m0ltitudini

da bambino giocavo con le pentole

RIFORMISTA
(LE PAROLE SONO
IMPORTANTI?)

La povertà del dibattito politico italiano di palazzo porta spesso alla riesumazione di termini che, recitati a lungo come fossero mantra, perdono il loro significato originario, vengon sconnessi da un legame con il loro contenuto sino a perdere senso,o addirittura ne acquistano uno di segno inverso a quello iniziale.

La parola magica di questi mesi, direttamente riesumata dalla II internazionale è "riformista". Curioso: i cultori del "nuovo" hanno bisogno – per darsi una identità – di recuperare una antica diatriba ottocentesca. Sentiamo questa parola ogni giorno, hanno pure fondato un quotidiano, con quel nome.

Banalizzando un po’, sembra che esser "riformisti" significhi ridurre la spesa pensionistica, alleggerire il welfare e privatizzare/liberalizzare.
Eppure,,."riformismo" non è che significhi  il mero atto di "riformare" qualcosa. Questo è semmai "cambiare", perchè rifomista in politica avrebbe un significato preciso connesso al fine.
Altrimenti, tanto per dirne una, la Lega Nord sarebbe un eccellente partito riformista, visto che ha in agenda una riforma assai profonda dell’assetto istituzionale.
Eppure, nel dibattito della "sinistra", nella storia del movimento operaio, riformista aveva un significato un po’ diverso da quello odierno.
Lo dico non in modo valutativo (nel mio ambiente dare del "rifomista " a qualcuno non è un complimento) ma banalmente descrittivo: è davvero uno scherzo fatto al vocabolario che una Bindi, una Binetti, un Fioroni…si definiscano "riformisti".
Sintetizzando:  "riformista" – nell’ambito del dibattito tra sinistre – nasce come parola che definisce quella parte del mondo marxista e socialista di fine 800 teso a giungere alla trasformazione del "capitalismo" mediante l’azione legale e democratica, in contrapposizione con coloro i quali – tesi al medesimo obiettivo, il superamento del capitalismo –  proponevano lo strumento rivoluzionario.
Oggi "riformista" pare esser quasi sinonimo di liberista. E’ curioso.
In molti blog vedo un banner "io sto cone le riforme". Si, quali?

Volessimo utilizzare in modo rigoroso questo termine, rifondazione comunista è un partito riformista.
Persino i movimenti, in realtà, sono "riformisti".

Difficilmente si può…"scientificamente" utilizzare questa parola per descrivere la "margherita", erede della DC: è roba da analfabetismo politico. Si può in effetti parlare anche di un certo riformismo cattolico, in Italia: ma credo che ciò si possa dire di quei 4 signori che vanno sotto il nome di "cristiano sociali", per i Carniti, per gli Ermanno Gorrieri…non di De Mita, o di flagellanti dell’Opus Dei, o per quei settori politici cattolici strettamente legati alla CEI.

Eppure questa riesumazione lessicale va a braccetto con la creazione del partito democratico (quello che un annetto fa descrissi come partito "tautologico", ironizzando sulla indefinitezza del nome. Per altro in europa c’è un embrione di partito democratico,promotori, oltre alla margherita, sono i democristiani francesi dell’UDF, nulla a che vedere con il "riformismo").

Tralasciando il basso senso del ridicolo che ha Fassino quando sul’espresso paragona l’impresa alla riunificazione delle Germanie od alla gestione spagnola della prima fase post franchista (è insomma convinto che tra 50 anni leggeremo di lui sui libri di storia..pazzesco), la riesumazione del termine è in larga parte legata a ciò: al cammino verso questa informa creatura..nemmeno politica, ma elettorale.

In sostanza, il PDS/Ds non è riuscito nell’impresa sognata alla bolognina: creare un partito socialdemocratico di dimensioni europee. In 16 anni, ci si è barcamenati attorno a percentuali del 17 o 18%.

Praticamente la Quercia non ha mai guadagnato un consenso in più che non fosse la risultanza dei voti del PCI meno quelli persi con la scissione.

Come ovviare a questo deficit tutto politico? Attraverso una operazione meramente algebrica: serve un grosso partito di centrosinistra che arrivi al 30%? Si fondano gli eredi del PCI e quelli della DC (che stanno più o meno al 10) ed il gioco è fatto. (Pensate..DC e PCI destinati a fondersi…che paese strano)..Siccome tale creatura è indefinibile e priva di collocazione nello spazio e nello storia, la si chiama "democratica" (che vuol dire niente, un partito parlamentare è democratico per definizione) e si dice che è riformista.

Ma senza esser scienziati della politologia…definire partito riformista una forza che ha come deputati quelli citati sopra, o il fondatore di AN, Fisichella…è semplicemente… improprio.

La crisi del linguaggio copre una crisi di identità e di senso. Ma ha radici antiche, questa crisi: nemmeno un partito socialdemocratico in senso proprio, è mai esistito, in Italia.

Ora torno ad esser valutativo e non descrittivo, dicevamo..le pensioni, quelle che i "riformisti" vogliono tagliare. (eh si, perchè quando sentite i TG che parlano di "rivedere i coefficienti" quello vuol dire: siccome vivrai di più, ti daremo un assegno più basso, bastardo).
Premesso che grazie alla riforma DINI ( quello che -altra cosa curiosa- fu in grado di essere tanto un ministro del governo Berlusconi quanto primo ministro di un governo di centrosinistra….poi mi dite che son diversi, mah) del ’95, chi ha la mia età andrà in pensione grossomodo con 400-500 euro al mese.
Ma se – perchè non è detto – la pensione è un diritto, come tale, può tale diritto vertere attorno al concetto di profitto?

Cioè, è possibile che un diritto come la pensione deba esser subordinato al fatto che generi un attivo per lo stato? E’ riformista subordinare l’entità dell’assegno, e quindi la qualità della vita del pensionato, all’esigenza di avere un saldo attivo? Quindi, alla lunga, sarà valido anche per la sanità: vi curiamo se possiamo guadagnarci. Che differenza c’è, in fondo?

A me pare odioso. Così come mi pare odioso che a parlare di ciò, in tv, (con quell’espressione infastidita al solo pensiero che si debbano quasi regalare due soldi ai vecchi)e che a sottolineare come problema fondamentale quello di spendere meno per le pensioni, siano esponenti di confindustria o parlamentari che avranno una pensione di 15000 euro dopo soli due anni di legislatura.

DUE SEGNALAZIONI
Una, per i genovesi : si sta lavorando all’organizzazione della presentazione a Genova di "good bye mr socialism", sarà presente..l’autore. Mi han detto che a la7 Toni è stato in forma, spero di trovare on line la trasmissione…che mi sono perso.
L’altra, per tutti: questo film è straordinario. Correte a vederlo.


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23 pensieri su “

  1. Stavo pensando di vederlo, questo nuovo di Lars von Trier…

    Mi pare che su questo blog (o su quello di viga) ho già detto che non vedo l’ora di vedere quali siano ‘ste benedette riforme e in che direzione vadano. La tua analisi del termine “riformista” è ottima, speroc che ne dedicherai una anche al termine “liberale”, che in Italia ha assunto significati che stanno persino agli antipodi di quella che è la dottrina liberale in senso stretto.

  2. anonimo in ha detto:

    Forse dico una cosa fuori dal tema, ma il discorso sui cultori del nuovo mi pare che si beino anche della trasformazione dell'”Anti-imperialismo” o anche semplicemente Antiamericana in “politica non-unilaterale” o sbaglio? Insomma, pare che ormai dichiararsi anti imperialista aldilà di torto o ragione, a sinistra sia demodè, roba da compagni impenitenti e di beceri rigurgiti del passato mentre, naturalmente, a destra, si continui ad indicare la politica come Antiamericana.
    E secondo me il termine “multi-laterale” usato da D’Alema nasconde (sospetto) il tentativo di nasconderne le contraddizioni con l’operato.
    Insomma, questi trucchetti di prestigio che trasformano l’handicappato in disabile e poi in diversamente abile e a furia di svolte uno si aspetta che si sia compiuto il miracolo, ma poi quello handicappato resta (nel senso che ha un handipap ovviamente) e se le barriere architettoniche restano avere una società che lo definisce miracolosamente “diversamente abile” non risolve i suoi problemi, i problemi restano. E confonde gli altri. O no?
    Gabriele

  3. Il pochissimo tempo che ho lascia spazio solo ad un breve commento al film. L’ho visto ieri e mi è piaciuto molto. Ma, nel pubblico, agli entusiasti si contrapponevano persone che, disperate, avrebbero voluto uscire dopo 5 minuti.
    Al solito, non ci sono mezze misure per von Trier. Un grande.

  4. Ti lascio una bellissima definizione di un caro amico:

    “In origine, riformisti erano coloro che volevano correggere il capitalismo perchè non facesse troppi danni alla società.
    Oggi, riformisti sono coloro che vogliono correggere la società perchè non faccia troppi danni al capitalismo.”

    Bye
    Titollo

  5. @francoG
    Mi spiace per il breve tempo poichè, come sai…i due post precedenti avrebbero anelato ad un tuo commento.

    Sul film:
    Comprendo come Lars Von Trier possa suscitare emozioni contrastanti, ma non nel caso di questo film che mi pare superbo in ogni suo aspetto.

    @titollo
    Mi pare..definizione adeguatissima!
    Dovresti condividerla con i dirigenti del tuo partito.
    Certo che..riformisti col cilicio…mah.

    @Gabriele
    Non ho ben capito di quale “sinistra” parli, perchè se ti riferisci a quella istituzionale è una cosa, a quella “movimentista” è altro.
    In effetti si, siamo un po’ fuori tema..ma vabbè!
    Rispetto al multilateralismo d’alemiano, credo che il tuo sospetto sia sbagliato: il percorso su questi temi della sinistra istituzionale è abbastanza chiaro, dall’eurocomunismo in poi.
    Il multilaterlasimo D’Alemiano non è altro che – sintetizzando – la linea francese, perchè puoi stare tranquillo che nella pancia della base ex PCI non v’è traccia di alcun antimperialismo, antiamericanismo, eccetera, nel modo con il quale si appiccica questa etichetta alla sinistra “estrema”.
    Il ruolo di D’alema durante il conflitto in Kossovo è stato chiaro, direi.

    Anzi, sebben in modo un po’ provinciale (si pensi a Veltroni) alcune suggestioni d’oltreoceano hanno avuto un bel successo in quel partito.
    Poi, c’è senz’altro una critica alì’amministrazione Bush, da parte di D’Alema, ma nulla a che vedere con “l’antiamericansimo”:nei termini coi quali può esser critico un democratico americano.

    @ulive
    bravo, hai colto nel segno: tra le tante parole che vengono stiracchiate, riesumate etc..c’è anche “liberale”, ma il granchi preso col termine riformista mi pare più grosso.

  6. anonimo in ha detto:

    o.t. ma che significa strutturalista?
    laura

  7. ahahhaha, Laura..aspettavo lo chiedesse qualcuno!!
    :*
    La ho messa così…per scherzare un po’. Comunque , per come lo intendevo io, in senso filosofico politico, mi riferisco sopratutto ad Althusser e Foucault.
    🙂
    non picchiarmi.

  8. mi pare che i ds stiano cercando di riproporre un modello di riformismo demcotratico stile u.s.a.Quindi un capitalismo meno becero rispetto a quello berlusconiano,io però su questa deifinizone sono assolutamente contrario:non esiste un capitalismo buono e uno cattivo.Il capitalismo in sè ,a mioa modestissimo e discutibile pensiero,è da combattere in quanto creatore di una società divisa tra sfruttori e sfruttati,chiedo venia per il semplicismo schematico,ma non ho tempo per dilungarmi.La ditriba,però, è ancorata agli inizi delle Internazionali.La polemica contro Lassale mi pare un esempio,cioè io non ci vedo tutta sta differenza.Condannabile anche in quel periodo il riformare il capitalismo con metodi che esso manovra abilemente da parte sua.

  9. anonimo in ha detto:

    Ah!Ah! ecco!!!!

  10. Mah, Viga….
    premesso che qui nè condanno nè appoggio..diciamo che è un post più “accademico” che politico, mi pari sin troppo benevolente.

    Nel senso che Titollo, con quella citazione, ti scavalca a sinistra.
    Perchè l’orizzonte entro cui si coloca questo “riformismo” non è di critica, sebben blanda, al “capitalismo”.

  11. perchè, vogliamo parlare del fatto che normalmente, in tutti i telegiornali del paese si parla di sinistra “massimalista” riferendosi a prc, pdci e verdi. ma te pare normale?

  12. anonimo in ha detto:

    Beat: sono gli svantaggi di un paese che ha una rappresentazione politica così frammentata dell’elettorato, in mille partiti e partitini. La tentazione di creare degli insiemi per praticità è forte: ti rendi conto se tutte le volte ci si mette a fare il distinguo? Hai contato i partiti all’interno dell’Unione? 😀
    Forse creando sbarramenti ed un sistema bipolare, con due rappresentazioni che pure avranno correnti interne, ma che forse sono più rappresentate dalle persone che dai nomi e simboli sarebbe più facile non cadere in semplificazioni che, capisco, possono pure essere offensive.
    Viga: siccome parli di una società dove non ci sono sfruttatori e sfruttati, mi dici se ti riferisci ad un modello esistente o esistito? Escludendo il paradiso terrestre ovviamente… 😀
    E quale sarebbe l’alternativa per te?
    E quali i modi per costruirla?
    In qual modo potrebbero crearsi sistemi socio-economici non fallimentari?

    Luca

  13. Luca,(non molti): io ti farò felice perchè sono il classico comunistaccio-accio poco democratico.Quindi mi piacerebbe uno stato o regime comunista che colpisca duramente la classe clericale e borghese.Uno stato forte che controlli l’economia del paese.Questo sistema però è altresì fallimentare,visti come son finiti tutti i sistemi comunisti.Però, se dovessi esser sincero ,sapendo che non esistono i poteri buoni e la libertà per tutti,posso acettare tranquillamente che le classi sociali fino ad oggi dominanti vengano eliminate.Tanto non pensare che il futuro ci dia un mondo libero o vivibilie.O schiavi del capitalismo e del liberismo oppure uno stato ferocemente comunista.Non credo che il genere umano meriti clemenza visto che siamo arriavati al capolinea della società occidentale.Anzi,invece di preoccuparti dei comunisti.guarda l’india o la cina o anche i paesia arabi .Loro sono il futuro, noi un pessimo passato remoto.
    xmolti:volevo solo dire una cosa carina, oggi non ho voglia di far discorsi articolati o impegnati..si è visto anche dalla risposta confusionaria che ho dato al tuo omonimo!

  14. xluca:seriamente ,io vorrei uno stato che potenzializzi la scuola pubblica, che combatta duramente il lavoro nero e il caporalato con pene severissime,anche l’ergastolo,che dia un salario sociale per poter sopravvivere a tutti,ovviamente però con questo punto molti ne aprofiterebbero e quindi penso che vada poi rivisto.Uno stato che sia profondamente laico e quindi favorevole a unioni anche far omosessuali,che abolisca la legge 40 e che renda la legge 30 meno nociva,anzi aboliamola.Uno stato che se proprio ci dovesse esser la flessibilità la gestisca direttamente,impedendo che qualsiasi coglione fonda una agenzia di lavoro interinale per sfruttare lavoratori senza diritti,che dia i bollini e ferie e malattie,uno stato che non lasci crollare la sanità pubblica a discapito di quella privata,uno stato che sappia creare un rinserimento di malati mentali ,praticando al meglio la legge basaglia,e i carcerati,questo indulto invece non l’ha fatto,uno stato che combatta duramente le istanze fasciste e naziste,che sappia creare spazi di condivisione tra razze diverse,(cosa difficilissima per colpe di entrambi gli attori in gioco me ne rendo conto benissimo),cose semplici e forse anche socialdemocratiche,ma penso che attuarle sia già un atto rivoluzionario
    ciao,davide

  15. anonimo in ha detto:

    Viga, la tua sfiducia sul genere umano è in parte anche sentita da me e quindi posso parzialmente capirti. Poi subentra l’indole personale suppongo. Per esempio per esperienza personale ritengo che lasciarsi prendere dai sentimenti dell’odio e del desiderio di vendetta producono effetti collaterali che non giustificano spesso la cura e offuscano l’oggettività, il senso di giustizia e perfino il fine ultimo per il quale ci si è incazzati. Per intendersi, se il fine ultimo è l’uomo, l’idea di distruggerne una buona parte è almeno strana. Se è la rivalsa e la vendetta, beh, io non ritengo che si possa abbinare ideologie e sogni sociali sulla vendetta. Tieni presente che tutto ciò che scrivo è il MIO punto di vista e non sto a specificare ad ogni passo che in quanto personale è opinabile.Però, al momento che tu riconosci che non esistono poteri buoni e che comunque questo benedetto potere sarà pure gestito da persone, perchè nutri fiducia che al tuo modo, non ci sarebbe prevaricazione? Per pensare che l’uomo non si lasci tentare da egoismi o patologie psichiche da incanalare usando il potere bisognerebbe presupporre che l’uomo abbia la capacità di essere migliore di quello che è, talmente migliore che non sarebbe necessario stare qui a discutere di poteri e organizzazioni sociali. Cosa irrealistica.
    La democrazia che conosciamo è quella che dovrebbe offrire strumenti di tutela e di garanzie perchè il potere, distribuito e controllato non diventi oligarchico o peggio. Ovviamente è tutt’altro che perfetto, ma se penso a forme sociali comuniste non nocive penso solo ai mormoni, a nomadelfia non a organizzazioni nazionali e internazionali, cioè società di ampio respiro.
    Quando leggo invece il tuo secondo post (scuola, lotta al lavoro nero, salariato sociale..) penso: sicuro che sia un “programma” di sinistra?
    Perchè, permettimi, ma richiama molto un programma di destra, molto a destra, compreso il laicismo che dici e volendo, nell’odio della classe borghese e clericale ci vedo molto degli ideali che hanno creato tanto consenso al fascismo in Italia.
    Comprensibile se pensi che Mussolini era in piazza e anche in carcere conseguentemente con le sue idee socialiste e antiborghesi e anticlericali. Era pur sempre il figlio di un fabbro e l’odio tra classi forse lui ha messo bene in pratica, mettendo in risalto la fisicità (applicata anche a scuola ed associata alla virilità) piuttosto che l’intellettualità o l’ideologia dibattuta. E mi pare di cogliere le note conservatrici e retoriche anche nel comunista più verace. Insomma, tratti comuni che ho sempre trovato preoccupanti.
    Sono perfettamente d’accordo che sia moralmente inaccettabile la forbice che separa i ricchissimi con i poverissimi. E che cercare di creare l’odio tra classi povere e un po’ meno povere sia uno strumento politico per deviare le energie e le attenzioni. Non i borghesi, non i proletari, questa e retorica demagogica patetica nel 2000. Ma i ricchi straricchi ed i poveri bisogna mettere vicino. Non l’accanimento tra mendicanti. Il compito del riccoricco è a mio avviso morale (e cristiano) di prendersi cura dei meno fortunati e di impegnarsi socialmente. Siccome non nutro tantissima fiducia serve anche l’intervento dello Stato in questo, per esempio adottando quelle forme di proporzionalità che ad un certo punto scompaiono del tutto e abbandonando l’accattonaggio forzato di stato che colpisce tutte le categorie (inaccettabile la tassazione sulla benzina e le accise perchè 10 Euro di benzina per me hanno un valore perchè sono le ultime che ho, per un ricco è diverso come si impara leggendo un qualsiasi trattato di economia).
    Non capisco invece cosa intendi quando dici che si dovrebbe combattere le istanze nazi fasciste: ma quali diamine sono?
    Ti ricordo che la rivoluzione delle rivoluzioni è stata quella di Ghandi che riteneva che bastasse riconoscere l’umanità nel nemico per farsi passare la voglia di ucciderlo (molto sintetizzato ovviamente).
    L’odio tira fuori il pegio dalle persone.
    E la ghigliottina francese o la rivoluzione bolscevica o quella di Pol Pot o Mao credo che abbiano ampliamente dimostrato il pericolo di una rivoluzione basata sull’odio di classe piuttosto che su un fine che alla fine è quello della dignità dell’uomo che venga riconosciuta e del rispetto.
    Ovviamente è il mio punto di vista.
    Così ho qualche speranza di usare gli strumenti democratici per vederlo realizzato.
    Ma tu? In che modo costruiresti il tuo obbiettivo?

    Luca

  16. anonimo in ha detto:

    Sulle vicinanze tra fascismo e socialismo si potrebbe discutere molto, ma sono innegabili. E non lo dicono solo le comuni battaglie di Pietro Nenni con Mussolini, il carcere fatto assieme. Non lo dicono la miriade di comunisti-stacci veraci che dal fascismo si sono lasciati affascinare.. non è un caso, anche se questa gente si guarda bene oggi di raccontarlo questo passato e giudica gli altri in modo molto duro (come Dario Fo per dirne uno..).
    Sull’indole diversa ti lascio una frase che io trovo divertente, quasi una battuta, che spiega in modo alternativo la differenza sostanziale tra un pessimista (quale mi sembri) e l’ottimista:
    l’ottimista pensa che questo è il migliore dei mondi possibili!
    Il pessimista pensa che, purtroppo, è vero!

    Ciao.
    Luca

  17. Io come lo costruirei?Si pone un problema,perchè da una parte direi che l’uso di una lotta violenta che mini le basi di questo stato e questa pseudodemocrazia nella quale non credo assolutamente.Non ci credo perchè per me alla base la democrazia è pia illusione.Un potere che comanda e soffoca le istanze ribelli/rivoluzionarie esisterà sempre ,non ci credo per via dei casi di ustica,bologna,dei troppi compagni uccisi e i loro colpevoli salvati dallo stato democratico.Sarei dunque per l’abbattimento di questa società per approdare a uno Stato il quale compia un atto di ingegneria sociale al fine di eliminare la zavorra del paese e creare una nuova umanità.In poche parole la dittature del proletariato.Però,è anche vero che al di là della realizzazione del progetto assolutamente non fattibile, devo in quanto militante fare i conti con la politica e la realtà.Devo quindi trasformare la rabbia in programma politico.Penso quindi che ostacolando il liberismo e il pensiero neo-con e indirizzando la gente verso terreni più “umanistici”,di vita collettiva,ad esempio:il lavoro, noi operai o lavoratori dipendenti possiamo portarlo avanti benissimo da solo, senza nessun problema.l’argentina lo dimostra.Ecco guardo il sudamerica con sincero interesse,un socialismo dal volto umano è possibile?Oppure per difesa da parte degli attacchi degli altri stati capitalisti si deve scegliere per forza una strada di isolamento e repressione interna?E se avesse ragione Martov,oppure seguire il programma di rivoluzione socialista permanenete di trotsky?Caro Luca,purtroppo non riesco ancora a darmi delle risposte concrete,per questo ascolto molto,cercando di imparare, gli altri compagni e leggo , mi documento.Sono ancora alla ricerca della formula magica,che non ho ancora trovato.Parto da due analisi di base:detesto il sistema capitalistico dominante,e trovo oscena la lenta agonia della sinistra parlamentare,sono attivista del pcl,con molto entusiasmo e i miei naturali dubbi.Boh,come si fa a dire:ehi,ragazzi..per aggiustare le cose facciamo così che è giusto.Io ,che non ho fiducia nel genere umano nella sua totalità, mi fido però dei compagni e discutendo con loro cerco di farmi un’idea:stare fuori o dentro per cambiarle le istituzioni?Mi dispiace se ora non ti ho dato una risposta ben precisa però…
    i nazifasci son in giro e fanno macelli,attacchi ai centri sociali,accoltellamenti e pestaggi,ma anche manifstazioni alla luce del sole,vedi milano 11-3-06.Nonè un problema da sottovalutare.Il fascismo come sai nasceva da un socialista quindi certe scelte chiaramente aprezzabili anche a sinistra,case popolari ecc.., hanno dato base al movimento fino al periodo dicianovista,poi ammettiamolo che il nazi-fascismo è stata una tragedia mostruosa per l’italia.Non accetto revisionismi sopratutto pansiani.
    ciao,davide

  18. anonimo in ha detto:

    Non ci credi alla democrazia perchè pensi che sia inutile votare o perchè pensi che tutte le elezioni siano truccate più che libere? E perchè parli solo di compagni uccisi? Gli uccisi non hanno colore, nè a Bologna nè a Ustica o mi sbaglio? Mi sembra di sentire venire meno l’oggettività a favore della retorica. E mi sembra di averne conferma quando ti rifiuti di parlare di revisionismo. Che poi è presa di coscienza e di analisi storica obbiettiva. Un po’ come quelli che si tappano le orecchie e cominciano a urlare “lalalalalllanontisentonontisentoooo”.
    Di cosa hai paura? Che la visione storica sia “completa”?
    Della verità storica?
    Gli orrori del comunismo resistenziale e successivi non giustificano nè minimizzano il nazismo o il fascismo, ma anzi, danno una visione più completa degli orrori possibili in diverse forme. E quindi l’insegnamento, le istruzioni o il monito a fare che non si ripeta. Infatti così è avvenuto per il fascismo o il nazismo. Sarebbe l’ora che accadesse anche per il comunismo, invece di nascondere la testa sotto la sabbia quando si sente parlare un qualsiasi Pansa (che era graditissimo e attendibile quando non parlava degli orrori comunisti).
    Se uno teme la verità dovrebbe sempre chiedersi perchè e se è giusto ostinarsi a difendere le posizioni (magari arrivando a posizioni orrende come quelle di Terzani che difendeva Pol Pot o di Sanguineti che mortifica e umilia i morti di Tien An Men liquidandoli come ragazzi con il mito della cocacola piuttosto che la lotta della libertà soffocata nel sangue dal regime).
    Quando dici di non avere risposte in realtà sei rassicurante perchè il dubbio è umano e spesso sinonimo di intelligenza così come la sicurezza eccessiva forse è sintomo di fanatismo e di stupidità.
    Sono contrario ai cortei nostalgici neofascisti e secondo me andrebbero evitati come quelli nostalgici comunisti, entrambi di pessimo gusto e offensivi per la dignità umana tenendo conto degli orrori prodotti (e se dobbiamo tener conto dei numeri come fa Sanguineti per TienAnMen i morti fatti dal comunismo sono in largo numero rispetto ad ogni altro regime e continua tutt’oggi oltretutto).
    Pessimo gusto e offensivi quei cortei di neofascisti.
    Non i soli però.
    Per quanto riguarda i pestaggi stenderei un velo pietoso avendo quell’humus che attinge alla sinsitra che chiamano massimalista e più estrema che si coltiva per esempio nei social forum ha una riconosciuta attitudine all’organizzazione di violenza e pestaggi quando vuole. NEgli ultimi anni direi che è la sinsitra l’unica protagonista. Certo non giustifico certi eccessi attuati dalla polizia, ma ne giustifico altri e ne difendo l’azione in casi contestati (per esempio nel caso di Giuliani, morto a causa della sua idiozia non di un Cc a mio avviso: non ci vai addosso ai Cc alzando un estintore per parlare del più e del meno, ovvero non te lo metti un preservativo se non devi scopare. Ha tentato un’azione violenta ed ha avuto la peggio, forse per caso, ma per scelta!).
    Mi domando, visto che non credi alla democrazia, perchè credi che questa eversione dovrebbe rappresentare il popolo italiano o la sua maggioranza.
    E mi domando se tu hai una visione di un mondo diviso in operai e padroni tipica del secolo scorso e che ha poca legittimità oggi, anche da noi, dove i lavoratori operai sono solo una parte e nel complesso nemmeno la prevalente non avendo l’Italia una spicatta attitudine ad essere paese industriale (e nemmeno agricolo nonostante i propositi di Mussolini).
    Quindi è una visione secondo me falsa e basarci sopra dei sogni, anche di vendetta, mi sembra poco corretto.
    Ma rifletterei più, visto che hai dubbi come me del resto: rappresenta la mia posizione una posizione di interesse reale del popolo o finirei anche io a volere gli interessi di una sola parte, di una sola classe, di una “non maggioranza” creando comunque un’ingiustizia sociale?
    Ciao e grazie della risposta di prima che ho letto con interesse per la diversità e la semplicità.
    Luca

  19. Luca, ti consiglio di leggere l’ultimo libro di Terzani:la fine è il mio principio.Ti renderai conto che sono sbagliatissime le sue parole su di lui.In quel libro egli critica ferocemente pol pot e mao e sposa una teoria assolutamente gandhiana,che io non condivido assolutamente,ti faccio un piccolo esempio:per gandhi hitler non andava combattuto,perchè sarebbe caduto da solo.Nel frattempo chissà quanti morti ecc…Non ti pare?Bè,Terzano comunque ha preso le distanze assolute dai regimi di macellai come Pol Pot.Per quanto riguarda il revisionismo,perchè deve andare bene quello che colpisce la sinistra e non quello che fa luce su temi come il nostro colonialismo?Guarda che anche a destra non manca assolutamente l’ottusità di chi pensa di aver fatto un gran bel servizio per la patria.Portare alla luce certi misfatti resistenziali non vuol dire automaticamente render “vittime” i fascisti.Su questo punto sono convinto.Non ho pietà alcuna per chi aveva una camicia nera.Sui morti non ho detto che quelli di ustica ecc..erano tutti comunisti.Ho detto i morti innocenti delle stragi di stato e poi anche quelli dei compagni uccisi dalla polizia o dai fascisti nei 70.Io credo in un mondo diviso tra padroni e lavoratori,perchè è così.Almeno per me.Sarà una visione ridicola,fuori dal mondo?Boh,per me no.Perchè la vivo sulla pelle mia e dei miei compagni di lavoro ogni giorno.Oggi certo parlare di operai è riduttivo,parliamo di precari.Come sai la precarietà è un’arma del sistema per dividere e disorganizzare i lavoratori e creare quelle tensioni e paure che rendano il lavoratore dipendente totale e ricattabile.Ci sono classi perchè mentre noi annaspiamo alla ricerca di contratti e lavori,vi sono alcuni che il lavoro ben pagato e quantomeno sicuro ce l’hanno e son quelli che ci comandano.Lavora in qualsiasi centro commerciale,fatti un giro delle agenzie.Noterai che la precarietà proletarizza la piccola borghesia,rende il futuro incerto,porta uno stato di tensione e insicurezza nelle fasce sopratutto più basse.Per non dire di quelli che ti pagano due mesi dopo,di quelli che ti fanno contratti a progetto falsi,mi spiego:il cocopro prevede bollini pensione e malattie e ferie:capita che invece il tuo contratto di lavoro a progetto sia una baggianata totale.La vita non è così facile e non viviamo mica in una società così tanto libera e democratica,sul posto di lavoro siamo tornati indietro alla faccia delle lotte che hanno causato la morte anche di molti operai dai 50 ai 70 ,allorquando abbiamo ottenuto la legge 300.Che dirti?Io non penso che la violenza sia tutta uguale e che i morti siano tutti da rispettare.Tu hai attaccato ferocemente Carlo Giuliani,io la penso all’opposto,ma capisco benissimo la tua considerazione.Come io non provo pietà alcuna per i caduti degli eserciti occupanti ammazzati da qualsiasi resistenza.Perchè un conto è la feroce oppressione di chi occupa ,l’altro è la violenza di chi resiste.Anche se poi,tu giustamente mi dirai:avete sottovalutato il problema di Hamas.Ecco lo scontro civile tra palestinesi non è stato preso in considerazione in modo serio da noi bloggers e militanti di sinistra, mi riconosco questa colpa.Ora, non ho mai detto di esser perfetto e che le mie siano idee meravigliose,però reputo la violenza in certi casi necessaria.Le società si cambiano così.Non credo nel pacifismo e nel gandhismo.Reputo però che in italia vi sia più che altro bisogno di una rivoluzione culturale,per ridare dignità agli italiani,tramortiti da qualunquismo,menefreghismo e consumismo.Questo sì,quindi qualcosa che possa cambiare prima di tutto il pensiero delle persone e renderle più coscienti.Ti parlo a livello teorico.Per il resto ,son convinto che non andiamo aavnti,ma indietro.Quindi mi tengo certe logiche leniniste,marxiste ecc..Ovviamente profondamente rivedute e corrette nell’ottica dei nuovi tempi che tanto nuovi non sono.Ti ripeto non son un profeta o un santo,neppure un grandissimo politico che mo ti sistema le cose con la bacchetta magica.Non ho il mio pensatore di fiducia, mai detto:questo l’ha scritto travaglio,grillo,e tutti i pensatori di sx o dx.Leggo e poi mi faccio idee mie.Se ti dovessi dire chi sono i miei punti di riferimento:Giovanni Pesce,Elio Vittorini,Teresa Noce,Jannacci,Volontè,Gallinari,Zapata.Insomma in modo viscerale,istintivo,passionale cerco di far del mio meglio politicamente,lottando contro cdl e unione.Poi leggo i blog altrui,anche di destra,per aver ulteriori stimoli e riflessioni.
    ps:Pansa:mi fa schifo perchè non è sincero.Egli sta sfruttando un filone per soldi.Perchè non le ha dette prima queste cose?Che coraggio si dimostra nel dire cose non documentate,come detto dallo stesso autore,ma sentite dire in gioventù?Se già le sai avresti dovuto avere il coraggio di fare come un Massimo Fini,che da sempre lotta contro certe verità di comodo,(per alcuni)
    Sulla democrazia:come sai le elezioni del 48 sono state truccate dalla cia,ammissione della stessa cia.Io penso che la democrazia sia la maschera che il potere e le classi dominanti usano per confondere il popolo.Tu puoi consumare e viaggiare,ti facciamo pure votare:quindi sei libero.Ma non è vero,perchè comunque un modello ben impostato lo si deve sempre seguire e non lo scegliamo mai noi,ma il potere.Allora meglio un paese con regime comunista dove lo stato è forte ed è visibile la sua presenza.Che me frega di votare se poi non vengo minimamente rappresentato da questo governo.Poi pensa e rifletti sulla democrazia in afghanistan e iraq.Come dei coglionazzi anche nel csx si è parlato di democrazia,peraltro portata in modo violento e imposta da popoli stranieri,per via dei voti.Si è visto poi come è finita,no?
    ciao,davide

  20. Oh finalmente qualcuno che ricorda cosa significa riformista, ogni volta che qualcuno si qualifica riformista in tv ho un conato! Rosa Luxemburg si sta rivoltando nella tomba! Il partito democratico… ma che aborto è? All’interno dei ds lo scontro è forte, ma come sempre la dirigenza passerà sulle loro teste, calpestando qualsiasi dissenso! La politica italiana è sempre più della serie “io speriamo che me la cavo”.

  21. AnelliDiFumo in ha detto:

    Lo sai che la definizione di “partito tautologico” la faccio mia da oggi, sì?

    Aderisco al post come la consueta tellina.

  22. anonimo in ha detto:

    I Ds…. attenzione che all’interno di quel partito che nella sua vita ha visto molte trasformazioni, alcuni hanno notato una forte attitudine a “far fuori” proprio i fautori e creatori di svolte. Il cammino (troppo) veloce che Fassino cerca di imporre per acquisire credibilità europea all’interno del grande partito democratico (che lascia molti elettori confusi e in crisi di identità) e le attuali divergenze interne (si parlava di primarie urgenti pochi giorni fa) forse sono il segnale che il cammino di Fassino è quasi al termine e che il partito dei Ds è quasi maturo per la svolta (o per la sua disintegrazione come fu per Dc e Psi). Il dubbio che invece si pongono molti sia a destra che a sinsitra è: Fassino se ne andrà da solo o D’Alema sarà costretto a farlo uscire?
    Luca

    P.S.: per l’attitudine a far fuori rimando al caso – non unico – di Occhetto..
    Viga: risponderti richiederebbe un post talmente lungo che sono scoraggiato. Questo perchè è un post estremamente stimolante in cui ho riconosciuto certe mie intemperanze adolescenziali. E lo sdegno di fronte a temi come il lavoro nero, caporalato, sfruttamento dell’uomo (quindi sicurezza sul lavoro ma parlerei anche di casi di schiavitù) ecc, l’indignazione ha tutto il mio solidale appoggio incondizionato. Sono uno schifo che, in passato, tendevano a farmi credere che un’azione eversiva se condannabile dal punto di vista umano senza condizioni, aveva una qualche comprensione dal punto di vista politico.
    Poi sono cresciuto e mi sono svegliato. E mi sono lasciato visioni novecentesce (incluso il comunismo marxista) ale spalle.
    Però, nonostante fini e strategie da proporre diverse, riconosco temi condivisi e sentiti. Dei piccoli fini comuni all’interno di un discorso più ampio.
    QUindi molto stimolante.
    Luca

  23. @grazie Anelli!

    @Luca
    Siete un po’ andati fuori dal taglio che aveva il mio post..ma non c’è problema.
    Attenzione, Occhetto in realtà – sebben ci siano state le note scivolate all’atto del passaggio dal PCI al PDS – non è stato “fatto fuori”, è uscito di scena in un modo al quale in effetti in Italia non siamo abituati, ma che fuori di quui è la norma: era alla guida dei progressisti, i progressisti han perso le elezioni, ed è stato/si è fatto da parte.
    Sul partito democratico: difficile prevedere esiti e del progetto, e delle persone.

    Una cosa però sia chiara: il progetto non è affatto teso ad acquisire credibilità in europa, ma risponde a finalità ed esigenze tutte italiane. Sia..numeriche, che politiche. Anzi, a livello europeo questo percorso pone qualche imbarazzo alla famiglia del PSE.

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