m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

PROVOCATIO

PRECOX

"Quelli di Tienanmen erano veramente dei ragazzi – poveretti –

sedotti da mitologie occidentali: insomma erano dei ragazzi che volevano la Coca-Cola".

Candidato sindaco di Genova alle primarie dell’Unione,  sostenuto da PRC, Comunisti Italiani e Uniti a Sinistra ( gruppo di dissidenti diessini in larga parte usciti dal partito),  Edoardo Sanguineti, poeta,  ha sostenuto ciò alcuni giorni fa, ospite di Piroso, su la7,  in "niente di personale".

Per vari motivi e su svariati livelli ( di merito, di metodo e di contesto) ritengo che questa frase sia una stronzata.

Mi fermo qua, riservandomi di aggiungere altro nei commenti, così una volta tanto scrivo un post breve.

Lunedì sera, una bella sera, a cena con due compagni romani, per fare due chiacchiere. Su Roma, su Genova, su noi, sulla fase, su ciò che si muove e non si muove. Sul contenuto non dico di più, ma – pur con i dubbi con i quali son rimasto – è stata una bella serata, innanzi tutto sul piano umano. Sopratutto nell’ambito che frequento io, non sempre chiarezza ed onestà di atteggiamenti e proposte, stanno al primo posto. Ci sono invece momenti nei quali, d’accordo o meno, ti senti qualcosa che sta a metà tra l’esser compagno e l’esser fratello, sulla stessa barca di matti.

 

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42 pensieri su “

  1. concordo…
    una stronzata bella grossa…

    sfidare i carri per la coca cola…

    negative

  2. anonimo in ha detto:

    Mi pare che gente un po’ così, con la faccia un po’ così…
    si commenti da sola.
    Ciò nonostante mi vengono i brividi al pensiero del maestoso coraggio di questo simpaticone e la miseria umana di quel ragazzo che disarmato sfidò i tanks del potere comunista cinese, immagine che ha fatto il giro del mondo ed ha sorpreso tutti per le inaspettate virtù della Coca Cola…. io riaccenderei la teoria che dentro, l’ingrediente segreto è una droga che da dipendenza e rovina culture e giovani menti. E mi domando a quale bibita pensassero i magiari che combattevano ad armi impari contro i carriarmati russi che avevano il plauso del Pci e di gente “onorevole” e rispettabile come il nostro esimio Presidente della Repubblica Napolitano che con tutto il partito raccomandava severità per questo tentativo di controrivoluzione..
    Ma come mi ripeto quando accendo la tv e vedo Maria De Filippi (non è colpa sua: è la gente che la guarda..) applico lo stupore e l’indignazione anche al caso dell’istigatore di violenza dal pulpito (o con la copertura) intellettuale… non è colpa sua, è di chi l’ha messo lì, in una posizione di potere tra l’altro, proprio quella che (recita) di combattere (sul piano elevato dell’intellettualità, mica roba per noi poveri bifolchi ignoranti e puzzoni)..
    Il fatto che si candidi mi preoccupa perchè i Genovesi li sospetto capaci di fare cose inaudite (scoprire l’America pensando di scoprire l’India o votarlo pensando di aver votato un sindaco e non un furbone..). Mi compiaccio di questo continuo sforzo della classe politica, anche locale, di reclutare rappresentanze sempre più giovani, tra le menti fresche e lucide..
    è bello vedere che infatti anche i giovani fanno strada: come il figlio ad esempio…
    Gabriele

  3. Mah! Sanguineti lo associo al Gruppo 63, l’avanguardia. Pasolini li detestava. In effetti aveva ragione, come sempre.

  4. Dopo un paio di commenti, dico disorganicamente la mia.

    @gabriele
    insomma…non la metterei su di un piano…”etnico”, per così dire.
    Non credo che i “genovesi” siano più o meno capaci di cose particolari rispetto ad altri.
    Insomma..buttarla su Colombo e simili non è un modo per dare “spessore” al dibattito, diciamo.
    la partita delle primarie è finta: il candidato sindaco sarà Marta Vincenzi, e Sanguineti raccoglierà il 15% tra gli elettori dell’unione, poi sparirà.

    In generale.

    Sta cosa è una stronzata. Lo è nel merito. Dire una cosa del genere, è assai riduttivo, limitativo e pure sbagliato.
    Perchè il regime cinese fa schifo.
    Mi si dirà “è una provocazione”. E lo ho ben capito, anche perchè in realtà Sanguineti nemmeno è filocinese:sicuramente lo è meno di quelli che- governatori regionali, ministri, politic o imprenditori – ora si scandalizzano ma organizzano viaggi col cappello in mano per andare a fare affari con il tanto vituperato regime cinese.

    Ma se provocazione è, non è quello il luogo adatto.
    Difficile che una cosa simile, detta in 5 minuti in spazi fatti aposta per cannibalizzare il pensiero, non ti appiattisca tout court nella posizione di difensore del regime cinese.
    Un conto è fare un ragionamento simile durante un convegno, un seminario, entro una riflessione sulla libertà, sulle diverse modalità con le quali si presenta il dominio.
    Detta su la7 in prima serata, non ha senso. Perchè ci si presta , innanzi tutto, a indosare la maschera per la quale è stato invitato: i lvecchietto eccentrico che la spara grossa. Era ciò che si aspettavano, lo ha fatto, son tutti contenti. In un luogo dove ogni riflessione non può che essere fatta, e recepita, in modo superficiale.

    Tra l’altro, è candidato alle primarie per l’elezione di sindaco: invece che andare a recitare quella parte, che è quella che gli altri vogliono, sarebbe bene parlasse in città dei problemi della città.
    Un po’ come quella sull”odio di classe”. lì, c’è da ridere: perchè se perori “l’odio di classe”..e poi ti candidi nell’Unione, è solo folklore.

    Perchè poi è curioso come dell’Unione a Genova faccia parte tanto lui quanto Zara, ex capo degli industriali genovesi..che non è dello schieramento opposto, ma del medesimo, e del quale il poeta e i partiti che lo appoggiano saranno alleati, chiuse le urne delle primare.
    Infine, il merito: la Cina è uno schifo. Senza se..senza ma, per così dire. Che sventolino bandiere rosse, che si richiamino al socialismo od al comunismo, non mi interessa. Perchè, banalizzo, se dovessi giungere alla conclusone che il “comunismo” è quella roba lì, per quella cosa per la quale lotto che si trovi subito un altro nome.
    Perchè dire stando quaggiù, dalla cattedra, una cosa simile, è davvero tanto facile.
    Perchè allora, molti di quelli che il poeta vorrebbe votati all’odio di classe, invece che la coca cola come modello hanno il BMW.
    Perchè non è nè “revisionista”, nè – a meno che non si sia davvero in preda a problemi di identità che ti fanno arroccare sulla difensiva – in contraddizione con l’esser fermamente critici del modello capitalista dire che la Cina è una porcata.
    Tra quel carrorarmato e quel ragazzo, io scelgo il ragazzo: lo dico senza titubanze e ciò non mi trasforma automaticamente in un adepto del modello di sviluppo e di cosnumo occidentale. Che poi è esattamente il modello che guida la Cina, in realtà.
    Probabilmente è vero che per molti di quei ragazzi la “coca cola” fosse icona di libertà: se si vuole fare gli accademici, i teorici “marxisti” seriamente…credo ci si debba chiedere come mai sia “quella” l’idea dominante di libertà.

    Invece che dire ste stronzate, se si vuole da sinistra..da marxisti..fare una ragionamento su queste cose, ci si interroghi piuttosto proprio sul fatto che – se vogliamo stare sul binario di ragionamento di Sanguineti – qualcosa che si definisce “comunista” produca quel che ha prodotto e che in un contesto simile la “coca cola” possa esser simbolo di libertà.

    Perchè il nodo teorico sul quale interrogarsi, è quello, riprendendo criticamente un ragionamento su uguaglianza, libertà, classi sociali, dominio ed individuo .

    Se la si butta in boutade da prima serata su una tv, ci si prende alla fine le risposte che ci si meritano perchè è esattamente ciò a cui si punta, e non si sposta il ragionamento di una virgola.

  5. Siamo già alla seconda cappella, questa più grossa della prima, a mio avviso. Non so, queste cose mi disorientano e mi allontanano sempre più dalla politica. Penso che chi difende il regime cinese sia un criminale, e chi continua a definirlo “comunista” sia un coglione (se quello è comunismo…)

  6. Secondo me non sa proprio quello che dice! Sono veramente disorientata da certe affermazioni.
    Capisco la serinità che hai provato vivendo una bella serata con dei compagni. Questa sensazione assaporata negli anni giovanili mi aiutava a vivere la quotidianità con più leggerezza. Ti saluto caramente.
    Angela

  7. però sanguineti sulla questione della lotta di classe aveva ragione. termini fuori dal tempo, forse, ma la sostanza…

    peter

  8. anonimo in ha detto:

    Moltitudini: i tuoi post sono sempre stimolanti, nel senso che almeno per me richiederebbero ad ogni post 3 di replica o approfondimento o aggiunte o precisazioni.. insomma, un vero guaio per la mia peculiare incapacità di sintesi e di organizzazione dialettica.
    Devo però almeno precisare che quella sui Genovesi capaci di tutto era una pura e semplice battuta, senza pretese di distinzione etnica anche perchè i Genovesi io proprio non li conosco se mai sono identificabili in un grande insieme con qualche omogeneità.
    E’ interessante invece il discorso sulla Coca Cola che è icona ma di libertà, non ci si può certo fermare alla superficie. Ed è tanto più grave farlo per chi si accredita come intellettuale. Sulla patente di “comunista” della Cina puoi trovarmi d’accordo, ma vista la lunga tradizione e applicazione cinese che ha creato un modello per generazioni facendolo subìre a miliardi di persone, trovo che sia assurdo pretendere di delegittimare quel comunismo come comunismo, mi pare più pratico costruire un nuovo significato in quelli come te che non vogliono rinunciare ad un’ideologia in cui riconoscono valori che meritano ancora d’essere sostenuti. Quindi sarebbe più pratico prendere le distanze cambiando colori e simboli piuttosto che pretendere che lo facciano Cina Cuba o Corea…
    Simboli e colori che comunque ormai hanno valenza negativa innegabile.
    Che ne so: un bel giallo o arancione per dire. E via quelle stelle e quella falce e martello. Anzitutto la falce qui da noi non gode di molti sostenitori sia perchè lo strumento arcaico ormai la usa solo la morte nella metafora sia perchè il contadino non è (e forse non vuole) essere riconosciuto nel mondo proletario a cui gli impenitenti comunisti sono affezionati. E questo vale ancora di più in Italia, dove la falce sicuramente era valorizzata (nel senso del lavoro della terra e della pretesa di farne il cardine dell’economia) da uno come Mussolini. Il martello idem. Cosa rappresenta effettivamente? Mettiamoci una bella cinghia, quella che si mette sui calzoni e che spesso l’operaio deve stringere facendo altri buci per arrivare in fondo al mese. Mi sembra renda più l’idea. Oppure un bell’elmetto di protezione che avrebbe anche la capacità di rappresentare il tema della sicurezza sul lavoro.
    Non ci si deve chiedere, invece, a mio modesto parere, perchè fosse la cocacola il simbolo che è ingenuo e democratico (nel costo) oltre che dolce (di sapore) abbastanza da essere apprezzata sia da adulti che bambini: è molto peggio avere a che fare con un freddo e cinico libretto rosso e meno democratico avere per riferimento il simbolo della Mercedes o di una borsa di Gucci.
    Bisogna contestualizzare e riconoscere che privati della libertà anche le cazzate diventano desiderabili e non si può colpevolizzare le vittime di queste privazioni in nomde di ideologie perchè si punirebbero una seconda volta. Si deve riconoscere che quelle privazioni sono il tentativo di costruire a tavolino, di allevare uomini disumanizzati e spersonalizzati che è il crimine più orrendo forse dopo quello di regalargli la morte (non richiesta).
    Quello di imporre “gusti” e “cultura” è talmente folle che è facile trovarne la dimostrazione nella storia e nell’attualità. Nulla ha a che fare con l’umanità che si arricchisce dei cambiamenti e delle diversità di uomini.
    Preoccupa quindi l’instaurazione di un un nuovo MinCulPop in abito rosso (non mi stancherò mai di mettere in risalto le troppe analogie tra comunismo e nazifascismo) che pretende di ridurre la libertà di scelta anche nella distrazione oltre che nella cultura. Mi riferisco agli stravolgimenti (in funzione antiUsa) degli intellettualodi che, disprezzandoci, vogliono decidere anche cosa andremo a vedere al cinema. Come? Introducendo l’obbligo di contingentare il cinema americano a favore di quello italiano e al massimo, di quello della comunità europea. Quindi saremo spinti a vedere Vacanze di Natale 123° piuttosto che una stupida commedia di Ben Stiller che resta comunque più intelligente comicità. E imporci di sbadigliare per vedere una noiosa produzione Italiana che raramente ci attrae non ci renderà affatto più colti, ma solo più oppressi e meno liberi. E nella foga di punire il cinema americano (che pure è sinistroide in prevalenza e antiBush e politically correct e anticapitalista ecc almeno nei suoi messaggi artistici), nell’entusiasmo di imporre la vendetta antiUsa da parte di un frustrato e fallimentare cinema italiano con la scusa di valorizzare si dimentica che si punisce soprattutto i piccoli cinema ma quel che peggio tutto il cinema estraeuropeo che non è made in Usa.
    Una mentalità autarchica che non può non rimandare al fascismo ed al suo insopportabile e patetico MinCulPop.
    Io sono il primo a deplorare l’uso di acronimi stranieri, di parole inglesi anche dove non è necessario e giustificabile (OT è una cosa che mi da sui nervi…) e forse ci meritiamo di essere fagocitati dall’appiattimento dell’inglese globale (topic, Ot, ma perfino slide, human resource.. o l’insopportabile pronuncia di Mass Midia anzichè media..). Però un conto è scegliere e capire, un conto è essere trattati da idioti incapaci e farci imporre qualcosa da altri idioti incapaci (di costruire un buon cinema per esempio). Mussolini se non altro creò Cinecittà, questi distruggono da 50 anni il cinema e poi si stupiscono se nessuno caga IL Caimano di Moretti o La Tigre e la Neve di Benigni o altre cose inguardabili come Via Zapatero (nota bene, esistono film così anche negli Usa come quelli che fa Michael Moore, ma giustamente restano all’angolo del gradimento). Ancora non hanno capito che il primo modo per rovinare il cinema (ed il nostro tempo libero) è quello di affidare per forza messaggi politici al cinema. E ci offendono costringendoci a vedere quelle che Fantozzi chiamerebbe delle “cagate pazzesche..”
    Ciao.
    Gabriele

  9. @devil
    mah, in astratto si…però ripeto: parlare di odio di classe ed esser alleato del capo dell’unione industriali di Genova…
    @minkia GABRIELE
    lunghissimo ed ora non ho tempo….
    dico solo che mica mi ero offeso, che fosse una battuta lo avevo capito.

  10. sanguinetti ha detto una cosa giusta sull’odio di classe,ma questa mi sembra tuttosommato un’affermazione discutibile.Anche perchè personalmente non riesco mai a dare un giudizio netto su stati totalmente diversi dai nostri.Non sempre,come crediamo noi a sinistra, chi manifesta ha ragione.Come non è nemmeno possibile condannare dei ragazzi come malati di coca cola.Insomma poteva sviluppare meglio il suo pensiero,così mi sembra sterile.
    Sulla tua serata:anche a me capita quando sono in riunione con i miei compagni di sentirmi con persone speciali,perchè poi io ,figurati,ci credo nelle cose che dico…ahaahhahaahaha,non mi sono accorto di vivere in un paese in gran maggioranza di destra,con un popolo che non caga minimamente le nostre istanze..che vuoi farci son un testone brianzolo.Più vino e attitudine stradaiola,che altro.
    In ogni caso è bello che anche in questi tempi vi siano dei compagni con cui condividere una strada, una rabbia,un ideale

  11. anonimo in ha detto:

    Viga: a me pare che il Paese sia più che altro di centro: centrosinistra, centrodestra, centrocentro, centrosinestra, centrodestrinistra, centrofinestra, centrominestra, cattocomunisti e laicodestristi…. Però capisco la tua (malinconica) situazione che può farti pensare: “ma io, in questo paese di centro…. che c’entro?” 😀
    Gabriele

  12. mah, io Sanguineti l’ho ascoltato qualche volta all’università e non ho mai capito bene cosa stesse dicendo… da allora mi rifiuto di ascoltarlo del tutto è troppo criptico e falsamente filosofo… comunque fa sempre piacere vedere che la politica va in mano ai giovani…ahahah… Si il freddo è arrivato, stamane sono uscita di casa e nevicava!!!

  13. anonimo in ha detto:

    (dalla parodia di Bertinotti fatta da C. Guzzanti)

    Luca

  14. perché in questo paese i sedicenti poeti (come Sanguineti o la Merini, che tra l’altro non si sono accorti che la poesia come genere letterario è morta da tempo ed è stato Montale stesso a decretarne la fine) non si trovano qualche altro passatempo anziché tentare di fare i politici o le donne di spettacolo? Ci sono degli ottimi solitari con le carte…
    😉

  15. @luca
    la parodia di bertinotti del Corrado è sempre qualcosa di geniale

    @alex
    ma stradaccordo!!!
    Ammetto che a me la merini non è che sia simpaticissima..pur con la solidarietà che mi muove la sua storia

    @meletta
    finally..inverno anche a genova!
    eh si…è un po’ un azzardo..questa giovane candodatura. Si farà, come si dice.
    o forse si fa già.

    @gabriele
    hahaha, beh si..sei sintetico..quanto me, ossia: zero.
    Stimolante però sa di lassativo.. :O
    Per il resto: quando parli di disumanizzazione etc etc, rlativamente alla cina…sono d’accordo.
    l’analogia tra comunismo e fascismo è una cazzata, a mio avviso, e lo è anche se ci si ritiene..liberali (che coi comunisti ci han fatto la resistenza). Se mi parli di analogie tra la declinazione materiale di alcuni regimi ed il nazifascismo, posso convenire: ma non è che le premesse ideali possan passare in secondo piano.

    @viga
    ci mancherebbe che basti manifestare per aver ragione: nello specifico della Cina, però, per i motivi che ho spiegato..il poeta ha detto una cazzata plurima.
    Sull’odio di classe, ribadisco: finite le primarie, Sanguineti e il capo genovese degli industriali saranno alleati (perchè le primarie son una competizione tra alleati). QUindi,sarebbe più dignitoso evitare.

  16. eddai luca…che sulle nuove liberalizzazioni c’è molto da dire… a me non va, ma almeno fallo tu, che poi leggo i commenti dei diossini…si vive di piccoli divertimenti.

  17. anonimo in ha detto:

    Alex: dici che la poesia è morta… Anche il comunismo, il fascismo e il nazismo sono morti con il secolo scorso eppure c’è ancora chi ci prova…
    Anzi, molti mi bacchettano quando cito l’esempio comunista poi morto o morente facendomi notare che quello non è comunismo, che il comunismo non è ancora nato!
    Ora io mi domando se quel solitario che proponi non sia meglio riservarlo anche a chi si ostina a far rivivere cose morte o a far morire cose mai nate…
    :S
    Luca

  18. Beh in ogni caso credo che al derby se ne vedranno delle belle, anche se non so quanto sarebbe saggio farlo giocare…

  19. anonimo in ha detto:

    ma quando mai la poesia è morta??
    laura

  20. anonimo in ha detto:

    Sanguineti mi lascia perplessa, Napolitano pure, mah!
    Sulla morte di comunismo e fascismo poi, ci sarebbe da dire: che significa che le idee comuniste e fasciste (perdonatemi l’accostamento) si sono dimostrate sbagliate, che non c’è più chi ci crede, che sono stati realizzati e sono fallimentari?
    laura

  21. anonimo in ha detto:

    La mia era solo una provocazione.
    La poesia non è morta.
    Nemmeno il comunismo.
    Putroppo!
    😀
    Ovvero: ma qualcosa di nuovo no?
    L’accostamento comunismo/fascismo
    è meno incongruente di quanto si voglia accettare. In effetti il comunismo ha fatto molte più vittime. E quel che peggio ne fa ancora. Mi si potrà obbiettare che quello non trattasi di comunismo ma di una sua deriva malata.
    Sia quel che sia allora rivendico il diritto di applicare il concetto ad ogni critica che vien fatta ad ogni altro sistema o ideologia politica.
    E si accetti di non chiamare “comunisti” nemmeno i “resistenzialisti” che di sangue innocente e scheletri nell’armadio non difettano.
    Insomma, un peso ed una misura.
    Ma l’idea di uno Stato che vede, provvede e soprattutto decide per i propri cittadini (sudditi) non è comune all’idea sia di uno Stato fascista che di uno comunista? Le idee autarchiche, i processi e le censure culturali non appartengono, giustificati con intenti non dissimili, ad entrambe le due ideologie?
    Mao Tse Tung riteneva che il suo librettino rosso fosse più che sufficiente per formare la cultura comunista nazionalista. Hitler faceva scenografie con i falò e ugualmente riteneva che il mein Khampft fosse strumento esaustivo per la cultura nazionalista-nazista.
    Dubito che la cultura e l’informazione abbiano vita e respiro in un sistema comunista o fascista o nazista. E saputo questo, non credo serva andare a scoprire le altre 100 differenze…
    E se invece che di comunismo si cominciasse a parlare, che so.. di marxismo? E come collochiamo Gramsci che in qualche modo “supera” il marxismo rendendo marx applicabile e contestualizzabile?
    E mi si spieghi come è fattibile e realizzabile l’interesse del popolo, della collettività, senza reali elezioni democratiche e libere che inevitabilmente pongono fine, quando si realizzano, al comunismo? Come si fa, senza ricorrere a oligarchie che governano a nome di tutti creando alla fine le solite concentrazioni di poteri?
    Oligarchi di regime quando non dittatori veri e propri (come succede poi nelle realtà comuniste attuali e come accadde nelle precendenti..).
    Ovviamente tutto quello che scrivo è il mio punto di vista, soggettivo e opinabile. Soprattutto in questo blog…
    Luca
    P.S.: la provocazione non vuole essere offensiva in alcun modo, se non nei limiti imposti dal confronto e della discussione.
    Lo dico perchè c’è gente che gioca a risiko o a carte con te e poi si incazza e non ti rivolge più la parola: come si fa, da adulti a confondere gli ambiti e le dimensioni!

  22. anonimo in ha detto:

    Io credo che quelli realizzati siano regimi comunisti e come tutti i regimi, di qualsiasi genere non accettabili.
    Se poi si vuole disquisire sulle varie teorie da Marx in poi, ci si perderebbe un pò e quindi io guarderei di più ad una rivisitazione attuabile, perchè non credo nella possibilità di attuare realmente il comunismo “puro”.
    Non credo nella lotta di classe, nel concetto stesso di classe, nel delegare tutto ad un partito unico, per il semplice e banale motivo che non credo molto nell’onestà degli uomini e del non “richiamo” al potere.
    Gli ideali del comunismo quelli si vivono e sono sempre alti, soprattutto se si riesce a contestualizzarli in un contesto (scusate il gioco) spazio temporale odierno.
    mi rendo conto che le mie riflessioni sono alquanto superficiali così impostate, ma mi sembra inutile una diatriba “tecnica” sui pensatori, se non si guarda al momento storico che stiamo vivendo, dove le problematiche sono incentrate proprio sul potere e chi lo esercita anche non direttamente.
    Quindi, sempre rimanendo, in un ambito abbastanza superficiale, bisognerebbe trovare una forma di stato che si auto garantisca/protegga dalle ingerenze degli interessi privati e dalle inefficienze e che si ispiri agli ideali che mossero le idee comuniste.
    Il fascismo per me è un’aberrazione già come idee, quindi non considero proprio se è stato ben applicato o meno.
    laura

  23. anonimo in ha detto:

    Ovviamente non è mia intenzione auspicare una riconsiderazione del fascismo, ci mancherebbe. Uno c’è stato ed è d’avanzo.
    Magari posso auspicare un revisionismo improntato all’onestà storico intellettuale, ovvero una revisione oggettiva ripulita da una retorica resistenziale che per la verità storica non ha fatto tantissimo e che comunque ormai ha terminato la sua funzionalità autocelebrativa (che serviva anche a ridare dignità ad un popolo di fascisti e di perdenti a mio avviso..) e quindi non ha più il diritto di tenerci ancora in ostaggio e dovrebbe piuttosto delegare le funzioni di garante (affidata alla costituente resistenziale) al popolo, ormai maturo e con un vissuto democratico consolidato.
    Quindi mi trovi sempre perfettamente d’accordo nell’esigenza di tutelare e garantire lo status democratico, anche da interessi privati così come, mi sembra attuale, è necessario tutetalre e garantire lo stesso status garantendo e tutelando l’interesse dei suoi cittadini affinchè non diventino ostaggi o vittime di uno stato politico.
    Non mi trovi invece d’accordo (ma è un fatto personale il tuo quanto il mio) quando dici che si debba ispirarsi alle idee comuniste o comunque agli ideali originari che spinsero il comunismo (ma quale? Quello Italiano? Internazionale? Di cosa si sta parlando poi alla fine’).
    Non sono d’accordo dal punto di vista soggettivo in quanto il riconoscimento degli orrori e delle ingiustizie compiute produce in me lo stesso effetto che produce in me il fascismo e che produce anche in te l’idea aberrante (per me sono aberrazioni comuni ovviamente). Ma anche perchè non elemento necessario a quel discorso che abbiamo in comune della necessità di tutela e garanzia di cui sopra.
    Si dimentica spesso, tanto per cominciare, che i valori diversi dal comunismo sono stati altrettanto “resistenziali” e quindi non può essere giustificabile l’idea che il “comunismo” abbia sconfitto il fascismo (e non parlo solo dal punto di vista tattico-militare in cui la portata della resistenza era soprattutto riconducibile ad azioni di ausilio e di disturbo, ma il lavoro sporco l’han fatto gli anglo-americani: recarsi nei cimiteri in Italia per credere e per rispetto/riconoscenza). Invece pare che “resistenza” sia appannaggio esclusivo di comunismo e che in qualche modo questi due elementi possono sostituirsi come sinonimi.
    Dimenticando così che la resistenza italiana era anche altro e che quell’altro ha subito durante la resistenza e quel che peggio dopo la vigliaccheria e la violenza insensata (ma l’ideologia ne giustificava i mezzi per raggiungerne i fini) proprio da questi comunisti che mai hanno espresso una seria condanna e presa di distanza nemmeno in tempi recenti.
    Ma resto d’accordo sul compito della democrazia di salvaguardarsi da interessi privati. E per me, quando un’assemblea di parlamentari o consiglieri regionali si (auto)vota l’aumento di stipendio, indennità e via dicendo, questo compito si è già perduto.
    Luca

  24. per quanto l’odio di classe, non parlo di sanguinetti nello specifico,ma di come idea.Son concorde
    Sulla frase riguardante i studenti cinesi,la reputo anche io sbattuta lì così.Sarebbe sempre meglio approfondire le situazioni,sopratutto se si dovesse far politica.

  25. Cosa non si direbbe per giustificare l’ingiustificabile!

  26. anonimo in ha detto:

    Mi domando quali saranno i limiti raggiungibili con il provvedimento di Mastella.
    Sicuramente l’odio di classe sarà fuori legge e perseguibile penalmente.
    Ma anche il Vecchio Testamento?
    E il Corano? Non mi pare che, soprattutto il secondo, abbia dubbi o possibilità interpretative per salvarli dal provvedimento: non riconoscono parità, ma disparità e discriminazione per esempio verso le donne (che ricordo nel Corano hanno diritto ad 1/3 dell’eredità che spetta ad un uomo, la cui testimonianza vale metà di quella di un uomo, che non hanno il diritto poligamico e via discorrendo) o verso apostati (che vanno inseguiti e uccisi scovandoli anche se nascosti sotto i sassi) o infedeli che possono scegliere anche la schiavitù (schiavitù che il Corano prevede utilissima per esempio per farsi perdonare di non aver ottemperato nei precetti come il viaggio alla Mecca o il digiuno: liberando uno schiavo si va a pari con Allah che comunque percepisce un sacrificio).
    Mi domando se sarà legale l’addio al celibato, il circolo degli scapoli o quello degli ex tramvieri. Ma scherzi a parte mi domando come si possa distinguere l’espressione libera, quale sarà l’indice e la misura con il quale si capirà che si tratta invece di discriminazione e razzismo…
    Permettemi: non bastavano fanatici islamici (e vaticano concorde moralmente) che si incazzano per due vignette di satira? Ora anche Mastella…
    come si fa a distinguere dove la vignetta è incitazione e dove semplicemente satira? Ma che mondo è quello dove non si può fare nemmeno un film o un videogioco perchè poi qualcuno potrebbe emulare? L’antirazzista non emula il razzismo. E i bambini non vanno lasciati soli davanti ad una tv o pc e neppure davanti ad un terrazzo dove emulare superman o dragonball.
    Mi sembra che tra politically correct, relativismo e iperbuonismo qui si stia creando un mondo con poca libertà e tanta follia istituzionalizzata!
    Boicottiamo tutto questo finchè siamo in tempo!
    Poi non sarà più politically correct nè da brave persone scriverlo, figuriamoci farlo.
    E se non mi ricordo male, è già un problema dichiarare che molti Magistrati sono politicizzati e faziosi!
    Chi l’ha deciso? I Magistrati. Si, qualcosa che non va in questa democrazia ogni tanto si nota…

    Gabriele

  27. anonimo in ha detto:

    La visione è un sovrappensiero…le azioni non la rappresentano.

  28. AnelliDiFumo in ha detto:

    Vabbè insomma, un coglionastro politico, Sanguineti. Devo ancora scoprirlo come poeta, ma adesso ho meno voglia di farlo.

  29. @anelli
    neh si, diciamo che puoi dedicarti ad altro.

    @uca
    quando dici “luca”..dici a me..od al commentatore??’
    perchè se dici a me….è tema che mi eccita davvero poco!

    @luca
    è tardi, sono stanco..e le questioni che poni sono complesse.

    Mi tocca essere tranciante e banalizzante.

    A me il socialismo reale fa schifo.

    Se ricordi il mio intervento da Toisbe, dissi alcune cose sul senso di definirsi o meno “comunisti”, e quanto io sia critico.
    ma facciamo finta che io mi dica fieramente e senza titubanze “comunista”.

    Parli di “stato”. Delirerò un po’.

    beh, il “comunismo” come lo penso io è un processo, non un regime, per il quale non c’è ricetta precostituita.
    Nemmeno Marx la ha data, e quelli che pensano ad un marx…”profeta” che ha detto, scritto e pensato tutto, mi fanno ridere.

    L’approdo al quale penso io non ha oligarchie perchè non avrà nè stati nè nazioni.
    Mi fermi qui nel delirio.
    Sui regimi sovietico o cinese, credo di essermi espresso in modo già abbastanza netto.

    Però c’è una cosa, che non può contare poco, quando si parla di comunismo e fascismo, in termini “ideologici”: se leggo le istanze ed i valori propugnati da Marx leggo cose ben diverse da , che ne so, ciò che scrivevano Evola o Guenon.
    Tu in un passaggio dici “il comunismo..ma quale?”.
    vedi? poni il problema che ponevo io quando ti risposi da Tisbe. “Il” o “un” comunismo…ma quali?

    @gabriele
    c’entra un corno col mio post ma credo-se ho capito – di esser d’accordo con te.
    Fai solo un errore: ciò che denunci è esattamente il contrario del relativismo.

    @anonimo
    chiunque tu sia, la citazione di Morgan per me è sempre un piacere.

  30. Tangenzialmente: non credo comunque che da quella trasmissione lì, Niente di personale, possa venire fuori alcunché di buono. Quel Piroso è un altro cancro. Quando leggeva il telegiornale non mi dispiaceva: mi sembrava nuovo, con un po’ personalità a fronte di quelle specie di manichini che ci sono di solito. Che cantonata! Ma ora lo si può capire bene: son tutti capaci di fare i grandiosi leggendo delle veline. Ma in una trasmissione di approfondimento vengono fuori le magagne. E lui adesso è tutto il contrario: zero personalità, tutto teso a non far rizzare nemmeno un pelo allo spettatore assonnato. Già pronto per Raiuno. Bravo, complimenti. Ce la puoi fare.
    Ciao, Federik

  31. @federik
    è odiato da tutta la redazione, gli hanno pure bocciato il piano editoriale i suoi giornalisti…credi che on line vi sia la puntata con Toni???

  32. Davvero è odiato dalla redazione? 😀 Non lo sapevo.. Mi sembra veramente molto debole.. Ieri, anche, mi è parso così inconsistente, pur nei suoi tentativi di dimostrarsi preparato e “alternativo”. Ma se i temi sono più grandi di te, lascia stare, insomma..
    Federik

  33. Questa frase ce la poteva rispiarmiare. Ho trovato un merlo (anzi poi si è rivelata essere una merla) piccolo caduto dal nido dopo il temporale. L’ho cibato, l’ho salvato da una morte certa e l’ho chiamato Zao … Quella merla che tornava a trovarmi costantemente, anche una volta cresciuta e diventata autonoma, per me è rimasta il simbolo vivo di Tienamen

  34. Cosa??? Ma questa sta ffori!

  35. sanguineti… che personaggio!

  36. ma che commenti lunghi.

  37. Non ho letto tutti i precedenti commenti. Tuttavia concordo: il “poeta in Carrera” ha detto una stupidaggine.

    Ma alle primarie chi voti? La Vincenzi?

  38. Il comunismo ed il fascismo nella loro applicazione pratica hanno fatto e fanno schifo entrambi, in una gara fra chi ha fatto più danni.

    Ma gli ideali del comunismo sono decisamente più alti (io oso dire anche cristiani) di quelli del fascismo.

    Sanguineti è una belina.

  39. @titollo
    ovviamente….non ci vado.A
    mmetto che fui tentato di andare a votare Sanguineti, ma è durata poco.

  40. va di moda ultimamente accomunare il cristianesimo con il comunismo,vabbè…
    Io sanguinetti andrei a vederlo, ho visto di peggio , molto di peggio

  41. anonimo in ha detto:

    E’ parecchio che va di moda l’accostamento cristianesimo -comunismo. Non si può sentire! Cristo di politica non si interessava proprio (addirittura c’è chi teorizza che Giuda l’abbia tradito anche in funzione della delusione che non fosse colui che avrebbe guidato la rivoluzione giudea contro i romani..). E lui è chiaro quando separa ciò che è di Cesare… Forse, più comunista è S.Francesco, ma anche lì bisogna fare degli sforzi. Probabilmente la rinuncia al godimento privato dei beni materiali oltre il necessario di Cristo e suoi apostoli (che non invitava a fare a tutti) inganna. Non c’è nessun discorso di collettivismo nè di protesta e rivendicazione di classi sfruttate…
    Però non è di moda oggi. Di cattocomunisti si parla dagli anni ’70. Però io di comunismo ci vedo poco…
    Luca

  42. Sono accostamenti che mi hanno sempre lasciato perplesso (ce ne sono di altri simili) per molti motivi.
    In ogni caso, aldilà di come la si pensi nel merito, non è che la “teologia della liberazione” sia una cazzabubbola…ha tutta una sua dignità teorica.
    Che è diverso dal condividerla.
    Conosco molti pastori valdesi , e quindi cristiani, non certo atei, che militano nel prc.

    Poi..son posizioni che io ho sempre criticato per elementi teorici con i quali non vi ammorbo.

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