m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

DISSENT

Queste sono alcune foto (tratte dal giornale danese "politiken") del poco tranquillo week end danese.
Il centro sociale UngdomsHuset, storico punto di riferimento per l’antagonismo autonomo e libertario nordico, è stato sgomberato (poichè venduto dall’amministrazione socialdemocratica ad una setta cristiana vicina all’ultradestra) niente di meno che dai nuclei antiterrorismo, con una irruzione militare che ha visto i reparti speciali calarsi dentro il centro sociale con gli elicotteri. Ci hanno provato anche nei mesi scorsi, ma gli occupanti avevano avuto la meglio. Ci son riusciti, invece, giovedì. Centinaia di arresti in poche ore danno la dimensione del conflitto che è in corso a Copenaghen, della radicalità dello scontro e del livello di radicamento di quella esperienza di autogestione, numeri che forse lasciano anche presagire quanto avverrà nei prossimi mesi, a Giugno, quando in Germania si terrà il G8 in occasione del quale, da tempo, si stanno organizzando le iniziative ed i blocchi.

BOLOGNA

Eravamo 5000, 6000 direi.
10 000, il numero "politico" annunciato dal furgone che guidava il corteo (QUI cronaca, foto e audio a cura di global.project). Chi ha letto ieri "il manifesto" ha avuto modo di leggere un resoconto abbastanza onesto. L’episodio che ci ha riguardato come genovesi, raccontato sinteticamente dal "manifesto" di ieri (come ha notato Viga), è andato come segue.
Usciti dal casello di Bologna, una volante ci ha fatto accostare (eravamo in furgone, in 9).

Controllati i primi nominativi, ci si è chiesto di scendere:"eh, avete alcuni precedenti in circostanze simili..dobbiamo controllare". Parte la perquisizione di zaini e furgone (sopratutto la seconda, abbastanza approfondita).
Nel frattempo, vien fuori non tanto che uno degli equadoriani – come dice il giornale di ieri – fosse senza permesso di soggiorno….la poliziotta in realtà è stata abbastanza vaga. Ci ha tenuto fermi lì quasi un’ora per poi parlare di una…."dicitura" comparsa sul terminale relativa al nostro amico, per poi consegnargli un foglio che lo invita a presentarsi alla questura genovese quanto prima.
Dopo questa ora di…pausa, abbiamo raggiunto il corteo.
Per rispondere ad emiliana, mi pare che nella parte di centro attraversata sabato i negozi fossero tutti aperti.
Poi, non so da quale clima sia stata preceduta la manifestazione.
Certo, sotto questo punto di vista, la presenza alla guida dela città da parte dello sceriffo Cofferati rende gli spazi di agibilità di piazza paradossalmente (?) più limitati di quanto non fosse col precedente sindaco di centrodestra.


Fatto sta che la possibilità di giungere davanti al CPT ( nell’inacettabilità di questi lager, inventati dal primo governo Prodi  sostenuto dal PRC, quello di Bologna è uno dei peggiori. Non serve essere sbandati dell’estremismo politico come noi, per denunciare l’inumanità di quei luoghi, come da più parti oramai viene fatto notare, persino dalla commissione De Mistura) è stata negata, tanto nei giorni precedenti il sabato, quanto sabato stesso. Si è tentato blandamente di oltrepassare il limite, gli scontri son durati  poco (ma qualcuno si è fatto male davvero). I denunciati  per resistenza aggravata, ad ora, sono sette.

5000 persone posson non sembrare molte.
Non sono nemmeno poche, se si considera questa giornata come tappa di un percorso che riparte dopo che si è chiarito – se qualcuno ne avesse ancora bisogno – chi sta da una parte, e chi sta dall’altra.
Alcuni, sarà più facile vederli a braccetto con Follini, che non a lottare per la chiusura dei CPT.
O votare a favore della permanenza in Afghanistan, dove altri civili oggi sono morti (5 donne e due bambini) sotto le bombe di un raid "alleato", bombe che recano la firma di tutti quelli cui bastan due spiccioli stanziati per organizzare, forse, un giorno, chissà,  una conferenza in cambio del sostegno politico alla campagna di guerra imperiale permanente in corso in Afghanistan. Complici.

Si sta di qua, o di là.
Non sarà facile, ma l’aria è più pulita, finalmente.

La crisi è oggi, per chi ha occhi per vedere, l’espressione della reciproca estraneità tra governo e movimenti, tra comando e moltitudine, tra potere ed esodo costituente. Ecco perché la discussione astratta sullo sbocco governativo della crisi è del tutto ininfluente per il destino dei movimenti, mentre non è vero il contrario. Ingovernabili sono i processi dell’autonomia, ingovernabili sono i beni comuni, ingovernabili sono le moltitudini. Questo è il tempo che viviamo.

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34 pensieri su “

  1. C’ero anch’io!

  2. Bella la capacità di resistere dei fratelli danesi… noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare di tutto per evitare uno sgombero e una demolizione del CSA BRUNO a Trento.
    E se vai sul mio blog scopri perchè quando pensi a Battiato ti viene in mente Negri, e viceversa.

  3. anonimo in ha detto:

    Divertente… ma lo scopo qual’è?
    Manifestare il dissenso quindi o organizzare, per dire, una guerriglia?
    Per quanto riguarda l’associazione con l’Afghanistan non ho colto il legame…
    Ho sentito dell’episodio ed anche che ci sono sospetti sequestri di riprese e firmati (denunciati da giornalisti mi pare) per una situazione poco chiara che forse altro non è che una dimostrazione di quanto poco gestibile sia territorio e forza militare sotto pressione e probabilmente nemmeno troppo professionale…
    Pare che i militari usa abbiano reagisto malissimo alle proteste ed al lancio di sassi avvenuti dopo l’attentato… mi ha sempre stupito il lancio di sassi…
    non è una manifestazione verbale di dissenso (nè politica nè cartellonistica, i sassi si tirano per colpire) e però poi c’è sempre questa sorta di stupore se ci scappa il morto.
    Sono allibito perchè oltretutto, vedo sempre donne e anche bambini messi in prima fila, senza un fottuto genitore che gli dica “stai a casa che oggi non è aria”, come se la figura del genitore fosse sbiadita nell’unica grande corrente dell’odio di massa…
    Insomma, è come andare a strappare i peli dalle orecchie di una trigre e poi lamentarsi e piangere se la tigre si incazza e ti fa a brandelli: come si fa?
    Io capirei prendere un mitra, una pistola, senza entrare nella questione dei meriti e dei torti, ma le pietre…
    l’unica spiegazione che mi viene in mente è spiegare la provocazione come intento di provocare una reazione simile più o meno consapevolmente, cioè di farci scappare il morto.
    Sembrerebbe assurdo, ma non lo è in una cultura che non vede il martirio come un gesto insensato.
    E lì è il terreno dei Taleban che al primo posto non mettono certo la vita dei singoli, dei bambini (peggio ancora delle bambine che se non vanno a tirar sassi è perchè contrario ai precetti coranici che escano in mezzo a tanti uomini…).
    Il quadro afgano è un quadro in ebollizione costante, i taleban sono dannatamente tenaci e gli afgani pure e lo hanno sempre dimostrato. La miscela esplosiva con il Corano interpretato nel modo peggiore (che non dovrebbe essere oggetto di interpretazione affatto non essendo raccontato anni dopo da testimoni non diretti, ma disceso direttamente sul Profeta da Allah e quindi non interpretabile affatto..) porteranno il conflitto ad assumere esplicitamente i connotati di quello che è sempre stato: un conflitto, una guerra, non un disordine interno…
    Un conflitto che coinvolge, però, non solo gli Usa (o solo l’Italia a cui è chiesto in modo pressante di partecipare anche ad azioni vere proprie e non solo a operazioni di controllo).
    Il dissenso danese non lo capisco..
    che speranza mai c’era di opporsi ad una determinata volontà politica se non facendo un’azione meramente politica? Mah.
    Per quanto riguarda i Cpt invece sono d’accordissimo, ma mi pare ovvio che la politica di chiuderli non può limitarsi solo a questo provvedimento in ogni caso, ma semmai è una chiusura che richiede provvedimenti a monte di più ampia portata. Quali ad esempio? Tu per esempio, cosa suggeriresti per capire? Una politica tipo spagnola di forte contrasto all’immigrazione? Una politica tollerante come quella inglese o francese che però pare fruttino diverse forme di ostilità delle generazioni di immigrati comunque e notevoli disordini? Altro?
    Alieno
    P.S.: “si è tentato blandamente di oltrepassare il limite” in che senso? Fuori dal percorso o dall’area assegnata? E in caso positivo…perchè?

  4. anonimo in ha detto:

    firmati…. FILMATI volevo scrivere.
    Chiedo venia per tutti gli altri errori accidenti…
    spero non troppi.
    Alieno

  5. Moltitudini,vuoi farti 4 risate?
    Cofferati chiede i danni ai manifestanti anti-cpt!
    Tu , da bravo genovese,che pensi?Li paghiamo, o li mettiamo sul conto di Ferrero?

  6. devo dire che 5000 è un buon numero per stare larghi e non fare strani incontri 😉

  7. Alieno..cazzo..ti avevo risposto ma era andata-nel frattempo- via la linea…uff..mi tocca riprovare.

    Ovviamente..la risposta sarà meno brillante che nella prima versione.

  8. anonimo in ha detto:

    “La crisi è oggi, per chi ha occhi per vedere, l’espressione della reciproca estraneità tra governo e movimenti, tra comando e moltitudine, tra potere ed esodo costituente.”

    Tu questo lo accetti? Accetti di farti emarginare? Desideri emarginarti? Pensi di risolvere qualcosa nell’essere escluso dalla dialettica politica-parlamentare o come cavolo si vuole definirla?
    Soprattutto serve?
    laura

  9. Allora…
    Ho citato l’afghanistan (che non è oggetto di questo post) per riferirmi a rifondazione comunista, il cui misero fallimento della politica che aveva scelto, perlomeno per come la aveva millantata, impedirà d’ora in poi di scendere in piazza contro le cose che contribuisce a fare approvare al governo.

    Sull’obiettivo..non ho capito la domanda.

    Di sicuro..la guerriglia non c’entra nulla con sabato scorso, e non è mai un obiettivo.

    Al limite, è strumento.
    In danimarca, migliaia di giovani hanno tentato di difendere con la forza ciò che con la forza gli è stato tolto, e che per altro stavano tentando di ottenere legalmente.

    Su sabato: l’obiettivo era arrivare a far sentire le proprie voci sotto il cpt, al civico 60. il corteo è stato fermato al civico 48, con la partenza della carica.
    Ci sono dei bei video, in giro.
    Che propongo?
    Utopicamente..o nell’immediato?

    Chudere i cpt -la cui schifezza è denunciata da molti -e far emergere dalla clandestinità chi vive e lavora in questo paese, la cui condizione di clandestinità è solo funzionale alla negazione di visibilità e diritti.

    Insomma…brutalmente..questi “servono”, altrimenti nemmeno lavorerebbero in nero.

    Per altro, come credo tu sappia, nei cpt ci si finisce senza la commissione di reati, ma solo perchè privi di permesso di soggiorno.

    Per certi versi, si hanno meno diritti nei cpt che in carcere.

    Credo che gli uomini e le donne abbiano il diritto naturale a muoversi dove loro preferiscono.

    Su questo…credo che ci possa esser poco confronto tra me e te.

    Utopicamente…l’abolizione di frontiere e stati….ma questo è un altro discorso.

    p.s. la francia e l’inghilterra..non è che siano stati “aperti”: è che le loro politiche coloniali han dato luogo a “nuove” generazioni di inglesi e francesi.

  10. è uno dei più bei post che hai fatto…l’ho letto tutto d’un fiato ed è stato un gran bel post.
    bè che dire…cazzo, una bellissima manifestazione.

  11. anonimo in ha detto:

    e invece concordo su tutto, quello che non capisco è l’arrendersi nel considerarsi altro rispetto alla dialettica parlamentare (uno dei mezzi) e non cercare di spingere su questo punto.
    Dopo la manifestazione di vicenza hanno sentito la pressione e, forse, in maniera mirata hanno cercato di delegittimare il movimento vario che si era costituito (non durante la manifestazione, quello è “normale”), ponendo la fiducia.
    così adesso si deve parlare in altri termini della politica estera (cioè più compromessi).
    laura

  12. @veronika
    a me invece ‘sto post non piace per niente..ahaha, dico davvero!!!

  13. sono le tags a non farterlo piacere 🙂
    dovevi osare di più..
    se penso che abbiamo rischiato di incontrartci..brrr
    eheheh
    Ps: tu ero tra gli 80 che hanno varcato(o almeno provato) a varcare i 12 num civici?
    Ps del Ps pensa che io in quella merda e in quel di Modena ci sono anche andata a lavorare da esterna..e se inizio..non smetto più.

  14. I Cpt vanno chiusi. Se proprio sono necessarie delle strutture intermedie, bisogna che possano garantire i livelli della decenza e del rispetto di ogni individuo.

    AnelliDiFumo

  15. ora cofferati ha chiesto il risarcimento danni per il cpt…
    è vero che addirittura una ragazza 20 punti di sutura in testa gli hanno messo!?
    =/

  16. Solidarietà incondizionata ai migranti e agli sfruttati del pianeta. Gran bel post. Ciao

  17. è giusto far sapere che c’è chi non vuole questi lager, ma perchè le manifestazioni oltre a far parlare di scontri tra celerini e protestanti, altro non serve, non smuove coscienze civili e tantomeno politiche. Forse perchè non c’è continuità? bisognerebbe manifestare ogni sabato?
    Qui i negozi erano aperti perchè chiusi no lavorano, ma quando c’è un corteo si è pronti a chiudere le serrande nell’evenienza di scontri con le “forze dell’ordine”.

  18. @tytty
    azzo..ma c’eri pure te?
    Io ero poco dietro i primi cordoni.

    @veronika
    si, è vero.

  19. Grazie per essere i miei occhi. Non potendo partecipare alle manifestazioni fuori dalla mia città attraverso i tuoi post sono sempre informata (nel modo giusto) su gli accadimenti. Non mi meraviglio più di niente perchè dopo la partecipazione al G8 sono rimasta talmente scioccata che sogno spesso di correre tra i fumi dei lacrimogeni per salvare la pelle!
    Ciao e ti saluto caramente.

  20. Come al solito ti leggo e mi lasci in dubbi “amletici”.

    Sono ovviamente contro i CPT, cercare di fermare la disperazione dei disperati è come fermare il mare.
    Sono ovviamente contro i manganellatori mascherati.

    Sono ovviamente contro una guerra mascherata da qualcos’altro.

    Quello di cui non sono convinto è che stare di qua (o di là, non ho capito chi sono quelli di qua e quelli di là), lasciando campo libero a chi sta di là possa essere utile (a parte la qualità dell’aria che si respira) sia agli immigrati che agli afgani.

    Anche a me partono sempre più frequenti vaffanculo verso questo governo centrista sostenuto dalla sinistra detta “radicale” solo per potere alzare il prezzo del moderatismo.

    Ma coi miei vaffanculo e senza il mio voto i CPT rimarranno tali e quali. E in Afghanistan vinceranno i talebani o i signori della guerra.

    Ed allora mi sorgono i dubbi: d’accordo io respiro meglio, io sto meglio, ma immigrati ed afgani?

    Non è retorica, è che non lo so, veramente.

    Mentre sono abbastanza persuaso che gli iracheni sarebbero stati meglio sotto Saddam di come stanno adesso e che gli immigrati starebbero meglio senza subire il ricatto del permesso di soggiorno e lo spettro del CPT, non sono per nulla convinto che gli immigrati starebbero meglio se la politica di immigrazione tornasse in mano alla Lega+AN e se in Afganistan la NATO se ne andasse.

  21. anonimo in ha detto:

    La domanda “l’obiettivo qual’è?” era perchè a me sembrava così evidente che la protesta sarebbe stata infruttuosa che mi sembrava impossibile che non fosse altrettanto evidente a chi ha partecipato alla protesta, quindi, escludendo a priori questa possibilità, restava la domanda e l’ipotesi della volontà dello scontro fine a se stesso.
    Mentre tu ribadisci che perfino la guerriglia è strumento della protesta.
    Però, scrivendo che si è tentato di difendere con la forza ciò che è stato tolto con la forza si crea almeno l’immagine dello scontro punitivo o vendicativo della reazione occhio per occhio…
    Beh, non conosco bene la vicenda in effetti, però ho visto che la determinazione e la conclusione danese danno ragione a quell’evidenza di inutilità dello scontro .magari resta utile la protesta ed il dissenso, certo e sono convinto che a volte vale la pena di difendere qualcosa o qualcuno anche se si sa benissimo che non si vincerà.
    Analogamente, il tentativo di arrivare al civico 60 sotto il cpt mi sembra evidente portasse alla conseguente reazione della carica o no?
    Le tue “proposte” utopistiche possono perfino trovarmi d’accordo con te, nonostante la tua poca fiducia nelle mie possibilità di ragionare astrattamente e di sognare e quindi di sentirmi distante. Sempre nell’ambito dell’utopia, l’abolizione di frontiere e stati non incontra necessariamente la mia ostilità… perchè? Non abbiamo tutti lo stesso fottuto dna? Non siamo forse tutti fratelli anche sotto lo sguardo di Dio in una visione cristiana scevra da istituzioni e organizzazioni e dogmi religiosi? Non siamo figli e padri tutti? Che la mia pancia ha più diritto di essere saziata di quella di un altro? Non sarebbe arroganza e presunzione, per non dire menzogna, pensare che il mio lutto sia più pesante del tuo? Il tuo dolore meno importante del mio?
    Le tue perdite inferiori alle mie, il diritto, se non di essere felici, almeno sereni e di vivere dignitosamente uguale per tutti?
    Come potrei non essere d’accordo con te, utopisticamente, umanamente, perfino cristianamente quando soprattutto frontiere e stati rappresentano lo spartiacque della disgrazia e della miseria dell’uomo?
    E l’identità, ne sono convinto, non servirà difenderla con quelle barriere. E pensando utopisticamente e quindi volendo anche a lungo, lunghissimo termine, sarà impossibile in un futuro per l’uomo vivere in stanze separate in una casa sempre più stretta in cui abitano sempre più persone. Lo sanno bene coloro che la miseria l’hanno vissuta e devono ancora viverla: tutti si dorme nella stessa stanza, in tanti, altrochè ogni figlio nella sua stanzetta da personalizzare in cui disegnare la propria identità. Forse questa gente ha meno identità? Certo che è più simpatico, dignitoso e probabilmente sano avere ognuno la sua stanzetta, ma percepisco di avere la tua visione quando rapportiamo il mondo in una casetta molto affollata dove, attualmente, ci sono stanze riservate a singoli e un paio di stanze dove vivono in centinaia. Quanto durerà? Perchè (qui ragiono già meno idealmente e utopisticamente) sono di quelli che è almeno consapevole che piaccia o dispiaccia non si può pretendere che milioni di persone se ne stiano lì belli e buoni a crepare in silenzio o a soffrire la mal distribuita ricchezza (e dignità e salute e libertà e diritti ecc) senza aspettarsi che poi qualcuno si incazzi mai e cerchi di farti il mazzo. Potrebbe succedere anche a me e, per quanto baci la terra per avermi fatto crescere in un posto meno sfigato del mondo e non finisca mai di ringraziare il caso o la volontà divina che si voglia, per quanto stia bene anche se non sono nemmeno nella famigerata categoria del ceto-medio, un po’ merda mi sento quando penso a quegli altri sfigati che non possono certo avere qualche colpa nell’essere nati altrove e che qualche ragione d’essere incazzati con chi ha più fortuna l’hanno.
    Però, tornando con i piedi per terra, la ricettività è quella che è, non si può o non si vuole stringersi troppo e ai cpt bisogna pure associare una qualche politica sostitutiva.
    Per esempio quella di costruire seriamente lo sviluppo dei paesi da dove la gente fugge cercando di vivere o sopravvivere.
    Ma qui il discorso diventa ampio e complicato dalla politica, anzi, dalle mille politiche e dalla religione (che in fondo è un’altra politica quando ne determina regole sociali).
    Quando mi riferivo alle aperture di Francia e Inghilterra, intendevo riferirmi non al fatto che hanno aperto le frontiere, ma al processo di integrazione che pare essere un po’ fallimentare e che crea problematiche di vario tipo (addirittura, in Inghilterra, nello sforzo di accelerare il processo di integrazione a tutti i costi voluto da Blair, pare produrre in alcuni casi una sorta di discriminazione inversa, nei confronti per dire delle possibilità occupazionali di un banalissimo viso pallido..).
    E mi riferivo appunto ai disordini delle Banlieux o Banlieuse (non ho idea di quale sia il plurale se ce n’è uno..) francesi o alle inchieste inglesi che paiono disegnare quadri allarmanti di grandissimi numeri di persone, da generazioni sul suolo inglese con idee molto, molto ostili nei confronti dello Stato.
    Ma non è però, per la tua visione utopistica e anche bella a suo modo, di un mondo senza frontiere, ma per condizionamenti religiosi, quelli del Corano, che alla fin fine regola ogni cosa individuale o sociale, ma non ha assolutamente il disegno di Nazioni, ma di un unico popolo servo di Allah (in fin dei conti nasce in un contesto in cui non erano Stati o Nazioni la realtà, ma tribù, tante piccole organizzazioni sociali quindi per amministrare giustiza e ordine all’interno della grande comunità islamica… va beh, non è questo il post giusto, lo so, lo so, divago..).
    Beh, vedi di non farti arrestare o se proprio non ci riesci, fatti dare un computer almeno per continuare il blog 😉
    Ciao.
    Alieno

  22. anonimo in ha detto:

    Non ho proposto una “ricetta” di tipo nazionale perchè, generalmente ho più domande che risposte e più dubbi che certezze ma anche perchè mi sembra paradossale cercare una soluzione nazionale, locale perchè produce effetti locali quando però il problema all’origine è internazionale. Localmente quindi si trovano rimedi locali che funzionano come tamponi al massimo, si possono creare strategie per “difendere” il territorio dal caos o dal disordine dei diritti e dei doveri e quello che vuoi, ma se il problema a monte è di natura più ampia, mondiale, e con pressione crescente, è una guerra di trincea che, a lungo termine, non ha soluzione (oppure ha una soluzione drastica e spiacevole). Nel breve termine e nell’adesso però soluzioni si impongono e non mi pare che chiudere un cpt e lasciare in mezzo alla strada gli ex internati sia una gran soluzione. Quali non saprei.. vedo che altrove, anche nella osannata terra zapateriana (dalla sinistra quando fa comodo, per esempio parlando di temi sessuali e mai per questo tema e credo, nemmeno per quello ambientale, visto che non ha particolari rimorsi nel cementificare km di coste eheheh) le misure per il problema dell’immigrazione sono di determinato e rigido contenimento. Misure che da noi sarebbero forse altrettanto criticate se non di più di quanto mai accada adesso. E quindi?
    La mia domanda non voleva essere retorica, è che proprio non saprei e cercavo di farmi un’idea di quale potesse una strategia, fermo restando il discorso di inutilità a lungo termine per i motivi che ho scritto sopra.
    Alieno

  23. anonimo in ha detto:

    Ultima aggiunta cinica e poco costruttiva (o affatto).
    Ho sempre trovato stranissimo che il mondo evoluto e civile si interessi attivamente (attuando anche politiche conseguenti e misure urgenti) delle risorse ambientali e di temi ecologici (per me nascondono grandi business ed interessi e tornaconti politici per spiegarne la priorità..) preoccupandoci di non sviluppare un mondo inquinato dove ci si ammala di cancro dopo 15 anni di vita, quando c’è una buona parte della popolazione a cui 15 anni di vita sembrano un’opportunità decente o che non hanno affatto. sembra insolito che ci preoccupiamo di risorse energetiche che tra 2 secoli finiscono quando muoiono milioni di persone di fame e malattie molto prima…
    Forse bisognerebbe ridare le priorità e le giuste dimensioni alle cose, tenendo presente che l’ambientalismo per troppe persone è un lusso a cui non è facile pensare mentre sta morendo d’altro.
    anche perchè le politiche ambientali costano.
    Raggiungere gli obbiettivi ambientali prefissati dalle organizzazioni mondiali e poi vedere puntualmente fallire quelli umanitari è quantomeno deprimente….
    Scusami i vari fuori tema, era quasi uno sfogo il mio…
    Ti grazierò nei prossimi post, promesso.
    Alieno

  24. @alieno
    è ufficiale..ho trovato uno più grafomane di me!

    scherzi a parte…rispetto alle problematiche connesse al tema dei migranti, la fattispecie legata al fondamentalismo islamico ed alle recrudescenze identitarie relative, ha tutto un suo specifico , e- a mio avviso determinate cause – che non possono fare appiattire questo aspetto su quello delle migrazioni in quanto tali, e meritano un discorso specifico.

    Dico solo che rispetto alle banlieues -credo si scriva così 😉 – attenzione: l’esplosione di rabbia e contestazione a cui abbiamo assistito negli scorsi mesi è esplosione di rabbia sociale, sottoproletaria…corano e bibbia c’entrano assai poco. Che poi tale esplosione possa esser recuperabile con la leva identitaria da qualche imam…siamo d’accordo, ma trattasi di….sovrastruttura.
    In ogni caso, ribadisco l’aspetto del passato coloniale francese, che rende il rapporto con le migrazioni assai diverso rispetto a quello che può avere l’Italia con un fenomeno che è relativamente recente (e tutt’ora numericamente inferiore a quello di altri paesi).
    Ben inteso..non ho poca fiducia nelle tue capacità di ragionare astrattamente.

    Credo solo ragionevolmente che su alcune visioni del mondo probabilmente non saremo mai d’accordo perché partiamo da..sistemi di valori diversi, usiamo lenti diverse.

    Poi..per carità:non sono certo come altri, che se non vieni qui a darmi ragione mi arrabbio. 😉

    Sull’obiettivo: anche qua, calma.
    Nessuno pensava che un corteo potesse chiudere i CPT. Una manifestazione è pezzo di un percorso, momento di pressione dentro una vertenza, quella CPT, più ampia e generale, ed essa stessa dentro un discorso ancora più ampio sull’altro “mondo possibile” .
    I livelli ed i piani sono tanti.
    Organizzare iniziative come queste significa anche confrontarsi, discutere, creare connessioni e relazioni.
    Nessuno è così ingenuo da pensare che un corteo sia esaustivo in sé. oltre alla funzione, più politca/politicante se vuoi, che esiste una realtà sociale che non perde di vista i suoi obiettivi in virtù di ipotetici governi amici, che – a torto o a ragione – lotta per le stesse cose per cui lottava durante il governo passato.
    E farlo, per altro, con “questi” al governo, è anche più difficile.
    Su sabato..no, assolutamente: l’ipotesi dello scontro fine a sé stesso non c’era. C’era l’ipotesi di avanzare il più possibile.
    Poi, si..e su questo siamo sicuramente diversi: in generale, non rifuto certo la possibilità dello scontro, se spontaneo e utile.
    In Danimarca, la partita mica è chiusa. uno poi può tentare di difendere qualcosa, e mettere in conto che può perdere, ci mancherebbe. ed oltre a ciò..ci stava anche tanta rabbia e disperazione spontanei, per la perdita di qualcosa. Per altro, la vicenda è sporca sin dal suo inizio, perché l’obiettivo della setta che ha comprato i locali era esattamente, come ammesso dalla loro portavoce, quello della eliminazione del centro sociale come fine politico. Non il mero bisogno di un locale.
    Ah, già che ci sei..passo a dirti ancora due cose sull’altro tema che stiamo discutendo sull’altro blog.

    @skeno
    chi sta di là, sono i collaborazionisti che, a prescindere dalle colorazioni e dalle collocazioni..geometriche nell’emiciclo, portano avanti le medesime politiche contro le quali essi stessi protestavano sino all’altro ieri, o, pur magari armati di tanta..buona volontà, dimostrano che stando dove sono, sono ridotti all’afasia in nome di una astratta lealtà alla governabilità in quanto tale.

    Continuo a ritenere inaccettabile che il se medesimo decreto in discussione in questi giorni, nella medesima formulazione, fosse proposto dalla CDL, vedrebbe il PRC votare NO.
    (per altro..tutta sta diatriba si riduce ad un fatto, che renderebbe palese lo sbagli..quasi fondativo del prc : insomma, aveva ragione cossutta, nel 96??)

    Insomma..ciò che rende votabile o no un provvedimento..è il firmatario, e non il contenuto.
    Non è accettabile.
    Si dice: ah, ma sennò cade il governo. Ok, ma se stai al governo è proprio per non far fare questo genere di cose, sennò….che ci stai a fare?Si dimostra infine che il punto non è quello.
    Che nella logica di “governo”, la strada tracciata è una.

    Per il resto..come ho detto: non è il non voto che farà chiudere i cpt, non mi far dire cose che non dico:è una seria campagna contro i cpt, semmai.
    Quale che sia il governo.
    Non ho mai scritto qui “non votate”.
    Semmai, dicevo, a chi mi voleva convincere di sorti meravigliose e incredibili alternative, che se pensava che votando Unione quelle avrebbe ottenuto..si sbagliava.
    Non mi pare di aver avuto torto.

    E’ certo che non chiuderanno i CPT se la parola la si lascia a governo e parlamento, aspettando, a braccia conserte, fiduciosi.

    Non è un problema di voto o non voto, o di mandare a fare in culo il centro sinistra. Ciò non mi interessa.
    Poi, forse non li chiuderemo lo stesso..ma se li si chiuderà..non sarà per il colore del governo, ma sarà grazie alla mobilitazione fuori.

    Il punto è costruire laboratori, percorsi di discussione e mobilitazione autonomi.

    Condizione non sufficiente, certo, ma necessaria.

    Ciò che dico è che il problema governo si/governo no..non me lo pongo nemmeno.

    Non mi interessa di per sé far cadere il governo, o sperare che resti: non sono militante di un partito che ritiene di guadagnarci qualcosa. Mi spiego?

    Poi capisco bene che il mio amico, membro del PRC,col quale magari scendevo in piazza sino ad un anno fa, ha il problema che, pur dicendomi peste e corna sul governo, ha il problema che se cade il governo perde l’attuale lavoro che ha come membro dell’ufficio stamnpa di una sottosegretaria di cui non faccio il nome.
    (se vuoi te lo faccio)

    Un esempio: ricordi in Francia, il provvedimento sui licenziamenti facili per i giovani?

    Quale governo lo ha ritirato? Perché?

    Sull’afghanistan..ci ricordiamo come e perchè è iniziata la “campagna”, da quelle parti, no?
    Se fosse come dici..cioè, che senza la NATO starebbero forse peggio..allora si sbagliava tutti quanti, prc e pdci compresi, a marciare contro enduring freedom, nel 2001?
    Fammi capire..pensiamo che la NATO, piena di buoni propositi, e con essa la guerra globale, siano lo strumento..di benessere e liberazione? Contro gli stessi creati e allevati dal’occidente 16 anni prima? Dai…non farmi dire cose che con certi interlocutori credo siano scontate.
    Se , nella sproporzione delle forze in campo, dopo 6 anni la..coalizione non ha cavato un ragno dal buco, l’afghanistan è ciò che sappiamo senza bisogno che io mi dilunghi, nel frattempo vengono uccisi i civili su civili, e le forze occidentali sono impantanate…sarà forse che c’è una resistenza popolare che questa invasione non la vuole, e che questa è una sana e pura occupazione cui questo governo sta dando il suo contributo (per altro partecipando anche alle cosiddette “operazioni coperte”)?

  25. miinchia alieno..mi ero fermato al 22.
    A leggere e risponder agli ultimi due interventi non riesco…perdonami.

    Dico solo che sul problema ambientale, ed è critica che faccio anche al mondo a me più vicino, credo che qualche riflessione sulla decrescita dovremmo farla, prima che si impoinga da sè.
    Ora vado a dirti ancora due cose sulla lotta armata.

  26. @molti
    rispondo solo su Afghanistan perchè sui CPT mi hai (quasi) convinto.

    Ovviamente NON ritengo la NATO strumento di benessere e liberazione.
    Però neanche talebani o signori della guerra o mujahiddin lo sono. Almeno su questo, non ho dubbi.

    Quando a metà anni ’90 hanno vinto i talebani la gente afgana era CONTENTA perchè intravedeva la pace. Poi hanno capito sulla loro pelle cosa erano i talebani.
    Forse ora gli afgani pensano che il ritiro della NATO gli porterà un po’ di tranquillità (forse lo penserei anch’io nei loro panni) ma dopo? Ma penso anche che a molti afgani andrebbe benissimo un “regime Karzai” purchè in un Afghanistan senza guerra.

    Dico questo perchè al di là della giusta condanna delle politiche estere occidentali che negli ultimi 50 anni hanno quasi sempre fatto solo disastri (spacciati per azioni edificanti) non intravedo soluzioni “facili” e tanto meno “giuste” per l’Afghanistan, NATO o non NATO.

  27. il problema è che noi occidentali,leggendo due cose o guardando 4 filmati pensiamo cosa sia meglio per popoli culturalmente diversi da noi.Chi ci dice che gli afghani vogliano la nato piuttosto che i talebani.Come possiamo ragionare per loro?

  28. Sono daccordissimo con le tue considerazioni finali…

  29. Skeno, mica penso che sia tutto facile e di semplice risoluzione.

    So però, o perlomeno io la penso così, che la strategia di gestione del medioriente che chi occupa l’afghanistan sta appoggiando è funzionale sappiamo bene a chi, come sappiamo bene perchè si è andati lì, in quel momento, ed in quella forma.

    Il punto è iniziare a levare terreno sotto ai piedi della politica di guerra imperiale, invece che legittimarla, che è ciò che stiamo facendo, come paese.

    p.s. sui cpt..bellissimo articolo di Dal Lago oggi sul manifesto.
    Lo metterò anche sul blog.

  30. @molti #30
    lo so lo so era per dire una volta di più che questo è un argomento molto difficile, in cui mi risulta più complicato del solito schierarmi

    @viga
    Per quanto culturalmente diverso penso che in fondo anche un “afgano medio” preferisca vivere in pace.
    Il problema forse è che là c’è una generazione intera che non SA cosa sia la pace.

  31. @skeno

    ma lo so, lo so bene.

  32. ti rispondo qui.

    mi è parso che ci fosse un bel clima, in piazza. mi ha fatto molto piacere vedere una bandiera anarchica, e gente che suonava. poi non sono potuto arrivare fino in fondo. ma quello che ho visto mi è piaciuto. e non potrebbe essere altrimenti. visto che sono riusciti a neutralizzare qualsiasi forma di dissenso, una cosa del genere è quasi commovente…

    peter

  33. UngdomsHuset: che scempio,che vergogna.

    E c’è sempre di mezzo la chiesa che dovrebbe salvare le anime.

    che schifo.

    L.H.

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