m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

DEFICIENZE DI CALCOLO

Dopo le uscite clerical-fasciste di Amato e Bindi, roba da osteria sub-leghista di cui abbiam già parlato nel precedente scritto, occupiamoci di cose serie.
Dal ministero del compagno Damiano (ex FIOM-CGIL, ministro DS, quello che ha regalato tramite condono 140 miliardi al finanziatore dell’ulivo, lo sfruttatore Tripi) giunge, per bocca del capo della segreteria del ministero (Giovanni Battafarano, ex senatore DS  chiamato al ministero dal governo Berlusconi nel 2005) l’ufficializzazione di quanto in realtà da un po’ si sa: verranno rivisti, ovviamente al ribasso, i "coefficienti di trasformazione del montante previdenziale".
Eufemismo che, tradotto in italiano, significa che il governo Prodi sta per tagliare le pensioni.

Che sbadati: in campagna elettorale, e nel verboso programma, non fecero menzione di ciò.

Anzi. Votateci, che il demonio forza italiota vuole affamarvi e strapparvi la pensione dalla borsetta. Noi semmai le aumenteremo
In soldoni, uno come me, che tutto sommato è pure fortunato (lavoro a tempo pieno da qualche anno), andrebbe – con l’attuale sistema – in pensione con circa 520 euro al mese.

E’ troppo, per Damiano.


Beh, si dirà, i calcoli van rivisti perchè lo impone la riforma Dini, ministro del governo Berlusconi capo di un governo di centrosinistra (evviva il bipolarismo).
Un’altra mini bastonata fu data da Prodi nel 1997.
Trionfo del pensiero unico che annichilisce qualsiasi idea di welfare universalistico come diritto acquisito e conquista di cittadinanza: la pensione non è un diritto,  è un bene, un servizio, che si compra.
E deve generare profitti a chi lo eroga. Punto. Varrà anche per la sanità..come accade altrove. perchè no? E lo si pensa anche a "sinistra", tra gli "elettori", intendo. Se le pensioni non generano utile, zac. Non costituiscono un diritto, e l’allungamento dell’età media non è conquista, ma lusso da pagare.

Da far pagare a te, che hai lavorato per mille euro al mese per 40 anni.
Certo…se al senato l’unione avesse più voti di maggioranza…sarebbe meglio.
Farebbero, probabilmente, la riforma più in fretta.

Vedevo Bombassei (confindustira) un paio di giorni fa, in tivvì: ma basta con ‘sti servizi sugli operai…mica stan tutti tanto male i lavoratori, eh. Semmai..noi imprenditori, che diamine…

La Finocchiaro, annuiva estatica.
Quando nei talk show parlano gli industriali, anzi, i confidnustriali, è’ un po’ come quando parlano i cardinali ed i preti: ciò che dicono, è ammantato di una legittimità superiore. E’ giusto a prescindere. Cioè..questi partecipano al dibattito, ma in un clima nel quale ciò che dicono è più giusto a priori.
Non amo terminologie desuete e in parte logore, ma per questi (i Damiano, i Bombassei, le Finocchiaro e su, su..sino al gran curato) c’è una sola definizione:
nemici-di-classe.

MARX STA BENE.

Il mio micio, intendo. Il primogenito. Uno dei felini più belli e sexy del globo.
Portato oggi dal veterinario, per il rituale richiamo del vaccino. E’ in formissima, è stato buonissimo, come sempre.
Mi piace andare dal veterinario (che ahimè, è genoano)…chiacchierare, chiedere lumi.
Mi sono anche informato relativamente ai costi per un check up completo per Micilla, ultima arrivata ma anche la più anziana del gruppo. Pare godere di ottima salute, ogni indicatore visibile e comportamentale è perfetto…ma dai 10 anni in su, è bene esser scrupolosi.
Il preventivo degli esami da fare in questi casi…mi ha accorciato la vita di un bel po’.
Avrò una pensione bassa, e me la godrò anche poco.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

82 pensieri su “

  1. Bisognerebbe cominciare a discutere intorno a certi elettori del centro-sinistra e cominciare a collocarli nel giusto posto, che è quello del più bieco conformismo fascista…
    Degnissimi di essere rappresentati da questo governo.

  2. uè, Uca..iniziavi a mancarmi!
    😉
    Si, per buona parte si.
    Magari mi limiterei a conformismo, ma sono d’accordo.
    Perchè il dramma è che certe vulgate fanno parte anche del pensiero di molti di questi che votano sti qua.
    Come se certe..prescrizioni fossero indiscutibili e ..come dire..naturali.

  3. La verità è che sta gente pensa ciò che gli dicono di pensare…
    Oppure hanno difficoltà ad ammettere a loro stessi che una diversa redistribuzione delle risorse, così com’è quell’attuale, non gli conviene.

  4. guarda..io credo che molti si sentanto anche..tanto “seri” e “responsabili” nel prender seriosamente atto che è giusto tagliare a chi sta…peggio.

    Fa tanto “serietà”.

  5. Marx sta bene un par di cogl… ah, ti riferivi al gatto.

    Direi che con questo post, moltitudini, hai sancito la tua appartenenza al club dei lavoratori salariati che dissanguano la nazione, come me del resto e chissà quanti altri frequentatori di questo blog. Dovremmo fare una sana autocritica: è colpa nostra se la nazione va a rotoli, mi pare evidente. Forse se stessimo tutti a casa un paio di settimane chissà, magari l’Italia si riprenderebbe, che ne dici?

  6. nemici di classe…ah,finalmente Moltitudini,mi tiri fuori quei bei termini che mi piacciono tanto.D’altronde già in campagna elettorale si dava un forte peso a confindustria da parte dei ds in primis.Politiche riformiste che in realtà sono solo patetiche svendite di politiche sociali.Più soldi agli eserciti e alle scuole dei preti..la pensione..mah!

  7. anonimo in ha detto:

    Non sono “salariato” e forse, visto che la piega è quella di “classe”, il fatto mi pone fuori dal solidalizio dei primi commenti. Io mi sono espresso già in passato come avverso all’idea della lotta di classe, proponendo invece, semmai, una lotta per categorie di reddito. Mica per altro, ma perchè non sempre i due concetti coincidono. Per esempio nel mio caso, per dire. E la stessa Finocchiaro allora si pone fuori dal discorso di classe in qualche modo, se ci si limita alla nostalgia affettiva della vecchia cara (e più chiara) contrapposizione tra operaio-salariato e padrone-confindustria.
    Viga: il forte peso che già in campagna elettorale il centro-sinistra dava a Confindustria poteva pure dare dei sospetti e degli indizi magari non raccolti e che ora stupiscono. D’accordo.
    Ma quello che non poteva assolutamente dare dubbi e incertezze era l’altro fatto: il peso che Confindustria dava al centrosinistra! E’ lì che un elettore di centrosinistra poteva risparmiarsi oggi d’essere sorpreso e deluso! E forse ricordandosi che l’Unione è pur sempre fatta di centro e poi anche un po’ di sinistra volendo. Che o ha giocato male le sue carte, o si è svenduta oppure inevitabilmente ha seguito un destino che è di più ampia portata (magari europea per dire). Quindi ad una rappresentazione politica piccola come quella di Mastella, magari il gioco era già più facile.
    Ricordo il concetto già espresso: il programma dell’Unione era EVIDENTEMENTE fatto per avere in mano il Governo con i voti non per governare. Ed infatti è successo quello che è successo (compreso il nuovo programmino). I riferimenti a quel programma iniziale quindi saranno sempre deludenti, essendo un finto programma con l’unico intento di raccattare più voti e poltrone possibili.
    Moltitudini: hai colto il punto.. non considerando più le pensioni un diritto, tutto quello che accade e accadrà (in peggio naturalmente per le categorie più deboli) è inevitabile. Aumenterà invece la forbice (ma già accade anche per altre cosette) tra la grande ricchezza e gli altri, che si impoveriranno oggi e con un’ipoteca sul futuro. Insomma, uno che può la pensione se la fa privatamente o campa di rendita o fa investimenti, come consigliano di fare del resto. Ma mi risulta difficile capire come nel mondo finanziario uno con piccoli capitali da investire possa uscirne bene. E quando dietro non ci sono altre risorse come capita a chi mette in gioco la pensione.. brrr.
    Se il punto non è più che la pensione è un diritto, aggiungendoci che la situazione occupazionale è quella che è, bisogna proprio aggiornarlo quell’articoletto costituzionale “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” e metterci, che so, qualcosa tipo “l’Italia è una Repubblica fondata sui fondi obbligazionari..”
    :S
    Alieno

  8. anonimo in ha detto:

    Fai le mie congratulazioni a Marx (bello…un certosino?).
    Sulle spese veterinarie hai la mia totale solidarietà.
    Infatti non potrò portarli.
    Allevia i sensi di colpa il fatto che non ho i soldi nemmeno per fare accertamenti per me.. siamo nella stessa barca insomma.
    Finchè galleggia… però imbarco acqua, speriamo bene.

    Alieno

  9. Eh si ci pigliano per il culo, qualsiasi sia l’etichetta sotto la quale si nascondono. La vedo male per quella fetta di italiani onesti, o comunque costretti a pagare le tasse (e i privilegi di tutti gli altri).
    Fortuna che Marx sta bene 😉
    Ah già, io sono lavoratore dipendente. E quindi, lo piglio nel sottocoda, qualsiasi governo ci sia al potere.
    Good morning vietnam…

  10. anonimo in ha detto:

    Raqqash, io ci farei la firma per un lavoro dipendente. Avercelo!
    Questione di punti di partenza.
    Dipende quale ovviamente.
    Ci sarà un motivo se dei miei amici i più intrallazzoni si sono imbucati in Comune, alle poste, all’enel, in un Ministero…
    Se questi sono i target di spinte e calci in culo, significa che NON TUTTI i lavori dipendenti sono malaccio, non trovi? E anche significa che qualcuno più sfigato non se li può permettere.
    Quando ho tentato di aprire una mia attività (oggettistica d’arte artigianale) ho visto subito che non sarei mai sopravvissuto completamente onesto e tutto in bianco. Ed infatti, non sono sopravvissuto (come negoziante).
    E non sono sopravvissuti nemmeno alcuni bravi artigiani fornitori…
    Fare di tutta l’erba un fascio è sempre facile, mai metodo di precisione però.
    Alieno

  11. AnelliDiFumo in ha detto:

    Anzitutto le cose importanti: sono contento che Marx felino stia bene e lo stesso vale per Micilla.

    Poi: scusami se latito un po’, ma io al momento mi divido tra: dottorato, romanzo in fase di scrittura finale, due lavori due, un fidanzato nero uno, un appartamento da mandare avanti, amici da ricevere e traduzione di articolo di prof di storia. Ah, e scrivere al corsera e sui miei anelli… capisci che è un po’ un casino la mia vita.

    Mi dispiace per la tua pensione. L’altra cosa che ti posso dire è che se decidi di spostare le tue dolcissime chiappe in quel di Toronto, io ti ospito per qualche mese. Poi di più no, sennò si ingelosisce Chris (e ne avrebbe ben donde, sai quanto noi romani emigrati in Canada siamo sensibili al fascino di voi punk genovesi miciaioli…)

    Oversea besos,
    S.

  12. @anelli
    io..punk??:O

    @ulive
    hai ragione, cazzo.

    @alieno
    sulla dialettica confindustria unione hai perfettamente ragione.
    Così come è vero che uno che guadagna 900 euro al mese ed ha un contratto a tempo indeterminato, arriverà ad avere una pensione da fame.
    Chi invece ancora si barcamena tra cocopro e simili…se ne avrà una da 300 sarà fortunato.
    Hai gatti anche te?
    No Marx non è affatto un certosino! E’ un micio comune tirgrato, per l’esattezza “tabby blotched”.
    Del certosino ha giusto la base del grigio..che “tecnicamente” si chiama “blu” (il colore dei certosini e di altre razze).

  13. ciao Lukino, come va? mi son persa Micilla, la tua ultima micia 🙂

    Da me tutto bene, siamo rimasti con 4 gatte e mi sa che ci fermiamo, perché le ultime due sono delle pesti!!!

    bye bye

  14. Ciao! Va abbastanza bene, direi.

    Eh si..a giugno ho adottato una micia vecchiotta….
    ciao, Bastet!

  15. piccolo inciso per dire che parli dei tuoi gatti come dei figli. sei di una tenerezza commovente. 🙂
    sai che neanche a me piaccono certi termini ma qua ci sta proprio il “nemici di classe”. ma te ne dico un altra: a te magari sti 520 euro o qualcosa in meno te li daranno. a me manco quelli. per non parlare del fatto che non avrò mai un lavoro stabile. e poi dicono che pensano ai giovani. io li vorrei mettere per un paio di mesi nelle nostre condizioni, sti stronzi.

  16. 10 anni! vecchietta!! 🙂 meno male che ora sta con te, piuttosto che con qualcuno che se ne sarebbe fregato dei suoi acciacchi.

    Marx è bello come al solito 🙂

  17. hai adottato??
    HAI RAPIIIITOO una gatta anziana che poverina non si è potuta ribellare…
    a tal proposito..quando mi presti questo figone di gatto??
    Ps: riguardo le pensioni..è la gioiosa vita dell’educatore my dear…( oltre al resto notti vita da cani festivi ecc)..il bello è che l’abbiamo anche scelta eheheh

  18. anonimo in ha detto:

    Moltitudini, si, due gatti (normalissimi europei) presi piccoli (appena svezzati) e malaticci, ovviamente abbandonati.
    Sono molto affezionato ai due fratellini (non potrebbe essere diversamente essendo cresciuto tra cani e gatti randagi e raccolti dai miei genitori), ma vivendo in una casa senza alcuno spazio esterno, molto piccola devo dire che la mia vita è diventata un piccolo inferno, tra lettiere, moquette di pelo di gatto anche sui lampadari e costi aggiuntivi, non ultimi quelli tremendi del veterinario (tremendi in relazione alle mie miserevoli possibilità).
    Abbandonarli dopo averli salvati dall’abbandono e dopo averli cresciuti non ho certo cuore di farlo.
    Pensavo piuttosto di abbandonarmi io, fare il randagio finchè non mi adotta qualcuno perchè guardando le due simpatiche pesti penso sempre più spesso che la loro vita non è mica tanto male.. 🙂
    Alieno

  19. @alieno
    scusa, se posso..vivi solo?
    i miei sei si ripartiscono così:Marx me lo regalarono, era cucciolo e abbandonato.
    Paride lo ho scelto io, così come takeshi (siamese9 , da una cucciolata di una amica.
    Omero lo ho adottato, adulto..rischiava abbandono.
    Khalì me lo ha regalato una allevatrice, è un foreign white con pedigree.
    Micilla stava in un appartamento vuoto….curata dalla vicina di casa.
    🙂

  20. @bastet
    beh, non la avessi presa io, la avrebbe presa Luci.
    @tytty
    ma guarda che se la tua amica avesse chiesto…io gliela avrei lasciata!Ha lasciato decidere a me..
    cmq, seriamente, si è attaccata in modo morboso, non pensavo, davvero.
    Sulle pensioni, tytty: esser educatore non c’entra. Io ho un contratto a tempo indeterminato, lavorassi in un supermercato o in fabbirca sarebbe lo stesso.

    E’ semmai il guaio di esser governati sempre e comunque dal pensiero unico filopadronale, che è diverso.
    Col piccolo particolare che quando c’è da fare il lavoro sporco, è assai pià facile che lo faccia la cosiddetta si nistra, in modo da sopire il conflitto sociale.
    Bastardi.

    @beat
    beh..ma seriamente parlando, quando vivi una situazione come la mia e come di moltri altri gattofili, i mici “sono” i nostri figli.p.s ho rifatto i calcoli..520 era arrotondato per eccesso.

  21. Io non arrivo neanche al principio, figuriamoci alla fine!

  22. Pure questo governo non ha il coraggio di attuare la separazione fra previdenza e assistenza, mettendo quest’ultima per buona parte a carico della fiscalità generale così come accade in tutti i Paesi europei.

    Invece da noi hanno pensato bene di tagliare il cuneo fiscale (solo per le grandi imprese), non chiedendo in cambio un bel niente: nè ristrutturazioni produttive, nè investimenti, nè ricerca. Prodi è riuscito a inventarsi la svalutazione competitiva pure ai tempi dell’euro.

    Più che nemici-di-classe io li chiamerei Genossen-der-Bosse (compagni-dei-padroni)

  23. anonimo in ha detto:

    Va da sè che sono d’accordo con te.
    Sono venduti nell’anima.

    Pensatoio

    p.s. Io ti ho messo sul mio blog….

  24. anonimo in ha detto:

    “ma sai com’è…”
    Stasera l’uso è compulsivo…
    Speriamo ‘n sia nulla, un l’è mica un segno bono..no, un mi garba pe’ nulla proprio.
    Vado a parlarne con quelle due pesti travestite da gatti, che si rendano utili anche loro!
    Sai com’è..
    Alieno

  25. Anch’io quando ho sentito Bombnassei l’altra sera ho fatto un salto sul divano! Eh sì andiamo a sentire solo i disgraziati che guadagnano 1000 euro al mese e ne spendono 500 di affitto…ma non sono mica tutti così! Si, infatti ci sono anche quelli che ne guadagnano 800 e quelli che non hanno un reddito fisso…pazzesco!
    E poi gli indusatriali a Cortina…sono una macchietta…poveri industriali che sgobbano dalla mattina alla sera…avranno diritto di un po’ di svago ogni tanto?
    PS io cambierei veterinario 😉
    Buon fine settimana
    Stefy

  26. A certi pensionati che (soprav)vivono con una minima indecente cosa potranno ancora tagliare? Li uccideranno direttamente per risparmiare?
    Ciao, Massimo

  27. AnelliDiFumo in ha detto:

    No punk? Ti si vuol bene uguale.

  28. @Alieno…cancellato (appena ho potuto).
    per il resto..non intendevo indagare nelle tue cose private.
    In ogni caso..auguri per tutto.

  29. anonimo in ha detto:

    Grazie Moltitudini: ci contavo e non avevo dubbi pur consapevole che non vivi nel blog e quindi che avrei potuto aspettare un po’, era nel conto ehehe. So che non intendevi indagare sulla mia vita privata e poi del resto sono io che mi sono sbracato allargando il discorso, ma mi sentivo abbastanza a mio agio per poterlo fare. In effetti io sarei sarei pure disposto a rendere pubblica la mia vita privata ed anche a pubblicare mie fotografie, se solo mi pagassero qualcosa come succede a tante persone inutili, ma si vede che non ho i contatti giusti ed il sogno non si Corona…
    Ciao
    Alieno

  30. La differenza tra “beni” e “diritti” è geniale. Bisogna affrettarsi ad avvertire il comitato dei Nobel…
    La salute è un bene, un diritto, o entrambi? La sicurezza? L’istruzione?
    Tutti i diritti sono “beni”, in quanto tutti hanno un “costo”. E non vengono giu’ dal cielo. Se le mie risorse sono date, le devo dividere tra tanti “beni”, e verosimilmente non ce la farò a comperarli tutti in misura sufficiente: è il classico problema della scelta, che vale tanto per il singolo consumatore quanto per lo Stato.
    Dire che qualcosa è un “diritto” non cambia la sostanza, ahimé.
    KK

  31. @alieno
    figurati, era doveroso.D’altra parte io avevo chiesto solo per capire sde ti occupavi da solo dei mici!
    in bocca al lupo per tutto
    @kk
    per carità, non pretendo il nobel, non intendo dire niente di geniale.
    Diciamo che la distinzione tra diritto e bene acquistabile , un tempo, era il discrimine tra destra e sinistra.

    Mi rendo conto che sotto questo aspetto il pensiero unico omologhi ad un unica, indiscutibile, “naturale”, ricetta.
    Insomma..anche la sanità, in fondo: se la permetta chi può. Giusto, KK?
    certo..le risorse sono date.

    Ovviamente, chi paga per primo è chi sta più in basso nella società.
    Anche questo, un tempo, era un discrimine.
    Uno poi sceglie le priorità.
    Questo governo ha scelto le sue, evidentemente.

  32. Tra l’altro, come fa notare anche Titollo, se parlassimo di risorse in merito alla previdenza, non è che il taglio sia così giustificato, se volessimo metterla su questo piano.
    Inoltre, la mitica bibbia..il programma, non è che dicesse esattamente quello.

    Mi chiedo perchè si protestasse contro berlusconi, quando a tentare di tagliare era il suo governo:cavolo..le rirorse eran quelle che sono, accipicchia!

  33. Eh no, bellezza, stai barando. Dire che un diritto è un bene e implica (date le risorse) delle scelte su come allocare queste risorse non significa AFFATTO dire che questo bene vada attribuito solo a chi può pagarlo. Possiamo anche dire di dare il doppio delle pensioni attuali a tutti a partire da quarantadue anni di età. Solo che se lo facciamo, altre risorse dovranno essere distolte da impieghi alternativi (tipo alcuni stipendi pubblici, tipo l’istruzione, tipo la polizia, tipo le rappresentanze diplomatiche, tipo le infrastrutture, tipo gli acquedotti, le fognature, i servizi antincendio ecc. ecc.), magari non meno meritevoli.
    Non è dicendo che X è un “diritto” che hai automaticamente rimosso il problema reale: cioè che i diritti COSTANO. Solo che questo evidentemente è difficile da accettare per chi da trent’anni demonizza ogni discorso riformista serio come un mero svendersi al neolibbbberismo.
    Un esempio piccolo piccolo: I tuoi amici di RifCom hanno scritto una (demenziale) proposta di legge sull’acqua – ne ho parlato a lungo nel mio blog – che si segnala per l’abbondanza di enunciazioni retoriche che non servono a un cavolo (“l’acqua è un bene comune inalienabile, un diritto universale” ecc.) e si guarda bene dall’affrontare i problemi reali (quelli che fanno sì che l’acqua sia un bene scarso, e sempre più scarso btw).
    Il tuo approccio non porta da nessuna parte, tutto qua. O meglio: forse porta in parlamento, o in consiglio regionale, o in assemblea comunale. Ma non serve a nessuno, salvo a chi lo enuncia.
    Quanto all’ultima boutade (“se parlassimo di risorse in merito alla previdenza, non è che il taglio sia così giustificato, se volessimo metterla su questo piano”), be’, dai, allora METTIAMOLA su questo piano, forza. Tiriamo fuori le cifre e ragioniamo di quelle, invece che di aria fritta (i “dirittti” che non sono benei è appunto aria fritta). Solo che quando si parla di cifre in genere la “sinistra radicale” si affretta a parlar d’altro.
    KK

  34. A proposito di dati e concretezza.
    Qua sotto Titollo ha scritto:
    “Invece da noi hanno pensato bene di tagliare il cuneo fiscale (solo per le grandi imprese)”.
    Ebbene, questa è puramente e semplicemente una minchiata: il cuneo fiscale NON è stato “tagliato solo per le grandi imprese”, anzi, è proprio perché NON è stato tagliato per (parecchie) grandi imprese (perlopiù monopoliste) che la UE lo sta discutendo molto serratamente col Governo italiano (infatti, se non lo tagli per TUTTE le imprese, finisce per arrivare molto vicino a un aiuto di Stato, che è illegittimo: vedi al link
    http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/economia/conti-pubblici-37/ue-cuneo-fiscale/ue-cuneo-fiscale.html).
    Si può “ragionare” su una cosa qualsiasi partendo dalla totale incomprensione dei dati? O addirittura senza nemmeno preoccuparsi di raccoglierli, questi dati? Persino l’amico pensatoio, l’altro giorno, in un post sulla legge Biagi, ha scritto che è una legge “cattiva”, perché avrebbe aumentato la precarietà; quando gli ho chiesto i dati, ha risposto prima “ah! è una domanda da un milione di dollari”, e poi mi ha linkato due articoli da cui risultava che la legge Biagi non ha avuto ALCUN effetto negativo sull’occupazione.
    Ma a noi checcefrega dei dati, no? Tanto la filastrocca (più diritti per tutti) va sempre bene.
    KK

  35. Cazzo, dovrò farmi eleggere per beccare una pensione decente… cos’altro posso fare?

  36. @KK
    baro? ossia??

    Mah.Ah..capiamoci, stiamo sui contenuti ed evitiamo etichette ed epiteti, …perchè il vizio di attribuire amicizie e collocazioni “ad minchiam” è fastidioso.

    Non sono di rifondazione, non la voto, sono amici tuoi, eventualmente, non miei, e non mi definisco di “sinistra radicale”, per cui..utilizzala verso chi se ne fregia.

    Dunque:i bilanci dell’inps sono tutt’altro che negativi.

    Per altro, se separassimo l’assistenza dalla previdenza e non caricassimo l’INPS di spese di natura non previdenziale, la spesa è perfettamente in linea con gli altri paesi europei.

    Ti riassumo qui dati che puoi reperire facilmente:il fondo previdenziale dei lavoratori dipendenti è da anni in attivo, ciò che grava sui bilanci inps (tuttavia in attivo, negli ultimi anni) sono le spese assistenziali, il fondo dei coltivatori diretti (2 mld di euro l’anno di entrate contro 5 di spesa), quello degli artigiani e quello dei dirigenti di azienda (1mld di deficit annuo).

    Ancora..dalla I nota di variazione di bilancio 2006 insomma si evince che al netto delle prestazioni assistenziali e dei passivi che ti ho citato, la spesa previdenziale è in perfeto equilibrio (rapporto contributi/pensioni erogate).

    Il bilancio 2006 dell’inps vanta, mi pare, circa 800 mln di attivo.

    Più in generale…sempre in materia di bilanci, è evidente che è una questione di priorità: si può decider di spender di più per le armi, o per condonare Tripi, o magari per pagare 20 anni di interessi dei mutui delle società di calcio che si ricostruiscono lo stadio, o qualche spiccolo in più per le scuole confessionali, e di conseguenza meno per scuola, previdenza e sanità.

    Ci mancherebbe.

    (ma lo so..questa è sciocca demagogia, eh…).

    Seguendo questo paradigma, in astratto sanità e pensioni potrebbero anche esser abolite, se si rivelassero “strutturalmente” causa di un deficit.
    Ciò che contesto è questo: diritti come la pensione, o la sanità, non possono-a mio avviso-esser gestiti con il criterio del “profitto”.
    Ciò non significa mica elargire doni senza alcuna ..ragionevolezza, ma nemeno subordinare il “diritto” al bilancio.
    Non è detto che l’INPS debba esser in attivo per forza, voglio dire, se si stabilisce come ineludibile il diritto ad una pensione dignitosa.

    Altrimenti, è davvero il trionfo del modello sociale USA.

    Altrimenti, il diritto ad una vecchiaia serena non è più tale, perchè..letteralmente, anche per voi cd. “riformisti” (termine utilizzato davvero a sproposito, ma non torno su questo) la pensione uno la avrà se se la può….solo..”comprare”: perchè è evidente che chi ha la sfortuna di lavorare per 15 come cocopro o magari part time, non avrà certo lo stesso trattamento previdenziale di colui che magari ha ottenuto, fortuna sua, un posto da dipendente prima dei 40 anni.

    L’elemento che è in crisi è appunto quello del welfare inteso come diritto universale, ossia la priorità: sanità o previdenza debbono esser garantite a livelli dignitosi o no?

    Se si, si reperiranno le risorse di conseguenza laddove stanno.
    Se strutturalmente non fosse possibille aver i bilanci previdenziali in attivo (che per altro non èvero) che facciamo, aboliamo le pensioni?

    Basterebbe esser..banalmente socialdemocratici, per convenire su questo.

    Invece….questo nuovo riformismo di “sinistra” sceglie il povero e tartassato Bombassei:qui sta l’evidenza del un corto circuito della dialettica destra/sinistra, della fine della mediazione “socialdemocratica” del conflitto sociale.

    Poi..non ho scritto io il programma dell’Unione, che tesse lodi sperticate alla riforma DINI, sostenendo che è -sul medio periodo – tra le più sostenibili d’europa, e che quindi -al limite- se debbono esser fatti degli interventi sulla previdenza sarà , semmai, per rivalutare gli assegni, e non il contrario.

    La gente ha votato la tua coalizione perchè i tuoi di amici raccontavano e scrivevano queste robe qua, non certo perchè gli si è detto “ehi, trentenni…se governeremo, rivedremo al ribasso le vostre pensioni”.

    Se si è così seri e ireprensibili, per chiarezza, lo si poteva ben dire…..invece che sostenere e scriver l’esatto contrario per prender voti.

    La cosa tragica e comica è che ciò che talvolta la “sinistra”rivendica rispetto alla “destra” è di esser più liberista di quest’ultima.

  37. Barare, ossia: lasciar intendere che se io ti dico che i diritti costano, in realtà sto dicendo che bisogna tagliare i diritti ai poveri. In realtà stavo dicendo un’altra cosa (che peraltro hai capito benissimo): che ribattezzare “diritto” un certo bene (e la sanità, la previdenza, la scuola sono appunto beni) non toglie il fatto che i diritti costano, e attribuire più diritti X implica, a risorse date, attribuire meno diritti Y. Tutto qua.
    Perciò, quando aggiungi: “diritti come la pensione, o la sanità, non possono-a mio avviso-esser gestiti con il criterio del “profitto”.
    Ciò non significa mica elargire doni senza alcuna ..ragionevolezza, ma nemeno subordinare il “diritto” al bilancio.
    Non è detto che l’INPS debba esser in attivo per forza, voglio dire, se si stabilisce come ineludibile il diritto ad una pensione dignitosa.” stai dicendo esattamente quel che dicevo io. Se l’INPS non sarà in attivo, o in pareggio, vorrà dire che dovrà drenare risorse da altri settori del bilancio pubblico-oppure, che bisognerà riscuotere più imposte. Tutto legittimo, ci mancherebbe: solo che bisogna dirlo e parlarne (perchè anche le alternative meritano di essere studiate; perché anche l’aumento della spesa pubblica o delle imposte ha certe conseguenze che è bene conoscere; e infine perché in democrazia si discute e si decide su tutto, anche sulle pensioni, e il risultato di queste discussioni potrebbe essere sorprendente) senza illudersi che ribattezzare la pensione “diritto” la trasformi miracolosamente in qualcosa che si autofinanzia.
    Se non sei di RifCom o della sinistra “radicale”, me ne rallegro.
    Quanto all’INPS, il problema non è certo il suo essere in attivo o passivo oggi…
    KK

  38. parole sante,moltitudini!
    Perchè a un certo punto non privatizziamo tutto?Facendo pagare tutti i servizi,togliendo la parola diritto,che scopro in barba alla grammatica e al pensare comune ,una cosa che si deve acquistare o rivedere in ottica economica.E se troppo pensiero economico ,tolto da un quadro sociale e politico,sia dannoso?Oh,non che io ci capisca molto di queste cose,così leggendo i vari interventi dei riformisti ..non mi hanno convinto per nulla.Così come non hanno convinto moltissimi elettori e non tutti rifondaroli.
    ps:rifondazione si fa inchiapettare senza problemi ,è allo sbando,piantiamola di demonizzare la sinistra radicale,semmai è il pastrocchio riformista a causare problemi

  39. Lascia perdere la parola “diritto”, viga, ché fa solo confondere le idee. Se io compro un’automobile o un chilo di carne, ho un diritto (ad ottenere un’automobile o la carne) e contemporaneamente un obbligo (di pagare il prezzo). Gran parte dei diritti- anche quelli costituzionalmente garantiti- ha un costo, perché i diritti hanno ad oggetto dei beni, che sono scarsi e hanno un costo (il medico che mi cura nel SSN deve essere pagato; la prestazione previdenziale deve essere erogata da qualcuno, e in precedenz qualcuno deve aver versato i contributi; l’insegnante che educa i tuoi figli nella sucola pubblica deve essere pagato). Il fatto che questo costo venga sostenuto dal singolo utente o dalla collettività è un’altra cosa (=è una scelta politica, non una constatazione conomica). In ogni caso, “rivedere” i diritti “in ottica economica”, come dici tu, è INEVITABILE.
    KK

  40. dove li prendi sti diessini???

  41. ecco..credo che paragquionare il diritto alla pensione all’acsto di una automobile…la dica tutta.

    Ed è esattamente il tipo di paragone che respingo.

    Dato che tocchi il tasto del futuro..ribadisco, il programma firmato dai tuoi partiti dice che il futuro della previdenza italiana è più che roseo, e che nulla va toccato, anzi….semmai le pensioni vanno aumentate.

    La so a memoria quel punto del programma.
    Perchè (domanda retorica) non dire in campagna elettorale”ragazzi:rivedremo al ribasso i coefficienti di calcolo”?

    Le cose che sostieni qui…i tuoi partiti le dicono adesso, un anno fa scrivevano -e chiedevano voti-sostenendo il contrario.

    Ed i bilanci dell’inps sono pubblici.
    sia chiaro..non è che sia io a ribattezzare “magicamente” le pensioni “diritto”, eh…..dove stia il barare, francamente non lo so.
    E non sostengo che si..autofinanzino, per favore…posso dire di esser un po’ meno sprovveduto (anche se a guardare il bilancio INPS, ad ora, parrebbe di si).

    Mi è sempre stato “insegnato” che lo fossero, un diritto…nessuno sta ribatezzando niente.

    Il welfare , ripeto, universalistico inteso come diritto è una creazione dei socialdemocratici…non degli estremisti come me.

    Si,certo, van trovate le risorse, perchè..i diritti costano.

    Oppure si fan pagare i soliti, rivedendogli i coefficienti, precarizzandolgi l’esistenza, arrivando quindi a stabilire che il mio livello di reddito tra 35 anni sarà roba da indigenza, tranquillizzando il buon Bombassei, che chiede…e ottiene.

    Son scelte, per carità.

    @uca
    credo che sia…nemmeno un diessino, o nemmeno più tale….ma genericamente un “democratico”.

  42. Ommamma. Respingi il paragone? E che minchia vorrebbe dire? E soprattutto: ecchissenefrega?Quando hai respinto il paragone, non per questo hai eliminato il problema (=che i diritti COSTANO)…
    Così come, se permetti, è un tantinello dilettantistico pretendere di valutare la sostenibilità del sistema previdenziale italiano limitandosi a dare un’occhiata al bilancio dell’INPS.
    Ma cmq tranquillo, se vuoi nascondere la testa nella sabbia, fai pure. Chissà, magari chiamando la sanità o la previdenza “diritti” (e lo sono, eh, sia chiaro: quello alla salute è pure costituzionalmente garantito*), magicamente i soldi si materializzeranno dall’aria. E chissà perché quello di avere un’automobile o un chilo di carne non sarebbe anch’esso un diritto?
    Mistero della fede…
    KK
    *Così come sono costituzionalmente garantiti un sacco di altri diritti che costano un botto di soldi.

  43. parli di pensione a me che in marche ho messo via: 5 anni come impiegata commessa part-time week end, un anno di servizio civile da riscattarsi e 6 mesi da cococo in gestione separata…. ahahahah io non ci spero proprio più nella pensione… mia mamma si è informata per il riscatto della laurea, ma ormai io credo purtroppo che siano solo soldi sprecati… che schifo di vecchiaia mi attende!!! Sono convinta che prima o poi ci obbligheranno sulle assicurazioni sanitarie. Tempo fa alcuni colleghi di mio marito si informarono, per curiosità, su forme simili di assicurazione e gliel’hanno negata come portuali perchè è un lavoro comunque troppo rischioso!!! Mah!!! Lieta per Marx… il mio maffone da quando iniziò a invecchiare ai suoi vetusti 18 anni (quando ci lasciò) ci fece rovinare dai veterinari… per fortuna sono bravi e ci facevano lo sconto famiglia. Sai che le spese vet. si possono scaricare sul 730? Comunque basta che questi eterni cuccioloni godano di buona salute e sono tra i denari più ben spesi!!! Concordi?

  44. Uh KK…perchè scaldarti??
    :O
    Che ti freghi o meno…beh, è ovviamente tuo diritto: umilmente, siccome sei qui a discutere, supponevo ti interessasse il mio parere .
    Sul “che minchia vorrebbe dire”, è presto detto: la mia è una scelta…culturale, se vuoi, di respingere quel paragone che mi pare del tutto improprio.

    Una cosa è parlare di un bene che si può esser liberi o meno di acquistare, altro di ..ma comprendo che tale parola ti dia fastidio..di un “diritto fondamentale”.
    Tra l’altro…il diritto a comprare il chilo di carne (beh, son vgtariano, ma facciamo lo stesso)lo è ecome.

    Ma discende dal diritto ad un reddito dignitoso. QUi si sta decidendo di colpire i già bassi redditi dei futuri pensionati (sopratutto under 40, chi lavora da pù tempo dalla riforma dei coefficienti viene toccato in piccola parte).

    Vedo che, in difficoltà…anche il fatto che i bilanci inps siano attivi, non ti basta. A cosa diavolo dovei guardare, altrimenti?
    E dire che si parla di un sistema contributivo, mica più retributivo.

    Ma come..mi piego alla logica monetarista, e, ragionando in quei termini, prendo atto che il bilancio del trattamento previdenziale dei lavoratori dipendenti (quelli a cui la pensione si vuole tagliare caricando su di loro il peso di tale scelta) è in attivo….e nemmeno questo basta?

    Ti ripeto-e vedo che continui ad eludere- la grandiosità dell’attuale sistema e, ancora di più, la sua sostenibilità sopratutto futura, in pieno regime contributivo, è cantata dal programma di Prodi, al fine di chieder voti assicurando che le pensioni non vanno toccate.

    Non è stato scritto da me.

    Riripeto, un po’ pedantemente: nel pogramma si dichiara l’esatto contrario di quanto annunciano Battafarano e Maroni, e che tu difendi adesso.
    I diritti costano, certo.

    Il problema è, appunto:chi li deve pagare?

    Non nascondo la testa sotto la sabbia, sta pur tranquillo , ho semmai una..visione diversa dalla tua, che è altro paio di maniche.

  45. Concordo meletta..concordo.
    Ed ovviamente, detraggo!

  46. E chi si riscalda? Ho solo detto che il fatto che tu rifiuti il paragone non è affatto un’obiezione, stop. Le ragioni le ho già abbondantemente spiegate e non mi ripeto.
    Sul fatto che la tua sia una scelta “culturale”, beh, mi permetterai di avere una diversa opinione; e quanto al fatto che ti saresti piegato ad una “logica monetarista”, ammesso e non concesso che questa frase abbia un significato qualsiasi (del che dubito), mi astengo dal commentare… :-))
    Quanto all’INPS: fingi di non renderti conto che la sostenibilità del sistema previdenziale la devi valutare non dal bilancio attuale dell’Istituto ma dalle proiezioni (e quindi tenendo conto di fattori come la crescita o decrescita della popolazione, l’età media ecc.). Perché rifugiarti nell’idiozia? Anche il (da te) tanto citato programma dell’Unione, mica si limitava a guardare solo il bilancio attuale dell’INPS, no (benché fosse anch’esso clamorosamente toppato, come mostrano le proiezioni della Ragioneria).
    In ultima analisi, peraltro, se ti fa sentir meglio, più fico o qualunque altra cosa dire che “i diritti non si toccano” e che chiunque parla di sostenibilità è un “nemico di classe”, o altre (perdona) bestialità del genere, sarò mica io ad impedirtelo. Le scempiaggini non hanno (quasi) mai ammazzato nessuno.
    Bye.
    KK

  47. anonimo in ha detto:

    Mi pare che emerga un pericoloso tragitto, dovuto alla convivenza più o meno felice della sinsitra radicale con il governo Prodi con i suoi accoliti (gente molto più interessata al mondo finanziario che alle problematiche sociali) e aggravata dall’imminente arrivo del partito democratico che fagociterà definitivamente e completamente i Ds: la sparizione, la cancellazione di ogni forma di socialismo. Credo che in questo modo, il concetto di uno Stato a cui i cittadini sono asserviti e non di uno Stato che serve ai cittadini si rafforzerà ulteriormente, ampliando notevolmente la disaffezione per lo Stato stesso, visto sempre più come nemico, ostile e presente più nel chiedere che nel dare.
    Così se già da tempo la rappresentazione politica di destra di una forma di socialismo è sparita nel percorso di An che ha messo le distanze dall’msi e a sinistra prevale l’idea riformista che ha come primario obiettivo la logica del profitto del Pil ecc, suggerendo l’immagine del Paese come quella di un’azienda (che quindi ha il suo fine nel raggiungere l’utile ad ogni costo anche sociale) che deve competere managerialmente con gli altri Paesi mondiali o europei (ed in effetti Prodi parla più come un manager o leader di un gruppo finanziario che come premier politico), arrivando a metter mano a tagli di spesa sociale importanti e con pochi scrupoli in onore dell’utile toccando pensioni (e domani la sanità?) dimenticando che quei temi erano l’unica forma garante e capace di ammortizzare la sperequazione e la non equa distribuzione del reddito (si amplia la sacca dei poveri e si riduce quella dei fortunati mi pare) garantendogli l’accesso a mezzi e dignità altrimenti irraggiungibili… beh, mi chiedo: chi rappresenterà più il socialismo, inteso come Stato che interviene per proteggere e garantire quelli che non hanno mezzi o possibilità di accedere al minimo che consenta il dignitoso vivere?
    Perchè a questo punto, chiunque ritiene che il socialismo non possa essere cancellato perchè il costo sociale è troppo alto (o perchè si trova in una delle condizioni in cui è l’unica forma di sopravvivenza) è rappresentato solo da una sinistra massimalista e che non si accorda con questo governo.
    E lo scrive uno che di sinistra non è mai stato. Si dimentica che chiedere dei sacrifici per raggiungere rapidamente l’obbiettivo di diventare un Paese virtuoso significa sempre un piccolo sacrificio nelle fasce di reddito alto (che alla peggio hanno anche la possibilità di trasferirsi altrove dove sacrifici e fiscalità è più bassa) e a grandi aziende che possono convertire l’attività imprenditoriale o industriale in una finanziaria o anche dislocare (con ulteriore danno sociale) mentre diventa un grande sacrificio, forse fatale per le classi più deboli. Andare a toccare le pensioni significa colpire chi non può permettersi rendite e pensioni alternative e private prima di tutto. Quando si taglia o si rimanda, bisognerebbe avere presente che il sacrificio non sarà quindi di tutti alla fin fine.
    Bisognerebbe anche tener conto che fa lavori faticosi o non gratificanti ha un danno notevole e che allungargli il periodo di lavoro significa spesso allungargli una vita dura e che consuma anche la salute psicofisica, non è certo come gratificante fare ogni lavoro come può esserlo quello della Rita Levi Montalcini che lavorerà volentieri fino al giorno precedente alla bara (ma vale per ogni altro politico).
    Per chi fa e ha fatto certi lavori allungargli l’arrivo alla pensione suona come una condanna molto dura.
    E allora va bene raggiungere obbiettivi economici virtuosi assecondando volontà europee, ma ci sono dei costi che sono o dovrebbero essere insopportabili e per il quale molti, nelle condizioni in cui vivono, ritengono non sufficienti per giustificare qualsiasi politica per raggiungerli quegli obbiettivi nazionali. Dimentichiamo anche che molte categorie di lavoro, che una volta prendevano circa 1milone e mezzo di lire al mese (ed era una fascia molto popolata) oggi non prendono 3000 Euro, ma gli oggetti di consumo eanche cose come la casa per dire, costano il doppio oggi rispetto ad allora. Quindi c’è una svalutazione di quelle entrate che di per sè è già un sacrificio grosso e che dovrebbe far vergognare di chiederne troppi altri soprattutto con lo scopo di diventare virtuoso Paese in 5 anni anzichè in 10 o 15 ma con un prezzo sociale accettabile (che dovrebbe essere parte dell’obbiettivo). Questo comporta una maggiore sperequazione che garantisce ulteriore accesso alle risorse delle fasce rimaste ricche che possono ulteriormente aumentare le ricchezze grazie anche al divario aumentato con le fasce economicamente inferiori, meno appetibili se non nella quantità per banche o assicurazioni per dire. E questo lo dico tenendo presenti conversazioni avute con funzionari di banche di banche come il Mps e Bancaintesa, che mi dicono aver visto la forbice tra povertà e ricchezza aumentare drasticamente soprattutto nell’ultimo anno, da paura.
    Chi la porta quindi la bandiera del socialismo adesso?
    Siamo tutti (cioè chi ha bisogno dello Stato che assiste) diventati carne da macello per raggiungere il virtuosismo economico?
    Perchè se è così allora acceleriamo ancora, seguiamo l’esempio della Cina, radiamo al suolo intere città e riscostruiamole più efficienti, abbandoniamo le categorie deboli al loro destino, che crepino però saremo competitivi!
    Ma siamo pazzi?
    Abbiamo un percorso politico alle spalle in cui il socialismo ha una valenza essenziale e buttiamo tutto nel cesso, cercando una discontinuità politica alla svelta per costruirci un volto nuovo, veloce ed efficiente, ma il prezzo da pagare richiede con urgenza alla politica di farsi domande e di chiedersi qualcosa sulla propria missione (politica) e sulle richieste e speranze dell’elettorato dal quale ha legittimità. E mi sembra che questo accade molto poco.
    Il discorso delle risorse limitate, del tirare la coperta da una parte che significa scoprirla dall’altro è legittimo, ma non si può guardare la politica astrattamente e soprattutto dall’alto, dal vertice dimenticando che si può anzi si deve anche guardare dal basso e facendolo certe priorità cambiano di posto.
    Alieno

  48. @kk
    mamma mia….che tono..rabbioso!
    Sorvolo sugli epiteti.
    Prendo anche atto che su aspetti di scelte finanziarie assai concrete glissi.
    Ragionare sulla separazione tra assistenza e previdenza, come avviene ovunque, non sono idiozie, a mio avviso.
    Prender atto che è curioso che mentre sia negativo il….”saldo” tra contributi dei dirigenti d’azienda e prestazioni erogate, e parliamo di assegni superiori ai 5000 euro al mese, si debba far pagare un prezzo a chi avrà pensioni da 500..600 euro al mese.
    Boh..ma sono scempiaggini.

    Guarda..non sono come altri che accettano solo i commenti favorevoli.
    Gradirei..un tono più…educato, magari. Visto che il democratico sei tu.

    Hai tutto il diritto di fare…scelte culturali diverse, ci mancherebbe: infatti io invece che dirti che dici scempiaggini o idiozie, tento-nella estrema modestia dei miei mezzi-di risponderti sul merito.

    Torno a dire, inoltre: appunto..il programma dell’Unione affermava l’intangibilità degli assegni pensionistici al ribasso proprio sostenendo che in proiezione la riforma Dini rende l’attuale sistema uno tra i migliori d’europa.

    E concludeva, sempre al fine di ottenere il voto, che gli unici interventi da fare sarebbero stati i sguenti:
    abolire lo scalone
    incentivare un’uscita dal lavoro più avanzata
    rivedere al rialzo gli assegni.

    Stralcio dal programma alcuni..passaggi. Poi io lo so bene che certe cose si dicon per prender voti, non per farle. Un po’ come il promesso aumento della tassazione sulla rendita, rimasto lettera morta.
    Allora..i tuoi partiti han chiesto il voto affermando che:

    “Dalla proiezione fino al 2050, utilizzata come riferimento per gli ultimi provvedimenti adottati e nelle procedure di confronto con gli altri paesi europei, si vede che l’incidenza della spesa pensionistica (inciso..si parla della spesa che in realtà aggrega previdenza e assistenza, cosa che non avviene altrove) italiana sul PIL, inizialmente una delle più elevate in Europa, risulta tra le più stabili nel tempo”

    “poi..il bello è qua:
    Come indicano dunque le proiezioni, il sistema previdenziale italiano, con il passaggio al regime contributivo, offre nel lungo periodo garanzie di sostenibilità finanziaria più solide rispetto ai sistemi pensionistici di quasi tutti gli altri paesi europei.”

    attenzione..poi il programma però dice…che in effetti c’è un unico problema. Il seguente:

    “Tuttavia, dalle stesse proiezioni emerge un problema serio, che riguarda l’ammontare futuro dei trattamenti pensionistici rispetto ai redditi da lavoro.
    Da ciò discende la necessità di intervenire a favore delle parti più fragili del sistema, che sono individuabili soprattutto nelle lavoratrici e nei lavoratori con carriere discontinue e
    meno retribuite”.

    Invece……sembrerebbe, acoltando Battafarano..che abbiano cambiato idea.

    Succede, eh.

    Poi, sempre il programma dell’unione, non della “sinistra radicale” o dei..carc, critica il governo di berlusconi:

    “Il governo di centrodestra, pur basandosi su documenti che delineano il quadro appena esposto, si è mosso solo in direzione della “sostenibilità finanziaria” del sistema pensionistico, con misure inique che peggiorano la ”adattabilità” del sistema stesso, e ha tralasciato ogni azione diretta a rendere in prospettiva più adeguati i trattamenti.”

    Mi fermo qua, vah.
    E’ paradossale che…..si

  49. Dicevo..KK…è paradossale che sia più vicino io a questo programma, che non ho votato, di quanto sembreresti te, che magari solo un anno fa questo programma , questo..punto fermo e “barra” di riferimento dell’Unione, lodavi e diffondevi.
    non credi?

    @alieno
    ora leggo il tuo commento..ed..entro qualche mese ti rispondo.
    cazzo…sei più grafomane di me!!!!

  50. @alieno
    letto.
    Beh..che dirti: autori che segnalano la fine del “compromesso socialdemocratico” conosciuto durante il post fordismo ne parlano da 3 lustri.
    Rispetto ai temi che tocchi, ti consiglio “le due destre”,di Marco revelli.

  51. Ascolta.
    “Idiozia” significa, secondo me, dire che, SICCOME l’INPS è in pareggio oggi, lo sarà anche tra quindici anni. E’ coem dire che, siccome sei ricco oggi, lo sarai anche domani, o siccome sei sano oggi, lo sarai anche domani; eccetera. Persino il programma dell’Unione di cui tanto parli, non diceva mica che l’INPS sarà in pareggio fra 15 anni perché lo è oggi: leggi le pagine del programma che vedo sei in grado di citare e vedrai che sosteneva appunto che sarebbe stato (più o meno) in pareggio anche nel 2050 o giù di lì in base a una proiezione, mica al fatto che OGGI è in pareggio.
    Poi se non ti piace il termine “idiozia”
    o “scempiaggine”, chiedo scusa. Possiamo forse usare il termine “baggianata” o “fanfaluca”, o quello che ti pare, l’importante è che ci capiamo.
    Quanto al programma dell’Unione: non l’ho scritto io, non l’ho propagandato io, non ho fatto campagna elettorale io, e quindi non capisco perché dovrei sentirmene responsabile: magari poi me lo spieghi, fra un puntino di sospensione e l’altro. Sul punto specifico, il programma era, puramente e semplicemente, toppato: come molti dicevano già allora e come oggi riconoscono un po’ tutti. Salvo appunto quelli che mettono la testa sotto la sabbia.
    Infine del fatto che tu abbia o meno votato questo governo, per quello passato, ti sia astenuto o abiti su Marte, non me ne può fregare di meno.
    Bye
    KK

  52. @KK
    Io mica ho detto che siccome oggi è in pareggio o in attivo lo sarà anche domani.
    Lo so bene anche io, che la questione è più articolata.

    Io ho solo detto che: intanto ora il bilancio non è così pessimo di come si crede, e che semmai i punti dolenti del bilancio inps sono alcuni piuttosto che altri.

    Ho anche scritto, mi pare, che separando assistenza da previdenza, la spesa pensionistica in Italia sarebbe in linea ed anche inferiore a quella di altri paesi.

    Ho anche detto che in effetti a settembre Prodi e PDS parlavan -come nel programma-di portare la tassazione dele rendite al 20% (la media europea è in realtà di poco superiore) , e che non si è fatto.

    Poi ho affermato che -come in effetti ha detto- è l’Unione che mi ha detto che le proiezioni parlano di un sistema che sarà tra i migliori, senza necessitare di interventi.

    e ancora: se , già ora il rapporto tra entrare e uscite delle pensioni milionarie dei dirigenti di azienda causa un buco all’inps, perchè io, salariato da 990 euro al mese, o chi sta ancor peggio di me, devo pagare il peso di quel buco, e non i pensionati da 6o 7 mila euro al mese?

    AH….quindi il programma ora si scopre che è stato toppato.

    E come mai, in questi passaggi riportati, è toppato?

    Così colmo le mie lacune.(se non ti frega quel che dico…e me lo fai continuamente notare..perchè scrivi qui, che invece, ti assicuro, per me è cosa assai gradita?
    🙂

    Il programma te lo “rinfaccio” perchè -forse a torto-collocandoti in una certa aera politica (Unione e più precisamente ulivo) mi preme far notare come i “tuoi” politici di riferimento chiedan voti promettendo una cosa..e facendo il contrario.

    Per chi crede nella..”democrazia liberale”, una coalizione che promette cose precise e fa determinate analisi, e poi non solo non fa ciò che promette, ma esattamente il contrario, beh, rappresenta un bel problema:quale legittimità avrà, al prossimo giro, chicchessia, per chiedermi il voto promettendo questo e quello?

    Certo che se su un punto così di rilievo e dirimente, l’unione ha scritto cose toppate, siamo messi bene.

  53. Per il resto, KK, ma ammetto che sia una secondaria questione di “stile”, mi colpisce questo tuo..tono livoroso, aggressivo .

    Invece che dire quel che frega o non ti frega di ciò che dico (sei qui e parto dal presupposto che ti interessi controntarti con me)
    stai sul “punto”, sopratutto se io ho solo da imparare..fossi in te starei più rilassato.
    🙂

  54. Guarda che io non voglio “insegnare” proprio niente a nessuno. Se poi sono scortese, me ne scuso. Cmq faccio notare che io non mi offendo quando mi si dice che una cosa che ho scritto è un’idiozia (mi offenderei, semmai, se mi si dicesse che ad essere idiota sono proprio io :)). Ma in ogni caso, OK, sorry e farò il bravo in futuro.
    Infine, non è che non mi frega di quel che scrivi (tutt’altro, altrimenti-come del resto hai giustamente detto tu- non starei qui): ho detto che non mi frega sapere per chi voti o hai votato.
    Sull’INPS, non penso proprio che NESSUNO abbia mai detto che l’INPS non sarebbe in equilibrio oggi. Il punto è se sarà in equilibrio domani. Insomma non ho proprio capito perché tu abbia tirato fuori l’ultimo bilancio, non stavamo proprio parlando di quello. Così come non ho capito che c’entrano le rendite…
    KK

  55. ahahhahahah… sti sinistri oltre ad essere sempre più simili a dei replicanti di quart’ordine si stanno trasformando tutti in fini economisti.

    Bene… I Diritti hanno un costo.
    Ora il Signor Fassino ci spieghi in base a quale criterio economico hanno dato Autostrade spa in concessione alla famiglia Benetton, permettendo loro di ricavare i proventi dei pedaggi e degli autogrill, mentre i costi di manutenzione restano di responsabilità dell’Anas (cioè nostra)…

    Ci spieghi poi come mai il suo governo si è opposto alla fusione con Abertis, quando ciò non può essere fatto a causa degli accordi di libero commercio della Comunità Europea, incorrendo molto probabilmente in una sanzione da pagare agli stessi Benetton… Tutto questo presupponendo che essendo stato il Loro Presidente del Consiglio, per lungo tempo, Presidente europeo, tali accordi doveva ben conoscerli…

    E questo nell’ambito dei diritti- doveri che stranamente per certe categorie sociali rappresentano un costo e per altre categorie sempre e solo un guadagno…

    Ma vaffanculo!

  56. Ho pochi minuti, KK (poi, temo domani, tornerò sul tuo ultimo commento, che ho appena letto, ma devo andare a lavorare) per risponder a una cosa che mi era sfuggita.

    Nemici di classe.

    Come ho detto, non è che ami quel genere di vocabolario, e nel post è anche provocatorio,il suo utilizzo.

    Dopodichè..nel quadro attuale, sbaglierò, ma non credo esista un “interesse generale”. E’ favoletta nella quale non credo.

    Gli interessi dei “bombassei”, confliggono con i miei.

    Gli interessi di Tripi (che ha anche infranto la legge) confliggevano con quelli dei precari.

    Damiano, ha scelto di tutelare gli interessi di Tripi.
    Rispetto alla “classe” 😉 degli sfruttati precari, ha scelto il “nemico” Tripi, che, a rigore di legge, doveva ai precari circa 70mln di euro.

    In generale, vieppiù in un mondo dalle risorse “finite”, e non illimitate, gli interessi degli uni significa la lesione degli interessi e l’erosione dei diritti degli altri.
    Ciascuno poi scelga quali tutelare di più.

    Per altro, per i medesimi motivi..oserei dire “matematico-fisici”, il “nostro” concetto di crescita (questo feticcio..come se fosse possibile una “crescita” illimitata) e di sviluppo confligge con gli interessi e la sopravvivenza di altre aree del mondo, così come con la tutela del pianeta stesso.

    Il nostro concetto di “crescita” è intrisecamente antidemocratico, ingiusto.

    Tu pensa vi fosse un tasso di sviluppo come quello europeo in metà africa, o se altri paesi crescessero ai ritmi della cina, pensa al consumo di risorse, alla quantità di emissioni, eccetera.

    Dirai, che c’entra?
    C’entra eccome, ma temo lo si capisca in pochi.

  57. anonimo in ha detto:

    Massì. rendiamoci conto che è per il nostro bene tener conto che se oggi è attivo o pareggio non significa che domani lo sia.
    Così, invece di adottare banalissimi coefficienti comunali alzati per compensare deficit di bilancio (il modello-velina del Pd W.Veltroni ha applicato naturalmente il massimo per Ici e Irap per destreggiarsi tra conti in rosso e feste in (notte) bianca) perchè non ridurre o sopprimere direttamente l’edilizia popolare, che rappresenta un costo, un passivo, incapace di produrre profitto e che d’altra parte se non si taglia lì si deve tagliare altrove perchè le risorse sono limitate ecc ecc e invece al suo posto fare dell’edilizia speculativa, vendendo con maggior profitto gli immobili o addirittura gestendoli per l’affitto turistico per aumentare le entrate di bilancio?
    D’altra parte se oggi quei coefficienti massimi applicati a malapena arriveranno a produrre un miglioramento di bilancio non significa che ci riusciranno anche domani…
    D’altra parte la “sostenibilità” delle risorse comunali è quella che è..
    Ci rendiamo conto che ci sono dei costi sociali in un Paese che non è propriamente un’azienda? Perchè se la filosofia è quella di far parte dell’azienda Italia, allora voglio lo stipendio come in ogni azienda che si rispetti per farne parte.
    E fino a ieri mi sembrava indiscutibile che in fondo, quella retribuzione di far parte dell’azienda Italia fosse proprio quella di avere in cambio dei servizi sociali ecc. a cui oggi si mette mano facilmente.
    Mah!
    Alieno

  58. “Il nostro concetto di “crescita” è intrisecamente antidemocratico, ingiusto.

    Tu pensa vi fosse un tasso di sviluppo come quello europeo in metà africa, o se altri paesi crescessero ai ritmi della cina, pensa al consumo di risorse, alla quantità di emissioni, eccetera.”

    Guarda, io penso esattamente il CONTRARIO. E’ ingiusta la crescita che vogliamo riservarci per noi, ignorando che i famosi paesi “sottosviluppati” vogliono appunto la crescita: più cibo, più case, più acqua e aria pulita, più abiti, più medici e medicine, più abiti caldi, più strade elettricità linee telefoniche, più scuole più libri più musica, e last but not least più libertà.
    La tesi che “crescita” voglia dire più inquinamento è infondata: sono prioprio le imprese più avanzate tecnologicamente quelle che inquinano meno, e le emissioni si possono tranquillamente ridurre in maniera drastica, basta volerlo (ed è una decisione politica, non economica, e sia l’UE sia gli USA ormai sono vicinissimi a farlo).
    KK

  59. Dovresti bannarlo solo per quello che ha scritto tra parentesi

  60. anonimo in ha detto:

    KK: quando scrivi “…le emissioni si possono tranquillamente ridurre in maniera drastica, basta volerlo (ed è una decisione politica, non economica,..” cosa intendi? Che è per semplice crudeltà verso il mondo che si inquina ed abbiamo inquinato fino ad adesso? Insomma, non è un problema economico, è che per esempio Usa e Eu finora erano stronzi e fanno fatica a non esserlo tutto d’un colpo?
    A me pare che esageri un tantino con questo tuo modo di vedere politica ed economia così scisse e separate, quasi compartimenti stagni non comunicanti…
    Il che spiega il “non” calcolo di costi sociali, visti come semplice passivo ed anche l’azzardo di dire che non inquinare non comporta un costo. Forse intendevi che, poi, nel tempo, quel costo sarà compensato o addirittura a lungo termine produrrà vantaggi ma a me risulta che la conversione “ecologica” è sempre un costo iniziale, talmente alto che è difficile l’accesso a tali conversioni alla Beppe Grillo anche per uso domestico a chi non gode di un reddito medio-alto, figuriamoci per tutto il resto.
    Persino la benzina senza piombo costa di più.
    Però c’è uno spunto buono che mi fa venire in mente un fatto recente:
    in germania un allevatore, tramite incroci e manipolazioni genetiche, è riuscito ad ottenere un coniglio enorme, di circa un metro, un gigante. La Corea del Nord, alla fame per la sua politica disgraziata comunista-isolazionista e protesa solo verso l’armamento e l’arricchimento di qualche oligarca a spese del popolo ha intenzione di ordinarne un’infinità.
    Ambientalisti e ecologisti storcono il naso naturalmente, ma è una risorsa che dovrebbe aiutare a combattere la fame dilagante nel Paese.
    E la fame è fame cazzo, mica teoremi da salotto.
    In questo senso, forse, si tratta proprio di mere scelte politiche.
    Giuste oltretutto.
    Alieno

  61. “Problema politico e non economico” significa semplicemente questo: che la produzione, la crescita e la produttività NON significano necessariamente inquinamento, distruzione dell’ambiente ecc. La teoria economica è perfettamente attrezzata per risolvere questi problemi, che sono ben noti da quasi un secolo (cioè da quando Pigou per primo introdusse il concetto di “esternalità”: e l’inquinamento è appunto un’esternalità, precisamente negativa). L’inquinamento è una imperfezione del mercato, una c.d. market failures, e per risolverla non c’è affatto bisogno di abolire il mercato e bandire le kattive multinazzzionali: basta introdurre delle regole (limiti alle emissioni, tasse e incentivi “ecologici”, tradable permits, ecc.). Ma per introdurre queste regole, che eliminano o riducono grandemente il problema dell’inquinamento, l’economia ovviamente non basta: servono i governi e i parlamenti.
    E’ più chiaro ora?
    KK

  62. Mi erano sfuggite queste affermazioni: “Il che spiega il “non” calcolo di costi sociali, visti come semplice passivo ed anche l’azzardo di dire che non inquinare non comporta un costo”.
    Cominciamo con l’inquinamento. Non ho MAI detto che non inquinare non comporta un costo; al contrario. Il fatto è che inquinare è una inefficienza, proprio perché inquinare equivale per l’impresa a risparmiare un costo privato (il costo di prevenire l’inquinamento) scaricandolo sulla collettività. E’ una inefficienza perché il costo di produzione dell’impresa è in parte scaricato su estranei. Si tratta di una esternalità (negativa). In assenza di regole che impongano all’impresa di prevenire l’inquinamento (“internalizzando” l’esternalità, o se vuoi riprivatizzando il costo dlel’inquinamento) l’impresa continuerà ad inquinare. Ma nel momento in cui vengono introdotte delle regole (e ce ne sono migliaia ormai in tutti i paesi industrializzati) vedrai immancabilmente accadere due fenomeni: (i) che l’inquinamento diminuisce in maniera drastica e (ii) che le imprese inefficienti (=quelle che non sono in grado di restare sul mercato sopportando i costi del disinquinamento) vengono piano piano rese obsolete e chiudono.

    Quanto alla questione dei costi sociali, non sono sicuro di capire bene cosa vuoi dire perciò vado un po’ a tentoni. Immagino tu pensi che io abbia detto che l’unica cosa che conta è coprire i costi, no matter quanta gente poi finisce a morir di fame. Tutt’altro: ho solo detto che una sinistra seria deve SAPERE quali conseguenze economiche abbia una certa politica (ad es., aumentare le tasse o aumentare le spese), dopodiché, se la maggioranza è d’accordo, si proceda pure. Mi sono limitato a dire questo.
    KK

  63. ti manca un passaggio… i governi vengono fatti dalle grandi imprese…da sempre.

  64. Come no.
    E gli asini volano.

    KK

  65. vabbè… ma qui mancano proprio le basi…
    meglio interessarsi a qualche interlocutore meno “scolastico”

  66. Cioè, adesso si alza la prima mezzacalza di turno che dice – come fosse una cosa chiara come il sole – che “da sempre il governo lo fanno le grandi imprese”, e io non posso dire che gli asini volano?
    KK

  67. Beh..KK..che le grandi imprese questo governo, poi capisco possa esser ritenuto un merito, lo abbiano sponsorizzato, tramite corsera e sole24ore…è innegabile.
    Solo come dettaglio di cronaca.

    Sul discorso costi e bilanci non torno più: prendo atto che la tua coalizione mi ha chiesto il voto dicendomi, su una cosa importante, una serie di cazzate e che ora taglierà le pensioni, al contrario di quanto anunciato.

    Poi..una serie di cose le ho dette 10 volte hai finto di non vederle, pazienza.

    Se devo restare dentro il tuo paradigma, inoltre: non ho parlato di aumentare la spesa, comunque.

    Mi “fingo” socialdemcoratico e dico solo che si può spender in un modo…piuttosto che in un altro.

    Cosa sia di sinistra e cosa non lo sia….fatico oramai a capirlo, dico la verità.

    Sulla crescita, beh: prendo atto che tu riteni applicabile al pianeta intero il nostro modello di sviluppo, e che , a tuo avviso, è teoricamente possibile che tutto il globo possa auspicare e sostenere ciò che noi chiamiamo “crescita”, questo modello di sviluppo, stile di vita, eccetera.

    Un pianeta dalle risorse illimitate, capace di sostenere il tutto senza fallo, di sopportare 6 mld di persone che conumano quanto me e te, e garantire così il nostro crasso stile di vita a tutti.

    E’ ciò che riteni auspicabile.

  68. anonimo in ha detto:

    Quindi, secondo te i grandi interessi delle multinazionali non fanno politica e i politici non fanno interessi delle grandi aziende?
    Quindi tutte balle quelle delle leggi che insabbiano processi e eventuali risarcimenti da grandi aziende farmaceutiche, perfino del tabacco ma anche leggi particolari per svendere quote di aziende pubbliche da privatizzare ecc…
    tutte cazzate quelle sulle multinazionali del petrolio, del metano (Putin insegna..).
    Mah, secondo me questa separazione netta tra economia e finanza e politica non c’è, non c’è mai stata e non ci sarà. E di conseguenza le influenze del mondo economico e finanziario sulla politica resteranno aldilà dei buoni propositi o dei sogni. Io poi sono convinto che in parte è vero quello che dici. Ma solo in parte. Le grandi aziende diventeranno sensibili ai temi, per esempio, ambientali ed ecologici quando hanno già sfruttato molto il sistema da loro imposto e diventa interessante e utile, quando c’è un tornaconto maggiore insomma.
    Così il petrolio o un medicinale, anche quando sono superati e chiaramente controproducenti, saranno sfruttati finchè conviene economicamente e dopo si passerà ad altro (che so, idrogeno o altro farmaco redditizio) e solo DOPO la politica andrà dietro all’esigenza degli interessi economici finanziari, ovviamente sbandierando motivazioni etiche condivisibili per giustificarne il cambiamento (che economicamente no, ma politicamente però poteva avvenire ben prima).
    Alieno

  69. “secondo te i grandi interessi delle multinazionali non fanno politica e i politici non fanno interessi delle grandi aziende?”

    Quali sarebbero le “multinazionali” che “fanno politica”? In Italia, mi sembrano decisamente più influenti imprese italiane storicamente destinatarie di aiuti di Stato, dalla FIAT alle ex-monopoliste.
    Inoltre, non cambiare le carte in tavola. La mezzacalza sotto ha detto non che le multinazzzzionali “fanno politica” (il che è vero, solo che non c’è niente di male, in democrazia, così come non c’è niente di male che facciano politica i sindacati, i commercianti o i contadini), ma che “fanno i governi”, per di più da sempre (chissà dove): il che viceversa è una solenne cazzata.
    KK

  70. Aspetta, che qui c’è da scavare.
    “Quindi tutte balle quelle delle leggi che insabbiano processi e eventuali risarcimenti da grandi aziende farmaceutiche, perfino del tabacco ma anche leggi particolari per svendere quote di aziende pubbliche da privatizzare ecc…
    tutte cazzate quelle sulle multinazionali del petrolio, del metano (Putin insegna..). ”
    Quali sarebbero le leggi che insabbiano i processi alle grandi società farmaceutiche e del tabacco? In USA, per quanto ne so io, i risarcimenti miliardari ai consumatori (e mica solo per farmaci e tabacco) sono all’ordine del giorno, altro che “leggi” per insabbiare i processi.
    La svendita di quote di imprese pubbliche da privatizzare – visto che poi citi la Russia, che è (stato) un caso abbastanza da manuale – è esattamente prova del CONTRARIO: sono i politici che si comperano le quote delle aziende pubbliche a quattro soldi. Leggi il libro di Stiglitz (Globalization and its discontent) e vedrai.

    Infine, adesso sinceramente: le grandi (e piccole) imprese falliscono e chiudono a migliaia ogni mese in tutto il mondo. Non riescono nemmeno a controllare i propri manager (vedi il caso Enron, l’Arthur Andersen, ecc.), sicché alla fine falliscono. Ti pare che gente simile (che al di fuori del proprio ristrettisismo ambito di interessi non vede al di là del suo naso) sia in grado di controllare i governi, i parlamenti, i partiti, le autorità indipendenti, la stampa, i giudici e i consumatori?
    Siamo seri…
    KK

  71. Blogmaster, molto sinteticamente:
    1) non ho detto che non abbiano influenza, ho detto che non governano. Quanto alla sponsorizzazione della Confindustria, beh, allora che dire dei sindacati? Non l’hanno forse “sponsorizzato” anche loro sto governo?
    2) Prendo atto che è il “mio” governo e che sono tenuto a difenderlo. Boh… Quanto al programma: era toppato, su quel punto. Adesso cosa dovrebbe fare della gente sensata, accorgendosi che aveva fatto dei programmi su dei dati SBAGLIATI? Tirare avanti come se niente fosse?
    3) Tu scrivi: “prendo atto che tu riteni applicabile al pianeta intero il nostro modello di sviluppo, e che , a tuo avviso, è teoricamente possibile che tutto il globo possa auspicare e sostenere ciò che noi chiamiamo “crescita”, questo modello di sviluppo, stile di vita, eccetera.

    Un pianeta dalle risorse illimitate, capace di sostenere il tutto senza fallo, di sopportare 6 mld di persone che conumano quanto me e te, e garantire così il nostro crasso stile di vita a tutti.”
    Il punto non è quello che auspico io, o tu, o quelli che leggono il tuo blog. Il punto è quello che vogliono LORO: quelli che, GRAZIE allo “sviluppo”, alla “crescita”, alla “globalizzazione”, stanno finalmente uscendo da una secolare miseria ed hanno- chissà perché? – una gran voglia di avere anche loro cibo a sufficienza, case decenti, igiene, sicurezza, medicine, abiti, acqua corrente, luce, telefono, strade, scuole, libri, accesso a lavori gratificanti, buoni salari ecc. ecc. Sai cosa vuol dire questo? Vuol dire PIU’ CONSUMI, non meno.
    E allora va benissimo inventare nuovi modi per produrre più beni a minori costi ambientali, o magari a nessun costo ambientale; ma sappi che QUESTO sarà il futuro, non perché lo vogliamo noi o le grandi e kattive multinazzzionali (molte delle quali sono così onnipotenti che sono già o saranno presto soppiantate da imprese brasiliane, indiane, cinesi ecc.), ma perché lo vogliono loro. E hanno ragione.
    KK

  72. anonimo in ha detto:

    Sei molto convinto di te, hai l’entusiasmo di un integralista nel tuo genere.
    Peccato che però si abbiano note stridenti come premier che al contempo hanno (e sono) aziende e che la prassi dei politici di essere soci occulti di aziende o società economiche e finanziare sia molto diffusa che inquinano un po’ la tua visione cristallina e salvifica.
    La cosa divertente però la dici quando, convinto di fare del sarcasmo dici con semplicità che ” le multinazzzzionali “fanno politica” (il che è vero, solo che non c’è niente di male, in democrazia, così come non c’è niente di male che facciano politica i sindacati, i commercianti o i contadini)”. Mi era sfuggita questa. Ma scusa tanto, dov’è il presupposto che spingerebbe le multinazionali a fare gli interessi del demos? E tra l’altro è un po’ difficile competere con la capacità di multinazionali che spesso di kratos ne hanno di più rispetto ai cittadini stessi. La multinazionale farà i propri interessi e cercherà il proprio profitto e non terrà conto, se non costretta o conveniente, del popolo, cui fino a prova contraria spetta sì la scelta elettorale e indirettamente la decisione politica, ma è anche il soggetto ultimo, il beneficiario primo di una democrazia mi pare. E spesso può contare solo su ricadute indirette e minori dei vantaggi che politicamente la multinazionale ha. E dove è possibile le multinazionali di questo disinteresse dei cittadini lo dimostrano, magari nei paesi in via di sviluppo o peggio.
    La pressione esercitata dalle multinazionali sui governi e sulla politica è stata ed è oggetto di critiche e polemiche ben più ampie di quelle che può fare la mezzacalza che scrive: tutti coglioni immagino.
    Talmente diffusa l’opinione che perfino il Papa ritiene necessario fare continui appelli affinchè gli interessi delle grandi aziende non collidano con quelli sociali.
    L’ultimo è del 9 Marzo, che ha un passaggio come questo:
    “Mi rivolgo ancora una volta ai responsabili dell’industria dei mezzi di comunicazione sociale affinché consiglino ai produttori di tutelare il bene comune, di sostenere la verità, di proteggere la dignità individuale umana e di promuovere il rispetto per le esigenze della famiglia.”
    E come mai la necessità continua di ripetere simili appelli? Mah, nella tua logica e visione dove multinazionali e sindacati sono semplice parti in rapporto di parità che hanno gli stessi strumenti di dialogo.. è quasi un mistero.

    Mi spiace il parallelo della multinazionale che fa politica come il sindacato del resto, dici..
    non è un discorso di legittimità naturalmente, ma di non perdere di vista di vista i fini: l’azienda, la multinazionale ha il fine di conseguire utili, il sindacato di tutelare e garantire diritti… sono due piani diversi anche se in conflitto tra loro e contrapposte. Anzi, sono contrapposte proprio per il fine sociale è assente nella grande azienda, se non strumentale al suo fine ultimo, l’utile, del quale si riversa si una parte fondamentale nella struttura del Paese sulla collettività, ma spesso minima ed insufficiente proprio per la capacità di comprarla la politica o di farne parte che a volte sbilancia sfavorevolmente l’azione possibile della collettività tramite sindacato.
    Ma metterli sullo stesso piano come semplice parti che dialogano alla pari mi fa rabbrividire anche per altri motivi: la grande azienda, alla fin fine ha la possibilità della dislocazione (anche fiscale, non solo strutturale), strumento ampiamente applicato certo nn riversando vantaggi sociali, ma solo di bilancio e convenienza propria. Il sindacato invece la dislocazione non l’ha come strumento di forza per raggiungere i propri obbiettivi mi pare e per esistere.
    Una cosa è l’influenza del dialogo, un’altra la capacità di esercitare pressioni enormi comprando la politica o facendo la politica direttamente che diventerà politica ad hoc quindi.
    Berlusca è solo la punta dell’iceberg, quella visibile che non si occulta, ma ce n’è molta di economia e finanza che entra da l’ingresso privilegiato per fare politica. Spesso in modo occulto appunto. Fatto che, si intuisce anche dai tuoi commenti, indebolisce molto la politica a favore della finanza ed economia, capaci di creare ideologie utili allo scopo che sostituiscono le precedenti.
    Sugli accordi tra politica e multinazionali che rendono complicato fare la distinzione tra mera influenza e politica diretta lascio che sia una veloce ricerca sul web a farlo, il materiale è tanto.
    Certi passaggi e l’arroganzza nei tuoi post urla vendetta e, parola mia, fanno venire voglia di diventare comunisti anche a chi non lo è mai stato.
    La funzione del sindacato è socio-politica, la funzione della grande azienda o multinazionale è di trarre il maggior profitto possibile e solo indirettamente c’è un ritorno di vantaggi da questo fine per il popolo e la democrazia, tant’è che l’attività della multinazionale non è legata indissolubilmente al territorio e ai cittadini che vi appartengono. E nemmeno alla democrazia, infatti è possibile e conveniente fare affari senza particolari scrupoli con chi la democrazia non sa nemmeno dove sta di casa. Possibilità che per sua stessa natura al sindacato è preclusa.
    Altri ambigui,entusiastici e deliranti passaggi come alcuni di quelli che hai scritto e giuro che mi devo legare le mani per non prendere la tessera più rossa che trovo.
    Come si fa..
    Alieno

  73. anonimo in ha detto:

    Se un domani avremo la disgrazia (o la fortuna forse dal tuo punto di vista) di veder scender in campo politico diretto, unto da Ferrari e Confindustria tal Cordero Montezemolo, avrò almeno la soddisfazione di vedere cosa diamine sei capace di teorizzare per ribadire il concetto distintivo genuino e cristallino tra politica e interessi finaziari-economici personali o di oligarchi.
    Eventualità che voci di corridoio non escludono in tempi brevi.
    Mah.
    Alieno

  74. Senti, sei libero di pensare e credere quello che ti pare. Se vuoi pensare che la FIAT e la Confindustria controllino il governo italiano, o la Microsoft o la Cocacola quello americano (e magari l’Unilever quello olandese, il Crédit Agricole quello francese, e così via), io più che dirti che stai credendo in una stronzata non è che posso fare. Se poi la tua tesi è che la FIAT non possa fare politica perché “persegue profitti” mentre il sindacato sì perché “persegue diritti”, anche qua, io più che dirti che è una cazzata in base alla Costituzione (perché il diritto di far politica in Italia, per fortuna, ce l’hanno tutti) e anche perché la distinzione fra “diritti” e “interessi” non si può fare su basi così rozze, non è che posso fare. Semplicemente, non sai di cosa stai parlando; e come vedi, alla fin fine ragioni proprio come potrebbe fare un prete (a parte la citazione dal Papa, che chissà perché dovrebbe essere decisiva, solo i preti e gli integralisti pensano che gli interessi privati dovrebbero essere “conformi all’interesse collettivo”).
    Quanto all’arroganza, lasciamo perdere . E quanto alla tessera, piglia pure quella che ti pare, sai che me ne frega. Come se poi ne avessi una io e fossi venuto qui a far proseliti. Mah…
    KK

  75. ancora non l’hai bannato lo scolastico?

  76. anonimo in ha detto:

    Ma perché ciài sta mania di dire agli altri quello che devono bannare, mezzacalza?
    KK

  77. ma almeno pagagli l’affitto?

    Non lo sai che soggiornare a casa d’altri per 24 ore al giorno, alla fine diventa un diritto da pagare?

  78. anonimo in ha detto:

    KK: avevo ben scritto che non è una questione di legittimità nel fare politica, era una raccomandazione a vigilare essendo i fini fondamentalmente diversi e spesso anche la capacità di fare pressione.
    La citazione del Papa non era certo fatta come intento di portare elemento decisivo, ma quello semmai di rafforzare il concetto che la pericolosità dell’enorme potere che si concentra nelle multinazionali sul quale è bene vigilare attentamente non è solo opinione di una parte vetero-comunista anticapitalista per tradizione.
    Non è che volessi affermare l’infallibilità del Papa o la sua posizione super-partes di arbitro definitivo.
    Il colonialismo ha già ampiamente dimostrato come le distinzioni tra potere e interessi finanza-economia di alcuni soggetti siano spesso indistinguibili.
    Le regole del gioco sono diverse, ma le multinazionali ne proseguono in qualche modo, spesso e volentieri la logica, con strumenti e politiche diverse dettandone spesso in modo poco etico le regole economiche e quindi, di riflesso, sociali.

    Alieno

  79. Le multinazionali non hanno alcun “enorme potere”. Sono così potenti, infatti, che non riescono nemmeno a controllare i propri manager, a controllare il loro mercato e i loro concorrenti, ad impedire cause di risarcimenti miliardarie dappertutto, ad evitare che le autorità antitrust di mezzo mondo le mettano sotto accusa e le sanzionino pesantemente, eccetera.
    Se questi qua sono in grado di condizionare la politica, qualsiasi politica, io sono Napoleone.
    Negli USA, tanto per dirne una, esiste persino un divieto assoluto per le società di fornire finanziamenti a candidati alle eleizoni: le famose multinazionali, quindi, negli USA non possono spendere nemmeno un dollero per favorire l’elezione di un candidato. Ma sono sicuro che di queste norme tu non ne hai mai sentito parlare.
    Poi se vuoi credere alle favole, liberissimo.

    La questione degli interessi è cruciale, e mi sembra che la tua teoria (l’interesse dell’impresa è sempre contrario all’interesse collettivo, l’interesse dei sindacati sempre conforme) sia clamorosamente sbagliata.
    Ma ora non ho tempo, magari ne riparliamo un’altra volta.
    KK

  80. anonimo in ha detto:

    Non ho detto che l’interesse delle multinazionali o comunque delle grandi aziende sia sempre contrario agli interessi collettivi, può coincidere, ma non è il suo fine, se coinciderà è perchè economicamente necessario o utile. E’ diverso.
    Sul sindacato si può discutere, soprattutto oggi che il sindacato non rappresenta soltanto la collettività dei lavoratori ma anche base reclutativa e organizzativa per manifestazioni di piazza ed entra spesso e volentieri in conflitto con quelli che dovrebbero essere le sue finalità (ho già detto altre volte che un sindacato che manifesta con no-globlal o colorati fintipacifisti, nasconde dietro al puro simbolismo a politica di tutt’altro genere).
    Però resto dell’idea che la distinzione dei fini ultimi tra le due contrapposizioni e della vigilanza necessaria di chi non ha quello primario di servire la collettività, anche se c’è una ricaduta effettiva e indispensabile per quella collettività. Ma questo vale fintanto la grande azienda ha interesse diretto a sviluppare il progetto che fa ricadere occupazione e miglioramento conseguente del tenore di vita sul territorio, quando l’interesse finisce, si chiude o si trasloca o si trasforma in altro (magari in finanza piuttosto che in industria). La funzione sociale del sindacato resta diretta, quella dell’impresa secondaria. La legittimità, anzi, l’indispensabilità di entrambe nel tessuto sociale non è in discussione anche perchè, attualmente, non ci sono alternative che non hanno e non abbiano avuto esiti fallimentari.
    Sulla capacità di non rappresentare al meglio gli interessi del lavoro da parte dei sindacati sono in parte d’accordo e recentemente si sono viste anche dimostrazioni di insofferenza dei lavoratori verso le politiche scellerate di certe iniziative sindacali e solidali invece con l’impresa.
    Si può anche discutere sul fatto che il sindacato è diventato anche altro che strumentale alla politica partitica, ma vero e proprio trampolino di lancio carrieristico o luogo di addestramento politico con altri intenti ecc.
    Alieno

  81. @ucalcabari
    eccomi di ritorno dopo giorni di assenza dal web.

    Uca….sarei folle se lo bannassi!!!
    Mi spiace solo non aver avuto il tempo per continuare a rispondegli.

    A KK (col quale mi scuso per non aver letto gli ultimi interventi) vorrei solo chiedere ancora una cosa.

    Le parti di programma che ho citato, secondo lui, dicono corbellerie.

    Immagino anche la parte nella quale, dopo aver affermato che è il sistema in proiezione più solido d’europa, l’Unione accusa Berlusconi di aver avuto una logica unicamente e , per altro, immotivatamente (secondo Prodi & C) , legata alla “sosteniblità finanziaria”, quando , sempre secondo “i tuoi”, semmai le pensioni vanno alzate, non tagliate.

    ora si scopre che eran tutte facezie e che la mia pensione futura va tagliata.

    Mi chiedo: ma se su un punto così importante un anno dopo si può fare il contrario di ciò che si è affermato per ottenere il voto, se nemmeno per “voi” che credete in questo sistema ha senso mantener fede a un programma (ribadisco, msu qualcosa di affatto secondario) e fare l’esatto contrario…che senso ha votare?

    Cioè..perchè votare per qualcuno che afferma qualcosa e poi fa il contrario? Che credibilità può esserci, per quale motivo se non per fideismo o..nominalismo?

    @alieno
    ehi…è evidente che hai un bisogno di scrivere..enorme: perchè non ti apri un blog?

  82. ma come?!?
    Non leggi i suoi interventi????

    Beh… Ad essere sinceri, per intero, forse ne avrò letti due.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: