sono nel mio stile, ma questi sono solo punti di vista.

  7. Oggi, h 8.10, uno dei due coglioni del Ruggito del Coniglio (radiodue):
    “Ma come si fa a dare del guerrafondaio a Bertinotti, qua c’è gente che non conosce la storia.” (?!?)

  8. bella ricostruzione di un percorso, il libro di moroni e balestrini non l’ho letto e lo farò dopo la tua segnalazione. su No Berty no War ho fatto un post. mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

  9. anonimo in ha detto:

    Cacchio. Sono strani questi metodi di collettivi.
    Io sull’intervento in Libano non ricordo bene le tecniche di protesta, forse furono meno incisive… perchè è indubbio che chi è contro i soldati all’estero non può aver fatto orecchie da mercante su tutti quei soldati e quell’armamento spedito là, vero?
    Sono domande tanto per chiarire l’idea dei pulpiti dal quale si urla buffone..
    Alieno

  10. Il 7 è il mio numero fortunato, figurarsi il 77!

  11. @alieno
    non ho ben compreso la domanda.
    Di sicuro i pulpiti da cui veniva il “buffone” di ieri non son pulpiti, anzi..è ciò che viene a loro imputato, favorevoli all’intervento in Libano (che è comunque un intervento diverso rispetto a quello in afghanistan ed in iraq, sebben io sia scettico anche su quello), o accusabili di opportunismo e convenienze, non avendo partiti cui tirare la volata.
    (fatti un blog)

  12. @beat
    si, è lui.
    Sulla protesta…posso convenire, non sarebbe nemmeno il mio.
    Assassino poi..è troppo.
    Bastava un “a ‘nfame”, detto bene.

    tieni però conto che è stata una protesta assai pacifica, nel senso che nè si è tentato di fare irruzioni nè di bloccare o cose simili, pur essendo nel dna di chi era lì.
    @raqquash
    🙂

  13. Grazie per l’informazione sui libri (ne terrò conto appena avrò finito di leggere quello attuale)

    Convengo con te sulla protesta… assassino è un pò esagerato però se l’è meritata tutta…

    Oscillante… condividiamo il numero fortunato

    Saluto te e la tua siouxsie

  14. ..condivido quel senso di disagio e nausea di fronte a chi rinnega il percorso di una lotta vera,determinata.
    Secondo me la causa determinante di questo scemare d’animo può essere costituito dal fatto che il sistema ed il potere hanno schiacciato l’ardore rivoluzionario di questi militanti, attraverso torture,
    e una repressione ai limiti di un essere umano.
    Poi ci sono i delusi, ma è capibile..ci sono andati ad un pelo d’uovo..dalla rivoluzione,ed hanno lottato sul serio.
    Poi ci sono i venduti,e quello non è capibile.

  15. Unione-centri sociali tartarini: «e’ finita»
    il caso
    LAURA TARTARINI sbatte la porta e si consuma il divorzio tra l’area dei
    centri sociali e il centrosinistra. L’avvocato del Genoa social forum, al
    centro delle mobilitazioni in occasione del G8 e da sempre legata ai
    Disobbedienti, prima degli eletti cinque anni fa nella lista di
    Rifondazione (come indipendente, 844 voti) annuncia la sua non candidatura
    e accusa il partito di Bertinotti e Giordano: «E’ naufragato tristemente
    quel progetto che ci aveva illuso nel 2002». Con lei, immediatamente, il
    centro sociale Zapata, che rincara la dose. Al momento, l’area è senza
    referenti nell’Unione…..

  16. il “chiedimi scusa” di Berty è uno spettacolo…

    ciao

  17. mi sembra che un certo berlusconi,tempo fa se la prese di brutto contro un contestatore.Ai tempi,tutti a difendere il contestatore.Si diceva :siamo in democrazia è giusto prendersi anche i fischi e giù a dare del fascista al nano fetente.Mo,taluni “compagni” scoprono che non è più possibile contestare,perchè si è dei buffoni,4 gatti spelacchiati ecc….Bertinotti,ma non ti vien voglia di sputarti in faccia, se no..lo facciamo noi per te!
    Cosa sta preparando il tuo cs?
    ps:non c’entra nulla,ma io sono e sarò sempre contrario agli indipendenti in lista con i partiti.Non parlo del caso specifico,in generale

  18. llewall
    ehi…
    eheh, quando nel post dicevo che ho dovuto fare altro col pc in questi giorni, mi riferivo esattamente alla vicenda che riporti qui dame,ehhee….insomma, ho avuto da fare per preparare questa roba che racconti tu (ci posto su domani).

    Domani su il lavoro dovrebbe esserci un’altra intervista a laura.
    Bene anche sul manifesto di oggi.

    Tra l’altro, uscirà in serata anche un nostro documento come csoa, che è la specifica ragione per la quale ho avuto molto da fare nei giorni scorsi.
    (lo vedrai su dirittinrete.org)

  19. @Moltitudini, ti meravigli che i politici dicano “non avevamo capito”?! Anche Andreotti ha detto che mentre baciava Totò Riina non “aveva capito”, devi dargli tempo 😉

    I libri che hai citato non li ho letti, ma accetto il tuo consiglio e mi propongo di leggerli.

    Su Internet i vari casi di censura e non solo quella mi fanno pensare che sia fortemente a rischio. Sarà vasta, ma ci sono troppe società disposte a compiere l’impresa sotto falsi buoni propositi.

    PS: Sai che stavo per montare lo scatto fisso alla mia bici da corsa, però poi il gruppo ha deciso che è un po’ tardi per fare quel tipo di allenamento 😦

    Ciao e buona serata

    Giuseppe T.

  20. sì, bertinotti lo vedo proprio appagato, dalla sua brand new poltrona.

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